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Da Palermo a Ragusa, da Messina ad Agrigento, da Trapani ad Siracusa, passando attraverso il cuore dorato della Sicilia per finire nei Comuni più piccoli e nei paeselli più sperduti  dell’entroterra siculo, li ritrovi ovunque,quasi fossero onnipresenti,  affamati, assetati,  disperati, spesso malati ma soprattutto “abbandonati”.

Sono i “randagi siciliani” le anime senza voce che girovagano in ogni parte di questa meravigliosa isola, elemosinando cibo ed acqua nella “totale indifferenza” della razza umana.  

Vagano sui cigli delle strade o dentro i centri storici, in branco o da soli, in cerca di cibo ed acqua. Alcuni scodinzolano fiduciosi nella bontà umana; altri timorosi ed impauriti scappano con la coda tra le gambe; altri ancora diffidenti  per natura o per aver conosciuto già la cattiveria umana si mantengono a dovuta distanza, altri non hanno la forza perché malati.

Eppure loro, così temibili in branco ma docili da soli, non hanno nessuna colpa se non quella di essere nati  in una terra in cui l’amore ed il rispetto verso di loro è cosa di “pochi” mentre la  strafottenza, il distacco ed il disprezzoè cosa di “molti”.

Questo è  il randagismo canino, visibile, palese, sotto gli occhi di tutti perché poi, di notte, ci sono loro:”i felini”. Schivi,  diffidenti, discreti ma, al tempo stesso, eleganti ed affascinanti ma totalmente ignorati. Li si vede di giorno solo dopo essere  morti..  investiti sui bordi delle strade.Nessuna legge o tutela per loro, invisibili come la notte che li avvolge.

Questa è la vita dei randagi in Sicilia, una vita non scelta da loro ma imposta dall’essere umano, causata dall’ignoranza e dalla mancata cultura della sterilizzazione. Proprietari di cani e gatti, acquistati o ricevuti in regalo, per appagare un loro o altrui momentaneo capriccio, spesso si sentono autorizzati ad abbandonare il loro amico più fedele o intere cucciolate davanti ai nostri cancelli (per quelli più fortunati) o in discariche a cielo aperto per gli altri. Ed il fatto che questi animali non siano sterilizzati diventa un ulteriore problema nel periodo del calore poiché, riproducendosi, le cucciolate vengono sparse su tutto il territorio, diventando incontrollabili.

L’ignoranza e la stupidità della razza umana è supportata da un Governo Regionale che, fino ad oggi,“si è limitato” ad emanare la legge 15/2000 per dare attuazione alla legge quadro n° 181/91  in materia di randagismo; ed apostrofiamo “si è limitato”  perché  nessuna di queste norme trova applicazione su tutto il territorio siciliano. In breve la legge “promuoverebbe” la protezione degli animali utilizzando alcuni strumenti quali: l’istituzione di un’anagrafe canina, la costruzione di canili, dotati di personale qualificato per la sterilizzazione e il risanamento strutturale di quelli esistenti; la prevenzione del randagismo attraverso l’educazione nelle scuole e la formazione del personale degli enti locali e delle Aziende Sanitarie ed infine,  la realizzazione di cimiteri per gli animali da compagnia.

Sembrerebbe tutto perfetto  se non fosse che, non solo la legge non è applicata in toto ma demanda ai Comuni tutto ciò! Ed è qui la nota dolente: i Comuni non hanno fondi e rimandano alla Regione.

Il randagismo in Sicilia è come “il cane che si morde la coda”, giusto per rimanere in tema!

 

A parte l’istituzione di un’anagrafe canina e pochi proprietari che microchippano il proprio cane, “la legge non è applicata”. L’art. 11 della legge regionale “impone” ai Comuni, singoli o associati, di provvedere al risanamento dei canili comunali esistenti, nonché alla costruzione e gestione di rifugi sanitari pubblici in cui accogliere gli amici a quattro zampe che non hanno un padrone. Ma I canili continuano ad essere veri e propri lager, ad eccezione di alcuni, dove non si provvede  alla sterilizzazione dei cani, anzi in alcuni casi maschie e femmine sono collocati negli stessi recinti ed addirittura si ritrovano cani malati e sani. La legge, inoltre, non è applicata anche nella stipula di protocolli di intesa tra Comuni, Asp e associazioni di volontariato, la promozione di campagne educative, politiche di incentivi alle adozioni  e la realizzazione di cimiteri per gli animali da compagnia.

In ogni parte dell’isola, “associazioni di volontariato e cittadini privati” intervengono giornalmente ed“ a proprie spese”, per salvare quante più vite possibili e metterle in sicurezza, ma i loro sforzi a nulla valgono se poi nei canili non si provvede alla loro sterilizzazione e ad una campagna finalizzata alle adozioni degli stessi.

