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Pubblicato il Decreto n.° 344 del 19/05/2020 per un ulteriore snellimento delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni sismiche. La semplificazione non solo a parole ma con i fatti.

“Prendiamo atto che il dipartimento regionale Tecnico – retto dall’architetto Salvatore Lizzio – dell’assessorato alle Infrastrutture, continua a intraprendere politiche di rilancio del settore edilizio con notevole apertura nei confronti dei liberi professionisti – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – Mai come adesso le politiche della Regione trovano ampio compiacimento dal nostro Ordine. Si è iniziato nel dicembre 2018 con l’adozione dei Bandi tipo per l’affidamento dei servizi di Architettura e Ingegneria e la Sicilia è stata la prima e unica Regione d’Italia ad avere attuato tali strumenti che hanno immediatamente incentivato l’affidamento degli incarichi professionali, come dimostrano i dati dell’Osservatorio nazionale dei servizi di Architettura e Ingegneria del Consiglio nazionale degli Architetti, del quale l’architetto Rino La Mendola ricopre la carica di vicepresidente. Ecco, dunque, che in Sicilia si registra un notevole incremento di affidamenti di servizi di Architettura e Ingegneria ai liberi professionisti, probabilmente grazie all’adozione dei Bandi tipo di cui al decreto dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, onorevole Marco Falcone. In Sicilia,  infatti, le stazioni appaltanti, oggi dotate di idonei strumenti per ricorrere più facilmente a incarichi esterni, nel corso del 2019, hanno affidato ben 966 servizi di Architettura e Ingegneria a liberi professionisti che, rispetto ai 616 incarichi dell’anno precedente, fanno registrare un incremento di circa il 64%, segnando un trend positivo che sta producendo effetti anche nei primi due mesi del 2020, visto che sono attualmente in corso circa 150 affidamenti e considerato che presto potrebbero essere stanziati, nel bilancio della  Regione, ben 200 milioni di euro per la copertura finanziaria di nuovi affidamenti a liberi professionisti”.

Altro utile strumento per la semplificazione, adottato dal dipartimento regionale Tecnico è l’adozione della piattaforma informatica “Sismica” che, oggi più che mai, in considerazione dell’emergenza da Covid-19, è un importante strumento poiché consente ai liberi professionisti, ciascuno del proprio studio, di interfacciarsi con gli uffici del Genio Civile, presentando progetti e ricevendo i relativi provvedimenti autorizzativi.

“Oggi – conclude Alfonso Cimino – il Decreto n.° 344 accelera la semplificazione puntando a ridurre le autorizzazioni in favore di semplici depositi e, in tempo reale, si possono avviare i lavori. Rimangono, comunque, le sole autorizzazioni per gli edifici rilevanti per la pubblica incolumità e individuati nelle linee guida del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (D.M. 30/04/2020). Ora ci aspettiamo che tali processi di semplificazione possano essere attuati dagli altri Assessorati regionali, dalle Soprintendenze dei Beni Culturali, dalle Agenzie del Demanio e dalle Amministrazioni comunali delle quali, a oggi, molte non hanno attivato gli Sportelli Unici dell’Edilizia (Sue) e gli Sportelli Unici delle Attività Produttive (Suap) nonostante, siano previsti dalla legge”.

Il prefetto ha disposto controlli su tutto il territorio provinciale per evitare assembramenti soprattutto nei week end e nei luoghi di ritrovo del mondo giovanile. Ha poi evidenziato il ruolo determinante dei sindaci nei controlli delle attività economiche che hanno riaperto i battenti per garantire l’osservanza delle regole previste per prevenire il contagio.

All’incontro hanno preso parte il questore e i comandanti delle forze dell’ordine della provincia, oltre al sindaco di Agrigento e il rappresentante del Libero consorzio comunale.

Si è parlato di coinvolgimento e sensibilizzazione di tutti nel rispetto delle regole stabilite dalle autorità superiori per prevenire il contagio, pretendendone il rispetto sia degli imprenditori che da parte dell’utenza che accede alle attività commerciali”.

Hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Sciacca i familiari di Vito Cacioppo, un ottantanovenne di Santa Margherita Belice che per l’Asp di Agrigento da ieri risulta nell’elenco dei decessi per coronavirus.

L’anziano era ricoverato all’ospedale Cervello di Palermo e secondo la cartella clinica è deceduto l’11 maggio scorso per arresto cardiaco e sepsi. Cacioppo si può definire un “falso positivo” visto che dopo un primo test positivo al tampone da Covid 19 è risultato sempre negativo ai successivi esami.

Alla fine di aprile era arrivato all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca per un forte dolore addominale e poi, dopo una radiografia e un successivo tampone, è risultato contagiato da Covid 19. Venne disposto il trasferimento a Palermo, i familiari non lo hanno più visto, si sono sottoposti tutti al test e per tutti è stato negativo, hanno poi appreso che altre sette esami sul congiunto avevano dato esito negativo, ma nel frattempo sarebbe stato sempre ricoverato – secondo quanto si legge nell’esposto – in un reparto Covid 19.

Cacioppo fino a ieri risultava ancora nell’elenco dei contagiati, nel report di ieri sera è stato cancellato e inserito nella lista dei decessi. Ma di fatto, secondo quanto c’è scritto nella cartella clinica, non è morto per Covid 19.

Corrieredisciacca.it

Nel tardo pomeriggio di ieri 19 maggio, a Naro, è stato formalmente ratificata, dai vertici provinciali del partito, la costituzione del Circolo Territoriale di Fratelli d’Italia “Amici di Giorgia Meloni”.

I lavori per l’istituzione del nuovo Circolo hanno avuto luogo lo scorso 7 marzo, prima delle misure restrittive anti covid, e dopo una serie di incontri intercorsi tra i promotori dell’iniziativa e gli organi direttivi provinciali di Fratelli d’Italia, quando una partecipata assemblea ha eletto all’unanimità Presidente del Circolo, Francesco Augusto Canzoneri, e Segretario, Alberto Tosto, ed a cui hanno presenziato il Portavoce provinciale, Fabio La Felice, il Dirigente nazionale, Calogero Pisano, e numerosi cittadini naresi.

Queste le prime parole del neo Presidente Francesco Augusto Canzoneri: “Sono soddisfatto del consenso personale ottenuto, ma soprattutto sono davvero contento della volontà manifestata dagli amici naresi di abbracciare, anche con la costituzione del Circolo Territoriale, il progetto politico di Giorgia Meloni.

Da oggi inizieremo a lavorare per il bene del nostro territorio, curando l’interesse generale, uniti e aderendo alla linea di centro destra di Fratelli d’Italia, seguendo la nostra leader Giorgia Meloni.

Ringrazio gli amici che hanno voluto, ad unanimità, seguirmi ed infine eleggermi a Presidente del Circolo di Naro e colgo l’occasione per ringraziare gli organismi nazionali, regionali e provinciali per l’impegno profuso per l’ottenimento di questo primo significativo traguardo. Per aspera ad astra.”.

Esprime soddisfazione anche il Portavoce provinciale La Felice che afferma: “La costituzione del Circolo “Amici di Giorgia Meloni”, oltre a rappresentare una forte presenza di Fratelli d’Italia in una realtà importante della provincia agrigentina, testimonia la straordinaria crescita del partito, trascinato dall’autorevolezza di una leader come Giorgia Meloni, capace come nessuno di interpretare le istanze e i bisogni dei cittadini, ancora di più in questo difficile periodo per la Nazione, e alla quale viene riconosciuta una coerenza e serietà d’azione unica nel panorama politico nazionale.

Rivolgo al Presidente Canzoneri, persona capace e  di grande spessore umano, i più fervidi auguri da parte di tutto il Coordinamento provinciale”.

Si unisce agli auguri il Dirigente nazionale, Calogero Pisano: “Faccio i più cordiali auguri al Presidente Francesco Augusto Canzoneri, nella certezza che saprà guidare il neo costituito circolo con competenza ed al meglio delle proprie capacità”.

Ieri, poco dopo le ore 14 all’interno della Riserva Naturale Macalube di Aragona si è verificato un nuovo evento parossistico, il cosidetto “ribaltamento” – il toponimo Macalube in arabo vuol dire terreno rigirato.
Il precedente evento si era verificato il 27 settembre 2014 causando la morte dei fratellini Mulone. Non appena avuta notizia dai residenti delle campagne circostanti il personale della Riserva ha informato la locale stazione dei Carabinieri ed effettuato un sopralluogo congiunto per verificare lo stato dei luoghi, poiché l’area dei vulcanelli risulta ancora sottoposta a sequestro giudiziario e  l’intera zona A è interdetta alla fruizione turistica.
Si ricorda che è vietato avvicinarsi all’area interessata dal fenomeno.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 44 (0 ricoverati, 96 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 50 (6, 109, 11);

Catania, 629 (41, 336, 97);

Enna, 67 (6, 325, 29);

Messina, 294 (39, 210, 56);

Palermo, 361 (36, 172, 34);

Ragusa, 30 (2, 60, 7);

Siracusa, 32 (7, 186, 28);

Trapani, 17 (0, 117, 5).

 

Il prossimo aggiornamento avverrà domani.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Attualmente  sono ancora contagiate 1.524 (-15), 1.611 sono guarite (+22) e 268 decedute (+1).
Degli attuali 1.524 positivi, 137 pazienti (-13) sono ricoverati – di cui 12 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.387 (-2) sono in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 122.040 (+3.181 rispetto a ieri), su 109.195 persone.

Fermento politico e posti di potere. Guerre senza confini e spunnapedi di ogni genere. A piangerne, come sempre, il popolo; quello stesso popolo che ha eletto i propri rappresentanti affinchè potessero dare una svolta ad un vecchio modo di fare politica che, di fatto, oggi non solo non è cambiato ma è anche peggiorato.

La Fials, attraverso il segretario generale Amedeo Fuliano scrive una nota attraverso la quale evidenzia come tre deputati regionali, due dei quali uno è il presidente e l’altro è componente della commissione regionale Sanità, al posto della fiducia al Commissario dell’Asp di Agrigento Alessandro Mazzara dovrebbero, per legge, attivarsi immediatamente al fine di nominare o un nuovo commissario o, meglio ancora, un nuovo Direttore Generale che l’Asp di Agrigento aspetta da molti mesi.

La nota della Fials recita testualmente:

“Apprendiamo da alcuni organi di informazione che, i deputati regionali Margherita La Rocca Ruvolo (UDC), Matteo Mangiacavallo (Movimento 5 stelle) e Riccardo Gallo Afflitto (Forza Italia), con una nota congiuntamente sottoscritta hanno sentito il bisogno, evidentemente dettato dall’interesse pubblico, di confermare la propria fiducia e la propria stima al Dr. Alessandro Mazzara il quale, nell’occasione, è stato erroneamente definito dai suddetti deputati “attuale Commissario dell’ASP di Agrigento”. Ora, rifuggendo dall’idea di tuffarci in un dibattito “politico” al quale per nostra natura e scelta siamo estranei, cogliendo spunto dall’autorevole intervento, ci limitiamo ad alcune osservazioni sotto il profilo della legittimità:

  1. Il Dr. Alessandro Mazzara, è stato nominato direttore Amministrativo dall’ex direttore generale. Dr. Santonocito il quale, nella seconda parte del mese di novembre del 2019, si è dimesso da detta carica per assumere la guida dell’ASL Roma n. 5 (Tivoli);
  2. Circa tre giorni prima delle sue dimissioni il dr. Santonocito, ha conferito, al Dr. Alessandro Mazzara, legittimamente, ai sensi dell’articolo 4, lettera d) del D.lgs. 7 Dicembre 1993, n.517, formale delega delle proprie funzioni di Direttore Generale. A tal proposito è opportuno precisare che detta delega è permessa dalla legge solo per i casi di assenza o impedimento del direttore generale. Pertanto, a far data dalle dimissioni del direttore generale, dr. Santonocito, e comunque dalla data in cui quest’ultimo ha assunto la guida, quale direttore generale, della succitata ASL romana, la delega precedentemente conferita al Dr. Alessandro Mazzara, ha smesso di produrre effetti e, ciò, nella banalissima considerazione che non può esserci un delegato nella inesistenza di un delegante;
  3. il medesimo articolo 4, lettera d) del D.lgs. 7 Dicembre 1993, n.517 prescrive, altresì, con riferimento al direttore generale, che “ Ove l’assenza o l’impedimento si protragga oltre sei mesi si procede alla sostituzione”. Dunque, non solo la norma richiamata conferma che la delega può essere conferita per i soli casi di assenza o impedimento del Direttore Generale e non già anche nella “inesistenza” dello stesso (l’ASP di Agrigento non ha più un direttore generale) ma, pone anche un tempo massimo oltre il quale comunque deve procedersi alla sostituzione del direttore generale assente o impedito. Ne consegue che il Governo regionale non può astenersi dal nominare, stante la previsione di legge, un nuovo Direttore Generale/ Commissario da porre alla guida dell’ASP di Agrigento. Peraltro, Il mantenimento dello stato quo, a nostro parere del tutto illegittimo, paradossalmente conferisce al soggetto “delegato” più poteri del direttore generale propriamente detto. Ed infatti mentre il Direttore Generale, nei casi in cui voglia deliberare contro il parere del direttore sanitario o del direttore amministrativo, è obbligato a motivarne le ragioni, un delegato alle funzioni di Direttore Generale non avrebbe nemmeno detta incombenza.

Per le suddette argomentazioni non ci stupiamo di certo per l’intervento dei succitati deputati regionali che evidenzia una fibrillazione politica così forte al punto tale da indurli a porre in essere interventi non istituzionali; piuttosto, ci stupiamo che rappresentanti del popolo siciliano dimostrino di non conoscere le norme cogenti che regolano la materia in argomento”.

La FIALS, si dichiara, comunque, certa che la guerra tra potentati politici, scoppiata attorno all’egemonia sull’ASP di Agrigento, abbia come solo fine, così come è sempre stato, il solo interesse pubblico.

 

“La mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto rilancio relativo in particolare a quelle norme che impediscono alle imprese di licenziare i lavoratori per giustificato motivo oggettivo per una durata di due mesi ,così come previstio dal decreto Cura Italia, (oggi infatti scadono i termini) rischia di mandare definitivamente in fumo migliaia di posti di lavoro”. A sostenerlo è  il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara il quale ha detto che ” questo buco legislativo sarà letale per il già fragile tessuto ecomomico dell’isola”.  “Ci auguriamo, a tutela di tutti i dipendenti del settore privato,- conclude Lercara-  che il Governo ponga immediatamente una pezza a questa situazione”.

“Il dramma della violenza sulle donne  non può più essere  tollerato. Servono interventi concreti che pongano fine a tali brutalità. Troppo spesso il luogo familiare, che dovrebbe proteggere la donna, diventa una trappola mortale”.
Così Maria Antonietta Testone, coordinatrice Regionale di Azzurro Donna, e Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Forza Italia, intervengono a seguito del  femminicidio  che  ha sconvolto la serena quotidianità dei nisseni e che purtroppo si aggiunge ai due casi avvenuti nel messinese il mese scorso.
“Da sempre – aggiungono Testone e Miccichè –  Forza Italia ha portato avanti iniziative per contrastare la violenza sulle donne. L’attuale situazione emergenziale non deve farci abbassare la guardia su un problema sociale che rischia di assumere proporzioni devastanti. Noi avvertiamo il dovere civile e politico di condannare qualunque forma di violenza, sia essa fisica, psichica ed economica, nei confronti delle donne,  e invitiamo quante si trovano in situazioni vulnerabili a contattare i servizi preposti.

Le donne che vivono una situazione difficile possono recarsi anche presso le farmacie che recentemente sono state coinvolte dalla Federfarma per aiutare le donne che lo chiedono, sostenendole e telefonando al 1522. Plaudiamo alla sensibilità dei farmacisti e li ringraziamo a nome di quante purtroppo ancora oggi vivono una realtà fortemente caratterizzata dalla sopraffazione. Il livello di civiltà e di evoluzione di una società – concludono Gianfranco Miccichè e Maria Antonietta Testone –  si misura  anche dal sentimento di rispetto che gli uomini nutrono e manifestano nei confronti delle donne”.