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“Credo che qualcosa della generosità del mitico Gellia sia rimasto nel Dna degli agrigentini e lo dimostrano questi ultimi anni in cui migliaia e migliaia di persone che scappano dalle guerre, dalle carestie, dalla fame si riversano ad Agrigento. La città non ha problemi ad accoglierli perché gli agrigentini sanno che l’accoglienza non è solo un gesto di fraternità, ma è anche un arricchimento della propria cultura, un allargamento del proprio orizzonte”. Per lo scrittore agrigentino, Andrea Camilleri, Agrigento merita di fregiarsi del titolo di “Capitale Italiana della Cultura”, non solo per la Valle dei Templi e il suo immenso patrimonio, ma anche e soprattutto perché è la città dell’accoglienza e a questo proposito cita il munifico Gellia, che nell’antica città romana di Agrigentum era solito accogliere ed ospitare a sue spese ogni forestiero. Tra i temi sostenuti per la candidatura di Agrigento, frontiera in Europa di accoglienza, d’integrazione e interculturalità, figura infatti anche l’esperienza culturale e civica profonda. Con il suo avamposto Lampedusa, la città dei Templi assurge a terra di confine, con un destino legato alle sorti dei migranti, alla gestione dell’accoglienza ai rifugiati, all’assistenza sanitaria e ai numerosi salvataggi estremi in mare, nonché a luogo d’approdo e di salvezza verso un futuro migliore. È anche un Mediterraneo che offre l’opportunità per consolidare relazioni interculturali, cui attribuire un alto valore aprendo un orizzonte di ricerca e di alta formazione sul Patrimonio Culturale in collaborazione con le Università transfrontaliere. 

Nelle foto da sx: Francesco Romano, Giuseppe Ingaglio, Ettore Di Ventura, Alfonso Cimino, Pietro Fiaccabrino, Giuseppe Lalicata, Carmelo Faldetta

E’ il tema della Giornata di Studi nella ricorrenza della Licentia populandi di Canicattì, 3 febbraio 1468,
in programma sabato, 3 febbraio prossimo, alle 9, al Teatro Sociale a Canicattì.

L’organizzazione dell’Evento, patrocinato dal Comune di Canicattì, è a cura della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento e della Fondazione Architetti del Mediterraneo.

Saranno presenti: Eugenio Magnano di San Lio, presidente della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli; Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti; Michaela Stagno d’Alcontres, vicepresidente nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli oltre a docenti universitari, studiosi e professionisti del settore.

La Licentia populandi 3 febbraio 1468
Nel 1448 Antonio Fulco Palmeri vendette per 250 once la baronia ad Andrea De Crescenzio il quale, il 3 febbraio del 1468, ottenne la facoltà di ampliare i confini di Canicattì. De Crescenzio si impegnò parecchio: fece affluire, concedendo agevolazioni e concessioni, genti provenienti da ogni dove.
Fu così che, sotto il governo di De Crescenzio, Canicattì raggiunse la superficie di circa 800 ettari.
In un primo momento, la data dell’atto fu fatta risalire al 1467 ma si tratta di un errore di calcolo: gli anni, in quell’epoca, venivano calcolati secondo le indizioni (ciclo di 12 anni). L’indizione scadeva il 25 marzo.
Soltanto dopo certosine verifiche storiche, è emerso che non si trattava del 1467 ma del 1468.
Fu proprio in quell’anno, nel 1468, che De Crescenzo chiese al re la terra, una piccola borgata, e cominciò la costruzione di Canicattì.

Le strutture architettoniche: un patrimonio da recuperare
Le strutture architettoniche o i brani di murature di edifici antichi non utilizzati e, a causa della loro consistenza, non utilizzabili, coinvolgono un patrimonio culturale qualitativamente e storicamente significativo. Tali vestigia costituiscono un ‘limbo’ di ruderi, la cui conservazione, restauro e valorizzazione, sono decisamente più complessi e articolati rispetto ad altre situazioni.
Nel caso specifico delle strutture fortificate la problematica impone maggiore attenzione. Spesso di fondazione medievale – e talvolta anche precedente – esse si presentano notevolmente stratificate poiché, nel corso dei secoli, hanno dovuto costantemente essere adattate alle sempre rinnovante esigenze difensive e di rappresentatività del potere. Senza contare le riparazioni di eventuali danni subiti.
Terminata e perduta la funzione fondante e, quindi, se non trasformate per altre finalità, talvolta in modo radicale, le strutture fortificate e difensive sono state abbandonate. La mancanza di manutenzione, l’incuria e l’oblio hanno, di conseguenza, determinato un degrado, talvolta consistente e, purtroppo, difficilmente rimediabile.

