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I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato il boss saccense Salvatore Di Gangi, 75 anni, che sconterà la condanna a 4 anni di reclusione inflitta per il reato di estorsione commessa col metodo mafioso e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. Il provvedimento è la conclusione di un lavoro investigativo svolto dai Carabinieri di Sciacca, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha consentito di svelare l’estorsione a danno della società “Laterizi Fauci”, una delle più note aziende del territorio saccense. Oltre al pagamento delle spese processuali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto a carico di Salvatore Di Gangi la pena accessoria dell’interdizione dai Pubblici Uffici.

La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sequestrato beni per un valore di oltre dieci milioni di euro a un imprenditore agricolo di Paterno’, indiziato di aver costituito un’organizzazione, operante a Paterno’ e in Romania, per il reclutamento di manodopera rumena secondo le forme e le modalità del caporalato.
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Bruno Contrada è nato a Napoli il 2 settembre del 1931. Ha 86 anni, e 10 anni di detenzione li ha scontati. Tuttavia, gli è giunta la notizia che non avrebbe dovuto scontare la condanna perché lui non sarebbe stato condannabile perché il reato per il quale è stato condannato, il concorso esterno alla mafia, quando sarebbe stato commesso, prima del 1994, non sarebbe stato previsto dalla legge come reato, e quindi non sarebbe stato come tale prevedibile. Sono le ragioni addotte nel 2015 dalla Corte Europea per i diritti dell’Uomo, e che adesso, su ricorso della difesa di Contrada, ha assunto come proprie la Cassazione Italiana, che ha revocato la sentenza di condanna. Almeno così si presuppone e si deduce da quanto accaduto seguendo l’evoluzione logica degli eventi. Però, nel dettaglio, le motivazioni usate dalla Cassazione non sono state ancora rese note, e lo saranno nel prossimo futuro. Ed è importante che lo siano, perché l’attuale sentenza Contrada potrà essere sbandierata dai difensori di Marcello Dell’Utri, condannato a 7 anni per lo stesso reato contestato a Contrada, il concorso esterno alla mafia, e anche per Dell’Utri in riferimento a un periodo precedente al 1994. Oppure per l’ex Questore, Ignazio D’Antone, che insieme a Contrada ha lavorato alla Squadra Mobile di Palermo all’epoca di Boris Giuliano, e che, anche lui, è stato condannato a 10 anni di carcere per concorso esterno alla mafia risalente a prima del 1994, anno in cui tale reato è stato inquadrato in una cornice definita sia processualmente che giuridicamente. Appresa la notizia della revoca della condanna a Contrada, l’ex pubblico ministero a Palermo, adesso alla Direzione nazionale antimafia, Nino Di Matteo, ha commentato: “I fatti rimangono fatti, i rapporti di grave collusione con la mafia rimangono accertati nella loro esistenza e gravità. Già questo rende merito al lavoro della Procura di Palermo e dei Giudici che li hanno accertati”. E Contrada ribadisce: “Non ho mai commesso i fatti che mi sono stati contestati. Come dissi dopo la condanna di primo grado, se fossi stato colpevole allora 10 anni di galera non sarebbero stati sufficienti. Mi avrebbero dovuto fucilare alle spalle per alto tradimento. Non odio nessuno. Per i miei accusatori ho solo disprezzo. Se li incontrassi cambierei semplicemente marciapiede”. E il suo difensore, l’avvocato Stefano Giordano, annuncia che chiederà il reintegro di Contrada in Polizia e la restituzione di anni di pensione sospesa, e poi sottolinea: “Di fatto con questa sentenza, il mio cliente è incensurato perché tutti gli effetti penali della condanna sono stati revocati”. Fonte Teleacras

Andrà avanti e non sarà azzerato il processo che vede imputato un netturbino di 51 anni, accusato di aver abusato sessualmente, per diversi anni, della figlioletta della compagna. Il procedimento rischiava di essere annullato per il trasferimento del presidente della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Melisenda che, però, resterà in carica ancora per altri mesi e dunque potrà portare avanti il dibattimento processuale. La prossima udienza è prevista per il prossimo 23 novembre quando è prevista la requisitoria del pubblico ministero e le arringhe difensive. Il netturbino alla sbarra fu arrestato nell’ottobre del 2015 e nel frattempo è tornato completamente libero. A processo anche la madre della ragazzina, all’epoca dei fatti minorenne, anche lei accusata di violenza sessuale aggravata. La donna non ha preso parte ai fatti contestati all’uomo ma “pur essendone a conoscenza non avrebbe fatto nulla per impedirli”.

Ieri in data 07/07/2017 è stato proclamato il nuovo Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento.
Gli Ingegneri eletti sono: Per la Sez. A

ARMENIO DOMENICO
AVENIA ALBERTO
BELLINI EPIFANIO
BUSCAGLIA FRANCESCO
CATTANO MAURIZIO D.
CUCCHIARA CALOGERO
DI FRANCO SALVATORE
DI MICELI GIUSEPPE
FURIOSO ACHILLE
MICCICHE’ MARIA
RIZZO ANGELA
RUSSO FRANCO
SANTINI GIULIANA
ZICARI CALOGERO

Per la Sez. B

TAGLIARENI ELISA

Una multa da 8 mila euro è stata comminata, dagli agenti del della sezione Volanti della Questura di Agrigento, ad un giovane di 20 anni, di Porto Empedocle. Il ragazzo, a bordo di un ciclomotore, e senza patente perchè mai conseguita, alla vista degli agenti non si è fermato all’alt ed è fuggito. Inseguito, è stato bloccato subito dopo sula S.S. 115, nei pressi del Villaggio Mosè nelle vicinanze di San Calogero Bianco.

Scoprire destinazioni spesso sottovalutate o fermarsi in località fuori dai circuiti turistici di massa ma con un territorio che offre spunti storici, culturali e tradizionali di straordinario interesse, un territorio capace di regalare vacanze dalle atmosfere piacevoli e rilassanti. Sempre più turisti, grazie anche alle nuove tecnologie, si dedicano alla ricerca di luoghi nuovi dove potere vivere l’esperienza del viaggio.
Il centro Sicilia con i suoi paesaggi, la sua storia millenaria, le tradizioni, la gastronomia rientra a pieno titolo tra le mete che ormai da qualche tempo suscitano l’interesse e la curiosità di turisti italiani e stranieri.
Occorre dunque rafforzare la promozione di questi luoghi facendo squadra tra quanti operano nel settore turistico al fine di elaborare una strategia comune che valorizzi l’entroterra siciliano.
E’ questa l’idea che sta alla base della nascita del progetto “Cuore di Sicilia”, un consorzio che riunisce strutture ricettive, B&B, alberghi, le società Uno@Uno, KaraSicilia e OmniaTurist, la Pro Loco di Caltanissetta, ALFA Ricerche & Sviluppo, Confesercenti ed altre associazioni. L’idea è di realizzare un progetto che abbia come prerogativa importante la continuità. Non dunque iniziative fini a sè stesse ma piuttosto crescita comune di tutto il territorio come dichiarato da Totò Scalisi, presidente di KaraSicilia: “Credo che questo consorzio, in cui siamo impegnati come imprenditori e come operatori turistici, sia ormai in dirittura di arrivo. A fine luglio avremo concluso tutte le questioni preliminari e finalmente potremo presentarci agli altri affinché possano valutare il progetto che certamente darà risultati ad ognuna delle nostre aziende”.
Il Centro Sicilia, il cuore dell’isola con le sue potenzialità racchiuse in un patrimonio storico e culturale unico, in paesaggi incantevoli, in tradizioni suggestive, in una centralità che è punto di forza. Dunque, una scommessa sulla quale puntare per un territorio tutto da scoprire e fare apprezzare agli altri, come sottolinea da Giacomo Fiocchi che da anni opera nel settore dell’accoglienza: “ Questo progetto vuole promuovere il territorio e le sue eccellenze in maniera professionale e del tutto nuova. Siamo in una fase di start up formidabile perché i flussi turistici stanno aumentando e le previsioni sono positive. Non resta che cogliere l’occasione”.

