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Nuova dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta che, dal momento in cui ha deciso di collaborare con la giustizia subito dopo essere stato arrestato nell’ambito del blitz Montagna, sta raccontando agli inquirenti dinamiche, struttura, fatti di Cosa Nostra agrigentina.

I nuovi verbali del pentito favarese, gli ultimi noti, risalgono al marzo 2018.

Come scrive il giornale “La Sicilia” Giuseppe Quaranta si è seduto davanti il sostituto procuratore della Dda di Palermo Claudio Camilleri illustrando il tentativo di ri-organizzazione della mafia agrigentina all’indomani degli arresti eccellenti di Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina. 

Il collaboratore di giustizia fornisce nuovi spunti come ad esempio quello di confermare l’esistenza della Consiglio provinciale di Cosa Nostra, un organo superiore composto dal rappresentante provinciale, dal suo vice e dai capi-mandamento scelti dalle famiglie della provincia. 

Anche se lo stesso Quaranta afferma che il Consiglio Provinciale non si sia mai riunito nel suo periodo di reggenza ne descrive in fondo le caratteristiche: “Com’è ca c’è u consiglio comunale, u consiglio provinciale… consiglio.. esiste tutto”.

A domanda del pm che gli chiede come fa ad essere sicuro dell’esistenza di questo organo Quaranta risponde: “Perchè esiste duttù, me l’ha contato Fragapane…”.

Il Gup del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella ha condannato alla pena di due anni e un mese di reclusione Salvatore Sicilia, 34 anni di Favara, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. 

L’inchiesta è una costola della ben più articolata indagine “Kerkent” che ha fatto luce su un presunto giro di spaccio di droga nei quartieri del campo sportivo e Fontanelle ad Agrigento. 

Nel procedimento, insieme a Sicilia, era rimasto coinvolto anche Angelo Schillaci, 23 anni di Agrigento. Per Schillaci il pm aveva chiesto il “non luogo a procedere” in quanto già processo per gli stessi fatti. L’accusa aveva invece chiesto la condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione nei confronti di Sicilia. 

Quest’ultimo è difeso dall’avvocato Giuseppe Barba.

Incidente a San Biagio Platani dove un contadino di 63 anni, Luigi Alessi, è morto schiacciato dal proprio trattore. Secondo una prima ricostruzione investigativa ad opera dei Carabinieri, nel centro abitato, in via Papa Giovanni 23esimo, Alessi ha posteggiato il suo trattore, ed il mezzo, forse perché non frenato, ha iniziato a muoversi. L’uomo lo ha inseguito per trattenerlo arrampicandosi a bordo ma è scivolato sotto una ruota. Inutile si è rivelato il tempestivo intervento dei sanitari del 118 sul posto.

La consigliere comunale della Lega di Agrigento, Rita Monella, interviene a seguito di quanto recentemente dichiarato dal direttore della Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, don Angelo Chillura, il quale ha ricevuto dal Comune una lettera protocollata che interrompe il pagamento delle bollette di luce e di acqua al sito culturale. Rita Monella afferma: “La crisi incombe sulla città di Agrigento e, come volevasi dimostrare, ciò che la nostra Amministrazione Comunale ritiene opportuno tagliare, per far fronte a tale crisi, è il nostro patrimonio culturale. Chiaro è che senza queste primarie utenze la nostra biblioteca, sede culturale e patrimonio di Agrigento, può considerarsi chiusa. ‘I risanamenti economici passano anche attraverso la promozione culturale’: questa frase pronunciata da Don Angelo Chillura, nella sua intervista deve far riflettere la nostra Giunta Comunale ed in special modo il nostro Sindaco Lillo Firetto, persona quasi sempre accorta e attenta alle tematiche culturali. Perché in questa circostanza non lo è? Le biblioteche sono patrimonio irrinunciabile di tutti i cittadini, ed una eventuale loro dismissione arrecherebbe, certamente, un disservizio di notevole importanza per la cittadinanza tutta. La nostra Agrigento si fonda sulla cultura e deve a mio avviso tutelare e proteggere tali patrimoni che di concerto sono linfa vitale per il nostro turismo. Prego, dunque, la Giunta Comunale di voler rivedere questa scelta, poiché è un dovere per tutti noi difendere la cultura, difendere il turismo, difendere la nostra storia agrigentina”.

Ad Agrigento ieri mercoledì 10 luglio il servizio di raccolta differenziata in città è stato svolto a macchia di leopardo. In tante zone non è stato ritirato l’umido e nemmeno la carta. Raffiche di segnalazioni sono giunte, solo per citarne alcune, da Maddalusa, dove peraltro da tre settimane la carta non è raccolta, e poi da via Piersanti Mattarella, via Bozzo, San Giusippuzzu, via Alessio Di Giovanni e tante strade di San Leone. Nel frattempo, l’assessore all’Ecologia del Comune di Agrigento, Nello Hamel, informa che l’isola ecologica di piazzale Ugo La Malfa sarà chiusa fino a lunedì prossimo 15 luglio per non provocare disagi allo svolgimento della fiera di San Calogero. Per esigenze inderogabili, gli utenti potranno conferire nell’area di Fondacazzo dove è stata approntata una struttura abilitata a ricevere tutti i rifiuti differenziati.

Ad Agrigento, al PalaCongressi, nell’ambito della rassegna “Incontra gli autori”, iniziativa collaterale del Master della Strada degli scrittori, è intervenuto il giornalista e scrittore Paolo Borrometi, fondatore del sito d’inchiesta “La Spia.it” e da anni impegnato in prima linea nel contrasto al fenomeno mafioso. Borrometi, autore da ultimo del libro “Un morto ogni tanto” incontrerà i lettori.

Sono venuto a conoscenza di quella tragedia, dalla signora Palumbo, ” A MASTRA” come tutti la chiamavano, una vecchietta minuta, incurvata dagli anni sempre vestita in nero, una mia vicina di casa, che ha perso in quella immane tragedia, uno dei suoi figli, il più grande.

Avevo sette o otto anni, a casa sua, spesso mi raccontava i fatti di quel giorno, sempre con quel velo di tristezza che la caratterizzava e un mesto velo di rancore, non so se verso gli americani o verso il regime fascista.

Lei con la sua famiglia, abitava in una piccola casetta, proprio sopra il ricovero, già erano passati venti anni, ma per lei il tempo, si era fermato a quel triste giorno.

I suoi ricordi erano rimasti indelebili nella sua mente: la sirena, gli aerei, le esplosioni, il fuoco, il fumo e poi un tremendo boato, causato dalla crollo del soffitto del ricovero, dove centinaia di persone tra cui il suo povero figliolo, che avrà avuto non più di sedici anni, erano rimasti intrappolati sotto le macerie, e poi le grida il pianto, la disperazione, dei parenti e della gente occorsa, incredula a quanto avvenuto.

Chissà, se suo figlio, come tanti altri, era morto subito, o dopo una lunga agonia, poiché i soccorsi non furono molto efficienti quel giorno, sia per la scarsità dei mezzi, sia per la paura di nuove incursioni.

La storia, quanto è scritta dai vincitori, spesso fa dimenticare gli episodi di cui le generazioni future non devono sapere nulla, ma mette in risalto i mostruosi episodi causati da chi perse la guerra.

Ogni anno a Roma, si commemora solennemente la strage delle fosse ardeatine, anche allora perirono oltre trecento persone, vittime innocenti di una crudeltà inaudita, a loro memoria è stato eretto un monumento a futura memoria di quegli innocenti e alcuni autori della strage hanno pagato il loro conto verso la giustizia.

Ad Agrigento, invece la strage è stata dimenticata, nessuno ogni anno propone neanche una piccola commemorazione, nessuna cerimonia ricorda quelle sfortunate vittime, nessun fiore viene portato sul luogo della tragedia.

Senza passato non può esistere il presente, dice sempre qualcuno, ma qui nella nostra città forse non esiste il passato, esiste solamente un presente senza celebrazioni a ricordo di chi innocentemente perse la vita quel giorno, senza sapere nemmeno il perché.

La vecchietta, mia vicina di casa, è morta tanti anni fa, fino a quando è rimasta in vita andavo sempre a trovarla, sul suo viso, solcato sempre di più da profonde rughe, e sempre meno lacrime, mi raccontava sempre di quel giorno: l’allarme, gli aerei, esplosioni, il fuoco, il fumo, il boato, e poi le urla, i pianti e poi il silenzio, un triste e lungo silenzio sull’ evento.

Con lei è morto anche il ricordo, quel triste ricordo di quel giorno. E’nostro dovere, celebrarequesta giornata particolare, dedicata alla memoria di quelle vittime, e a tante altre vittime, causate da quella umana follia che si chiama guerra, non dimentichiamo più quelle sfortunate esistenze.

Forse il ricordo di quella drammatica giornata, ci aiuterà a vivere meglio.

Giovanni Parisi

Il Csm, il Consiglio superiore della magistratura, ha aperto una pratica a tutela della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, nell’occhio del ciclone delle invettive a seguito della non convalida dell’arresto di Carola Rackete. L’apertura della pratica a tutela, richiesta al Comitato di presidenza del Csm, è stata firmata da tutti i consiglieri togati del Csm. La prima commissione dovrà ora esaminare e discutere la pratica.

Il deputato regionale e vice coordinatore regionale di Forza Italia, onorevole Riccardo Gallo, e il deputato, anche lui di Forza Italia, onorevole Alfio Papale, sono stati nominati quali componenti della Commissione Salute, Servizi sociali e sanitari all’Assemblea Regionale Siciliana. Gallo e Papale subentrano ai dimissionari Tommaso Calderone e Giuseppe Milazzo, neo eletto al parlamento europeo. Lo stesso Calderone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, afferma: “Il gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana ha individuato negli onorevoli Riccardo Gallo e Alfio Papale due validi sostituti in grado di spendersi a tempo pieno nel delicato ambito della sanità siciliana. A dimostrazione della grande armonia e coesione che regnano all’interno di Forza Italia, pronta a lavorare per il bene del territorio, ho rassegnato le mie dimissioni da componente della sesta commissione. La scelta è dettata da questioni di correttezza istituzionali a seguito del mio nuovo incarico, che non mi avrebbe permesso di dedicarmi alla materia della sanità in Sicilia, come fatto sino ad ora. Per tale motivo è giusto che in sostituzione vadano due persone del gruppo che abbiano altrettanta esperienza e competenza. Al posto di Giuseppe Milazzo andrà l’onorevole Alfio Papale, mentre al mio posto è già stato nominato il collega Riccardo Gallo”.

Diversi incendi sono stati appiccati la notte scorsa tra le province di Trapani e Palermo. Sono stati a lavoro i vigili del fuoco, i forestali e le squadre della protezione civile. L’incendio più grave è divampato nel Trapanese, a San Vito Lo Capo, dove le fiamme hanno lambito il villaggio Calampiso. Sono state evacuate 750 persone. Gli ospiti della struttura, fra cui molti turisti, sono stati condotti a bordo di motopescherecci in attesa che cessasse l’allarme, e al mattino di oggi, a bordo di pullman, sono rientrati nella struttura alberghiera. Ad alimentare il fuoco ha contribuito il vento di scirocco che ha soffiato nel corso della notte. Sono intervenuti anche due canadair. Altri due vasti incendi sono divampati nel Palermitano.