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Hanno 20 giorni di tempo, i tre indagati agrigentini, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, difesi dall’avvocato Serena Gramaglia, per presentare memorie difensive a seguito dell’avviso notificato loro.

I tre giovani Gerlando Romano 22 anni, Martina Moneta 20 anni, Vincenzo Cappello 27 anni, si sono visti notificare l’avviso di conclusione di indagini nei loro confronti, da parte del Procuratore della Repubblica Elenia Manno.
L’inchiesta ha avuto origine dall’arresto di Cappello nella scorsa estate, mentre ritirava un pacco che arrivava dall’Olanda e che conteneva cinque panetti di hashish per un totale di un chilo e mezzo di droga

 

Si è insediato il neo presidente del Consiglio comunale di Grotte, Aristotele Cuffaro. All’atto dell’assunzione formale dell’incarico, Cuffaro, tra l’altro, ha dichiarato: “Per me è un onore legato da forte responsabilità. Il mio intento è quello di ricoprire la presidenza con costante impegno, con umiltà ed a servizio dei miei concittadini. Mi interfaccerò con diversi organi nei quali sono sicuro, senza dubbio alcuno, troverò persone che agiscono solo ed esclusivamente per il bene della nostra cittadina, come del resto hanno fatto finora”.

Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 3 anni e 7 mesi di reclusione, per estorsione, Gaetano Cani, 62 anni, di Canicattì, ex parlamentare regionale. Cani, insegnante di educazione fisica, avrebbe costretto alcuni docenti di un istituto paritario di Menfi a firmare le dimissioni in bianco e ad accettare compensi inferiori o inesistenti rispetto a quelli indicati in busta paga pur di ottenere il relativo punteggio valido per le graduatorie. Gaetano Cani si è sempre difeso sostenendo di non aver rivestito incarichi societari nel periodo tra il 2006 e il 2010, oggetto dell’inchiesta.

In Sicilia non a rischio la somministrazione della seconda dose di vaccini a causa dei ritardi della Pfizer. L’intervento dell’assessore Razza.

Anche in Sicilia preoccupa la possibilità di effettuare il richiamo dei vaccini a coloro a cui è stata somministrata la prima dose. E ciò a causa dei ritardi da parte di Pfizer, che incombono in tutte le regioni d’Italia. “L’azienda – ha spiegato il Commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri – ci ha comunicato che anche nel corso della prossima settimana non solo non saranno consegnate in Italia le dosi che sono state unilateralmente e senza preavviso non consegnate in questa settimana, pari al 29%, ma ci sarà una pur lieve ulteriore riduzione delle consegne”. L’assessore regionale alla Salute però è stato previdente. A fronte delle difficoltà che si prospettano, Ruggero Razza afferma: “Non sono a rischio i richiami dei vaccini in Sicilia, perché eravamo stati prudenti seguendo tutte le linee guida provenienti dal ministero della Salute e dal commissario nazionale. Però non c’è dubbio che i ritardi e gli impegni non mantenuti da Pfizer meritino una reazione. A livello nazionale si è ipotizzata un’azione legale, la Sicilia la sosterrà, la sosterranno tutte le Regioni italiane. Intanto – aggiunge Razza – chiediamo all’Ema e alle istituzioni comunitarie di fare presto. I cittadini europei non possono accettare l’idea che in altri Paesi del mondo si possano utilizzare vaccini che da noi non sono autorizzati. Da questo punto di vista sosteniamo l’azione del ministro Speranza: sicurezza e regole rispettate nella certificazione dei farmaci, ma servono anche rapidità e velocità. I cittadini vogliono vedere la luce in fondo al tunnel, ma non vogliono che sia un miraggio” – conclude. Fino a mercoledì 20 gennaio sono state 94.716 le dosi di vaccino inoculate in Sicilia, ovvero il 71,7% di quelle che sono state consegnate all’Isola, 132.085. Nel dettaglio, hanno avuto il farmaco 48.954 donne e 45.762 uomini. Ancora nei dettagli sul come fronteggiare i ritardi della Pfizer in Sicilia, l’assessorato alla Salute ha dato disposizione ai manager sanitari di riservare il 40% di fiale delle ultime consegne per garantire i richiami, rallentando, volutamente, il ritmo delle prime inoculazioni: dal picco di oltre 8mila al giorno fino a circa mille. E così, con le dosi appena arrivate, 37mila, e con la riserva accumulata negli ultimi giorni, la proiezione è di proseguire senza problemi la copertura di chi aspetta la seconda somministrazione.

La prima giornata di tamponi effettuati al drive-in di Favara, per il tracciamento del covid-19 nelle scuole della città,  si è chiusa con 1.020 tamponi efffettuati e tutti negativi.

I tamponi sono stati effettuati tra alunni e docenti dell’IC Brancati e dell’IC Guarino.

Domattina, puntuali alle ore 8.30 toccherà all’IC Falcone e Borsellino e alle ore 14 dell’IC Bersagliere Urso.

Sulla strage di via D’Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta, fu “costituita una verità che in un determinato momento storico si è voluta accreditare”, una verità di comodo, dunque, basata su dichiarazioni false: lo scrivono, confermando la tesi del depistaggio dell’inchiesta sull’attentato i giudici della corte d’assise d’appello di Caltanissetta che oggi hanno depositato le motivazioni della sentenza che ha confermato la condanna all’ergastolo per i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati di strage e la condanna a 10 anni dei “falsi pentiti” Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia. (

Nell’Isola si sono registrati altri 1.486 nuovi casi nelle ultime 24 ore (su 20.003 tamponi processati) e ci sono state altre 37 vittime.

I nuovi 1.486 contagi registrati oggi fanno salire il numero degli attuali positivi in Sicilia a 46.707 (ieri erano 47.527), di cui 45.033 in isolamento domiciliare (ieri erano 45.860), 1.459 ricoverati in ospedale con sintomi da Covid (ieri erano 1.456) e 215 ricoverati gravi in reparti di Terapia Intensiva (ieri erano 211) con 14 nuovi ingressi nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 22).

I nuovi casi per province: 

Palermo 506

Catania 344

Messina 252

Siracusa 140

Caltanisetta 87

Agrigento 62

Trapani 50

Ragusa 24

Enna 21

 

 

A Palermo il sindaco di Agrigento Franco Miccichè ha incontrato l’assessore alle Autonomie Locali Marco Zambuto. L’incontro era volto a sbloccare alcuni finanziamenti relativi al miglioramento del centro storico della città.

“Sono molto soddisfatto della collaborazione nata tra questa amministrazione e i rappresentanti di Forza Italia comunali e regionali, dichiara il Sindaco Franco Miccichè. L’incontro con l’assessore Marco Zambuto è infatti frutto di una serie di interlocuzioni nate nei giorni scorsi con il componente dell’ufficio di Gabinetto dell’assessorato regionale agli Enti Locali e capo gruppo di Forza Italia al Consiglio comunale Simone Gramaglia, che è stato presente all’incontro insieme al Consigliere comunale Carmelo Cantone e al presidente del Consiglio Comunale Giovanni Civiltà“.

Un’unica cerimonia a Sciacca, per la consegna di due prestigiosi riconoscimenti a Anthony Fauci, noto virologo statunitense di origini saccensi. Si tratta della cittadinanza onoraria e dell’attribuzione di “socio onorario” della Società Italiana di Storia della Medicina (Sism), con sede a Bologna.

È in atto una corrispondenza tra la Sism e il sindaco Francesca Valenti. La società scientifica, in una lettera, ha comunicato al sindaco di avere assegnato a Fauci, su proposta del presidente Adelfio Elio Cardinale, il massimo riconoscimento di Socio Onorario illustrandone le motivazioni. Fauci è definito “il virologo più importante degli Stati Uniti, punto di riferimento assoluto a livello mondiale” il quale, “non solo ha dedicato la vita alla ricerca, ma è anche fortemente dotato di cultura umanistica avendo studiato greco, latino e filosofia”. Il virologo rappresenta “al massimo livello l’evoluzione positiva della vaccinologia nella storia della medicina”.

Il diploma onorifico di socio onorario della Società Italiana di Storia della medicina – viene reso noto – sarà consegnato a Sciacca, in accordo con il sindaco Francesca Valenti, in occasione della visita dello scienziato a Sciacca che gli conferirà la cittadinanza onoraria.

