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Brutta avventura per un uomo, 36enne, di nazionalità marocchina che è finito in ospedale per i traumi riportati dopo esser stato picchiato e derubato.

Il 36enne da anni vive a Ribera ed è stato raggiunto proprio nella sua dimora, una cantina, da un soggetto non ancora identificato. L’uomo che è stato preso alla sprovvista è stato minacciato di consegnare denaro che possedeva; Il marocchino provando a reagire è stato prima picchiato e poi derubato del solo cellulare.

Il rapinatore è riuscito a fuggire prima dell’arrivo dei militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno avviato le indagini per dare un volto al rapinatore.

Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118 per prestare il primo soccorso alla vittima e trasportarlo alla struttura sanitaria riberese. Per fortuna l’uomo non è in pericolo di vita.

 

L’ordinanza del presidente della Regione siciliana, sui collegamenti marittimi, abroga da domani, l’articolo 2 dell’ordinanza del 7 gennaio scorso che concedeva ai sindaci di comuni in zona arancione la possibilità di chiudere le scuole con didattica in presenza e attivare la Dad.

L’art. 2 della precedente ordinanza di Musumeci diceva che nei territori dichiarati zona rossa o arancione e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta al rischio estremamente elevato di diffusione del covid 19, previo parere dell’Asp, il sindaco può adottare provvedimenti di sospensione totale o parziale delle attività didattiche con conseguente adozione della Dad.

Già da oggi le lezioni erano riprese nel comune capoluogo, dopo la pronuncia del TAR che di fatto aveva censurato la norma e ribadendo a sua volta che la Dad è applicabile solo nei territori dichiarati rossi.

L’ex magistrato Angelo Giorgianni, è sbarcato questa mattina in Sicilia, a Punta Faro, attraversando lo Stretto con una piccola imbarcazione privata di pescatori con cui si era messo d’accordo

Un escamotage dettato dal fatto che lo stesso non è in possesso del Green pass e di conseguenza non poteva utilizzare i mezzi pubblici per tornare a casa, in Sicilia. Il suo arrivo è stato documentato con una diretta Facebook da Messina 7 che ha ripreso il momento in cui il giudice è arrivato a bordo della piccola imbarcazione, intervistandolo.

«Ormai ci siamo ridotti peggio degli extracomunitari – il commento del giudice scendendo dalla barca con tanto di valigie al seguito, di ritorno da Roma -. Sono uno che va controcorrente, perchè i siciliani sono sequestrati e io sono venuto in Sicilia per autosequestrarmi. Quello che è grave, è che in questo momento, i siciliani che sono anche cittadini d’Europa, non hanno la continuità territoriale e devo dire che sono anche abbastanza dispiaciuto per il fatto che il sindaco, che sembrava volesse fare una manifestazione di protesta per far cadere questo limite obbrobrioso che è il Green pass, invece voglia solo una moratoria per poi introdurre il limite.

Ma aldilà del Green pass, io non credo che la continuità territoriale possa prevedere una limitazione. Infatti noi, come Organizzazione mondiale della vita e Rete legale eretica, abbiamo presentato un esposto alla Commissione europea, in cui abbiamo chiesto un’audizione immediata, sostenendo che queste limitazioni sono in contrasto con il diritto di libera circolazione. Con questa disposizione è stato arretrato il confine meridionale d’Europa, che si ferma ora a Villa San Giovanni. Noi non facciamo una battaglia che riguarda una limitata categoria, ma una battaglia per tutti.

Con questo esposto speriamo che così com’è stato per Malta, che aveva introdotto l’obbligo del vaccino, la Commissione europea si possa pronunciare velocemente, e nello stesso tempo abbiamo fatto una diffida al presidente della Regione Sicilia e al presidente della Regione Sardegna. Io non riesco a capire come la gente sia assolutamente tranquilla, sequestrata in un’isola e soprattutto non si renda conto che c’è un problema che riguarda le isole minori, come Filicudi e Alicudi, dove non c’è nessun servizio. Draghi e Musumeci non si possono permettere il lusso di sequestrare le persone e limitare la libertà di circolazione. Vorrei che i siciliani, nel momento stesso in cui dovranno mettere una scheda nell’urna recuperino la loro capacità di indignarsi e bollino una politica che è stata assente e distante dai cittadini».

Ad Agrigento si è svolta, in modalità on line, un’altra seduta del Corso di formazione e avviamento alla professione organizzato dall’Ordine degli Architetti di Agrigento, presieduto da Rino La Mendola, e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, diretta da Pietro Fiaccabrino. La lezione si è soffermata sul tema delle consulenze tecniche (di ufficio e di parte) nei procedimenti giudiziari. In cattedra il consigliere dell’Ordine, Melinda Drago, e Stefano Salvatore Zammuto, Gip e coordinatore ufficio Gip al tribunale di Agrigento. La stessa Melinda Drago afferma: “Abbiamo approfondito il tema relativo alle consulenze tecniche nei procedimenti giudiziari, diviso in due sezioni: nella prima parte ho parlato della rappresentazione della figura del consulente tecnico nel processo civile illustrando l’iter dal decreto di nomina fino alla consulenza e alla deposizione del fascicolo telematico e approfondendo i temi legati al sopralluogo, alla redazione del verbale, ai quesiti del giudice, e quindi tutti quegli elementi di supporto e di esperienza maturata utili alla definizione del consulente tecnico d’ufficio. La seconda parte della lezione è stata tenuta dal dottore Zammuto che ha trattato il tema relativo al perito come consulente tecnico nel processo penale”. E Zammuto afferma: “Due sono i precetti fondamentali ai quali il perito deve attenersi nell’espletamento dell’incarico: continua interlocuzione con il giudice fino al deposito della relazione, specie a fronte di situazioni problematiche e di incidenti sollevati dalle parti. E chiarezza dell’elaborato”.

Un incidente stradale ha provocato la morte di Egidia D’Amico, conosciuta come “Gina”, 33 anni, deceduta lungo la strada statale 120, in territorio di Randazzo, in provincia di Catania. Lei è stata alla guida di una Ford Focus che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un camion guidato da un 49enne, ferito. La donna, madre di due bambini, insegnava alla scuola media “Carlo Levi” di Maniace come supplente. Sul posto, scattato l’allarme, sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118. Probabilmente a Gina D’Amico è sfuggito il controllo dell’automobile a causa del fondo stradale ghiacciato. La salma è stata restituita alla famiglia.

Come pubblicato ieri, nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza di Agrigento cosiddetta “Illegal stay” (Soggiorno illegale), su falsi permessi di soggiorno procacciati agli immigrati, è stato arrestato anche il senegalese Papa “Papi” Ndyae, 67 anni. Ebbene, in città tanti hanno equivocato ritenendo che si tratti dello storico e conosciuto rappresentante ad Agrigento della comunità senegalese Papi Madoke Diop, che invece precisa: “Non sono io”.

Dopo il sopralluogo  dello scorso 4 Gennaio, svolto dall’amministrazione comunale, su richiesta del Comitato “Uniti per Ravanusella” e del Movimento Culturale “il Centro Storico di Agrigento”, il sindaco Francesco Miccichè, si è attivato sin da subito insieme agli assessori comunali Francesco Picarella  e Aurelio Trupia per  risolvere i problemi riscontrati nel quartiere, in primis quello delle scarse condizioni igienico sanitarie. È stata difatti  emanata un’apposita ordinanza dirigenziale, in vigore dal 18/01/2022 al 31/12/2022, con la quale si ripristina il divieto di sosta con rimozione in tutta la piazza Ravanusella tutti i martedì dalle ore 06:00 ore alle 13:00, per consentire la pulizia dell’area interessata.
Pertanto, si richiede agli abitanti e non solo la massima collaborazione nel rispetto di tale divieto.
I Movimenti Uniti per Ravanusella e Il Centro Storico di Agrigento, ringraziano l’amministrazione per questo intervento, che si auspica essere l’inizio dei tanti richiesti per la riqualificazione della zona.

La vicenda della chiusura e riapertura delle scuole esprime tutta la preoccupazione dei genitori verso la migliore tutela per i propri figli. Le decisioni giudiziarie ci dicono che è legittima l’apertura delle scuole in linea a ciò che accade nel resto del Paese. Rispetto esprimo per i genitori che la pensano diversamente . Anche questa posizione interpreta  voglia  di tutela per i propri figli.  Eppure ciò che oggi più di ogni altra cosa amareggia e risulta   nettamente censurabile è l’atteggiamento di chi condanna questo tipo di iniziative con toni offensivi e da bar, tanto più se a farlo sono assessori di una Amministrazione comunale capoluogo e rispetto a posizioni che discendono da provvedimenti giudiziari che hanno legittimato l’azione intrapresa. Un’offesa gratuita e intollerabile verso tante famiglie agrigentine.

Continuano gli interventi sugli istituti scolastici della provincia programmati dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Nelle prossime settimane sarà attivata la procedura per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria dell’I.I.S.S. Luigi Pirandello in Contrada Filomena a Bivona. L’importo previsto a base d’asta è di € 726.372,81. Si tratta di fondi attribuiti dallo Stato alla Regione Siciliana da destinare ai Liberi Consorzi e alle città metropolitane per le spese di manutenzione straordinaria di strade e scuole.

Sono previsti, tra gli altri, lavori edili di qualsiasi natura, finalizzati al ripristino della funzionalità e fruizione dell’edificio scolastico, lavori di falegnameria, lavori di sistemazione e/o sostituzione di infissi interni – esterni, vetrate di alluminio anodizzato e similari; lavori di impiantistica: elettrico, idrico, di riscaldamento, ascensore. Prevista anche la sistemazione degli spazi esterni e il ripristino condotte fognanti e idriche.

Per l’individuazione degli operatori economici da invitare si svolgerà un’indagine di mercato, svolta in modalità telematica.

“Avevo già preannunciato le mie dimissioni perché da un anno ho manifestato la mia volontà di candidarmi alla presidenza della Regione Siciliana. Questa mattina sono state protocollate e saranno efficaci dal 7 febbraio: resterò sindaco fino alle 23:59 del 6 febbraio, come prevede la legge. Mi occuperò di organizzare il movimento Sicilia Vera e le liste che saranno a sostegno di questa marcia su Palermo, perché in Sicilia è giunto il momento di un ricambio generazionale”. Lo ha affermato il sindaco di Messina, Cateno De Luca, in una videointervista alla Dire dalla rada San Francesco, dove sta portando avanti la sua protesta per chiedere una modifica delle norme sul green pass rafforzato per l’attraversamento dello Stretto.
“La città di Messina mi ha dato la possibilità di dimostrare che anche in contesti difficili si può lavorare e ottenere i giusti risultati – ha continuato De Luca spiegando il senso delle sue dimissioni – e mi ha consentito di acquisire anche quell’esperienza per potermi proporre a diventare il ‘sindaco di Sicilia’ e candidato per la presidenza della Regione”.

«Agenzia DIRE»