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“È chiaro a tutti che niente, dopo che avremo superato questa emergenza, sarà più come prima. Difficilmente si tornerà a trascorrere i weekend ammassati nei centri commerciali, mangiando un gelato con la propria famiglia mentre facciamo shopping. Cambieranno le nostre abitudini di trascorrere il Weekend con la famiglia e cambieranno le nostre abitudini di fare acquisti. E tutto questo cambiamento non può venire lasciato al caso. In tal senso, auspichiamo che il Consiglio Comunale, in attesa delle elezioni del prossimo autunno, agisca attivamente ma in maniera oculata, operando un importante decentramento delle attività commerciali a favore delle periferie. Una serie di iniziative che abbiano però bene in mente, anche le esigenze di quanti hanno già avviato un’attività economica sia nel nostro bellissimo centro storico, sia negli esistenti centri commerciali. Proprio a loro, e alle loro esigenze, nel momento in cui si progetterà la ripresa, occorrerà prestare la massima attenzione.

E’ arrivato il momento di passare dalle belle parole, dai buoni propositi, dalle promesse, ai fatti. Il Consiglio Comunale non deve attendere che qualcuno proponga loro di agire. Sono atti che deve deliberare il consiglio comunale con il voto dei consiglieri con “Delibere Consiliari” che rivedano gli appositi regolamenti. Si abbattano subito le tasse comunali che permettano agli addetti ai lavori una ripresa potendo contare su un reale aiuto, si abbattano per almeno un biennio i costi della “tassa di soggiorno”, “suolo pubblico”, “insegne”, si organizzi con le associazioni di settore una “nuova stagione” con i fondi della tassa di soggiorno circa 1.500.000€ concordando la migliore ipotesi  per un investimento promozionale.”

Lo dichiara il presidente del Movimento Mani Libere Giuseppe Di Rosa.

Anche in questo caso, come a Pasqua, gli agrigentini hanno sostanzialmente risposto bene alle normative imposte a seguito delle restrizioni del Governo Conte.

Ieri, giornata di sole, alle mille tentazioni di “evadere” dalla proprie mura per recarsi al mare o in campagna, il popolo agrigentino ha risposto alla grande, anche in base al fatto che i controlli da parte delle Forze dell’Ordine sono stati serrati ed incessanti.

Qualche furbetto non è comunque mancato che però è finito nelle grinfie delle Forze dell’ordine; sono state multate una trentina di persone beccate nei posti di blocco, soprattutto nei pressi della Rotatoria Giunone (nella foto) dove unitamente alle pattuglie della Polizia a qualche metro di distanza vi era un altro posto di blocco da parte della Polizia Provinciale.

Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale hanno fatto il resto tra la statale 115, rotatoria degli Scrittori e nei pressi di Porto Empedocle.

Sembrano vacillare gli annunci sull’assoluta sicurezza dell’ospedale “Giovanni Paolo II”. Le buone intenzioni e tutti gli interventi fin qui effettuati per suddividere i percorsi No Covid da quelli Covid, sembrano scricchiolare dopo un episodio che nelle ultime ore ha fatto riemergere le preoccupazioni dell’ambiente ospedaliero.

Diversi operatori sanitari sono preoccupati dopo avere appreso del contagio di un anziano di Santa Margherita Belice, emerso proprio dopo un accesso nella struttura ospedaliera saccense.

L’uomo è arrivato in ospedale con problemi intestinali, avrebbe riferito al triage che non aveva avuto febbre e dal pronto soccorso è stato trasferito in radiologia per degli accertamenti diagnostici. Tutto faceva indurre che non c’erano pericoli di possibile presenza di contagio, tanto che i sanitari del pronto soccorso hanno disposto una tac all’addome e non il tampone.

In radiologia, dopo che dai dati in archivio è emerso che l’anziano nel novembre scorso era stato sottoposto ad esami, è stato deciso di fare anche una tac toracica, dalla quale è emersa la ricomparsa di una polmonite. Da qui la decisione di suggerire il tampone, dal quale è emersa la positività da Covid 19. L’uomo, che era accompagnato da un familiare, è stato quindi trasferito a Palermo.

Pare che il paziente durante gli accertamenti sia venuto a contatto con un’altra persona che doveva fare una radiografia, che a sua volta era venuta a contatto con altri operatori sanitari. Ora c’è una fisiologica preoccupazione: oltre ai familiari c’è la necessità di fare altri tamponi per rispettare i protocolli di sicurezza.

L’episodio richiama l’attenzione sulla imprevedibilità del virus e sul fatto che un ospedale non si può considerare mai del tutto al sicuro di fronte a questo pericolosissimo nemico. A maggior ragione quando parte degli operatori sanitari non disporrebbero ancora di adeguata formazione e quando non ci sarebbe ancora la zona cosiddetta grigia dell’area di emergenza, dove l’anziano probabilmente avrebbe dovuto sostare prima di disporre gli esami diagnostici e attenderne l’esito.

“Come annunciato dal Governo, ci avviamo verso la tanto auspicata Fase 2 della emergenza covid-19.

