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Stalking, resistenza a pubblico ufficiale e tentativo di incendio: 48enne accusato di avere perseguitato l’ex compagna finisce a processo.

La donna, di 13 anni più giovane, sarebbe stata minacciata ripetutamente di morte e rappresaglie di ogni tipo: di fronte al suo rifiuto di aprirgli la porta avrebbe cosparso di benzina il pianerottolo e sarebbe stato pronto ad appiccare l’incendio con un accendino.

Fu l’intervento dei poliziotti, che sarebbero stati aggrediti nel tentativo di fermarlo, ad impedirglielo. F.P., 48 anni, di Porto Empedocle, sei mesi dopo l’arresto, successivo a questo episodio, avvenuto il 7 ottobre scorso, finisce a processo con le accuse di stalking, resistenza a pubblico ufficiale e tentativo di incendio. I difensori, gli avvocati Salvatore Pennica e Salvatore Collura, hanno chiesto il giudizio abbreviato condizionato all’audizione del fratello e della madre dell’imputato.

Il gup Francesco Provenzano, dopo l’atto istruttorio, ha aggiornato l’udienza al 5 maggio per la requisitoria del pubblico ministero e l’arringa difensiva.

L’imputato dovrà rispondere di numerosi atti persecutori compiuti ai danni dell’ex compagna che sarebbe stata minacciata in seguito alla sua decisione di interrompere la relazione. L’eventuale condanna, alla luce della strategia processuale del giudizio abbreviato, sarebbe ridotta di un terzo.

Oltre che alle progressioni verticali di personale interno, e alla mobilità interna, alla Provincia di Agrigento si procederà a nuove assunzioni, soprattutto di personale tecnico necessario per sostenere, in termini di progettazione e ottimizzazione, la spesa dei fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Così è stato concordato nel corso di un incontro tra il Commissario alla Provincia, Raffaele Sanzo, e il segretario generale Pietro Amorosia. Tali progressioni e assunzioni sono ritenute da Sanzo necessarie anche per fronteggiare i pensionamenti, già avvenuti o imminenti. Il tutto è stato preventivato nel biennio 2022-2024, secondo una preliminare ricognizione del fabbisogno di personale.

Sono gravi le condizioni della pensionata novantatreenne rimasta intossicata dal fumo, sprigionato dall’incendio divampato nella tarda serata di giovedì, nella sua abitazione di via Maggiordomo, ad Aragona. L’anziana è ricoverata in Terapia intensiva all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. La prognosi sulla vita viene mantenuta riservata dai medici. Il figlio, cinquantatreenne, che vive con la pensionata, anche lui intossicato dopo avere inalato fumo, è stato invece trasferito, con l’elisoccorso del 118, dal presidio ospedaliero di contrada “Consolida” all’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Anche per l’uomo il quadro clinico è grave. Entrambi hanno riportato, inoltre, delle ustioni agli arti.

Madre e figlio, sono stati soccorsi, e salvati dai vigili del fuoco del Comando provinciale. Subito sono stati portati all’ospedale di Agrigento dove i medici del pronto soccorso hanno appurato la gravità dell’intossicazione da fumo. L’anziana è stata immediatamente ricoverata in Terapia intensiva, è, purtroppo, in condizioni critiche. Durante la notte, alle tre circa, il figlio si è aggravato e i medici del “San Giovanni di Dio” ne hanno disposto il trasferimento in una struttura meglio attrezzata, appunto il “Cannizzaro” di Catania.

Pochi i dubbi sul fatto che il rogo sia divampato dalla stufa a gas che era stata collocata vicino al divano. Sono stati i vicini a richiedere l’intervento dei soccorsi, dopo avere sentito all’improvviso un forte boato. A scoppiare è stato il condizionatore, e poi sono esplosi anche i vetri dell’abitazione.  I carabinieri della Stazione di Aragona si stanno occupando delle indagini per ricostruire la dinamica dell’evento.

Giovanni Vaccaro, assessore al verde pubblico del Comune di Agrigento, risponde all’interrogazione dei consiglieri comunali di opposizione Hamel e Bongiovì sul taglio degli alberi in Viale dei Pini a San Leone.