Ecco altra nota dolente in Sicilia: le adozioni! E qui si delinea il netto divario tra Nord e Sud. E’ previsto un iter ben preciso, da anni già applicato al Nord, ma che al Sud è un enorme ostacolo: prima di un’adozione c’è una procedura ben precisa da seguire. Il richiedente deve compilare un questionario; segue poi la fase del pre-affido, che consiste nel sopralluogo di un volontario nell’abitazione del richiedente. Ma, alla parola “sopralluogo” scatta tutta la diffidenza insita nell’animo siciliano!

Spesso i volontari, a cui vengono segnalate cucciolate o cani malati, nel tentativo di salvare questi animali ed evitare loro il canile o peggio la morte, si scontrano con la burocrazia, lenta e a volte inefficace, e con la mancanza di stalli, uno spazio in cui ospitare cani e gatti che i cittadini potrebbero offrire in attesa delle adozioni.

E’ inaccettabile tutto ciò… sono anime senza voce ma che amano e soffrono come ogni essere vivente.

Il randagismo, in Sicilia, ormai è fuori controllo e le diverse associazioni chiedono un intervento del nuovo Presidente della Regione Nello Musumeci, che da sempre ha mostrato grande sensibilità per questo problema. Oltre a fare applicare “in toto” la legge 15/2000 sarebbe necessaria l’estensione, in tutta l’isola, dei centri di pronto soccorso e di ambulanze veterinarie, per aiutare gli animali feriti o incidentati, già operative solo in alcuni Comuni; l’istituzione di Guardie animaliste per il controllo del territorio ed, infine, delle commissioni che controllino e vigilino i Comuni,  sull’applicazione della citata legge.

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” diceva M. Gandhi, e questa nostra bellissima isola, ricca di storia, cultura, tradizioni, accogliente e solidale con tutti è ancora “priva” di amore ma soprattutto di “rispetto” per gli animali.

 

 

 

Tentato furto ai danni di una macelleria di Via Dante, ad Agrigento. Ignoti avrebbero tentato di penetrare all’interno dell’esercizio commerciale, senza però riuscirvi. A scoprire il tentativo di effrazione il proprietario della macelleria che ha chiamato il 113.

 

Una pattuglia della sezione Volanti della Questura è giunta sul posto per i rilievi di rito e l’avvio delle indagini.

 

 

Un furto è stato compiuto in un centro scommesse di via Imera, ad Agrigento. Ignoti hann o portato via circa 2 mila euro in contanti e biglietti del Gratta & Vinci per un valore di 3.000 euro.

Del fatto si stanno occupando gli agenti della sezione Volanti giunte sul posto dopo la segnalazione dei gestori della società alla scoperta del fatto.

Sono state acquisite le immagini di videosorveglianza che potrebbero rivelarsi utili alle indagini che vengono portate avanti nel massimo riserbo



Il questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, ha disposto la chiusura temporanea di un bar della periferia di Porto Empedocle. Secondo le motivazioni, il locale “è frequentato da pregiudicati e può destare problemi per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Ora il locale, che già nel 2015 aveva subito una chiusura temporanea, dovrà rimanere con le serrande abbassate per un mese.

Un 76enne di Licata e’ stato arrestato dai carabinieri dopo l’allarme lanciato da un 54enne agricoltore che ha riferito di essere stato aggredito da un uomo armato di pistola. La vittima ha raccontato di essere stata aggredita e minacciata dal vicino di fondo agricolo, a causa di dissidi relativi a confini. I militari del Nucleo Radiomobile si sono recati in contrada Cali’, alla periferia di Licata. Subito acquisite le prime testimonianze, sono scattati vari posti di blocco in citta’. 

È stato cosi’ intercettato e bloccato Salvatore Urso, pensionato, a bordo della sua auto. Addosso aveva una pistola semiautomatica, calibro 22, di fabbricazione estera e illegale. La pistola e’ stata pertanto subito sequestrata e inviata agli specialisti del Ris. Per il 76 enne, invece, sono scattate le manette per il reato di detenzione illegale d’arma da fuoco per essere poi sottoposto agli arresti domiciliari.

 

