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Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà una raccolta , domenica 29 luglio ad Agrigento davanti la Chiesa San Pio X a Villaggio Peruzzo dalle ore 8.00 alle ore 12.30.
A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche effettuate in occasione della donazione.

La sig.ra C.P. di 76 anni di Licata nell’anno 2001 aveva ottenuto una concessione edilizia in sanatoria avente ad oggetto l’opera costituita da un piano terra ad uso residenziale sita nella contrada Montesole; nel provvedimento, l’Amministrazione comunale richiamava il contenuto delle note a mezzo delle quali la competente Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento aveva dichiarato la compatibilità delle opere oggetto del procedimento di sanatoria dettando quattro prescrizioni. L’Amministrazione Comunale nel provvedimento di concessione edilizia in sanatoria fissava un termine di tre anni per la realizzazione dei lavori indicati nelle suddette note della soprintendenza, avvertendo che la mancata esecuzione dei suddetti lavori avrebbe comportato la revoca della concessione in sanatoria. La titolare della concessione in sanatoria non potè ottemperare nei termini assegnati alla prescrizioni imposte a causa di un contenzioso promosso innanzi al Tribunale di Agrigento dai proprietari di un fondo limitrofo; pertanto la stessa richiedeva al Comune di Licata una proroga così manifestando l’intenzione di addivenire alla realizzazione delle opere prescritte. Ma il comune di Licata nel 2011 rigettava l’istanza di proroga, disponendo la revoca della concessione edilizia in sanatoria già rilasciata nel 2001. La titolare della concessione in sanatoria ha allora proposto un ricorso davanti al Tar Sicilia contro il Comune di Licata, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, lamentando la mancata comunicazione  preventiva di avvio del provvedimento di revoca, ed il difetto di motivazione in ordine all’interesse pubblico sotteso all’adozione del prefato provvedimento di revoca ed al contemperamento operato tra questo ed il sacrificio imposto al privato titolare della concessione. Nel corso del giudizio la ricorrente ha proposto motivi aggiunti di ricorso, sempre con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, al fine di impugnare i provvedimenti consequenziali nelle more adottati dal Comune di Licata (ordinanza di demolizione, inottemperanza alla demolizione, demolizione d’ufficio). Già in sede cautelare il Tar Sicilia,Palermo,Sezione prima, aveva accolto la richiesta di sospensiva avanzata dall’Avvocato Rubino, ritenendo la fondatezza delle censure formulate ; da ultimo, esaminando il merito della controversia, il TAR Sicilia,Palermo,Sezione prima, ha accolto il ricorso annullando i provvedimento impugnati, condividendo i motivi di ricorso secondo cui i provvedimenti di secondo grado concretanti esercizio della cd. autotutela decisoria debbono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento, venendo ad incidere su posizioni consolidate del privato, e secondo cui  la manifesta carenza motivazionale circa le prevalenti ragioni di interesse pubblico da tutelare inficia irrimediabilmente la validità del provvedimento impugnato con l’atto introduttivo, e travolge per illegittimità derivata i provvedimenti consequenziali impugnati con i motivi aggiunti di ricorso. Per effetto della sentenza resa dal Tar la signora licatese manterrà l’immobile sito in contrada Montesole mentre il Comune di Licata dovrà provvedere alla refusione del contributo unificato alla ricorrente

 

 

La presunta rete di spie e favori allestita da Antonello Montante: indagini concluse per 24 indagati. A Renato Schifani contestato anche il concorso in associazione a delinquere.

