Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 187)

Fingendosi dipendente Enel, è riuscito ad introdursi nell’abitazione di una ottantenn,e residente a Caltanissetta, e nell’arco di alcuni mesi è riuscito ad impossessarsi di circa 17mila euro. Adesso per il fantomatico dipendente del gestore elettrico, un disoccupato di Favara, Gaetano Alaimo, di 33 anni, è arrivata la condanna definitiva a 4 anni e 4 mesi di reclusione, e il risarcimento dei danni provocati all’anziana signora (nel frattempo deceduta), e al figlio di quest’ultimo, che si sono costituiti parte civile. La sentenza è stata emessa dalla Cassazione.

Il favarese è stato riconosciuto colpevole di sostituzione di persona, e furto in abitazione. Rigettato il ricorso della difesa. La vicenda risale al 2016, e scaturisce dalla denuncia presentata dell’anziana. La vittima ha raccontato di aver conosciuto il finto tecnico dell’Enel, che aveva fornito peraltro false generalità dicendosi di chiamare Alessandro Favara. Nel corso dei mesi l’uomo si sarebbe appropriato di circa 17 mila euro, approfittando anche delle condizioni precarie di salute della donna, prelevandoli di volta in volta da alcuni portafogli lasciati in un cassetto.

A Siculiana, a ridosso della spiaggia della Madonnina, è accaduto che un uomo di 27 anni di Canicattì ha posteggiato la propria automobile, una Fiat 500, con dentro una sorta di gioielleria: una borsa Louis Vuitton contenente una collana d’oro Yves Saint Laurent da collezione, degli orecchini marca Valentino da collezione, 5 anelli in oro, uno dei quali con diamanti, una borsa più piccola a forma di conchiglia, un profumo di una nota marca, un bracciale in argento, una cintura dorata, e 15 euro in contanti. Il tutto ha attirato una gazza ladra che, approfittando che il canicattinese fosse in spiaggia, ha rubato gli oggetti preziosi. Lui ha sporto denuncia alla Polizia. Indagini in corso.

La segreteria provinciale del SAGI di Agrigento esprime solidarietà al direttore della testata giornalistica on line “Sicilia24h”, Lelio Castaldo, per la polemica pretestuosa e fuori luogo messa in atto da parte di una consigliere comunale, Claudia Alongi nei suoi riguardi. Le consigliera  ha contestato di fatto, la scelta del giornale di pubblicare per intero la nota del gruppo di maggioranza che confutava le tesi delle consigliere di opposizione. Non volendo scendere nel merito delle critiche politiche questa segreteria sindacale di categoria osserva come- non può essere contestata la scelta editoriale di pubblicare per intero il documento dei consiglieri di maggioranza in quanto si tratta di una decisione presa in piena autonomia dalla testata agrigentina e del suo direttore Lelio Castaldo, che ha così inteso informare i propri lettori della nota della maggioranza in risposta alle critiche di Alongi. Appare strano poi che la consigliera Alongi, in modo particolare, risponde attraverso i social media, spalleggiata dal padre ex consigliere comunale, per attaccare la scelta di Scilia24h di pubblicare integralmente la posizione della maggioranza consiliare. Il giornale on line, a parere del SAGI, ha fatto bene a mettere in rete il documento con la certezza che avrebbe pubblicato anche la eventuale nota stampa prodotta nella forma canonica del comunicato stampa redatto dalla Alongi in replica a quella nota politica.

8.676 nuovi casi positivi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 34.989 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano stati 2.678. Il tasso di positività sale al 25%, ieri era al 15%. Emerge dal bollettino del Ministero della Salute di martedì 19 luglio.

Gli attuali positivi sono 161.134 (+6.146), mentre i deceduti sono stati 17, e portano il totale delle vittime siciliane a 11.454. I ricoverati totali sono 1.079; ricoverati in terapia intensiva: 47.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.606, Catania 1.861, Messina 1.634, Siracusa 971, Trapani 712, Ragusa 606, Caltanissetta 514, Agrigento 999, Enna 216.

Nel 1987 la Corte Costituzionale ha emesso la sentenza n. 215, con la quale si riconosceva il diritto pieno ed incondizionato di tutti gli alunni disabili, anche se in situazione di gravità, a frequentare anche le scuole superiori, imponendo a tutti gli enti interessati (amministrazione scolastica, Enti locali, Unità sanitarie locali) di porre in essere i servizi di propria competenza per sostenere l’integrazione scolastica generalizzata. Con i Decreti Delegati (1973-74), la scuola italiana, trasformata in senso democratico, realizza un passo importantissimo verso quell’appianamento delle diseguaglianze definito negli articoli 3 e 34 della nostra Costituzione. Con la Legge n. 104/92, che rappresenta una vera e propria eccellenza per il nostro paese, si ha la generalizzazione dell’integrazione e si sancisce il diritto all’istruzione e all’educazione nelle sezioni e classi comuni per tutte le persone in situazione handicap precisando che “l’esercizio di tale diritto non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap”. Nel tempo si susseguono: il DPR 24 febbraio 1994 “Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle Unità Sanitarie Locali in materia di alunni portatori di handicap”. Nel 1999 la Legge n.68 del 22 marzo, Norme per il diritto al lavoro dei disabili, rappresenta un’ulteriore passo di normalizzazione civile sulla disabilità. La Legge 8 novembre 2000, n. 328  pone l’accento sui bisogni essenziali delle persone. La legge n. 18 del 3 marzo 2009, Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Legge 28 marzo 2003 n.53. Legge delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. Dopo la riforma Gelmini (133/2008) e dopo altri provvedimenti legislativi (es. legge 244/2007) tesi a tagliare le risorse della scuola riducendo pesantemente l’organico dei docenti curricolari e di sostegno, ci sono state pesanti ricadute sui processi di inclusione e sull’educazione-formazione degli alunni più deboli ed in difficoltà. L’Angola e la Nigeria, ad esempio, stanno prendendo in considerazione l’idea di trasformare le scuole speciali in centri di sostegno per bambini con disabilità all’interno delle scuole ordinarie. Anche il Kenya riconosce un ruolo fondamentale al passaggio dalle scuole speciali verso un’istruzione inclusiva. Nel nostro Paese, nonostante centinaia di Leggi, decreti e note ministeriali, non si è mai acceso il sorriso dei  bambini disabili gravi e gravissimi,esclusi da quel concetto di integrazione scolastica che sulla carta, rappresenta una tappa fondamentale nella vita di un disabile.

Il 27 maggio scorso è stata presentata la candidatura della città di Agrigento a “Capitale italiana della Cultura” per il 2025.

La candidatura non è limitata alla città capoluogo ma include tutto il territorio della provincia, per cui in vista della redazione del dossier di candidatura, che dovrà essere presentata entro il 13 settembre prossimo, si è ritenuto di coinvolgere tutti i comuni della provincia agrigentina, attraverso una serie di incontri con il territorio, al fine di acquisire proposte ed idee progettuali che tengano conto delle potenzialità e delle risorse dei singoli comprensori.

Giovedì 21 luglio alle ore 17,00, presso l’Aula Magna “Luca Crescente” del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, si svolgerà un incontro con i tutti i Sindaci della provincia di Agrigento, per chiedere loro un significativo contributo di idee per la redazione del progetto di candidatura.

L’Asp di Agrigento dovrà rimborsare al Comune di Santa Elisabetta la somma di € 248.611,91 per la cura dei pazienti affetti da disabilità psichiche cui si rivolgono le prestazioni sociosanitarie. Con sentenza n.1020/2022  il Giudice unico del Tribunale di Agrigento si è definitivamente pronunciato condannando l’ASP di Agrigento a rimborsare la somma di € 248.611,91 euro nei confronti del Comune di Santa Elisabetta a titolo di compartecipazione dell’ASP nella misura del 40%, alla spesa sostenuta dall’ente locale per disabili psichici dal 2010 al 2017.

Il Tribunale ha accolto le difese illustrate dall’Avv. Vincenzo Sicorello sull’assunto che trattasi di un’obbligazione solidale gravante a pieno titolo su ciascuno dei soggetti pubblici coinvolti in tutte le fasi relative alla gestione del paziente affetto da disabilità psichiche cui si rivolgono le prestazioni socio-sanitarie.

Il concorso alla spesa dei soggetti pubblici coinvolti nell’esecuzione della prestazione stessa riveste un carattere indispensabile, nel rispetto del principio di “cooperazione”, in quanto la compartecipazione alla spesa da parte dei soggetti pubblici coinvolti è condizione necessaria per la tutela uniforme del bene salute e dei LEA in tutto il territorio nazionale.

Il Sindaco Mimmo Gueli ha manifestato soddisfazione per la pronuncia in sentenza che, in un quadro solidaristico, ispirato anche all’esigenza di contemperare la qualità della prestazione con le risorse del settore sanitario, in ossequio ai principi costituzionali di “sussidiarietà verticale o fra le istituzioni” riconosce la compartecipazione alla spesa, già anticipata interamente dal Comune, da parte dell’A.S.P. di Agrigento.

Una importante conquista che, rispetto al pubblico servizio fornito dal Comune nei confronti dei soggetti fragili, corrobora quanto sinora sostenuto circa l’esistenza di un obbligo ex lege di compartecipazione, espressione del principio generale dell’integrazione sociosanitaria valevole per l’intero territorio nazionale e dei principi costituzionali in materia di spesa pubblica che, certamente, non possono essere compressi o trascurati a danno dei più deboli.

Una giovane coppia agrigentina ha affidato idealmente al loro piccolo, scomparso prematuramente a soli sei mesi e mezzo d’età presso l’Unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Agrigento, il desiderio di esprimere un caloroso e sentito ringraziamento a tutto il personale del reparto per le amorevoli cure ricevute e per la professionalità dei sanitari nonostante il triste epilogo. Questo il testo, struggente, con cui il piccino saluta il mondo e abbraccia gli “zii dell’UTIN” di Agrigento: “ciao, mi chiamo L. ho sei mesi e mezzo e vengo dall’UTIN, il reparto di terapia intensiva neonatale di Agrigento e adesso sono un piccolo angioletto… eh sì, la mia vita evidentemente non era destinata ad essere vissuta insieme alla mia mamma, al mio papà ed alle persone che mi hanno voluto bene e che purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere, ma so che mi avrebbero viziato come non mai… ma i veri angeli si trovano in questo reparto… loro mi hanno fatto sentire amato, coccolato… insomma in quell’arco di tempo trascorso lì ero diventato la loro mascotte. Ai medici, agli infermieri, agli ausiliari devo un grazie enorme perché sono stati delle persone splendide, amorevoli… erano diventati i miei zii e io il loro nipotino forte che ha lottato fino alla fine. Grazie, perché lo siete stati soprattutto con la mia mamma che non mi ha mai lasciato da solo… nonostante il calvario che ha subito, non gli avete mai fatto mancare l’affetto e lo starle vicino anche con un piccolo gesto anche con un piccolo gesto e per questo vi sono grato. Ma un grazie più grande va al mio papà, colui che nonostante tutto, è stato un supereroe per me perché ha dato la forza a tutti nonostante soffrisse anche lui. Detto questo sono andato via con il sorriso, serenamente, consapevole del fatto che la mia mamma ha al suo fianco una persona che la ama più di sé stesso. Zii dell’UTIN, vi vogliamo bene e sarete sempre nel nostro cuore. GRAZIE”. La Direzione generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento si stringe attorno alla giovane coppia per la dolorosa perdita e al contempo ringrazia la famiglia per l’apprezzamento che ha desiderato esprimere nei confronti del personale UTIN dell’ospedale di Agrigento. La stessa Direzione si complimenta con tutti i sanitari del reparto per la professionalità, l’empatia e l’umanità dimostrate.

Il sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, ha azzerato la Giunta e le nomine degli esperti. E spiega perché: “Perché le recenti note vicende sorte qualche giorno prima della celebrazione della festa della Maria Santissima del Monte, hanno fatto emergere una condanna corale di quanto accaduto. Preoccupanti sono state le azioni intraprese da associazioni e cittadini, ingannati sul ruolo e sulle competenze del sindaco, per disattendere le prescrizioni e le limitazioni imposte dalla Questura su alcuni dei caratteristici e identitari eventi della festa, fra tutti la simbolica presa della bandiera sul cero del borgesi. Per questi motivi, e senza esprimere giudizi di merito sull’attività degli assessori e degli esperti, è necessaria un’azione chiarificatrice tra i vari componenti politici del gruppo di maggioranza ed una pausa politica per favorire il dibattito costruttivo in seno alla ‘Lista per Racalmuto – Sindaco Maniglia’, indispensabile al rilancio del governo della città”.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha rinviato a giudizio Fabrizio Cacciatore, 49 anni, odontotecnico, Salvatore Licata, 75 anni, amministratore della società “Cleardent”, e Antonino Longo, 45 anni, direttore sanitario della struttura legata alla società di Aragona. All’odontotecnico è contestato l’esercizio abusivo dell’attività di dentista. Ai due amministratori gli si contesta invece l’avere determinato l’odontotecnico ad esercitare abusivamente dirigendone l’attività. Le indagini sono state avviate a seguito di alcuni esposti anonimi. I Carabinieri del Nas hanno effettuato un controllo nella struttura cogliendo l’odontotecnico intento ad estrarre un dente ad un cliente. Prima udienza il 2 novembre innanzi al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Agata Anna Genna.