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Il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè ricorda a quanti volessero sottoporsi al tampone per accertare l’eventuale contagio da Covid-19, che bisogna prenotarsi sul sito dell’Azienda sanitaria. Appena ricevuta la comunicazione sulla data in cui potere effettuare il test nel piazzale Kaos, antistante la casa natale di Luigi Pirandello, bisognerà presentarsi nell’orario previsto, ovvero dalle 8 alle 14 tutti i giorni dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 14 nelle giornate di Sabato e Domenica.

Slitta al 29 gennaio il giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto 2019. Il governo regionale proporrà all’Assemblea l’esercizio provvisorio per due mesi. L’intervista a Nello Musumeci in onda oggi al Videogiornale di Teleacras.

Il Partito Democratico ha protestato per il ritardo: “ancora nessuna Finanziaria all’Assemblea Regionale da parte della Giunta Musumeci”. In verità il governo regionale non ha colpe perchè ancora non ha ricevuto il necessario giudizio di parifica sul rendiconto 2019 da parte della Corte dei Conti. E adesso, peggio ancora, i giudici contabili hanno fissato la relativa udienza per il 29 gennaio prossimo. Pensate che l’anno scorso il giudizio di parifica giunse il 13 dicembre. Tale dilatazione dei tempi del giudizio di parifica sarebbe determinata dalla pandemia covid in corso e dall’impedimento di alcuni giudici. Nel frattempo, la Procura della Corte dei Conti ha presentato dei rilievi alla prima bozza di rendiconto, che la Ragioneria generale della Regione ha subito accolto, promettendo di correggere le contestazioni e riportare alcune tabelle in giunta per una nuova approvazione. Dunque, se il giudizio di parifica del rendiconto 2019 è atteso per il 29 gennaio, non prima sarà possibile approvare Bilancio e Finanziaria. Ecco perché il governo Musumeci si appresta a proporre all’Assemblea Regionale due mesi di esercizio provvisorio, gennaio e febbraio. L’anno scorso sono stati quattro, il massimo consentito, i mesi di esercizio provvisorio, durante i quali sarà possibile spendere in dodicesimi. Ciò nonostante, le ultime due settimane del 2020 potrebbero trasformarsi in un tour de force: a Sala d’Ercole, infatti, prima di Capodanno dovrà essere approvato l’esercizio provvisorio per scongiurare il blocco totale della spesa, e poi sono in lista d’attesa anche alcuni disegni di legge, come quello di riforma dell’Edilizia, oltre variazioni e assestamenti di Bilancio. Ancora nel frattempo, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha annunciato che la tesoreria di palazzo d’Orleans sarà eccezionalmente in funzione fino al 28 dicembre per garantire i mandati di pagamento degli ultimi bandi emanati e frutto dell’ultima manovra contabile approvata al tempo del covid, la cosiddetta “Finanziaria di guerra”. Poi giacciono e rischiano di infuocarsi come tizzoni ardenti anche alcuni debiti fuori bilancio, ovvero buchi da ripianare, come nel caso del debito nei confronti dell’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo. Sull’attesa Finanziaria regionale ascoltiamo il presidente della Regione, Nello Musumeci…intervista Musumeci al Vg…

Condivisione con le parti sociali e la cittadinanza sulle risorse del recovery fund, piano sud 2030 e agenda urbana. Legacoop scrive al sindaco di Agrigento, Miccichè.

Legacoop Sicilia coordinamento Agrigento – Palermo – Trapani, ha inviato oggi una lettera aperta al sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, firmata da Domenico Pistone, ravvisando l’opportunità e l’esigenza di condivisione con le parti sociali nel merito delle risorse del recovery fund, del piano sud 2030, e di agenda urbana. Legacoop Sicilia tra l’altro afferma: “Agrigento si appresta ad essere nuovamente destinataria di vari interventi, alcuni certi, altri da pensare e progettare. In particolare sui fondi dell’agenda urbana ad Agrigento sono stati destinati ben 16 milioni di euro di cui 1.800.000 euro per l’asse 6 ovvero per investimenti rivolti alla tutela, alla valorizzazione ed alla fruizione del patrimonio culturale, ed alla promozione dell’offerta turistica, su cui sarebbe necessario un confronto con le forze produttive per capire ciò su cui si intende puntare. Anche le risorse del recovery fund rappresentano l’ultima occasione per il territorio del Sud ed in modo particolare per una provincia come quella di Agrigento ancora deficitaria sotto il profilo infrastrutturale. Per questo è necessario uno sforzo programmatico e d’interlocuzione per promuovere idee e progetti in grado di investire in infrastrutture, cultura, turismo ed innovazione. Saremo in grado di attingere alle tante e importanti risorse nazionali ed europee solo se la città si prepara con progetti e proposte utili, realizzabili e condivise. Ecco perché gli appelli a discutere, sin da subito, in confronti pubblici e con la partecipazione delle associazioni, organizzazioni sindacali, categorie e ordini professionali, enti territoriali e amministratori della città, sono necessari oltre che urgenti, puntando al massimo sulla partecipazione sociale e della cittadinanza. Prepariamoci al meglio, con le numerose professionalità presenti e disponibili. La Legacoop Sicilia (ma anche le altre associazioni operanti sul territorio) è pronta a offrire il proprio contributo di idee e di proposte ed è altrettanto pronta ad incontrare l’Amministrazione comunale. Se desideriamo il bene della città di Agrigento e delle nuove generazioni è indispensabile un impegno straordinario e una rete vasta di soggetti protagonisti dello sviluppo del territorio, con risultati concreti. Attendiamo con fiducia”.

