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Il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, formato dall’Ufficio di Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi e dalla CGIL, CISL e UIL esprime la propria soddisfazione per la pubblicazione dell’esito del Bando di gara per la costruzione del nuovo viadotto Milena.
Tra le emergenze segnalate nell’ambito delle criticità che caratterizzano il sistema viario nella provincia di Agrigento e che sono state poste all’attenzione delle autorità competenti con la grande manifestazione popolare del 25 gennaio del 2020 era compreso il viadotto Milena che da diversi anni crea una strozzatura al km 39,800 della SS 189 e vede la presenza di un semaforo che regola la circolazione a senso unico alternato.
Oggi sula Gazzetta Ufficiale  è stato pubblicato l’esito del bando di gara finalizzato ai lavori di costruzione del nuovo viadotto Milena, che presenterà tre campate per 170 metri complessivi, e sostituirà quella esistente, attualmente soggetta a limitazioni della viabilità.
 I lavori di costruzione del nuovo viadotto non comporteranno ulteriori disagi in quanto verrà realizzato in affiancamento a quello esistente, che continuerà ad essere percorribile pur soggetto alle attuali limitazioni e che sarà demolito soltanto in seguito al completamento della nuova opera, in modo da non interrompere la viabilità in esercizio lungo l’importante arteria stradale.
Un altro tassello, si legge ancora nella nota del Cartello Sociale, si aggiunge alla lista delle promesse mantenute grazie all’impegno del sottosegretario Cancelleri, al ruolo di regia è di vigilanza della Prefettura e alla spinta da basso coordinata dalle forze sociali e dalla Chiesa agrigentina.
Ancora rimane tanto lavoro da fare per consentire alla provincia di Agrigento di uscire dalla marginalità nella quale è stata finora confinata ma le conquiste di questo ultimo anno consentono di guardare con fiducia al futuro.

Quest’estate non si cambia, stessa spiaggia, stesso mare, stesse regole anti-Covid del 2020. Le regole dell’anno scorso hanno funzionato, quindi da lì si deve ripartire. La proposta sulle norme che dovranno essere osservate, dai vacanzieri ma anche e soprattutto dai gestori delle strutture balneari, è stata fatta dal Coordinamento interregionale sul demanio e accettata dal Ministrero del Turismo.

Le linee guida, dunque, saranno quelle recepite dal Governo nel 2020, che hanno permesso di non chiudere alcuna spiaggia italiana per Covid.
Quindi, si tornerà al mare sempre col divieto di feste e di assembramento e con l’obbligo di prenotazione, entrando da una parte e uscendo dall’altra se si va in uno stabilimento balneare attrezzato.

È ancora previsto il divieto di uso promiscuo delle cabine, a meno che non ci sia convivenza o se si è membri dello stesso nucleo familiare, e torna il distanziamento degli ombrelloni (sembrano confermati i 10 mq di area di ombreggio per ciascun ombrellone, per esempio), l’igienizzazione di lettini e tavolini prima di un nuovo affitto.

In base ai dati, ci sono ancora 856.139 over 80 (il 18,79% degli oltre 4,5 milioni) in tutta Italia che non hanno avuto la prima dose. A livello locale, tre regioni – Emilia Romagna, Toscana e Veneto – e la provincia di Trento hanno somministrato almeno una dose ad oltre il 90% degli appartenenti alla fascia mentre 5 regioni sono sotto la media nazionale: Calabria e Sicilia, che non raggiungono il 60% e si fermano rispettivamente al 56,39% e al 57,48%, Sardegna (70,73%), Campania (72,49%) e Friuli Venezia Giulia (79,01%).
Per quanto riguarda la fascia 70-79, la provincia di Trento ne ha vaccinato il 62%, seguito dalla provincia di Bolzano (58,33%) e dall’Emilia Romagna (55,11%) . Sotto la media nazionale 9 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. Solo il 5,69% dei settantenni è invece stato vaccinato anche con il richiamo.
Più alti i numeri delle Rsa – dove con entrambe le dosi è stato vaccinato il 78,58% dei 365.914 residenti nelle strutture – e del personale sanitario, con il 78,44% che ha avuto anche il richiamo. In quest’ultima categoria ci sono ancora 134.674 persone che non hanno avuto neanche la prima dose e di queste 32.603 sono in Emilia Romagna, 18.530 in Sicilia, 15.734 nel Lazio.

