Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 175)

Quell’uomo col berretto e giacca grigi era diventato una figura costante in città, la gente si era talmente abituata ad incontrarlo ogni mattina che quando sparì , nel lontano anno 2000, in molti lo notarono, specialmente i suoi clienti.
Don Peppe Cacciatore, originario di Raffadali, durò in piazza San Calogero quasi 50 anni.
Non aveva una postazione fissa, il suo deposito di giornali erano i gradini del santuario del Santo Nero.
Si dice che non avesse alcuna autorizzazione scritta per stare in quel posto ma, nonostante questo, per un cinquantennio fu lo strillone, l’unico, di Agrigento.
La sua figura, il modo di vestire in particolare, erano singolari . Con quel suo berretto con su scritto Giornale di Sicilia e la sua giacca, abbastanza larga, che conteneva all’interno diverse tasche, appositamente realizzate, dentro cui riponeva tutto quello che la gente nell’arco della giornata gli donava, frutta, bottigliette con caffè, bottiglie di vino, lo facevano riconoscere anche da lontano. Qualcuno ricorda che teneva in una di queste tasche tre grosse castagne perché lui sosteneva lo proteggessero dalle intemperie.
Il suo lavoro lo sapeva fare, specialmente quando doveva depositare al volo la copia del giornale ai clienti che transitavano in auto. Lui ricordava, nonostante ne avesse tanti, quelli a cui consegnare il La Sicilia o il Di Sicilia.
Non solo, ricordava per filo e segno le somme che ognuno di questi gli doveva , questo perché non sempre era comodo, per via del traffico, poter pagare e ricevere magari il resto. Spesso l’operazione di consegna avveniva con la macchina in movimento.
Riusciva a vendere tante copie perché aveva clienti tra i diversi uffici ubicati in centro città e lui provvedeva a consegnarglieli sul posto di lavoro.
Si racconta che l’editore Ciancio del La Sicilia invitò alcuni titolari di rivendite di Agrigento a denunciarlo perché privo di contratto con la testata giornalistica catanese e che il proprietario del giornale ricevette un netto rifiuto da parte di tutti per la stima che don Peppe godeva tra i suoi colleghi.

Nino Reginella

La foto è di Silvio Licata

Quale premio agli eroi?

La regione Sicilia per il tramite del dipartimento regionale per la pianificazione strategica ha destinato per tutto il personale dell’ASP di Agrigento, 320€.

Con questa somma, adesso, l’amministrazione dovrà remunerare le tante e tante ore di lavoro, impiegate dal personale per la gestione delle attività contro il virus.
Lo dichiarano il segretario generale della FpCgil Enzo Iacono e Antonio Cutugno, coordinatore Sanita FpCgil.

Registriamo tra il personale, rabbia e frustrazione. Siamo increduli di fronte a questa ennesima mortificazione del personale. Ancora oggi, il personale attende le 100 € ed il bonus dei 1000 €. Adesso giunge questa circolare come un fulmine a ciel sereno. Le 320€ destinate all’ASP di Agrigento sono determinate per giornate di degenza di pazienti Covid. Com’è noto, la nostra provincia non ha trattato pazienti Covid per assenza di un reparto di malattie infettive. Ciò non può però, non tener conto dell’impegno e del sacrificio di tanti lavoratori di codesta Asp, che a vario titolo sono stati impegnati nella lotta al Covid-19. Abbiamo attivato la Segreteria Regionale che, già da lunedì, chiederà un incontro urgente in assessorato per trovare una soluzione a questo vergognosa umiliazione. Al manager Mazzara ed al direttore sanitario dott. Mancuso chiederemo un incontro urgente per definire soluzioni alternative che possano premiare i lavoratori interessati.

Lo scorso 25 gennaio la Procura di Agrigento, tramite la pubblica ministero Elenia Manno, ha ha chiesto il rinvio a giudizio di C P, sono le iniziali del nome, 32 anni, di Favara, imputato di avere abusato, in Romania, di una ragazzina, oggi sedicenne, figlia di un amico che ha ospitato lui in Romania. Il 27 giugno del 2019, in occasione dell’incidente probatorio, la ragazzina ha dichiarato: “Ha approfittato dell’assenza di mio padre per violentarmi, gli ho chiesto di fermarsi ma non lo ha fatto”. Ebbene, C P è stato già condannato per tale reato in Romania a 1 anno e 2 mesi di carcere. Ecco perché il difensore del favarese, l’avvocato Angelo Nicotra, si oppone alla richiesta di rinvio a giudizio, allorchè C P, se rinviato a giudizio, sarebbe giudicato una seconda volta per lo stesso reato. Lo stesso Nicotra si oppone di conseguenza anche alla richiesta di costituzione di parte civile della presunta vittima tramite l’avvocato Salvatore Cusumano. Il giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, deciderà il prossimo 21 luglio.

“Al più presto anche Lampedusa sarà dotata di una struttura ospedaliera”: così annuncia il presidente della Regione, Nello Musumeci, che aggiunge: “Il governo regionale realizzerà uno studio sulla possibilità di istituire una struttura ospedaliera a Lampedusa. La proposta dell’amministrazione comunale, avanzata il 3 giugno a Palermo nel corso della riunione che abbiamo voluto sulla sanità nelle Isole minori, merita di essere valutata con attenzione ed è perfettamente coincidente con la posizione, da noi sempre espressa, che considera Lampedusa una terra di interesse internazionale. Dobbiamo tutti convincerci che vivere su una piccola isola non è spesso agevole, e noi abbiamo il dovere di imporre un cambio di tendenza, anche nelle attenzioni minime necessarie. Entro la fine dell’estate lo studio su Lampedusa sarà pronto e, a quel punto, valuteremo la effettiva realizzabilità di questa proposta, anche sotto il profilo non marginale del possibile reperimento del personale necessario e la compatibilità con le norme sulla programmazione ospedaliera, avviando una indispensabile interlocuzione con il governo nazionale”.

Ad Agrigento uno stabile al Villaggio Mosè, lungo viale Cannatello, è stato adibito a centro d’accoglienza per la quarantena dei migranti. Si tratta di una struttura già in passato utilizzata come centro di accoglienza per minori extracomunitari. Al momento sono ospiti 70 tunisini, tutti uomini approdati nei giorni scorsi a Lampedusa e poi trasferiti a Porto Empedocle, e le cui condizioni di salute al momento non destano preoccupazione.

A presidiare la zona sono agenti e mezzi della Polizia di Stato. L’attivazione del centro per la quarantena anti-covid 19 ha sollevato parecchie critiche nel popoloso quartiere agrigentino. A poche centinaia di metri è attivo da alcuni mesi un altro centro d’accoglienza ricavato in un palazzo utilizzato anni addietro come sede degli uffici dell’Azienda sanitaria, dove sono accolti un centinaio di migranti di varie nazionalità.

Questo centro si aggiunge ad un altro, già esistente, che si trova nei pressi della miniera Ciavolotta, lungo la ss.115, ex capannoni Camedil. Nella struttura vengono portati i migranti che dovranno effettuare la quarantena.

Il sindacato Uil Vigili del fuoco di Agrigento, tramite il segretario provinciale, Antonio Di Malta, interviene a seguito dell’incendio delle carrette del mare a Lampedusa, e afferma: “I Vigili del Fuoco sono stati costretti al rifornimento idrico a mare perché l’acqua nelle vasche di riserva all’interno dell’aeroporto era stata esaurita. Ciò rilancia la necessità di realizzare un distaccamento terrestre all’esterno e autonomo dall’aeroporto. Il Dipartimento centrale dei Vigili del fuoco ha già chiesto al sindaco Martello un’area per la realizzazione di un distaccamento terrestre con fondi del Dipartimento, ma il sindaco finora non ha concesso alcuna area. Vorremmo sapere inoltre se esiste un piano di Protezione civile per l’isola e chiediamo al sindaco di farsene eventuale carico, come da competenza”.

Ad Agrigento semaforo verde ai mercati cittadini, nel rispetto delle misure previste con le linee guida emanate dal Governo nazionale e dalla Regione Siciliana. Il Sindaco Lillo Firetto ha firmato l’Ordinanza che autorizza il mercato al Villaggio Peruzzo, al Villaggio Mosè e il mercato settimanale in piazzale Ugo La Malfa.

La Commissione comunale per il commercio su aree pubbliche, in collaborazione con i rappresentanti delle principali categorie, ha raggiunto un apposito accordo per garantire sicurezza: gli ingressi ai mercati saranno contingentati, con senso unico di marcia in entrata e in uscita segnalato, e percorsi obbligati da seguire. Dunque già da lunedì prossimo 8 giugno inizierà il mercatino del Villaggio Mosè, poi martedì quello del Villaggio Peruzzo e venerdì il mercato in piazzale La Malfa. Per accedere ai mercati sarà necessario munirsi di mascherina.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, interviene a seguito dell’incendio appiccato al “cimitero delle carrette del mare”, e commenta: “C’è un disegno preciso per alimentare un clima di tensione e soffiare sul fuoco di una situazione già difficile per la nostra isola. C’è una strategia precisa per destabilizzare Lampedusa. Si tratta di persone che non improvvisano ma che sanno come muoversi. Non so di chi si tratta, altrimenti li avrei già denunciati. Di sicuro dobbiamo mantenere alta la guardia. Lo Stato deve riaffermare la sua presenza sull’isola e lo deve fare anche attraverso azioni concrete”.

La Procura della Repubblica di Palermo rilancia la richiesta di arresto per tutti i 18 indagati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Sorella Sanità”. Un apposito ricorso è stato motivato e presentato dai sostituti Giovanni Antoci e Giacomo Brandini al Tribunale del Riesame di Palermo. Nell’inchiesta sono complessivamente 23 gli indagati, tra 18 persone fisiche e 5 persone giuridiche. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Claudia Rosini, lo scorso 22 maggio non ha accolto integralmente le richieste della Procura, e ha disposto l’arresto in carcere di due indagati, ed ai domiciliari di altri otto. Sono tutti, a vario titolo, indagati per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti. Il ricorso al Tribunale del Riesame, se accolto, non sarà immediatamente esecutivo. Gli indagati hanno infatti la facoltà di presentare appello in Cassazione contro l’arresto eventualmente disposto dal Riesame.

Nella giornata di ieri 5 giugno a Siculiana, una delegazione di Fratelli d’Italia, capeggiata dal Dirigente nazionale, Calogero Pisano,  ha partecipato alla manifestazione pubblica che si è svolta in via della Libertà, nei pressi del centro di accoglienza per migranti ex Villa Sikania.

Queste le parole di Pisano: “Siamo venuti alla manifestazione per testimoniare ai cittadini siculianesi la vicinanza e la solidarietà di Fratelli d’Italia.

Purtroppo non hanno fatto altrettanto i deputati agrigentini di maggioranza, oggi assenti ingiustificati, che evidentemente, per salvaguardare la loro comoda poltrona, preferiscono appoggiare le scelte assurde del Governo giallorosso, piuttosto che schierarsi a fianco dei cittadini di Siculiana.

Fratelli d’Italia è per la chiusura del centro di accoglienza e chiederà agli organi competenti un’ispezione per verificare se la struttura sia in regola sotto il profilo igienico sanitario”.