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Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 126 (16, 22, 11);

Catania, 665 (99, 225, 81);

Enna, 296 (121, 86, 28);

Messina, 368 (85, 117, 48);

Palermo, 362 (69, 90, 28);

Ragusa, 54 (7, 29, 6);

Siracusa, 111 (47, 89, 24);

Trapani, 94 (5, 40, 5).

Riflettori puntati sugli spostamenti del primo maggio da parte degli uomini della Polizia provinciale. A tale scopo il comando del corpo ha predisposto un piano per contribuire ad assicurare il pieno rispetto delle disposizioni emanate dal Governo e dal Presidente della Regione per contrastare la diffusione del virus Covid-19.

L’intervento della polizia provinciale comprenderà l’impiego di diciassette uomini e di due mezzi dal 30 aprile al 3 maggio. Questa attività si contestualizza nell’ambito delle iniziative previste dalla Questura di Agrigento e dalla Prefettura per controllare il territorio provinciale ed evitare gite e spostamenti non consentiti, specialmente per la festività del 1 maggio.

Già nelle settimane scorse la Polizia Provinciale ha svolto un’intensa attività di controllo in numerosi comuni della provincia verificando la posizione di oltre duemila automezzi ed elevando diverse sanzioni sulla normativa per l’emergenza Covid-19 dall’importo di 533 euro. Contestante anche numerose violazioni del codice della strada.

Abitualmente sono utilizzate quattro pattuglie al giorno per il servizio di vigilanza dalla Polizia Provinciale, due pattuglie in servizio dalle ore 8:00 alle 14:00 e due dalle 14:00 alle ore 20:00, con la presenza di almeno due agenti per ogni postazione di vigilanza fissa.

Le pattuglie sono impegnate, generalmente, nel Capoluogo e nei comuni medio piccoli dove la presenza delle forze di polizia e della polizia municipale è più carente numericamente.

 

L’amministrazione comunale di Agrigento in vista della ripartenza, ha incontrato in video conferenza i rappresentanti degli operatori del settore turistico, accogliendo l’istanza di collaborazione propositiva per affrontare in modo condiviso questa seconda fase dell’emergenza
Covid 19.

Lunedì scorso, le rappresentanze del settore hanno trasmesso al Sindaco una nota ben dettagliata contenente alcune riflessioni e diverse richieste operative.

Il sindaco, anche nella sua veste di presidente del Distretto turistico territoriale, ha raccolto in un piattaforma di discussione i temi affrontati ed alcune soluzioni possibili nell’immediato e a medio e lungo termine, qui di seguito riassunti: Riduzione imposte e tasse: Dipendenza dalle decisioni governative (nazionali e regionali) sull’ammissibilità e contributo concesso in via surrogatoria. Sui tributi locali si potrà procedere a
riduzioni e/o sospensioni in modo mirato, cioè, in base all’effettiva riduzione del reddito del cittadino/impresa. Anche per la TARI è allo studio un possibile sgravio per il periodo di inattività.

In merito alle giuste richieste delle imprese in difficoltà e del sistema economico locale nel suo complesso, il sindaco intende convocare un tavolo tecnico apposito al quale far partecipare anche la Camera di Commercio, l’Agenzia delle Entrate provinciale, l’INPS e l’INAIL, con l’obiettivo di verificare l’effettivo fabbisogno economico-finanziario ed esaminare le proposte avanzate dalle
associazioni di categoria per il rilancio dell’economia locale; comporre il quadro reale e pratico delle risorse esterne, comunali, private, e messe in campo dai bandi dei programmi operativi regionali,
nazionali e UE.

Sburocratizzare: Al fine di agevolare le imprese (il sistema turistico in particolare), il Comune di Agrigento si impegna a riunificare in un solo assetto gli sportelli SUAP e SUE, per garantire l’apertura di aziende e/o la modifica delle loro caratteristiche in tempi brevissimi e compatibili con le necessità di adeguamento a seguito dell’impatto Covid 19, possibilmente utilizzando il meccanismo della Autodichiarazione sostitutiva.

