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(di Silvio D’Auria) – Dopo la brillante stagione sportiva, la .”Fortitudo Moncada” di Agrigento preannuncia un importante investimento: l’ampliamento del “PalaMoncada” da 2.000 a 3.600 posti a sedere con la realizzazione di nuovi settori delle tribune.
E’ il Presidente Salvatore Moncada a diffonderne il relativo comunicato alla stampa:

“La grande partecipazione di pubblico che abbiamo visto nel momento cruciale della passata stagione ci ha portati a riflettere sull’opportunità di questo intervento. Portare la capienza del PalaMoncada a 3.500 posti è una scelta strategica importante per la società ed è anche una scommessa che vogliamo fare. Puntiamo sull’affetto di tutto il territorio agrigentino, che la squadra ha saputo magnificamente coinvolgere e che è nostro compito accogliere nella maniera migliore possibile. Al PalaMoncada bisogna sentirsi a casa e per questa ragione vogliamo renderlo ancora più bello e funzionale.

Crediamo – conclude nel comunicato, Salvatore Moncada – che sia un bel segnale in un momento ancora molto difficile, non solo per la nostra città ma per lo sport italiano, quello di investire su una infrastruttura tanto preziosa come il palazzo dello sport. Un segnale forte che parte proprio da Agrigento”. (Sil.Dau)

(Silvio D’Auria) – Costretta ormai da anni alla solitudine dopo la lunga depressione, l’attrice è stata trovata morta dalla sua badante. Laura Antonaz, questo il suo vero nome, è stata una delle grandi protagoniste del cinema italiano. Si è spenta nella sua modesta dimora di Ladispoli, vicino Roma. Era nata a Pola, in Istria (Croazia), aveva 74 anni. Icona e sogno erotico popolare per oltre vent’anni, nel 1991 fu protagonista, ma senza fortuna ai botteghini, di “Malizia 2000” remake del grande successo del 1973 di “Malizia” di Salvatore Samperi,  film che la incoronò regina della commedia sexy all’italiana assiemealla Fenech in quegli anni.
Numerose pellicole la resero popolarissima: “Trappola per un lupo” di Claude Chabrol, dove conobbe Jean-Paul Belmondo, “Mio Dio, come sono caduta in basso!” di Luigi Comencini, “Divina creatura” di Giuseppe Patroni Griffi. Nel 1976 interpreta Giuliana ne “L’innocente” di Luchino Visconti, nel 1977 “Gran bollito” di Mauro Bolognini e nel 1981 ”Passione d’amore” di Ettore Scola. Negli anni ‘80 Laura Antonelli lavora in film comici e sexy, “La Venexiana” nel 1985 accanto a Monica Guerritore per poi partecipare a serie televisive come “Gli indifferenti” del 1988 e “Disperatamente Giulia l’anno successivo, dirette da Enrico Maria Salerno e Mauro Bolognini
Nel 1990 all’attrice furono sequestrati 26 grammi di cocaina dentro una villa di Cerveteri. Arrestata e condannata in primo grado a tre anni, fu poi assolta nel 2000 perché riconosciuta semplicemente consumatrice abituale di sostanze stupefacenti. Si sottopose ad a una serie di interventi di chirurgia plastica che le causarono vistosi cambiamenti ai lineamenti del viso deturpando il fascino che l’aveva resa simbolo di bellezza e peccato al tempo stesso.  Abbandonata e lasciata sola dopo  gli scandali che la travolsero, Lino Banfi chiese pubblicamente aiuto per l’ex attrice  ai colleghi del mondo dello spettacolo ma lei rifiutò ogni sostegno preferendo il silenzio e la solitudine. Viveva in una modesta casa assieme alla sua badante. (Sil.Dau)


(Silvio D’Auria)  – Da venerdì 26 a domenica 28 giugno torna “LetterandoinFest,  manifestazione dedicata all’editoria prodotta dall’associazione culturale “Il Cortile”, con la collaborazione di “Vertigo srI”, la partecipazione dell’EIM, il consorzio degli Editori Indipendenti del Mediterraneo e con il patrocinio del Comune di Sciacca
La tre giorni, giunta alla sesta edizione, si svolgerà nella suggestiva cornice del complesso monumentale della Badia Grande, nello storico quartiere di San Michele.
Numerosi eventi a cui parteciperanno gli autori, moderati da giornalisti, editori ed esperti del settore. “Una edizione che, nonostante il periodo economico difficile, si ripropone al pubblico con una manifestazione nel segno dell’austerità, “ultra low cost”, “come l’ha definita il direttore artistico Sino Caracappa.
“Un festival nato in un momento sfavorevole ma che si fa forte della collaborazione di chi continua a credere nella cultura e nella sua diffusione. Un festival e la sua location, la multisala Badia Grande, che saranno per tre giorni al centro della cultura, luogo di socialità e confronto, momento di unione delle numerose voci, spazio di scambio intellettuale aperto a chiunque voglia aggiungere la propria voce e il proprio pensiero”, conclude Caracappa.
Questi i numeri della manifestazione: 3 giorni, 44 presentazioni di libri, 18 case editrici, 14 film in proiezione, 4 premi letterari e un parco letterario ospiti, 4 reading, 4 eventi extra, 2 concerti, 1 fiera dell’editoria. (Silvio D’Auria)


(Silvio D’Auria ) – Nell’ambito delle iniziative volte alla salvaguardia del settore, Renato Speciale Presidente di “Assotrasporto Sicilia” ha già pianificato le prerogative istituzionali mirate alla difesa del settore , da sempre considerato “poco e male” dalle istituzioni interessate.Diverse iniziative sono già state avviate, come in occasione del crollo del viadotto Himera lungo l’A/19.
Il motto è “Uniti per vincere le sfide di domani”, che fino ad oggi è stato una costante nel lavoro svolto giornalmente a tutela delle imprese, sia nei risparmi per l’acquisto di beni e servizi frutto di economie di scala conseguenziali (come le convenzioni :assicurative, legali finanziarie ecc. già attive unitamente alle altre in itinere), e all’assistenza offerta alle singole imprese per problematiche soggettive, come tra l’altro previsto nell’Atto Costitutivo e nel regolamento di gestione,
Per continuare nelle iniziative preparatorie di difesa dagli attacchi che, sia il mercato che l’incerto orizzonte normativo presentano all’impresa, venerdì prossimo è stata indetta una conferenza che mira a focalizzare alcune delle criticità finanziarie e legali e nel contempo avviare una discussione sulle prospettive future per salvaguardare le imprese interessate.
– 26 GIUGNO 2015 alle ore 16.00, Sala riunioni SCAT , Viale Averna – zona industriale CALTANISSETTA .

Bandiera nera ai laghi inquinati dell’isola: cattiva gestione, alghe rosse, scarsa protezione dalla pressione antropica, alghe rosse. Ancora un triste risultato ambientale per la Sicilia. La denuncia del Direttore Regionale di Legambiente – Prosegue senza sosta l’indagine ambientale di “Goletta dei Laghi”, la campagna nazionale di “Legambiente” dedicata ai bacini lacustri italiani. Dal 2012 l’associazione ambientalista denuncia in Sicilia la cattiva gestione dei laghi, la scarsa protezione dalla pressione antropica, la presenza costanze di alghe rosse. Legambiente chiede al Presidente della Regione Rosario Crocetta di individuare con modalità ecologicamente adeguate i deflussi a valle degli invasi artificiali e rilevare l’effettivo rilascio. La “Goletta dei Laghi” è vicina e sostiene i “molluschicoltori” messinesi, ai quali è stata sospesa l’autorizzazione a svolgere l’attività al lago di “Ganzirri”, incluso nella “Riserva Naturale Orientata Laguna di Capo Peloro”, insieme al lago di “Faro”.
Il Direttore Regionale di Legambiente,Gianfranco Zanna, denuncia a chiare lettere: “Un anno fa ci trovavamo qui a consegnare la Bandiera Nera all’Assessore Regionale al “Territorio e Ambiente” Maria Rita Sgarlata. Adesso siamo costretti a constatare che nulla è cambiato. La Sicilia vanta numerosi bacini lacustri con una gran varietà di usi, da quello potabile all’agricolo, dalla produzione energetica alla pesca ricreativa e sportiva. Un patrimonio naturalistico immenso, ma sottovalutato se non ignorato dalle istituzioni locali. Le nostre richieste rimangono le stesse del 2014, rese ancor più impellenti dal tempo che continua a passare senza che azioni concrete vengano poste in essere”. – (Sil.Dau)

( di Silvio D’Auria )  Medicina&Futuro –  Prevedere un arresto cardiaco con tre giorni di anticipo è la sfida sul prossimo futuro della diagnostica medica.
“Carbon Nanofiber Electrode Based for Cardiac Health” è così che si chiama il biosensore scoperto. E’ un nuovo strumento diagnostico che previene l’arresto cardiaco inventato da Ruchi Pandya, ragazza di 18 anni iscritta all’ultimo anno della “Linbrook High School” di San Jose, in California. La rivoluzionaria notizia ha entusiasmato anche il Presidente U.S.A. Barak Obama che ha invitato la studentessa alla Casa Bianca assieme ai 100 migliori studenti coinvolti in progetti di straordinaria importanza medico-scientifica negli States.
Il biosensore di Ruchi Pandya con una sola goccia di sangue è capace di rilevare la concentrazione di proteine, una delle spie principali dell’arresto cardiaco. E’ composto a sua volta da diversi biosensori che utilizzano minuscole fibre in carbonio  non più grandi di un centimetro. E’ una nuova sfida sulle nanotecnologie su cui ha lavorato la giovane, un progetto per migliorare gli strumenti diagnostici che rilevano le concentrazioni di proteine nel sangue.
Le tecniche attualmente utilizzate impiegano procedure lente e costosissime e sono 350 volte meno sensibili rispetto al biosensore scoperto di Ruchi che ha la capacità  potenziale di  essere facilmente portato come strumento diagnostico nelle proprie abitazioni  fornendo un sistema di rilevamento delle proteine rapido e preciso, così come avviene già per i rilevatori di insulina nell’assistenza ai pazienti diabetici.
L’interesse di Ruchi per le nano particelle è nato in occasione di un progetto scientifico promosso e finanziato dalla “Stanford University”. Si trattava di  sviluppare un filtro di depurazione delle acque mediante l’uso di nano particelle foto-attive. Soluzione economica per risolvere il problema dell’acqua nelle aree in via di sviluppo. Lo studio al progetto ha fatto scoprire alla studentessa il mondo delle nano particelle, ma il suo interesse al mondo della medicina è nato dopo aver conosciuto alcuni dati diffusi dal Dipartimento Sanitario.
Infatti l’arresto cardiaco provoca circa un terzo delle morti in tutto il mondo e che nell’Asia del Sud sono particolarmente inclini a sviluppare malattie cardiache. Ruchi, che è indiana d’origine, inizialmente ha voluto lavorare sul miglioramento dei biosensori, già ampiamente utilizzati dalla diagnostica medica, per offrire una soluzione ai pazienti indiani. E’ riuscita ad andare oltre inventandone uno del tutto nuovo di straordinaria importanza medico-scientifica tanto da meritare le congratulazioni di Obama e la popolarità mondiale: il “Carbon Nanofiber Electrode Based for Cardiac Health”. (Sil.Dau)

(Di Silvio D’Auria) Stati Uniti, South Carolina –  Sparatoria in una Chiesa a Charleston (nella foto), nove i morti. Tra le vittime  il  senatore democratico Clementa Pinckney. Sul luogo della strage è scattato anche l’allarme bomba.
L’omicida che ha aperto il fuoco è  riuscito a dileguarsi, la polizia ha subito avviato una vasta caccia all’uomo per rintracciarlo, usando anche gli elicotteri, ma finora senza successo. E’ entrato in una Chiesa della Comunità Afroamericana sparando e uccidendo almeno nove persone e ferendone altre. La sparatoria è avvenuta alle 3 del mattino (ora italiana) durante la lettura delle Sacre Scritture alla “Emmanuel African  Methodist  Episcopal Chuch”.
La Chiesa, costruita ai primi dell’800 in stile gotico, tra le più antiche del suo genere, è iscritta nel “Registro Nazionale dei Luoghi Storici” americani e rappresenta una delle più grandi Congregazioni Afroamericane statunitensi. Proprio ieri a Charleston  era arrivata   Hillary Clinton, mentre Jeb Bush (anche lui candidato alle presidenziali 2016) aveva in programma una serie di eventi  nella città del South Carolina, adesso però tutti rinviati.
Di recente a Charleston erano sorte forti tensioni razziali a causa dell’uccisione di Walter Scott, per mano del poliziotto bianco Michael Slager  accusato grazie alla scena del delitto ripresa da uno smartphone  poi pubblicata su web.  – di Silvio D’Auria


Stamattina dalle 8:30 fino alle sei ore successive, maturandi alle prese con le quattro  tipologie delle prove. L’analisi del testo su un estratto del romanzo di  Calvino mentre le altre tipologie nelle quali si sono cimentati gli studenti sono stati il saggio breve o articolo di giornale, il tema storico e il tema di attualità a scelta dei maturandi.
La 1°prova. Per la traccia A un brano estratto da “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino, romanzo del 1947, relativo all’analisi del testo.  La tipologia B, ovvero il saggio breve o articolo di giornale, elaborati sul Mediterraneo, sulle sfide del XXI° sec., sullo sviluppo scientifico-tecnologico nella comunicazione e sulla letteratura come esperienza di vita. Nella traccia C, quella storica, riflessione sulla Resistenza con un testo di Dardano Fenulli ufficiale dell’esercito condannato a morte l’8 settembre del 1943. Per la traccia D un brano di Malala Yousafzay, giovane pachistana, premio Nobel per la pace, ferita dai talebani per la sua lotta a favore della scolarizzazione femminile,  quindi per riflettere sul diritto all’istruzione. Sono le tracce per mezzo milione di studenti che oggi hanno affrontato la prima prova della Maturità 2015
Per trasmettere le tracce alle Scuole è stato utilizzato un plico telematico ovvero file criptati inviati per via informatica la cui password è stata trasmessa con la posta elettronica attraverso il sito del Miur e i profili dei social  Twitter e  Facebook del Ministero. Il secondo codice di accesso è stato comunicato stamattina dal Tg1,  letto in diretta dallo stesso Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che,  combinato con quello già in possesso delle Scuole, ha “decriptato” (aperto) i file inviati telematicamente che contenevano i temi sottoposti  ai maturandi.
La seconda prova. Quasi mezzo milione (489.962) di maturandi sperimenteranno i primi Esami di Stato con le novità introdotte nel 2010 dal “Governo Berlusconi”. Per effetto infatti della riforma Gelmini la seconda prova scritta sarà indicata da tracce in linea con i diversi indirizzi e con gli aspetti inerenti la vita quotidiana degli alunni. Introdotti già nei testi delle simulazioni delle stesso Miur, entrano per la prima volta in assoluto agli esami di Maturità. Simulazioni per il Liceo Scientifico mentre quelle degli altri indirizzi sono state pubblicate sul sito del Ministero stesso. Cambio di rotta anche per il Liceo Linguistico, la seconda prova è stata decisa dal Miur (Lingua straniera 1) quella principale per i singoli indirizzi del liceo linguistico, l’anno scorso erano i maturandi a scegliere la lingua da svolgere. Al Liceo Scientifico i candidati saranno alle prese con la  Matematica, al Liceo Classico con il  Latino,  Economia Aziendale negli Istituti Tecnici con indirizzo Amministrativo, Finanza e Marketing. Scienza e Cultura dell’Alimentazione negli Istituti  Professionali dei Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità alberghiera, Tecniche della Danza invece al Liceo Coreutico e Teoria, Analisi e Composizione al Liceo Musicale.
Nella  terza prova di lunedì 22 giugno, la Commissione per l’accertamento di competenze, abilità e conoscenze, valuterà le esperienze nel percorso Scuola-Lavoro, stage e tirocini. Anche l’esame orale prenderà spunto da esperienze in tirocini. Il giorno degli esami orali sarà fissato da ogni  Commissione dopo la correzione degli scritti.


(Redazione, di Silvio D’Auria ) –  Altra bufera giudiziaria sul calcio italiano ancora dentro i loschi affari delle partite truccate. Continua “Dirty Soccer”, l’operazione giudiziaria sul sistema delle “combine”.
–  Il calcio italiano sprofonda ancora nel caos. “Dirty Soccer”,  l’operazione iniziata il mese scorso non si è completamente conclusa. Un nuovo filone di “calcioscommesse” infatti ha impegnato oggi  agenti  della Polizia di Stato con l’esecuzione di decreti di perquisizione  e notifiche di avvisi nuovi di garanzia ai Dirigenti del Teramo e del Savona Calcio relativi all’incontro di Lega Pro (Girone B) disputato tra le due squadre il 2 maggio scorso su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale  di Catanzaro.  Lotito ancora sotto inchiesta,  per lui nuovo avviso di garanzia, disposta pure la perquisizione nella sede della F.I.G.C. .
La scia dell’operazione “Dirty Soccer” oggi trascina un’altra bufera giudiziaria dalla quale emerge che il calcio italiano è ancora inquinato dai loschi affari delle partite truccate.  Indagati il Presidente ed il D.S. del Teramo Calcio  e il suo omologo del Savona Calcio  che si aggiungono agli altri soggetti già nel mirino del magistrati nella precedente operazione del 19 maggio scorso quando furono arrestate 50 persone. I massimi vertici delle due società sono accusati di aver “alterato”  il risultato della partita che ha permesso al Teramo di conquistare la promozione diretta in Serie B con una giornata di anticipo.
Cinque in tutto sono i nuovi indagati nell’inchiesta coordinata dalla D.D.A. di Catanzaro e condotta dai poliziotti  dello S.C.O. di Roma: il Collaboratore Tecnico del Parma ed ex D.S. della Ternana, Giuliano Pesce di  51 anni, ed il Presidente del Teramo, Luciano Campitelli di 58.  Perquisizioni e avvisi di garanzia per il D.S. del Teramo,  Marcello Di Giuseppe  di 47 anni, per il D.S. del Savona, Marco Barghigiani di 52,  e per  il calciatore del San Paolo Padova, Davide Matteini 32enne.
“Sistema marcio” in cui emergono risultai combinati. Secondo gli investigatori di calabresi,  il Teramo Calcio avrebbe incaricato l’ex D.S. dell’Aquila, Ercole Di Nicola, già indagato nell’ambito della stessa operazione, “perché combinasse il risultato dell’incontro a beneficio del Teramo”. Si sarebbe avvalso di Ninni Corda e Giuliano Pesce  pagando per la “combine” 30 mila euro.
Lolito ancora sotto inchiesta, per lui nuovo avviso di garanzia. Nell’altra indagine parallela della Procura di Napoli, che prende spunto da elementi  probatori diversi, è stata disposta la perquisizione nella sede romana F.I.G.C. Firmato avviso di garanzia per Claudio Lotito, Presidente della Lazio, che ora risulta nuovamente indagato. Il patron della società romana è accusato di tentata estorsione  attraverso l’utilizzo di mazzette da 30 mila euro. I presunti illeciti riguardano l’erogazione di contanti a favore di società calcistiche compiacenti.
L’inchiesta è nata dopo la registrazione di una telefonata con Lotito consegnata agli inquirenti dal D.G. dell’Ischia Calcio, Pino Iodice. L’episodio è emerso nelle stesse indagini nell’ambito dell’inchiesta “Dirty Soccer”. Nella bufera che si abbatte anche sulla Federcalcio, saltano fuori le conversazioni telefoniche del 13 febbraio scorso durante le quali Lolito si dice preoccupato per la promozione (poi avvenuta!) del Carpi in Serie A: ” Ho detto ad Abodi che se mi porta squadre che non valgono un c…,  tra due o tre anni non avremo più un soldo… ”  (Silvio D’Auria)

Scrive Arnone, dopo i risultati elettorali per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale di Agrigento, in una delle sue dichiarazioni-denuncia:
“(…) La città dunque ha operato, fotocopiando i vecchi meccanismi del voto democristiano degli anni ’80, una scelta di piena continuità con l’Agrigento della clientela, degli scandali, del malaffare. Da questo punto di vista, il risultato porta Agrigento nuovamente appunto a 30 anni indietro. Ma vi è, rispetto agli anni ’80, una grande novità: che già esistono le prove per mettere Firetto in galera…”
Caro Avvocato, negli anni ho condiviso (e scritto) volentieri, seppur a distanza, le tue (e sulle tue) battaglie per la legalità in cui hai impiegato faccia, coraggio e fegato denunciando, senza risparmiare nomi e cognomi, la “mala gestio” della Cosa Pubblica (ruberie, corruzione, abusi, diritti negati, etc.) con articoli e pubblicazioni per varie Redazioni pur contestandone testualmente, spessissimo e senza mezzi termini, le “eccentriche” modalità che, secondo la mia opinione, hanno fatto di Te anche un “singolare personaggio”, nella eccezione – perdonami! – che non serve certo ad appagare la Tua autostima. E lo sai, sei consapevole di esserlo. Esasperando a volte anche i tuoi più fedeli sostenitori. Dopo l’elezione del neo Sindaco di Agrigento (ex primo cittadino di Porto Empedocle), continui imperterrito a gridare allo scandalo elettorale, argomenti accusando il nuovo eletto e i suoi più “influenti” politici-fiancheggiatori.
In più occasioni, e in particolare in questa, urli contro “l’Agrigento della clientela, degli scandali, del malaffare” mentre tieni il dito puntato contro la maggioranza degli elettori artefici, a tuo dire, del ritorno “alle logiche del passato” tranne in qualche vago distinguo nella generalità della popolazione votante. Sembri dipingere una Città di “cittadini” (scusa il gioco di parole… voluto!) sordi, ciechi, muti come se fossero individui avulsi da ogni desiderio di normalità, di legalità, di trasparenza, di rinnovamento, di riscatto che hanno votato il “miglior offerente”, con evidente richiamo alla peggiore delle allusioni.
Non riesci a dominare la rabbia (è una costante) che nutri per i due terzi dei voti espressi dalla moltitudo livellata ed omogenea agrigentina, da pecore per intenderci. Travestite da esseri umani catturati con le bende del qualunquismo, del pressapochismo, che vive all’ombra dei Templi e si adatta volentieri alla corruzione, al malaffare in balia dell’ignoranza sull’arma del voto quindi dell’opportunità sprecata circa il cambiamento che esso avrebbe assicurato se fosse stato esercitato con “libertà” ovvero votandoTi e in ultimo, ma non meno evidenziato, dello “scambismo” elettorale che è iniziato a consumarsi già dietro le tende delle cabine dove si è votato. Vituperandoli!
Mi sono occupato della cronaca della campagna elettorale e, lunedì, dei dati sullo spoglio in diretta per una Radio siciliana. Dopo la chiusura delle urne i soli nomi, dati, numeri e percentuali, per me che scrivo con la passione che questo lavoro impone, francamente contano poco. Limitarsi al racconto asettico dei risultati elettorali per un cronista lo trovo frustrante. In qualsiasi competizione, si sa, vincitori e vinti non tradiscono sentimenti di felicità e sconforto. Sorrisi, abbracci e urla di gioia. Comitati elettorali affollatissimi, brindisi, strade invase da auto con bandiere al seguito. Ma pure facce che non vedi nemmeno dopo una finale di Coppa del Mondo persa ai rigori o che sembrano essere prese in prestito da quelli che tornano dal funerale della persona più cara.
Terminata la cronaca dello spoglio il momento per me era favorevolissimo, ho deciso quindi di raccogliere gli umori “a caldo” del dopo-elezioni. Avevo tutto su un piatto d’argento. Facile, facile e senza interminabili telefonate, e.mail, messaggi, appuntamenti, incontri, studi, uffici e scrivanie. Ho intravisto tanta gente comune, modesta, silenziosa. Persone normali, apparentemente non schierate, eterogenee. E con gli occhi lucidi. Volevo leggerne i volti mentre mi chiedevo come avessero accolto il risultato delle urne. Con una accentuata curiosità che solo certi momenti possono legittimare, ho raccolto gli umori delle mie “prede”. Tanto io ho una buona scusa per farlo, da 25 anni… Di solito chiedo con sfrontatezza come fossi uno di loro per sentire confidenze e opinioni, lì al momento ma con atteggiamento composto, discreto e naturale. Non ho utilizzato approccio diverso neanche questa volta.
Qualcuno, con titubanza e forse sospetto, in un primo momento ha girato le spalle quasi a volermi rispondere con aria di sufficienza “Fatti i fatti tuoi….” (uso un eufemismo). Ho avuto questa impressione. Ma non appena mi sono qualificato spiegando al contempo le testimonianze che volevo documentare, è sempre così, mi ha risposto con la classica domanda che lo rassicura: ” Ah? Sì, mi dica. E cosa voleva sapere? ” E in un nanosecondo, anche il più diffidente di loro, eccolo rispondermi come un fiume in piena… Finite le interviste, dopo l’ultimo “Grazie, arrivederci!” mi accendo finalmente una sigaretta mentre riordino schematicamente alcune delle tante dichiarazioni raccolte.
Ho ripensato, caro Avvocato, a molte di quelle facce scelte un pò a caso: quelle delle casalinghe (…non di Voghera!) di Fontanelle, del Villaggio Peruzzo che hanno votato “ …preoccupate del futuro dei nostri figli ”, quella del disoccupato che stringe le spalle e racconta che “ …per ora do una mano a mio zio in una merceria al Quadrivio, finché deciderà di tenerla aperta “, quella della commessa di via Atenea, il salotto della Città, con una laurea in Architettura, che è ” …in attesa di meglio, magari di qualche concorso perché con il mio fidanzato vorremmo sposarci “, quella del pensionato seduto sulla panchina della Villa Comunale che sostiene” …sono andato a votare dopo 15 anni per dare un futuro a mio nipote “, quella dell’insegnante di Lettere a Milano che chiede conferma della vittoria di Firetto mentre mi confessa “ …vorrei tornare e lavorare qui soprattutto per i costi insostenibili dell’affitto del bilocale preso a Rho ”, quella di un gruppo di ventenni, o poco più, davanti ad una gelateria che interrompono i tic sui loro smartphone per darmi retta qualche minuto e sottovoce rispondere “ … con questo Sindaco speriamo di rimanere ad Agrigento e non emigrare ” e poi quella della receptionist in uno degli hotel di San Leone che ammette senza difficoltà “ …una paga modesta, ma se copro il turno lungo e i festivi guadagno di più “.
Testimonianze casuali, tante per il contenuto sono quasi repliche per il nuovo Sindaco che si aggiungono a quelle assolutamente esatte e contrarie che non nascondono la delusione del verdetto elettorale. Agrigentini a cui non è finito il fiato per ribadire il rifiuto della “politica dei politicanti” mentre provano a modulare la voce intrisa di rabbia contro il nuovo primo cittadino e i suoi alleati. Assieme a loro moltissimi che però che si affidano a Firetto, colui che sostieni essere sulla strada che porta a C.da “Petrusa” verso il carcere agrigentino (da cui prende il nome) perché dici “contro di lui esistono le prove ”. Gente qualsiasi che non crede che “ ‘u biondinu, novu Sinnacu di Girgenti” sia il Santo della politica, ma sanno bene che nella vicinissima Vigata c’è sicuramente un aria di salsedine diversa, più tenue, meno corrosiva che nei decenni passati, inadatta ad arrugginire la dignità di donne e uomini del paese di Andrea Cammilleri. Consapevoli della tanta ruggine che c’è nel tessuto politico-partitico della provincia agrigentina tanto bistrattata, che è anche la mia (!), dove la peggiore D.C. si radicò per farne uno dei suoi principali “feudi” del malaffare in Sicilia lungo tutta la provincia. Da Sciacca a Ravanusa passando per il capoluogo, appunto. Ti accusano di populismo, ma su quest’ultimo argomento, che abbiamo imparato a conoscere a nostre spese, è davvero difficile darti torto.
Caro Avvocato, la loro scelta elettorale non è meno pulita di quella minoritaria (3.23%) che avrebbe voluto Te a capo della nuova Amministrazione. E non è stata comprata, credici. Firetto ad Agrigento avrà subito tanto da fare se non vuole correre in rischio di degradare la buona popolarità politica che si porta dietro dalla precedente gestione amministrativa, secondo la più diffusa opinione degli empedoclini. Ha dato un nuovo volto al loro Comune che negli anni è cambiato ma dovrà confermarlo sin da subito. Attorno a lui le attese sono decisamente maggiori rispetto a quelle degli altri candidati al posto suo.
Quello che conta da oggi è che ad un tiro di schioppo dalle “colonne doriche” ci sono altre facce. Belle e brutte, quelle degli agrigentini che tu indichi in modo – consentimi! – dissacrante. Dalla vicina Porto Empedocle hanno udito, visto e, con il loro voto, hanno “parlato” nel silenzio delle urne per l’Agrigento dei prossimi cinque anni affidando la guida a Firetto. Un consenso a valanga (59.01 %) andato oltre le ipotesi elettorali più ottimiste. Nessuna previsione, lo so. E’ troppo presto per chiedersi che ne sarà della Città, dei quartieri più periferici, di San Leone da qui ai prossimi mesi, ai prossimi anni. I suoi abitanti, intrappolati nello loro scetticismo più per abitudine che per convinzione, quasi fosse congenito, e di cui spesso essi stessi sono vittime, hanno negato il voto a Te e agli altri candidati a beneficio “du biondinu”.
C’è una sfiducia generale da nord a sud dello stivale che qui si ripropone puntualmente con maggiore prepotenza grazie quel poco gratificante rito delle statistiche annuali sulle città italiane. Sfiducia che si vorrebbe allentasse la presa sugli agrigentini. Sul punto, molto dipenderà dalla responsabilità che Firetto alla giuda riuscirà ad assumersi mentre deve dimostrare, a breve, almeno di non farla diventare incontrollabile. Perché da terra di Pirandello a terra di “gettonopoli” è mortificante!.
Intanto si ricomincia attraverso un nuovo tentativo sottoscritto nelle urne perché lassù oltre i Templi possa giungere aria che non ossida e arrugginisce la loro speranza. Il loro futuro. Lontana dall’umiliante e riprovevole etichetta di “popolo complice del clientelismo e del malaffare”, c’è una Città di cui avresti voluto prenderne le redini animato da un arrivismo che mi ricorda uno come Te dalle mie parti, purtroppo Una Agrigento diversa che ha deciso di cambiare ossigeno. Intollerante ormai alle bende, che vuole ripartire, ma attenta a non illudersi.
Senza nessuna velleità politica e nessuna rissa ideologica, Silvio D’Auria