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50enne agrigentino chiama il numero unico di emergenza e chiede di essere aiutato. E’ solo e senza soldi.

L’uomo vive con il reddito di cittadinanza, ma la rata mensile del sussidio non è arrivata e si è trovato in gravissime condizioni economiche, senza neanche poter soddisfare i bisogni primari. Così dopo aver raccolto tempestivamente la richiesta dell’uomo,  gli agenti della sez. volanti della questura di Agrigento, hanno fatto una colletta e sono andati in un supermercato per prendere tutto quello che gli  serviva, con un grande gesto di solidarietà.

 

 

Avv. Vittorio Vivianl
f57,202 ì Dalemno@pecfallimenti.it f58.2021palermo@pecfallimenti.it
Oggetto: Stato di impraticabilità della Gestione commissariale prefettizia del Servizio Idrico Integrato della Provìncia di Agrigento.
Con la presente lo scrivente commissario prefettizio incaricato della gestione del Servizio Idrico Integrato della Provincia di Agrigento intende informare le Autorità in indirizzo delle gravissime criticità in cui si trova il Servizio pubblico essenziale, al fine di rimettere alle stesse Autorità le necessarie e urgentissime decisioni che potranno essere adottate al fine di scongiurare l’interruzione del Servizio stesso.
Non si ritiene di dovere effettuare in questa sede una disanima dei fatti verificatisi nell’ormai imprevedibilmente lungo periodo trascorso dalla data di inizio del Commissariamento voluto dai Prefetto di Agrigento in data 27/11/2018 a seguito di interdittiva antimafia del 16/11/2018 emanata nei confronti della Girgenti Acque SpA, società concessionaria del S.l.l. AG9.
Si intende limitare in estrema sintesi l’analisi allo stato di fatto in cui si trova oggi la Gestione commissariale del Servizio, evidenziando l’immediata criticità derivante dalla contemporaneità della Gestione prefettizia e della Gestione del Fallimento dichiarato dal Tribunale di Palermo il 10/6/2021 nei confronti della Girgenti Acque SpA e della controllata Hydortecne Srl. Senza entrare in alcun merito relativamente alla complessità e particolarità delle problematiche giuridiche connesse alla contemporaneità della due procedure in argomento, si intende solo fare presente quanto deriva alla Gestione voluta da S.E. il Prefetto di Agrigento e in atto affidata allo scrivente, in dipendenza delle determinazioni della Sezione Fallimentare del Tribunale di Palermo e relative alle modalità di conduzione contemporanea delle due gestioni. Il Tribunale di Palermo, infatti, dopo avere più volte confermato il principio che le due Gestioni debbano convivere nell’interesse, l’una dei cittadini destinatari del Servizio pubblico essenziale, l’altra dei creditori, ha emanato in data 1-2 luglio 2021 provvedimenti regolatori delle modalità di gestione che stabiliscono, opportunamente, chiare modalità di regolazione delle Gestioni. Con tali provvedimenti vengono definiti gli obblighi della Gestione commissariale prefettizia, da sempre ispirata dall’inderogabile obbligo di assicurare continuità al Servizio essenziale, nei confronti della Curatela fallimentare. Si allegano per immediata leggibilità le determinazioni collegiali datate 30/6/2021 e notificate via pec in data 02/7/2021 e il
GESTIONE COMMISSARIALE DEI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO | A.T.I. AG9
I «uOIROENTI ACQUE
provvedimento del Giudice Delegato datato 01/7/2021 e notificato, stesso mezzo, in data 02/7/2021.
Si prende atto della chiarezza di tali pronunciamenti, che finalmente definiscono i limiti della gestione a cui si dovrà adeguare lo scrivente, da sempre obbligato dall’incarico ricevuto dal Prefetto a provvedere con ogni mezzo e con enormi difficoltà a tutte le attività obbligatorie finalizzate ad assicurare continuità e rispetto degli obblighi tipici di un servizio idrico integrato, e contemporaneamente a prevenire e scongiurare rischi incombenti di procurare danni alla salute pubblica, all’ambiente, all’ordine pubblico, e contestualmente assicurare un ambiente di lavoro sano, garantire la continuità dei posti di lavoro e proteggere l’enorme patrimonio dei Comuni affidato alla Gestione.
Le recentissime determinazioni del Tribunale di Palermo del 1-2 luglio, alle quali scrupolosamente lo scrivente si atterrà, presentano immediatamente profili di incompatibilità con la continuità del Servizio pubblico essenziale che in estrema sintesi si rappresentano di seguito e che sono stati affrontati anche di recente, in un incontro tra i Curatori Fallimentari e il commissario prefettizio del 23/6/2021, i cui contenuti sono riportati nell’allegato “Verbale di Accesso”.
Sul piano finanziario, un esame degli incassi effettuati dalla Gestione del S.l.l. nel periodo dal 16/3/2021 (data di dichiarazione di insolvenza delle Società oggi fallite) al 01/7/2021 evidenzia immediatamente l’impossibilità di dare continuità alla Gestione commissariale prefettizia in assenza di un adeguato flusso di cassa, come già dichiarato in precedenza dallo scrivente ai Curatori Fallimentari. D’altra parte, tale consapevolezza della Gestione prefettizia (fino al 15/5/2021 in capo a due Commissari) si è rilevata sin dall’inizio, evidenziandosi alla data del commissariamento un gravissimo debito della Società di circa 90 milioni di Euro, e manifestandosi una criticità strutturale dell’equilibrio economico- finanziario della Gestione pubblica, oggi confermata e in passato più volte rappresentata e motivata. Relativamente agli incassi effettuati dal 16/3/2021 ad oggi (e a quelli successivi), il Tribunale di Palermo ha chiarito che la quota relativa a documenti di addebito agli utenti (bollette/fatture) con data inferiore al 16/3/2021 va trasferita dalla Gestione commissariale alla Curatela Fallimentare. L’analisi di dette operazioni, accreditate automaticamente sui conti correnti postali e bancari della Gestione, porta alia seguente ripartizione, frutto di una elaborazione analitica su oltre 320.000 movimenti, effettuata in data 02/7/2021 :
GESTIONE COMMISSARIALE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO | A.T.I. AG9
I au CINGENTI ACQUE
INCASSI EFFETTUATI DAL 16/3/2021 AL 01/7/2021
INCASSI RICONCILIATI BOLLETTE/FATTURE CON DATA PREC. AL 16/3/2021 BOLLETTE/FATTURE CON DATA SUCC. AL 16/3/2021 TOTALE
IMPORTI INCASSATI € 5.419.016/37 € 7.263.891,97 € 12.682.908,34
% SUL TOTALE RICONCILIATO 42/73% 57,27%
INCASSI NON RICONCILIABILi € 252.549,14
TOTALE INCASSI € 12.935.457,48
DI CUI INCASSI NON RICONCILIABILI 1,95%

