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Due ulteriori giorni di sciopero e nessuna precettazione per gli operatori ecologici di Porto Empedocle dove lo spettro dell’emergenza igienico sanitaria è ormai alle porte con centro e periferie ridotte a delle pattumiere dove tutti scaricano di tutto. Anche oggi, i netturbini della Realmarina, ormai alle corde per i ritardi di mesi e mesi dei loro stipendi, non sono tornati al lavoro in segno di protesta con la conseguenza che la città è ormai una sorta di discarica a cielo aperto dove i cittadini, disattendendo del tutto l’ordinanza del sindaco Carmina che vieta il conferimento dei rifiuti fino al termine dell’agitazione, approfitta per liberarsi di ogni genere di rifiuto compresi materassi ed elettrodomestici. Intanto, stamattina, la Fit Cisl ha scritto al prefetto Dario Caputo e alle imprese Realmarina per comunicare di avere indetto due giorni di sciopero per il 26 e 27 febbraio ma soprattutto per chiedere un incontro urgente con la prefettura che, al momento, non ha avviato alcuna procedura per la precettazione degli operai che di lavorare ancora senza essere pagati non vogliono saperne. Il sindaco ieri aveva manifestato l’idea di chiedere ad altre imprese di effettuare il lavoro che gli operai si rifiutano al momento di fare ma da più parti viene fatto notare che se non ci sono i soldi per le imprese vincitrici dell’appalto, come si pensa di poter pagare altre ditte che dovrebbero lavorare, come si dice in questi casi, sulla fiducia. Insomma una vertenza sempre più complicata della quale non si vede soluzione imminente all’orizzonte. Non risulta infatti che ci siano importanti somme di denaro in arrivo nelle casse del Comune in modo da dare alle imprese della Realmarina quanto spetta loro per servizi già resi e potere conseguenzialmente pagare gli operai stremati da un ritardo di diverse mensilità di stipendi.

E’ accusata di aver rapinato un uomo di Favara di 56 anni nei pressi di piazzale Rosselli, in pieno centro ad Agrigento, colpendolo con un pugno e sottraendogli (con l’ausilio del fidanzato) un marsupio con pochi spiccioli. Sinziana Maria Cutitaru, però, si è data alla latitanza approfittando degli arresti domiciliari facendo perdere ogni traccia. 

Chiamata e subito rinviata l’udienza di ieri: il presidente della prima sezione penale Alfonso Malato è incompatibile con il procedimento in quanto – in qualità di Gup – aveva già condannato a 3 anni di reclusione l’altro protagonista della rapina, il fidanzato della 21enne, tale Elvis Betean. Quest’ultimo, agrigentino di origini rumene, ha già due condanne alle spalle e, pochi giorni fa, è stato rinviato a giudizio con le accuse di  maltrattamenti nei confronti di un compagno di cella. 

La vittima della rapina violenta, rappresentata dall’avvocato Salvatore Cusumano, si è costituita parte civile nel processo. Si torna in aula il 28 marzo

Cinque uomini, tutti licatesi, sono stati gli artefici ieri sera di un vero e proprio “street fight” nei pressi di un condominio in contrada Bugiades, sotto gli occhi allibiti e terrorizzati di alcuni passanti.

I Carabinieri della Compagnia di Licata, allertati da una chiamata al 112, con cui veniva segnalata la brutale lite in atto, sono immediatamente accorsi sul posto, proprio mentre i cinque uomini si stavano azzuffando, utilizzando anche un badile ed una grossa spranga di ferro.

Non è stato facile per i militari bloccare subito i contendenti ma, dopo qualche minuto, l’arrivo di ulteriori rinforzi ha consentito di separare definitivamente le parti e di riportare la calma.

La violenta rissa sarebbe scaturita da una discussione di cui non sono ancora chiari i motivi, probabilmente legati a questioni di vicinato.

I cinque individui, a seguito della brutale lite, hanno riportato lesioni di vario genere e sono stati accompagnati al locale ospedale per le cure del caso ma, fortunatamente, nessuno di loro è in pericolo di vita. Ultimate le procedure di identificazione, i Carabinieri hanno stretto le manette ai polsi dei cinque uomini, con l’accusa di rissa aggravata, sequestrando il piccone e la spranga di ferro.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, gli autori della rissa sono stati tutti ristretti agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

 

Rifiuti interrati dove doveva sorgere un vigneto. E’ stato scoperto dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, in sinergia con i militari del Centro Anticrimine Natura.Il blitz e’ scattato a Canicatti’, con il sequestro di un’area estesa circa 20 mila metri quadrati, precedentemente adibita a cava di calcare.

