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Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 51.373 (+1.601 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.759 (+42), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.210 persone (+8), 346 sono guarite (+31) e 203 decedute (+3).

Degli attuali 2.210 positivi, 565 pazienti (+2) sono ricoverati – di cui 39 in terapia intensiva
(-2) – mentre 1.645 (+6) sono in isolamento domiciliare.

Oltre 63 milioni di ricavi in meno tra marzo, aprile e maggio 2020. È questa la previsione del crollo del settore benessere, schiacciato non solo dalla chiusura delle aziende ma messo in ginocchio dalla concorrenza sleale degli abusivi che, disattendendo la normativa, hanno continuato ad operare con grandi carenze dal punto di vista igienico-sanitario aumentando il rischio di contagio.

Secondo i dati diffusi dall’ufficio studi di Confartigianato, il mix di lockdown e concorrenza sleale sta generando ampie perdite per il settore dell’acconciatura ed estetica nel quale in Italia, secondo i più recenti dati sulla struttura imprenditoriale italiana, operano 130 mila imprese che danno lavoro a 263 mila addetti.

La prolungata chiusura di parrucchieri ed istituti estetici sta determinando forti perdite di fatturato delle imprese regolari, che in Italia si stimano pari a 495 milioni di euro al mese.

A livello nazionale viene calcolata una perdita economica nell’arco dei tre mesi di marzo, aprile e maggio di  1.078 milioni di euro (di cui 63,7 milioni in Sicilia), pari al 18,1% del fatturato annuo, con potenziali pesanti ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 49 mila addetti del settore.

“Le imprese di acconciatura e dei centri estetici – dice con forza Confartigianato Sicilia – devono quindi poter riaprire al più presto. Non si possono accettare perdite per oltre 63 milioni di euro. Gli artigiani del benessere sono in ginocchio. L’apertura deve essere consentita nel rispetto delle condizioni di sicurezza che sono state delineate, a livello nazionale, nel documento approvato nei giorni scorsi dal direttivo di Confartigianato Benessere, in cui sono delineati i criteri di sicurezza per la riapertura delle attività”.

Confartigianato Sicilia, sin dall’inizio dell’emergenza coronavirus, ha svolto un’intensa campagna di comunicazione tra i propri associati, proprio al fine di scoraggiare il lavoro abusivo. Ma adesso la riapertura dei centri di acconciatura ed estetica non si può rimandare oltre.

Secondo le linee guida stilate a livello nazionale dalla categoria, la condizione per la ripresa dell’attività dovrà essere l’applicazione di misure igienico-sanitarie e di modalità di lavoro che garantiscano la sicurezza e la tutela della salute dei clienti, degli imprenditori e dei loro dipendenti.

Tutti gli associati possono rivolgersi agli uffici territoriali di Confartigianato per ulteriori chiarimenti. Qui di seguito le principali informazioni.

Dal punto di vista organizzativo, Confartigianato propone:

  • Svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento.
  • Presenza di un solo cliente per volta in area reception, spogliatoi, servizi igienici.
  • Permanenza dei clienti all’interno dei locali limitatamente al tempo strettamente indispensabile all’erogazione del servizio/trattamento.
  • Adozione – per le imprese maggiormente strutturate – di orari di apertura flessibili con turnazione dei dipendenti.

Limitatamente ai saloni di acconciatura che – contrariamente ai centri estetici – normalmente non dispongono di spazi chiusi nell’ambito dei quali circoscrivere la presenza ad un solo cliente per operatore:

  • Delimitazione degli spazi con applicazione sul pavimento di scotch di colore ben visibile.
  • Utilizzo di postazioni alternate sia nella zona del lavaggio che nelle zone trattamenti.
  • Distribuzione della clientela tra gli addetti in modo tale che ciascun operatore abbia in carico un massimo di due clienti contemporaneamente qualora uno dei due sia in fase di attesa tecnica (tempo di posa del colore).