A prescindere dalle somme non attribuibili a specifiche “partite” (incassi non riconciliabili pari ad € 252.549,14), la Gestione Commissariale dovrà quindi trasferire alla Curatela la somma di € 7.263.891.97.
E’ di tutta evidenza l’impossibilità della Gestione commissariale di potere dare continuità al Servizio, non potendo disporre di alcuna disponibilità finanziaria a seguito di tale trasferimento.
Infatti, oggi il saldo dei conti correnti postali/bancari, dopo i pagamenti effettuati in data 30/6/2021 per assicurare la continuità del Servizio (fornitori essenziali, dipendenti, erario, etc.) e autorizzati preventivamente dal Giudice Delegato con provvedimento del 10/6/2021, è pari a circa Euro 1.311.000.
A tale somma va sottratto l’importo di complessivi Euro 421.788.59 che il Giudice Delegato ha disposto al Banco Posta di trasferire alla Curatela con provvedimento del 1-2/7/2021, allegato alla presente, in considerazione di un vincolo posto in precedenza su tali somme (oggi non più presente), determinandosi un saldo effettivo di Euro 889.000 circa.
Si evidenzia immediatamente che non c’è adeguata capienza sui conti correnti bancari/postali, né ci potrà essere nei prossimi mesi.
Da una analisi della stratificazione degli incassi effettuati nel citato periodo di osservazione (16/3 – 01/7/2021) rispetto al mese di costituzione del credito, si evidenzia che una quota significativa dei pagamenti effettuati dagli utenti è riferita a debiti di mesi precedenti, e tale situazione, tipica di questa tipologia di servizio, porta fisiologicamente a procedure di rateizzazione e recupero crediti. L’analisi per numero di mesi di ritardo tra data documento di addebito e data pagamento porta al seguente prospetto riferito al periodo 16/3-117:
GESTIONE COMMISSARIALE rei SERVIZIO IDRICO INTEGRATO A.T.I. AG9
«a GIRQENYI ACQUE “*
ANALISI INCASSI NEL PERIODO DAL AL MESI
differenza tra data pagamento e data documento (mesi) 16/03/2021 01/07/2021 3/55

