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E’ durata poco la fuga di due tunisini che ieri sera sono fuggiti dall’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove erano stati accompagnati in seguito a un malore.

I due, ospiti del Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) di Pian del Lago, mentre erano nel nosocomio in attesa degli accertamenti diagnostici sono scappati da una finestra. Entrambi sono stati ritrovati questa mattina dai carabinieri mentre camminavano a San Cataldo, in via Babbaurra.

Nel corso dell’identificazione hanno opposto resistenza ai militari dell’Arma e per questo sono stati arrestati.

Puntualmente, con l’estate, in Sicilia sono tornati, a partire dal siracusano e in molte aree, gli incendi e le previsioni metereologiche fanno temere che il peggio deve ancora arrivare”. Lo afferma Pippo Zappulla segretario regionale di ArticoloUno che, in merito alla catena di incendi, particolarmente importanti nella zona del Siracusano, con 3 roghi in appena 48 ore, punta l’indice sul Governo regionale.
“Puntualmente si sente l’eco delle promesse roboanti ma sempre più vuote del presidente Musumeci che ripete, ormai da quattro anni, e ribadisce ad ogni inizio estate. Ancora una volta dobbiamo, invece, constatare – afferma Zappulla – che nulla di serio e adeguato è stato fatto”.

Secondo il segretario regionale di ArticoloUno, “il personale del Corpo Forestale non è stato attrezzato alle esigenze, non abbiamo le squadre antincendio, non stono stati realizzati i viali tagliafuoco, non c’è traccia delle autobotti e degli altri mezzi terrestri per spegnere gli incendi, non è stata creata la struttura strategica istituzionale per
coordinare la campagna antincendio né definiti gli accordi tra tutte le forze istituzionali competenti”.

“Non si è neppure pensato a lavorare ad un serio piano per la riforestazione dell’isola come avevano correttamente suggerito i sindacati utilizzando le risorse previste dal PNRR per la difesa dell’ambiente. Musumeci non pensi di cavarsela anche quest’anno con generiche frasi indignate e promesse di grandiosi interventi. Sono improrogabili – conclude Pippo Zappulla – misure concrete per fermare la progressiva distruzione del patrimonio forestale e paesaggistico siciliano e per avviare un piano di rimboschimento. Misure concrete e non mirabolanti promesse”.

“A distanza di oltre un anno dall’ approvazione della Finanziaria 2020, il Governo regionale riesce, incredibilmente, a perdere ancora tempo per l’attivazione di una importante misura a sostegno delle imprese artigiane siciliane”. CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai non ci stanno e puntano il dito contro la Giunta Musumeci. “Non è accettabile quanto sta avvenendo – affermano i vertici delle 4 Organizzazioni datoriali – siamo di fronte ad un atteggiamento ostruzionistico di Palazzo d’Orleans, i cui effetti rischiano di essere devastanti per il già sofferente tessuto socio-economico dell’isola, sensibilmente colpito dalle misure restrittive legate all’emergenza pandemica.
Lo scontro sul Fondo ripresa Artigiani
Il terreno di scontro riguarda il “Fondo Ripresa Artigiani”, uno strumento che prevede agevolazioni a fondo perduto ed a tasso agevolato per investimenti e contributi per le imprese che hanno fatto accesso ai prestiti bancari del c.d. decreto liquidità. 40 milioni di euro che rappresenterebbero una prima, reale e concreta risposta alla necessità di ripartenza di migliaia di artigiani siciliani. Una misura disegnata proprio per le piccole imprese con non più di 5 addetti – proseguono CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai – e che è stata frutto di un confronto serrato avvenuto più di un anno fa e che dovrebbe essere gestita dalla CRIAS, soggetto strumentale della Regione Siciliana che fu individuato nella norma. Oggi, quando tutto lasciava presagire una imminente messa in campo delle agevolazioni, apprendiamo con incredulità e rammarico della scelta della Giunta regionale di procedere ad un bando esplorativo per individuare altri potenziali gestori della misura”.

Scelte incomprensibili allungano i tempi di erogazione
Una scelta incomprensibile – spiegano le 4 Organizzazioni – che allungherà inevitabilmente i tempi di erogazione delle risorse alle imprese. A questo governo chiediamo uno scatto di orgoglio, di superare questo atteggiamento stucchevole, incomprensibile e fuori luogo. È fondamentale dare fiato alle imprese e dare loro strumenti utili per la tanto auspicata ripartenza. Non comprendiamo un simile atteggiamento e siamo pronti – avvertono – a promuovere una vibrante e plateale protesta, qualora non si desse corso alla misura di agevolazioni attraverso la CRIAS senza ulteriori ed immotivati ripensamenti. Le imprese di tempo e pazienza non ne hanno veramente più”.

Ha installato sistemi di localizzazione Gps sulle auto aziendali per controllare, a loro insaputa, gli spostamenti dei dipendenti.

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, al termine di un’attività di indagine coordinata dalla Procura di Agrigento, hanno denunciato un 65enne responsabile di una società con sede nella zona industriale in territorio di Aragona.

Il funzionario 65 enne residente in provincia di Palermo è ritenuto responsabile di avere violato le norme dello Statuto del Lavoratore per aver installato, senza le prescritte autorizzazioni da parte dell’Ispettorato Territoriale dei Lavoratori, dei sistemi di localizzazione satellitare GPS sui veicoli dell’azienda per controllare, a loro insaputa, gli spostamenti dei dipendenti. Sono state contestate anche sanzioni amministrative per oltre 1.500 euro

Ad Agrigento, al fine di rilanciare il settore della ristorazione, tra i più colpiti dalla crisi provocata dalla pandemia, è in corso “Agrigento Cooking Show”, un contest online organizzato dal videomaker Marco Gallo, e che coinvolge il mondo della comunicazione, quello dei fotografi, videomaker e ristoratori. Il progetto, promosso dal Comune di Agrigento e dall’Assessorato al Turismo e Spettacolo della Regione Siciliana, è parte della rassegna “Cortili: arte e gusto”, nata con l’obiettivo di rilanciare il centro storico di Agrigento. Sono dodici i videomaker che si sono affiancati ad altrettanti ristoranti, e che hanno raccontato un piatto tipico siciliano in un video. I tre video più votati parteciperanno alla finale dal vivo che si svolgerà questa sera, martedì 22 giugno, alle ore 21, ad Agrigento, in via Atenea, nell’atrio del Palazzo Filippini, con un cooking show che sancirà il miglior piatto tipico siciliano di Agrigento. A presentare l’evento sarà la “Iena” Silvio Schembri, e durante la serata saranno proiettati tutti i video.

Saranno consegnati domani pomeriggio, 23 giugno 2021, alle ore 16.00 nell’aula consiliare “Luigi Giglia” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento gli attestati di riconoscimento alle associazioni di protezione civile della provincia di Agrigento per l’impegno durante l’emergenza Covid-19. I riconoscimenti saranno consegnati alla presenza di S.E. il Prefetto di Agrigento, dott.ssa Maria Rita Cocciufa, e del Commissario Straordinario del Libero Consorzio, dr. Vincenzo Raffo, per l’impegno sostenuto dai volontari delle associazioni di protezione civile sia per contenere la diffusione del Covid-19 che per arginare o mitigare le conseguenti situazioni di criticità,

Saranno presenti il direttore del Settore Territorio, Ambiente e Protezione Civile dr. Achille Contino e il responsabile del servizio di protezione civile dr. Marzio Tuttolomondo, oltre ai responsabili delle venti associazioni che si sono messe a disposizione del territorio.

“Mentre vanno in scena lanci di stracci e squallide mischie, che pensavamo di avere archiviato, un drastico cambio di rotta riporta indietro le lancette dell’orologio. Intanto il Progetto Girgenti è fermo al palo. Ai gruppi di Maggioranza che si sono affrontati a colpi di comunicati stampa, vorrei ricordare che viviamo un periodo storico emergenziale sanitario ed economico e che, in tema di responsabilità e lealtà, c’è innanzitutto l’impegno che hanno assunto per il governo della città.  Anziché far emergere parola dopo parola la pochezza del dibattito politico, con la misera elencazione reciprocamente rinfacciata degli spazi di potere offerti o di quelli non concessi, sindaco e maggioranza dovrebbero occuparsi della Città. Lo facciano. Del Progetto Girgenti, per esempio, non sappiamo più nulla, a parte i lavori dell’ex Ospedale di via Atenea, peraltro appaltati e consegnati per atti precedenti. Il Progetto Girgenti finanziato per 15 milioni e 800 mila euro, prevede interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico, architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing; una visione condivisa e partecipata del recupero delle aree più abbandonate e degradate per complessivi 33 milioni di euro. Non vorrei che si rischiassero di perdere questi soldi come è avvenuto con la legge 70 del 1976, quando per Agrigento erano stati destinati 25 miliardi di lire e gli amministratori del tempo furono capaci di farseli scappare. Anche allora per beghe analoghe a quelle attuali. E visto che l’orologio va all’indietro il timore è più che giustificato”.

Lo dichiara l’ex sindaco di Agrigento Calogero Firetto.

“Carenze di organico e organizzative, difficoltà a garantire persino il diritto alle ferie ai lavoratori e soprattutto un quasi totale silenzio da parte della governance che, al momento, si è mostrata totalmente sorda alle richieste di sindacati e operatori”.

E’ questo il quadro allarmante tracciato dal segretario aziendale Asp della Cisl Funzione pubblica, Alessandro Farruggia per quanto riguarda i poli ospedalieri di Sciacca, Licata e Canicattì, in una lettera – l’ennesima – inviata alla direzione sanitaria e i direttori sanitari del territorio e per conoscenza al commissario straordinario.

“Da troppo tempo – continua – raccogliamo le lamentele del personale dipendente rispetto alle diverse carenze organizzative e d’organico, che penalizzano strutture importanti come ad esempio quella di Sciacca. Molte delle unità operative soffrono carenze di operatori socio sanitari e figure professionali e ancor di più oggi in corrispondenza delle ferie estive, l’articolazione dei turni evidenzia significativi deficit che rischiano di compromettere le attività ordinarie. A questo si aggiunge un danno evidente per la sfera personale e familiare dei lavoratori, pur garantita dai vincoli contrattuali”.

Un tema molto sentito per i lavoratori, e già segnalato dal sindacato, è quello dell’utilizzo del personale in poli ospedalieri diversi da quelli in cui prestano servizio, con, dice Farruggia, l’Azienda che usa “due pesi e due misure nel riconoscere l’indennità di trasferta, che viene corrisposta ad alcune figure e non ad altre”.

Per questo il sindacato chiederà copia delle disposizioni di servizio che autorizzano queste trasferte. “Qualora non vi siano – aggiunge Farruggia – ci troveremmo in una situazione particolarmente grave”.

“Per quanto sopra evidenziato, consapevoli dell’impossibilità di poter reclutare del personale in tempi brevi- conclude Farruggia – è necessario, ove possibile, ridurre le attività nelle diverse unità ospedaliere di tutto il territorio provinciale almeno per tutto il periodo estivo, in modo da poter garantire una corretta assistenza e nello stesso tempo permettere a tutto il personale di poter godere dell’ indiscutibile diritto al riposo”.

“Di fronte all’effimera e inutile corsa a conferire cittadinanze onorarie che nasconde spesso e volentieri la voglia di apparire di alcuni sindaci, proponiamo all’Amministrazione comunale di Agrigento un concorso di idee per la realizzazione di una scultura in onore di Marco Pantani da collocare in un tratto in salita del territorio comunale (una soluzione potrebbe essere via Panoramica dei templi) proprio ad esaltarne lo spirito eroico e leggendario dello sfortunato campione di ciclismo morto prematuramente nel 2004”.

Ideatore dell’iniziativa il coordinatore provinciale del Movimento politico “Servire Agrigento, Raoul Passarello.

“Riteniamo si tratti di un tributo dovuto ad un grande campione il cui nome è legato anche alla città di Agrigento.  Forse non tutti sanno che Marco Pantani è stato tra gli azzurri in gara al Campionato del mondo su strada disputato nello splendido scenario della Valle dei Templi nel lontano 1994, l’anno della consacrazione dopo un 2° posto al Giro d’Italia. Cinque anni dopo, il 15 maggio del 1999, il “Pirata” è stato ad Agrigento per la partenza dell’82esimo Giro d’Italia, quello del trionfo annunciato rivelatosi purtroppo l’inizio della fine: fermato a Madonna di Campiglio prima della partenza della penultima tappa in seguito a dei controlli antidoping quando si apprestava a rivincere il secondo Giro d’Italia consecutivo. Da lì in poi un inferno sportivo e umano conclusosi con la morte avvenuta in circostanze ancora misteriose”.

“La realizzazione di una scultura sarebbe un modo per ricordare anche ad Agrigento le imprese, l’eternità e la grandezza di un campione che ha fatto sognare gli appassionati di ciclismo e ha avvicinato tanta gente al mondo delle due ruote. La leggenda sportiva dell’uomo solo al comando come stimolo per ciascuno a vincere le battaglie della vita”.

Il Tribunale e l’ufficio del Giudice di Pace di Agrigento, riprenderanno la loro piena operatività a partire da lunedì 28 giugno.
Dopo la riscontrata positività al Covid di un dipendente, i provvedimenti tempestivamente emessi dal presidente Pietro Falcone e dal dirigente amministrativo Rosanna Grisafi, che hanno condiviso anche i suggerimenti della locale RSU, hanno scongiurato la nascita di un eventuale focolaio.
Nella giornata di lunedì, grazie alla disponibilità dei vertici dell’Asp di Agrigento, sono stati sottoposte al tampone oltre centonovanta persone operanti nella struttura giudiziaria e per tutti l’esito è stato negativo.​