Dal punto di vista igienico-sanitario, Confartigianato propone:

  • Utilizzo mascherina e guanti.
  • Utilizzo di occhiali protettivi o visiera in plexiglas per i trattamenti per i quali non può essere garantita la distanza interpersonale di un metro (per gli acconciatori limitatamente ai servizi di taglio/cura della barba).
  • Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni trattamento/servizio.
  • Disinfezione dei servizi igienici dopo ogni utilizzo.
  • Utilizzo, ove possibile, di materiali monouso e lavaggio a temperatura adeguata e con prodotti igienizzanti dei materiali in tessuto.
  • Posizionamento di soluzioni disinfettanti all’ingresso e in corrispondenza di tutte le postazioni lavoro, a disposizione di operatori e clientela.

Misure aggiuntive per i centri estetici:

  • Utilizzo di soprascarpe monouso.
  • Utilizzo di camici monouso o lavaggio giornaliero degli indumenti ad alta temperatura con prodotti igienizzanti.
  • Accurata detersione dei lettini con ipoclorito di sodio-candeggina o alcool denaturato, ed arieggiamento della cabina dopo ogni trattamento.

La catastrofe sanitaria avvenuta all’Asp di Siracusa continua ad essere al centro delle cronache nazionali.

Prima la trasmissione Report, ieri la trasmissione Non è l’Arena; uno spaccato decisamente drammatico che ha sconvolto, oltre all’opinione pubblica nazionale, anche Papa Francesco.

E il Santo Padre non ha esitato un solo istante a far sentire la propria vicinanza a tutta la comunità siracusana; ha preso il telefono ed ha telefonato al primo cittadino Francesco Italia.

“Pronto, lei è il sindaco di Siracusa? Sono Papa Francesco e non è uno scherzo”.

Ovvio immaginare lo stato d’animo del primo cittadino che ha spiegato l’evento così: “Non appena ho sentito la voce del Papa, istintivamente mi sono messo in piedi- racconta- ho continuato a chiedere con chi parlassi: era davvero lui”. Il Pontefice ha ricevuto la lettera di un concittadino, che gli ha raccontato  di Siracusa, di quello che sta accadendo in questi giorni, di come stiamo vivendo l’emergenza Covid- e ha chiesto al Papa una benedizione speciale per la città e per l’amministrazione comunale. Papa Francesco ha detto al sindaco che ha saputo cosa sta accadendo e ha voluto lanciare, attraverso il primo cittadino, un messaggio all’intera cittadinanza:  “Ho saputo cosa state facendo. Volevo farvi sapere che sono vicino a Siracusa e prego per voi”. “Ci siamo lasciata con la promessa di preghiere reciproche-conclude il sindaco- Non lo potrò mai più dimenticarlo”.

Trentadue migranti sbarcati a Lampedusa e già trasferiti in traghetto a Porto Empedocle da ieri sera sono ospitati nell’ex hotel Villa Sikania adibito a centro d’accoglienza. Lo ha fatto sapere il sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella.

Il sindaco ha rappresentato al prefetto la sua contrarietà per il particolare momento di emergenza sanitaria. Il prefetto tuttavia lo ha rassicurato sul fatto che i migranti non potranno uscire perchè controllati adeguatamente dalle forze dell’ordine.

Al momento, gli ospiti non presentano sintomi riconducibili al Covid-19. La gente di Siculiana tuttavia, ha protestato civilmente. Numerose famiglie si sono affacciate al balcone per rumoreggiare utilizzando pentole e mestoli.

Dato il momento contingente di difficoltà che stiamo vivendo a causa dell’emergenza coronavirus, Banca San Francesco, ha deciso di varare alcune iniziative per supportare la nostra provincia ed affrontare l’epidemia con i giusti mezzi. Per questo la banca, dopo aver concordato con l’ASP di Agrigento circa le necessità dei vari ospedali, ha contattato i fornitori segnalati al fine di reperire i dispositivi di protezione e le apparecchiature necessarie.