 

I militari dell’Arma hanno accertato che quella che doveva essere un’operazione di recupero ambientale, era invece un vero e proprio illecito ambientale. Infatti, il concime naturale, il compost originato dalla frazione umida dei rifiuti organici, doveva essere utilizzato per colmare il vuoto della ex cava di calcare, dove si sarebbe dovuto successivamente impiantare un vigneto. Nel terreno della ex cava di contrada Cazzola, niente compost bensi’ rifiuti solidi urbani indifferenziati: lattine, bottiglie di plastica, bidoni, ceramiche, laterizi, paraurti di automobili e persino ornamenti funerari di marmo.

L’Arpa ha prelevato campioni di acqua per verificarne le caratteristiche chimico-fisiche. Sotto sequestro anche le macchine che stavano effettuando le operazioni di interramento dei rifiuti. Denunciato l’operatore che stava manovrando una ruspa e due amministratori della ditta.

Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pubblico ministero, Chiara Bisso, hanno chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di Naro, Calogero Cremona, per le accuse di peculato e abuso di ufficio.

 La prima imputazione scaturisce dall’avere ordinato a un operaio, che lavorava nel servizio di nettezza urbana, di rimuovere il fango che si era accumulato, in seguito a un nubifragio, nella strada privata che porta alla sua casa di campagna. L’abuso di ufficio e’ contestato perche’ il sindaco avrebbe fatto riparare a spese del Comune la ruota del bobcat, di proprieta’ dell’ente, che si era rotta durante le operazioni di bonifica nella sua proprieta’.

La circostanza e’ stata scoperta dagli inquirenti nell’ambito dell’indagine che ha portato, lo scorso dicembre, all’arresto dell’assessore Francesco Linisicchia, accusato di avere fatto pressioni indebite per costringere un imprenditore a stipulare un contratto di vigilanza per una societa’ nella quale egli stesso lavorava come responsabile di zona.

Il processo e’ stato chiesto pure per l’operaio Antonino Cristi, 48 anni, accusato solo di peculato. L’udienza preliminare e’ in programma il 2 aprile davanti al giudice Stefano Zammuto.

Provengo dal mondo della Sanità – esordisce l’On, Pullara, – e comprendendone le dinamiche ho voluto inviare una lettera al Presidente della Commissione Sanità, nella quale evidenzio l’importanza e la necessità, tenuto conto della esecutività della nuova rete ospedaliera, di programmare un calendario di audizioni con tutti i vertici ASP per definire e determinare con chiarezza il futuro immediato dei servizi erogabili dalla sanità pubblica. La nomina dei nuovi manager e una nuova rete ospedaliera comportano delle inevitabili novità per tutto il comparto e tengo molto al fatto che non venga disperso il lavoro svolto finora. A tal proposito, – continua Pullara – ho voluto segnalare al Presidente che l’apertura dei nuovi reparti comporterà una nuova esigenza di personale alla quale si potrà rispondere con le procedure di mobilità (interna ed esterna) che dovranno necessariamente e comunque adeguarsi al nuovo assetto organizzativo in atto.

È noto che la procedura di mobilità è propedeutica all’avvio dei concorsi ed una corretta e lungimirante organizzazione amministrativa potrà assicurare la funzionalità dei nuovi reparti.

Infine – conclude Pullara – non si dovrà trascurare il regime di vacatio delle postazioni apicali e di U.O.C. che, nell’attesa dei tempi concorsuali, potranno essere ricoperti attraverso l’applicazione dell’ex art. 18.

“Montevago continua a fare importanti passi avanti sul fronte della differenziata. Grazie alla preziosa collaborazione di tutti i cittadini, degli operatori ecologici, degli uffici comunali, siamo riusciti a chiudere il 2018 con il 70,04% di raccolta differenziata”. Così il sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, commenta i dati della raccolta differenziata nel 2018.

Montevago è fra i 31 comuni siciliani che riceveranno un contributo regionale per l’alta percentuale di raccolta differenziata nel 2017, in particolare per aver superato il 65% previsto dalla legge che ha consentito di ridurre i costi in bolletta di circa il 20%, nonostante le difficoltà legate in generale alla gestione dei rifiuti in Sicilia. Il comune belicino, proporzionalmente al numero degli abitanti, riceverà fondi per 120 mila euro che saranno reinvestiti in servizi per i cittadini.

Intanto, il comune informa che, con deliberazione della giunta comunale, è stato approvato lo schema della società denominata “SaMoAmbiente Srl” tra i comuni di Montevago e Santa Margherita Belìce per l’affidamento in regime di house providing (gestione diretta a mezzo di società costituita da enti pubblici) per il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani ed assimilati. I cittadini, le organizzazioni sindacali, nonché altre forme di organizzazioni rappresentative di interessi diffusi (stakeholder) a presentare eventuali proposte, suggerimenti e osservazioni. Le eventuali osservazioni e proposte dovranno pervenire entro e non oltre il 25 febbraio 2019 al seguente indirizzo: protocollo.montevago@pec.it.

La “AMA rifiuto è risorsa” è una società in house interamente partecipata da 15 comuni ed opera nel campo della gestione del servizio rifiuti e specificatamente dello spazzamento, della raccolta, del trasporto e del conferimento in discarica. In data 28 maggio 2018 la detta società pubblicava un avviso pubblico per l’elezione dei revisori dei conti della società per il triennio 2018/2021. Il dr. Castronovo Rossano , di Grotte, e la dr.ssa Carrubba Maria. di Mussomeli, presentavano istanza e venivano inseriti nell’elenco dei soggetti ammessi; in data 27 agosto 2018 venivano estratti come componenti del collegio sindacale assieme al dr. La Perna Pietro. Successivamente a seguito di ulteriore controllo operato a cura dell’Amministratore Unico circa il possesso dei requisiti previsti dal bando si riscontrava che il Dr. La Perna Pietro rivestiva la carica di Revisore dei conti del Comune di Polizzi Generosa, Comune socio della Società “Ama Rifiuto è risorsa” venendosi così a creare una situazione ostativa all’elezione. L’amministratore unico diramava pertanto avviso di convocazione dell’assemblea per procedere ad un nuovo sorteggio dei revisori; in data 8 ottobre 2018, su proposta del vice sindaco del comune di Gangi, la società deliberava di annullare in autotutela la precedente delibera di estrazione e di procedere ex novo all’elezione del collegio sindacale. In esito al nuovo sorteggio venivano estratti i Dottori Provenzano Giuseppe, Barretta Giuseppe e Castelli Pietro quali componenti effettivi del collegio; in data 18 ottobre 2018 il Dr. Rossano Castronovo inoltrava istanza di annullamento della nuova deliberazione alla società sopra precisata, che però veniva respinta. A questo punto i dottori Castronovo Rossano e Maria Carrubba, rappresentati e difesi dall’Avvocato Vincenzo Caponnetto , proponevano un ricorso davanti al TAR Sicilia, per l’annullamento, previa sospensione, della nuova delibera di nomina del collegio dei sindaci-revisori. Si è costituita in giudizio la società “Ama Rifiuto è risorsa”, rappresentata e difesa dall’Avvocato Girolamo Rubino, eccependo l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione. Il TAR Sicilia,Palermo, Sezione Prima, condividendo l’eccezione formulata dall’Avvocato Rubino, ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando anche i ricorrenti al pagamento delle spese giudiziali, Pertanto, per effetto della sentenza resa dal Tar. il collegio dei revisori dei conti resterà in carica mentre i ricorrenti dovranno pagare le spese giudiziali. 

Ad Agrigento i sindacati di categoria della Polizia Locale, Cgil, Silpol e Uil, tramite i dirigenti Capellupo, Milioto e Danile, si sono rivolti al Prefetto ed hanno dichiarato la volontà di sciopero e la richiesta di avvio della procedura di raffreddamento in Prefettura. Gli stessi sindacati spiegano: “A fronte di un’implementazione delle proprie funzioni istituzionali e dei servizi richiesti dall’Amministrazione comunale di Agrigento, il Corpo della Polizia Locale del Comune di Agrigento risente di una carenza di personale che determina una difficoltà sempre maggiore nel garantire l’espletamento dei servizi stessi. Inoltre, l’ultima fornitura del vestiario di ordinanza risale a più di 10 anni addietro, e quindi il personale continua ad essere sprovvisto di un adeguato equipaggiamento necessario ed essenziale ad affrontare le giornate lavorative invernali. Ed è una carenza che si è rivelata drammatica durante l’allerta rossa del novembre scorso. E poi il lavoro straordinario negli anni 2017 e 2018 non è stato pagato. E non è stato pagato nemmeno il piano miglioramento e servizi a tutela e sicurezza del territorio svolto dal personale nel 2018. Attese anche le spettanze riguardanti gli arretrati contrattuali maturati fino ad aprile 2018”.

Ad Agrigento, nel quartiere costiero di Zingarello, a sud-est della città, ignoti criminali hanno imperversato in cinque villette estive, attualmente disabitate, e hanno divelto e rubato solo gli infissi in alluminio, quindi finestre e balconate varie. Probabilmente sarebbe fiorente un mercato nero di infissi in alluminio usati. Altri criminali invece hanno lavorato per rubare il più prezioso e remunerativo rame, il cosiddetto “oro rosso”. A Racalmuto, in contrada Serrone, ignoti hanno tranciato e rubato 800 metri di cavo telefonico della Tim. In entrambi i casi sono state formalizzate denunce ai Carabinieri del Villaggio Mosè ad Agrigento ed alla stazione di Racalmuto.