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A Licata la Polizia ha denunciato due giovani, di cui uno minorenne, responsabili di resistenza a Pubblico Ufficiale e solo uno dei due anche per guida in stato di ebbrezza alcolica ed in stato di alterazione psico-fisica per assunzione di sostanze stupefacenti. In particolare, la pattuglia del Commissariato in servizio di controllo del territorio, avendo notato l’atteggiamento sospetto di due giovani che, a bordo di un motociclo, hanno tentato di eludere un posto di blocco, hanno intimato l’alt ai due che, invece, sono fuggiti. Sono stati inseguiti e acciuffati a piedi, dopo avere abbandonato il motociclo. Ebbene, uno dei due, il conducente del mezzo, è risultato sotto effetto di alcol e droga.

Spazio alle segnalazioni dei cittadini. Ad Agrigento, nella zona balneare di San Leone, i residenti e i dimoranti estivi delle vie degli Oleandri, via degli Ibiscus e via delle Alghe rosse, segnalano all’Amministrazione comunale che ad oggi nessuno ha provveduto alla bonifica e alla pulizia del vallone “donna Cristina”, adesso colmo di un folta vegetazione secca e arida che rischia di scatenare incendi, a danno anche delle vicine abitazioni. Inoltre non è stato effettuato alcun intervento di derattizzazione. Si invoca un rapido rimedio.

I poliziotti della Squadra mobile di Caltanissetta, coordinati dalla locale Procura antimafia, hanno arrestato sette indagati di associazione mafiosa, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti. Tra gli arrestati vi è anche il presunto reggente di Cosa nostra a Caltanissetta, Carmelo Bontempo, 43 anni, che, dopo le numerose carcerazioni di affiliati, avrebbe riorganizzato la famiglia mafiosa di Caltanissetta assumendo un ruolo di primo piano nel panorama mafioso cittadino. E le estorsioni e il traffico di droga sarebbero serviti anche per sostenere detenuti e loro famiglie. Bontempo si sarebbe adoperato anche per risolvere delle controversie. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 36.000 euro in contanti e 1 chilo di cocaina.

A Licata la Polizia, diretta dal vice Questore Cesare Castelli, ha denunciato a piede libero un uomo di 40 anni residente in un Comune di un’altra provincia, per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. In particolare, nel corso di una perquisizione, a bordo dell’automobile del quarantenne, è stato rinvenuto un coltello occultato nell’abitacolo, di cui l’uomo non ha fornito alcuna giustificazione del porto dell’arma bianca fuori dalla propria abitazione.

Vasta operazione antimafia della polizia a Caltanissetta. Agenti della Squadra Mobile della Questura stanno eseguendo perquisizioni e arresti di indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso dedita alla commissione di estorsioni e al traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Caltanissetta, denominata ‘Bella vita’, hanno permesso di accertare che la ‘cassa’ di un clan mafioso legato a Cosa nostra era foraggiata dallo spaccio di droga e dalla tradizionale attività estorsiva cui sono stati sottoposti diversi commercianti del capoluogo e della provincia. Particolari sull’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 nella Procura di Caltanissetta.

Si sfiora la tragedia a Campobello di Licata dove un uomo, la scorsa domenica, perde il controllo dell’auto e si schianta prima contro due macchine parcheggiate e poi finisce contro i tavolini di un bar, posto all’esterno.
Per fortuna in quel momento nessun cliente vi era seduto, altrimenti si sarebbe consumato un drammatico incidente.

Probabilmente la causa dell’incidente è da riscontrarsi in un malore che aveva colpito il conducente dell’auto.
Sul posto sono intervenuti poi i carabinieri della stazione locale e il personale del 118

 

Tragedia sfiorata a Campobello di Licata nella giornata di domenica. Un uomo a bordo di un’auto, per motivi ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo andando a schiantarsi prima contro due auto in sosta e poi contro i tavolini posti all’esterno di un bar sulla pubblica via.

Il caso ha voluto che in quel momento non ci fossero clienti seduti evitando così quella che sarebbe potuta essere una vera tragedia. Alla base dell’incidente forse un malore che ha colpito il conducente del mezzo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e il personale sanitario.

La scorsa settimana è stato formalmente costituito il Circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Menfi.
Ad ufficializzarlo, con una nota congiunta, il commissario provinciale, Calogero Pisano, e Giuseppe Marinello, Responsabile regionale del Dipartimento agricoltura e pesca del partito di Giorgia Meloni.
Portavoce del neonato Circolo è stato nominato il dott. Giuseppe Mauceri, nei prossimi giorni l’individuazione, da parte dell’assemblea, dei componenti degli organi direttivi.
Il Circolo territoriale nasce in un area della provincia, quella di Menfi appunto, che si caratterizzata per la forte propensione agricola – afferma Giuseppe Marinello – sono sicuro che l’azione di Fratelli d’Italia darà un importante spinta propulsiva per lo sviluppo di quest’importante settore dell’economia del nostro territorio e che saprà, al contempo, dare le giuste risposte alle istanze della gente”.
Esprime soddisfazione il commissario provinciale, Calogero Pisano, che commenta: “Continua la capillare crescita di Fratelli d’Italia nella provincia agrigentina a testimonianza della credibilità e dell’affetto che la gente ha verso Giorgia Meloni ed il nostro partito. Faccio ai membri del nuovo Circolo un sincero augurio di buon lavoro”.

Ad Agrigento, a Fontanelle, una donna, spacciandosi come la nipote di una vicina di casa, e col pretesto di dover recuperare delle chiavi cadute sul balcone, è stata accolta in casa da un’anziana di 90 anni. Lei è entrata, e nel frattempo è entrata anche un’altra donna che ha rubato un portafogli e alcuni gioielli in camera da letto. Indagano i poliziotti della Squadra Volanti. Un episodio dello stesso genere, con le stesse modalità, è accaduto giorni addietro a Canicattì.

Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, L N, sono le iniziali del nome, 47 anni, di Porto Empedocle, imputato di violenza sessuale a danno della cognata, 19 anni all’epoca dell’ipotesi di reato, ovvero il 30 giugno del 2017, che sarebbe stata trascinata con la forza da lui sul letto, e poi, dopo essere stata picchiata, sarebbe stata vittima di palpeggiamenti al fine di consumare un rapporto sessuale, ma lei sarebbe riuscita a divincolarsi. All’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Troia, è stato contestato anche il reato di lesioni, nel frattempo però caduto in prescrizione.

Il Tribunale di Agrigento, nell’ambito dell’inchiesta antidroga tra Realmonte e Porto Empedocle cosiddetta “Creme Caramel”, ha assolto, anche per prescrizione, 28 imputati, e ne ha condannati due. In particolare sono stati inflitti 7 anni di reclusione a Giovanni Zambuto, 48 anni, di Realmonte, e 6 anni e 6 mesi ad Alessandro Iacono, 27 anni, di Realmonte. Il pubblico ministero, Sara Varazi, nel corso della requisitoria ha proposto al Tribunale la condanna di 11 imputati.