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Il bilancio del Comune di Agrigento, così come di tanti altri Comuni, è un bilancio da amministrazione di condominio, ovvero si basa su una quota fissa di entrate e di uscite, e le entrate servono tutte per la spesa corrente, per pagare i dipendenti e gli amministratori. Anche servizi primari come acqua e rifiuti sono affidati a soggetti esterni. Il Comune di Agrigento, come è noto, non dispone nemmeno delle risorse per asfaltare le strade. Quindi è lecito supporre che potrebbe essere amministrato da un solo amministratore, un commissario, come accade alla Provincia. Dunque, quanto accaduto ieri in città, dove il viadotto Imera è stato chiuso al transito per oltre due ore a seguito dell’allarme lanciato da un camionista che ha avvertito delle vibrazioni al passaggio con il suo mezzo, ha preoccupato il sindaco, Lillo Firetto, il quale oggi ha scritto una lettera al ministero delle Infrastrutture. Firetto chiede alla ministro De Micheli le risorse per monitorare i ponti cittadini perché – spiega Firetto – il Comune non ha alcuna risorsa finanziaria per potere adempiere a tale compito.

Ad Agrigento, domani, sabato 30 novembre, al Museo archeologico “Griffo”, nella sala Zeus, alle ore 17 si svolgerà il “Premio Telamone 2019 – 43esima edizione – I volti dell’eccellenza siciliana”, organizzato da Paolo Cilona, fondatore e presidente onorario del Premio, e da Chiara Cilona, presidente del Premio. Il Telamone è conferito ai siciliani nativi o originari che costituiscono l’energia positiva del Paese, diffondendo con eccellente professionalità il “Made in Sicily”. Nel corso della cerimonia vi saranno interventi artistici in ricordo di Leonardo Sciascia. I premiati sono Gabriella Anca Rallo, Roberto Andò, Carla e Grazia Conti, Antonino Cremona, Nicola Fiasconaro, Francesco Lo Sardo, Graziella Luparello, Federico Mancarella, Nicolò Morales, Antonio Occhipinti, Tommaso Romano, Nadia Terranova, Antonio e Olivia Sellerio. Alla cerimonia partecipa anche l’attrice del Pirandello Stable Festival, Maria Grazia Castellana.

In Spagna, a Valencia, domenica prossima, primo dicembre, si corre la 39esima edizione della Maratona, di risonanza mondiale e con presenze dai cinque continenti. Parteciperanno anche tre atleti agrigentini, Pietro Cocchiara, residente a Grotte e originario di Calamonaci, Giuseppe Tavormina di Siculiana e la moglie Anna Gagliano. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras è in onda un’intervista a Pietro Cocchiara.

E’ passata in Aula la riforma che cambia volto alla formazione professionale in Sicilia. Dopo l’approvazione del testo in Commissione Cultura, Formazione e Lavoro, l’ARS ha approvato la legge che riscrive il sistema formativo in Sicilia.

«Possiamo considerarlo un altro importante traguardo raggiunto dopo l’approvazione della legge sul diritto allo studio, frutto di un lavoro congiunto con tutti i membri della V Commissione, da cui è scaturito un importante dialogo tra governo e forze parlamentari, che ha consentito un’agevole approvazione della riforma in Aula. Dopo un ventennio di vani tentativi di riformare il sistema, quella approvata oggi è una legge per molti aspetti innovativa che, nel tempo, consentirà di modificare profondamente il comparto della formazione professionale in Sicilia – dichiara l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla – facendone, finalmente, strumento efficace delle politiche attive del lavoro. Abbiamo portato avanti sia l’obiettivo di garantire tutele agli attuali operatori del settore della formazione sia quello di rendere il sistema maggiormente efficiente e coerente con le tendenze dei mercati, al fine di garantire percorsi formativi utili e spendibili. Il nuovo sistema, inoltre, consentirà una maggiore vigilanza da parte dell’amministrazione e lo snellimento delle procedure necessarie all’espletamento delle attività. Sono tante le novità che la nuova legge introduce a supporto di una nuova visione della formazione professionale siciliana, basata sul confronto con tutti gli attori del sistema e sull’analisi del reale fabbisogno territoriale».

Fra le novità maggiormente rilevanti introdotte dalla legge, l’istituzione del Comitato delle politiche regionali per la formazione professionale che avrà il compito di fornire proposte in merito alle politiche formative regionali. Questo sarà presieduto dall’assessore regionale alla formazione e ne faranno parte: i dirigenti dell’amministrazione competente, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei datori di lavoro. Saranno poi inclusi di diritto anche la Consigliera di parità regionale ed il Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento professionale. 

Per monitorare la funzionalità e la qualità del sistema della formazione, è stabilita dalla legge una valutazione con cadenza triennale, attraverso ad una relazione fornita dall’assessore al ramo che renderà noti i risultati conseguiti, sul piano formativo e occupazionale, dalla misurazione delle performance degli operatori al livello di soddisfazione e di successo raggiunto dagli allievi. Tutti i processi saranno, inoltre, supportati da nuovi sistemi informativi al fine di innovare il sistema e le procedure amministrative, in coerenza con le politiche sulla digitalizzazione adottate dal governo regionale.

La nuova riforma modifica anche l’assetto organizzativo dell’Assessorato all’istruzione e alla formazione professionale attraverso la scissione in due dipartimenti: Istruzione, Università, Ricerca e Formazione professionale.

Agli attuali iscritti all’Albo della formazione professionale, sebbene questo sia da considerasi ad esaurimento, per altri cinque anni si applicheranno le tutele già in vigore, mantenendo quindi la priorità in fase di assunzione. Gli operatori dovranno però confermare la loro iscrizione all’Albo, secondo procedure di evidenza pubblica, e il mancato riscontro sarà considerato come rinuncia, in tale circostanza gli stessi saranno in automatico trasferiti all’attuale elenco. Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo scatta l’obbligo di aggiornamento professionale, i cui criteri, i tempi e le modalità saranno stabiliti dall’amministrazione. Inoltre, i docenti della formazione professionale dovranno essere laureati o in caso contrario dovranno avere maturato cinque anni di esperienza professionale nel settore di pertinenza, oltre ad essere in possesso di diploma.

Altra novità rivoluzionaria per il comparto, riguarda la creazione a fini ricognitivi di un “registro dei formatori e del personale della formazione professionale” che consentirà di mappare e monitorare agevolmente il sistema degli operatori. Questo permetterà ai soggetti inseriti nell’attuale “elenco” di transitare di diritto in questo nuovo registro e dal 1 gennaio 2026 saranno iscritti nello stesso registro tutti i soggetti ancora presenti nell’Albo.

 

Claudia Giocondo

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Giuseppa Zampino ha assolto perché il fatto non sussiste un imprenditore agrigentino – D.S. – accusato di aver invaso i suoi stessi terreni con la collocazione di due cisterne.

La vicenda è approdata al Palazzo di Giustizia di Agrigento in seguito il ricorso presentato contro la condanna dell’imprenditore sancita dal giudice di pace di Agrigento. La difesa, rappresentata dall’avvocato Ylenia De Francisci, è riuscita a dimostrare come la vicenda in questione fosse tema di natura civilistica senza alcuna rilevanza penale. Il giudice, accogliendo la tesi dell’avvocato, ha assolto l’imprenditore.

 

Il 2 ottobre del 2015, ad Agrigento, a San Leone, è annegato un immigrato minorenne Sayednas Abdul Uky, di 12 anni di età, egiziano. Lungo il Viale delle Dune il ragazzino si è tuffato in acqua e non è più riemerso. Alcuni turisti hanno lanciato l’allarme alla Guardia costiera. Nel frattempo, un bagnino di uno stabilimento balneare ha avvistato il cadavere, lo ha recuperato e trascinato a riva. Ebbene, adesso il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Alessandro Quattrocchi, ha assolto dal reato di omicidio colposo Angelo Romano, 48 anni, di Palma di Montechiaro, e Clara D’Agostino, 32 anni di Naro, difesi dall’avvocato Santo Lucia. Secondo la Procura, che ha proposto la condanna degli imputati ad 1 anno di reclusione ciascuno, Romano, in qualità di amministratore della comunità per minori, e D’Agostino, in qualità di educatrice, non avrebbero adottato tutte le misure necessarie per controllare entrata e uscita dei minori ospiti della comunità.

Ad Agrigento sabato prossimo, 30 novembre, alla Camera di Commercio, dalle ore 10:30 in poi, nella sala conferenze, si svolgerà la cerimonia di consegna dell’edizione 2019 del “Premio Progresso Economico nell’era digitale”. Il premio, patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico, consiste nell’assegnazione di un riconoscimento alle aziende che si sono particolarmente distinte nell’ambito dell’innovazione digitale, della tradizione, del valore sociale, dell’internazionalizzazione e della competitività rispetto alle attuali dinamiche di mercato. Saranno inoltre premiate personalità che si sono distinte per la fedeltà al lavoro e per avere contribuito alla promozione culturale ed economica del territorio.

Facendo seguito all’intervista rilasciata del signor Lo Iacono, stante la non esatta rispondenza al vero da quanto da lui dichiarato, ritengo necessario pubblicare uno stralcio del verbale della conferenza dei capigruppo cui il suddetto si riferisce.

Dal verbale si evince quale sia stato l’effettivo lavoro svolto dai consiglieri che in questi anni hanno sempre operato adempiendo ai loro doveri sia di indirizzo sia di controllo. Il Sig Lo Iacono ha rappresentato, a nome del comitato che egli presiede, le criticità che affliggono la città e che sono state già oggetto di innumerevoli interrogazioni e mozioni presentate sin dal 2016 dai vari consiglieri ma alle quali l’Amministrazione non ha mai fornito riscontro.​ l’intervista al signor zlo Iacono

Vista l’enorme mole di problematiche è anche possibile che alcuni aspetti non siano stati ancora attenzionati ma ciò non legittima il Sig Lo Iacono a sminuire il ruolo dei consiglieri che ormai da anni operano con estrema difficoltà a causa di un’amministrazione del tutto sorda a qualsiasi genere di sollecitazione.

Il consiglio comunale versa in un momento di grande difficoltà, paralizzato da una amministrazione del tutto inconcludente ed incurante del rispetto dei ruoli istituzionali.

Sono trascorsi tre anni senza che sia stata resa la relazione programmatica più volte richiesta o data risposta alle centinaia di domande poste.

In un clima già così profondamente esacerbato diffondere alla collettività informazioni fuorvianti che non valorizzano il ruolo dei consiglieri comunali non costituisce un approccio costruttivo e proficuo per l’interesse dei cittadini.

Il Presidente e tutto il consiglio comunale​ sono sempre stati e continuano ad essere disponibili a qualsiasi tipo di confronto e di dialogo con l’amministrazione e con ogni singolo cittadino.

Il presidente della Commissione nazionale antimafia, Nicola Morra, a margine delle audizioni che si sono svolte in Prefettura, a Palermo, e che proseguono anche oggi, commenta: “La macchina giudiziaria è adeguata per combattere la mafia. Nel corso delle audizioni non sono state sottolineate carenze in termini quantitativi ma si è cercato di elaborare risposte qualitative attraverso i ‘reati spia’. E c’è anche una nuova fenomenologia criminale che opera rinnegando le regole di Cosa nostra, e che è sempre più difficile da trovare. Tutto questo spiega la difficoltà nel leggere il tentativo di infiltrazioni nelle amministrazioni pubbliche: prima era facile individuare soggetti che facevano da tramite, adesso ci sono sempre più colletti bianchi e non è detto che debbano avere una storia dietro che debba essere riconducibile al 416 bis. La mafia ha sempre meno i tratti della Cosa nostra corleonese”.