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Mercoledì 20 aprile 2022 alle ore 9,30 l’Auditorium “Rosario Livatino” del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, sarà la sede di un’altra importante manifestazione organizzata dall’ECUA e Dall’ANDE AG: la presentazione dell’ultimo libro del giornalista e vaticanista Mediaset, Fabio Marchese Ragona : “Luca Attanasio, storia di un Ambasciatore di pace” edito da Piemme.

Presenti, oltre l’autore, Zakia Seddiki, moglie del compianto Ambasciatore Italiano in Congo, Luca Attanasio, barbaramente ucciso insieme al carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci e all’autista; Paolo Liguori, giornalista e Direttore di tgcom 24 e il già Ambasciatore Italiano a Berna Giuseppe Deodato, che fu mentore di Attanasio, in collegamento streaming durante la manifestazione. “Il nostro Consorzio Universitario – dice il Presidente Mangiacavallo – si onora di ospitare eventi di levatura internazionale, con ospiti di prestigio che arricchiscono il nostro calendario culturale e ci proiettano in un sempre più luminoso percorso che mira a fare dell’ECUA un importante riferimento didattico e culturale. Le molteplici iniziative promosse dal Consorzio ci permettono, inoltre, di svolgere l’importante funzione di catalizzatore istituzionale, in un momento in cui la coesione tra Enti diventa fondamentale per la crescita del territorio”.

Presenzieranno le autorità militari, religiose e civili e gli studenti di Istituti superiori di secondo grado.

Buongiorno, vi comunico i dati del controllo straordinario del territorio che è stato svolto nelle giornate del 13 e 14 u. s. dal Commissariato di Licata , unitamente al Reparto Prevenzione Crimine di Palermo ed alla Sezione Polizia Stradale di Ag, in quel comune. 15 posti di controllo, 257 persone identificate e controllate (tra i quali diversi pregiudicati), 118 veicoli controllati, 50 contravvenzioni per violazioni al codice della strada,  2 documenti ritirati, 1 veicolo sottoposto a fermo Amministrativo,  Inoltre, sono stati controllati 37 soggetti sottoposti alle misure alternative alla detenzione e misure di sicurezza e di prevenzione e sono stati effettuati 8 controlli presso pubblici esercizi con particolare attenzione al fenomeno della illegale cessione di sostanze stupefacenti ed alla vendita di bevande alcooliche a minorenni e persone in evidente stato di ebbrezza alcoolica.

Alla presenza del vice presidente nazionale di Confesercenti Vittorio Messina e del direttore provinciale Salvatore Pezzino si è costituita Assopanificatori della provincia di Agrigento.
A guidare l’Associazione dei panificatori e pasticceri è stato chiamato Davide Dalli Cardillo, titolare di un panificio molto conosciuto del centro storico del capoluogo.
“All’aumento dei costi dell’ elettricità e del gas, oltre a quello della benzina e del gasolio – ha detto il neo presidente –  si aggiunge anche l’aumento delle materie prime come conseguenza del conflitto bellico che rischia di causare un crollo della disponibilità sui mercati. Tutto questo comporta ricadute pesantissime sulla sostenibilità dei panifici”.
“Dopo il periodo critico della pandemia che ha visto i panifici sempre aperti, nonostante tutto, ora la situazione – ha aggiunto Davide Dalli Cardillo –  è profondamente cambiata e sono urgenti interventi che possano scongiurare una crisi senza precedenti per molte attività. Non bisogna dimenticare che finora i panificatori hanno sostenuto a loro spese il peso dei rincari sia dell’energia che delle materie prime per evitare di scaricare o costi sui consumatori ma oggi senza interventi appropriati saranno inevitabili aumenti dei prezzi nella migliore delle ipotesi e chiusure in massa nella peggiore”.
I lavori dell’assemblea si sono conclusi con gli interventi del direttore provinciale Salvatore Pezzino e dal vice presidente nazionale Vittorio Messina.
Nel fare gli auguri di buon lavoro al presidente Dalli Cardillo, entrambi hanno sottolineato le difficoltà che la categoria incontra in questo particolare momento e ie problematiche che gli operatori si trovano oggi ad affrontare a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia con le ricadute inevitabili sui costi dell’energia e delle materie prime. Problematiche, hanno aggiunto, che meritano la massima attenzione sia da parte del Governo che delle istituzioni locali.

Il movimento politico “Servire Agrigento”, tramite il coordinatore provinciale, Raoul Passarello, denuncia che al cimitero di Piano Gatta vi sono un centinaio di bare che attendono già dall’anno scorso una degna sepoltura, ma al momento non si profila una soluzione per mancanza di nuovi loculi, tra lo strazio e lo sconforto dei familiari. Passarello aggiunge: “Nonostante gli impegni assunti dall’Amministrazione comunale, i lavori di ampliamento e completamento dei nuovi loculi a Piano Gatta procedono a rilento. E’ una situazione al limite del collasso, resa ancora più pesante dalla carenza di personale che rende impossibile persino garantire i servizi essenziali e la regolare gestione degli orari di apertura. Invitiamo l’Amministrazione comunale a valutare la possibilità che sia la Polizia locale a garantire nelle giornate più critiche l’apertura e la chiusura del cimitero in modo da sopperire alla mancanza di personale e consentire alla cittadinanza di rendere visita ai propri cari”.

