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Anche quest’anno andiamo a celebrare la festa del lavoro per eccellenza, quel Primo Maggio che ricorda quante tragedie, battaglie e contestazioni si sono susseguite nel tempo per raggiungere il diritto al lavoro democraticamente sancito dalla Costituzione italiana che è tutt’altro rispetto alla schiavitù del lavoro.

Quest’anno in particolare e ci auguriamo irripetibile, visto quanto stiamo subendo come Comunità, Nazione, Popolo, e Lavoratori, la Sicilia renderà omaggio alla Festa del Lavoro sulle macerie del tessuto economico. imprenditoriale e commerciale che ha sempre retto la fragile economia siciliana.

Noi del Sinalp Sicilia ci siamo chiesti che significato può avere oggi ed in queste condizioni, inneggiare ad una festa di qualcosa che purtroppo sta scomparendo nell’Isola, e vorremmo porre questa domanda al nostro Presidente, On. Musumeci, per ascoltare il suo punto di vista e poter anche conoscere le strategie adottate dalla sua Giunta Regionale per dare impulso e crescita alla nostra terra.

Ci poniamo alcune domande, che nel loro assordante silenzio da parte della politica regionale non possono più essere disattese, ci chiediamo quali siano le dinamiche che scaturiscono in ogni azione di indirizzo amministrativo, organizzativo, strutturale e sociale messa in atto dalla Regione Siciliana e dai politici che di essa ne fanno parte.

A Genova, che dista circa 150 km dall’epicentro della famigerata pandemia le ditte incaricate di ricostruire il ponte Morandi non si sono mai fermate e sono riuscite ad abbattere il vecchio ponte, a trasportare le macerie accumulatesi e ricostruire il nuovo, che ha una lunghezza di circa 1.270 metri, in appena un anno e già da Giugno 2020 garantiscono il transito della prima auto senza accampare scuse di vario genere per far slittare i tempi di consegna.

In Sicilia dell’ormai “famigerato “ponte”, di appena 270 m sull’autostrada PA/CT, crollato ormai quasi SEI anni fa, ancora non si ha traccia, speranza o miracolo del suo completamento.

A corollario della ormai certificata inefficienza di tutti quegli uffici e maestranze interessate alla sua ricostruzione, paragonandone l’azione con la ricostruzione del Morandi di Genova,    i siciliani chiedono risposte serie, veritiere e non ammantate di vergognoso burocratichese utile solo a nascondere le colpe di chi non è in grado di sostituire una semplice maniglia, immaginiamoci poi un ponte.

Il Primo Maggio assisteremo ad un bel po’ di retorica che scolerà a fiumi nei visi, scavati dalla fatica del non far nulla, dei nostri rappresentanti politici che si sono susseguiti alla guida della nostra terra dal dopoguerra ad oggi.

Questi signori ci parleranno di mirabolanti iniziative che stanno “sempre li li per partire” ma non partono e non partiranno mai, chiacchiere buone solo a prendere in giro i siciliani.

L’inefficienza organizzativa strutturale di questa classe politica isolana ha toccato il fondo quando ha deciso che doveva cedere la rete autostradale siciliana ad un ente nato ad hoc dell’Anas motivandone la scelta per la sua capacità organizzativa ed aziendale.

Senza voler entrare in polemica con l’Anas, che chiaramente fa il suo lavoro e difende le sue strategie di crescita aziendale anche con l’accaparramento del nostro Consorzio Autostradale, noi del Sinalp ci siamo sempre opposti a questa scelta.

Riteniamo che le strade come le autostrade non solo debbono rimanere prerogativa dell’Ente Regione ma debbono essere gratuite per contribuire ad abbassare i costi che le aziende siciliane sopportano nel trasferire i propri prodotti verso altri mercati.

Altra questio che merita una risposta chiara e vera, senza come al solito scomodare presunti ed ipotetici problemi che ne impediscono la soluzione più semplice e logica, riguarda la gestione del 118 che in questo tragico momento di pandemia è sicuramente in prima linea con i propri uomini e mezzi.

Ormai le grandi scelte strategiche della Regione Siciliana hanno consegnato questo delicatissimo servizio nelle mani di manager lombardi, come se in tutta la Sicilia non ci sia un professionista in grado di saper gestire il Nostro 118.

