Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 1889)

 

 

Si arricchisce di una nuova e qualificata professionalità lo “Sportello Amico”, voluto dall’Associazione Onlus Volontari di Strada di Agrigento. Dopo il dott. Aldo Lo Curto, meglio noto come il “medico senza frontiere”, che sabato scorso ha dato il via all’attività dello sportello con test preventivi di diabete, ad aderire al progetto è oggi il dott. Giovanni Vaccaro, Medico Cardiologo presso l’Asp di Agrigento, professionista affermato, con alle spalle anche esperienze nel volontariato.

Il dott. Giovanni Vaccaro, a cominciare dal 27 gennaio prossimo, dalle 9,30 alle 12,30, presso la sede dei Volontari del viale della Vittoria, 313, procederà ad effettuare una serie di servizi di medicina preventiva. “E’ con immenso piacere che ho deciso di dare il mio volontario contributo ad una associazione, quali i Volontari di Strada, che da anni si spendono a favore delle famiglie più bisognose del territorio agrigentino – dichiara il dott. Vaccaro. Non appena ho saputo dell’iniziativa dello Sportello Amico – continua – mi è venuto naturale proporre alla presidente dell’Associazione, Anna Marino, la possibilità di potere collaborare. A favore dei meno abbienti, farò degli screening gratuiti per malattie cardiovascolari. E’ possibile effettuare un elettrocardiogramma e altri accertamenti diretti alla prevenzione”.

I Volontari di Strada hanno anche stretto anche una collaborazione con l’Associazione Gise Co.Re.Sa, diretta da Sandro Bennici, che svolge attività di Protezione Civile e servizio ambulanze con personale altamente qualificato.

Esprimiamo grande soddisfazione – sottolinea la presidente Anna Marino – per la decisione del dott. Vaccaro di far parte del nostro “Sportello Amico”. Si tratta di una professionalità che rappresenta un valore aggiunto per la nostra Associazione e soprattutto per i nostri assistiti. Lo “Sportello” rimane aperto alla disponibilità e la collaborazione di quanti, volontariamente, intendono dare il proprio contributo professionale nel campo medico. Così come importante è la collaborazione instaurata con l’associazione Gise Co.Re.Sa., ormai punto di riferimento nel territorio agrigentino in fatto di protezione civile”.

 

La Legge di Bilancio 2018 riscrive il quadro delle agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato, le conversioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e le prosecuzioni dei contratti di apprendistato in un rapporto a tempo indeterminato. 

La circolare n.3/2018 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza queste novità, approfondendo le diverse condizioni previste per fruire degli sgravi, e fornisce alcune ipotesi sul provvedimento Anpal per le assunzioni nelle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) che potranno riguardare, non solo i giovani, ma anche i soggetti privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. In particolare l’agevolazione effettuata nelle suddette regioni può essere incrementata, limitatamente al 2018, fino al 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, sempre con esclusione dei premi INAIL, ma fino ad un massimo di 8.060 euro annui. Occorre ora attendere apposito provvedimento attuativo dell’Agenzia che indichi requisiti, modalità e condizioni per fruirne. 

C’è un articolo pubblicato dal settimanale Il Venerdì di Repubblica che mette inesorabilmente in evidenza il fenomeno dello spopolamento delle città siciliane dovute all’emigrazione, soprattutto per motivi di lavoro.

Tra le realtà più colpite, il territorio agrigentino. Secondo quanto riportato, tra i paesi più colpiti della piaga dell’emigrazione, Aragona e Licata.

Il paese della Maccalube ha 9.600 residenti con circa 8.000 nati ad Aragona che sono dovuti andar via nel corso degli anni, soprattutto in Belgio.

Anche Palma di Montechiaro e Licata, si fanno “spazio” nella classifica dei primi 25 comuni con più residenti all’estero. Gli espatriati a Palma sono 10.600 su 23.000 residenti attuali, mentre a Licata si contano circa 15.900 persone “fuoriuscite” su 37.800 residenti.

 

In classifica anche Favara che conta 32.600 residenti con circa 10.600 emigrati.

Il dato che accomuna i vari paesi agrigentini nel triste fenomeno è la mancanza di lavoro, vera causa dello spopolamento della provincia di Agrigento, ma anche della Sicilia intera, così come evidenziato da uno studio della Fondazione Migrantes (relativo all’anno 2017), che ha registrato un saldo negativo di circa 11.500 abitati dell’isola che hanno dovuto lasciare la loro terra in cerca di migliori fortune.