Indagato per omicidio stradale il 59enne originario di Sciacca alla guida del furgone Peugeot che ha travolto, lo scorso 12 dicembre, il pensionato 71enne Nicolò Mancuso mentre percorreva in sella alla sua bicicletta un tratto di strada statale 115, nei pressi del bivio di Maddalusa.

Il 59enne è risultato negativo ai testi per il rilevamento di alcol o droghe nel sangue. L’uomo avrebbe dichiarato nelle immediatezza dei fatti di non aver visto il ciclista perché abbagliato da alcuni raggi di sole.

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile per capire quale fosse la velocità di marcia del furgone, considerato che in quel tratto di strada, infatti, il limite è di 50km/h.

Intanto si svolgeranno nel pomeriggio i funerali di Nicolò Mancuso e il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, ha proclamato per oggi 15 dicembre il lutto cittadino in segno di cordoglio, solidarietà, e vicinanza dell’intera comunità grottese alla famiglia Mancuso e ai parenti di tutte le vittime della strada.

l giudizio di primo grado s’è definito con il rigetto delle pretese risarcitorie. Sentenza che è stata però già impugnata dal cittadino-paziente e l’Asp di Agrigento dovrà comparire all’udienza fissata, davanti la Corte d’appello di Palermo, per il 19 febbraio. L’uomo chiede un risarcimento danni di 178.942 euro o nella maggiore o minore somma che sarà stabilita nel corso del giudizio. Era il 25 gennaio del 2016 quando l’uomo dovette fare ricorso alle cure dei sanitari in servizio del pronto soccorso dell’ospedale (negli incartamenti dell’Asp non viene specificato quale) “per un forte stato febbrile, non ricevendo alcuna assistenza”. Esattamente un anno dopo l’uomo ha cercato una mediazione con l’Asp e alla fine del novembre del 2017 ha citato l’azienda sanitaria provinciale davanti al tribunale di Sciacca per “ottenere l’accertamento e la dichiarazione di responsabilità dell’Asp per i danni subiti quale conseguenza del ritenuto, evidente, errore diagnostico dei sanitari in servizio al pronto soccorso.

Adesso, dopo che il giudice di primo grado ha rigettato la sua istanza al risarcimento danni e dopo il ricorso in appello, il cittadino è tornato a chiedere la condanna dell’ente al risarcimento danni. L’Asp ha deciso di costituirsi nel nuovo giudizio ed ha affidato l’incarico di difesa e rappresentanza all’avvocato Maria Alio, con studio a Palermo. L’azienda sanitaria provinciale non ci sta a pagare il risarcimento danni e forte anche della sentenza di primo grado sta procedendo per la costituzione in giudizio davanti la Corte d’appello di Palermo. Il provvedimento dell’Asp è stato munito della clausola dell’immediata esecutività “stante l’urgenza – scrivono dall’azienda sanitaria provinciale –  connessa alla necessità di formalizzare la costituzione in giudizio nei termini di legge (l’udienza è, del resto, fissata per il prossimo 19 febbraio)”

Pietro Chiarenza, 64 anni, di Grotte, reo confesso dell’omicidio del fratello Roberto, 56 anni, ucciso l’8 aprile scorso a Grotte, è caduto nel bagno in una comunità ed è morto. Pietro Chiarenza, giudicato nel corso di un incidente probatorio del tutto incapace di intendere e di volere, e socialmente pericoloso, è stato detenuto in una comunità della provincia di Agrigento dopo un periodo di carcerazione. Alcuni giorni addietro lo stesso Chiarenza ha riportato un trauma cranico e la frattura della mandibola e del setto nasale. Il terzo fratello, tramite il suo legale, l’avvocato Loretta Severfino, ha presentato denuncia ai Carabinieri per accertare la dinamica di quanto accaduto e se i soccorsi siano stati tempestivi.

