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Motovedetta Guardia costiera

Sei imbarcazioni, con a bordo in totale di 66 migranti, sono state bloccate stanotte a Lampedusa (Ag). I carabinieri della stazione hanno prima bloccato tre natanti, con a bordo complessivamente 30 persone, che erano appena approdati a molo Favarolo e poi un’altra piccola imbarcazione, con a bordo 14 migranti, che era riuscita a spingersi fino a cala Palme. La Guardia costiera, nelle acque antistanti alla più grande delle isole Pelagie, ha intercettato e fermato, invece, altri due natanti con a bordo 8 e 14 tunisini. Tutti i 66 migranti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola.
   

E’ stato riaperto al pubblico il glorioso palasport Pippo Nicosia di Agrigento, dopo i lavori ristrutturazione e ammodernamento sostenuti dalla Real Basket Agrigento, associazione sportiva che si è aggiudicata la gestione dell’impianto comunale. 

A tagliare il nastro tricolore, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, il figlio del compianto Pippo Nicosia, Giovanni, ed il presidente della Real Basket Agrigento, Alessandro Bazan.

Alla cerimonia di riapertura del PalaNicosia hanno anche partecipato l’ex dirigente della Fortitudo Agrigento e nuovo responsabile del settore giovanile della Real Basket, Gianni Portannese, l’ex dirigente dell’Impresem Agrigento, Dino Castronovo, l’ex Presidente del Coni di Agrigento, Calogero Lo Presti, l’ex dirigente della Michelangelo e attuale presidente della Seap Pallavolo Aragona, Nino Di Giacomo, il Consigliere regionale della Fipav Sicilia, Piero Mammana, il presidente della Fipav Akranis, Massimo Scibetta e l’ingegnere Mario D’Alessandro, ex presidente dell’Impresem Agrigento in serie A. Presenti anche tanti ex giocatori e giocatrici di pallavolo e pallacanestro, allenatori e dirigenti delle società sportive della provincia di Agrigento. Sugli spalti oltre 300 spettatori che al termine della cerimonia hanno assistito all’incontro amichevole di pallavolo femminile tra la Seap Aragona, neo promossa in serie B2 e la Sigel Marsala, fresca di ripescaggio in serie A2. Per la cronaca il test match, al meglio di tre set, è stato vinto dalle ospiti per 2 a 1 con questi parziali: 25-23, 18-25, 22-25. Entrambi gli allenatori, al termine della gara, si sono ritenuti soddisfatti della prestazione delle giocatrici dopo due settimane di duro lavoro per preparare al meglio il debutto nei rispettivi campionati di appartenenza.

Dalla prossima settimana il palasport “Nicosia” entrerà in funzione a regime con tantissime attività: mini-basket, mini-volley, pallacanestro giovanile, arti marziali, scherma, spinning, fit boxe, funzionale per citarne alcune.

Per iscrizioni e informazioni è possibile recarsi alla segreteria del Palasport Pippo Nicosia dal lunedì al venerdì, dalle ore 16 alle ore 20.

Si inaugura oggi, primo settembre, alle ore 18, a Comitini, una estemporanea di pittura figurativa sul tema “Comitini e la sua storia”, premio Peppe Butera.
Un evento culturale ideato da Cosimo Contino.
Una ventina i partecipanti che si cimenteranno nella produzione di opere artistiche che avranno a tema la cittadina di Comitini, il suo paesaggio, la sua storia, le sue tradizioni di ieri e di oggi.
La manifestazione proseguirà anche domani, 2 settembre, in piazza Umberto. Nel Palazzo Bellacera l’otto settembre alle ore 18 interverrà l’artista Nino Seviroli.
E sempre nel palazzo Bellacera dal 3 al 29 settembre, verranno esposte le opere in gara.
Il 29 settembre, alle ore 18, Fortunato Alfeo e Vincenzo Arnone saranno i protagonisti dell’iniziativa “La serata delle grandi emozioni” e alle ore 20 nel corso di una cerimonia avverrà la premiazione dei vincitori.
Dal tre al ventinove settembre Comitini renderà omaggio all’artista Peppe Butera

“Il dotto Enrico Scifo ci ha lasciati!