Il sindaco è tra i promotori delle richieste in corso di confronto tra ANCI e Governo, per ridurre fortemente l’impatto della burocrazia nelle procedure amministrative che sono interessate, direttamente ed indirettamente, dall’emergenza e che incidono sugli assetti
operativi delle aziende. Ascolto: Il dialogo deve essere costante. Il Comune di Agrigento s’impegna a convocare rapidamente la consulta del turismo, che raccoglierà le segnalazioni degli operatori turistici in merito alle difficoltà incontrate (burocrazia) e/o raccogliere suggerimenti opportuni sul “che cosa fare”. L’amministrazione Comunale si impegna tempestivamente a promuovere un’azione di
regolarizzazione delle strutture ricettive extra alberghiere che attualmente non risultano rispettare le prescrizioni normative in vigore, anche attuando un’azione di controllo mirato, eventualmente di repressione, su tutta la ricettività sommersa. In sede di confronto con gli operatori del settore si potrà definire concretamente lo strumento adatto allo scopo.

Accelerazione: Temi oggetto di concertazione: Promuovere la destinazione turistica in modo compatto e condiviso dalla rete degli operatori del turismo (interventi di agenda urbana);  Realizzare le opere pubbliche in programma per rendere la città adeguata nei servizi offerti alla
popolazione ma anche ai turisti come ad esempio: piste ciclabili e servizi di bike sharing, nuovi parcheggi di interscambio, digitalizzazione e innovazione tecnologica nei servizi culturali e nell’offerta del patrimonio naturale-culturale (interventi di agenda urbana e progetto Girgenti);  Finanziare progetti proposti, redatti e coordinati dalla filiera di imprese del settore turistico culturale che finalmente condividendo idee comuni vede unendosi in un’unica forza l’obiettivo di trovare soluzioni alla crisi (tassa di soggiorno).
Considerata l’impossibilità di previsione del mercato turistico nel breve periodo, il Comune destinerà, più precisamente le somme dell’imposta di soggiorno attualmente utile alla spesa, (corrispondente ai dodicesimi incassati negli ultimi mese pre pandemia) in favore del progetto della filiera.

Nella fase immediata attuare azioni di Brand protection con minima spesa per garantire il consolidamento dell’immagine competitiva della città, nella fase di ripartenza. Successivamente alla riapertura dei mercati, del traffico aereo, ipotesi di sviluppo di pacchetti turistici, (pernottamenti, escursioni, trasporti) che possano invogliare il mercato a scegliere la destinazione Agrigento. Comunicazione e promozione di Agrigento e territorio: l’operazione dovrà mettere in luce alcuni significativi aspetti quali: il limitato contagio nell’area territoriale agrigentina; la serietà nel controllo della situazione emergenziale la promozione di un brand locale; la creazione di un video emozionale/esperienziale che metta in evidenza le condizioni ambientali e di vivibilità del territorio, oltre le bellezze archeologiche monumentali; l’accordo di promozione con le filiere agroalimentari (strada del vino ecc., format alimentari promozionali del tipo: la colazione agrigentina, menù degustazione con i prodotti della valle). E’ essenziale attivare tutte le reti costruite con Agrigento
2020, sfruttare le reti sociali, quelle umane, le figure che hanno dato lustro alla nostra città e proporle come testimonial, e, soprattutto.

ARRIVARE SUBITO SUI MERCATI; costruire, comunicare, spendere la nostra reputazione, la nostra credibilità ottenuta attraverso le nostre buone prassi e la qualità. Mediare attraverso una rete o task force (Consulta del turismo, Associazioni di Categoria
Distretto turistico: Fondi permettendo, apposita task force di specialisti della comunicazione, social media manager, tecnici della comunicazione.

