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Si conclude la terza stagione di Teatro da camera 2018-2019 al Circolo Empedocleo di Agrigento,venerdì 24 maggio ore 18 e 15.

Spettacoli sostenuti da calorosi successi con pubblico numerosissimo che decreta il successo della formula voluta dai direttori artistici Giuseppe Adamo e Mario Gaziano, con la produzione esclusiva di ben ventiquattro spettacoli,di propria realizzazione. Un’operazione culturale teatrale che non ha precedenti,con la capacità di coinvolgere centinaia di artisti tra attrici,attori, folksingers,cantanti pop e classici,ballerini classici e contemporanei, cori polifonici,scenografi,autori , adattatori scenici e registi. Una vera e propria rivoluzione al di fuori di costosissimi  schemi istituzionali.

Tutto nella capacità del rinnovato Circolo Culturale Empedocleo di Giuseppe Adamo e del Pirandello stable festival di Mario Gaziano. E con il sostegno delle belle regie televisive dello storico filmaker Diego Romeo.

Una proposta teatrale unica e innovativa con autori contemporanei e classici,da Pirandello a Sciascia e a Ionesco,Cecov,Brecht, Flaiano,Petrolini ,Campanile.

E ancora Euripide Plauto Aristofane Marziale. Una selezione colta e condivisa sempre da un pubblico competente e appassionato. Unica vera novità nel panorama teatrale culturale del nostro territorio. 

Conclude questa fortunatissima terza Stagione teatrale la famosissima commedia brillante teatrale di Martoglio “CIVITOTI IN PRETURA”, riproposta nella forma del “thèatre clownerie“, intrigante e sfacciatamente irriverente.

La bella regia di Giuseppe Gramaglia impone un ritmo recitativo frenetico,degno del vaudeville più scatenato.

Una regia sorretta dall’abilità del gruppo storico del Teatro da Camera: la sempre scatenata Maria Fantauzzo, la supervivace Rosa La Franca e il debordante Angelo Cinque e lo spettacolare Lillo D’Aleo e gli storici protagonisti Alfonso Marchica Alfio Russo e Angelo Provenzano con Massimo Agozzino,vivace e vittima designata, e con lo stesso Giuseppe Gramaglia sempre puntale e convincente.. Insomma uno spettacolo conclusivo da non perdere. Con la vigile collaborazione artistica  di Maria Grazia Castellana e la direzione di Giuseppe Adamo e Mario Gaziano.

Ingresso libero per soci e appassionati di Teatro da Camera

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, hanno arrestato Salvatore Bruccoleri, 29 anni, di Favara, indagato di detenzione abusiva di arma clandestina e ricettazione. Nottetempo, Bruccoleri è stato sorpreso ad Agrigento, in via Ragazzi del 99, a bordo di un’automobile, in possesso di una pistola calibro 6,35 di provenienza straniera. L’auto, una Fiat Punto, è risultata rubata. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Agrigento. Il favarese è recluso in carcere.

