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Il pittore agrigentino, Gerlando Meli, partecipa alla 29esima edizione del concorso nazionale pittura, scultura, fotografia e grafica “Arte 2020 Cairo editore di Milano”. Meli è presente nella sezione pittura con una sua opera su tela dal titolo “Segnali”. Il premio è organizzato da Cairo editore di Milano, e le opere selezionate saranno esposte in mostra nelle sale del Palazzo Reale di Milano. Tutti i vincitori e i finalisti saranno pubblicati, oltre che sul numero di settembre di Arte, sul Catalogo dell’Arte Moderna dell’Editoriale Giorgio Mondadori.

Papa Francesco, in occasione del settimo anniversario della sua visita a Lampedusa, durante l’omelia della messa nella cappella di Casa Santa Marta, si è soffermato sul tema dei migranti, e le sue parole sono state: “E’ Dio che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito, chiedendo di poter sbarcare. La Libia è un inferno, un lager e ci danno la versione distillata. Ma non immaginate l’inferno che si vive lì, il lager di detenzione per questa gente che veniva solo con la speranza. Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza”.

A Sciacca, con la scusa del coronavirus e con le mascherine in faccia due donne sono entrate nell’abitazione di un anziano con il pretesto di dovere consegnare prodotti sanitari, per conto di una farmacia. Le due hanno convinto l’uomo a consegnare loro 800 euro in contanti, e il libretto postale. Poi si sono allontanate velocemente. Il pensionato, quando ha capito di essere stato truffato e derubato, ha telefonato al 112. Delle due criminali, al momento, nessuna traccia.

Ad Agrigento un uomo ha telefonato alla Polizia: “Sto ingerendo tante pillole. Voglio uccidermi”. Gli operatori della Polizia, individuata la fonte e il luogo della telefonata tramite il sistema della geolocalizzazione, hanno inviato sul posto una pattuglia della Squadra Volanti, diretta da Francesco Sammartino, insieme al personale medico del 118 e dei Vigili del Fuoco. Gli agenti, con non poche difficoltà, hanno scardinato gli usci dell’abitazione nel centro storico di Porto Empedocle, e hanno colto l’uomo adagiato sul letto, privo di sensi e con una flebile attività cardiaca e respiratoria. E’ stato soccorso in ospedale. Ha ingerito circa un centinaio di compresse, riconducibili alla categoria degli ansiolitici ed al trattamento di crisi epilettiche, con chiaro intento suicida.

Un grave lutto ha colpito la famiglia di Agrigento Oggi. All’età di 74 anni è venuta a mancare la signora Giuseppina Ruoppolo, madre del direttore e collega giornalista Domenico Vecchio. Donna, moglie, madre e nonna esemplare è stata sin dalla giovinezza un punto di riferimento per tanti giovani sia per la sua professione di insegnante che per il ruolo ricoperto negli anni a servizio della Chiesa al quale si è sempre dedicata con grande passione e spirito di carità. Condoglianze alla famiglia e a Domenico Vecchio esprimono lo staff e gli editori di www.sicilia24h.it. I funerali si svolgeranno domani mattina, giovedì, alle ore 11, nella chiesa del Santissimo Crocifisso, quartiere San Vito, Agrigento.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, interviene a seguito dell’ennesima fuga di migranti dal centro d’accoglienza “Villa Sikania” a Siculiana, e afferma: “Purtroppo il sistema di vigilanza attorno al centro di accoglienza ha mostrato di non riuscire a contenere i tentativi di fuga con grave preoccupazione per i cittadini che abitano le zone attorno alla struttura. Ho scritto al prefetto di Agrigento chiedendo di convocare con urgenza un tavolo di confronto con le autorità preposte alla gestione dell’accoglienza e le forze dell’ordine. E’ indispensabile lavorare per restituire serenità, non solo ai cittadini, ma anche a quei soggetti extracomunitari ospitati nel centro di Siculiana, ai quali far sapere che il nostro paese offre accoglienza, ma a condizione che le regole minime di comportamento loro imposte siamo rigorosamente rispettate” .

“Siamo veramente alla farsa e rimaniamo senza parole.

Ricordiamo quando i primi giorni del mese di maggio arrivò la nave Moby Zaza nel Porto di Porto Empedocle, alcune testate giornalistiche, riportarono la notizia, evidenziando anche una certa soddisfazione da parte dell’ Amministrazione Comunale, che per bocca del Sindaco, elogiavano il fatto che dopo tante richieste , erano finalmente riusciti ad ottenere la presenza di una nave che accogliesse al proprio interno i tanti rifugiati provenienti da altri paesi per sottoporsi ad un periodo di quarantena e scongiurare il pericolo della diffusione del virus da Coronavirus.

Il Sindaco lodava tale iniziativa a costo zero per la comunità Empedoclina, trascurando il fatto che la notizia della presenza di tale realtà nel porto empedoclino avrebbe scoraggiato i turisti che stavano per programmare le proprie vacanze ITALIANE dopo il lungo periodo di lockdown.

Oggi con stupore di tutti, l’ Amministrazione esce allo scoperto e scopre incredula che tale situazione sta creando notevoli danni all’economia Empedoclina.

Quando si fanno determinate scelte, bisogna considerarne ogni possibile conseguenza, ma questa logica non fa parte di questa Amministrazione.

Ogni occasione è buona per un selfie e un’intervista,  poi cosa viene dopo e le conseguenze di determinate scelte, si lasciano ai posteri.

Siamo al tracollo, questo Paese si sforza in ogni modo di restare a galla e affrontare con determinazione ogni difficoltà, ma quando anche chi gestisce la Cosa Pubblica si muove per tagliare le gambe all’economia locale, diventa vano ogni sforzo.

Amministratori, ma non Vi accorgete di quanta miseria regna in questo Paese?

Per piacere, lasciate che persone competenti e capaci possano provare ancora a salvare questo Paese”.

Lo scrive Edoardo Sessa, responsabile cittadino della Cisl.

“Così come il fenomeno dell’immigrazione non può e non deve essere un problema solo italiano, anche il tema dell’approdo sicuro, specie in era post Covid 19,  non può e non deve essere una condizione riservata soltanto alla Sicilia o alla costa agrigentina”.

I vertici provinciali della CNA di Agrigento prendono posizione rispetto alle ultime vicende che riguardano i costanti flussi di migranti nel Mediterraneo, la cui rotta finisce per concludersi alle porte del territorio agrigentino. “Nella fase post Coronavirus, ancora fragile e vulnerabile rispetto all’elemento chiave legato alla sicurezza – affermano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – scenari di questo tipo, che spesso guadagnano la ribalta della cronaca nazionale, non fanno certamente bene all’immagine delle nostre comunità, con l’inevitabile conseguenza di prenotazioni cancellate o di cambio in corsa di destinazioni da parte dei turisti, la cui preferenza si indirizza verso mete sgombre da ogni possibile e potenziale rischio contagio proveniente dall’Africa, dove la situazione sanitaria non è certamente sotto controllo. La posizione geografica evidentemente non ci aiuta, ecco perché le politiche nazionali, finalizzate a governare, assieme all’Unione Europea, le dinamiche legate all’immigrazione,  sono chiamate, a nostro avviso, a rispondere concretamente a questo particolare grido d’allarme, frutto di un notevole e serio danno economico  subìto dalle attività produttive connesse alla filiera turistica, una delle più colpite dagli effetti dell’emergenza Covid-19, da cui, seppur con grande difficoltà, stiamo provando ad uscire. Ma lo sforzo deve essere unitario, condiviso e nel segno della responsabilità nazionale – aggiungono – se vogliamo davvero puntare alla ripresa economica e a non farci banalmente bruciare, in questo momento, dalla concorrenza di altri Paesi europei.   Noi  faremo fino in fondo la nostra parte – concludono Di Natale e Spoto – investiremo  della delicata questione la Governance della CNA nazionale, oltre a farci promotori di una iniziativa territoriale, con il coinvolgimento dei parlamentari,  affinché si arrivi ad una soluzione che possa scongiurare il serio pericolo di un netto crollo di presenze nel territorio, che assumerebbe la connotazione di  un vero e proprio colpo di grazia nei confronti dell’economia turistica. In questa ottica, sarebbe anche opportuno risarcire il territorio, in termini di immagine e sicurezza, attraverso una incisiva campagna nazionale di promozione e valorizzazione”.

Continua incessante l’attività della Polizia di Stato, in Canicattì, per contrastare gli assembramenti di persone che mettono a rischio la salute pubblica a causa della nota pandemia da Covid-19.

Nel corso di questa attività, con servizi effettuati soprattutto nei luoghi di aggregazione dei giovani ed in particolare presso gli esercizi commerciali del tipo bar e pub, il decorso fine settimana personale del Commissariato di P.S. ha segnalato alla Procura della Repubblica di Agrigento il titolare di un noto locale sito nel centro cittadino di Canicattì.

I poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno riscontrato che il titolare dell’esercizio commerciale stava effettuando un pubblico spettacolo senza la prescritta licenza di polizia rilasciata dal Questore, in violazione pertanto delle norme del TULPS.

Inoltre, il controllo amministrativo ha accertato l’assembramento di centinaia di giovani nell’esercizio commerciale, con il mancato rispetto delle misure atte a costrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 ed è stata contestata anche la violazione dell’ordinanza del sindaco di Canicattì che vieta la somministrazione di alimenti e bevande in contenitori di vetro con la comminazione di sanzioni amministrative.

E’ risultato negativo il secondo tampone rino-faringeo al quale è stato sottoposto il detenuto trasferito dal carcere “Di Lorenzo” di Agrigento al reparto Malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” a Caltanissetta. Il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, assicura che il paziente oggi sarà sottoposto ad un nuovo test. Al momento è tra i positivi provenienti da fuori provincia.