L’amministrazione affronterà il tema sanitario nelle strutture pubbliche, con particolare riguardo e misure straordinarie di prevenzione su quelle destinate alla fruizione turistica. Occorrerà trasmettere TASSATIVAMENTE sicurezza e fiducia ai potenziali visitatori/clienti

La conclusione in tempi record della costruzione del nuovo ponte di Genova testimonia, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che l’Italia viaggia a due velocità. Ciò non è sfuggito a Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, dove lo scorso gennaio il “Cartello sociale” ha organizzato e sostenuto una manifestazione popolare contro l’isolamento viario e infrastrutturale della provincia agrigentina.

E infatti, oggi, Firetto, all’indomani dell’avvenimento a Genova in presenza del premier Conte, commenta: “Genova festeggia il varo del nuovo viadotto che sostituirà il Morandi 623 giorni dopo il tragico crollo del 14 agosto del 2018. Meno di un anno di lavori. Oggi si parla di un modello per l’Italia, l’Italia che sa rialzarsi in piedi e ricominciare. Un modello, che è quello della nomina di un commissario straordinario in persona del sindaco di Genova, e che ha significato, sì, maggiori responsabilità ma anche burocratizzazione e velocizzazione delle procedure.
Si pensi ora al futuro di un’Italia che non sia mai più “a due velocità”. Ad Agrigento il nostro viadotto Morandi è stato chiuso nel marzo del 2015, riaperto dopo alcuni interventi e richiuso nel maggio del 2017. I lavori dovrebbero terminare nel 2021. Per il breve ponte Petrusa che sovrasta la statale 640 tre anni non sono bastati a ultimarlo. Per infrastrutture indispensabili come la Agrigento-Palermo e la Agrigento Caltanissetta, col suo raccordo alla A 19 Palermo-Catania, non sono bastati 30 anni a garantirne il completamento. Ora non si pensi che la Sicilia possa ripartire a motore spento. La ripartenza dopo questa crisi che sta investendo il Paese sarà ancor più difficile in un territorio che non può contare su infrastrutture minime. Il Governo dovrà impegnarsi a far ripartire l’Italia a una sola velocità. La ripartenza impone interventi immediati per consentire, anche nel medio periodo, di restituire la speranza al settore produttivo di quella parte del Paese che affronta da sempre una condizione di disagio. Serve la velocizzazione della rete ferroviaria, servono strade adeguate senza deviazioni e semafori sulla Statale 189 e sulla 115, servono adeguamenti dei porti e dei porticcioli turistici. Ad Agrigento serve quel minimo di infrastrutture per stare al passo con quella parte d’Italia che oggi si erge a simbolo di rinascita”.

Continua l’attività del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per sostenere gli studenti agrigentini nella perdurante emergenza Covid-19. Su richiesta del dirigente scolastico del  Liceo Classico e Musicale “Empedocle” di Agrigento, lo staff dell’Ufficio di Protezione Civile ha consegnato 18 tablet ad altrettanti studenti che, in difficoltà nel partecipare alle attività didattiche a distanza, avevano fatto richiesta di strumenti digitali all’istituto diretto dalla prof.ssa Anna Maria Sermenghi.

La Protezione Civile  del Libero Consorzio si è messa subito a disposizione, consegnando i tablet nei comuni di Aragona, Canicattì, Casteltermini, Favara, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Raffadali, Realmonte e Santo Stefano di Quisquina, consentendo così agli alunni di poter seguire le lezioni in remoto.

Irene Pivetti, che a 31 anni fu la più giovane presidente della Camera, tra il 1994 e il ’96, è indagata dalla Procura di Siracusa, in qualità di amministratore delegato della Only logistics Italia srl, nell’ambito di un’inchiesta sull’importazione e distribuzione di mascherine dalla Cina. I reati ipotizzati sono frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza. Un’altra inchiesta sulla stessa società – alla quale il 3 aprile vennero sequestrate 160 mila mascherine a Malpensa – è stata già aperta dalla procura di Savona.

Le Fiamme gialle di Siracusa hanno sequestrato in diverse città italiane 9.000 mascherine perché immesse in commercio in maniera illecita, segnalando per frode il titolare della «Stt Group», una società di Lentini, nel Siracusano, che si era occupata della distribuzione dei dispositivi nelle varie farmacie e parafarmacie del Paese. Segnalata anche la Pivetti, in qualità di amministratore della «Only logistics Italia srl», che ha importato le mascherine dalla Cina.

Come spiega la Gdf, i dispositivi di protezione individuale erano accompagnati da una certificazione inattendibile di conformità alla normativa europea. «E’ emerso che il codice relativo al certificato è risultato estraneo all’ente certificatore e, quindi, falso” spiega la Finanza. I militari hanno accertato che i dispositivi appartengono a una partita di merce per la quale il direttore centrale dell’Inail ha espressamente vietato alla società importatrice l’immissione in commercio.

In un sol colpo ha eluso una serie di restrizioni imposte dal momento, una delle quali di tipo giudiziario, ed è per questo che dai domiciliari è finito direttamente in carcere.

Si tratta di un 57enne di Castrofilippo, E.M., il quale è stato trovato a gironzolare per le vie di Favara, insieme ad un pregiudicato, evadendo dagli arresti domiciliari nella sua abitazione.

L’uomo deve ancora scontare una pena di in anno e 4 mesi dopo il suo coinvolgimento relativo ad un giro di carte clonate utilizzate per fare acquisti di ogni genere.

Il castrofilippese è stato beccato dai Carabinieri della locale Tenenza di Favara.

di Giuseppe Piscopo

Piero Carbone scrittore e memoria storica della città della ragione da alcuni anni si prodiga con pochi altri per ristabilire adeguatamente la memoria di Luigi Infantino, tenore racalmutese di fama internazionale ingiustamente dimenticato. A lui abbiamo rivolto alcune domande in prossimità del centenario dalla nascita.

Come mai il grande tenore Luigi Infantino è stato dimenticato?

“In realtà è ricordato a chiazze, quie là in Sicilia, in Italia, nel mondo, e per  ricordi singoli che non sono riusciti finora ad emergere in un unico racconto condiviso secondo i crismi della notorietà che ha avuto e che merita”.

Ad esempio?

“Tra i tanti ricordi o elogi annoveriamo quelli di Luciano Pavarotti che lo apprezzava “come tenore di grazia”, di Andrea Bocelli che è stato suo allievo, di Enrico Stinchelli, autorevole conduttore del noto programma “La Barcaccia” su Rai 3, che predilige l’Infantino napoletano definendolo “grandissimo artista”, del tenore Andrea Giordani e di tanti altri. Gli emigrati ad Hamilton a tutt’oggi  ricordano di averlo ascoltato con meraviglia nel teatro comunale prima di partire per l’America. Grande rilievo gli hanno dato gli studiosi Sguerzi e Ignazio Navarra nei loro studi  sui cantanti e la lirica in Sicilia e in Italia”.

In che modo sarà ricordato il prossimo anno che ricorre il centenario dalla nascita?

“Al momento non c’è  nulla di concreto.Nel dicembre del 2016 un gruppo di estimatori avevamo pensato di costituire una sorta di gruppo promotore ma ci vorrebbe una interlocuzione istituzionale, ma non è facile. Chissà se il desiderio fruttificherà! Con Domenico Mannella, Salvatore Salvaggio, Lillo Bellomo, Enrico Di Puma,  Calogero Messina suo coetaneo, abbiamo espresso questa intenzione alla disponibilissima Raina Nicolova Infantino quando venne a trovarci a Racalmuto in via del tutto privata.Il Premio Infantino del 1998 è stato soltanto una meteora.  Quegli stessi che l’avevano portato avanti  di colpo si sono dimenticati di Infantino e di Raina che vi aveva contribuito con le sue conoscenze e le sue amicizie in campo musicale.In paese si è sollevata un’altra volta la polvere dell’oblio, che ancora persiste.

Perché a Racalmuto non celebra Luigi Infantino che è stato un grande tenore nel mondo oltre allo scrittore Leonardo Sciascia?

“Celebrare Sciascia è facile perché è una gioiosa macchina pubblicitaria che assicura un ritorno di immagine a chi celebra. Anche a costo di inflazionare ed essere ripetitivi. Addirittura una costosa istituzione si è ridotta a questo compito ma, come diceva il mio amico critico Giorgio Segato, celebrare dinamicamente non significa utilizzare qualcosa per qualcuno ma qualcuno per qualcosa, una causa, un’idea, un progetto”.

E Infantino?

“Celebrare Infantino, invece, allo stato attuale, rendere omaggio al suo valore artistico,  significherebbe dare più che ricevere, prodigarsi con mezzi anche propri e affrontare difficoltà rischiando dinieghi e delusioni, forse perché celebrarlo significherebbe  portare avanti iniziative per ricordarlo, studiarlo, riproporlo, sollecitare e coinvolgere istituzioni, invitare personaggi, stuzzicare i mezzi di informazione. Troppo dispendioso, troppo incerto in termini di impegno personale.A tanti potrebbe non convenire, e allora meglio celebrare Sciascia. Comunque,  Infantino, come l’omologo Salvatore Puma del resto, non appartiene soltanto a Racalmuto. Celebrarlo deve significare portare avanti un progetto e non una passerella o una cerimonia”.

Qual è stato il legame tra Infantino e Racalmuto?

“Infantino anche nei momenti più fulgidi del successo e della gloria non ha mai dimenticato il paese che gli ha dato i natali, umili natali, e l’opportunità di coltivare la sua vocazione musicale nella banda cittadina. Da Roma, vi ritornava non solo  lo stato d’animo nostalgico. Ha cantato nel locale teatro dove  da ragazzo aveva assistito a tanti spettacoli.  Da adulto e famoso avrebbe voluto rilevarlo per istituirvi una scuola di canto per giovani cantanti. L’amico Salvatore Russo, costumista e scenografo nonché direttore del Teatro dell’Opera di Roma avrebbe trasferito a Racalmuto la sartoria; Plamen Kartalov, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Sofia, avrebbe voluto rappresentarvi La Cavalleria Rusticana. Questo nei primissimi Anni Ottanta del secolo scorso”.

Com’è finita?

“Non se ne fece nulla. Eppure il teatro, inaugurato nel 1880 con la rappresentazione del Rigoletto,  nel solco della vocazione originaria, in sinergia con l’altro grande tenore racalmutese, Salvatore Puma, avrebbe potuto guadagnarsi un posto significativo nel mondo della musica diventando una piccola Spoleto. Magari sarebbe stato un tempio della musica come lo è diventato per la pittura un vecchio castello di Figueres in Catalogna grazie a Salvador Dalì. Avrebbe rappresentato in ogni caso elemento catalizzatore per tanti che in paese e non solo hanno coltivato e coltivano la musica e il canto. Invece, le vicissitudini incontro alle quali il teatro è andato successivamente fino ai nostri giorni sembra che assomiglino ad una sorta di maledizione. È ben poca cosa la pur prestigiosa raccolta di costumi di scena donata dal tenore Puma rispetto alle potenzialità che il Teatro di Racalmuto avrebbe potuto esprimere. La stessa raccolta ha rischiato inspiegabilmente di assottigliarsi se non era per il vigile interessamento di qualche cittadino”.

Sicilia amara e duci è una raccolta di canzoni siciliane. Come è stato accolto dai siciliani questo preziosissimo lavoro discografico?

“Come tutto il resto, e a prescindere dal valore, perché il successo porta successo e l’oblio porta oblio. Ma nonostante tutto siamo fiduciosi:studiosi e  critici musicali porterebbero con piacere la loro testimonianza e cantanti siciliani, proprio a partire dallo spirito di questa raccolta, dal significativo titolo Sicilia amara e duci, per il centenario verrebbero a Racalmuto a rendere onore a Infantino , nel “suo “Teatro, anche riproponendo le sue canzoni. Cito emblematicamente Giuseppe Veneziano, tenore alla Scala di Milano, “affascinato” da Infantino, farebbe risuonare nel teatro racalmutese  con tutta la sua possente voce il suo omaggio da cantante a cantante. Sarebbe un evento. Significherebbe l’annuncio di un nuovo cammino. Beh, anche solo con l’annuncio anzi a partire da questo  credo che le celebrazioni per il centenario del grande tenore racalmutese Luigi Infantino siano iniziate”.

 

Approvata ieri, in modalità videoconferenza, la Deliberazione di G.M. n°. 83, con la quale viene previsto un atto di indirizzo per predisporre delle misure a sostegno degli esercizi commerciali e delle attività produttive costrette da settimane all’inattività a causa dell’emergenza COVID 19.

Nell’atto di indirizzo sono previste diverse misure a supporto della categoria, tra cui le più rilevanti sono l’esenzione del pagamento della TARI per tutto il periodo di chiusura delle attività e per il mese successivo al loro riavvio nonchè l’esenzione del pagamento della TOSAP per tutto il medesimo periodo sia per gli esercizi commerciali che per gli ambulanti del mercatino settimanale del mercoledì.

Inoltre, la P.O. n°. 5 UTC ing. Gioacchino Meli, di concerto con il Dirigente della P.M. dr.Angelo Licata e il Responsabile del SUAP, dovranno predisporre un piano che consentirà l’ampliamento degli spazi occupati da tavoli, sedie e altre strutture assegnati agli esercizi commerciali e, ove possibile, anche con la costituzione di isole pedonali chiuse al traffico veicolare. Per l’occupazione di queste nuove aree pubbliche le attività commerciali saranno esenti dal pagamento della TOSAP.

L’atto è stato approvato all’unanimità e dichiarato di immediata esecuzione.

“Siamo vicini ai nostri commercianti – dichiara il Sindaco Ettore Di Ventura – anche loro, come tante altre attività stanno subendo grandi danni economici. Sono altre vittime dello stato di emergenza, non solo sanitaria, causata dal COVID – 19. Auspichiamo che le iniziative prese a sostegno delle loro attività possano aiutarli ad affrontare una più rapida ripartenza”.

 

Elezioni nei Comuni siciliani in autunno, niente commissariamenti ma proroghe per i sindaci. Oggi è stato approvato in commissione Affari istituzionali all’Ars. La norma è stata votata all’unanimità in commissione. Il ritorno al voto in due giorni è ispirato all’esigenza di limitare al massimo gli assembramenti alle urne.

“Esprimiamo apprezzamento per la decisione dell prima commissione affari istituzionali dell’Ars di prevedere lo svolgimento del turno elettorale amministrativo ordinario 2020 per i Comuni, nei giorni di domenica e lunedì fino alle 14.00, nel periodo dal 15 settembre al 15 novembre 2020 e di prorogare il mandato dei sindaci e dei consiglieri comunali fino al completamento delle operazioni elettorali rinviate.” Lo dicono i deputati del Pd Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici, componenti della prima commissione parlamentare dell’Ars.

Le elezioni degli organi delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi comunali si svolgeranno entro 60 giorni dalla proclamazione degli eletti. I commissari degli organi delle città metropolitane e dei Liberi Consorzi Comunali sono prorogati non oltre il 31 gennaio 2021. Per la presidenza di Liberi consorzi comunali saranno candidabili tutti i sindaci in carica.

Avevamo, giorni fa, sulla nostra testata pubblicato un editoriale ritenendo illogica la proposta dell’onorevole Eleonora Lo Curto dell’Udc di non prorogare il mandato e di nominare i commissari.