Diede un contributo determinante alla chiusura definitiva dell’Ospedale Psichiatrico di Agrigento; organizzò i servizi di salute mentale, di neuropsichiatria infantile, delle tossicodipendenze e le unità valutative Alzheimer in tutto il territorio della provincia di Agrigento.

Diresse con competenza, equilibrio e passione il settore Salute Mentale dell’Asl di Agrigento, ponendosi obiettivi di cura, prevenzione, riabilitazione e organizzativi dei servizi mirati sempre alla tutela della professionalità degli operatori e alla dignità dei portatori di disturbi psichici.

Con l’auspicio che la sua opera, la sua capacità organizzativa e il suo entusiasmo rimangano sempre come linee guida per chiunque in futuro voglia occuparsi di tutela della salute mentale. Esprimo commosso sentimento di profondo cordoglio per la dipartita dell’amico generoso e gioviale e del maestro di psichiatria e di vita”.

Luigi La Licata, Dirigente Responsabile dell’Unità Operativa specialistica e dell’Unità Valutativa Alzheimer del Distretto Sanitario di Canicattì.

Il racconto fatto dalle vittime è costellato di episodi di minacce da parte del figlio che chiedeva continuamente del denaro. Sfiniti e impauriti i due coniugi hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri. Il ragazzo adesso si trova in carcere

Triste storia scoperta a Licata (Ag) dai carabinieri. Un racconto, quello fatto dalle vittime, costellato da vari episodi di maltrattamenti e richieste di danaro avanzate dal proprio figlio. I militari dell’arma, acquisita la richiesta di aiuto di una coppia licatese, hanno accertato un ennesimo episodio in cui il loro figlio, 30enne, già noto alle forze dell’ordine, con atteggiamento minaccioso, avrebbe chiesto ai genitori di farsi consegnar50 euro. 

I due coniugi, sfiniti e impauriti dalle continue pressioni e richieste del loro figlio, hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri. I militari dell’arma, intervenuti prontamente, hanno fatto scattare una immediata attività d’indagine, che ha permesso di far luce sull’ultimo episodio, avvenuto proprio in una via del centro cittadino ma anche su pregresse vicende di maltrattamenti.

Sono scattate pertanto le manette ai polsi del trentenne con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia. L’uomo, è stato subito tradotto in carcere, su disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

 

 

 

 

La costa agrigentina è stata ancora una volta meta di uno sbarco di migranti “fantasma”, perché sfuggiti ai controlli in mare. Una imbarcazione è stata scoperta ormeggiata a riva della spiaggia di Giallonardo, in territorio di Siculiana. E sull’arenile sono stati abbandonati diversi vestiti. Probabilmente i migranti hanno indossato altri abiti asciutti prima di dileguarsi all’interno. Indagini e ricerche sono in corso.

L’inchiesta della Procura di Agrigento sul caso “Diciotti” è a Palermo. Oltre i cinque capi di imputazione, Patronaggio contesta otto violazioni che configurano l’abuso d’ufficio.

Il procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha firmato l’atto contenente i capi d’imputazione contro il ministro Salvini e il prefetto Piantedosi nell’ambito dell’inchiesta sul caso “Diciotti”, e lo ha consegnato ad un “piccione viaggiatore” (tra virgolette), un ufficiale della Guardia Costiera incaricato a consegnarlo a Palermo al procuratore capo, Francesco Lo Voi. E Lo Voi a sua volta ha tempo fino al prossimo 15 settembre per valutare l’atto del collega Patronaggio, confermando o modificando l’impianto accusatorio. Dopodiché il tutto sarà sul tavolo dei tre giudici che compongono il Tribunale dei ministri di Palermo, che entro 90 giorni valuteranno e approfondiranno anche loro, eventualmente ascoltando le parti interessate. E il ministro Salvini ha già annunciato di volere essere interrogato. Anche le parti offese, i migranti, hanno facoltà di essere interrogati e di costituirsi parte civile se sarà imbastito un processo. Nel dettaglio il procuratore Luigi Patronaggio contesta la violazione dell’articolo 289 ter del codice penale, il sequestro a scopo di coazione, perché il ministro Salvini avrebbe trattenuto in ostaggio 177 persone per costringere l’Unione Europea alla re-distribuzione dei migranti contro la convenzione di Dublino.
E poi, altra violazione, l’articolo 605 del codice penale, il sequestro di persona, per avere mantenuto 177 migranti ristretti per 10 giorni, senza alcuna ragione, sulla nave “Diciotti”.
E poi l’articolo 606 del codice penale, l’arresto illegale, perché il trattenimento illegittimo dei migranti a bordo della nave sarebbe stato una forma di arresto non autorizzato.
E poi l’articolo 328, l’omissione di atti d’ufficio, perché non è stato indicato il porto di sbarco sicuro alla Guardia Costiera che lo ha chiesto dopo il salvataggio dei migranti. Catania è stato solo uno scalo tecnico.
E poi l’articolo 323, l’abuso d’ufficio, per avere violato, in almeno otto casi, le disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e altre norme internazionali, articoli della Costituzione Italiana e del Testo unico sull’immigrazione. E gli otto casi sono:
l’articolo 5 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo: “Nessuno può essere privato della sua libertà”.
L’articolo 13 della Costituzione Italiana: “La libertà personale è inviolabile”.
L’articolo 10 comma 3 della Costituzione, che garantisce il diritto di asilo allo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche.
E poi la violazione del Regolamento di Dublino del 2013, che garantisce protezione internazionale ai minori non accompagnati e per le donne vittime di stupri.
E poi l’articolo 10 ter del Testo unico sull’immigrazione, secondo cui i migranti debbono essere tempestivamente informati del diritto all’asilo.
E poi la violazione dell’articolo 47 della legge 7 del 2017 che prevede il rilascio del permesso di soggiorno ai minori non accompagnati.
E poi la violazione dell’articolo 60 della Convenzione di Istanbul e l’articolo 7 del decreto legislativo 251 del 2007 che garantiscono la massima tutela per le donne che hanno subito violenza. E quindi le 11 donne dell’Eritrea violentate nei campi libici avrebbero avuto subito diritto allo status di rifugiati.

Il Lions Club Agrigento Host con il Leo Club Agrigento Host organizzano la 1^ Passeggiata
veloce e risveglio muscolare nella Valle dei Templi, che avrà luogo domenica 2 settembre
2018, con raduno alle ore 6,30 am, nell’area teatrale del Tempio di Giunone.
L’iniziativa mira alla sensibilizzazione alle buone pratiche per il benessere psicofisico e alla
fruizione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici del territorio.
Aperta a tutti agrigentini e non, turisti di ogni parte del mondo che si trovano ad Agrigento e
decidono di vivere in un modo nuovo la Valle dei Templi, location straordinaria per la
promozione di sani valori tra cui salute, cultura, amicizia e sport.
I partecipanti saranno guidati dagli istruttori sportivi della Master Fit Events per un risveglio
muscolare. Prevista inoltre, la presenza della dott.ssa Roberta Siracusa che illustrerà i benefici
prodotti dalla passeggiata veloce (walking).
Sarà possibile scegliere tra 2 percorsi con una durata di 30 minuti o di un’ora percorrendo
rispettivamente 3 o 7 km.
All’evento che ha avuto il patrocinio del Parco archeologico della Valle dei Templi e del
Comune di Agrigento, hanno aderito diverse organizzazioni locali, tra le quali: ABBA, ANDE,
ASD Racing Team Agrigento-Scuola di ciclismo nella Valle, Club Nautico Punta Piccola, Club
Rotary AG, CNA, Confcommercio, Consorzio Turistico della Valle dei Templi, Croce Rossa,
FAI, Fidapa, Kiwanis Agrigento, Lega Navale, Legambiente, Lions Club Agrigento
Chiaramonte, Lions Club Aragona Comitini Grotte Racalmuto “Zolfare”, Slow Food e
Soroptimist Club di Agrigento.
La partecipazione è completamente gratuita ed alla fine verrà offerta dalle predette
organizzazioni una sana colazione biologica a cura di Slow Food.
Il Consorzio Luoghi dell’Arcadia mette gratuitamente a disposizione il parcheggio antistante
l’ingresso il Tempio di Giunone.
Gli intervenuti, usufruendo di uno speciale sconto da parte del FAI, pagando un biglietto del
costo di € 2,00 potranno visitare il Giardino della kolymbethra.

Agrigentini sempre più indignati contro gli incivili della differenziata
Alongi: “Grande soddisfazione per questa inversione di tendenza dei cittadini”

 

“C’è una nuova presa di coscienza sul fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti e di questo non possiamo che essere soddisfatti, ritenendolo un primo importante passo verso un miglioramento delle condizioni igieniche della città di Agrigento”.
A dirlo è Giancarlo Alongi, amministratore delegato di Iseda, l’impresa che insieme alla Sea e alla Seap, gestisce il servizio rifiuti nel capoluogo e che nei giorni scorsi aveva lanciato diversi appelli proprio su questo argomento.
“In questi ultimi giorni – spiega Alongi – abbiamo registrato un’inversione di tendenza importante da parte di tanti cittadini indignati per quello che poche persone riescono a fare con la loro maleducazione e cioè rovinare il lavoro degli operatori ecologici e di rendere pressochè vano lo sforzo che la stragrande maggioranza degli agrigentini fa nel realizzare una buona raccolta differenziata dei propri rifiuti. Ormai, siamo al punto, che alcune zone centrali della città, devono essere bonificate solo il giorno dopo essere state ripulite dalla spazzatura abbandonata dai soliti maleducati che evidentemente, non pagano neanche la Tari, altra cosa che danneggi ai contribuenti onesti”.
E per far fronte a tutto questo, il lavoro degli operatori ecologici di Iseda e Sea, prosegue senza sosta visto che i netturbini sono impegnati quotidianamente, oltre che nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti differenziati, proprio nella bonifica di intere aree di territorio urbano e periferico ormai preda di incivili. Zone come la casa cantoniera nei pressi dell’ex miniera della Ciavolotta lungo la strada 115, ad esempio, sono ormai discariche a cielo aperto, così come accade in alcuni ex centri di raccolta o come a Fondacazzo o piazza Ravanusella.
Le bonifiche riguardano, ormai ciclicamente, la via Toniolo e la via Petrarca nella zona del campo sportivo, la parte a valle della via Gioieni, la via Manzoni, via Europa nei pressi della Villa del sole ma anche la via Crispi e la via don Sturzo.
“Se il fenomeno della segnalazione degli abusi continua a prendere piede – continua Alongi – magari si innescherà un circuito virtuoso che permetterà a tutti di vivere in un ambiente migliore. La parte sana della collettività deve aspirare a questo. Noi facciamo il nostro lavoro ogni giorno e questo la gente lo vede con i propri occhi ma possiamo ben poco contro l’inciviltà di pochi a danno di molti. Per questo ognuno deve fare la propria parte e segnalare gli episodi di inciviltà che finiscono col gravare, anche economicamente, su chi invece, il proprio dovere lo fa ogni giorno”.

Sono migliaia i turisti che ogni giorno affollano Agrigento e la sua Valle dei templi. Tra tutti coloro che ammirano la Valle dei templi, i commenti negativi rilevati nel maggior contenitore di recensioni turistiche, riguardano l’immondizia sparsa per le strade agrigentine.

Se infatti alcuni residenti agrigentini e siciliani in genere sembrano ormai abituati ai rifiuti, i turisti rimangono meravigliati se nelle strade della città simbolo del turismo siciliano recente, trovano sparsi per le strade sacchetti di immondizia.

«Com’è possibile che nel 2018 si tenga in ordine 200 metri di centro storico e basta mentre fuori c’è sacchetti del sudicio ovunque?» scrive un utente su TripAdvisor. La notizia completa sul Giornale di Sicilia in edicola.