Ad Agrigento, a San Leone, lungo il Viale dei Giardini, un incendio è divampato a danno di due automobili, una Fiat Croma e una Fiat Punto, appartenenti alla stessa persona. I Carabinieri della Compagnia di Agrigento, intervenuti sul posto, hanno avviato subito le indagini e, avvalendosi anche dei video registrati dalle telecamere di sorveglianza nella zona, hanno identificato l’incendiario, che avrebbe agito per ritorsione, per motivi personali. Lui è stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento per il reato di incendio seguito da danneggiamento.

La seconda sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, presieduta dal giudice Angelo Pellino, ha ridotto la condanna da 17 anni e 4 mesi inflitti in primo grado a 10 anni e 4 mesi a carico di Raimondo Burgio, 38 anni, di Palma di Montechiaro, imputato, in abbreviato, reo confesso dell’omicidio del cognato, Ignazio Scopelliti, 45 anni, ucciso il 2 novembre del 2018. Raimondo Burgio, nel corso dell’istruttoria, ha affermato: “Sì, gli ho sparato io perchè temevo di essere ucciso. Un conoscente mi aveva detto che andava in giro armato di un coltello e avrebbe ucciso mia sorella. Stavo rientrando a casa, dal negozio di ortofrutta, e ho visto che stava discutendo con mia madre. Ho avuto paura, gli ho detto di andare via e lui mi ha minacciato. Per questo ho sparato”.

Il sostituto procuratore generale, Giuseppe Fici, ha proposto la condanna di Burgio a 8 anni di carcere, con il riconoscimento delle attenuanti generiche e della provocazione. La difesa, rappresentata dagli avvocati Salvatore Pennica e Francesco Scopelliti, ha sempre sostenuto la legittima difesa.

L’avvocato agrigentino Davide Lo Presti aderisce a Fratelli d’Italia, ad annunciarlo il commissario provinciale del partito, Calogero Pisano.

Professionista stimato, Davide Lo Presti è stato in passato Consigliere ed Assessore comunale di Agrigento.

Aderisco con entusiasmo a Fratelli d’Italia condividendone i principi ed i valori – afferma Davide Lo Presti – ringrazio il commissario provinciale, Calogero Pisano, che conosco da tantissimi anni,  per avermi accolto con grande affetto.

Entro in una grande famiglia dove, peraltro, ritrovo tanti amici.

Mi metterò fin da subito a disposizione del partito”.

Esprime soddisfazione, per il nuovo ingresso, il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Calogero Pisano: “Davide Lo Presti è una persona, preparata e perbene che porta esperienza e qualità nel partito.

Sono felice della sua adesione, gli do il benvenuto e gli faccio i migliori auguri di buon lavoro”.

L’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Salvatore Lucio Ficarra e il direttore delle Risorse umane Loredana Di Salvo sono accusati di avere ricattato i lavoratori prospettando il mancato rinnovo dei contratti se avessero avviato azioni civili

Minacce a diciassette fra medici, infermieri e personale paramedico per convincerli a rinunciare ad azioni civili risarcitorie nei confronti dell’Azienda sanitaria provinciale.

L’ex direttore generale Salvatore Lucio Ficarra e il direttore delle Risorse umane Loredana Di Salvo finiscono a processo per violenza privata in concorso. Il pubblico ministero della procura di Agrigento, Paola Vetro, ha disposto la citazione a giudizio. In sostanza, trattandosi di reati con una pena prevista che non supera i 4 anni, non si celebra l’udienza preliminare ma è direttamente il pm a disporre il processo.

La prima udienza è stata fissata, davanti al giudice monocratico Fulvia Veneziano, per l’8 settembre. I fatti al centro della vicenda risalgono al dicembre del 2016. Diciassette le “persone offese” individuate ma si tratta di un reato procedibile di ufficio tanto che nessuno di loro ha presentato una denuncia per questi fatti ma all’imputazione si arriva a conclusione di un iter complesso.

L’indagine, che ipotizzava anche altri reati fra cui l’abuso di ufficio, era stata avviata sei anni fa in seguito agli esposti di un sindacato, sollecitato da un’infermiera iscritta, che segnalava delle irregolarità gestionali e svariati favoritismi. Fra i tanti segmenti di inchiesta, poi in gran parte archiviati, scaturiti dagli esposti si indagava su una lettera, un modulo prestampato che veniva sottoposto a medici e altro personale paramedico precario che, in sostanza, sarebbero stati obbligati a sottoscrivere contestualmente al rinnovo dei contratti.

In questo modo il direttore generale dell’Asp e il capo delle Risorse umane “con minaccia – è l’atto di accusa del pm Paola Vetro – consistita nell’avere prospettato il mancato rinnovo contrattuale al personale a tempo determinato, li costringevano a rinunciare alle azioni civili risarcitorie connesse alla durata del rapporto di lavoro attraverso l’imposizione della sottoscrizione di un modulo prestampato di rinuncia e dietro minaccia di mancato rinnovo”.

I difensori dei due imputati, gli avvocati Antonino Gaziano e Rosa Salvago, potranno chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento.