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Carmelo Pullara sullo “Spoils system”: Il Governo regionale scelga la competenza.

Lo Spoils System si attua quando gli alti Dirigenti della pubblica amministrazione cambiano con il cambiare del Governo.
Le forze politiche al governo affidano dunque la guida della complessa macchina amministrativa a Dirigenti che ritengono che non soltanto possano, ma anche vogliano far loro raggiungere gli obiettivi politici e programmatici.
Chiedo al Governo regionale di distinguersi dal passato, di fare una scelta di responsabilità oltre che di affiliazione.
Si scelga pertanto il Dirigente competente, che sappia fare il proprio lavoro e contribuisca a far decollare la nostra Isola, perché solo così ci distingueremo dalle amministrazioni deludenti del passato, ove più o meno legittimamente, sono stati scelti uomini vicini al Governo, ma poco adatti alla carica ricoperta.
Ricordo che il deputato ha tra i propri compiti anche quello di vigilare sull’operato del Governo e dei Dirigenti in carica, utilizzando istituti previsti dalla normativa vigente quali interrogazioni, interpellanze, atti ed accessi ispettivi.
L’isola attende una decisione: attualmente navighiamo nella provvisorietà delle nomine temporanee, in attesa del voto nazionale che tiene sospesa la Sicilia nelle mani di Dirigenti Generali e Commissari pronti ad andare via. In attesa, tra l’altro, della pubblicazione della graduatoria nazionale degli aventi titolo che li estrometterà.
Oggi va fatta una scelta di coraggio, anche al di fuori della cerchia dei “followers”, una scelta che tenga conto dei programmi e della fattibilità della loro attuazione.
Non sono mai stato per il “lui comunque e anche se”, ma per la scelta di colui che “sa fare, può e intende lavorare”.
Il 4 marzo è la data delle elezioni nazionali e comunque questo Governo sta già facendo i conti con le gravi emergenze siciliane: infrastrutture e viabilità, rifiuti, sanità, politiche sociali.
I Dirigenti sono la chiave e la competenza la serratura e, pertanto, ribadisco, andrebbero scelti per la competenza e non solo per l’appartenenza. Questo intendo per “spoils system”: un sistema di assegnazione meritocratico che sia funzionale alle nostre esigenze di servizio al cittadino.

 

 

Festività di San Gerlando 2018

 

Dal 19 al 26 febbraio la Chiesa agrigentina celebrerà san Gerlando santo patrono della Diocesi.

La memoria liturgica, 25 febbraio, quest’anno è stata traslata a lunedì 26 febbraio per la coincidenza con la Prima domenica di Quaresima.

 

Anche quest’anno diversi momenti spirituali e culturali scandiscono il programma dei festeggiamenti.(vedi file allegato)

 

Il Busto reliquiario di San Gerlando, custodito nel Museo Diocesano di Agrigento, visiterà le comunità della Diocesi e questa’anno sarà portato nelle comunità del Belìce, al 19 al 23 febbraio, che 50 anni fa sono state colpite dal terremoto. Un segno forte di presenza e comunione della Chiesa locale con le comunità belicine.

 

Tra i momenti culturali la mostra fotografica, reflex cathedra. allestita nella Chiesa del Purgatorio Polo culturale  San Lorenzo di Agrigento. I maggiori fotografi regionali espongono Definizioni non canoniche della Cattedrale di Agrigento.

 Al Mudia di Via Duomo dal 23 al 27 febbraio la mostra L’abito liturgico è un compito. Dalla Pianeta alla casula.

Sempre al Mudia il 20 e 22 febbraio l’Associazione Ecclesia viva terrà i laboratori sulla figura di San Gerlando e in particolare sulla legenda del drago.

Nel giorno della memoria la Diocesi di Mileto, dove san Gerlando fu primicerio del Capitolo, ha organizzato un pellegrinaggio guidata dal vescovo mons. Luigi Renzo.

 

Il momento centrale dei festeggiamenti sarà il 26 febbraio giorno della memoria liturgica:

 

ore 16,00        processione  con il busto reliquiario per le vie S. Maria dei Greci, De Castro, Arco di Spoto, Vicolo Seminario, Piazza Don Minzoni, Duomo

 

ore 17,30        messa pontificale Chiesa s. Alfonso – Agrigento

                       Presiede S. Ecc. mons. Luigi Renzo Vescovo di Mileto

                       Concelebra il card. Francesco Montenegro con il presbiterio

                       Preghiera del Corpo della Polizia Municipale della Città di Agrigento

                                  

  ore 18,30      processione verso la Cattedrale offerta dell’olio per la lampada di San Gerlando

                       da parte delle comunità ecclesiali del Belìce

Il candidato al collegio uninominale di Agrigento alla Camera dei deputati Giuseppe Sodano prosegue la campagna elettorale in vista del voto delle elezioni politiche del 4 Marzo. Il candidato di Civica popolare nel week end ha incontrato gli agricoltori di Licata.

“Da anni – dice Giuseppe Sodano – gli agricoltori di Licata, come anche quelli di altri comuni della provincia, soffrono l’indifferenza assoluta di chi dovrebbe attenzionare anche le loro difficoltà. Negli ultimi tempi la crisi del comparto agricolo ha ridotto notevolmente i guadagni dei coltivatori diretti e di tutto quell’indotto legato ad essi. Gli agricoltori di questa bella ed importante città dell’agrigentino  – spiega il candidato di Civica Popolare – hanno rimarcato la necessità di trovare un ‘salvagente’ alle loro attività, arrivate oramai ai minimi storici in termini di guadagni e prospettive. I due problemi principali segnalati sono stati la mancanza di acqua ed i costi di produzione eccessivi che non rendono competitivi i nostri prodotti agricoli che vengono utilizzati sulle piante, come ho potuto constatare di persona io stesso”.

 “E’ indubbio che, per salvare un settore in grande crisi come questo, è necessario ricercare nuove strategie in favore delle aree rurali; mi riferisco, ad esempio, all’attivazione di misure anticrisi di breve e medio termine attraverso la contrattazione con l’Ue ed il riconoscimento dello stato di crisi. Non possiamo abbandonare i nostri agricoltori e le loro famiglie a loro stessi; dobbiamo cercare di scongiurare ogni forma di fallimento. La nostra terrà è fatta di agricoltura e, se gli elettori lo vorranno, mi batterò per – conclude il candidato alla Camera Giuseppe Sodano – salvarla”

 

 

I gruppi folk agrigentini Gergent, Città dei Templi e Kerkent parteciperanno alla prossima Festa del Mandorlo in fiore. L’intervento del Consorzio turistico Valle dei Templi.

Non si placano le polemiche intorno alla partecipazione o no dei gruppi folk agrigentini alla prossima Festa del Mandorlo in fiore. Tre gruppi che inizialmente, lo scorso 3 febbraio, hanno firmato la lettera di annuncio del no alla Sagra, perchè, tra l’altro, riservante poco spazio al folclore locale, adesso invece invertono la rotta. Si tratta dei gruppi Gergent, Città dei Templi e Kerkent, e i responsabili, Luca Criscenzo, Dario Danile e Cinzia Puleri, spiegano il perchè: “Perchè abbiamo ricevuto dall’Ente Parco dei Templi il programma degli eventi riservati al folklore locale, che prevede un coinvolgimento dei gruppi agrigentini in vari momenti della kermesse, certamente migliorativo rispetto all’anno precedente.

E così è anche nella scelta dei gruppi internazionali che parteciperanno al Festival del Folklore, sicuramente migliore e numericamente rilevante. Dunque abbiamo deciso di aderire e quindi partecipare alla prossima edizione del Mandorlo in Fiore. Apprezziamo l’apertura dell’Ente Parco dei Templi alle realtà locali finalizzata alla valorizzazione delle nostre tradizioni popolari, che non può limitarsi al Mandorlo in fiore ma più in generale ad un riconoscimento dell’alto valore culturale delle stesse nostre tradizioni popolari e alla valorizzazione dei gruppi che operano in tale ambito.

Riteniamo inoltre che altre questioni inerenti l’organizzazione o il profilo culturale che gli Enti preposti nel corso degli anni hanno voluto dare al Mandorlo in fiore, siano estranee alla vicenda dibattuta da sempre, che è quella che ci riguarda, ossia la valorizzazione dei gruppi e quindi il riconoscimento del ruolo da noi sempre rivendicato, di soggetti che promuovono, seppure tra tante difficoltà, il folclore anche all’estero, e che possono dare il proprio contributo anche nell’organizzazione dell’evento. L’organizzazione del Mandorlo in fiore, da quando è nata la manifestazione, è stata demandata nel tempo a vari Enti che hanno scelto una linea di indirizzo di volta in volta diversa rispetto alle date di svolgimento, ai programmi, alle scelte artistiche, che talvolta in passato escludevano o limitavano la partecipazione dei gruppi locali. Grazie a battaglie comuni i gruppi hanno avuto un ruolo centrale prima con il Comune di Agrigento e adesso con l’Ente Parco dei Templi, e ciò può far sì che questo ruolo possa rafforzarsi con proposte concrete che nessuno tra i gruppi al momento ha formalizzato. Da tempo si discute della possibilità di istituire un comitato dei gruppi agrigentini che possa essere da supporto agli Enti organizzatori. Ed è una proposta che noi ancora oggi condividiamo e che cerchiamo di promuovere con la collaborazione degli Enti preposti per le prossime edizioni” – concludono Criscenzo, Danile e Puleri.

E nel merito della controversia interviene il presidente del Consorzio turistico Valle dei Templi, Emanuele Farruggia, che apprezza le modalità organizzative della Festa del Mandorlo in fiore, e afferma: “Finalmente idee chiare e con una programmazione degli eventi delineata in netto anticipo. Questa nuova impostazione sta cominciando a produrre effetti significativi per lo sviluppo dell’intera filiera turistica del territorio. Per capire che la strada imboccata sia quella giusta, arrivano in soccorso i numeri che sono quelli delle prenotazioni in occasione della settimana clou della kermesse. E’ previsto il tutto esaurito negli hotel, nelle strutture ricettive: un grande risultato, frutto certamente di una qualificata e lungimirante gestione dell’evento da parte dell’Ente Parco dei Templi con in testa il direttore Parello, il cui lavoro sta restituendo dignità e ruolo a questa città. Potere pianificare e promuovere nel mondo la manifestazione 6 mesi prima non è un dettaglio di poco conto. Questa solerzia ed efficienza, mai riscontrate negli anni passati, hanno permesso anche a noi, del Consorzio, di allestire per tempo una serie di iniziative da destinare alla fruizione turistica, come quelle relative al concorso ‘Mandorlara’, dedicato ai ristoratori, e al concorso nazionale per le scuole alberghiere. E’ la prima volta che i nostri operatori turistici propongono alle scuole italiane un vero e proprio pacchetto che farà riscoprire tutti i tesori del territorio, non soltanto culturali e paesaggistici ma anche delle produzioni di eccellenza agroalimentare. Il Consorzio, dal canto suo, farà la parte che gli compete, sosterrà con serietà e convinzione quanti, come l’Ente Parco dei Templi, si spendono, con i fatti e le azioni, per fare crescere il territorio e la sua economia” – conclude Farruggia.

A.R. (teleacras)

 

Ad Agrigento, al Circolo Empedocleo, venerdì prossimo, 16 febbraio, alle ore 18, sarà in scena il quinto spettacolo della stagione della rassegna del Teatro da Camera, organizzata dal Pirandello Stable Festival di Mario Gaziano e dallo stesso Empedocleo presieduto da Giuseppe Adamo. Sarà in scena “Voci di Sicilia”, con il popolare cantastorie Nonò Salamone, Maria Fantauzzo, Rosa La Franca Alfio Russo e Alfonso Marchica. Musiche del maestro Gioacchino Marrella. Collaborazioni artistiche di Maria Grazia Castellana, Andrea Cassaro, Alfonso Mossuto e Giuseppe Portannese. Ingresso gratuito per i soci del circolo e per gli appassionati di teatro da camera.

Tentativo di furto andato a vuoto ad Agrigento. Un ladro ha cercato di portar via un’automobile in via Madonna degli Angeli, nel centro storico della Città dei Templi. Qualcosa però, per il malvivente, è andato storto. Infatti lo stesso dopo aver forzato la portiera e aperto il vano motore, probabilmente per collegare i fili per l’accensione, è dovuto fuggire per l’arrivo dei proprietari del mezzo, una coppia agrigentina che ha fatto scattare l’allarme rivolgendosi al 113. Immediate le ricerche del malfattore, ricerche al momento senza esito.

E’ mistero a Sciacca per la scomparsa di una ragazza di 20 anni, originaria della Tunisia, che era giunta all’ospedale Giovanni Paolo II, in elicottero da Lampedusa, dopo un malore che l’aveva colpita nell’hot-spot dell’isola.

La giovane, infatti, dopo le cure mediche nel reparto di ostetricia e ginecologia, nonostante non fosse stata ancora dimessa, si è dileguata facendo perdere le proprie tracce.

Del fatto si stanno occupando gli agenti del Commissariato saccense.


 

Fabio Tortorici, Presidente Fondazione Centro Studi CNG: per scongiurare una crisi idrica bisogna evitare gli sprechi e investire maggiori somme per evitare invasi colabrodo

“Le precipitazioni piovose in media ridotte rispetto agli anni passati, che sono state registrate negli ultimi mesi, hanno messo in crisi il sistema di ricarica dei corpi idrici superficiali. Si proviene da un 2017 torrido, che dai mesi di giugno fino a settembre, ha creato disagi all’agricoltura, agli allevatori e ha messo in crisi la distribuzione delle reti acquedottistiche”. Lo afferma Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi in occasione dello stato di emergenza per la crisi idrica proclamato dalla Regione Sicilia.

Da tempo i geologi lanciano il loro grido di allarme, per mitigare il fenomeno della desertificazione di parte del nostro territorio – denuncia il geologo siciliano – affinché 

si mettano in atto misure di contrasto alla siccità. Se non si intraprenderanno azioni urgenti di tutela delle nostre riserve idriche, tra pochi anni rischieremo il collasso.L’assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, con la dichiarazione dello stato di calamità e dello stato di emergenza, non può risolvere il problema, ma può – tramite i sistemi di interconnessione tra cui gli acquedotti – dirottare con soluzioni temporanee le acque verso le aree servite dagli invasi più carenti di dotazione (Blufi, Fanaco), da quelli con meno criticità (Ancipa)”.

Per il Presidente della Fondazione Centro Studi CNG, per evitare una crisi idrica si deve agire su tre fronti: è necessaria una veloce e indifferibile rivisitazione delle norme che regolano la concessione e lo sfruttamento delle acque superficiali e sotterranee poiché il Testo Unico in vigore risale al lontano 1933 e non è quindi più aderente alle richieste della società moderna; dovremmo avere una misura puntuale delle nostre reali esigenze, degli eccessi e degli sprechi con cui la preziosa risorsa viene sottratta dalle falde, alterandone gli equilibri. Non disponiamo, infatti, di dati certi sulla vera disponibilità delle riserve idriche sotterranee e sugli effettivi deficit irrigui e potabili, tenuto conto dei prelievi praticati da opere abusive e dei dati poco aggiornati.

Bisogna inoltre investire maggiori somme per risolvere il problema delle reti (sia irrigue che ad uso potabile) e degli invasi colabrodo: in parecchi Comuni siciliani si registrano ancora negli acquedotti perdite superiori al  60%, con casi in cui l’acqua esce dai rubinetti un paio di ore la settimana.

“L’anno scorso si parlava di realizzare nuovi invasi, quest’anno si parla di dissalatori, – conclude Tortorici -, ma nessuno vuole prendere coscienza del fatto che la Sicilia possiede dei bacini idrogeologici che poco risentono dei periodi di siccità e sono potenzialmente in grado di soddisfare le nostre esigenze, peraltro con impegni economici sostenibili e tempi per la realizzazione di nuovi pozzi molto più contenuti rispetto ad altre opere faraoniche. Il problema della siccità in Sicilia, e nella nostra nazione, non finirà nemmeno con finanziamenti a pioggia: ci vuole necessariamente un approccio geologico-tecnico”.

Sono già circa 15.000 gli iscritti siciliani al servizio gratuito di informazioni curato dall’Associazione InformaGiovani per la distribuzione di notizie su bandi, concorsi, opportunità di formazione, lavoro e volontariato rivolte ai giovani, agli operatori giovanili, alle associazioni e agli amministratori pubblici.

Il servizio fa parte del progetto “InformaGiovani” realizzato dall’Associazione in un bene confiscato alla mafia affidato dal Comune di Palermo ed è del tutto gratuito.

Chiunque può iscriversi e chiunque può chiedere la diffusione di notizie di interesse pubblico.

Per iscriversi al servizio grauitamente basta compilare il modulo disponibile cliccando qui e selezionando “Notizie siciliane”

Le imprese Sea e Iseda che hanno in appalto il servizio rifiuti a Canicattì, hanno risposto al Comune di Canicattì, i cui uffici di igiene ambientale, hanno deciso, ieri 9 febbraio, di affidare un’altra impresa, seppure provvisoriamente, il servizio di raccolta, traporto, e conferimento dei rifiuti urbani ed assimilati, spazzamento e servizi accessori del comune stesso.

“Va ricordato – spiegano le imprese – che l’ultima fattura che il Comune di Canicattì ci ha pagato per servizi resi, risale al febbraio del 2017, quindi un anno addietro. Da allora ad oggi, il Comune di deve 1 milione e 200mila euro oltre gli interessi di mora. Sappiamo per certo, che altri fornitori del comparto rifiuti, sono stati pagati mentre nei nostri confronti, c’è stato un continuo diniego e un continuo dire che non c’erano soldi. Noi come imprese, nei giorni scorsi avevamo comunicato l’intenzione di avvalerci dell’eccezione di inadempimento disponendo la sospensione momentanea del servizio fino al pagamento di almeno parte del credito vantato. Il Comune ha invece deciso di affidare il servizio ad altri”.

Iseda e Sea hanno così deciso di scrivere, oltre che al Comune di Canicattì, anche al Prefetto di Agrigento Caputo, alla Procura della Corte dei Conti e all’Autorità nazionale Anticorruzione per far presente la situazione e quanto si sta verificando nel settore rifiuti.

“Ci chiediamo – continuano le aziende – come sarà pagata l’impresa a cui è stato affidato il servizio al posto nostro. Insomma, se per noi soldi non ce ne sono, come possono essere trovati per pagare altri? Questa impresa lavorerà gratis o accetterà di essere pagata fra un anno?”.

Infine, le imprese ricordano al Prefetto e alle altre autorità competenti, che il Comune di Canicattì, nei giorni scorsi, hanno chiesto alla Rti Sea e Iseda, una ricontabilizzazione delle fatture emesse con la rassicurazione che nel giro di pochi giorni, avrebbero provveduto al pagamento immediato. Cosa invece totalmente disattesa e che ha avuto come passo successivo, l’affidamento ad altra impresa.