estrapolazione per 1
mese
mesi diff. intero periodo % media di 1 mese %
Dal prospetto precedente si può trarre una previsione – certamente approssimata – di quanto potrebbe avvenire nei prossimi mesi relativamente agli incassi, se la media mensile degli stessi non differisse rispetto al citato periodo di osservazione e non si modificasse significativamente il comportamento dell’utenza rispetto alla vetustà dei debiti pagati:
PREVISIONE DI INCASSI MESI DA LUGLIO A DICEMBRE 2021
% PRE 16/3 VS. % POST 16/3
luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
22,7% 18,3% 15,9% 13,3% 11,4% 10,1%
811.720 € 653.261 € 566.369 € 474.223 € 407.052 € 359.431 €
77,3% 81,7% 84,1% 86,7% 88,6% 89,9%
2.760.241 € 2.918.700 € 3.005.592 € 3.097.738 € 3.164.909 € 3.212.530 €
% PRE
% POST

 

LA RISPOSTA DEL TRIBUNALE DI PALERMO

 

IL TRIBUNALE DI PALERMO
Sezione Fallimentare
riunito in camera di consiglio con la partecipazione dei Magistrati: Dott. Giovanni D’Antoni Presidente
Dott.ssa Gabriella Giammona Giudice
Dott.ssa Vittoria Rubino Giudice rel. ed est.
ha pronunciato il seguente
nECRETo
Lette le note depositate in data 28/29.6.2021;

sentita la relazione del Giudice delegato, il quale ha riferito delle interlocuzio ni con i Curatori, con particolare riguardo all’incontro avuto in Tribunale, in data 17.ò.2021, aeche con il Commissario prefettizio;
considerato che con decreto n. 65/?O21 il Tribunale ha dichiarato il fallimento di Girgenti acque spa e di Hydortecne srl, rappresentando che il Commìssario prefettizio continuerà u gestire il S. L I., n el riopeRo Rttavia della disciplina concorsuale a tutela do.1 fondamentale requisito della “par condicio creditorum”;
rilevata, infatti, l’inapplicabilità dell’art. 65 comma 2 del D.lgs. 150/NO11 in tema di misure di prevenzione (come già argomentato nel decreto di falUmento) ai sensi del quale qLt arido la dichiarazione di fallttHCHfO Ò HttCCHfiTtrO off’oppficozione delle miYilre di prevenzione del controllo ovvero dell’amministrazìone giudiziaria, la m.isura di preverixione ceeBa S£ii beni compresi rief /offimento. £o cessazio ne e dichiarata dal tribttrtale con ordinonzn avuto riguardo alla specialità della disciplina delle misure di prevenzione, insuscettibile di applicazione analogica , nonché all’evidente differenza connessa al fatto che la

disposizione in parola si riferisce ai provvedimenti che ll’AU tOritù Giudizia^ia, mentre nella specie ci si trova in presenza di un com missariamento contrattuale disposto dal Prefetto ;
rilevato, invero, anche l’impredicabilità dell’esercizio provvisorio di CUi all’art. i od i.f., stante la permanenza della gestione commissariale prefettizia posta a tutela di un interesse pubblico, l’assenza di equilibrio finanziario fra le entrate e Ie uscite riscontrata dai Curatori – tale da determinare un pregiudizio per i creditori — e, con valenza assorbente, la riserva ammiriistratlVa di rango
costituzionale sancita dall’art. 118 comma 1 Cost., ai sensi del quale la funzione amministrativa è attrlbuita ai Comuni e puo essere esercitata — in applicazione del principio di su ssidiarietà verticale da Province, Città metropolitane, Regione
o dallo Stato, o in alternativa, in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale, dai privati mediante l’attivazione di procedure di evidenza pubblica (art. 118 comma 4 Cost.);
considerato, invero, a tal riguardo, che la gestione di un servizio pubblico essenziale volto alla tutela di interessi generali, di principi costituzionali e dell’ordine pubblico deve essere garantito dall’Autorità amministrativa;
rilevato che, nel caso di specie, il Servizio Idrico Integrato della provincia di Agrigento, gestito da un soggetto nominato dal Prefetto, va eseguito anche nel rispetto della disciplina concorsuale, a far data dalla pubblicazione della sentenza
dichiarativa di insolvenza (16.3.2021), come già precisato nella nota del 2.4.2021 da1l’a1lora Commissario gii:diziale e nel provvedimento emesso da questo Tribunale in data 24 4.2021, dovendosi ribadire come non siano previste deroghe
all’applicazione della disciplina concorsuale nell’ipotesi di fallimenti di società che
gestiscono un servizio pubblico essenziale;
rilevato, invero, che la giurisprudenza di legittimità ha pacificamente ammesso la fallibilità e la conseguenziale applicabilità della disciplina concorsuale alle società costituite nelle forme previste dal libro V del codice civile
(anche se composte da capitale pubblico) che gestiscono un servizio pubblico
essenziale (Cass. n.22209/2013; Cass. sent. 3196/2017);
rilevato, inoltre, che il Legislatore, emanando il T.U. in materia di società a partecipazione pobblica (D.Lgs 175/2016 modificato dal D.Lgs 100/2017), ha