Appare evidente come la Fase 2 della suddetta pandemia costituisce un momento importante ed estremamente delicato per tutta la comunità dal punto di vista soprattutto sanitario, perché l’auspicio di una ripresa sociale ed economica comporta una sicurezza della gestione sanitaria che deve essere affrontata da tutti con impegno, estremo senso di responsabilità, soprattutto dalle Istituzioni preposte alla gestione della organizzazione sanitaria, al fine di scongiurare una possibile riacutizzazione della stessa patologia contagiosa.

A tal fine l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Agrigento, come organo sussidiario dello Stato e componente della Unità di crisi insediatasi presso la ASP di Agrigento, per la gestione e programmazione degli interventi sanitari utili al contenimento del contagio virale, individua e sostiene le iniziative che ritiene utili e necessarie a promuovere la giusta e sicura attivazione della Fase 2.

Si chiede pertanto:

  • il Tracciamento epidemiologico con rapidissime procedure di attivazione attraverso la somministrazione su larghissima scala di tamponi e test sierologici con ricerca di risposta anticorpale da eseguire soprattutto sul personale sanitario tutto, esposto in prima linea e sui cittadini in isolamento domiciliare e su soggetti paucisintomatici. Le suddette procedure dovranno dare certezza di negatività per potere consentire il rientro alla attività lavorativa con sicurezza, soprattutto per gli ex infetti che dovranno avere una certificazione di immunità.

 

  • Attivazione delle S.C.A. (unità speciali di continuità assistenziale) con il rapporto di una ogni 50mila abitanti o comunque una per ogni distretto, introdotte con il D.L. n° 14 del 09.03.2020, con la specifica funzione di effettuare la gestione domiciliare dei pazienti affetti da covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero. Con successive note (prot. N. 14254 dell 11.03.2020 e prot. 15450 del 18.03.2020) sono state inviate alle Aziende Sanitarie Provinciali indicazioni operative su organizzazione e funzioni di tali unità, estendendo il loro ruolo anche alla gestione dei casi sospetti ed alla esecuzione dei tamponi, provvedendo alla formazione dei suddetti operatori sanitari e all’adeguato approvvigionamento ed uso dei D.I.P.

 

  • Promuovere l’intervento dei MMG per l’applicazione e somministrazione dei protocolli terapeutici, utilizzando farmaci autorizzati da AIFA, che in virtù della sperimentazione effettuata in atto sono ritenuti validi nel trattamento della suddetta infezione con miglioramento della sintomatologia. Autorizzare le Farmacie ospedaliere a garantire la fornitura degli stessi farmaci ai MMG che, di concerto con le U.S.C.A. provvederanno in tal senso. Quanto sopra nelle previsione ipotizzabile che la diffusione del virus sul territorio duri ancora a lungo soprattutto sulla scorta del riscontro dei dati

 

  • Promuovere la programmazione di tele-medicina domiciliare che preveda l’utilizzo, da parte del paziente o del familiare, di semplici device in grado di rilevare i parametri fondamentali utili al monitoraggio dell’andamento della patologia.

 

  • Attivare la formazione del personale medico ed infermieristico selezionato per le attività sopra descritte.

 

  • Prevedere un uso obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale per tutta la collettività e pertanto, un rapido e massiccio approvvigionamento di mascherine chirurgiche.

 

  • Attivazione di servizio di controllo sanitario periodico con Medici competenti del lavoro presso le aziende autorizzate alla riapertura che in caso di necessità operino da filtro e applichino i protocolli sanitari previsti, isolando il lavoratore covid positivo ed attivando il percorso di triage;

 

  • Attivare disposizioni che consentano il distanziamento sociale obbligatorio nell’utilizzo dei servizi pubblici di trasporto, nella frequentazione di esercizi commerciali e locali pubblici, evitando pericolose concentrazioni di persone, dando ancora disposizioni per la periodica sanificazione dei siti sopracitati.

 

Quanto finora esposto, finalizzato ad un potenziamento della sanità territoriale, al fine di scongiurare una riattivazione di focolai di contagio che fino ad oggi hanno colpito fortunatamente  in modo molto marginale la nostra provincia di Agrigento”.

“Come anticipato nelle precedenti note la Commissione Europea si è espressa in termini di rinvio e con una sola certezza un imperativo dettato dall’ingordigia  dei panzer tedeschi e dai paradisi fiscali Olandesi  “l’uso del condizionale” per quanto riguarda gli aiuti , ma con le idee molto chiare sul fatto che da giugno saranno attivi strumenti “geneticamente” non modificati ma integri in ogni sua parte come da concepimento , la linea di prestiti del Mes agli Stati che ne faranno richesta (240 miliardi) , al fondo SURE contro la disoccupazione (100 miliardi) e ai prestiti alle imprese garantiti dalla Bei (200 miliardi) Tutti questi strumenti saranno operativi dal primo giugno,

C’ è stato un accordo comune a lavorare su una soluzione chiamata  Recovery fund.

E’ stato dato l’incarico alla Commissione Ue di analizzare le necessità e di avanzare una proposta , in parole semplici non si sa quanto spetti all‘Italia, quando dal punto di vista temporale e che condizioni preveda.

Uno strumento davvero eccellente per aiutare tutti gli Stati in difficoltà , non fosse altro che servono delle risorse vere, ovvero servinu grana!

Non prestiti per i paesi più colpiti, ma servono dei trasferimenti a fondo perduto! Tutto il resto serve solo a rafforzare i paesi più speculatori ed usurpatori di moneta  come la  Germania Olanda Austria e Svezia nella loro ottica lobbistica e di espansione economica non proprio in sintonia con i principi dei padri fondatori europei.

Così come resta vaga la dimensione finanziaria di questo strumento chiamato  Recovery Fund , non si conoscono ancora le modalità ne le dimensione , la cifra è ancora da negoziare. Inoltre non sono ancora sul tavolo i tempi e la durata.

Un esempio; se delle  persone ferite in un incidente che perdono  sangue aspettano  un ambulanza e la stessa arriva con una settimana di ritardo, chi rimarrà vivo dei feriti? Cosi sono le economie dei paesi in difficoltà più tempo si perde più danno si fa a tutto l’apparato economico e sociale dei territori più colpiti dalla pandemia, e ripeto non prestiti ma aiuti veri soldi a fondo perduto.

I poteri forti stanno tirando troppo la corda nel prendere tempo e usare il politichese per sviare camuffare e rendere quasi invisibile il vero scopo di questa specie di Europa di cui noi siamo figli di  secondo taglio.

Quindi gli italiani In Europa per firmare le CAMBIALI , se gli aiuti sono questi e c’è qualcuno in Italia che esulta allora siamo destinati ad essere il gregge preferito dai pastori tedeschi.

Gerlando Piparo (FdI)

 

 

 

 

In tutti e due i casi è stata l’Azienda Sanitaria Provinciale a comunicare la notizia ai sindaci di Favara e Santa Margherita Belice, Anna Alba e Franco Valenti.

Nel paese belicino si tratta di un anziano il quale dopo un malore è stato sottoposto a tampone, poi risultato positivo.

A Favara si tratta di un giovane, risultato positivo al tempone, dopo che lo stesso era rientrato da un Paese europeo.

 

Nei scorsi giorni, a San Leone nella spiaggia dell’Aster dalle condotte delle acque bianche, in assenza di precipitazioni meteoriche, è arrivato in mare un ingente quantitativo di acque fetide e sicuramente inquinate, che hanno colorato di nero il mare prospiciente.
Acquisito questo video, lo abbiamo fatto visionare a Girgenti acque, che dopo un sopralluogo, ha escluso rotture fognarie in corso e ha ipotizzato che la causa possa essere stata lo scarico in queste condotte del contenuto di qualche pozzo nero, effettuata da un privato.
POVERO MARE DI SAN LEONE!!!

“Lunedì prossimo l’Assemblea regionale avvierà la fase conclusiva dei lavori della Legge di Stabilità Finanziaria per fornire risposte concrete al popolo siciliano, penalizzato oltremisura dagli effetti del Coronavirus. La Crisi di liquidità si avverte fra gli operatori economici in difficoltà,peraltro ,a beneficiare delle recenti norme statali che prevedono prestiti con una lunga e complessa istruttoria degli istituti bancari. Sono certo che il Parlamento siciliano guidato dal Presidente Miccichè sulla base delle risorse finanziarie ed economiche disponibili-conclude Giorgia Iacolino-si farà carico delle oggettive difficoltà del sistema economico siciliano, sostenendo gli operatori economici e le famiglie, frastornate da una crisi profonda ed asfissiante”

“Nella primavera del 1945 l’Europa vide la sconfitta del nazifascismo e dei suoi seguaci. L’idea di potenza, di superiorità di razza, di sopraffazione di un popolo contro l’altro, all’origine della seconda guerra mondiale, lasciò il posto a quella di cooperazione nella libertà e nella pace e, in coerenza con quella scelta, pochi anni dopo è nata la Comunità europea”.

Oggi celebriamo il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione. La pandemia del virus che ha colpito i popoli del mondo ci costringe a celebrare questa giornata nelle nostre case. Ai familiari di ciascuna delle vittime vanno i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra comunità nazionale, così come va espressa riconoscenza a tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus e a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e di servizi essenziali. Manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese”.

“In questo giorno richiamiamo con determinazione questi valori. Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all’oppressione, rischiando per la libertà di tutti, significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore”. “Nasceva allora una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro. Con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili. Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista”. “Nella nostra democrazia la dialettica e il contrasto delle opinioni non hanno mai, nei decenni, incrinato l’esigenza di unità del popolo italiano, divenuta essa stessa prerogativa della nostra identità. E dunque avvertiamo la consapevolezza di un comune destino come una riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale”. “L’abbiamo vista manifestarsi, nel sentirsi responsabili verso la propria comunità, ogni volta che eventi dolorosi hanno messo alla prova la capacità e la volontà di ripresa dei nostri territori. Cari concittadini, la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale”. “A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore. Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando. Viva l’Italia! Viva la Liberazione! Viva la Repubblica!”