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Nuove opportunità per i progetti dedicati alla tutela della natura. E’ stato pubblicato infatti nella home page del Libero Consorzio Comunale di Agrigento  www.provincia.agrigento.it (news in evidenza) l’avviso pubblico del Dipartimento Ambiente della Regione Siciliana relativamente all’azione 6.6.1 del PO FERS 2014-2020 “Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione di rilevanza strategica (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo”. L’azione è finanziata con 16 milioni di euro, per progetti finalizzati alla tutela delle aree ad alto valore naturalistico della rete ecologica siciliana e alla loro valorizzazione con iniziative che favoriscano e migliorino la fruizione, senza alternarne gli equilibri ecologici.

Particolare attenzione è riservata alle “attrattività” della rete ecologica siciliana, come i corridoi ecologici, i geositi, i siti con presenza di piante monumentali di particolare interesse (storico, paesaggistico, botanico) e le aree soggette a tutela paesaggistica e ambientale.

Il termine per la presentazione delle istanze (esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata) al Dipartimento Ambiente è stato prorogato al prossimo 3 giugno 2020.

Gli interessati possono consultare il bando e i relativi allegati al link:

http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13036

E’ pervenuta in questi giorni la risposta del Ministro della Giustizia all’interrogazione dell’on. Carolina Varchi, con la quale si rappresentavano le problematiche strutturali, di sovraffollamento  e di carenza di personale che affliggono la casa  circondariale “ Di Lorenzo” sita in Agrigento in contrada Petrusa.

Il deputato di Fratelli d’Italia aveva relazionato quanto appreso nel corso della visita effettuata su proposta del portavoce cittadino di FDI Paola Antinoro.

Nel corso della visita l’on. Varchi ha incontrato il personale della polizia penitenziaria, il direttore del carcere e i rappresentanti dei sindacati e visitato gli spazi detentivi.

Preso atto della risposta del Ministro, l’on. Carolina Varchi dichiara: “Soddisfacente la risposta del Ministro alle nostre sollecitazioni sulle carenze strutturali e conseguente sovraffollamento, vigileremo perché vengano attuate al più presto. Preoccupa, invece, la risposta molto evasiva in merito alla cronica carenza di organico dopo i tagli voluti dalla legge Madia. Il Ministro ignora il problema e non dà alcuna certezza in ordine all’implementazione dell’organico in servizio che continuerà a svolgere turni massacranti, con ciò dimostrando poco interesse per le condizioni di lavoro de personale PolPen”.

A tal proposito il portavoce cittadino di Fratelli d’Italia Paola Antinoro dichiara: “Ringrazio l’on. Varchi per i risultati ottenuti e per aver assicurato la volontà di voler continuare a sostenere,  insieme al coordinamento cittadino di Fratelli D’Italia, le istanze di tutto il personale della casa circondariale Di Lorenzo, della Polizia penitenziaria e dei loro rappresentanti sindacali”

Ad Agrigento si svolgerà domani mattina, martedì 28 aprile, l’autopsia sul cadavere della bambina di un anno, deceduta al Pronto Soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” giovedì scorso 23 aprile. L’esame autoptico è stato disposto dalla pubblico ministero, Gloria Andreoli, titolare delle indagini coordinate dal procuratore capo Luigi Patronaggio. La bambina è stata ricoverata il 12 aprile nel reparto di Pediatria per febbre e polmonite. E’ risultata negativa al tampone del coronavirus, e dopo una settimana è stata dimessa senza febbre e con tutte le funzioni vitali a regime. Il 23 aprile i genitori l’hanno riaccompagnata in ospedale ancora con febbre molto alta. La piccola è morta nel percorso del pre-triage al Pronto Soccorso. Anche il secondo tampone, post mortem, è risultato negativo.

La Procura della Repubblica di Siracusa ha acquisito diversi atti nel merito di alcuni esposti presentati da familiari di persone decedute recentemente negli ospedali siracusani per cause collegate al coronavirus, e presentati anche dai sindacati sulla gestione delle strutture ospedaliere, e sui contagi del personale sanitario.

Sono stati i Carabinieri di Siracusa e i Nas di Ragusa ad eseguire gli accertamenti richiesti negli ospedali di Siracusa e di Noto, e nella sede dell’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa. La procuratore, Sabrina Gambino, ha avviato un fascicolo d’indagine, al momento a carico di ignoti, ipotizzando l’omicidio colposo a seguito della morte del direttore del Parco archeologico di Siracusa, Calogero Rizzuto. La Procura è in attesa di ricevere anche la relazione della Commissione inviata dalla Regione per accertare anomalie sulla gestione clinica del direttore Rizzuto.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi , così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:
Agrigento, 66 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto);
Caltanissetta, 116 (15, 21, 11);
Catania, 674 (107, 200, 79);
Enna, 297 (130, 72, 28);
Messina, 403 (95, 83, 47);
Palermo, 377 (68, 51, 28);
Ragusa, 54 (6, 29, 6);
Siracusa, 46 (51, 142, 23);
Trapani, 74 (6, 57, 5).

“È chiaro a tutti che niente, dopo che avremo superato questa emergenza, sarà più come prima. Difficilmente si tornerà a trascorrere i weekend ammassati nei centri commerciali, mangiando un gelato con la propria famiglia mentre facciamo shopping. Cambieranno le nostre abitudini di trascorrere il Weekend con la famiglia e cambieranno le nostre abitudini di fare acquisti. E tutto questo cambiamento non può venire lasciato al caso. In tal senso, auspichiamo che il Consiglio Comunale, in attesa delle elezioni del prossimo autunno, agisca attivamente ma in maniera oculata, operando un importante decentramento delle attività commerciali a favore delle periferie. Una serie di iniziative che abbiano però bene in mente, anche le esigenze di quanti hanno già avviato un’attività economica sia nel nostro bellissimo centro storico, sia negli esistenti centri commerciali. Proprio a loro, e alle loro esigenze, nel momento in cui si progetterà la ripresa, occorrerà prestare la massima attenzione.

E’ arrivato il momento di passare dalle belle parole, dai buoni propositi, dalle promesse, ai fatti. Il Consiglio Comunale non deve attendere che qualcuno proponga loro di agire. Sono atti che deve deliberare il consiglio comunale con il voto dei consiglieri con “Delibere Consiliari” che rivedano gli appositi regolamenti. Si abbattano subito le tasse comunali che permettano agli addetti ai lavori una ripresa potendo contare su un reale aiuto, si abbattano per almeno un biennio i costi della “tassa di soggiorno”, “suolo pubblico”, “insegne”, si organizzi con le associazioni di settore una “nuova stagione” con i fondi della tassa di soggiorno circa 1.500.000€ concordando la migliore ipotesi  per un investimento promozionale.”

Lo dichiara il presidente del Movimento Mani Libere Giuseppe Di Rosa.

Anche in questo caso, come a Pasqua, gli agrigentini hanno sostanzialmente risposto bene alle normative imposte a seguito delle restrizioni del Governo Conte.

Ieri, giornata di sole, alle mille tentazioni di “evadere” dalla proprie mura per recarsi al mare o in campagna, il popolo agrigentino ha risposto alla grande, anche in base al fatto che i controlli da parte delle Forze dell’Ordine sono stati serrati ed incessanti.

Qualche furbetto non è comunque mancato che però è finito nelle grinfie delle Forze dell’ordine; sono state multate una trentina di persone beccate nei posti di blocco, soprattutto nei pressi della Rotatoria Giunone (nella foto) dove unitamente alle pattuglie della Polizia a qualche metro di distanza vi era un altro posto di blocco da parte della Polizia Provinciale.

Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale hanno fatto il resto tra la statale 115, rotatoria degli Scrittori e nei pressi di Porto Empedocle.

Sembrano vacillare gli annunci sull’assoluta sicurezza dell’ospedale “Giovanni Paolo II”. Le buone intenzioni e tutti gli interventi fin qui effettuati per suddividere i percorsi No Covid da quelli Covid, sembrano scricchiolare dopo un episodio che nelle ultime ore ha fatto riemergere le preoccupazioni dell’ambiente ospedaliero.

Diversi operatori sanitari sono preoccupati dopo avere appreso del contagio di un anziano di Santa Margherita Belice, emerso proprio dopo un accesso nella struttura ospedaliera saccense.

L’uomo è arrivato in ospedale con problemi intestinali, avrebbe riferito al triage che non aveva avuto febbre e dal pronto soccorso è stato trasferito in radiologia per degli accertamenti diagnostici. Tutto faceva indurre che non c’erano pericoli di possibile presenza di contagio, tanto che i sanitari del pronto soccorso hanno disposto una tac all’addome e non il tampone.

In radiologia, dopo che dai dati in archivio è emerso che l’anziano nel novembre scorso era stato sottoposto ad esami, è stato deciso di fare anche una tac toracica, dalla quale è emersa la ricomparsa di una polmonite. Da qui la decisione di suggerire il tampone, dal quale è emersa la positività da Covid 19. L’uomo, che era accompagnato da un familiare, è stato quindi trasferito a Palermo.

Pare che il paziente durante gli accertamenti sia venuto a contatto con un’altra persona che doveva fare una radiografia, che a sua volta era venuta a contatto con altri operatori sanitari. Ora c’è una fisiologica preoccupazione: oltre ai familiari c’è la necessità di fare altri tamponi per rispettare i protocolli di sicurezza.

L’episodio richiama l’attenzione sulla imprevedibilità del virus e sul fatto che un ospedale non si può considerare mai del tutto al sicuro di fronte a questo pericolosissimo nemico. A maggior ragione quando parte degli operatori sanitari non disporrebbero ancora di adeguata formazione e quando non ci sarebbe ancora la zona cosiddetta grigia dell’area di emergenza, dove l’anziano probabilmente avrebbe dovuto sostare prima di disporre gli esami diagnostici e attenderne l’esito.