La manifestazione sarà programmata quando le condizioni epidemiologiche lo consentiranno.

“Quello che stiamo vivendo è certamente un periodo drammatico per l’intera umanità. Fermo restando che il principio fondamentale è garantire la salute pubblica, non si può però mettere in discussione la tutela dell’economia, con scelte, tra l’altro, incomprensibili e discriminatorie rispetto alle aperture e chiusure delle attività”.  CNA Benessere e Salute della provincia di Agrigento non ci sta  e chiede con forza alle Istituzioni politiche del Paese di rivedere la decisione con la quale  si obbligano i Centri di estetica a non potere esercitare nella zona rossa.  “L’emergenza sanitaria – afferma la presidente provinciale del comparto, Roberta Tuttolomondo –  va combattuta con restrizioni che siano adottate in modo equo ed intelligente. E oggi, ahimè, queste non lo sono. Basti fare un giro in città per capire come queste misure decise dal Governo siano prive di senso e logica: la gente, vista la variegata proposta  di acquisto e servizi, si sente autorizzata ad uscire! E’ dunque inaccettabile la penalizzazione dei servizi di estetica che operano nelle zone rosse. Vanno immediatamente riaperti.  Alla luce  del nuovo decreto del 14 gennaio 2021, questa esclusione è ingiustificata, anche perché il decreto esprime chiaramente che rimangono aperte le attività di “servizio alla persona” ma subito dopo cita la chiusura dei centri di estetica! Per chi non lo sapesse – sottolinea Roberta Tuttolomondo – i parrucchieri e le estetiste, i primi aperti e le seconde chiuse, appartengono alla stessa categoria: “Servizi alla persona”.   Ciascuna azienda di estetica  ha affrontato esose spese che potessero efficientare i già applicati standard di protezione e sicurezza del personale e dei clienti stessi. Finora infatti queste imprese hanno sempre rispettato i protocolli di contenimento fissati dalle autorità pubbliche. Anzi, in moltissimi casi le misure di sicurezza adottate sono più stringenti e rigorose rispetto a quanto prevede la normativa. Vogliamo ricordare che a differenza di molte attività,  laddove gli ambienti sono sempre pieni di gente in barba alle regole di distanziamento sociale, nei centri di estetica non solo si riceve per appuntamento ma i trattamenti vengono eseguiti in cabine singole puntualmente sanificate, garantendo al cliente un’assoluta sicurezza durante i servizi erogati. È dunque assolutamente discriminante e ingiusta la scelta di penalizzare il nostro settore! Inoltre il Governo non ha compreso che così facendo alimenta in modo selvaggio il già incancrenito lavoro nero!  Molte clienti, abituate ad usufruire dei nostri servizi (alcuni diventati ormai essenziali) si vedranno costrette a ricorrere al servizio di coloro i quali non potranno nella maniera più assoluta rispettare tutti i canoni di sterilizzazione e sanificazione degli strumenti stessi! E’ assolutamente irragionevole che questa categoria, già penalizzata in maniera pesante dalle restrizioni sociali e dal forte calo dei consumi, possa essere nuovamente punita senza motivazioni oggettive.  I centri estetici sono una delle poche categorie che hanno continuato a garantire il posto di lavoro dei propri dipendenti, ma oggi, alla luce di questo chirurgico accanimento, purtroppo non potranno più garantire nulla ai propri collaboratori con la triste conseguenza che mamme di famiglia dovranno aspettare quando arriverà e  se arriverà  la cassa integrazione.  CNA Benessere e Sanità Sicilia e il comparto di Agrigento, come già ribadito nei mesi scorsi dalla Confederazione a livello Nazionale – conclude Roberta Tuttolomondo – chiede l’immediato reinserimento dell’attività di estetista tra quelle consentite anche nelle zone rosse!  La CNA di Agrigento, con in testa il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto, e la presidente del settore Benessere e Salute, nell’esprimere vicinanza solidarietà agli operatori e alle operatrici che stanno subendo questa condizione di forte disagio accompagnata da inevitabili danni economici,  assicurano il loro impegno e la loro azione politico-sindacale affinché la questione possa trovare, in tempi rapidi, la soluzione auspicata”.