Con l’auspicio di garantire un’efficace gestione dell’emergenza, saranno donati dei ventilatori polmonari e dei display touch multifunzione per il monitoraggio dei parametri all’Ospedale di Canicattì, mentre diverse tipologie di dispositivi di protezione saranno distribuite agli Ospedali di Canicattì, Agrigento, Licata e Ribera al fine di agevolare il lavoro degli operatori sanitari.

Il momento che stiamo vivendo è tra i più tragici della storia del nostro Paese. Il nostro è un compito di fondamentale importanza per supportare il sistema sociale e limitare le fragilità dei nostro territorio. Nonostante le restrizioni, continuiamo a garantire i servizi alla comunità e siamo orgogliosi di dare anche il nostro contributo, essendo pienamente convinti che soltanto con l’unione e la solidarietà potremo superare insieme questo difficile momento”, ha dichiarato Vincenzo Racalbuto, Direttore Generale di Banca San Francesco.

Infine il Presidente della banca, Vincenzo Di Giacomo, ha voluto dedicare un messaggio di ottimismo: “#Andràtuttobene è l’augurio che vogliamo rivolgere anche noi a tutta la collettività. Non dobbiamo lasciarci sopraffare dalle difficoltà del momento, ma dobbiamo agire con senso civico e lavorare tutti insieme per ripartire più forti di prima. Torneremo presto ad abbracciarci all’insegna dello spirito cooperativistico che da sempre ci contraddistingue”.

Ancora un colpo di coda per il clima che da ieri sera è peggiorato. Hanno già avvolto la Sicilia nuvolosità e forti venti. Imponenti venti da forti a burrasca, soffiano dai quadranti orientali sulla Sicilia.

L’Isola non rientra però tra le sette regioni italiane per le quali la Protezione civile, per la giornata di oggi, ha diramato un avviso di allerta gialla. Anche le temperature scenderanno di qualche grado, attestandosi, in Sicilia, tra i 18 e i 23 gradi. Un importante segnale di generale miglioramento è atteso da giovedì 23 quando l’alta pressione riuscirà ad impadronirsi del bacino del Mediterraneo regalandoci più sole.

Si mantiene in linea con le scorse settimane il numero di controlli effettuati dalla Polizia Provinciale a partire dal giorno 13 aprile, lunedì di Pasqua fino al 18 aprile. Sono stati 647 in totale i controlli effettuati dalle pattuglie della Polizia Provinciale contro i 659 controlli effettuati la settimana precedente. Nessun verbale o illecito penale è stato accertato durante i controlli, sulla base della normativa emanata per l’emergenza Covid-19.Un dato che testimonia una buona propensione della cittadinanza a rispettare le norme sulla limitazione degli spostamenti e sul distanziamento sociale con esclusione peri casi di necessità, lavoro o motivi di salute.

Il pattugliamento di vigilanza fissa ha riguardato le strade provinciali Sp. n.1 Quadrivio Spinasanta (SS118) – Villaseta (SS115) e la S.p. n. 4 Strada Panoramica Valle dei Templi nel giorno del lunedì di Pasqua. Verificate le autocertificazioni di 118 conducenti senza che nessuna infrazione sia stata accertata.

I controlli effettuati con il coordinamento della Prefettura e della Questura, si sono estesi a 18 comuni della provincia: Raffadali, Joppolo Giancaxio, Aragona, Comitini, Cammarata, San Giovanni Gemini, Casteltermini, San B. Platani, Ravanusa, Campobello di Licata, Santa Margherita, Menfi, Realmonte, Siculiana, Burgio, Villafranca, Castrofilippo, Naro, oltre alla città di Agrigento.Quattro le pattuglie utilizzate, giornalmente, per il servizio di vigilanza dalla Polizia Provinciale Due le pattuglie in servizio dalle ore 8:00 alle 14:00 e due dalle 14:00 alle ore 20:00. Qurantatre sono stati in totale i turni coperti dagli agenti impegnati in servizio durante questo periodo.

