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Nessun favoritismo, secondo il pubblico ministero Gianluca Caputo, nei trasferimenti degli infermieri fra l’ospedale di Licata, che ne aveva in esubero, e quello di Agrigento, che aveva un organico carente.

Il magistrato della Procura chiede l’archiviazione per l’ex general manager dell’Asp, Lucio Salvatore Ficarra, e altri quattro dirigenti: Salvatore Lombardo, Loredana Di Salvo, Vincenzo Pezzino e Giuseppe Amico, finiti sul registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio. Sei infermieri, che si ritengono danneggiati dagli atti amministrativi e hanno presentato, nel 2016, una querela alla Procura, si oppongono alla richiesta di chiudere il caso.

Il loro legale Antonino Catania contesta la “superficiale valutazione di elementi probatori rilevanti da parte del pm mentre le evidenze già agli atti lo avrebbero dovuto indurre ad attivare più complete e approfondite verifiche sulle caratteristiche del fatto, compiendo anche le necessarie valutazioni in ordine alla configurabilità di concorrenti reati e alla eventuale compartecipazione criminosa di altri soggetti”.

A decidere se archiviare o meno il caso sarà adesso il gip Alessandra Vella. Una mancata notifica ha fatto slittare l’udienza al 20 gennaio.
„Il giudice, dopo avere sentito il pm, il difensore degli infermieri che hanno presentato la denuncia che sollecita nuove indagini (fra cui l’audizione di due autrici della stessa querela e l’acquisizione di alcuni documenti) e i difensori degli indagati – gli avvocati Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano e Maria Giambra – dovrà decidere se archiviare come chiesto dal pm, disporre nuove indagini oppure ordinare l’imputazione coatta. “

 

 

Saranno aperte a marzo 2021, nonostante la pandemia, le 20 ville di lusso nel parco del Verdura Resort, esclusivo complesso turistico della Rocco Forte Hotels a Sciacca, sulla costa meridionale della Sicilia. Un progetto, quello delle ‘Rocco Forte Villas’, frutto del finanziamento che il più grande operatore di hotel ultra-lusso in Europa ha ottenuto da Invitalia attraverso lo strumento del contratto di sviluppo. L’investimento prevede l’ampliamento dei servizi turistici con un’offerta attualmente non presente nell’isola, come quella delle ville di lusso, che andranno a integrare il Verdura Resort. Saranno 20 ville, con 3 e 4 camere da letto, dai 260 ai 350 metri quadrati ciascuna, che potranno essere affittate settimanalmente. Sono previste dal finanziamento tutte le opere edili e gli interventi di impiantistica necessari per realizzare le nuove strutture, la sistemazione degli spazi esterni e l’acquisto delle attrezzature funzionali all’esercizio dell’attività. Un esempio di rapporto vincente tra pubblico e privato, come spiega Maurizio Saccani, global director of operations di Rocco Forte Hotels: ”Quello tra Invitalia e Rocco Forte Hotels è qualcosa di più di un semplice rapporto di finanziamento. A circa dieci anni dall’inizio di questa collaborazione, con la creazione del Verdura Resort nel 2009, possiamo dire che si è trasformato quasi in una partnership per lo sviluppo turistico qualificato, in particolare del Sud della Sicilia sulla costa mediterranea. La collaborazione con Invitalia è poi, infatti, proseguita con il finanziamento recente per la creazione di 20 ville al servizio del Verdura Resort, che, nonostante il Covid, verranno aperte nel marzo 2021”. ”Un altro importante intervento – ricorda Saccani – al quale Invitalia ha partecipato, curandone direttamente l’esecuzione, è quello della protezione dai marosi della costa prospicente al Verdura: questo darà la possibilità non solo di mettere in sicurezza quel tratto di costa, ma favorirà anche la creazione naturale di una spiaggia di quasi due chilometri in quella zona, con evidenti importanti ricadute da un punto di vista turistico per l’area”.

”L’idea delle ville – spiega Saccani – è nata dalla richiesta stessa della nostra clientela più qualificata, italiana ma anche internazionale, prevalentemente europea e americana. Il mondo dell’hotellerie di lusso sta cambiando notevolmente, non solo per via del Covid: il processo è iniziato ormai da parecchi anni. Una parte sempre maggiore di clientela privilegia ora anche sistemazioni diverse da quelle tradizionali della camera d’albergo. Credo, dunque, che il Verdura Resort e i progetti ad esso connessi – ribadisce – siano un esempio di come il rapporto tra pubblico e privato possa essere veramente determinante per lo sviluppo economico e per quello turistico in genere. Il pubblico può agire non solo da finanziatore ma anche proprio come aiuto per snellire le questioni burocratiche, per riuscire a penetrare nell’ambito più difficile della struttura pubblica e delle istituzioni, per poter dare un valido aiuto all’operatore turistico”. Notevole, poi, l’impatto sull’indotto per il territorio. ”Il Verdura Resort così come è oggi – afferma – impiega nella stagione migliore oltre 450 dipendenti, con l’aggiunta delle ville arriveremo probabilmente a 550. Sono 20 ville ma è come avere un altro albergo di 76 camere. E’ importante anche rilevare che l’albergo per sua natura riesce a dare lavoro non solo a personale estremamente qualificato, quale la direzione o il sales e il marketing, ma anche a tutta un’altra serie di figure professionali meno qualificate di cui c’è molto bisogno”. ”Ecco che quindi l’investimento nel turismo dà la possibilità di sviluppare una rete di impieghi che nessun altro tipo di settore può offrire. Per di più, l’indotto è assolutamente notevole in filiere importantissime: parte dal periodo della costruzione ma durerà per sempre durante la vita dell’albergo”. Se dovessi fare un calcolo, che è comunque difficile, potrei dire che l’indotto è pari a 150-200 milioni all’anno”, conclude.

Ogni promessa è un debito. Anche Giardina Gallotti, come Montaperto, Villaggio Peruzzo e Quadrivio Spinasanta, da oggi ha il suo grande albero di Natale, tutto illuminato e con una grande stella sulla sommità.

E’ il segnale che questa amministrazione comunale, con in testa il sindaco Franco Miccichè, ha voluto dare a tutti i quartieri, sia a quelli centrali che a quelli periferici.

“Certamente è stato un impegno gravoso, ma sono molto contento di quello che abbiamo fatto. L’albero illuminato è un segnale di speranza in questo momento di grande tristezza e di preoccupazione. Ne approfitto per esprimere la mia gratitudine a tutti quegli imprenditori, commercianti e professionisti che ci hanno dato una mano e soprattutto all’impegno dell’instancabile assessore Costantino Ciulla che tanto si è prodigato perché questo progetto si realizzasse.

Gli avvocati difensori dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, hanno chiesto al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo di rinviare l’udienza preliminare, fissata per sabato prossimo, in cui si sarebbe dovuto decidere l’eventuale rinvio a giudizio del leader della Lega imputato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio in riferimento al caso della nave dell’ong Open Arms a cui nell’agosto del 2019 fu impedito di attraccare a Lampedusa e sbarcare i migranti soccorsi in mare. Salvini non potrà essere a Palermo per partecipare all’udienza perché, sempre sabato, sarà davanti al Gup di Catania per rispondere dell’imputazione di sequestro di persona per un’analoga vicenda accaduta alla nave Gregoretti che aveva salvato in mare i migranti e a cui fu impedito l’approdo.

La Sicilia si prepara al rientro dei fuori sede prima del 21 dicembre e, soprattutto, in occasione del fine settimana tra sabato 19 e domenica 20 dicembre. Si prevede che quasi 70 mila fra lavoratori e studenti torneranno nell’isola per le feste natalizie. All’aeroporto di Palermo è già pronta un’area di mille metri quadrati attrezzata per i tamponi anti-covid, che saranno consigliati a chi all’arrivo non sia già in possesso di un risultato negativo al tampone, ottenuto nelle 72 ore precedenti. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico tuttavia raccomandano di mantenere il distanziamento e le norme anti-covid: un tampone negativo, infatti, non rappresenta una certezza assoluta. Massimo Geraci, direttore del pronto soccorso del Civico di Palermo, spiega: “I test all’arrivo sicuramente favoriscono l’intercettazione dei positivi, ma dobbiamo anche considerare la possibilità che esista una finestra all’interno della quale il paziente potrebbe non risultare positivo al tampone”. Nel frattempo, anche se la pressione sugli ospedali dell’isola è diminuita, si teme che rientri e feste provochino un’impennata della curva dei contagi.

“La notizia della positività al Covid-19 dell’ex presidente della Regione Siciliana e il successivo aggravamento che ha reso necessario il ricovero presso l’ospedale Civico per la terapia sub intensiva – scrive Giuseppe Ciminnisi, Coordinatore Nazionale Familiari Vittime di mafia dell’Ass. ‘I Cittadini contro le mafie e la corruzione’ – ha mobilitato molti cittadini che sui social hanno espresso i propri auguri di pronta guarigione.
Diversi utenti commentando i post della notizia del ricovero di Cuffaro, ne  ricordano le vicende politiche e giudiziarie, scatenandosi nel rappresentare il peggio dell’umanità con commenti di pessimo gusto, arrivando ad augurare la morte dell’ex presidente della Regione.
Interventi spietati – prosegue Ciminnisi – ai quali è difficile abituarsi quando il disprezzo e l’odio colpiscono una persona malata. Le risposte della maggioranza dei commentatori non diminuiscono la gravità di questi messaggi, e il fatto che talvolta provengano da quella parte della società che predica valori di legalità li rende ancora più preoccupanti.
Chi come me – e i tanti familiari di vittime di mafia che rappresento – ha conosciuto la barbara violenza della mafia, non può tacere dinanzi la violenza delle parole. A cosa serve infatti il partecipare a manifestazioni e convegni, a incontri con i giovani promuovendo valori di legalità, quando ci ritroviamo a propagandare odio e violenza?
Nell’augurare a Cuffaro –  e a quanti come lui in questo momento vivono la terribile esperienza di questa malattia – una pronta guarigione, invito quanti postano  commenti ricchi di rabbia, insulti e odio, a riflettere sulla violenza di un pensiero che non si discosta molto dal pensiero mafioso che abbiamo pagato con il sangue dei nostri cari”.

Sono 753 i nuovi casi positivi in Sicilia che rappresentano anche un nuovo calo rispetto ai giorni precedenti. Salgono così a 38.647 gli attuali positivi, con un decremento di 908 casi rispetto a ieri. Di questi 1.572 sono i ricoverati (uno in meno rispetto a ieri): 1.374 pazienti in regime ordinario e 198 (-1) in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 37.075 persone. I guariti sono 1627.

Nei Comuni capoluogo questa la situazione: Palermo 212, Catania 347, Messina 38, Ragusa 66, Trapani 8, Siracusa 26, Agrigento 9, Caltanissetta 37, Enna 10.

Sit-in di protesta oggi dei dipendenti del pubblico impiego che chiedono la modernizzazione dell’amministrazione per garantire servizi più efficaci per i cittadini. Anche ad Agrigento, i lavoratori aderenti ai sindacati confederati: Cigil, Cisl e Uil, si sono dati appuntamento davanti alla prefettura di piazzale Aldo Moro.
Le organizzazioni sindacali, rivendicano lo sblocco delle assunzioni, i rinnovi contrattuali e una migliore organizzazione del lavoro. I dipendenti pubblici, dalla città dei templi, in periodi di emergenza pandemica,  non ci stanno ad essere indicati come dei privilegiati e chiedono maggiori tutele soprattutto per alcune categorie che non si sono mai fermate durante il Covid, come ad esempio: medici, infermieri, poliziotti e vigili del Fuoco.

 
 

I vigili del fuoco, in queste ore, accorrono da un capo all’altro della provincia per evitare danni e mettere in sicurezza

Le forti raffiche di vento stanno creando rischi e pericoli. I vigili del fuoco, in queste ore, accorrono da un capo all’altro della provincia per scongiurare danni e mettere in sicurezza. Un autentico tour de force che sembra destinato a durare per l’intera giornata.

Due aggressioni alla stessa guardia giurata – al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento – in poco più di 12 ore. Alla fine, il quarantenne agrigentino D. P., è stato arrestato e posto ai domiciliari. A suo carico sono stati contestati una sfilza di reati.

Tutto ha avuto inizio durante la notte fra sabato e domenica quando il quarantenne, che si trovava al pronto soccorso per un malore, ha dato in escandescenze e s’è scagliato contro la guardia giurata che era di turno al presidio ospedaliero e contro due agenti della sezione Volanti che sono stati chiamati per tentare di riportare la calma. La guardia giurata è rimasta lievemente ferita. Il quarantenne è stato bloccato ed è stato denunciato, alla Procura di Agrigento, per interruzione di pubblico servizio, oltre che per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Alle 13,30 di ieri, il quarantenne agrigentino è tornato in pronto soccorso e s’è ritrovato davanti la stessa, identica, guardia giurata che stava effettuando – questa volta, dopo l’aggressione della notte, – dei controlli sanitari. Il quarantenne – stando all’accusa – si sarebbe dunque scagliato ancora una volta contro la guardia giurata, ma avrebbe anche iniziato ad urinare lungo i corridoi dell’ospedale. I poliziotti della sezione Volanti, accorsi ancora una volta, lo hanno bloccato e, questa volta, arrestato. L’uomo – che ha nominato quale suo difensore di fiducia l’avvocato Olindo Di Francesco – è stato portato nella camera di sicurezza della caserma “Anghelone”.

Alla guardia giurata, dopo l’ennesima aggressione, sono state diagnosticate ferite e traumi guaribili in circa 20 giorni.