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A Palermo in Questura è stato commemorato il capo della Squadra Mobile, Boris Giuliano, ucciso 40 anni addietro da Leoluca Bagarella all’interno di un bar a Palermo. In proposito è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in un messaggio ha scritto: “Il ricordo di Boris Giuliano rafforza la consapevolezza del valore della legalità come condizione di libertà e di coesione sociale e, con essa, l’impegno responsabile dell’intera comunità nazionale per giungere al definitivo sradicamento del criminale fenomeno mafioso. Nel quarantesimo anniversario del barbaro omicidio, la Repubblica si inchina nel ricordo di Boris Giuliano, funzionario della polizia di straordinarie capacità, servitore dello Stato fino al punto di pagare con la vita il coerente impegno per la legalità e la giustizia. Desidero esprimere vicinanza e solidarietà ai familiari, a chi ha potuto conoscerlo e apprezzarlo, ai colleghi che hanno continuato con lo stesso coraggio l’azione di contrasto alla mafia e al crimine organizzato”.

A Realmonte I Carabinieri della locale Stazione, nel corso di controlli ordinari contro i reati di abusivismo edilizio, in contrada Pergola hanno sequestrato un cantiere abusivo dove, senza alcuna autorizzazione, sono stati in itinere dei lavori per la costruzione di una veranda chiusa, e altre strutture annesse, in un’abitazione privata. All’opera quattro persone, tutte denunciate dai Carabinieri per reati in materia di edilizia. Uno dei quattro, un improvvisato muratore, è stato denunciato anche per il reato di truffa a danno dell’Inps perché beneficiario del “reddito di cittadinanza”.

 

Il Tribunale di sorveglianza di Roma ha accolto la richiesta dei legali di Massimo Ciancimino, e gli ha concesso la detenzione domiciliare per motivi di salute. Ciancimino ha subito un ictus nei mesi scorsi. In carcere è stato per scontare una condanna definitiva a 3 anni per detenzione di esplosivo e un’altra a 2 anni e 8 mesi per riciclaggio. E’ attualmente imputato in Appello a Palermo nel processo sulla cosiddetta trattativa dopo una condanna a 8 anni in primo grado per calunnia a danno dell’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Alla prima udienza del processo d’Appello sulla “trattativa”, il legale ha chiesto una perizia sullo stato mentale di Ciancimino sostenendo che non fosse in grado di partecipare coscientemente al procedimento.
 

Lei è Ilenia Di Liberto, specializzanda al quarto anna di Cardiologia. Lui è Gerlando Pilato ,cardiologo.

Entrambi sono in servizio presso l’Emodinamica dell’ospedale san Giovanni di Dio di Agrigento.

Sabato scorso, ad Acireale, presso la suggestiva chiesa di San Sebastiano i loro “cuori” si sono uniti in matrimonio e così Ilenia e Gerlando hanno potuto coronare il loro sogno. 

I novelli sposi hanno salutato parenti ed amici presso la sala ricevimenti “La casa del Grecale”.

Fra i testimoni dello sposo il primario del reparto di Cardiologia di Agrigento dott. Giuseppe Caramanno e gentile consorte.

La coppia passerà la loro Luna di Miele oltre oceano per poi ritornare in servizio presso l’Unità di Emodinamica presso l’ospedale di Agrigento.

 

Momenti di panico per una famiglia di turisti provenienti dal Belgio che hanno deciso di trascorrere parte delle loro vacanze ad Agrigento. Nella giornata di ieri il figlio della coppia, un bambino di cinque anni, si è perso per le strade di San Leone non riuscendo più a trovare la madre.

Il bimbo, vagando per la strada, ha incontrato una pattuglia della Guardia di Finanza che stava effettuando un servizio di controllo nella località balneare. Immediato il coordinamento con le altre forze dell’ordine e, in poco tempo, è stata rintracciata la madre presso la pista ciclabile di San Leone che disperata stava cercando il figlio.

Sarebbe dovuta essere una serata tranquilla da trascorrere in compagnia che, ben presto, si è trasformata in un incubo. Invitata in casa da un bracciante agricolo di Ravanusa di 56 anni, dopo aver bevuto qualche bicchiere, sarebbe stata minacciata prima e costretta a fare sesso poi.

E’ questo il racconto di una donna di 55 anni che, dopo la presunta violenza, è corsa immediatamente presso la locale stazione dei carabinieri a sporgere denuncia. Adesso quanto messo nero su bianco è al vaglio degli inquirenti che dovranno cercare i dovuti riscontri.

La donna, dopo aver sporto denuncia, si è recata nel presidio sanitario più vicino per farsi anche visitare.

Nella mattinata di oggi alle ore 10:41 è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 e profondità 9.5 km a Sciacca.

La scossa è stata avvertita lievemente dalla popolazione ma non si sono registrati danni a persone o cose.

Nell’ultima settimana sono avvenuti eventi sismici di “poca rilevanza” anche a Menfi e Santa Margherita del Belice.

Lo sciame sismico registrato dall’INGV in questi giorni non desta particolari preoccupazioni in quanto le scosse registrate sono state di lieve entità.

Un 30enne marocchino, residente da tempo ad Agrigento, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia.

L’uomo avrebbe picchiato la sorella per futili motivi in una casa di via Garibaldi e si sarebbe anche ferito ad una mano in seguito ad un pugno scagliato contro una vetrata. Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione Volante della Questura di Agrigento guidati dal dirigente Francesco Sammartino.

Dieci Ispettori Capo del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Agrigento hanno proposto un ricorso , con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, davanti al Giudice del lavoro di Agrigento per il riconoscimento del diritto all’inquadramento nella categoria D del contratto collettivo di settore, nonchè per la condanna al pagamento delle differenze retributive, oltre interessi legali, ed al pagamento delle spese giudiziali. In particolare gli Avvocati Rubino e La Loggia hanno sostenuto che i ricorrenti, in possesso della qualifica di ispettore capo del Corpo di Polizia Municipale, 

hanno svolto le mansioni di coordinamento e controllo, percependo l’indennità correlata alle mansioni citate; ma il Comune di Agrigento, inopinatamente, ha mantenuto l’inquadramento nella categoria C, in luogo della categoria D. Si è costituito in giudizio il Comune di Agrigento, in persona del Sindaco pro tempore dr. Calogero Firetto, per chiedere il rigetto del ricorso. Il Giudice del lavoro di Agrigento, Dr.ssa Alessandra Di Cataldo, condividendo le tesi degli avvocati Rubino e La Loggia, secondo cui lo svolgimento delle mansioni di coordinamento e controllo rientra non già nella categoria C, in cui i ricorrenti erano inquadrati, bensì nella categoria D, ai sensi del contratto collettivo vigente per il comparto Autonomie Locali, ha accolto il ricorso, riconoscendo il diritto all’inquadramento superiore, oltre al diritto alle differenze retributive, maggiorate degli interessi, e condannando anche il Comune di Agrigento al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto della sentenza resa tra le parti, i dieci ispettori capo del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Agrigento hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all’inquadramento superiore, oltre che al pagamento delle differenze retributive, maggiorate degli interessi,  mentre il Comune di Agrigento dovrà pagare anche le spese giudiziali.