sancito clefinitivam ente, all’art. 14, let Sottoposizione anche delle società a partecipazione pu bblica — chc gestiscono un servizio di interesse generale – alle disposizioni sul fallimento, al concordato preventivo e all’amministrazione straordinaria;
rilevato, invero, che la predetta disposizione prevede la possibilità di interventi economici straordinari (da parte del Consiglio dei Ministri e sentita la Corte dei Conti) al one di sofropunrdnre la continuità neiia prestazione di servizio di pubblico interesse, a fronte di gravi perico/t per la sicurezza po bblica, l’ordine pub blico e la sonltÒ;
rilevato, dunque, che, alla luce della predetta disciplina, emerge la volontà del Legislatore di non derogare in nessuna ipotesi alla disciplina concorsuale (nemmeno nell’ipotesi di società con capitale pubblico) e alla par condicio creditore m, semmai consentendo un intervento economico esterno da parte de1l’Autorità amministrativa;
considerato che, nel caso di specie, a dispetto di quanto sembrava emergere nel corso della fase successiva alla dichiarazione d’inso1venza, i Curatori hanno appurato che le entrate correnti non sono superiori alle uscite e, pertanto, non vi è l’equilibrio finanziario e la gestione si trova in óe cit;
preso atto, secondo qu anto emerso in occasione della riunione tenutasi in Tribunale il 17.6.2O21, che le Amministrazioni intervenute hanno rappresentato come urgente e ormai imminente la costituzione del Consorzio, prevista entro il 30.6.2021, dovendosi per l’effetto ritenere che i Comuni interessati dalla gestione del servizio idrico integrato siano ormai prOnti ad acquisire la gestione de1 servizio, anche considerata la nomina di un Commissario ad octo funzionale a velocizzare la procedura;
rilevato, tuttavia, che – medio tempore — è essenziale la realizzazione dell’invocata contabilità separata, già richiesta dal Tribunale nel provvedimento collegiale del 24.4.2021, e che non risulta ancora attuata;
considerato, invero, che i Curatori hanno appurato che la gestione commissariale continua ad incassare somme derivanti da crediti maturati in data anteriore alla dichiarazione di insolvenza, disattendendo la disciplina concorsuale e il provvedimento collegiale del 24.4.2021 che aveva già chiarito la doverosità es

/eye di uno spartiacque contabile tra le posizioni rime c post dichiarazione di
insolvenza;
considerato che in ordine agli incassi delle somme relative a crediti sorti in data anteriore alla dichiarazione di insolvenza, potrebbe ipotizzarsi per il futuro l’autorizzazione di un mandato generale all’incasso (considerato che allo stato la gestione commissariale riscuote i predetti crediti in assenza di titolo), con la corresponsione di una provvigione in forma fissa, variabile o mista, da modulare nei termini che verranno proposti dai curatori fallimentari;
considerato, infatti, che — come piu volte ribadito — la gestione commissariale non può incassare somme relative a crediti maturati in data anteriore alla dichiarazione d’inso1venza, trattandosi di provvista di pertinenza della massa dei creditori, ed è pertanto tenuta alla loro restituzione in favore della Curatela fallimentare;
ritenuto, pertanto, necessario che la gestione commissariale proceda all’immediata ricostruzione della contabilità separata di propria pertinenza dall’inizio della propria gestlone, da realizzarsi entro 10 gg. dalla comunicazione del presente provvedimento, cori l’indicazione dettagliata:
– di tutte le somme incassate, per Girgenti acque spa dal 27.11.2O18 alla data di dichiarazione d’inso1veriza e per Hydortecne srl dai 12.4.NO 19 alla data di dichiarazione d’iriso1venza, con separata indicazione di quelle riferite ai crediti maturati in epoca precedente all’ interdittiva;
– di tutte le somme incassate dalla data di dichiarazione di insolvenza, con separata indicazione di quelle riferite ai crediti maturati in epoca precedente alla predetta dichiarazione;
– dei pagamenti effettuati, per Girgenti acque spa dal 27.11.2018 alla data di dichiarazione d’insolvenza e per Hydortecne srl dal 12.4.2019, con separata indicazione di quelli afferenti ai debiti sorti in epoca precedente a11’interdittiva;
dei pagamenti effettuati dalla data di dichiarazione di insolvenza, con separata indicazione di quelli afferenti ai debiti sorti in epoca precedente alla predetta dichiarazione;

