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Importanti novità comunicate dalla Direzione sanitaria dell’ASP di Agrigento in vista della riapertura delle scuole: “nell’ambito delle procedure mirate alle misure per la prevenzione del contagio da COVID-19 e, specificatamente, in previsione dell’avvio del nuovo anno scolastico 2020-2021 è stato programmato dal Ministero della Salute e dall’Assessorato Regionale alla Salute, l’avvio di un programma di test sierologici destinato al personale docente, ATA e delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado compresi gli asili nido e gli istituti di formazione professionale che garantiscono l’obbligo formativo. La scelta di effettuare il test sierologico è esclusivamente su base volontaria a partire dal 24 agosto 2020 e durerà fino alla settimana antecedente l’inizio delle attività didattiche stabilite dai dirigenti scolastici (naturalmente, per il personale che prenderà servizio ad anno scolastico avviato, è prevista la possibilità di effettuare lo screening successivamente). Il personale docente ed ATA potrà rivolgersi al proprio medico di medicina generale che provvederà ad effettuare lo screening con test sierologico rapido mediante card con pungi dito, e comunicherà tempestivamente il risultato occupandosi, in caso di esito positivo, a comunicare tale dato al Dipartimento di prevenzione che effettuerà, entro 24 ore e non oltre le 48 ore, il tampone rinofaringeo.

Oltre al distanziamento, alla prudenza, all’igiene delle mani ed alle misure preventive, la conoscenza del proprio stato di salute costituisce un tassello importante nella lotta al COVID-19. Il vostro medico di medicina generale vi aspetta per darvi tutti i chiarimenti necessari”.

Oggi con grande senso civico e morale, ci siamo sentiti in dovere di scrivere una lettera aperta(allegata) al Comandante della Polizia Locale FF., in città è passata l’idea che le autorizzazioni(di qualunque Genere) le rilascia il sindaco a voce(in piena linea con la sua gestione specie in campagna elettorale), nessuna ordinanza o determina autorizzativa è stata pubblicata all’albo pretorio, eppure Agrigento oramai(come da noi sempre richiesto e programmato) è divenuto un locale all’aperto, In osservanza dei decreti post Covid-19, Bar e ristoranti hanno potuto rialzare le saracinesche, a condizione che rispettino le severe condizioni di sicurezza imposte dalla legislazione emergenziale. Nella finalità di favorire l’adeguamento alle distanze dei tavoli, il Governo ha inserito nel c.d. Decreto Rilancio la “sospensione del pagamento”della tassa per il suolo pubblico (Tosap).

Dunque ad Agrigento ciò che in ambito nazionale è stata una misura di concreto aiuto ai commercianti rischia di essere un potenziale boomerang che potrebbe scagliarsi contro di loro. I protocolli covid hanno pesantemente compresso le potenzialità delle attività economiche per l’osservanza del distanziamento interpersonale e dunque il legislatore nazionale ha ben previsto che temporaneamente i soggetti esercenti attività economiche potessero fruire gratuitamente di aree pubbliche fermo restando la necessità formale e sostanziale della presentazione in un’istanza di concessione corredata dalla documentazione atta a delimitare lo spazio pubblico occupato, destinato all’esercizio dell’attività economica medesima.

Spettacolare arresto da parte di polizia e carabinieri di Agrigento alcuni minuti fa in via Garibaldi. Agenti e militari dell’Arma hanno rintracciato un furgone Doblò rubato ieri al Villaggio Mosè, condotto da un extracomunitario verosimilmente responsabile del furto. Il veicolo rubato è stato intercettato intorno alle 11, con un’auto dell’Arma che ha imboccato controsenso la stretta via del centro storico agrigentino, per stopparne la corsa. L’intervento è scattato dinanzi a decine di persone che dai balconi hanno espresso apprezzamento per l’operazione, con tanto di applausi a scena aperta e “bravi” rivolti alle forze dell’ordine.

L’extracomunitario alla guida del mezzo è stato posto in stato di fermo e portato in caserma a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Lettera aperta ai Sindaci ed ai Consiglieri comunali della provincia di Agrigento, alle forze politiche, sindacali ed associative, a tutte le donne e gli uomini che vogliono dire basta profitti e malaffare sull’Acqua Bene Comune.
Approvare lo statuto dell’azienda speciale ed avviare la gestione pubblica e partecipativa. Acqua pubblica, qui e ora.

In provincia di Agrigento non c’è forza politica che in questi anni non abbia fatto campagna elettorale mettendo il ritorno all’Acqua Pubblica tra i punti programmatici; nessuno oggi si schiererebbe apertamente col gestore più indagato d’Italia, né sosterrebbe legittimo continuare a fare profitto sul Bene Comune primario. I danni prodotti dalla privatizzazione del servizio idrico integrato sono ancora da quantificare in termini di disastro ambientale, sociale ed economico prodotto, di disagio che ancora subiscono i cittadini.

