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I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno effettuato una serie di ispezioni e controlli a tutto campo sui locali notturni della Città dei Templi: una trentina di militari si sono piazzati in vari angoli della città e soprattutto nelle aree più critiche e nel centro storico, presidiato in modo massiccio.

 Sotto la lente di ingrandimento dei Carabinieri, inoltre, sono finiti alcuni locali di intrattenimento ubicati nel centro storico e dediti alla somministrazione di alimenti e bevande. Ed è qui che sono scattate le verifiche degli specialisti dell’Arma. In particolare, in un locale pubblico i Carabinieri del N.A.S e del N.I.L hanno scoperto che il titolare non aveva rispettato le necessarie condizioni igieniche per la preparazione degli alimenti ed aveva installato un sistema di videosorveglianza all’interno, senza la prevista autorizzazione del competente Ispettorato del lavoro. Inoltre, è stata accertata la presenza di due lavoratori in nero e pertanto è stata subito disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale, nonché la denuncia all’Autorità Giudiziaria per il gestore. In un altro locale del centro, lungo il viale della vittoria, i Carabinieri hanno accertato la mancanza dei sistemi di auto-controllo haccp e la presenza di tre lavoratori in nero, disponendo anche in questo caso la sospensione dell’attività. Complessivamente, al termine delle verifiche sono state applicate sanzioni amministrative per un totale complessivo di circa 30.000 euro.

I controlli svolti nel fine settimana continueranno, al fine di garantire sempre più un livello maggiore di sicurezza percepita ai cittadini.

In poche ore, sono state identificate circa 100 persone e nei numerosi posti di blocco effettuati, sono state elevate una decina di sanzioni al codice della strada, in particolare per guida pericolosa ed uso del telefono cellulare alla guida.  

In particolare, lungo i vicoli del centro di Agrigento, durante le ore della movida, i Carabinieri hanno notato alcuni ragazzi con un atteggiamento sospetto. Dopo un primo controllo di identificazione, è scattata una verifica più approfondita, con delle perquisizioni. Dalle tasche dei pantaloni di due giovani, sono saltate fuori alcune dosi di “hashish” ed i due sono stati pertanto segnalati alla locale Prefettura in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti.

I carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato un 55enne bracciante agricolo – Valentin Birnat – domiciliato in paese, per l’ipotesi di reato di tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

Una donna, 40 enne, intenta a prelevare da uno sportello Atm del locale ufficio postale di Largo Amendola, all’improvviso è stata brutalmente afferrata da dietro da un malvivente, con l’intento di strapparle dalle mani le banconote appena prelevate. Ma il malfattore ha calcolato male i tempi, poiché la vittima non aveva ancora digitato il pin e quindi non aveva ancora nulla in mano. A quel punto, l’uomo è subito fuggito a piedi. La donna però non si è persa d’animo ed ha prontamente telefonato al “112”, descrivendo il malvivente ed indicando la via di fuga utilizzata. I Carabinieri della Compagnia di Canicattì, in un lampo, sono accorsi sul posto con due “gazzelle”, realizzando subito un identikit dell’autore, attivando contemporaneamente le ricerche del fuggitivo in ogni angolo della città. Ed infatti, dopo alcuni minuti, durante un posto di blocco, è incappato al controllo dei militari un soggetto che è risultato avere le stesse caratteristiche somatiche ed i medesimi indumenti descritti nell’identikit. Il malvivente in quel frangente ha anche cercato di fuggire nuovamente, reagendo con calci e pugni nei confronti dei militari.

Nonostante ciò, il sindaco ha annunciato, alle 5mila utenze commerciali, una diminuzione del 16% con le nuove tariffe 2019.

Peccato che le tariffe 2019 ancora non sono giunte per il voto in Consiglio e, nelle bollette inviate, sono state applicate le tariffe 2018.

Quindi niente sconto. Le utenze non domestiche lo potranno vedere solo con il conguaglio del prossimo anno; sempre che, nel frattempo, non intervengano variazioni che facciano nuovamente lievitare la bolletta.

Le utenze domestiche vedranno, solo attraverso il conguaglio che arriverà nel 2020, l’effetto della tariffa 2019: aumenta la parte fissa e diminuisce la variabile della tariffa. In base al numero di persone che compongono il nucleo familiare e dei mq le bollette potranno aumentare (o diminuire?) ma si dovrebbero attestare più o meno ai valori del 2018.

Il sindaco dall’annuncio facile non ha perso nemmeno questa occasione per vantarsi di qualcosa che ancora non esiste, la solita promessa.