E’ stato commissionato anche uno studio di fattibilità per una nuova governance del servizio ad una Università. Tutti noi ci aspettavamo di conoscere quale delle quattro Università isolane di fosse aggiudicata questa analisi di fattibilità, ma purtroppo non avevamo previsto che la scelta è ricaduta su una università del nord.

Con tutto il rispetto per tale Università e dei suoi docenti che sicuramente non hanno niente da imparare dai nostri, ci chiediamo come mai non si sono utilizzate le risorse professionali isolane?

Che bisogno c’era di delegare tutto al di fuori dei confini della nostra terra?

Da tutte queste evidenze, che sono solo la punta dell’iceberg, si trae una semplice morale, secondo chi ci governa la nostra terra è abitata da cafoni, ignoranti, trogloditi, stupidi, imbecilli e anche delinquenti e quindi non in grado di assolvere ruoli e compiti delicatissimi di gestione della “res publica” ed abbiamo bisogno di importare queste grandi menti da altre regioni che risultano sicuramente, a questo punto, più progredite di noi.

Da tutto ciò in questi giorni spunta anche la profonda e non sappiamo come definire meglio, analisi socio/antropologica del giornalista Feltri verso il popolo del sud dichiarando che i “meridionali sono inferiori”.

Probabilmente, a questo punto, per qualche politico siciliano, viste le scelte fatte negli ultimi tempi per la Sicilia, Feltri ha ragione.

Questo Primo Maggio quindi viene festeggiato in Sicilia per il lavoro che non c’è nella speranza che ci sia un ravvedimento “sulla via di Damasco” della nostra classe politica in grado di stravolgere ed invertire le strategie di “crescita” fin’ora messe in campo.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 79.669 (+4.309 rispetto a ieri), su 74.541 persone: di queste sono risultate positive 3.166 (+26), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.157 (+12), 774 sono guarite (+11) e 235 decedute (+3).

Degli attuali 2.157 positivi, 441 pazienti (-8) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.716 (+20) sono in isolamento domiciliare.

Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus.

Una splendida notizia in un momento buio non solo per la nostra provincia, ma per l’intero Paese.

In piena Pandemia Coronavirus, apprendiamo che è stato pubblicato il bando per la progettazione di un terminal passeggeri a Porto Empedocle. Una battaglia che come Uil abbiamo portato avanti assieme alla sindaca empedoclina, Ida Carmina. Ci siamo subito interessati anche contattando gli uffici preposti al Demanio marittimo ed alla Regione dopo che due grosse compagnie crocirrustiche, Costa ed Msc, hanno messo nero su bianco la volontà di investire al porto empedoclino. Non sappiamo quando il traffico crocieristico potrà riprendere, ma di sicuro, il virus verra sconfitto e tutti torneremo alla nostra vita di sempre. Il nostro territorio Si dovrà far trovare pronto. Le crociere da sempre rappresentano la ricchezza di un territorio visto che settimanalmente arrivano migliaia e migliaia di turisti. Adesso, vigileremo affinché la burocrazia non rallenti il tutto. Questo territorio deve guardare avanti con ottimismo in virtù del fatto che le sue bellezze paesaggistiche e archeologiche fanno gola a tante aziende di portata mondiale. La costruzione di un terminal significa anche interessante prospettiva di posti di lavoro.
Lo dichiara il segretario provinciale della Uil Gero Acquisto.

Un lavoratore irregolare di 40 anni originario del Marocco, è stato trovato privo di vita in uno stabile abbandonato di proprietà comunale a Ribera. Sono stati alcuni volontari di un’associazione di protezione civile che gli portavano giornalmente un pasto ad allertare i carabinieri.

I militari della locale Tenenza sono giunti sul posto e dopo avere forzato la porta d’ingresso hanno trovato il corpo senza vita dell’extracomunitario. Dalla prima ispezione cadaverica non sono emersi segni di violenza, con molta probabilità la morte sarebbe stata causata da un malore. L’uomo era molto noto in città e svolgeva lavori saltuari.

“Con altri sindaci di Anci consegnerò simbolicamente le chiavi degli esercizi commerciali al Governo nazionale. Assieme alle chiavi una serie di proposte per il supporto e il rilancio del commercio e dell’artigianato.  I commercianti hanno bisogno di reperire le risorse necessarie per coprire i danni subiti ed essere pronti a ripartire. Servono risorse a fondo perduto, non basta certo il bonus di 600 euro. Bisogna inoltre aiutarli a pagare non solo le tasse, ma le bollette, l’affitto, i costi di adeguamento del layout e di sanificazione”.
Nel documento  si propone un  ristoro completo  ai  Comuni  delle  mancate  entrate  delle tasse comunali, così da garantire, da un lato, il rispetto degli equilibri di bilancio e, dall’altro, la messa a disposizione di risorse che possano consentire alle amministrazioni di attivare politiche di  sostegno  alle
attività  produttive. Tra queste, ad  esempio,  l’esonero  completo  dal  pagamento  delle stesse tasse anche per la fase 2 e un supporto per il pagamento degli affitti; inoltre allo stesso modo si potrà consentire la riduzione o l’azzeramento dell’IMU  per  i  locali  commerciali,  alberghieri  e   extralberghieri.
“Occorrono regole più elastiche anche per la concessione del suolo pubblico. Gli uffici comunali sono al lavoro per una soluzione temporanea, ma una modifica della normativa nazionale agevolerebbe tutto. Per tale ragione Anci ha deciso di accogliere tale richiesta e farla propria per sottoporla al Governo.
La vitalità della città dipende dal commercio e dal turismo. Riapriremo le saracinesche dei negozi e riavvieremo le imprese turistiche, lo faremo insieme”.

La C.S.L.E. ( Confederazione Sindacale Lavoratori Europei) Dipartimento Scuola scrive al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ponendo l’ attenzione sull’annosa  questione relativa al  “blocco triennale” del personale scolastico, normato, nello specifico, dall’art. 22 del C.C.N.L.

In questo periodo di grande fragilità ed incertezze– affermano il Responsabile del Dipartimento Giovanna Randisi e il Presidente Antonio Labate- serve fare  chiarezza e fornire trasparenza ai soggetti interessati in quanto tale blocco impedisce di fatto al personale scolastico di poter fare scelte diverse e più favorevoli.

Per queste ragioni il sindacato sollecita  l’emanazione di un’ordinanza che regoli la possibilità di accedere alla mobilità dietro presentazione di certificazione che attesti lo stato di reale necessità. Per Randisi e Labate  “sarebbe un grande atto di civiltà e di democrazia, perché se è vero che bisogna garantire la continuità è  pur vero che se il personale si dovesse trovare in difficoltà, non potendo raggiungere la sede assegnata, ad esempio, si assenterebbe suo malgrado, arrecando discontinuità all’attività e danno economico all’erario”. Il sindacato infine si rende disponibile a partecipare ad un  eventuale tavolo tecnico per analizzare tutti i profili della questione sollevata.

A Porto Empedocle i consiglieri comunali Valentina Di Emanuele, Giuseppe Todaro e Alfonso Scimè, premettono che il Comune di Porto Empedocle è in dissesto Finanziario e quindi non è azzerabile il pagamento della Tosap per il suolo pubblico. Tuttavia gli stessi consiglieri hanno presentato una mozione per impegnare l’amministrazione ad assecondare le difficoltà degli operatori commerciali raddoppiando, ove possibile, i metraggi di suolo pubblico mantenendo la stessa tariffa, e garantendo così il distanziamento sociale.

Il TAR di Palermo, ha accolto il ricorso cautelare proposto dalle proprietarie di un piccolo villino, ritenuto abusivo, sito in contrada Montegrande- Ripellino a Licata.

Le ricorrenti, difese dall’Avv. Vincenzo Caponnetto e dall’Avv. Anna Maria Gibaldi,  hanno sostenuto la illegittimità del preavviso di demolizione, della relativa ingiunzione di demolizione ed il diniego della domanda di condono edilizio, emessi dal Comune di Licata, dipartimento Lavori Pubblici ed Urbanistica, sulla base di ormai costanti ed univoche pronunce del CGA, anche a sezioni riunite che hanno stabilito sin dal 2012 il principio dell’applicabilità dell’ultima sanatoria edilizia n. 326/2003, così come recepita ed introdotta nella Regione Siciliana con la L. 15/2004, anche alle zone sottoposte a vincolo paesaggistico indiretto.