La Procura di Caltanissetta, capitanata da Amedeo Bartone, forte delle indagini della Squadra Mobile nissena diretta da Marzia Giustolisi, ha concluso le indagini su una delle due associazioni a delinquere contestate all’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante. Si tratta della rete di spie che Montante avrebbe allestito per beneficiare di soffiate e informazioni su indagini che lo avrebbero coinvolto più o meno direttamente. E il concorso a tale associazione a delinquere è contestato anche all’ex presidente del Senato, Renato Schifani, finora indagato solo per rivelazione di notizie riservate e favoreggiamento nei confronti di Montante. L’ipotesi del concorso in 416 è a carico non solo di Schifani ma anche di Andrea Grassi, dirigente della prima divisione Servizio centrale operativo di Roma, poi Andrea Cavacece, capo reparto dell’Aisi, che è il servizio segreto civile, e poi Angelo Cuva, docente universitario. “I quattro – scrive la Procura di Caltanissetta – avrebbero concorso nel rafforzamento e perseguimento degli interessi mettendo a disposizione degli appartenenti al sodalizio le possibilità derivanti dai ruoli ricoperti, al fine di aiutarli a eludere le investigazioni che la Procura della Repubblica di Caltanissetta stava eseguendo sul loro conto, attraverso la rivelazione reiterata e continuativa di notizie coperte da segreto d’ufficio relative alle indagini svolte nei loro confronti”. E poi gli altri indagati a cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini sono Massimo Romano, imprenditore, che avrebbe assicurato assunzioni di appartenenti alle forze dell’ordine. E poi “dietro elargizione di favori per loro stessi o per amici e familiari, avrebbero eseguito attività del loro ufficio in maniera tale da soddisfare gli interessi di Antonello Montante”: Gianfranco Ardizzone, Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta e poi Capo centro della Direzione investigativa antimafia, Ettore Orfanello, comandante della Tributaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta, e Mario Sanfilippo, appartenente al Nucleo di polizia tributaria. E poi Giuseppe D’Agata, comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo, avrebbe fornito a Montante informazioni riservate. E poi, Diego Di Simone, capo della squadra sicurezza di ConfIndustria Sicilia, Marco De Angelis, sostituto commissario della Polizia, e Salvatore Graceffa, vice Sovrintendente della Polizia di Stato, “al fine di tutelare gli interessi di Montante, avrebbero reperito, attraverso accessi abusivi nella banca dati delle forze dell’ordine, informazioni di natura riservata”. E poi, Arturo Esposito, comandante della Legione Carabinieri Sicilia e Capo di Stato maggiore dei Carabinieri, si sarebbe occupato di promozioni e trasferimenti e avrebbe veicolato informazioni di natura riservata. E poi, ancora, indagini concluse per Salvatore e Andrea Calì, titolari di una impresa di intelligence, e che rispondono di favoreggiamento, e poi il colonnello Letterio Romeo, ex comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Caltanissetta, che avrebbe occultato una relazione di servizio e risponde di soppressione di atti. E poi il dirigente generale dell’assessorato Attività produttive, Alessandro Ferrara, indagato per favoreggiamento, così come il sindacalista Maurizio Bernava. E poi Carlo La Rotonda, direttore di Confindustria Centro Sicilia, indagato di simulazione di reato, così come Salvatore Mauro, dipendente dell’impresa dei Calì. E poi sono indagati per favoreggiamento anche Vincenzo Mistretta, ritenuto uomo di fiducia di Montante, e le collaboratrici di Montante, Rosetta Cangialosi e Carmela Giardina: la notte del blitz a Milano, il 14 maggio scorso, avrebbero aiutato Antonello Montante a distruggere, prima di essere arrestato, pen drive e appunti, poi lanciati dalla finestra in un pozzo luce.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

La Luna si tinge di rosso accanto a Marte nell’eclissi più lunga del secolo

 

Eclissi di Luna
Agrigento 27 luglio 2018
WWW.SICILIA24H.IT
ECph

“Per un’ora siamo tornati bambini”.

La prossima visibile in Italia sarà all’inizio del 2019

Appena il Sole si è chetato dietro l’orizzonte, lasciando una frastagliata fascia rossastra di nubi ecco apparire lei a sud-est. La Luna. Così ieri sera è iniziata la ‘parata planetaria’ che ha tenuto svegli tutti fino quasi all’alba. Uno spettacolo celeste senza precedenti perché lassù nel firmamento dove vige un ordine incredibile, i pianeti, le stelle, ruotano e mostrano al mondo la grandezza dell’universo. Seduto su un muretto di una nota località laziale con alle spalle il mare e con gli stabilimenti stracolmi di gente sdraiata a prendere la ‘tintarella di Luna’ abbiamo registrato lo spettacolo celeste più entusiasmante del secolo. Erano le 21,33 quando la Luna ha cominciato ad arrossire per poi mostrare, istante dopo istante, colori sempre più forti che dal rosso sfumavano nell’arancione. E si è palesato anche Marte, nella sua lucentezza, poco sotto la Luna in eclissi che ora si trova alla minima distanza dalla Terra: appena 57, e qualche spicciolo, di milioni di chilometri. Già, Marte che proprio in questi giorni è tornato alla ribalta della scienza grazie a una scoperta tutta italiana, che ha trovato un lago sotto uno dei poli. E all’appuntamento, al crepuscolo si sono anche palesati Giove, Venere e Saturno. Ma per vederli bisognava avere un buon telescopio. Quella di ieri sera ha visto milioni di italiani con il naso all’insù, armati di binocoli e telefonini: tutti a documentare la notte di Luna Rossa più lunga del ventunesimo secolo. Sui social c’è anche chi ha scritto: “Per un’ora siamo tornati tutti bambini”. Lo spettacolo è iniziato alle 19,15 e si è concluso alle 1,30. Alle 22,22 puntualmente, per undici minuti, il rossore della Luna è aumentato, squarciando il cielo di bagliori arancio-dorati. E lo spettacolo, quando il cielo ci si mette, è stato emozionante. Poi man mano con il trascorrere dei minuti la Luna è tornata ‘pallida’ così come la descriveva Leopardi. Perché, dunque, la Luna diventa rossa? Tutto dipende dall’astro, nostra sorgente di vita. Quando la Terra si mette di mezzo la parte rossa della luce del Sole viene inondata sulla Luna mentre la componente blu viene assorbita dall’atmosfera. Come accade sempre. Ecco perché vediamo il cielo blu. Ma l’eclissi di Luna non è solo spettacolo. È scienza perché tutti i telescopi del mondo sono puntati, grazie alla Luna, per fare misure della posizione e della distanza di altre stelle. Comunque perché chi fosse arrivato tardi o non fosse stato sintonizzato, la replica è il 21 gennaio 2019. Tempo permettendo.