Intanto, esaminando i documenti relativi alle delibere sulla TARI da votare, le perplessità, sono tante:

  • Non c’è traccia di quante sono le utenze domestiche e non domestiche coinvolte e di quanti mq occupano le varie categorie.
  • Non sembra previsto lo sgravio che, per legge, doveva essere fatto (ed è stato promesso più volte) agli abitanti di Fontanelle, che hanno cominciato a fare la differenziata un anno prima, rispetto al resto della città.
  • Nel piano finanziario, consegnato 2 giorni dopo l’intervento dei NAS, è ancora considerata l’area sequestrata di Fontanelle.
  • L’importo relativo al personale dell’ufficio tributi inserito nella TARI è aumentato, inserendo lo stipendio di almeno un’unità, non è dato sapere quanti sono gli impiegati considerati nel piano TARI.

Inoltre nel piano si dovrebbero specificare meglio alcune voci milionarie: per questo ed altro ho già formalizzato la richiesta di spiegazioni.

Il termine entro cui votare è vicinissimo, è il 31 di Marzo: come al solito pochissimo tempo per leggere e capire, quasi una richiesta a votare sulla fiducia (che non c’è).

Oggi la Aio (Associazione Italiana Odontoiatri) ha organizzato nello stand di Piazza Cavour di Agrigento,grazie alla Croce Rossa Italiana, la giornata sulla prevenzione dentaria.Questo evento viene promosso ogni anno in primavera dalla Fdi (Federazione internazionale dei dentisti) per quanto concerne la giornata mondiale della prevenzione e della salute orale .Gli odontoiatri nelle piazze italiane spiegano e informano, hanno dichiarato il Dottore Fausto Armenio e il Dott.Attilio Iuculano,i cittadini sulla prevenzione della salute orale e sistemica e quante visite vanno fatte durante l’anno.Come si fa una corretta prevenzione dalla carie alla parodontopatia negli adulti e di eventuali mucose dentarie che possono sfociare anche in patologie gravi e i rimedi che si devono intraprendere per una corretta profilassi.

Per questo bisogna interfacciarsi a un dentista serio che può monitorare i disturbi dentali che sono fondamentali per una corretta e sana vita dell’individuo e che, se malcurati,possono portare anche danni permanenti.

Presente anche il Dott.Giuseppe Gramaglia Direttore dell’unità operativa complessa della pediatria all’ospedale San Giovanni di Dio che ha spiegato l’importanza della prevenzione orale in età pediatrica,esistono infatti due momenti fondamentali nella dentizione pediatrica che sono: quella decidua e quella permanente e bisogna agire in questa fase della vita del bambino con celerità e tempestività.Tant’è vero che la società italiana di pediatria consiglia una profilassi celere con il fluoro dai primi mesi di vita per evitare complicanze come la carie e si iniziano i controlli nei bambini già nei primi anni di vita  monitorandoli per quanto concerne l’aspetto e la colorazione degli stessi. Le patologie in età pediatrica più comuni oltre la carie sono gli ascessi,per questo bisogna farsi controllare frequentemente dai dentisti per abbattere qualsiasi complicanza se non curati adeguatamente e di sottoporsi a più visite durante l’anno.

La presenza oggi degli agrigentini che si è avvicinata allo stand ha fatto registrare interesse e motivazione per la professionalità dimostrata dai medici odontoiatri nel rispondere a qualsiasi domanda sulla prevenzione orale, sull’utilizzo dello spazzolino e del filo interdentale.

E’ Agrigento, l’ultima tappa della seconda edizione del “mese del riciclo di carta e cartone organizzata da Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi Cellulosici in collaborazione con la Federazione della carta e della grafica, Assocarta e Assografici e Unirima e il patrocinio di Anci, Confindustria e Ministero dell’Ambiente.  Per tutto il mese infatti, in diverse località della provincia, nelle scuole si è discusso del valore e delle potenzialità di carta e cartone e del loro riciclo con iniziative culturali, appuntamenti educativi, incontri informativi rivolte a cittadini, scuole, mass media, istituzioni, associazioni e aziende.

Ad Agrigento, grazie alla collaborazione delle imprese Iseda, Sea ed Ecoin che hanno in appalto il servizio di raccolta nel capoluogo, sarà allestito il “Teatrino delle Marionette con Giufà e Bubu”, uno spettacolo rivolto a tutti i bambini frequentanti le scuole dell’infanzia e le scuole primarie degli Istituti Comprensivi “Anna Frank” e “Garibaldi” ma anche alle loro famiglie.