Sulla base di tale indirizzo giurisprudenziale, interpretativo della norma, i difensori hanno sostenuto l’inapplicabilità delle norme prescrittive e sanzionatorie che venivano opposte dal Comune di Licata alla domanda di condono edilizio legittimamente richiesto.

Pertanto, l’ordinanza del TAR ha sospeso la demolizione dell’opera già
deliberata dal Comune.

E’ appena il caso di rilevare che il principio, ove correttamente applicato, permetterebbe la revisione di tutte quelle domande promosse ai sensi dell’ultima sanatoria del 2003 riguardanti immobili costruiti su zone sottoposte a vincolo indiretto e già rigettate nonché l’accoglimento di quelle domande di sanatoria ancora da esitare, o comunque suscettibili di riesame.

Il presidente della Fondazione “Italiani in Europa”, Giuseppe Arnone (nella foto), tramite il vice coordinatore regionale di Forza Italia e deputato all’Ars, Riccardo Gallo, si è rivolto al presidente della Commissione Bilancio, Riccardo Savona, e al presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, affinchè nella nuova finanziaria regionale sia inserito un emendamento che preveda la concessione, da parte della Regione Siciliana, di un contributo di premialità straordinaria di 500 euro al mese a favore dei lavoratori siciliani under 30, mono-residenti e mono-domiciliati entro i confini dell’Unione Europea, che, nel corso dell’emergenza covid, hanno continuato o continueranno a risiedere fuori dalla Sicilia in condizioni di attività lavorativa interrotta, sospesa o in modalità smart working.

Nuovo scontro tra la Cisl Siracusa ed il direttore generale dell’Asp Lucio Salvatore Ficarra. Secondo quanto sostenuto dal segretario provinciale del sindacato, Vera Carasi, nel corso di una conferenza in streaming tra i vertici dell’azienda sanitaria e le parti sociali, ci sarebbe stato uno scontro, legato alle vicende sulla sanità siracusana, al centro di una bufera giudiziaria, dopo gli esposti in Procura che hanno prodotto l’apertura di diverse inchieste, relative alle morti in ospedale ed ai contagi nei reparti. Nella ricostruzione del sindacato, sarebbe stato il segretario della Cisl Medici territoriale, Vincenzo Romano, a finire sotto attacco di Ficarra.

“Nessuna minaccia del direttore generale dell’Asp può essere tollerata da questo sindacato. Quanto accaduto, in sede di video conferenza – dice il segretario provinciale della Cisl, Vera Carasi – con le parti sociali, denota nervosismo, scarse capacità relazionali, spregio delle norme più elementari di relazioni sindacali e democratiche. Serve serenità di giudizio e di valutazione per gestire la fase 2 di questa emergenza sanitaria. La Cisl agirà in tutte le sedi opportune e competenti per tutelare l’immagine e la dignità della nostra organizzazione e del nostro dirigente.”

“L’avvertimento diretto, lanciato al nostro segretario della Cisl Medici territoriale, Vincenzo Romano – spiega Vera Carasi – non possiamo tollerarlo. Ficarra è stato, evidentemente, innervosito dalle continue e puntuali denunce della Cisl siracusana che hanno poi trovato riscontro nei provvedimenti adottati per rimediare. La sanità è un paziente da curare con grande attenzione, con il rispetto che gli è dovuto. Il direttore generale di un’Azienda sanitaria provinciale, deve avere la capacità di assumere responsabilità, confrontarsi e non pensare, esclusivamente, a gettare discredito sugli altri per provare a difendere sé stesso. Le denunce servono a risolvere i problemi, insieme”

“Ringraziamo tutte le organizzazioni sindacali, presenti all’incontro, che hanno manifestato solidarietà al nostro dirigente – ha concluso Vera Carasi – Gli iscritti che in queste settimane hanno chiesto solidarietà e vicinanza al sindacato, che continuano a lavorare nei nostri ospedali, meritano il rispetto loro dovuto. Il direttore Ficarra che minaccia querele a destra e manca pensasse a fare fino in fondo il proprio ruolo. Anche difendere l’indifendibile, ad un certo punto, crea soltanto ulteriori danni. La Cisl non si fa imbavagliare da nessun manager pro tempore; i lavoratori continueranno ad averci al loro fianco. Ficarra se ne faccia una ragione.”
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