“Visto che sono stato tirato in ballo sulla vicenda pini a San Leone, mi corre l’obbligo di rispondere per onor di verità , mi stranisce che un consigliere esperto come Hamel che ha avuto ruoli nelle precedenti amministrazioni prima di uscire pubblicamente quanto meno avrebbe dovuto fare tutte le verifiche del caso.

Carte alla mano , le procedure seguite sono legittime, i lavori sono stati autorizzati e sono a carico dei privati dopo accurate relazioni e perizie agronomiche che possono essere consultate dai due consiglieri e i costi delle ditte sono a carico dei privati.

Ergo i consiglieri si documentino bene, in questo caso l’amministrazione comunale non è parte attiva del procedimento.

Queste procedure come conosce il consigliere Hamel seguono lo stesso iter svolto in un recente passato da vecchie amministrazioni.

Le perizie dell’agronomo nominato dal Comune sono state dettagliate in maniera certosina , molti degli alberi oggi tagliati sono stati identificati appartenenti alla classe di pericolosità D:aventi segni, sintomi o difetti gravi che portano a una riduzione severa della sicurezza naturale dell’albero stesso.

Per questo , conclude l’Assessore, prima di fare critiche strumentali anche per il futuro sarebbe meglio documentarsi preventivamente sullo stato delle cose. Questa amministrazione lavora e opera da 16 mesi con trasparenza e con azioni a difesa del territorio”

La frazione balneare di Cannatello cambia volto. In via Farag, rispettando i tempi previsti, sono stati completati i lavori di ripristino della viabilità e sistemazione delle opere di protezione marina.

«Riconsegniamo alla pubblica fruizione e prima della stagione estiva – sottolinea il sindaco Francesco Miccichè con l’assessore alla protezione civile e LL.PP ing. Gerlando Principato – un sicuro affaccio sul mare ai cittadini e villeggianti. Prosegue senza sosta la nostra attività di tutela e valorizzazione del territorio e di riqualificazione del nostro lungomare. Puntiamo a realizzare anche altri interventi, per garantire ai cittadini della zona e ai turisti, di poter godere di questo bellissimo tratto di costa disponibile».

Le opere realizzate permetteranno di ridurre il rischio di estensione del fenomeno di dissesto limitandone l’avanzamento, inoltre consentiranno l’utilizzo della strada comunale senza alcuna limitazione di portata e transito.

4.448 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su 32.381 tamponi processati. Scende l’indice di positività (13,7%, ieri era al 14,9%). È quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute. Ieri erano stati 4.142 su 27.722 test. Sono 19 i decessi e si riferiscono ai giorni precedenti mentre i guariti sono 7.239. Scendono i ricoveri in regime ordinario (-15) ma salgono ancora in terapia intensiva (+2).

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.300, Catania 951, Messina 1.281, Siracusa 443, Agrigento 430, Trapani 545, Ragusa 285, Caltanissetta 245, Enna 82.

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo, in collaborazione con funzionari dell’ispettorato repressione Frodi del ministero dell’Agricoltura, hanno sequestrato uno stabilimento enologico con sede a Monreale che avrebbe prodotto vino sofisticato, miscelando acqua e zucchero. Si tratta di oltre 3 milioni e 307 mila litri di vino dei quali non è stato possibile tracciare l’origine e la provenienza, per un valore di 5 milioni e 160mila euro. Nel corso delle indagini sono state effettuate perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale, per bloccare le partite di prodotto adulterato distribuite dal titolare della cantina di Monreale, con il concorso di altri 8 indagati dei reati di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine. Le partite di zucchero di barbabietola e zucchero di canna, acquistate in nero da un’azienda di Palermo, avrebbero rifornito la cantina di Monreale, dove poi sarebbe stata effettuata la miscelazione con acqua, ottenendo così un composto per la preparazione di falsi vini e mosti. Tra il 2020 e il 2021 sono stati venduti oltre 4 milioni di litri di prodotto vinoso su tutto il territorio nazionale.

