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Marito e moglie sono morti vittime di un incidente stradale lungo la strada provinciale che collega Acate a Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa. I coniugi morti sono Nunzia Raniolo, 65 anni, che ha viaggiato su una Fiat Panda insieme al marito, Salvatore Petriglieri, 74 anni, di Mazzarrone, titolare di un’officina gestita dal figlio, è deceduto sul colpo. La donna invece è morta durante il trasporto in ambulanza all’ospedale di Vittoria. L’auto condotta da Petriglieri si è scontrata frontalmente, per cause in corso di accertamento, con una Ford Kuga, guidata da una giovane di 23 anni, di Chiaramonte Gulfi.

La deputata regionale del movimento “Diventerà Bellissima”, Giusi Savarino, annuncia che sono stati conclusi i lavori per rendere Covid Hospital l’ospedale di Ribera. La stessa Savarino spiega: “Sono stati attivati 40 posti letto, 10 posti di terapia intensiva e 10 di sub intensiva, assolutamente indispensabili in piena pandemia. Bisogna ricordare che per il decreto Balduzzi, l’ospedale di Ribera, nella migliore delle ipotesi, era destinato a diventare presidio territoriale d’emergenza. Adesso, dopo importanti lavori, per cui è stato necessario impegnare ingenti risorse e mesi di lavoro sinergico tra Azienda sanitaria, Regione e soggetto attuatore del commissario Musumeci, il presidio di Ribera diventa di particolare utilità nella lotta al covid per i suoi reparti di intensiva e sub intensiva. Tutto questo è realtà soltanto adesso, a lavori ultimati e non l’anno scorso, come con troppa faciloneria e ignoranza veniva chiesto da chi preferisce cavalcare gli umori piuttosto che, con serietà, preoccuparsi di trovare soluzioni perseguibili a problemi concreti. Ringrazio il Presidente Musumeci, la direzione dell’Azienda sanitaria di Agrigento, l’ingegnere D’Urso per l’impegno profuso e anche Ruggero Razza per il lavoro fatto. Oggi il presidio ospedaliero “Fratelli Parlapiano” sarebbe chiuso, e invece viene restituita alla provincia una struttura all’avanguardia che migliorerà tutta l’offerta sanitaria agrigentina anche post covid”.

Il decreto dell’assessore regionale alla Sanità in Sicilia, prevedeva l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale per tutti i medici, gli operatori sanitari, sociosanitari, e operatori di servizio di strutture di assistenza, anche volontari, tutta l’isola.

L’infermiera però aveva rifiutato di vaccinarsi, ha fatto ricorso e ha vinto la causa davanti al giudice del lavoro del tribunale di Messina.

La donna è iscritta al sindacato Nursind, che aveva contestato che un atto amministrativo quale quello della Regione Siciliana potesse prevalere rispetto al principio «di autodeterminazione del cittadino e del lavoratore», nonché «il diritto al lavoro» che, secondo il sindacato, sarebbe stato minacciato dall’ipotesi di «sospensione temporanea del lavoro di quanti non si volessero sottoporre al vaccino».

La vicenda acquisisce ancor maggior rilievo per i riflessi che potrà avere nell’ambito del personale sanitario nella fondamentale vaccinazione contro la pandemia di Covid-19.

“La mancata vaccinazione, non giustificabile da ragioni di tipo medico, comporta l’inidoneità temporanea, per tutto il periodo della campagna, allo svolgimento della mansione lavorativa”, aveva stabilito l’assessore.

L’assessorato alla Salute aveva sottolineato nella sua posizione difensiva contro la ricorrente che la disposizione sul vaccino è “una vera e propria misura di civiltà che la Regione, secondo il dettato di cui all’articolo 32 della Costituzione, per motivi di equità e di universalità aveva inteso offrire gratuitamente alla collettività, nell’evidente intento di salvaguardare la salute pubblica e di ridurre le conseguenze della pandemia”.

Il giudice del Lavoro ha invece affermato nel suo provvedimento che “la normativa volta a contrastare la diffusione del Covid 19 non ha introdotto un obbligo vaccinale per il personale sanitario, il cui mancato assolvimento determina inidoneità al lavoro”.  Ed ha aggiunto, citando una sentenza del Tar del Lazio, che l’introduzione dell’obbligo del vaccino non appare rientrare nella competenza regionale: una questione che, a prescindere dalle interpretazioni giuridiche, è destinata a far discutere.

Gravissimo incidente nel pomeriggio di oggi a Palma di Montechiaro, dove secondo una prima ricostruzione, un ciclista sarebbe stato investito da un’auto in transito.
Critiche le condizioni dell’uomo tanto da rendersi necessario l’intervento dell’elisoccorso atterrato proprio lungo la strada per poi dirigersi fino all’ospedale agrigentino.

Considerati i danni rinvenuti sulla parte anteriore dell’auto che ha investito il ciclista, si reputa essere stato un impatto violento.

Per ore file di macchine in coda e traffico in tilt. Sul posto sono intervenuti la polizia stradale di Agrigento oltre al personale sanitario

 

Il numero degli attuali positivi è di 24.671 con un incremento di 962 rispetto a ieri; i guariti sono 412. Negli ospedali i ricoverati sono 1.390, 25 in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 176, 2 in più rispetto a ieri.
I nuovi contagi per province:
Palermo è record con 514
Catania 321,
Agrigento 141,
Messina 113,
Caltanissetta 81,
Enna 65,
Ragusa 54,
Trapani 52,
Siracusa 43.

Sono Favara e Canicattì le due nuove “zone rosse” in Sicilia. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha appena firmato l’ordinanza.  Il provvedimento, adottato su richiesta delle amministrazioni comunali e a seguito della relazione dell’Azienda sanitaria provinciale, si è reso necessario a seguito dell’aumento considerevole del numero di positivi al Covid.

Le restrizioni entreranno in vigore giovedì 15 aprile e cesseranno mercoledì 28.

Disposta, su richiesta dei sindaci, anche la proroga della “zona rossa” – fino al 22 aprile – per due Comuni del Siracusano: Rosolini e Solarino

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ha replicato a quanto affermato dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, il quale ha auspicato che “il ministro del Turismo Garavaglia rigetti la proposta di isole Covid free perché non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre”. Martello ribatte: “Resto davvero stupito di fronte alle parole del presidente Bonaccini, che parla di ‘privilegi’ riferendosi alla proposta di vaccinare i cittadini delle isole minori. Forse qualcuno non si rende conto di cosa significa ammalarsi di covid in una piccola isola nella quale non c’è un ospedale, non c’è una sala di rianimazione, e se hai un problema di salute non chiami l’ambulanza come succede a Bologna, devi chiamare un elicottero. Ricordo al presidente Bonaccini che questa proposta non punta solo a tutelare il turismo che nelle isole minori rappresenta spesso la principale, se non l’unica fonte di economia locale, ma punta innanzitutto a salvare la gente che vive in realtà ‘lontane da tutto’ dove le strutture sanitarie sono a dir poco insufficienti. Spero che il presidente Bonaccini possa venire al più presto a visitare Lampedusa, così potrà rendersi conto di cosa significa vivere l’emergenza covid in un’isola al centro del Mediterraneo che, oltre ad affrontare tutte le difficoltà delle isole minori, è anche un territorio di frontiera”.

I lavori di ristrutturazione della Scuola Guazzelli-Livatino di Palma di Montechiaro procedono senza sosta alcuna, nonostante il difficile momento che la città del Gattopardo sta attraversando a causa della pandemia.
“Il Plesso Livatino – dice il sindaco, Stefano Castellino – tra circa 20 giorni sarà completato e sarà pronto per riaccogliere i suoi bambini che, ci auguriamo molto presto, possano ritornare insieme a tutti noi alla normalità e a poter usufruire di questo luogo così importante per la propria formazione civica, sociale ed educativa che è la scuola.
Un’altra attenzione necessaria, un altro meraviglioso dono alla nostra amata Palma di Montechiaro, che serviamo ininterrottamente con onore ed orgoglio”.
Questi lavori sono stati possibili grazie al finanziamento di 800mila euro dell’Assessorato regionale all’Energia, Misura 4.1.1.

Un palermitano su due non paga i tributi. Il dato, che comprende anche il periodo prima della pandemia, emerge da una relazione riservata del ragioniere generale del Comune, che sottolinea come il buco finanziario si sia allargato da 27 a 80 milioni di euro. E a pesare su tale buco è proprio la bassa percentuale di quanto riscosso, sia per colpa dei cittadini che non pagano ma anche per l’incapacità di riscuotere con efficacia. Infatti, il dato di riscossione dei tributi ammonta esattamente al 55,60%. Ed è una percentuale che rende Palermo l’ultima città d’Italia in proposito. Inoltre, il 44,40% rimanente incide sull’ammontare del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Dunque, meno spese e tagli ai servizi da parte del Comune.

E’ stata appena inviata al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, la proposta di dichiarazione del Comune di Favara ”ZONA ROSSA”.

La missiva, a firma congiunta del Sindaco Anna Alba e del direttore del dipartimento di prevenzione dott. Vittorio Spoto, informa il Presidente della Regione che dal 07 aprile si sono sviluppati nel territorio del comune di Favara, dei Clusters territorializzati di Covid-19, nello specifico sono stati accertati al 13 aprile 190 casi di positività.

Le caratteristiche epidemiologiche del fenomeno, la veloce propagazione dell’infezione testimoniata da un rapidissimo- si legge nella nota- aumento dei casi in pochi giorni, suggeriscono l’adozione di protocolli contenitivi atti a circoscrivere il fenomeno.

https://www.facebook.com/AnnaAlbaFavara/videos/74026432664613-5/