Sulla esclusione, dalle priorità siciliane nel Recovery Plan, del completamento dell’anello autostradale Castelvetrano-Gela, riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione dell’ex presidente del Consiglio comunale di Lampedusa, Andrea Claudio Montana. Una riflessione amara ma reale che evidenzia, qualora non fosse ancora evidente, l’emarginazione in cui è costretta la nostra provincia. Una emarginazione che non può essere affidata solo all’amaro fato ma trova una paternità in una classe politica che, evidentemente, risulta inadeguata per un rilancio della nostra provincia. Rilancio che rimane solo nelle parole spese nel corso delle campagne elettorali. F.C.

Leggo con notevole disappunto, talmente notevole che rasenta la rabbia, che l’autostrada Castelvetrano – Gela, che rappresenta il completamento dell’anello autostradale siciliano, non è stato inserito nel programma delle infrastrutture da realizzare con le risorse del recovery plan, il piano nazionale di ripresa e resilienza.

Stiamo attraversando un momento terribile di recessione, e questo raccordo, se venisse realizzato, aumenterebbe la capacità della nostra provincia, buona ultima in tutte le classifiche di prestigio, di affrontare e superare questo triste momento di grave difficoltà, dovuto a tante motivazioni e cause e  non soltanto al covid.

Sarebbe il volano per aiutare la crescita della nostra provincia, si  implementerebbero le imprese che vivono di turismo, si agevolerebbe il commercio che stenta a decollare, si sosterrebbero tutte quelle altre attività che non riescono a decollare per mancanza di infrastrutture connesse alla rete viaria e soprattutto si eliminerebbe quella strada Sciacca – Agrigento, ricca di pericolose curve e di semafori,  che è soltanto una vergogna presentarla a coloro che vengono a visitare la nostra provincia.

Se il governo regionale non ha segnalato come priorità all’esame del Ministero delle infrastrutture la necessità del completamento dell’anello autostradale significa che la nostra provincia viene deliberatamente tagliata fuori dai benefici del recovery plan a vantaggio di altre province e che, soprattutto, i nostri rappresentanti al Parlamento regionale e Nazionale non hanno alcuna voce in capitolo.

Sarebbe, in questo momento, molto bello, ed è ciò che auspichiamo e suggeriamo, superando gli schieramenti politici, vederli tutti assieme, uniti dal comune amore ed interesse per la propria terra, protestare il loro malcontento alla Regione ed al Governo, minacciando, nel caso non venisse accolta la loro richiesta, ribadiamo vitale per lo sviluppo futuro della provincia, anche le dimissioni in massa quali deputati o senatori.

Si tratta soltanto di dimissioni, che tra l’altro non comportano la perdita dei privilegi già maturati, e darebbero un senso coerente e positivo al mandato che i cittadini hanno loro elargito.

Nel caso non si riuscisse ad ottenere l’inserimento del completamento di questo raccordo, ripeto vitale per il futuro  delle provincia, consigliamo ai giovani di tenere sempre preparata la valigia ed essere pronti ad abbandonare la propria terra in cerca di un’altra che possa loro offrire miglior fortuna.

 Andrea Claudio Montana

Continuano i lavori di estumulazione delle salme in alcune sezioni del Cimitero di Piana Traversa a Favara. Il disseppellimento e la successiva tumulazione nei “colombari” o presso l’ossario, riguarda le salme sepolte da oltre 50 anni o che comunque hanno il contratto del loculo scaduto.

I lavori di estumulazione si rendono necessari per liberare i loculi per le nuove tumulazione. In vista di detti lavori la sindaca di Favara Anna Alba, con propria ordinanza la numero 88 del 22 aprile 2021, ha disposto la chiusura straordinaria del Cimitero di Piana traversa nei giorni di lunedì 26, martedì 27 e mercoledì 28 aprile.