ritcnri to clic lii tentl tri della contrib ilitiu scpa rata degli incassi c dci p-agamcnti dovr di proseguire fino til trasferimento al Consorzio della gestione dcl SII, ribadendo il divieto per la gestione commissariale di pagare debiti anteriori alla dichiarazione d’insolvenza e la necessità di stornare a favore della Curatela crediti incassati e maturati in data anteriore alla dichiarazione d’insolvenza;
considerato che il Commi ssario prefettizio è ex feye tenuto ad astenersi da ogni pagamento che possa ledere la par con dicio creditorum tra i quali può menzionarsi, a titolo esemplificativo, il contributo versato all’ATI ammontante dal gennaio 2021 ad oggi ad euro 26 5.000,00, attesa la risoluzione della convenzione ed il de cit in cui si trova la gestione commissariale – pagamenti che, se eseguiti, potrebbero anche essere forieri di responsabilità nei confronti della massa dei creditori;
ritenuto necessario che i creditori della gestione commissariale siano informati della separazione contabile esistente, spettando perciò al Commissario di comunicare, entro 10 giorni, via pec, ai creditori della gestione commissariale che dalla data di dichiarazione d’inso1venza vi è una completa autonomia contabile, e pertanto tutte le comunicazioni effettuate dalla gestione commissariale prefettizia riporteranno l’intestazione “patrimonio destinato della gestione commissariaJe del SII ATI AG9”;
considerato che già in occasione della riunione tenutasi presso il Tribunale i Curatori hanno rappresentato alla gestione commissariale prefettizia l’urgenza di aprire una separata posizione amministrativa contributiva e fiscale con una nuova propria p.iva/Cf intestata alla gestione commissariale a cui agganciare la posizione previdenziale INPS, già aperta dal Commissario prefettizio;
rilevato, invero, che – come già piu volte in precedenza rilevato – ancorchè il soggetto giuridico sia unico, la gestione contabile è separata, sicché l’ufficio fallimentare non può intestarsi l’attività svolta dalla gestione commissariale e di conseguenza non può procedere a presentare le dichiarazioni IVA e contributive di attività non gestite dalla Curatela;
rilevato che siffatta separazione rende anche superflua l’autorizzazione del Giudice delegato sui pagamenti della gestione del SII.

rilevato, inoltre, che l’autonomia amministrativa contributiva e fiscale ‹i necessaria per consentire il passaggio dei lavoratori in capo alla gestione commissariale, tenuto conto della massima urgenza nella regolarizzazione della posizione dei circa 300 lavoratori, i quali allo stato, ai sensi dell’art. 72 1.f. risultano sospesi per legge, continuando invece di fatto a svolgere le stesse mansioni che svolgevano prima della dichiarazione di fallimento;
rilevato, dunque, che la separazione della posizione amministrativa contributiva e fiscale dovrà avvenire entro 15 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento, rappresentandO al CommlSSario prefettizio la massima urgenza nel definire la posizione dei lavoratori per i quali un mancato passaggio alla gestione commissariale determinerebbe l’attivazione della procedura di licenziamento collettivo;
rilevato, invero, che la Curatela non può subentrare nei contratti di lavoro stipulati tra le società fallite ed i dipendenti, gestiti dal Commissario prefettizio, sicché la Curatela deve comunicare al1’Istituto di previdenza il mancato subentro del Fallimento nei rapporti di lavoro attualmente in essere, realizzando ogni attività necessaria per consentire ed agevolare il trasferimento dei lavoratori alla Gestione commissariale e/o al soggetto individuato dalla stessa per la prosecuzione della gestione del ramo aziendale oggetto de11’interdittiva antimafia;
considerato che appare, altresi, opportuno che i Curatori si astengano da1l’intrapreridere le procedure di licenziamento collettivo dei dipendenti, in attesa delle decisioni che saranno sul punto assunte dalla gestione commissariale;
condivisa la scelta dei Curatori di non apporre i sigilli, attesa la necessità di consentire la prosecuzione del servizio idrico integrato fino al passaggio della gestione al Consorzio in corso di costituzione;
rilevato che, atteso il poco tempo trascorso dalla dichiarazione di fallimento, il
Comitato dei Creditori non si è ancora potuto costituire;

