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5.911 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 30.961 tamponi processati. Ieri erano 6.236. Il tasso di positività scende al 19,1%. La Sicilia è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 163.777 con un aumento di 2.498 casi. I guariti sono 4.276 mentre si registrano 25 vittime che portano il totale dei decessi 11.505. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 1019, in terapia intensiva sono 50.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.316 casi, Catania 1.568, Messina 1.140, Siracusa 544, Trapani 595, Ragusa 483, Caltanissetta 333, Agrigento 697, Enna 123.

Due morti per Covid a Grotte e Sciacca, e diagnosticati 1.82 nuovi casi positivi, a fronte di 2.258 tamponi processati. Lo riporta il bollettino dell’Asp di Agrigento.  Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, i casi di Coronavirus, in tutto l’Agrigentino, sono 122.903 (1 marzo 2020 – 19 luglio 2022). In totale i guariti sono 110.352.  Gli attuali positivi sono 11.976, di cui 11.918 in isolamento domiciliare, e 58 ricoverati in ospedale. Sono 5 i pazienti si trovano ricoverati in terapia intensiva all’ospedale “F Parlapiano” di Ribera. Gli altri ricoverati: 26 al presidio ospedaliero riberese, 24 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, e 3 in ospedale fuori provincia. Complessivamente 574 le vittime per il virus dall’inizio della pandemia. In totale dall’inizio del Coronavirus, in provincia di Agrigento, 486.492 tamponi processati.

I casi distribuiti per ciascun comune della provincia secondo il report del 19 luglio: Agrigento 16.854 (1.645 attuali contagiati, 15.148 guariti e 61 deceduti); Alessandria della Rocca 600 (66 attuali contagiati, 532 guariti e 2 deceduti); Aragona 2.383 (287 attuali contagiati, 2.088 guariti e 8 deceduti); Bivona 1.018 (109 attuali contagiati, 908 guariti e 1 deceduto); Burgio 608 (35 attuali contagiati, 570 guariti e 3 deceduti); Calamonaci 355 (16 attuali contagiati, 336 guariti e 3 deceduti); Caltabellotta 781 (78 attuali contagiati, 697 guariti, e 6 deceduti); Camastra 600 (37 attuali contagiati, 557 guariti, e 6 deceduti); Cammarata 1.750 (144 attuali contagiati, 1.603 guariti e 3 deceduti); Campobello di Licata 3.077 (266 attuali contagiati, 2.791 guariti, e 20 deceduti); Canicattì 11.606 (1.177 attuali contagiati, 10.370 guariti e 59 deceduti); Casteltermini 2.254 (253 attuali contagiati, 1.992 guariti e 9 deceduti); Castrofilippo 918 (88 attuali contagiati, 824 guariti e 6 deceduti);  Cattolica Eraclea 908 (53 attuali contagiati, 851 guariti e 4 deceduti); Cianciana 957 (145 attuali contagiati, 806 guariti e 6 deceduti); Comitini 259 (13 attuali contagiati, e 246 guariti); Favara 11.648 (1.058 attuali contagiati, 10.556 guariti e 34 deceduti); Grotte 1.390 (147 attuali contagiati, 1.238 guariti e 5 deceduti); Joppolo Giancaxio 333 (32 attuali contagiati, 300 guariti e 1 deceduto); Licata 9.126 (946 attuali contagiati, 8.138 guariti, 42 deceduti); Lucca Sicula 444 (34 attuali contagiati, 409 guariti, 1 deceduto); Menfi 3.355 (451 attuali contagiati, 2.888 guariti e 16 deceduti); Montallegro 729 (53 attuali contagiati, 668 guariti e 8 deceduti); Montevago 656 (59 attuali contagiati, 595 guariti e 2 deceduti); Naro 1.915 (258 attuali contagiati, 1.643 guariti e 14 deceduti); Palma di Montechiaro 6.420 (527 attuali contagiati, 5.855 guariti e 38 deceduti); Porto Empedocle 4.764 (435 attuali contagiati, 4.312 guariti, e 17 deceduti); Racalmuto 2.199 (207 attuali contagiati, 1.984 guariti e 8 deceduti); Raffadali 3.716 (414 attuali contagiati, 3.283 guariti, e 19 deceduti);  Ravanusa 2.859 (203 attuali contagiati, 2.642 guariti, 14 deceduti); Realmonte 1.424 (156  attuali contagiati, 1.263 guariti e 5 deceduti); Ribera 5.305 (338 attuali contagiati, 4.934 guariti e 33 deceduti); Sambuca di Sicilia 1.013 (71 attuali contagiati, 914 guariti e 28 deceduti); San Biagio Platani 904 (86 attuali contagiati, 808 guariti, e 10 deceduti); San Giovanni Gemini 2.110 (259 attuali contagiati, 1.845 guariti e 6 deceduti); Sant’Angelo Muxaro 418 (45 attuali contagiati, 372 guariti e 1 deceduto); Santa Elisabetta 623 (84 attuali contagiati, 537 guariti e 2 deceduti); Santa Margherita Belice 1.604 (128  attuali contagiati,1.465 guariti e 11 deceduti); Santo Stefano Quisquina 1.025 (111 attuali contagiati, 911 guariti e 3 deceduti); Sciacca 11.521  (1.326  attuali contagiati, 10.144 guariti e 51 deceduti); Siculiana 1.573 (99 attuali contagiati, 1.467 guariti, e 7 deceduti); Villafranca Sicula 351 (38 attuali contagiati, 312 guariti  e 1 deceduto).