I protagonisti, oltre che i bambini, saranno appunto due marionette, una scimmietta e un operatore ecologico operante con il vecchio metodo di raccolta stradale non differenziata. Ai bambini sarà spiegato il metodo di raccolta differenziata e come effettuarla  in maniera corretta. Successivamente, i bambini interagiranno con le marionette e spiegheranno loro come eseguire la raccolta differenziata. Gli alunni  saranno anche  coinvolti in una lezione ambientale che verterà sulla spiegazione dell’intero ciclo della carta, della plastica, del vetro, del metallo, dell’organico e del secco residuo indifferenziato.

Il calendario prevede per i giorni 25 e 26 marzo, il coinvolgimento dell’istituto comprensivo Garibaldi al plesso Lauricella. Il 27 marzo, sarà la volta dell’istituto comprensivo Anna Frank al plesso Carpi-Mazzini e infine, giovedì 28 marzo, l’ultimo appuntamento al plesso Garibaldi. Tutte le giornate inizieranno alle 9.30 con due turni distinti per coinvolgere quanti più bambini possibile.

I carabinieri della Tenenza di Ribera stanno indagando su un tentativo di rapina all’ufficio postale di piazza Capelvenere, nel centro della città delle arance.

 Due individui con volto travisato hanno tentato il colpo poco prima delle 14. Armati di martello hanno provato a scassinare una porta secondaria dell’ufficio postale attirando l’attenzione di alcuni impiegati che hanno immediatamente allertato i carabinieri.

Il tentativo maldestro, compiuto in pieno giorno, è andato a vuoto e i due malviventi – che probabilmente sono stati anche ripresi dalle telecamere delle Poste – sono scappati.

Adesso i carabinieri sono sulle loro tracce e stanno analizzando i filmati delle telecamere.

I Carabinieri della Compagnia di Ribera stanno indagando su un tentativo di rapina fallito ai danni dell’ufficio postale di piazza Capelvenere, nel centro crispino.

 

Il Decreto Sicurezza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, approvato a Dicembre, decreta la chiusura dei centri di accoglienza in tutta Italia, tra cui anche quello del Cara di Mineo, dove si sta già provvedendo a trasferire i migranti.
Il Cara di Mineo, il centro di accoglienza per richiedenti asilo più grande d’Europa, è una vera e propria piccola città fatta da diverse palazzine, strutture ricreative e di servizi realizzata dal gruppo Pizzarotti spa a partire dal 1997. Prima di diventare un Cara, la struttura del Villaggio degli Aranci ha ospitato circa 4.000 militari della marina americana in servizio nella base di Sigonella.
Nel momento in cui il centro d’accoglienza sarà totalmente vuoto che fine farà?
Da qui la proposta avanzata da circa cinquanta esponenti del M5S di trasformarlo in un polo militare addestrativo e di formazione per le forze armate, le forze dell’ordine, la protezione civile e i vigili del fuoco sia per la cooperazione militare, sia per il terrorismo che per iniziative di mantenimento della pace.
La proposta è stata presentata come interrogazione parlamentare durante la seduta del 21 marzo al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e ai Ministri della Difesa e degli Esteri Elisabetta Trenta ed Enzo Moavero Milanesi.
Il primo firmatario dell’interrogazione, sottoscritta da tutti i deputati siciliani pentastellati, è Gianluca Rizzo, Presidente della commissione Difesa della Camera dei deputati.
La trasformazione della struttura in un centro addestrativo, secondo Gianluca Rizzo, consentirebbe di addestrare piccoli gruppi esteri anche in Italia. Ciò consentirebbe di agire su due fattori importanti: “la sicurezza dei nostri soldati” impegnati in missioni internazionali all’estero (Somalia, Mali, Repubblica centroafricana, Libano, Palestina, Iraq e Gibuti) ed un “risparmio economico”. Continua Rizzo: “bisogna prendere come esempio altre iniziative nel territorio nazionale che prevedono l’affiancamento e l’addestramento di personale straniero, come le guardie costiere libiche a Frosinone o le varie iniziative presso le scuole della marina militare a Taranto”. Come riportato nel documento, “il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato una decisione con cui è stata istituita la cooperazione strutturata permanente (Pesco) in materia di difesa”. Nasce da qui la richiesta del Movimento 5 stelle di recuperare della struttura del Cara di Mineo, attraverso progettualità legate al mondo della difesa con compiti di formazione, per ravvicinare gli strumenti di difesa armonizzando l’identificazione dei bisogni militari e promuovendo la cooperazione nei settori della formazione e della logistica, si legge nell’interrogazione.
La proposta, continua Rizzo, che dovrà comunque essere anche sottoposta a un vaglio tecnico ed economico, non è la sola destinazione possibile per quel sito, ma bisogna partire da iniziative che convergano con gli intenti indicati dal governo e sfruttare l’esperienza positiva e l’alta considerazione che l’Italia ha in questo settore. Inoltre, creando una struttura di questo tipo al Sud si potrebbero anche avvicinare tanti uomini e donne alle loro terre di origine. L’addestramento e la formazione di civili e militari per renderli capaci di affrontare con professionalità le sempre più frequenti iniziative di destabilizzazione della società, afferma Rizzo, sia di carattere terroristico che legali agli effetti del cambiamento climatico, non credo contrasti con il buon senso. Il M5s ha sempre voluto la chiusura del Cara, conclude, ma è necessario, adesso, proporre iniziative che creino un indotto nel territorio.
Tra le ipotesi dei proprietari del Villaggio delle Arance, oggi Cara di Mineo, una volta che sarà svuotato, c’è anche quella della demolizione della struttura.