Il percorso verso la ripubblicizzazione dell’Acqua intrapreso dai Sindaci che compongono l’ATI, con la risoluzione del contratto di gestione prima ancora che intervenisse la magistratura ed il Prefetto con l’interdittiva antimafia e poi deliberando per la costituzione di una Azienda speciale Consortile quale futuro gestore del servizio idrico integrato, è stato un esempio positivo sotto i riflettori a livello nazionale e regionale, ma il rallentamento degli ultimi mesi è inquietante. Sono solo 20 su 35 i Comuni che hanno approvato lo Statuto dell’Azienda speciale consortile, da sempre indicata dal Forum come modello di gestione pubblica e partecipativa, e all’appello mancano la città capoluogo ed i centri più grandi. Le cronache di questi giorni raccontano di un’ATI e di Comuni che capitolano, abdicando al loro ruolo per consegnandosi al commissariamento della Regione. Ma dopo anni di malaffare e malagestione che hanno messo in ginocchio una provincia, nessun passo indietro o temporeggiamento da parte di nessun Consiglio Comunale o forza politica sarebbe a questo punto spiegabile e comprensibile per i cittadini.

Il pericolo di una nuova privatizzazione così facendo resta dietro l’angolo; ricordiamo che il 4 marzo scorso, a seguito di notizie di stampa che scrivevano di un possibile subentro di Siciliacque alla gestione commissariale prefettizia di Girgenti Acque, il Forum chiese alla Regione di smentire di lavorare a questa ipotesi, sottolineando che il credito di Siciliacque nei confronti di Girgenti Acque dovesse essere vantato nelle sedi deputate nei confronti di chi lo ha contratto e non gravare sul futuro gestore interamente pubblico deliberato dall’ATI. Nello stesso comunicato il Forum chiedeva ai Consigli Comunali di giungere rapidamente all’approvazione dello Statuto della Azienda speciale consortile, ed all’ATI di accelerare sull’aggiornamento del Piano d’Ambito, su cui grava un altro mistero; SOGESID, inizialmente impegnata dall’ATI per l’aggiornamento, pare non abbia più dato risposta, costringendo l’ATI a cercare una nuova soluzione. Non c’è più tempo, si riprenda da subito un percorso unitario verso la soluzione già condivisa.

Chiediamo a tutti i Consiglieri Comunali di Agrigento, Camastra, Comitini, Casteltermini, Favara, Lampedusa e Linosa, Monteallegro, Porto Empedocle, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, San Giovanni Gemini, San Biagio Platani, Ravanusa e Sciacca di approvare quanto prima lo statuto dell’Azienda speciale consortile ed a tutte le forze politiche, sindacali, associative ed alle cittadine e cittadini di vigilare e sollecitare i Consigli Comunali a non declinare una responsabilità che devono assumere trasversalmente, come trasversale è stata l’indicazione politica della maggioranza assoluta degli italiani.

L’Acqua non ha colore politico, non è una merce da vendere, comprare o barattare, non può essere ostaggio di ragionamenti opportunistici, di turni elettorali, di temporeggiamenti gattopardeschi che rischiano di lasciare spazio a nuove privatizzazioni. Il processo di LIBERAZIONE dal privato e dalla possibilità di continuare a fare profitto sul Bene Comune primario è soprattutto un processo di liberazione dal malaffare e di riscatto di un’intera comunità che si è battuta per anni per l’Acqua Pubblica.

Sono complessivamente 276 gli extracomunitari arrivati sull’isola nell’arco di neanche 8 ore.  Fra hotspot e Casa della fraternità – locali della parrocchia gestiti dal sacerdote don Carmelo La Magra – ci somo, al momento, 1.400 persone circa.  I cinque sbarchi della notte sono stati composti da un minimo di 6 tunisini ad un massimo di 72 extracomunitari fra cui libici e subsahariani. Le imbarcazioni sono state, per la maggior parte, soccorse dalle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza.  Così tanti immigranti presenti sull’isola stanno riproponendo l’emergenza allontanamento dall’hotspot. Ieri, una quarantina di extracomunitari – senza mascherine indossate – sono stati avvistati e segnalati dai lampedusani mentre erano in giro per l’isola.

Sono passati due mesi da quando un vasto incendio ha colpito un palazzo, in via San Girolamo, in pieno centro storico, che purtroppo causò anche la morte di una persona. Il palazzo fu evacuato e le famiglie che vi abitavano sono state costrette a vivere altrove.