Ancora multe ai cosiddetti “furbetti della spazzatura”. Sette agrigentini sono stati sanzionati, dagli uomini della Polizia municiale di Agrigento, dopo che gli stessi, coadiuvati dagli operatori ecologici dell’Iseda, sono riusciti, attraverso scontri e documenti vari trovati nei sacchetti, a risalire all’identità degli “sporcaccioni” che avevano buttato gli stessi in due aree periferiche della città.

Per uno di loro è scattata una contravvenzione da 600 euro per deposito dei rifiuti fuori orari ne cassonetti, e per altri se una multa da 200 euro ciascuno, per abbandono di spazzatura.

In merito alla vicenda dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì ed alle problematiche relative al reparto di Chirurgia interviene il deputato regionale Carmelo Pullara che, in una nota stampa, scrive: ”All’ospedale Barone di Canicattì in questi giorni non si opera per mancanza di medici assegnati al reparto di chirurgia. Per la seconda volta, dopo questa estate, la città di Canicattì rivive il dramma di non poter usufruire di una unità operativa di nevralgica importanza per l’utenza, a causa della carenza di personale. L’unico medico presente è in congedo per malattia e la sala chirurgica chiude.

Invito il Commissario dell’ASP di Agrigento ad intervenire prontamente con l’attivazione immediata di una consulenza/nomina di un medico chirurgo che possa sopperire ad un così grave problema per il territorio. Segnalo altresì all’Azienda Sanitaria l’opportunità di ricorrere a convenzioni con altre ASP (anche delle grandi città siciliane) affinché si tamponi la situazione ricorrendo a prestazioni temporanee di medici chirurghi che possano operare in due aziende contemporaneamente operando così i casi più urgenti. A Canicattì la chirurgia non è l’unico reparto in sofferenza, in quanto anche il pronto soccorso necessità di un intervento finalizzato all’incremento di personale appartenente a vari profili. Incontrerò (per affrontare queste problematiche) la popolazione nei prossimi giorni, per ascoltarla e comunicare gli aggiornamenti, garantendo al contempo la mia presenza costante presso gli uffici competenti al fine di monitorare l’avanzamento della procedura amministrativa”.

 

Ad Agrigento, nei locali del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, si è svolta un’assemblea organizzata dai Vigili del fuoco discontinui agrigentini. I relatori, Diego Motisi, Coordinatore provinciale dell’Unione sindacale di base, e Domenico Fazio, del coordinamento della stessa Usb Precari, hanno aggiornato i partecipanti sulle ultime novità contenute nella legge 205 del 2017 relativa al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e pluriennale per
il triennio 2018-2020, tra assunzioni nella Polizia e nei Vigili del Fuoco, e stabilizzazione dei precari. L’assemblea è stata occasione di confronto costruttivo, risolvendo molteplici dubbi che gli intervenuti interessati hanno rivolto ai relatori.

A Gela la Guardia di Finanza ha sequestrato una vasta struttura turistico-alberghiera di Marina di Butera, il “Sikania Resort”, un villaggio-vacanze con circa 800 posti letto sulla costa tra Gela e Licata. Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore Ubaldo Leo in ragione di “condotte di inquinamento ambientale e distruzione o deturpamento di bellezze naturali”. In particolare gli inquirenti hanno accertato come la realizzazione dell’area balneare del villaggio turistico sia avvenuta in violazione delle prescrizioni delle concessioni poiché il sito ricade all’interno di un’area sottoposta a vincolo naturalistico. L’autorità giudiziaria ha imposto un amministratore/custode giudiziario.