Teresa Delisi, giovane Comitinese, da sempre impegnata nel sociale, subentra nel consiglio comunale di Comitini in luogo del dimissionario Giacomo Orlando.

Teresa Delisi, vicina alle posizioni politiche di Marcello Fattori, leader di Area Rinnovamento e già candidato alla Camera dei Deputati alle recenti elezioni nazionali, entra in consiglio comunale appena un anno dopo le ultime elezioni amministrative che l’hanno vista ben figurare, piazzandosi al primo posto dei non eletti nella lista che sosteneva il Candidato Sindaco Giacomo Orlando.

“Avere la possibilità di spendermi dando il mio prezioso contributo alla terra che mi ha dato i natali e che mi ha visto crescere e diventare madre, dichiara Teresa Delisi, è motivo di grande orgoglio e che mi carica di enormi responsabilità. Metterò a servizio della collettività, la mia esperienza nel sociale e la voglia di fare che da sempre mi contraddistingue, con l’obiettivo di portare sviluppo, progetti innovativi e nuovi impulsi alla mia terra, dialogando, proponendo, ma soprattutto stimolando l’attività dell’amministrazione comunale.”

E grande soddisfazione esprime in merito, Marcello Fattori , il quale dichiara che il Consiglio Comunale di Comitini con l’ingresso della Delisi si arricchisce di competenza e valori, che uniti al suo impegno e voglia di fare ,saranno capaci di dare nuova linfa al territorio, coerentemente al progetto di rinnovamento che da anni la nostra proposta politica porta avanti e che ci porta ad essere quotidianamente a contatto con  la gente, non soltanto in occasione di campagne elettorali.

Dal 1 luglio 2018 sarà possibile richiedere il bonus sociale idrico o bonus acqua. Si tratta di una misura volta a ridurre la spesa del servizio idrico a carico delle famiglie in in condizione di disagio economico e sociale. E’ stata prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2016, emanato in forza dell’articolo 60 del cosiddetto Collegato Ambientale (legge 28 dicembre 2015, n. 221) e successivamente attuata con provvedimenti dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. “Dal primo luglio 2018 – conferma l’assessore ai servizi sociali Carmela Matteliano – le persone e le famiglie in condizioni di disagio economico possono presentare istanza presso l’ufficio servizi sociali del comune per ottenere uno sconto sulla bolletta dell’acqua, come già succede per luce e gasAll’agevolazione hanno diritto i cittadini e i nuclei familiari residenti nel comune di Racalmuto con un Isee inferiore a 8.107,50 euro, limite che sale a 20.000 euro con più di tre figli a carico”. 

E’ una misura varata dal precedente governo – ricorda il sindaco Emilio Messana – che riconosce l’insopprimibile diritto all’acqua: a prescindere dalle disponibilità economiche, in ogni caso vanno garantiti 50 litri d’acqua al giorno, il quantitativo minimo stabilito dalla legge per le necessità personali 

“Il risparmio sarà pari al costo di 18,25 metri cubi annui per ogni componente del nucleo familiare, equivalenti a 50 litri al giorno.  Lo sconto verrà erogato direttamente in bolletta per chi ha un contratto diretto, mentre l’utente indiretto (cioè chi vive in un condominio e non ha un contratto proprio di fornitura idrica) riceverà il bonus sociale in un’unica soluzione dal gestore del servizio. Dell’agevolazione usufruiranno automaticamente anche i titolari di Carta acquisti o di Carta rei.” 

La domanda per ottenere il bonus acqua va presentata, in forma di autocertificazione, presso il servizio sociale del proprio Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF) utilizzando gli appositi moduli che sono stati pubblicati sul sito del comune di residenza oppure, sui siti www.arera.ito sul sito www.sgate.anci.it e resi disponibili sui siti internet dei Gestori e degli Enti di Governo dell’Ambito.