Adesso arriva il provvedimento del Comune che stabilisce il ritorno nelle proprie case dei titolari. Il Comune di Agrigento, preso atto dei primi lavori di ripristino dell’immobile, danneggiato gravemente dalle fiamme nella parte sommitale, ha infatti emesso una revoca parziale all’ordinanza sindacale dello scorso 20 giugno “atteso che restano da effettuarsi ulteriori e necessari adempimenti per la sua completa revoca”. Con questo provvedimento, potranno tornare a casa “tutti i proprietari e di chiunque, a qualunque titolo, occupasse gli immobili costituenti l’edificio condominiale in oggetto”, ad eccezione tuttavia di quelli del terzo e quarto piano dell’ala interessata dall’incendio e di tutto il quinto piano, per i quali rimane confermato il divieto di accesso.

Ha investito un bimbo di dieci anni e, in un primo momento, invece di prestare i dovuti soccorsi, forse presa dal panico, è scappata via.  Alcune ore ore dopo è andata ad autodenunciarsi dai Carabinieri.

E’ accaduto ieri mattinata  a Porto Empedocle. Il piccolo, che era in compagnia della mamma durante l’investimento, è stato subito soccorso e portato all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti ritenuti necessari. Il piccino, seppur ferito e con un trauma cranico, non è, per sua fortuna, in pericolo di vita. Una trentunenne di Porto Empedocle, dopo l’investimento, s’è presentata alla caserma dei carabinieri della cittadina marinara e s’è assunta ogni responsabilità per quanto era, poco prima, accaduto. La giovane, che era al volante di una Fiat Punto, è risultata essere priva – poiché mai conseguita – di patente di guida. E’ stata denunciata, in stato di libertà, alla Procura di Agrigento. Le ipotesi di reato contestate sono omissione di soccorso e guida senza patente.

Il traghetto della Siremar Sansovino è rientrato ieri sera nello scalo marittimo di Porto Empedocle senza il suo portellone.

La pesante  rampa che consente l’ingresso nella pancia del traghetto dei mezzi è finita in mare nelle operazioni di ripartenza dallo scalo marittimo di  Linosa.

Il pesante portellone del traghetto è rimasto in fondo al mare si sta tentando di recuperarlo un lavoro non facile da eseguire per cui necessita  una gru attrezzata e indicata esclusivamente per questi lavori in mare.

Intanto la Sansovino a breve dovrebbe lasciare il porto di Porto Empedocle e andate in cantiere per rimettere tutto in sicurezza. A sostituire il traghetto Sansovino nelle tratta Porto Empedocle- Linosa- Lampedusa è il traghetto ”Lampedusa”.

Siciliaonpress

Anche l’amministrazione comunale di Menfi, guidata dal sindaco Marilena Mauceri, ha deciso di stoppare tutte le manifestazioni estive previste almeno fino al 7 settembre prossimo.

E’ scritto in un post dell’amministrazione comunale che riportiamo integralmente:

“Questa amministrazione si è adoperata con tutti i mezzi per evitare qualunque causa di contagio, seguendo in maniera precisa tutte le linee guida anticovid ministeriali e regionali. Per tale motivo, con grande rammarico, informiamo la cittadinanza che tutte le manifestazioni programmate nel nostro Comune, per agosto e settembre, sono rimandate alla scadenza (7 settembre) dall’ultima ordinanza del ministero della Salute del 16 agosto 2020, salvo proroghe dovute ad un incremento dell’andamento epidemiologico del covid 19”.

Divieto di sbarco per i migranti e il personale della nave quarantena Aurelia in rada a Trapani. È quanto prevede un’ordinanza firmata dal sindaco Giacomo Tranchida. “Lascia basiti – scrive su Facebook il primo cittadino – apprendere la notizia dell’ennesimo arrivo di nave (Aurora) quarantena al porto di Trapani mentre non è dato ancora al momento capire, nella fase post quarantena, dove il governo intenda traferire i migranti della nave Azzurra risultati negativi al tampone. Ovvia e conseguente sarà l’ennesima ordinanza sindacale di divieto di sbarco, ma così comunque non può andare”.

Il sindaco Tranchida punta il dito contro il Governo che forse pensa di ‘risolvere’ il problema di Lampedusa… ma spostandolo su Trapani, al pari porto turistico. Non si comprende ancora perché non utilizzare porti con approdi militari?! Non pensi ancora il governo di considerare periferia del paese Trapani ed il territorio trapanese, anche perché la formazione culturale e sociale delle nostre comunità è sì accogliente ed aperta, ma a tutto c’è un limite e temo che la sottovalutazione del governo cominci a superarlo”.

(Adnokronos)