Ha ancora sette giorni di tempo, l’Akragas, per presentare la fidejussione bancaria che le permetterebbe di partecipare al prossimo campionato di Serie C (ex Lega Pro). Intanto il mancato versamento dei soldi ha già comportato automaticamente un punto di penalizzazione che, in caso di lieto fine con la compagine biancazzurra presente regolarmente ai nastri di partenza, dovrà essere scontato già in questa stagione che sta per iniziare. Continuano le voci su presunte trattative con una cordata romana che sembrerebbe interessata a prendere il posto di Marcello Giavarini che da tempo si è defilato dalla società.

A Porto Empedocle superato il 76 per cento mentre a Realmonte i dati si confermano al 70 per cento.
Intanto i cittadini prendono d’assalto gli uffici per avere i contenitori per le case al mare.
“Sono cifre che ci sorprendono piacevolmente e ci incoraggiano molto per il prosieguo del nostro lavoro nell’ambito del progetto di raccolta differenziata a Porto Empedocle e Realmonte”.
Lo dice l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi, dopo aver preso visione dei dati relativi alle percentuali di differenziata nei due comuni che compongono l’Aro Vigata – Scala dei Turchi che vedono Porto Empedocle raggiungere il 76,36 per cento nel mese di giugno e Realmonte il 70,82 per cento.
“Sono cifre importanti – aggiunge Alongi- che premiano sia la buona volontà dei cittadini che, tranne in pochi casi, si stanno dimostrando civili e inclini alla differenziata, sia gli operatori ecologici che, nonostante un ritardo senza precedenti nel pagamento dei loro stipendi dovuti a motivi che tutti sappiamo, ogni giorno vanno al lavoro per tenere le cittadine il più pulite possibile. A loro va il plauso delle aziende ma siamo sicuri, anche quello di tutti i cittadini per i servizi da loro resi”.
E proprio in questi giorni, è boom di richieste di contenitori per la raccolta differenziata a Porto Empedocle e a Realmonte.
Con l’entrata nel vivo della stagione estiva, tantissimi cittadini dei due centri hanno preso d’assalto gli uffici dell’Aro in via Lincoln 12 a Porto Empedocle per chiedere la consegna dei contenitori per la differenziata da adoperare nelle case estive o comunque nei luoghi di villeggiatura dei rispettivi comuni di appartenenza. L’ufficio è a disposizione dell’utenza dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. Il sabato invece, gli orari di apertura vanno dalle 9 alle 13.
Cresciuti esponenzialmente anche i contatti al numero verde dell’Aro 800-276999 che però, funziona solo se chiamato da una rete fissa e non da cellulare. Dai telefonini si può, in alternativa, contattare il fisso che è lo 0922. 636013.
Disponibile ed aggiornato, anche il sito internet www.differenziatavigata-scaladeiturchi.it all’interno del quale si possono trovare i calendari per differenziare i rifiuti, divisi per giorni e area, per utenze domestiche e non domestiche e per comune. All’interno del sito, inoltre, nella parte bassa della home page, è possibile digitare il tipo di rifiuto che non si sa bene come differenziare per trovare subito una risposta e un’indicazione su come effettuare il riciclo.
Ma nonostante la buona volontà e la collaborazione della gran parte dei cittadini, continua purtroppo, il fenomeno di una parte di rifiuti lasciati ancora per strada o ai bordi dei cassonetti per la raccolta degli abiti usati per i meno fortunati, soprattutto a Porto Empedocle.