Dopo gli arresti per scambio politico-mafioso

Veduta di Palazzo Chigi 

Il Consiglio dei Ministri nella seduta di oggi, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha sciolto il Comune di Vittoria per mafia. E’ la prima volta che accade nella storia del Comune ragusano che ha un passato di amministrazioni di sinistra e che è centro agricolo rinomato soprattutto per i prodotti di serra. La commissione prefettizia si era insediata nel mese di settembre dello scorso anno dopo gli arresti per scambio politico-mafioso dell’ex sindaco Giuseppe Nicosia e di suo fratello Fabio, all’epoca consigliere comunale del Pd, poi dimessosi. Dopo 6 mesi di indagini la Commissione presieduta dalla vice prefetta vicaria di Ragusa Concetta Caruso ha presentato la sua relazione che dopo l’istruzione del prefetto di Ragusa Pina Cocuzza e dell’ufficio preposto al ministero dell’Interno l’ha trasmessa oggi al Consiglio dei ministri. Attualmente a reggere il comune è Giovanni Moscato, avvocato, eletto due anni fa in una lista civica.
   

 

Si è sbloccata nel pomeriggio di oggi, la vertenza degli operatori ecologici di Lampedusa che da qualche giorno avevano fermato il servizio di raccolta rifiuti sulle isole pelagiche per protesta contro i ritardi nel pagamento dei loro stipendi.
Il vertice di questa mattina in Prefettura, si era inizialmente concluso con un nulla di fatto per la dichiarata impossibilità del Comune, rappresentato dal sindaco Totò Martello accompagnato dal legale Nicola Grillo, di far fronte immediatamente al pagamento delle fatture arretrate alle imprese della Rti che gestisce il servizio e che ammonta a complessivi 800 mila euro. Anche le ditte, rappresentate dall’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi, avevano fatto presente al prefetto Dario Caputo di non essere più nelle condizioni di anticipare ulteriori mensilità.
Alla luce di questi due elementi, la riunione era stata sciolta e il prefetto si era detto pronto a procedere con la precettazione dei 16 operatori ecologici viste le condizioni igienico sanitarie dell’isola.
Prima di andar via, il prefetto, il suo capo di Gabinetto Domenico Fichera, il sindaco e l’Ad di Iseda, hanno avuto un ulteriore colloquio per provare ad evitare in extremis proprio il ricorso alla precettazione.
Al termine della nuova mediazione, da Giancarlo Alongi è arrivata la proposta che ha poi sbloccato il tavolo. Agli operai si possono pagare subito 500 euro come anticipo della quattordicesima mentre il sindaco ha spiegato che lunedì avrebbe pagato una delle fatture arretrate alle imprese che si sono a loro volta impegnate a versare uno dei due stipendi arretrati ai netturbini. Informato della proposta il sindacalista Usb Aldo Mucci, lo stesso ha parlato con i propri iscritti che si sono detti disponibili a riprendere il servizio che inizierà domattina alle 6. Per accelerare il ritorno alla normalità in tempi rapidi, le imprese hanno chiesto al Comune di autorizzare servizi straordinari

I Carabinieri della stazione di Raffadali hanno arrestato due stranieri, di 23 e di 22 anni, originari di Libia e Pakistan. Nel centro storico, i militari si sono accorti dei due sfreccianti ad elevata velocità a bordo di uno scooter nel tentativo di dileguarsi. E durante la corsa hanno gettato per terra una busta con all’interno mezzo etto di hashish, subito recuperato dai militari. Poi, al termine di un rocambolesco inseguimento nel centro di Raffadali, i Carabinieri hanno perquisito anche le loro abitazioni, sequestrando altri 3 grammi di hashish ed un bilancino di precisione, verosimilmente utilizzato per dividere la droga in dosi. I due, Muhammad Hanif Hussain, 23 anni, della Libia, e Abbas Muzzamil, 22 anni, del Pakistan, sono ristretti ai domiciliari e risponderanno all’Autorità giudiziaria di detenzione di droga a fine di spaccio. L’arresto è stato già convalidato dal Tribunale di Agrigento.

Ad Agrigento, in Procura, al palazzo di giustizia, l’aggiunto Salvatore Vella e la sostituto Simona Faga, a conclusione degli interrogatori, hanno disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di due persone, per omicidio doloso in concorso e detenzione illecita di arma da fuoco. Si tratta dell’inchiesta sull’omicidio dell’imprenditore agricolo Angelo Carità, 61 anni, ucciso a Licata il 2 aprile scorso, Pasquetta, e già condannato dalla Corte d’Assise di Agrigento alla pena dell’ergastolo, con isolamento diurno per un anno, per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Giovanni Brunetto, 60 anni, di Licata, anche lui imprenditore agricolo. Nel frattempo, Angelo Carità è stato scarcerato per decorrenza dei termini in attesa del processo d’Appello