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Ad Agrigento, dopo il Viale della Vittoria, con gli alberi che attendono da anni di essere potati e il percorso infestato da frutti olivastri che hanno annerito e reso pericolosamente scivoloso l’intero marciapiedi, e dopo le discariche, anche con materiali tossici, incombenti tra Cannatello e le Dune, lungo via Ruggero secondo e dei Giacinti, il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, di Forza Italia, interviene ancora e ha diffuso alla stampa delle fotografie – testimonianza del grave stato di degrado che ricorre in un’altra zona del centro cittadino, in via Pietro Nenni, ex Porta di Mare, dove la vegetazione ha invaso del tutto il marciapiedi rendendo impossibile il transito ai pedoni.

Spataro afferma: “Quanto accade in via Pietro Nenni, con arbusti e piante che hanno interamente ostruito il percorso pedonale, e che sono prossime a rendere impossibile anche il posteggio dei mezzi, è la inoppugnabile prova di quanto la gestione e la manutenzione dell’ambiente e del verde pubblico siano del tutto ignorate dagli amministratori Firetto e Fontana, sindaco e assessore all’ambiente. Si tratta di una condotta omissiva, un oltraggio alla pubblica decenza e una grave mancanza di rispetto verso i cittadini contribuenti. In via Pietro Nenni bisognerebbe riuscire a volare per poter percorrere a piedi il tratto di strada. E ci si trova a due passi dal Municipio, dal teatro Pirandello,  e dal centro storico, a danno, pregiudizio e beffa della vocazione turistica della città. E’ avvilente constatare a che livello di indifferenza si è giunti. L’Amministrazione ne tragga le dovute conseguenze. Diffidiamo invece che si assuma finalmente le sue responsabilità” – conclude Spataro.

Il nuovo Questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, fiorentino di origini napoletane, si insedierà sabato prossimo, primo luglio. A mezzogiorno, nella sala riunioni della Questura, in piazza Vittorio Emanuele, Auriemma incontrerà la stampa, per il saluto e la presentazione. Maurizio Auriemma proviene da Trento e ha prestato servizio anche, tra l’altro, a Genova, La Spezia, Milano e Palmi. Il questore Mario Finocchiaro, come pubblicato ieri, è stato trasferito a capo della Questura di Messina.

Il sindaco di Grotte, Paolo Fantauzzo, annuncia che il Comune di Grotte è stato inserito nella graduatoria del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate. La giunta Fantauzzo ha approvato il progetto preliminare per il recupero dell’immobile di proprietà comunale in Via Padre Vinti (ex scuola Sciascia) da adibire a Centro Polifunzionale ed alla riqualificazione dell’area esterna, nonché alla sistemazione dei campetti in Via Lazio ed in Via Pertini. Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 1 milione e 980mila euro. E il sindaco Fantauzzo commenta: “Il lavoro posto in essere dalla nostra amministrazione ha ottenuto un indubbio riconoscimento, certificato dal fatto che il progetto in questione è tra i primi 32 a livello nazionale e tra gli unici 4 a livello regionale. Ciò ci lusinga e rende onore all’alacre impegno profuso dalla mia Giunta sin dal suo insediamento”.

Non ce l’ha fatta un migrante sbarcato ieri notte a Lampedusa e morto sull’elicottero che lo avrebbe dovuto trasferire a Palermo. Presentava una grave sindrome da annegamento e ustioni agli arti inferiori. Insieme a lui sulla più grande delle Pelagie ieri notte e stamani all’alba sono sbarcati 193 immigrati, soccorsi nel Canale di Sicilia dalle navi della Marina militare, delle Ong e dalle motovedette della Capitaneria di Porto. Il primo sbarco stanotte con 77 migranti, subito dopo altri due approdi con 43 e 70 persone, stamani all’alba, infine, sono giunti altri quattro migranti. Tra loro anche un neonato arrivato da solo. “Abbiamo già individuato la madre che era su un altro barcone – dice Pietro Bartolo, responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa – domani dovrebbe arrivare nell’Isola per il ricongiungimento”. Tra i migranti è approdato anche un uomo che presentava ferite dovute a due colpi di arma da fuoco. Non è in pericolo di vita. Diversi i profughi che hanno dovuto ricorrere alle cure mediche nel locale poliambulatorio.