 

 

La Giornata di Studi
La Giornata di Studi, rivolta a progettisti, insegnanti e studiosi del settore, intende porre l’attenzione alla problematica delle vestigia in ordine alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio sopravvissuto.
Il caso del castello di Canicattì è un eloquente e significativo esempio di complesso di ruderi stratificati nei secoli. L’impianto originario del maniero trecentesco ha subito un radicale processo di trasformazione nei secoli successivi, soprattutto XVI e XVII, quando diviene residenza dei Bonanno, signori della città.

 

Dopo i saluti del sindaco Ettore Di Ventura; di Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento; di Eugenio Magnano di San Lio, presidente della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli, seguiranno le argomentazioni di Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti del Mediterraneo.

Nel corso della Giornata di Studi interverranno:
Maria Rosaria Vitale, dell’Università di Catania, sul tema “Il destino delle strutture fortificate: sfida e potenzialità”;
Rosario Scaduto, dell’Università di Palermo sul tema “Progetti e interventi di restauro di architetture fortificate del medioevo”;
Lina Bellanca, Soprintendente Beni culturali e ambientali di Palermo, sul tema “Difesa, residenza e rappresentazione del potere nelle strutture fortificate: esempi di recupero e valorizzazione”.

Interventi programmati a cura
dell’architetto Giuseppe Lalicata sul tema “La sicurezza strutturale dei ruderi”;
dell’ingegnere Salvatore Costa, della Divisione grandi progetti Mapei, sul tema “Degrado dei materiali e compatibilità di interventi nelle strutture fortificate”;
dell’architetto Giuseppe Ingaglio, della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli, sul tema “Approccio propedeutico e metodologico al Castello di Canicattì”.

Conclusioni a cura
dell’architetto Rino la Mendola e della dottoressa Gabriella Costantino, Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Agrigento.

Nelle prime ore del pomeriggio, è prevista la visita guidata al Castello di Canicattì.

 

 

 

L’assessore regionale della Famiglia, Politiche Sociali e 
Lavoro ha illustrato le linee programmatiche del suo mandato alla Commissione 
Servizi Sociali e Sanitari all’Ars, presieduta dal deputato regionale 
Margherita La Rocca Ruvolo. Finanziamenti, Piani di Zona, Ipab, terzo settore, 
violenza di genere e disabilità sono solo alcune delle tematiche sviluppate 
dall’assessore Ippolito nel corso del suo intervento. “La disabilità gravissima 
– ha detto Ippolito ai parlamentari della VI Commissione – fino ad oggi è stata 
affrontata con misure emergenziali. Si dovrà fare affidamento necessariamente 
su una programmazione integrata sanità/politiche sociali. Solo così potrà 
essere garantita la presa in carico delle persone con disabilità. Sono stati 
pertanto avviati tavoli tecnici tra Assessorato della Salute e Assessorato 
della Famiglia”. Per il 2018, l’obiettivo annunciato è quello di una opportuna 
soluzione che possa garantire a tutti i disabili gravissimi parità di 
trattamento, costanza di cura e accesso all’informazione. Martedì prossimo, 
proprio la Commissione Parlamentare Servizi Sociali e Sanitari si esprimerà, in 
merito, con un emendamento al Disegno di Legge n.46 “Norme stralciate dall’
esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 
2018”. L’atto è stato discusso con l’assessore Mariella Ippolito, alla presenza 
dei dirigenti generali dei due Assessorati Mario Candore e Rino Giglione.

La Sig.ra C.M., di 52 anni, di Favara , è proprietaria di un fabbricato ubicato in Agrigento, località San Leone, ricadente nella zona A di cui al DM 16/5/68 , realizzato in epoca antecedente all’apposizione del vincolo giusta licenza edilizia rilasciata dal Comune di Agrigento. L’immobile in questione è stato oggetto di alcuni interventi edilizi, senza aumento di volume e di altezze, da parte della madre della Sig.ra C.M., per i quali è stata rilasciata la compatibilità paesaggistica dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento; successivamente il Comune di Agrigento ha rilasciato le concessioni edilizie in sanatoria per i detti interventi edilizi. Orbene l’edificio in questione, in ragione della vetustà, richiede urgenti interventi di ripristino degli intonaci esterni, ed un intervento di manutenzione delle coperture; pertanto la sig.ra C.M. presentava al Comune di Agrigento una richiesta di permesso di costruire per eseguire opere di manutenzione straordinaria sull’immobile, che non alterano nè il volume nè l’altezza. Al contempo la Sig.ra C.M. richiedeva alla Soprintendenza di Agrigento il rilascio del nulla osta per l’esecuzione dei predetti lavori di manutenzione straordinaria; la Soprintendenza richiedeva in via istruttoria la trasmissione di alcuni elaborati. Prontamente la ditta trasmetteva gli elaborati richiesti ; ma, perdurando l’inerzia della Soprintendenza, la Signora C.M. comunicava l’avvenuta formazione del silenzio-assenso sulla richiesta di nulla osta paesaggistico. Alcuni mesi dopo il Comune di Agrigento comunicava alla sig.ra C.M. che la Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento con apposita nota  (mai trasmessa alla ditta ) aveva diffidato la ditta a non intraprendere i lavori senza la preventiva autorizzazione della Soprintendenza, con la precisazione che nella zona A della Valle dei templi non trova applicazione l’istituto del silenzio assenso.; e pertanto l’esame della pratica veniva sospeso fino all’acquisizione dell’autorizzazione della Soprintendenza BB.CC.AA. A questo punto la proprietaria dell’immobile si è rivolta agli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò per la proposizione di un ricorso giurisdizionale davanti al Tar Sicilia contro la Soprintendenza BB.CC.AA.di Agrigento per l’annullamento, previa sospensione, della diffida a non intraprendere i lavori afferenti la ristrutturazione edilizia del fabbricato sito in Agrigento, località San Leone, nonchè per l’accertamento della formazione del silenzio assenso sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica avente ad oggetto la detta ristrutturazione edilizia. In particolare gli avvocati Girolamo  Rubino e  Vincenzo Airò hanno citato un precedente giurisprudenziale dello stesso Tar Sicilia secondo cui” le autorizzazioni ad eseguire opere in zone soggette a vincolo paesistico o su immobili di interesse storico-artistico sono rilasciate o negate dalle competenti Soprintendenze entro il termine perentorio di 120 giorni, Le competenti Soprintendenze possono interrompere il termine di 120 giorni solamente una volta per la richiesta di chiarimenti o integrazioni. Alla presentazione della documentazione richiesta gli uffici avranno l’obbligo entro i successivi sessanta giorni di esprimere un proprio parere. Trascorso il termine perentorio di cui sopra il parere si intende reso in senso favorevole”; donde l’illegittimità della diffida impugnata, adottata ben oltre i termini normativamente imposti. Il TAR Sicilia Palermo,Sezione Prima, condividendo la censura inerente l’intervenuta formazione del silenzio assenso sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, condannando la Soprintendenza di Agrigento al pagamento delle spese giudiziali inerenti la fase cautelare. Pertanto, per effetto della pronunzia cautelare resa dal TAR, la Sig,ra C.M. potrà intraprendere l’intervento di ristrutturazione edilizia del fabbricato di sua proprietà , mentre la Soprintendenza pagherà le spese giudiziali afferenti la fase cautelare. 

 

La proposta: «Venga a fare il responsabile di”Rinascimento” per l’antimafia»

Vittorio Sgarbi manifesta solidarietà all’ex presidente della Regione Siciliana escluso dalle liste del Pd nonostante il leader Matteo Renzi gli avesse promesso una candidatura:

 

 «Rosario Crocetta – osserva Sgarbi – è stato ed è, anche se spesso con posizioni integraliste tipiche di un’antimafia di maniera, un simbolo della lotta alla mafia in Sicilia, e come tale il Pd lo ha per anni esibito come una mostrina d’onore.

Lo stesso Pd così solerte, nel nome di una solo professata e poco praticata legalità, nel chiedere commissariamenti di comuni guidati da loro avversari politici – come è accaduto nel caso di Salemi con un prefetto dell’epoca prono e compiacente – non può oggi rinunciare a un simbolo antimafia solo per garantire la poltrona ad anonimi parlamentari uscenti che temono di non essere rieletti.

 Se, diversamente, il motivo dell’esclusione di Crocetta è politico per i mediocri risultati del suo precedente Governo, non si capisce perché debba pagare pegno solo lui, visto che nella sua giunta vi erano molti esponenti del Pd, gli stessi che oggi lo guardano quasi fosse un alieno e non uno con cui hanno amministrato e condiviso l’azione di Governo.

Se, come  temo – conclude Sgarbi –  Crocetta sarà fatto fuori dal Pd, annuncio la mia disponibilità a indicarlo come Responsabile nazionale per l’antimafia del movimento “Rinascimento”»

Il Soroptimist Club Agrigento mette in campo una delle sue azioni principali per sviluppare nelle ragazze la consapevolezza di essere all’altezza dei compagni maschi nella scelta di facoltà scientifiche per la loro futura realizzazione nel mondo del lavoro.
Si parte proprio da SI fa STEM , acronimo che include le iniziali delle facoltà scientifiche ( Science, Technology, Engineering,Mathematics) per arrivare al cuore dell’attività , proponendo un doppio incontro con Garrett Souza studente del Massachusset Institute of Technology di Boston che parlerà della propria esperienza formativa.
Appuntamento, quindi, lunedi 29 dalle ore 9:00 alle ore 11:00 presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Empedocle” e dalle ore 11:30 alle ore 13:00 presso l’aula Magna dell’Istituto Tecnico “Foderà”. L’attività si svolgerà sia in italiano che in inglese e sarà completata da interventi personali di giovani donne professioniste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concluso il terzo giorno di ricerche del sig. Giuseppe Alaimo scomparso a Racalmuto, con esito negativo.

Il Piano Provinciale di Ricerche Persone Scomparse insediato nella Fondazione Leonardo Sciascia si è articolato in squadre che hanno perlustrato il territorio.

In azione diverse Associazioni di Volontariato:  “Volontari Riuniti di Racalmuto”, un’unità cinofila de “I  Lupi di Agrigento”,  “Angeli per la Vita”,  “Falchi Onlus”, “Emergence Life”, che hanno supportato I Vigli Del Fuoco, i Carabinieri, la Protezione Civile e la Polizia Municipale.

In una zona impervia un’unità cinofila dei Vigili del Fuoco ha riportato un infortunio alla caviglia. Il Vigile Esperto Mario Di Marco è stato trasportato al Pronto Soccorso “San Giovanni di Dio” di Agrigento, dove sono in corso gli accertamenti.

Oltre duecentocinquanta ettari di territorio sono stati perlustrati in questi primi tre giorni.   

Il Sindaco ha rivolto un appello alla cittadinanza per cooperare nelle ricerche nella giornata di domani. 

Domani alle ore 8:30 riprenderanno le attività di ricerca.

L’assessore ai servizi sociali del Comune di Racalmuto, dott.ssa Carmela Matteliano, informa che è uscito il bando per l’assegnazione di nuove Borse lavoro. Il bando è riservato solo ai cittadini racalmutesi disoccupati o in situazione di disagio socio-economico. “Le borse lavoro – dichiara l’assessore Carmela Matteliano – sono misure di sostegno al reddito che promuovono l’inclusione sociale di chi vive una situazione di disagio economico e sociale, anche momentanea. I beneficiari svolgeranno servizi in favore della comunità per venti ore settimanali per tre mesi. La Borsa prevede un assegno di 420 euro mensili. E’ un’opportunità anche per mostrare le proprie competenze.”

Le misure messe a bando risalgono al progetto borse lavoro del Piano di zona 2013-15 approvato dal Distretto socio-sanitario D3, ai sensi della legge 328/2000. “Possiamo dire – commenta l’assessore Matteliano – di essere riusciti in questi anni a recuperare gran parte dei finanziamenti che erano destinati ai cittadini di Racalmuto, ma che per vari motivi erano rimasti bloccati al Distretto socio-sanitario di Canicattì”.

Abbiamo sbloccato numerosi progetti in favore della nostra comunità, messi a disposizione dal Distretto Socio Sanitario – precisa il sindaco Emilio MessanaDa quando ci siamo insediati più di ottanta borse lavoro sono state messe a bando, siamo così riusciti a metterci al pari degli altri Comuni del Distretto. Al contempo abbiamo esaurito – con fondi comunali e nonostante le ristrettezze imposte dalla procedura di riequilibrio finanziario – tutte le richieste di contributo economico presentate dai nostri concittadini dal 2011 ad oggi.  Una trama di servizi di assistenza sociale indispensabile per lenire il disagio economico nella nostra comunità. Nel Distretto socio-sanitario Sindaci e assessori alle politiche sociali siamo impegnati costantemente insieme ai funzionari per non far disperdere le preziose risorse che vengono accreditate dalla Regione o dal Ministero e per far ciò abbiamo distribuito il carico di lavoro tra gli otto comuni per rendere più efficienti i procedimenti ed erogare prima possibile risorse, prestazioni e servizi per i cittadini delle nostre comunità.”

Chi fosse interessato può consultare il bando sul sito del comune di Racalmuto o chiedere informazioni direttamente all’ufficio servizi sociali e rivolgersi alla Sig.ra Maria Concetta Tinebra. Ogni borsa lavoro ha un valore di circa 420 euro, per tre mensilità e prevede l’impegno di 20 ore di lavoro settimanali. I servizi che verranno attivati sono vari: dall’assistenza igienico personale ai disabili ed educatori nelle scuole; all’assistenza trasporto urbano, a servizi generici di pulizia e manutenzione alla cura del verde pubblico. Le domande vanno presentate entro il 26 febbraio 2018 all’ufficio dei servizi sociali del comune. L’ufficio formulerà diverse graduatorie, ciascuna per ogni profilo professionale richiesto, a cui potrà attingere per la predisposizione dei servizi e la concessione delle borse lavoro.