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Agrigento si conferma, ancora una volta, una città difficile anche da servire. Non è passato infatti molto tempo dalla mia decisione di candidarmi a sindaco, che subito qualcuno, facilmente individuabile, forse preoccupato della mia candidatura e dal mio impegno, ha pensato bene di reagire nel modo più becero e pusillanime possibile, mettendo in giro immagini manipolate.

Un’azione indegna che offende contemporaneamente e in malo modo sia la mia persona che quella di tanti altri. Primo fra tutti l’on. Di Mauro, la seconda carica dell’Assemblea Regionale Siciliana.  Io non credo di meritare questa gratuita e umiliante insinuazione! Mi chiedo piuttosto come mai fino alla ufficializzazione della mia candidatura a sindaco di Agrigento ero un bravo medico e una persona perbene e subito dopo sono scattate infamanti accuse e insinuazioni.  Evidentemente questa candidatura a qualcuno poco corretto non piace e reagisce in questo modo becero: insinuando e offendendo.  Ma forse lui stesso non sa che non siamo stati solo noi due a venire offesi in questo modo vigliacco. La macchina del fango che si è appena messa in moto, infatti,  colpisce indirettamente e probabilmente anche inconsapevolmente anche gli altri parlamentari regionali e nazionali che hanno deciso di sostenere la mia candidatura. Per non parlare dei tanti rappresentanti del mondo delle professioni che hanno appoggiato direttamente la mia campagna elettorale mettendoci la faccia.

Ma tutto questo evidentemente ancora non è conosciuto dai gestori della macchina del fango che hanno come unica informazione quella dell’appoggio dell’on. Di Mauro.

Ma costoro devono sapere che la mia candidatura è autonoma e che  le loro offese telematiche sono già state oggetto di denuncia alle competenti autorità che ormai hanno tutti i mezzi per risalire all’autore che verrà INDIVIDUATO e reso noto. La scelta di rivolgersi alle istituzioni è stata condivisa da tutto il gruppo che mi sostiene in questa campagna elettorale e che, non avendo nulla da temere, vuole che la legge e la giustizia facciano la loro parte. Se il vostro scopo è quello di impaurirmi e spingermi a tirarmi indietro, allora devo deludervi. E’ proprio il contrario. Quello che avete fatto mi fa capire che c’è bisogno della mia discesa in campo. C’è bisogno di persone oneste e perbene che s’impegnino in prima  a protezione della città e degli agrigentini.

F.to Franco Miccichè ( anche a nome di tutti i suoi sostenitori)

Ieri, domenica 24 novembre, su iniziativa dei comitati di azione civile di Agrigento coordinati da Ignazio Valenza, Maurizio Saia, Massimo Muglia e Alfonso Vassallo si è tenuta la prima riunione provinciale dei comitati di azione civile di Italia Viva di Agrigento.

L’incontro molto partecipato ha visto la presenza dei coordinatori e iscritti al neo partito “Italia Viva” che fa capo a Matteo Renzi, costituiti nel territorio provinciale.

Sono intervenuti rappresentanze di Licata, Naro, Racalmuto, Canicattì, Ravanusa, Cammarata, Porto Empedocle, Realmonte, Favara, Aragona e Agrigento che si riconoscono nel progetto politico di Matteo Renzi,

La riunione, alla quale a breve seguiranno ulteriori incontri con altri comitati presenti nel territorio agrigentino, convocata con lo scopo di dare un assetto organizzativo a tutti i comitati della provincia ha avuto un esito più che soddisfacente.

I partecipanti provenienti da esperienze civili e politiche che si rifanno alla società civile, alla liberaldemocrazia e alla socialdemocrazia si sono ritrovati convinti sostenitori e aderenti al progetto politico di Italia Viva.

Nel corso dell’incontro numerosi gli interventi che hanno affrontato le questioni di tipo organizzativo e che hanno fatto emergere le diverse provenienze culturali e diverse sensibilità politiche, che hanno trovato una felice sintesi nell’idealità e nei valori portati avanti dal nuovo Partito di Matteo Renzi. Sono stati valorizzati gli elementi unificanti per il superamento delle ideologie novecentesche, verso un partito inclusivo, innovativo, moderno, ambientalista, che vede i giovani protagonisti, che sia pieno di donne attive che condividano la responsabilità della conduzione e organizzazione del partito. Superare il passato significa andare oltre gli sterili concetti di destra e sinistra, guardare avanti vuol dire lavorare per un futuro riformista e liberale.

Matteo Renzi è stato unanimemente considerato l’unico leader in grado di rappresentare questo Paese in netta antitesi ad altre formazioni razziste, estremiste e populiste.

Altri partiti politici sono guidati da leadership deboli e superate.

Italia Viva invece ha una leadership forte e determinata e uno stato maggiore di elevatissimo profilo e di forte impatto emotivo: Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Davide Faraone. Sono solo alcuni dei dirigenti nazionali che tengono alto il profilo del partito e lo proiettano verso alte mete culturali, morali e di consenso.

La riunione è stata simbolicamente conclusa dal più giovane in sala: Giorgio Bongiorno, 19 anni, già rappresentante studentesco, che ha mosso una critica radicale a tutte le formazioni politiche che non offrono ai tanti giovani che sentono di impegnarsi per il proprio Paese, una comunicazione efficace e una proposta concreta.

Italia viva sembra essere a tanti giovani – dice Giorgio – la sola avanguardia politica che può offrire idealità e concretezza per il loro futuro. Solo in Italia Viva potranno trovare una casa e una comunità nella quale si possono identificare e contribuire ad edificare l’Italia del futuro.

Ad Agrigento, nella sala riunioni della Camera di Commercio, è stato presentato il progetto cosiddetto “VirgilioLab2110”, organizzato in collaborazione con il Distretto Rotary International 2110, l’Università di Palermo e l’incubatore di imprese Consorzio Arca. Più nel dettaglio, si tratta di un progetto finalizzato al miglioramento economico e sociale, che sostiene l’auto-imprenditorialità giovanile in collaborazione con l’Università di Palermo.

Ad Agrigento non solo Viale delle Dune, Lungomare, mezzo Villaggio Mosè, e mezzo Villaggio Peruzzo: anche al Viale Emporium, in mancanza verosimilmente di manutenzione di tombini e caditoie, e a causa anche della commistione tra acque piovane e acque fognarie, bianche e nere, quando piove si otturano i tombini e le fogne straripano in strada. Al Viale Emporium è appena accaduto, e i residenti sono avviliti, costretti a convivere nella fogna tra le fogne.

In occasione della ricorrenza internazionale contro la violenza sulle donne, il Soroptimist Club di Agrigento, presieduto da Olga Milano, da oggi, lunedì 25 novembre, fino al 10 dicembre, Giorno dei Diritti dell’Uomo, aderisce e intraprende la campagna cosiddetta “Orange the world”. Tanti siti di interesse storico si coloreranno di arancione. In particolare, grazie alla collaborazione tra Soroptimist, Comune di Agrigento ed Ente Parco dei Templi, saranno illuminate di arancione le “Case troglodite” nel centro storico, “Porta di Ponte” nel centro città, “L’ulivo patriarca” ai piedi del Tempio della Concordia, e il busto del filosofo Empedocle all’interno del Liceo Classico.

Siciliana ritiene che l’attuazione del regionalismo differenziato o asimmetrico, così come è voluto da alcune Regioni del Nord, costituirebbe un ulteriore disastro per il Mezzogiorno e la Sicilia perché aggraverebbe ancora di più lo storico divario fra nord e sud. Così è stato ribadito in occasione di un convegno di studi che si è svolto a Modica. La stessa associazione degli ex deputati all’Ars aggiunge: “Pur prendendo atto che l’attuale governo ha frenato quanto appariva in fase di approvazione, e che si è riservato di ridiscutere l’intera materia, rileviamo che si rischia di realizzare un sistema di piccole patrie, tale da minare di fatto l’unità del Paese perché si determinerebbe la sottrazione di risorse necessarie a garantire il principio di eguaglianza ed il mantenimento in capo allo Stato della funzione redistributiva. Sottoporremo ai rappresentanti dei siciliani al parlamento regionale l’opportunità di promuovere adeguate iniziative nei confronti delle forze politiche e delle istituzioni nazionali, al fine di scongiurare un’ulteriore marginalizzazione della Sicilia”.

Gli agenti della Polizia Ferroviaria di Agrigento, hanno elevato una sanzione di 7milaeuro a un anziano 85enne del luogo.
L’anziano, secondo la ricostruzione dei fatti, era alla guida del suo motociclo (senza patente) e avrebbe imboccato la via Pirandello in contro senso. Gli agenti che si trovavano nella stessa via hanno assistito all’intera dinamica, per poi intervenire. Il centauro in un primo momento ha cercato di far perdere le proprie tratte, ma il tentativo è risultato invano.
L’anziano centauro è stato denunciato a piede libero alle autorità giudiziarie

dirigente provinciale della Cisl Funzione pubblica, Floriana Russo Introito, e il coordinatore regionale del Seus 118, Ciro Marrone, intervengono a seguito dell’ennesima aggressione a danno di un operatore del Seus 118 ad Agrigento, accaduta giovedì scorso in via Genova, e affermano: “Esprimiamo la nostra solidarietà all’autista. Purtroppo non è un caso isolato. Chiediamo nuovamente che la figura dell’autista soccorritore sia finalmente riconosciuta dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Si tratta di una figura che è esposta a rischi molto più di quanto non si immagini. Una riforma è quindi essenziale per garantire tutela e i dovuti livelli di assistenza”.

giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2019, il Centro antiviolenza e antistalking “Telefono aiuto” di Agrigento ha attivato 6 nuovi sportelli di ascolto contro la violenza sulle donne, a Sciacca, Ribera, Bivona, Casteltermini, Canicattì e Licata. In tale iniziativa sono coinvolte due associazioni, l’Associazione “Focus Group”Onlus di volontariato, e l’Associazione Luce Centro Antiviolenza “Telefono Aiuto”. che collaborano già dal 2003 e hanno lavorato costantemente per prevenire e contrastare sul tutto il territorio della provincia di Agrigento la violenza contro le donne, promuovendo numerose iniziative per la prevenzione.

A Mezzojuso, in provincia di Palermo, per la terza volta in tre mesi, una mandria di vacche ha invaso i terreni delle sorelle Napoli, che da anni lottano contro la mafia dei pascoli. Lo stesso episodio è già accaduto il 3 e il 4 settembre scorsi, alla vigilia del processo innanzi al Tribunale di Termini Imerese a carico di tre imputati per altri raid contro le sorelle Napoli risalenti agli anni scorsi. Irene Napoli commenta: “Qualcuno pensa forse di prenderci per stanchezza, ma noi non ci arrendiamo, non avranno mai le nostre terre. A Mezzojuso continuano a guardarci con indifferenza, quasi con fastidio, possiamo contare solo sull’amicizia e sul sostegno dei Carabinieri. Quante denunce ancora dovremo fare. Qualcuno forse pensa di farci paura. Ma si sbaglia di grosso”.