La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, ha ratificato la proposta di patteggiamento della condanna a due anni di reclusione a carico di un medico di Canicattì, di 74 anni, colpevole di violenza sessuale e violenza privata. L’uomo, chiudendo la stanza del proprio studio medico, avrebbe abusato della sua segretaria, peraltro ancora non 18enne, baciandola e toccandole glutei, seno e cosce. La pena è stata sospesa, ed è stato disposto un risarcimento di 4mila euro.

La Polizia ha arrestato 13 persone ritenute contigue al latitante Matteo Messina Denaro. I reati contestati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo sono, a vario titolo, associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Gli indagati sono complessivamente 20. Tra gli arrestati vi è Nicolò Pidone, 57 anni, ex operaio stagionale della Forestale, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Calatafimi. E tra gli indagati vi è anche il sindaco di Calatafimi, Antonino Accardo, insegnante in pensione di 72 anni, eletto un anno e mezzo addietro. Dopo quelli di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, e di Paceco, Giuseppe Scarcella, Accardo è il terzo sindaco trapanese coinvolto in indagini legate a Cosa Nostra negli ultimi mesi. Accardo ha ricevuto una convocazione e sarà interrogato nelle prossime ore dalla Procura di Palermo. Si ipotizza che abbia comprato un pacchetto di voti dai boss – 50 euro a preferenza – per essere rieletto e spuntarla contro un avversario di rango e politico navigato come Nicola Cristaldi. Ancora tra gli indagati vi è un agente della Polizia penitenziaria, in servizio al carcere Pagliarelli di Palermo, a cui il presunto capomafia, Nicolò Pidone, avrebbe chiesto informazioni su quanto accadeva in carcere. Ed ancora, fra gli indagati, vi è un imprenditore che avrebbe aiutato i mafiosi simulando contratti di lavoro nella sua azienda. La posizione più delicata è quella di Salvatore Barone, fino a poco tempo addietro presidente dell’Atm, l’azienda che gestisce i trasporti pubblici a Trapani, ed alla direzione di una nota cantina. E’ stato ristretto in carcere per mafia.

Sono 914 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. I decessi sono 32, che portano il totale a quasi 2000. Dunque sono 122 positivi i casi in più rispetto a ieri. 1237 dei quali in regime ordinario; 189 in terapia intensiva. I guariti sono 760.

Questi i dati aggiornati nei Comuni capoluoghi: Catania 373, Palermo 214, Messina 201, Ragusa 14, Trapani 1, Siracusa 71, Agrigento 0, Caltanissetta 27, Enna 13.

Detto dell’avvicendamento della direzione sanitaria del San Giovanni di Dio tra Antonello Seminerio ed Ercole Marchica, il primo a Sciacca il secondo ad Agrigento, ecco adesso i nuovi incarichi con i relativi responsabili.

Affari Generali: Loredana Di Salvo prende il posto dell’uscente Cinzia Schinelli;

Provveditorato: Oreste Falco prende il posto di Carmelo Pullara;

Servizio Economico e Finanziario: Beatrice Salvago prende il posto Anna Capizzi;

Territorio: Salvatore Iacolino prende il posto di Calogero Muscarnera;

Presidio Ospedaliero Amministrativo Agrigento: Cinzia Schinelli prende il posto di Salvatore Iacolino;

Presidio Ospedaliero Sciacca: rimane Rosanna Dubolino;

Presidio Ospedaliero Amministrativo Canicattì-Licata: Carmelo Pullara prende il posto di Loredana Di Salvo;

Ufficio Tecnico: Anna Capizzi prende il posto di Oreste Falco;

Distretto Sanitario di Base Agrigento: Ercole Marchica prende il posto di Giuseppe Amico;

D.S.B. di Bivona: Giuseppe Lo Scalzo prende il posto di Salvatore Sanzeri;

D.S.B. di Canicattì: Gaetano Mancuso prende il posto di Ercole Marchica;

D.S.B di Casteltermini: Marianna Barraco prende il posto di Gaetano Mancuso;

D.S.B di Ribera: Giuseppe Amico prende ilposto di Marianna Barraco;

D.S.B. di Sciacca: Salvatore Sanzeri prende il posto di Giuseppe Lo Scalzo.