Sono 3 i migranti attualmente positivi al Covid nelle strutture di accoglienza in territorio della provincia agrigentina.

Nell’anno in cui Poste Italiane celebra i suoi 160 anni, i Palazzi di Poste continuano a rappresentare un punto di riferimento sul territorio nazionale e ad essere un simbolo della bellezza architettonica e della storia dell’Italia. Il Palazzo di Agrigento, oggi come ieri, è emblema di un’epoca e ricopre un ruolo di indiscutibile testimonianza storica e di maestosa autorevolezza.

Il palazzo viene realizzato tra il 1932 e il 1935, su progetto di Angiolo Mazzoni, già impegnato nei lavori del palazzo delle Poste di Palermo. L’originale impianto cilindrico è espressione della visione futurista e razionalista che permea moltissime opere pubbliche degli anni ’30. Cemento armato, marmi, pietre colorate, elementi funzionali e decorativi coesistono e le sculture di Quirino Ruggeri e i mosaici di Matilde Festa Piacentini impreziosiscono gli interni. Il palazzo delle Poste di Agrigento è ancora oggi non solo un punto di riferimento architettonico e artistico, ma anche un presidio sul territorio comunale, ospitando gli uffici della filiale provinciale di Agrigento di Poste Italiane e uno degli oltre 10 uffici postali presenti in città.

I palazzi di Poste Italiane spesso sono opere d’autore, nelle loro più diverse declinazioni artistiche e strutturali hanno rappresentato negli anni la trasformazione che il nostro Paese ha vissuto tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopo guerra. Anche dal punto di vista della cultura architettonica hanno contribuito a delineare il contorno di una inedita modernità, senza dimenticare l’importante ruolo sociale che hanno rappresentato per tutte le generazioni e in ogni epoca.

La bellezza del Palazzo di Piazza Vittorio Emanuele è stata esaltata nel prestigioso volume artistico “LE BELLE POSTE. Palazzi storici delle Poste Italiane” edito da Franco Maria Ricci proprio in occasione dei 160 anni di Poste Italiane. Il testo è una raccolta di schede tecniche, immagini e approfondimenti degli edifici storici accompagnati da bozze e disegni realizzati da fotografi d’eccellenza come Luciano Romano, Giovanni Ricci-Novara e Massimo Listri.

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento ed il suo territorio si trovano ai vertici di una particolare classifica regionale che riguarda le attività di controllo ed eradicazione di pericolose patologie come la brucellosi bovina, ovi-caprina e la tubercolosi bovina e bufalina. Stando ai risultati di monitoraggio dei primi sei mesi del 2022, resi noti dal Servizio 10 “Sanità veterinaria” del Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico della Regione siciliana, la provincia di Agrigento risulta virtuosa su più fronti. Per ciò che riguarda la brucellosi bovina, l’ASP di Agrigento può vantare il più alto valore di aziende controllate fra quelle soggette al programma con un 96,63% che la colloca in vetta alle liste di merito seguita da Catania (93,17%) e Palermo (89,52%). Questo valore, unito allo 0% di positività all’infezione su 6.971 capi controllati, attribuisce di fatto al territorio agrigentino lo status di provincia indenne alla patologia. Altrettanto incoraggiante il prospetto che riguarda la tubercolosi bovina e bufalina con il 95,43% delle aziende già controllate (anche in questo caso percentuale più alta in Sicilia) e incidenza nulla di animali infetti (unica provincia in Sicilia) sul totale di 9.195 capi controllati (88.25% del target controllabile). Efficace anche il controllo sulla brucellosi ovi-caprina con il 42,79% di aziende già controllate (quinto posto regionale) e percentuale di animali positivi vicina allo zero (0,61%) su 37.528 capi controllati.

La capillare azione svolta dal Dipartimento di prevenzione veterinario ASP ed i risultati conseguiti nel periodo preso in esame, hanno indotto il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, ad esprimere formalmente il suo apprezzamento con una nota, diretta al direttore, Antonio Izzo, e a tutto il personale dipartimentale, nella quale si legge: “si esprime compiacimento per l’encomiabile risultato raggiunto e per la pregevole attività lavorativa fin qui svolta dalla S.V. congiuntamente al personale afferente a codesto Dipartimento”.

Si è svolta al Tribunale di Agrigento innanzi al giudice per le udienze preliminari, Micaela Raimondo, un’udienza nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Waterloo”, che ruota intorno alla società per azioni Girgenti Acque, gestore unico del servizio idrico nella provincia di Agrigento, già destinataria di una interdittiva antimafia nel novembre del 2018, poi dichiarata fallita. Hanno chiesto di costituirsi parte civile l’associazione “A testa Alta”, la Curatela Fallimentare “Girgenti acque”, il Ministero della Difesa per conto dei Carabinieri, il Ministero degli Interni per il coinvolgimento dell’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede tra gli imputati, l’Arpa Sicilia, “Civiesse srl”, il Comune di Sciacca, l’Aica, l’Ati Agrigento e Parnet. Prossima udienza l’8 settembre.

Il sindaco di Agrigento Franco Miccichè informa i cittadini che per problemi alla piattaforma della ditta Traina Srl, la raccolta della plastica delle utenze domestiche, prevista per venerdì 22 luglio non sarà effettuata.
Il servizio di raccolta della plastica riprenderà, secondo il consueto calendario, martedì 26.

E’ stata finalmente approvata la legge sul fenomeno del randagismo in Sicilia, che si propone di risolvere il problema dei cani abbandonati nell’Isola. Una legge dal valore storico per la Sicilia che assume rilevanza nazionale. In una regione nella quale il triste fenomeno del randagismo assume numeri impressionanti.

E’ il commento dell’onorevole di “Prima L’Italia” e Presidente della Commissione di Verifica e Monitoraggio delle Leggi all’Ars Carmelo Pullara.

L’Assemblea Regionale Siciliana -scrive Pullara- ha dato l’ok definitivo alla legge sul fenomeno del randagismo. Prevista l’identificazione dei cani attraverso l’istituzione di un’anagrafe regionale. Le norme approvate, inoltre, istituiscono l’obbligo di registrazione in una banca dati contestuale alla microchippatura e il divieto assoluto di ingresso per i cani padronali provenienti da altre regioni e non identificati. Prevista inoltre -spiega Pullara-una netta distinzione tra rifugio e ricovero.

I cani saranno sterilizzati e curati nei rifugi pubblici o privati convenzionati, gli unici dotati di ambulatorio, e poi trasferiti nel più breve tempo possibile nei ricoveri o nei parco-ricoveri in attesa di essere adottati se non possono essere reimmessi in territorio.

Esprimo soddisfazione per l’approvazione di questa norma a cui ho sempre tenuto particolarmente, non solo perchè  componente della Commissione speciale d’inchiesta sul fenomeno del randagismo in Sicilia ma anche perché ho dei cani in casa, dei meticci trovatelli, che sono parte della mia famiglia. Una norma fortemente voluta dal sottoscritto tant’è che in passato ho chiesto più volte l’intervento del governo regionale su un ‘attività di indagine per evidenziare le difformità riscontrate nell’affidamento del servizio di custodia e mantenimento dei cani.

Si tratta di un disegno di legge – conclude Pullara- tanto atteso dalla Sicilia e dai suoi abitanti e che siamo certi darà conforto ad un fenomeno che in Sicilia ha numeri impressionanti e la sua approvazione è un passo avanti di civiltà .

Con ordinanza del Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, che modifica lo stato di detenzione in carcere con quello meno afflittivo dei domiciliari, il luogotenente dei carabinieri Gianfranco Antonuccio, in servizio al Reparto investigativo della Compagnia di Licata, ha lasciato la casa circondariale Paglierelli di Palermo ed ha fatto rientro a casa.

L’uomo era stato arrestato venti giorni fa (sul suo conto anche dichioarazioni accusatorie dell’ex avvocato Angela Porcello) su iniziativa della Direzione distrettuale antimafia di Palermo (procuratore aggiunto Paolo Guido e sostituti Francesca Dessì e Pierangelo Padova) che aveva chiesto al Gip del Tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, ottenendola, una misura cautelare in carcere oltre che per il carabiniere (difeso dall’avv. Giuseppe Vinciguerra) anche per Filippa Condello, (difesa dall’avv. Giovanni Lomonaco) l’altra indagata finita in carcere al Paglierelli di Palermo. Anche per la donna buone notizie: è tornata in libertà e avrà solo l’obbligo di presentazione in caserma. Il terzo indagato della stessa vicenda, il commerciante Giuseppe Di Vincenzo, 53 anni di Palma di Montechiaro (difeso dall’avvocato Giuseppe Fabio Cacciatore) che era finito ai domiciliari, è tornato in libertà. Per lui è stato disposto l’obbligo di presentazione e di firma.

Le accuse, a vario titolo, per gli indagati sono di corruzione, induzione a consegnare denaro, traffico di monete false e rivelazione di segreto d’ufficio.

Il Gip Zammuto ha tenuto conto nel suo provvedimento degli esiti dell’interrogatorio chiesto ed ottenuto dagli indagati e sostenuto davanti al Pubblico ministero Barbara Cifalinò. Le loro risposte, evidentemente, hanno avuto un peso determinante nel convincere il Gip ad adottare misure cautelari meno afflittive.