Al via i lavori di sistemazione dell’area esterna adibita a parcheggi del presidio ospedaliero “san Giovanni di Dio” di Agrigento. L’ospedale, nei tratti in cui è necessario, potrà contare sul rifacimento del manto stradale e su una nuova segnaletica, sia orizzontale che verticale, in grado di fornire indicazioni precise agli automobilisti e ai pedoni. L’intervento prevede anche la demolizione di alcuni manufatti appartenenti a piccoli immobili fatiscenti risalenti al periodo in cui è stato costruito il nosocomio oltre alla dismissione di palme secche. Dal 18 gennaio scorso, data in cui il direttore amministrativo dell’Asp, Francesco Paolo Tronca, delegato dal commissario Gervasio Venuti, ha stipulato un contratto d’appalto con l’impresa aggiudicataria “Laneri Costruzioni” di Leonforte, è scattato il termine di un mese entro il quale far partire i lavori la cui durata è fissata in quarantacinque giorni. L’esecuzione delle opere, oltre a garantire un corposo machillage alla zona esterna del “san Giovanni di Dio”, è finalizzata a rendere funzionale ed operativa la recente sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’Asp ed il Corpo di Polizia municipale del Comune di Agrigento, con il quale si intende disciplinare il traffico veicolare e le modalità di sosta delle autovetture nell’area del presidio. Al termine dei lavori saranno finalmente possibili, anche all’interno del perimetro ospedaliero, le azioni di controllo e vigilanza adottabili dai Vigili urbani del Comune e, più in generale, da tutte le forze dell’ordine contemplate nell’articolo 12 del codice della strada. Gli automobilisti indisciplinati, in caso di infrazioni e di parcheggio del mezzo al di fuori degli spazi consentiti, andranno incontro alla rimozione coatta del veicolo e alle sanzioni pecuniarie previste in questi casi. Si profila dunque un drastico stop al parcheggio selvaggio che, presso l’area esterna dell’ospedale, ha reso spesso difficoltoso il transito ai mezzi di soccorso così come a quelli del trasporto pubblico. Il regolare flusso dei veicoli all’interno del presidio consentirà peraltro di riattivare il servizio di bus urbano tra la città e l’ospedale.

Prosegue la preparazione atletica dell’Akragas in vista della sfida di domenica prossima, in trasferta, contro la Paganese. I biancoazzurri, oggi pomeriggio, hanno svolto un nuovo allenamento allo stadio Esseneto. La squadra ha lavorato sotto l’aspetto tecnico – tattico. Mister Di Napoli ha tutti i giocatori a disposizione. Per la partita contro la Paganese sarà assente il difensore Mileto, ancora squalificato.

Raccolta differenziata ad Agrigento
Domani ultimo giorno di raccolta rifiuti “tradizionale”.
Da lunedì inizia il servizio “porta a porta”.

Conto alla rovescia per l’avvio della raccolta differenziata ad Agrigento. Domani, venerdì 26 gennaio, è infatti l’ultimo giorno in cui gli agrigentini potranno conferire i rifiuti in maniera indifferenziata nei cassonetti che fino ad ora sono serviti per effettuare il servizio di raccolta da parte degli operatori ecologici.
Dall’alba di sabato mattina infatti, gli operai di Iseda e Sea, dopo avere svuotato i cassonetti, provvederanno a ribaltarli e dunque a renderli inutilizzabili, mentre dei giorni successivi, verranno definitivamente tolti da strade e marciapiedi.
Da lunedì inizierà infatti la raccolta differenziata in tutto il centro agrigentino anche per i privati con un preciso calendario contenuto nella brouchure di colore giallo che è stata distribuita ai cittadini al momento della consegna dei mastelli di colore diverso per il porta a porta. Lunedì 29 gennaio, il primo conferimento sarà dedicato all’umico, alla carta e al cartone. I mastelli dovranno essere esposti all’esterno delle abitazioni o del condominio dalle 20 di domenica sera ed entro le 6 del mattino del giorno della raccolta. Così anche per i giorni successivi. I contenitori vanno esposti nell’arco di tempo che va dalle 20 alle 6 del mattino.
“Inizia una nuova era anche per Agrigento – ha spiegato l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – che siamo fiduciosi, possa essere abbracciata con entusiasmo dai cittadini della città dei templi. Siamo consapevoli che soprattutto all’inizio ci potranno essere delle difficoltà per molti utenti a cambiare radicalmente quelle che sono le abitudini fino a questo momento avute, ma siamo certi che con uno sforzo sinergico di tutti, si possano ottenere buoni risultati”.
E per guidare al meglio i cittadini in questa prima fase che accompagna il passaggio dai vecchi cassonetti ai nuovi contenitori, gli operatori ecologici, saranno, già da lunedì, dotati di adesivi che verranno apposti sui mastelli che non conterranno i rifiuti del giorno previsto. Sull’adesivo, verrà segnato se si tratta di un errore dovuto ad un giorno di esposizione non corretto, al contenuto o al sacco non conforme o se si tratta di rifiuti non correttamente differenziati.
Degli eventuali errori, saranno informati gli uffici preposti anche se per i primi tempi è prevista una certa tolleranza e non verranno elevate sanzioni.
Intanto, continua al Palacongressi del Villaggio Mosè, la consegna dei kit per il porta a porta. Il servizio viene effettuato regolarmente dalle 9

MAREAMICO E PEDAGOFICAMENTErichiedono agli organi preposti di bonifica area ex approdo Renella Sciacca
 
Il dott. Antonino Nicosia e il Dr. Claudio Lombardo hanno richiesto un intervento urgente affinché venga bonificata da catene e anelli in ferro e altro materiale rimasto nel fondale l’area marittima dell’ex approdo in c/da Renella. 

La bonifica dell’area permetterà la libera fruizione dello spazio, si ricorda che in quell’aera ci sono le antiche piscine e spesso quel pezzo di spiaggia è stato scelto dalle tartarughe per la deposizione delle uova.