Tali attività restano operative almeno fino al 3 maggio in attesa di ulteriori decisioni del Governo nazionale e del Presidente della Regione Siciliana che, peraltro, ieri ha emesso una nuova ordinanza che consente l’attività non imprenditoriale necessaria per la conduzione di terreni agricoli e per la cura degli animali finalizzata a sopperire alle esigenze alimentari ed ai lavori di manutenzione per la prevenzione degli incendi.

La Polizia provinciale contribuisce già da alcune settimane, su impulso del Commissario Straordinario del Libero Consorzio Dott. Girolamo Alberto Di Pisa, ai controlli nella nostra provincia.

Il Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, manifesta il proprio disappunto sul susseguirsi di arrivi di migranti a Villa Sikania ed afferma: “Fratelli d’Italia esprime piena solidarietà e si pone al fianco dei cittadini siculianesi, costretti a subire l’arrivo di decine di extracomunitari nel loro paese, nonostante le giustificate e civilissime proteste.

È ormai evidente a tutti che al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed al Governo PD-CINQUESTELLE non frega nulla dei siciliani, se è vero come è vero che, nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria mondiale, continuano a permettere sbarchi di migranti provenienti dall’Africa, dove la pandemia è in rapida diffusione, e chiedono alle Prefetture di avviare avvisi pubblici per ricercare strutture abitative dove collocare quelli che, molto probabilmente, arriveranno nei prossimi giorni.

Si vergognino quei parlamentari agrigentini di maggioranza che una settimana fa si proclamavano disponibili ad intraprendere azioni efficaci per risolvere la questione e che invece, ad oggi, non hanno fatto sostanzialmente nulla, tradendo le aspettative dei cittadini e rimanendo  (strano per loro sempre molto loquaci e attivi sui social) in un censurabile silenzio”.

E’ atterrato alle 15,40 all’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino il Boeing 777F della Qatar Airways Cargo con a bordo 56 tonnellate di materiale sanitario e accessori medicali proveniente dalla Cina Shanghai – Pudong, destinati alla Protezione civile siciliana Regione Siciliana per fronteggiare l’emergenza Covid19. Il Boeing 777F è decollato ieri dall’aeroporto internazionale di Shanghai-Pudong per poi fare scalo a #Doha, da dove oggi è ripartito alla volta di Palermo. “Da oltre un mese arrivano voli carichi di dispositivi di protezione individuale contro il Coronavirus – ha detto Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap spa, che ieri ha seguito i lavori di sbarco del grosso carico di materiale sanitario – L’aeroporto di Palermo è operativo e garantisce il servizio pubblico essenziale.  Saremo pronti, quando la normativa lo prevederà, alla ripresa delle attività. In questo momento, siamo costantemente in contatto con le compagnie aeree. A maggio, intanto, riattiveremo i cantieri dei lavori in aerostazione”.

Ormai la bandiera Europea è diventata la maschera di carnevale più azzeccata e lo strumento ideale per alcuni stati tra cui la Germania, l’Olanda e la Francia per occultare un grande progetto di speculazione finanziaria e di espansione monetaria e sopraffazione economica .

Vorrei citare alcuni principi su cui è fondata l’Europa:

-L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.

-L’Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale …

Dietro al buonismo di facciata , incompatibile con i fatti accaduti ed ancora presenti nella nostra memoria, non posso non menzionare e mai dimenticare “il 12 Marzo del 2020” in piena emergenza pandemica mondiale per il coronavirus la signora Presidente della BCE Cristin Lagarde dichiarò che “la BCE non ha il dovere di operare per ridurre gli spread. Non è la missione della BCE, ci sono altri strumenti e altre istituzioni incaricate di farlo”.