Il video registrato dai Carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Agrigento lo ha inchiodato alle sue responsabilità. E lui, Francesco La Mendola, verosimilmente consigliato dal suo difensore, l’avvocato Angelo Balsamo, ha proposto ai magistrati del palazzo di giustizia di patteggiare la sua condanna. La Procura ha già disposto a suo carico, all’udienza del prossimo 26 febbraio, il giudizio immediato, che ricorre quando l’evidenza della prova è tanta da non rendere necessario il filtro del giudizio preliminare: immediato, subito a processo. E invece no. Francesco La Mendola, 48 anni, di Campobello di Licata, invoca altrettanto subito la sua condanna, 2 anni e 8 mesi di reclusione, un anno di interdizione dai pubblici uffici, e il risarcimento delle vittime della concussione, nella prospettiva dei benefici che il patteggiamento concede. La pubblico ministero Paola Vetro ha prestato il suo consenso: è attesa la decisione del Gup, il Giudice per le udienze preliminari. Il 13 settembre del 2017 i Carabinieri hanno arrestato La Mendola, geometra, dipendente dell’Ufficio tecnico comunale di Campobello di Licata, in flagranza del reato di concussione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dal sostituto procuratore Carlo Cinque, è scattata a seguito della denuncia di due imprenditori di Licata, Angelo Incorvaia e Valerio Peritore, titolari dell’impresa “Omnia srl”, che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti speciali, soprattutto amianto, con sede in contrada “Bugiades”, alla periferia di Licata. I due hanno raccontato di una richiesta di tangente, per 3mila euro, da parte di un dipendente del Comune di Campobello di Licata, con la complicità di un suo collega, altrimenti avrebbero subito il blocco dei pagamenti per l’appalto in corso da parte del Comune. E’ stato organizzato l’incontro “trappola”. Nei locali dell’impresa Omnia sono state nascoste micro-telecamere e cimici. Poi le banconote sono state contrassegnate e fotocopiate. E quando Francesco Gioacchino La Mendola ha incassato i soldi è stato ammanettato. Il collega incriminato di La Mendola è un altro dipendente dello stesso Comune di Campobello, Giuseppe Nigro, 48 anni. Anche a suo carico è stato disposto il giudizio immediato, ma il difensore di Nigro, l’avvocato Salvatore Manganello, ha scelto il giudizio abbreviato.

E’ stati arrestato dai carabinieri di Agrigento che  hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa dal GIP del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, ora il favarese accusato di essere responsabile di violenza sessuale e maltrattamenti commessi ai danni della figlia si rivolge al Tribunale del Riesame. L’avvocato del netturbino cinquantenne, finito al Petrusa alcuni giorni fa,  ha infatti depositato ieri i ricorso presso lo stesso tribunale dove chiede l’annullamento della misura cautelare applicata al suo assistito.

I fatti di cui deve risalgono al periodo gennaio 2016 – settembre 2017, quando la vittima, a seguito della sua separazione coniugale, aveva deciso di fare ritorno nella casa paterna.

Le indagini dei Carabinieri, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dr.ssa Alessandra Russo, sono state avviate a seguito della denuncia fatta dalla povera donna lo scorso mese di settembre, stanca dei continui soprusi subiti dal padre, che avrebbe persino abusato di lei alla presenza dei suoi tre figli, tutti in tenera età.

L’accusato si è sempre difeso, negando ogni addebito.

La vittima, all’indomani della denuncia, era stata subito trasferita, assieme ai figli, in una località protetta. Per l’indagato, invece, si sono aperte le porte del carcere “Petrusa” di Agrigento.

 

“Siamo di fronte ad una situazione gravissima e che temo non abbia uguali in altre regioni europee. Infatti, oltre 250 milioni di euro su
circa 700 milioni complessivi potrebbero andare persi entro pochi mesi
per mancato cofinanziamento da parte della Regione siciliana e per
mancata capacità di rendicontazione della spesa a causa di carenza di
liquidità.
Lo afferma il deputato regionale Cateno De Luca, dopo l’audizione del
Dirigente generale del Dipartimento della Programmazione Vincenzo
Falgares avvenuta oggi in Commissione Bilancio.

“Falgares ci ha dato un quadro estremamente preoccupante – afferma De
Luca – con cifre davvero raccapriccianti, mettendo nero su bianco che
nella migliore delle ipotesi circa 250 milioni di euro rischiano di
non essere rendicontabili.
Parliamo di oltre il 35% dei fondi la cui spesa dovrà essere
certificata entro la fine di quest’anno.”

“A questo – afferma il parlamentare di Sicilia Vera – si aggiunge la
gravissima gestione della liquidità, dove i pagamenti effettivi
pagamenti seguono gli impegni soltanto con ritardi gravissimi e dove,
soprattutto per i Comuni, già provati per i ritardi dei trasferimenti
ordinari del Fondo per le Autonomie Locali, si procede ad una
anticipazione per i progetti limitata solo al 10% del complessivo
finanziamento concesso.
In queste condizioni diventa impossibile la realizzazione dei
progetti, se non ricorrendo a costosissime anticipazioni di tesoreria,
poste sempre a carico dei comuni.”

Per De Luca è quindi necessario “che la Regione si doti in tempi
strettissimi di strumenti per accellerare la spesa produttiva dei
fondi comunitari e riveda la propria regolamentazione dando ai Comuni
e a tutti i beneficiari anticipazioni di cassa più consistenti sui
progetti finanziati, per poter concretizzare gli obiettivi di crescita
e coesione sul territorio.”