Le sezioni cimiteriali interessate vanno dalla numero 53 alla numero 64 e riguardano le salme decedute da oltre 50 anni e comunque con il contratto di concessione del loculo già scaduto. Un lavoro che possiamo definire ciclico, iniziato già da qualche anni o, e che si ripete ogni qual volta si rende necessario liberare i loculi per le nuove sepolture,  a lavori ultimati dovrebbero essere circa 500 i loculi che saranno resi disponibili.

Sicilia arancione e le scuole che domani riaprono i battenti. Asili nido, materne, scuole elemntari e medie tornano in presenza al 100% fino alla fine dell’anno scolasctico.

Le scuole superiori invece saranno in presenza dal 5o al 100% in base al colore dei singoli territori.

Tutto nero su bianco in una  circolare firmata dall’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, in materia di apertura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado nella nell’Isola. Le disposizioni saranno in vigore fino alla conclusione dell’anno scolastico, salvo ulteriori provvedimenti.

Restano però le preoccupazioni di sindacati e studenti che segnalano rischi, soprattutto in riferimento al tema dei trasporti. Questi i dettagli della circolare: servizi educativi e della scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado: Indipendentemente dalla classificazione di rischio attribuita alla regione e al singolo territorio comunale, per tutti è previsto lo svolgimento in presenza al 100 per cento delle attività didattiche fino alla fine dell’anno scolastico; scuola secondaria di secondo grado.

Per le scuole superiori, invece, l’attività  in presenza varia in base alla classificazione del rischio sul territorio.

Nelle zone “gialle” o “arancioni” e’ prevista l’attività in presenza per almeno il 70 per cento della popolazione scolastica, fino ad un massimo del 100 per cento. Per la Sicilia fino al 30 aprile, a prescindere dalle zone di rischio arancione o giallo, gli istituti superiori possono adottare percentuali di presenza più basse rispetto alla percentuale compresa fra il 70 e il 100 per cento, ma senza scendere al di sotto del 50 per cento. Dal 3 maggio le lezioni in presenza potranno raggiungere la percentuale di presenza 70-100 per cento come previsto a livello nazionale. Queste percentuali dovranno tenere conto anche degli alunni portatori di disabilità o bisogni educativi speciali (Bes). In caso di zona rossa la percentuale di studenti ammessi in presenza negli istituti superiori si attesterà in Sicilia ordinariamente al 50 per cento. La circolare assessoriale, rispetto alle lezioni in presenza, raccomanda agli istituti di tenere conto, in via prioritaria, delle esigenze degli studenti che affronteranno le prove d’esame o che necessitano di particolari bisogni formativi.

I dirigenti scolastici dovranno adottare le scelte organizzative in base alle percentuali di alunni da ammettere in presenza e potranno, dietro autorizzazione, limitare la durata temporale delle singole lezioni. Il Dipartimento per le Attività sanitario e Osservatorio epidemiologico dara’ disposizioni alle Asp per potenziare lo screening anti-Covid presso la popolazione scolastica. Con la circolare, infine, l’assessore Lagalla invita i dirigenti scolastici a far rispettare le consuete norme di sicurezza: distanziamento, utilizzo delle mascherine (meglio se ffp2), monitoraggio della qualità dell’aria e sanificazione degli ambienti. Per i sindacati, pero’, “ritornare all’attivita’ didattica in presenza anche nella secondaria di secondo grado e’ un’esigenza fortemente avvertita in primo luogo dagli studenti, ma permangono ad oggi notevoli criticità legate al sistema dei trasporti. Nonostante le rassicurazioni fornite dalle istituzioni preposte, riteniamo che difficilmente queste riescano a risolvere in pochi giorni un problema che non si e’ riusciti a risolvere per mesi”. Sollecitata la riapertura dei tavoli prefettizi alla presenza degli studenti e dei dirigenti, nonché delle parti sociali, “per monitorare e nello stesso poter intervenire tempestivamente sulle difficoltà che le scuole man mano evidenzieranno”. Chiesto il tracciamento alla fornitura di dispositivi adeguati.

Ed ancora è “indispensabile” aggiornare i protocolli di sicurezza, che sono fermi all’estate del 2020, e dotare le scuole di mezzi di purificazione dell’aria.

A Sciacca, in contrada Bordea, è stata abbandonata un’intera cucciolata. Solo uno dei 5 cuccioli è sopravvissuto, anche se sembra in condizioni critiche. E’ stato un passante a notare la cassetta di legno, simile a quelle della frutta dalla quale veniva un lamento. Si è avvicinato e ha notato che erano tutti morti tranne uno. Ha poi chiamato la volontaria Adriana Montalbano, che a sua volta ha allertato l’Oasi Ohana, il rifugio per cani abbandonati che sorge a Santa Margherita di Belice, fondata da Chiara Casalanzio, la quale si è precipitata sul posto per cercare di salvare il cagnolino.

 

 

 

 

E’ stato il sindaco di Cianciana, Francesco Martorana ad annunciare dalle pagine di Facebook, il ritrovamento di Carmelo Gagliano, il 60enne scomparso da Cianciana sabato 17 aprile: “Con immensa gioia vi comunico che il nostro concittadino Carmelo Gagliano è stato ritrovato vivo.”

L’uomo è stato notato da un gruppo di ciclisti che hanno poi avvisato i carabinieri che lo hanno ritrovato nascosto e rannicchiato all’interno di una gratta, stanco ma in buona salute. L’uomo, che per una settimana si è cibato di fave, è stato poi condotto all’ospedale di Ribera.

La prefettura nei giorni scorsi aveva attuvato tutti i protocolli per l’avvio delle ricerche coordinate dai carabinieri, che hanno collaborato con vigili del fuoco, protezione civile e unità cinofile.

 

 

1.095 su 25.451 tamponi processati i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia, dove gli attuali positivi sono 25.211. Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute, da cui emerge che le vittime in un solo giorno sono state 21 (5.286 dall’inizio dell’emergenza sanitaria) e i guariti 1.147. Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 1.234, mentre si trovano in terapia intensiva 179 pazienti.

I NUOVI CONTAGI PER PROVINCE:

Palermo 344

Catania 301

Messina 96

Ragusa 48

Trapani 45

Siracusa 95

Caltanissetta  75

Agrigento 82

Enna 9

Sette anni fa veniva restituito, dopo 41 anni dal furto, alla fruizione pubblica, a seguito di una importante e complessa azione di recupero messa in campo dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, al Museo Civico Baldassarre Romano, il prezioso violino “Matteo Gofriller”(padre della scuola veneziana; nato a Bressanone nel 1659 circa, nel 1685 inizia a lavorare per Martin Kaiser di cui nel 1690 rileva il laboratorio, divenendone il proprietario. Ben presto diventa uno dei maggiori liutai italiani. Il suo lavoro si ispira alla scuola cremonese e nello specifico ai lavori di Antonio Stradivari).

Il violino di proprietà della Città di Termini Imerese è conservato e fruibile presso il Museo Civico di Termini Imerese; è databile al 1710, secondo l’esperto liutaio palermitano Fabio Nicotra, che aggiunge: “il riccio di scuola veneziana e il piano non sono originali. La vernice tipica di Goffriller la possiamo vedere nel fondo e nelle fasce molto corposa sicuramente a olio con un bellissimo sottofondo giallo-oro tipico della scuola italiana con sopra una vernice rosso-bruno molto intensa. Molto elegante e di esecuzione eccellente è il filetto con punte perfette e armoniose”, risultava tra le opere trafugate fra fine luglio e il 23 agosto 1973 e denunciate alle autorità competenti dal soprintendente Scuderi con nota n. 2984 del 3 settembre 1973.
Il prezioso violino fa parte della ricca e interessante collezione museale.
In occasione di iniziative di valorizzazione e promozione culturale delle opere museali, giovani e qualificati musicisti (Aura Fazio, Giovanna Pia Ferrara e Riccardo Obiso) hanno deliziato con le soavi note visitatori, studiosi, studenti e appassionati, perché come scrive Alessandro Baricco: “A volte le parole non bastano. E allora servono i colori, le forme, le note e le emozioni”.

Di Fabio Lo Bono