Questa frase è costata ai risparmiatori Italiani un tonfo storico, una perdita in un solo giorno di circa 68 miliardi di euro, un buco del 17% un record negativo. E siccome il danno è stato fatto agli italiani, questa gentil donna siede ancora comodamente al suo posto.

Mi chiedo se la stessa cosa l’avesse subita la Germania, la Francia oppure l’Olanda, secondo voi l’avrebbero cacciata l’indomani e chiesto un risarcimento per i danni causati? Da notare che sono stati rispettati in pieno i principi fondamentali di collaborazione e di coesione economica …

Sempre per questo principio in Europa sono stati versati alle imprese tedesche da 1.500 a 5.000 euro in contributi a fondo perduto; alle imprese olandesi 4000 euro a fondo perduto più un contributo di 1.500 euro a persona per tre mesi.

In Italia una tantum di Bonus di 600 euro per autonomi e partita IVA.

Non posso non menzionare la vergognosa mancanza di solidarietà dei paesi dell’UE verso gli italiani rispetto all’emergenza degli ospedali e alla necessità di rifornimenti vitali.

I primi a venirci ad aiutare concretamente con i fatti e non con le parole sono stati Russia, Cuba, Albania e Cina .

Non posso non menzionare che da quel consiglio straordinario europeo, prima rinviato e, poi, con un “nulla” di deciso, sia uscito un compromesso di intese pari a uno “zero a zero” di una partita di calcio .

Si parla di lancio di strumenti innovativi non meglio specificati e per i quali se ne parlerà nei prossimi mesi.

Scusate Signori Tedeschi e Olandesi, forse vi sfugge che il tempo in questa fase è fondamentale di fronte a un’emergenza drammatica ed epocale che non può aspettare questa tempistica!

Migliaia di persone stanno morendo per la malattia e milioni rischiano di morire di stenti perché hanno perso o perderanno il lavoro, il negozio, l’impresa.

Un altro evento che rispecchia perfettamente i principi di solidarietà, coesione, collaborazione per cui è nata l’Europa è la dichiarazione di un noto giornale tedesco Die Welt: “in Italia la mafia aspetta soltanto una nuova pioggia di soldi da Bruxelles”. Ed ancora, “gli italiani devono essere controllati” dalla Commissione europea e “devono dimostrare” di spendere gli aiuti esclusivamente per l’emergenza sanitaria.

La ciliegina sulla torta però potrebbe arrivare il prossimo 05 maggio 2020.

Infatti, la Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe pone alla Corte di giustizia europea il quesito circa la legittimità degli strumenti finanziari utilizzati e se giudicherà il QE (quantity easyng) della BCE non conforme ai paletti fissati già nel 2016 dalla stessa Corte tedesca, l’ipotesi che il piano da 750 miliardi si fermi o addirittura salti, non è per niente un’assurdità, giacché Berlino potrebbe chiamarsi fuori!

Il tutto, quindi, a favore non tanto delle decisioni dell’Unione Europea, ma della Costituzione tedesca che, di fatto, diventa la Costituzione di questo vaso di Pandora chiamato “unione europea”.

Probabilmente è per questo che la Merkel ha fretta di riproporre il Mes come unica soluzione anticrisi, per evitare tensioni europee più gravi nei prossimi mesi.

Se le decisioni della Comunità Europea sono compatibili con la Costituzione tedesca la cosa va bene,  e se non si fa secondo le loro indicazioni si ritirano?

Ma la nostra classe politica tutta, di qualsiasi colore e qualsiasi partito dove si trova?

E’ venuto il momento di aprire il vaso di Pandora e ridare agli italiani la propria identità, la propria bandiera, la possibilità di esprimere la nostra economia geniale e tutto il nostro capitale umano made in Italy!

Ripartiamo dall’Italia e dagli italiani, chi ci ama ci segua …!

Gerlando Piparo (FdI)