Il magistrato agrigentino, originario di Cammarata, Marcello Viola, è il nuovo procuratore di Milano, votato dal plenum del Csm a maggioranza. L’attuale procuratore generale di Firenze ha ottenuto 13 voti, contro i 3 per il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, e i 6 per il procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli. Marcello Viola si insedierà al posto di Francesco Greco, in pensione dallo scorso novembre. Viola è in magistratura dal 1981. E’ stato pubblico ministero a Palermo, poi procuratore a Trapani, fino ad approdare alla procura generale di Firenze, che ha diretto dal 2016.

Ad Aragona, in un’abitazione in via Maggiordomo, per cause in corso di accertamento, forse una stufa accesa troppo a ridosso di un divano, è divampato un incendio. Madre e figlio, di 95 e 63 anni, hanno subito delle ustioni non gravi a mani e gambe. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento, già impegnati ad Aragona per un altro intervento, che hanno scongiurato danni maggiori oltre condizionatore, televisore e vetri già esplosi o in frantumi. I due sono stati soccorsi e trasportati in ospedale ad Agrigento. I Carabinieri della locale stazione, coordinati dal maresciallo Paolino Scibetta, hanno compiuto i rilievi di competenza.

Inviata una lunga nota a numerose autorità e organi istituzionali nella quale si evidenziano le innumerevoli incoerenze di questa lunga vicenda che aveva visto tutti gli enti preposti rilasciare i dovuti pareri favorevoli.

La società Catanzaro, con una lunga nota inviata a numerose autorità e organi istituzionali, ha presentato una formale diffida al Genio civile di Agrigento a procedere all’immediata revoca del provvedimento di misurazione delle distanze dall’impianto dal centro urbano di Montallegro, indicando numerose criticità nelle procedure.

“Il provvedimento adottato nei giorni scorsi dal Genio civile – dice l’amministratore della società, Giuseppe Panebianco – rappresenta l’ultimo esempio di un modo di procedere che appare ben lungi dal perseguire gli interessi della collettività. E’ a nostro parere illegittimo il comportamento del Comune di Montallegro che, a soli 5 giorni di chiusura di un procedimento – lungo, laborioso, ove tutti gli organi competenti si erano positivamente espressi sul progetto della Catanzaro – decide, violando procedure e termini di legge, di modificare il perimetro del centro urbano con l’effetto di avvicinarlo all’impianto della Catanzaro, onde poter accampare il mancato rispetto delle distanze di legge. Allo stesso modo illegittimo è il comportamento del Genio civile di Agrigento: da un lato dichiara di non avere gli strumenti per effettuare la misurazione, ma dall’altro lato si fa consegnare dal Comune di Montallegro carte e mappe, le sovrappone e procede ad una misurazione”.

La società, nel rivolgersi a tutti gli enti preposti, evidenzia come già l’Arpa avesse già chiarito che tale misurazione richiede l’impiego di una specifica strumentazione tecnica, parere peraltro condiviso da tutta la comunità scientifica e da illustri urbanisti che, già precedentemente interpellati, hanno chiarito che “non è metodologicamente e scientificamente corretto procedere ad una misurazione di distanze sovrapponendo carte differenti, senza peraltro fissare punti certi da cui effettuare i calcoli”.

“Restiamo inoltre esterrefatti – continua Panebianco – nel leggere le dichiarazioni del sindaco di Montallegro, che attribuisce la conclusione di questa vicenda ad un personale intervento sul presidente della Regione Siciliana. Questo perché, nonostante una legge che regolamenta una procedura complessa, nonostante i pareri e gli accertamenti tutti positivi espressi dalle numerose autorità competenti; nonostante il Consiglio di Stato, con un proprio recente parere, abbia chiarito che in queste procedure i Comuni non hanno legittimazione ad intervenire; nonostante anche l’Ufficio legale della Regione Siciliana abbia confermato la correttezza della procedura sin qui seguita dagli organi competenti, oggi sembra che ‘basti’ una misurazione effettuata sulle carte, e non sui luoghi, e realizzata senza alcun contraddittorio, a stoppare la creazione di un impianto utile e necessario la cui mancata realizzazione avrà ricadute non solo occupazionali, ma anche, e soprattutto, di economie per il territorio su cui graveranno i maggiori oneri che la collettività dovrà sopportare per lo smaltimento dei rifiuti organici vista la carenza, nel proprio ambito di riferimento, di impianti a ciò destinati”.