A margine della manifestazione di ieri sera – organizzata da una parte dei tifosi agrigentini che hanno voluto dimostrare la loro vicinanza in un momento societario difficile – è intervenuto il presidente Silvio Alessi che si è presentato dinanzi al corteo nelle adiacenze dello Stadio Esseneto.
Il presidente, che guida l’Akragas da ormai sei anni ed essendo stato uno dei principali artefici della doppia promozione dall’Eccellenza alla Serie C dopo più di 20 anni di assenza, ha parlato per la prima volta di bilanci, soldi, incassi mostrando come la situazione sia più che allarmante. A pochi giorni dalla scadenza dei termini per l’iscrizione alla prossima Serie C l’Akragas rischia seriamente di non parteciparvi.
Silvio Alessi: “800 mila euro della Lega, 260 mila euro dell’Enel, 70 mila euro di incassi dello stadio in una stagione e 40 mila euro di abbonamenti, 110 mila euro di piccoli sponsor e un buco di 600 mila euro – che era il buco della stagione – sono stati colmati con 300 mila euro messi sul piatto da Giavarini e 100 mila da me. Metto per l’ultima volta qui la faccia e dico a malincuore che non ci sono le possibilità di iscrivere la squadra al campionato. Non c’è stata nessuna trattativa, non ho ricevuto neanche una chiamata per dire “cosa sta succedendo?”. Questo lo avevo capito il giorno in cui ci siamo salvati, miracolosamente, all’ultima giornata. Gli unici che hanno avuto a cuore l’Akragas siamo stati io e Marcello Giavarini.

Lei, Maria Grazia Brandara, è stata sindaca di Naro, deputata alla Regione, e adesso è commissaria dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. La Brandara è al volante di un’automobile che per definizione corre, accelera, produce e consuma, tra gli agglomerati industriali, le imprese, il lavoro. Adesso però ha pressato il piede sul pedale del freno, ha accostato a destra e ha sostato nella corsia di emergenza. E tramite un ormai da prassi “post su Facebook” ha lanciato un allarme nell’Agrigentino e, in particolare, nella sua “fulgentissima” Naro: l’aumento vertiginoso dei casi di tumore. Maria Grazia Brandara sollecita gli amministratori locali, i sindaci, alla levata di scudi, a radunarsi, dibattere, indagare, approfondire, alla ricerca di eventuali cause scatenanti insite nel territorio, che siano eventualmente effetto di speculazioni e del perseguimento di cinici interessi economici, al prezzo della vita umana e di enormi sofferenze. E Maria Grazia Brandara scrive: “Dobbiamo capire cosa stia accadendo: troppe morti per tumore nel circondario di Naro e dintorni. E ciò non può essere sottaciuto. Lasciare che tutto scorra nel silenzio ci rende responsabili di quelle morti, di non aver denunciato a gran voce e non aver evitato l’escalation della perdita di vite umane. E se è vero come è vero che esiste una emergenza, è anche vero che ci sono zone dove l’incidenza è maggiore, proprio a causa di agenti tossici presenti in quell’habitat. Già nel 2011 posi all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni la mia preoccupazione, dopo ripetute lamentele dei residenti, per la dubbia provenienza dei rifiuti conferiti nella discarica Principe di Camastra, dove l’aria riferivano essere ammorbata, e sulla cui sicurezza, in termini di ricaduta sulla salute, molti erano i dubbi. Non vorrei che dietro le cause di tanti morti possano celarsi trame e interessi economici che ben poco rispetto hanno della salute dei cittadini. Bisogna esser consapevoli del fatto che taluni veleni, inghiottiti dal suolo, hanno un impatto devastante sulle falde acquifere e, con effetto domino, sulle nostre coltivazioni e nell’uso domestico che delle acque facciamo, nelle esalazioni, quindi nell’ esistenza di ciascuno di noi. Non è possibile che siano i cittadini a corrispondere, sulla propria pelle, un prezzo che è il più alto che possano pagare, la vita e grandi sofferenze. So che esiste una convenzione tra le Aziende sanitarie di Agrigento e Trapani che, secondo la legge regionale 5 del 2009, permette di registrare, codificare e monitorare le informazioni sui pazienti oncologici. Ma questo non basta. Occorre la mobilitazione dei Sindaci del circondario, che possano portare il loro contributo ad un momento di incontro e approfondimento. Potrà essere una tavola rotonda, a cui invitare esperti, per capire quanto, in una particolare zona, inquinanti chimici, cause ambientali, e predisposizioni genetiche siano responsabili della patologia del secolo. In questo senso sono disponibile ad organizzare un confronto, perchè non possiamo giocare con la salute e con la vita. Dobbiamo capire se dietro tutto questo ci siano speculazioni e intervenire con dati alla mano. Dobbiamo pretendere di fare qualcosa che vada al di là del registro dei tumori. Sarà un atto di prevenzione, di tutela, di civiltà, e di profondo amore per i nostri figli” – conclude Maria Grazia Brandara.


I Carabinieri di Augusta hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Siracusa e dal Tribunale dei Minorenni di Catania emessa su richiesta della Procura nei confronti di C.V . 17 anni e del fidanzato C.L. di 22 anni. Le accuse sono di concorso in lesioni personali aggravate e di atti persecutori, da parte della coppia di fidanzatini, ai danni della madre di lei.
Dopo attente e accurate indagini, gli investigatori hanno accertato che la madre, da più di un anno, era oggetto di minacce, ingiurie e percosse poiche, avendo intuito la natura violenta del ragazzo, si opponeva fermamente alla loro relazione.
Addirittura, la sera del 16 Maggio scorso, la coppia aveva pianificato dettagliatamente l’aggressione alla madre. La figlia, aveva consentito al fidanzato di entrare di nascosto in casa ed aggredire la madre con ripetute e dolorose scariche elettriche tramite il teaser.
Una violenza inaudita sferrata alla madre, accentuata dal fatto che, non appena esaurita la batteria del teaser, il ragazzo  aveva continuato a colpire la donna al volto utilizzando lo strumento come bastone. La figlia, non solo sosteneva l’aggressione del fidanzato contro la madre ma, per evitare che dall’esterno si sentissero le urla e le richieste d’aiuto della madre, si precipitava a chiudere le tapparelle di casa per evitare che eventuali soccorritori potessero giungere in aiuto della madre.
I militari della Compagnia di Augusta hanno portato la ragazza in una comunità minorile individuata dal Tribunale per minorenni di Catania mentre il giovane è stato rinchiuso nel carcere di Cavadonna.

Prima è la segreteria provinciale di Agrigento del Pd, (anche il deputato regionale Giovanni Panepinto), poi il CIMO Sicilia, ad attaccare il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Lucio Ficarra.
“Lasciano perplessi le recenti dichiarazioni pubbliche del Direttore Generale dell’ASP di Agrigento: Salvatore Lucio Ficarra prova a tirare le somme del suo triennio gestionale e si autopromuove a pieni voti. Il bilancio delineato da chi su quella poltrona ambisce a rimanere ben saldo, non è una valutazione veritiera, sembra più una favoletta per bambini piuttosto che un rendiconto gestionale! Ahimè, nel territorio agrigentino, in tema di sanità, c’è molto poco di realizzato e chi sostituirà Ficarra troverà soltanto qualche cantiere avviato e tante tante cose ancora da fare; -scrive la CIMO Sicilia – in questo ha fallito, ma non solo in questo, perché anche nella parte riguardante ristrutturazioni e sicurezza degli ambienti non si riescono a scorgere tutte le mirabilie che ci vengono propinate.
Alla fine del suo fantastico bilancio, ergendosi a Giudice supremo, Ficarra stila la lista dei buoni e dei cattivi, identificando 15 pecore nere della sua ASP, ovviamente senza farne i nomi. Dal canto nostro, se nella schiera dei cattivi vengono inseriti coloro che hanno a più riprese segnalato inefficienze e disservizi, non possiamo che essere orgogliosi di far parte delle cosiddette pecore nere, che al contrario di quelle bianche che belano festanti ad ogni cenno del Capo, vista l’assoluta mancanza di dialogo, hanno preso carta e penna e denunciato tutto quello che non andava e che veniva trascurato dall’amministrazione della Sanità agrigentina.
CIMO Sicilia ha chiesto a più riprese chiarimenti e delucidazioni su imprescindibili aspetti riguardanti la sicurezza nei luoghi di lavoro, sul Documento di valutazione dei rischi, sulle misure antincendio delle strutture affidate alla gestione del Dottor Ficarra. In merito a ciò, alle richieste ufficiali avanzate dalla Segreteria Aziendale CIMO non ha mai fatto seguito alcuna risposta. Come al solito.
Sono stati ancora segnalati i sottodimensionamenti di alcuni organici, come quelli delle chirurgie, rispetto alle quali in fretta e furia si tenta in piena estate di far fronte con “progetti” e con prestazioni aggiuntive retribuite con somme sulla cui origine ancora non è stata fatta la necessaria chiarezza. Abbiamo chiesto lumi anche su questo, sono arrivate risposte fumose e inconcludenti.
Non possiamo ancora esimerci dal segnalare il mancato confronto sindacale sulla nuova Dotazione Organica, previsto dalle norme contrattuali e sollecitato dallo stesso Assessore Gucciardi. Evidentemente Ficarra lo ha ritenuto superfluo, una fastidiosa pratica burocratica da bypassare con la consueta nonchalance. Però lo cita nella delibera presentata in Assessorato.” CIMO Sicilia verso Ficarra (da http://www.scrivolibero.it)
La recente notizia dei due dei direttori generali più “scomodi”, tra quelli in scadenza il 30 giugno, quelli delle Asp di Agrigento e Ragusa e di Villa Sofia cambieranno sede: Lucio Ficarra e Maurizio Aricò.
(Confermati al loro posto, invece, gli altri direttori col contratto in scadenza il 30 giugno. Si tratta di Antonio Candela all’Asp di Palermo, di Giovanni Migliore all’Arnas Civico del capoluogo, di Giulio Santonocito manager dell’ospedale Garibaldi di Catania, di Michele Sirna direttore generale dell’Asp di Messina e di Salvatore Brugaletta direttore generale dell’Asp di Siracusa.)
Lucio Ficarra andrà a Ragusa e prenderà il posto Aricò, manager dell’Asp di Ragusa. Aricò, così, dall’Asp di Ragusa viene trasferito a Palermo, dove prende il posto, alla guida dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, di Gervasio Venuti. Quest’ultimo prenderà il posto di Ficarra ad Agrigento. Questa la “ridistribuzione” delle poltrone a capo di Asp e ospedali.
E’ una interminabile partita a scacchi; (benché l’irregolarità osservata nelle mosse faccia pensare a una variante chiamata scacchi di Alice, dal romanzo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carroll, in cui l’alternarsi dei turni fra bianco e nero era in parte determinata in modo casuale). Qui i manager delle ASP come alfieri, cavalli, torri e pedoni cambiano sede e sedi restando sempre in gioco, su una tavola, non più quadrata (come la scacchiera appunto), ma a forma di triangolo: la nostra ben amata Sicilia; peccato che nessuno si preoccupi di controllare le combinazioni ammissibili ormai divenute infinite.
“Dopo questa imbarazzante decisione della giunta Crocetta & C. di ruotare tre manager..facendo finta di nulla, noi non vediamo l’ora di votare e metterci alle spalle questa incredibile stagione politica!” Lo afferma Nicola D’Agostino, segretario regionale di Sicilia Futura e deputato all’Assemblea regionale siciliana.

L’offerta turistico-ricettiva di Agrigento conta da ieri 110 posti letto. Il Libero Consorzio della provincia infatti ha registrano la nascita di nuovi bed and breakfast, case-vacanze e affitta-camere tra Realmonte, Montallegro (località Bovo Mrina) e Agrigento. Nel territorio agrigentino salgono così a quasi 19 mila i posti letto disponibili ad accogliere turisti e vacanzieri di questi la stragrande maggioranza è costituita da strutture ricettive quali bed and breakfast e case vacanze, in misura minore le strutture alberghiere.

Il pm della Procura della Repubblica ha chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione per una donna di Porto Empedocle, di 51 anni, accusata di furto. Secondo la denuncia sporta dai familiari di un 80enne la donna avrebbe approfittato del fatto di aver sostituito per un giorno la badante di fiducia dell’uomo per appropriarsi di circa 3.400 euro che erano custoditi in casa. Ieri, in Tribunale, l’accusa ha chiesto la condanna per la donna.