Il signor B.S, sono le iniziali del nome, di 34 anni, di Agrigento, aveva presentato al Comune di Agrigento una richiesta di concessione edilizia in sanatoria relativamente ad un prefabbricato con copertura a spiovente realizzata con pannelli coibentati nella contrada Cannatello/Fegotto; ma il Comune di Agrigento, inopinatamente, aveva rigettato l’istanza di condono asserendo che l’illecito edilizio sarebbe stato realizzato in epoca successiva alla data del 31/03/2003. Il signor B.S. proponeva allora un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, lamentando la mancata comunicazione preventiva dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, nonchè una grave forma di eccesso di potere per difetto di istruttoria e carenza di motivazione. In particolare l’Avvocato Rubino ha citato precedenti giurisprudenziali del Consiglio di Stato secondo cui l’Amministrazione, prima di adottare un provvedimento sfavorevole nei confronti del richiedente, ha l’obbligo di comunicare le ragioni ostative all’accoglimento della sua istanza, rendendo possibile l’instaurazione di un vero e proprio contraddittorio endoprocedimentale; ed ancora precedenti giurisprudenziali del TAR Campania secondo cui è illegittimo il provvedimento di diniego dell’istanza di permesso in sanatoria che non sia stato preceduto dall’invio della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, in quanto preclusivo per il soggetto interessato della piena partecipazione al procedimento e dunque della possibilità di un suo apporto collaborativo idoneo a determinare una diversa conclusione del procedimento. Ed infine il difensore del ricorrente ha citato ulteriori precedenti giurisprudenziali del Consiglio di Stato secondo cui il soggetto interessato può dimostrare anche a mezzo di indizi di prova l’epoca del riscontrato abuso edilizio; nel caso di specie il ricorrente aveva prodotto agli atti del giudizio una nota, avente data certa, avente ad oggetto la collocazione del prefabbricato sul proprio lotto di terreno, nonchè una ricevuta attestante la sostituzione del tetto in legno del prefabbricato in data antecedente al 31 marzo 2003. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione Siciliana in sede giurisdizionale, condividendo la censura formulata dall’Avvocato Rubino secondo cui le fatture e le bolle di consegna dei materiali aventi data certa costituiscono prova in ordine al momento della realizzazione del grezzo del manufatto abusivo di cui si chiede la sanatoria, ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento di diniego di concessione in sanatoria impugnato, annullandolo in accoglimento del ricorso, e condannando il Comune di Agrigento anche al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal CGA, il cittadino agrigentino eviterà l’adozione dei provvedimenti repressivi mentre il comune di Agrigento pagherà le spese giudiziali.

La segreteria provinciale del sindacato Confael di Agrigento, tramite il coordinatore Manlio Cardella, interviene a seguito dell’ennesimo incidente mortale sul lavoro appena accaduto a Palma di Montechiaro. Manlio Cardella afferma: “La Confael intende proporsi con adeguate professionalità, per rappresentare al Prefetto di Agrigento, al quale chiediamo un incontro, un elenco di gravi criticità, carenze ed inadempienze sotto il profilo della prevenzione degli infortuni sul lavoro, in edilizia, nelle costruzioni, nei lavori pubblici, come anche nel settore dei servizi di pubblica utilità con particolare riferimento ad igiene ambientale, raccolta, smaltimento, conferimento e trattamento rifiuti differenziati in discarica e negli impianti preposti. Bisogna soffermarsi con attenzione sull’esistenza stessa e sulla reale funzionalità del sistema degli Enti Bilaterali, scuole edili e comitati tecnici paritetici. Tali Enti godono anche di finanziamenti regionali. Proprio grazie a tali finanziamenti ancora oggi dovrebbe essere assicurata la piena funzionalità del Cpt, il Comitato Tecnico Paritetico, in modo da erogare a imprese e lavoratori, in tutti i cantieri di lavori pubblici appaltati, i servizi di sicurezza. Vi sono indubbie responsabilità di varia natura che attengono alle parti sociali, imprese e sindacati, ed alle istituzioni di governo, in difetto sul versante dei controlli”.

L’Avvocato A.A, sono le iniziali del nome, già Direttore dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana, era stata nominata Assessore presso il Commissariato per gli Usi Civici della Sicilia, nella qualità di Direttore Regionale, ed aveva ricevuto i compensi previsti per l’attività prestata sino al momento delle dimissioni; ma l’Amministrazione Regionale aveva richiesto la restituzione di parte delle somme erogate sul presupposto della non spettanza di parte dei compensi per la partecipazione ad organismi collegiali i cui compiti asseritamente rientrino nell’attività ordinaria ed istituzionale. Il Direttore Regionale, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, aveva proposto un ricorso davanti al Tar Sicilia, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento avente ad oggetto la richiesta di pagamento della somma corrisposta alla ricorrente a titolo di indennità per la carica di Assessore presso il Commissariato per la liquidazione degli Usi Civici della Sicilia, nonchè per l’accertamento del diritto della ricorrente al pagamento di ulteriori compensi spettanti e mai corrisposti. In particolare l’avvocato Rubino ha sostenuto che laddove il dipendente dell’Amministrazione Regionale partecipi ad organismi collegiali i cui compiti non rientrino nell’attività istituzionale non appare legittima l’esclusione dei compensi; risultando pertanto acclarato che la nomina della ricorrente quale Assessore presso il Commissariato per gli Usi Civici della Sicilia non rientrasse nei compiti istituzionali svolti nella qualifica di dirigente regionale, Il TAR dichiarava l’illegittimità della richiesta di restituzione della somma corrisposta a titolo di indennità per la carica di assessore , e riconosceva l’accertamento del diritto della ricorrente al pagamento degli ulteriori compensi spettanti e non corrisposti, oltre interessi e rivalutazione monetaria. Poichè l’Amministrazione Regionale non provvedeva alla corresponsione delle somme dovute, il Direttore Regionale proponeva un nuovo ricorso davanti al TAR Sicilia, sempre con il patrocinio dell’ Avvocato Girolamo Rubino, per l’ottemperanza del giudicato; in particolare l’Avvocato Rubino ha sottolineato di avere infruttuosamente diffidato l’Amministrazione Regionale al pagamento delle somme dovute e che era si era formato il giudicato sulla spettanza delle somme. Il Tar Sicilia,Palermo, Sezione Prima, ritenendo fondate le censure formulate dall’Avvocato Rubino, ha accolto anche il nuovo ricorso condannando l’Amministrazione Regionale a corrispondere gli importi dovuti, oltre accessori, entro sessanta giorni dalla notifica della sentenza, con previsione di nomina di un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza. Pertanto laddove il Commissariato per la liquidazione degli Usi Civici della Sicilia non erogherà i compensi dovuti agli eredi dell’ex Direttore Regionale, deceduto nella more del giudizio, interverrà in via sostitutiva il Segretario Generale della Presidenza della Regione Siciliana, nominato commissario ad acta dal Tar Sicilia.

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Mobile, coordinata da Giovanni Minardi, e i Vigili del fuoco, si sono resi protagonisti di un’azione valorosa che gli rende merito e gratitudine. Ieri sera, verso le ore 23, un poliziotto legge su facebook l’annuncio di una ragazza che segnala la presenza di un cucciolo di cane chiuso fuori sul balcone di un’abitazione da oltre 5 giorni, al terzo piano di una palazzina in via Tortorelle. Polizia e Vigili del fuoco sono subito intervenuti sul posto, hanno riscontrato la fondatezza della segnalazione, si sono arrampicati con l’autoscala, e hanno recuperato l’animale, ormai senza né cibo né acqua, che giaceva nel piccolo spazio su un tappeto di escrementi. Sono intervenuti anche i veterinari dell’Azienda sanitaria. Il cane è stato recuperato e rifocillato. La Polizia ha accertato che l’abitazione è stata in uso ad alcuni extracomunitari che si sono allontanati dall’abitazione diversi giorni prima, lasciando il cane chiuso fuori sul balcone. Saranno denunciati per maltrattamenti di animali. Un plauso e un grazie alla ragazza che ha segnalato, alla Polizia, ai Vigili del fuoco ed ai veterinari.

Per l’adozione del cucciolo rivolgetevi alla veterinaria Leila Li Causi di Agrigento.

Ho appreso questa mattina, dagli organi di stampa, che sarei indagato per “abuso d’ufficio e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”, nell’ambito di una inchiesta relativa ad un contenzioso tra il Comune di Licata e la “Dedalo Ambiente” poi assorbita dalla SRR “Agrigento EST”. Il mio coinvolgimento nell’inchiesta sarebbe originato dall’aver ricoperto il ruolo di Presidente della SRR.
É scontata, da parte mia, la massima fiducia nella magistratura e la totale collaborazione per accertare ogni singolo aspetto. Mi sento in dovere, comunque, di rendere noto che, sugli avvenimenti oggetto di indagine, ero già stato ascoltato, diversi mesi fa, dalla Guardia di Finanza di Licata, e, in quella sede, era stato chiarito che gli atti sotto indagine erano tutti successivi alle mie dimissioni da presidente della SRR avvenute nel mese di luglio 2017, e pertanto in nessuno di essi poteva esservi ravvisata una mia responsabilità di alcun tipo.
É facile comprendere il mio stupore, pertanto, questa mattina quando ho letto di essere iscritto nel registro degli indagati.
Ripeto che resto assolutamente fiducioso che il lavoro della Magistratura chiarirà la mia totale estraneità ai fatti oggetto di indagine, nella serenità di non aver mai commesso alcunché di illecito.

Queste le parole trasmesse dal sindaco Giovanni Picone.

 

Il Sindaco di Naro Maria Grazia Brandara ha chiesto le dimissioni del Consigliere di maggioranza Giovanni Terranova dopo che ieri, lo stesso, su facebook aveva postato una frase del boss mafioso Bernardo Provenzano.
Il post dopo qualche ora è stato eliminato dallo stesso Consigliere Terranova che ha scritto pubblicamente, sempre sul social network, delle scuse indirizzate alla città ed al Sindaco Brandara.

Nonostante le pubbliche scuse, il Sindaco è rimasto sulle sue posizioni stigmatizzando il comportamento del consigliere comunale che ha chiesto un confronto all’interno del suo stesso gruppo di maggioranza consiliare, al fine di rappresentare l’assoluta buonafede nel condividere imprudentemente e con superficialità quel post.

“Un comportamento del genere da parte di un consigliere comunale è assolutamente inqualificabile.
La mia amministrazione respinge e condanna apertamente atti del genere, ha dichiarato il sindaco Brandara.
La mia richiesta delle dimissioni rimane ferma. Pur nella consapevolezza che il consigliere Terranova abbia agito in assoluta buonafede non posso che ribadire la richiesta di dimissioni, cosciente, comunque, che tale decisione attiene esclusivamente alla sua volontà.
Così come rimane ferma la mia condanna nei confronti della mafia e della criminalità organizzata.Conosco bene il consigliere Terranova che so essere persona onesta, ma, per il ruolo che riveste, non poteva permettersi questo scivolone.
Se si fosse trattato di un mio assessore avrei già revocato la nomina”

Effetti positivi della lotta all’evasione della tassa sui rifiuti al Comune di Agrigento. Nel 2016 le utenze domestiche, secondo i dati del Comune, sono state 30.007. Adesso invece sono 6mila in più, 35.954, a cui si aggiungono 5.948 utenze non domestiche. E l’assessore all’Ecologia, Nello Hamel, commenta: “Il dato che abbiamo oggi inizia ad essere vicino all’effettivo numero di utenze esistenti. Questo grazie al fatto che nell’ultimo periodo l’attività della ricerca di evasione ha dato un ottimo risultato. Ho chiesto agli uffici di far in modo che queste ulteriori utenze possano aggiungersi a quelle già esistenti fin dall’anno in corso (anche se i controlli riguardano gli anni 2013 e 2014) in modo che alla fine si possa spalmare su una platea molto più ampia il costo del servizio, riducendolo in parte per tutti. I risultati positivi sono soprattutto frutto del confronto delle banche dati con le informazioni catastali”.
 

Ad Agrigento, i poliziotti della Squadra Volanti, capitanati da Francesco Sammartino, in via Empedocle hanno sottoposto ad un controllo ordinario due immigrati dal Gambia, di 18 e 21 anni. Alla richiesta dei documenti, i due africani si sono scagliati contro gli agenti, con minacce di morte, “ti ammazzo”, e insulti. I due esagitati, placati anche dal sopraggiungere di un’altra pattuglia allarmata al 113 da un passante, sono stati denunciati a piede libero alla Procura di Agrigento per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale.