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La Cgil di Agrigento, a 84 anni dalla morte di Antonio Gramsci, ha chiesto di poter donare due targhe da collocare nella via intitolata al politico antifascista. Il segretario provinciale, Alfonso Buscemi, afferma: “Il sindacato della Cgil sarebbe grato se il sindaco Miccichè consentisse alla Cgil di contribuire anche simbolicamente al ripristino del decoro in alcune zone della città di Agrigento, donando, in mancanza di esse, due targhe toponomastiche intestate ad Antonio Gramsci da collocare nella via a lui intitolata”.

I sindaci agrigentini hanno scritto e inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, auspicando l’inserimento di alcune opere nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindaci spiegano: “Non è stato completato l’anello autostradale Castelvetrano – Gela, non è stata realizzata un’arteria stradale che colleghi i Comuni dell’entroterra Agrigentino con ospedali, porti, aeroporti con tempi brevi di percorrenza. La rete ferroviaria funziona con un solo binario. I tre porti della provincia, Licata, Porto Empedocle e Sciacca, per mancanza di interventi strutturali non sfruttano le potenzialità di sviluppo. Chiediamo risposte concrete e tempi certi per la realizzazione di tali opere”.

La conferenza dei capigruppo dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità l’iter legislativo del disegno di legge che ha l’obiettivo di contrastare la dilagante povertà in Sicilia. Il disegno di legge, che risponde alla necessità di fronteggiare un fenomeno che si incrementa sempre più, come certificato da Istat ed Eurostat, sarà assegnato alla Commissione Sanità in sede redigente. Ovvero sarà la stessa Commissione ad approvare il testo definitivo che l’Aula approverà. Il presidente dell’Assemblea, Gianfranco Miccichè, afferma: “Ringrazio i capigruppo di tutte le forze politiche per avere raccolto l’appello lanciato da diverse associazioni del Terzo settore, a cominciare dalla Comunità di Sant’Egidio”.

e prossime elezioni Amministrative in autunno a Porto Empedocle. Il coordinatore cittadino del movimento “Primavera empedoclina”, Luigi Gino Grillo, annuncia la candidatura a sindaco dell’avvocato Gianni Hamel. Grillo afferma: “Si tratta della persona adatta a guidare la prossima amministrazione comunale di Porto Empedocle, stante la grave situazione di crisi economico-sociale che attanaglia la città. Gianni Hamel, per le sue competenze e capacità, è sicuramente in grado di assumere l’incarico di sindaco ed invertire la deriva che sta conducendo Porto Empedocle verso un paese privo di ogni prospettiva e che non dà alcuna speranza di un futuro sereno ai cittadini e ai loro figli. Le competenze si acquisiscono con lo studio ed il lavoro, e l’avvocato Hamel è sicuramente in possesso di tutti i titoli, in quanto avvocato, già segretario comunale e vicesindaco”.

Il Tribunale di Arezzo, in Toscana, ha assolto Walter De Benedetto, disabile, che ha coltivato la cannabis per curare le sue patologie. Così annuncia il deputato nazionale del Gruppo Misto, Michele Sodano, che commenta: “E’ una decisione storica, un risultato straordinario che mette nero su bianco il diritto di coltivare cannabis per i malati che ne vogliono fare uso. La decisione odierna del Tribunale di Arezzo deve essere un monito al legislatore di intervenire sulla regolamentazione della cannabis. La scorsa settimana, in conferenza stampa alla Camera, ho presentato la proposta di legge 2813 che va proprio in questa direzione e strappa alle mafie il monopolio della sostanza. Faccio un appello ai miei colleghi parlamentari: ripartiamo da Arezzo e avviamo un serio dibattito sulla cannabis”.

Nel mese di giugno del 2018 si sono tenute le votazioni per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale di Catenanuova e, all’esito della competizione elettorale, sono stati eletti dodici consiglieri comunali, tutti tratti dall’unica lista partecipante.

Per effetto di una serie di dimissioni non contestuali, i componenti del Consiglio Comunale in carica sono rimasti appena sei rispetto ai dodici originariamente assegnati, non essendo possibile la loro sostituzione/surroga (atteso l’esaurimento dell’unica lista).

Pertanto, il Segretario Generale del Comune di Catenanuova, essendosi dimessi la metà dei Consiglieri Comunali ha chiesto all’Amministrazione Regionale di nominare un commissario straordinario in sostituzione del Consiglio Comunale.

Con apposito Decreto, il Presidente della Regione Siciliana, su proposta dell’Assessorato alle Autonomie Locali, preso atto dell’avvenuta decadenza del Consiglio Comunale di Catenanuova, ha provveduto a nominare la dottoressa Salvina Cirnigliaro quale Commissario straordinario, “in sostituzione dell’Organo decaduto, fino alla naturale scadenza dell’Organo ordinario”.

Con apposito ricorso, i sei Consiglieri dichiarati decaduti hanno chiesto l’annullamento del Decreto del Presidente della Regione Siciliana che ha nominato il Commissario Straordinario.

Il TAR Catania ha accolto il ricorso dei consiglieri decaduti e ha annullato i provvedimenti impugnati.

Il Comune di Catenanuova, con il patrocinio dell’avv. Giorlamo Rubino, ha proposto appello avverso la suddetta sentenza, rilevando come il Giudice di Primo Grado non avesse correttamente applicato le disposizioni che regolano la materia e avesse richiamato principi e precedenti giurisprudenziali non conferenti.

Con il ricorso in appello, l’avv. Girolamo Rubino ha anche rilevato come i sei consiglieri comunali – reinsediatosi per effetto della sentenza del TAR Catania – avessero immediatamente presentato (il 16.04.21) una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco.

Pertanto, con l’appello è anche stata chiesta l’immediata sospensione della sentenza. al fine di evitare che il Consiglio Comunale (non validamente composto attesa la mancanza del quorum legale e strutturale) potesse adottare una mozione di sfiducia idonea a stravolgere l’attività amministrativa e la vita dell’ente locale, proprio in un momento in cui il Sindaco di Catenanuova – quale autorità sanitaria locale è chiamato a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19 particolarmente diffusa sul territorio (il Comune di Catenanuova con Decreto del Presidente della Regione è stato, infatti, dichiarato “zona rossa” in ragione dell’elevatissimo numero di soggetti positivi).

Il Presidente del CGA, dottoressa Rosanna De Nictolis, aderendo alle censure formulate dall’avv. Girolamo Rubino, ha disposto, con decreto cautelare monocratico, l’immediata sospensione e fissata l’udienza collegiale per il 26 maggio 2021.

Per effetto del Decreto del CGA, pertanto, rivive il provvedimento di decadenza del Consiglio Comunale di Catenanuova. Dunque, il Commissario straordinario eserciterà nuovamente le funzioni in sostituzione dei Consiglieri che, dunque, non potranno approvare la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Carmelo Giancarlo Scravaglieri.

Due arresti della Polizia tra Licata e Agrigento. A Licata è stato arrestato in flagranza del reato di evasione un uomo agli arresti domiciliari per tentato furto aggravato in abitazione perché sorpreso all’interno di un appartamento intento a rubare, e che ha tentato la fuga per sfuggire all’arresto. Ad Agrigento invece la Polizia, dopo un inseguimento, ha acciuffato e arrestato un giovane appena sorpreso a rubare all’interno di un’automobile insieme ad un complice riuscito a fuggire ma poi identificato e denunciato. La refurtiva, consistente in piccoli pezzi ed accessori auto, è stata recuperata. L’arresto è stato convalidato, imponendo l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

La pandemia coronavirus e i dati in dettaglio nell’Agrigentino: secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento sono 82 i nuovi positivi. I morti sono 2, a Caltabellotta e a Ribera. Sono 6 i ricoverati, e complessivamente sono 63 i ricoverati in degenza ordinaria, e in terapia intensiva sono 7. I guariti sono 132. Ad Agrigento città attualmente vi sono 149 contagiati. Poi: Alessandria della Rocca: 4; Aragona: 9; Bivona: 15; Burgio: 4; Calamonaci: 2; Caltabellotta: 4; Camastra: 1; Cammarata: 8; Campobello di Licata: 48; Canicattì: 254; Casteltermini: 15 (di cui 2 migranti ospiti di strutture di accoglienza); Castrofilippo: 20; Cattolica Eraclea: 39; Cianciana: 1; Comitini: 9 (di cui 3 migranti ospiti di strutture di accoglienza); Favara: 142; Grotte: 9; Joppolo Giancaxio: 0; Licata: 165; Lucca Sicula: 0; Menfi: 13; Montallegro: 16; Montevago: 5; Naro: 1; Palma di Montechiaro: 135 (di cui 6 sono migranti ospitati in una struttura di accoglienza); Porto Empedocle: 59; Racalmuto: 4; Raffadali: 73; Ravanusa: 79; Realmonte: 2; Ribera: 64; Sambuca di Sicilia: 31; San Biagio Platani: 12; San Giovanni Gemini: 8; Sant’Angelo Muxaro: 12; Santa Elisabetta: 2; Santa Margherita di Belìce: 30; Santo Stefano Quisquina: 1; Sciacca: 99; Siculiana: 10 (uno è un migrante ospitato a Villa Sikania) e Villafranca Sicula, 0. Altri 5 positivi sono a bordo delle navi quarantena.

I Carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 26 persone indagate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico e detenzione di droga ed estorsione. Per 13 è stato disposto il carcere, per gli altri 13 i domiciliari. L’indagine, condotta della Compagnia Carabinieri di Taormina e coordinata dalla Procura diretta da Maurizio De Lucia, ha sgominato una presunta rete di distribuzione della droga a lavoro nelle località turistiche messinesi di Taormina e Giardini Naxos, e in vari centri urbani della valle dell’Alcantara. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti numerosi arresti in flagranza e sequestri che hanno documentato il business dello spaccio di cocaina, hashish e marijuana anche servendosi di spacciatori minorenni, e ricorrendo anche all’intimidazione e alla violenza per il recupero dei crediti maturati dalla vendita della droga.