I fratelli  P.V. e P.P., rispettivamente di 39 e di 38 anni, di Ribera, sono i legali rappresentanti della società semplice agricola R.; la suddetta società gestisce nel territorio del Comune di Calamonaci una florida produzione di pere. I due fratelli riberesi alla fine del 2018 ricevevano una nota con la quale venivano a conoscenza della circostanza che l’Assessorato Regionale dell’Energia aveva autorizzato la società E.E.B. srl a procedere alla realizzazione di un impianto eolico della potenza pari a 18 Mwe da ubicare nel territorio del Comune di Bivona e di una sottostazione da realizzare nel territorio del Comune di Calamonaci , disponendo l’apposizione del vincolo preordinato alla espropriazione per pubblica utilità come da piano particellare allegato al progetto. Con la medesima nota i due fratelli apprendevano che nei propri terreni sarebbe stata realizzata una sottostazione nella quale incamerare l’energia prodotta dall’impianto eolico; pertanto i due fratelli riberesi proponevano un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Rosario Capizzi, per l’annullamento del decreto di valutazione di impatto ambientale, nonchè dell’autorizzazione a procedere alla realizzazione di un impianto eolico , nonchè alla realizzazione delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili all’esercizio dell’impianto medesimo. Nelle more del giudizio i ricorrenti ricevevano una nuova nota a mezzo della quale apprendevano che la società E.E.B. srl avrebbe proceduto alla compilazione dello stato di consistenza e alla immediata immissione in possesso di tutti i terreni di proprietà dei fratelli riberesi per la realizzazione dell’ impianto eolico e delle opere connesse; pertanto i difensori dei ricorrenti proponevano motivi aggiunti di ricorso ed altresì avanzavano una richiesta di provvedimento cautelare monocratico al Presidente del TAR Sicilia, Sezione Seconda, stante l’eccezionale urgenza ed il danno grave ed irreparabile incombente sui ricorrenti. In particolare gli avvocati Rubino e Capizzi hanno censurato i provvedimenti impugnati anche sotto il profilo della decadenza dell’autorizzazione , atteso che i lavori avrebbero dovuto avere inizio entro un anno dalla data di rilascio dell’autorizzazione medesima, nonchè sotto il profilo della violazione delle leggi regionali che prevedono la preservazione delle aree interessate alla produzione di beni riconducibili alla tradizione agricola siciliana, nonchè infine sotto il profilo della violazione dell’articolo 41 della Costituzione (“diritto di iniziativa economica”), atteso che la sottostazione prevista avrebbe potuto essere prevista in altre aree non interessate allo svolgimento di attività agricola di pregio. Il Presidente del TAR Sicilia, Palermo, Sezione Seconda, condividendo le tesi degli Avvocati Rubino e Capizzi, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati; pertanto, nelle more della fissazione dell’udienza cautelare collegiale, non avrà luogo l’immissione in possesso dei terreni di proprietà dei fratelli riberesi, che potranno pertanto continuare la produzione di pere. 

Il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Fabio La Felice, ed i coordinatori cittadini, Paola Antinoro e Giuseppe Milano, esprimono vivo compiacimento e grande soddisfazione per il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria dell’isola ecologica di via Caduti di Nassiriya, nei pressi di via Alessio Di Giovanni.

‘Ringraziamo l’autorità giudiziaria, il centro Anticrimine ambientale ed il nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Agrigento, sempre puntuali ed attenti alle tematiche ambientali e della salute pubblica, per avere posto sotto sequestro l’impianto di stoccaggio rifiuti di Fontanelle, ubicato a poche decine di metri da una scuola materna e da una scuola elementare. Purtroppo è stato necessario l’intervento della Magistratura e delle forze dell’ordine per porre fine ad uno scempio che era sotto gli occhi di tutti, a fronte di un’Amministrazione comunale immobile che ancora una volta si è dimostrata insensibile alle richieste dei cittadini”.