– ratifica quanto operato dai Curatori in ordine alla mancata apposizione dei sigilli ai sensi dell’art. 84 L.F., e dispensa i Curatori da tale futura attività, e ciò fino allo svolgimento del servizio pubblico in corso;

— autorizza la Curatela a non subentrare nei contratti di lavoro stipulati tra le società fallite ed i dipendenti;
— autorizza la Curatela a comunicare a11’Istituto di previdenza il mancato subentro del Fallimento nei rapporti di lavoro attualmente in essere;
– autorizza la Curatela a porre in essere ogni attività necessaria per consentire ed agevolare il trasferimento dei lavoratori alla Gestione commissariale e/o al soggetto individuato per la prosecuzione della gestione del ramo aziendale oggetto dell’interdittiva antimafia;
– autorizza la Curatela ad astenersi, allo stato, dal1’intraprendere le procedure di licenziamento collettivo dei dipendenti, in attesa delle decisioni che saranno sul punto assunte dalla gestione commissariale;
– invita il Commissario prefettizio a porre in essere entro 15 giorni presso l’Agenzia delle Entrate e gli altri uffici preposti tutte le attività necessarie per determinare una separazione amministrativa, fiscale e contributiva funzionale a11a prosecuzione della gestione del SII, in particolare procedendo ad aprire una nuova p. IVA/CF a cui agganciare 1a posizione INPS già intestata alla gestione commissariale;
– invita il Commissario prefettizio a comunicare via pec, entro 10 giorni, a tutti creditori della gestione del SII, la separazione contabile dalla procedura concorsuale, a far data dal 16.3.2021, iritestando tutte le proprie comunicazioni con la dicitura “patrimonio destinato della gestione commissariale del SII ATI AG9”;
– invita il Commissario prefettizio a procedere alla ricostruzione della
contabilità separata della propria gestione, da realizzarsi entro 10 gg. dalla comunicazione del presente provvedimento, con l’indicazione dettagliata:
a) di tutte le somme incassate, per Girgenti acque spa della data del
27.11. 2018 alla data di dichiarazione d’insolvenza e per Hydortecne srl dal 12.4.2019 alla data di dichiarazione d’inso1venza, con separata indicazione di quelle riferite ai crediti maturati in epoca precedente all’ interdittiva;
b) di tutte le somme incassate dalla data di dichiarazione di insolvenza, con separata indicazione di quelle riferite ai crediti maturati in epoca precedente alla predetta dichiarazione;

c) dei pagi4 m en ti effettui ‹i t i, po:r Ci irpcn t i xc:tJ rl c e Ja; i tlu1 27. 1 l .20 l S e lla clata di clichiarazione cl’in solvcnza c per Hyclortccnc srl elat 12.4.2019 alla clata cfr clichiarazionc d’insolvcnza, con separata indicazione di quelli afferenti ai debiti sorti in epoca precedente all’interdittiva;
d) dei pagamenti effettuati dalla data di dichiarazione di insolvenza, con separata indicazione di quelli afferenti ai debiti sorti in epoca precedente alla predetta dichiarazione;
informa il Commissario prefettizio, all’esito della ricostruzione della contabilità separata nei termini sopra indicati, circa l’obbligo di restituire in favore della Curatela l’importo dei crediti incassati successivamente alla data di insolvenza ed il cui fatto genetico sia anteriore alla predetta dichiarazione;
invita il Commissario prefettizio a proseguire con la contabilizzazione separata, nei termini esposti in parte motiva, fino al passaggio della gestione del CII al Consorzio costituendo, e per l’effetto:
a) proceda a formalizzare con la Curatela un mandato di pagamento all’incasso per le somme di crediti anteriori alla dichiarazione di insolvenza, o in alternativa proceda a stornare direttamente a favore della Curatela le predette somme;
bj si astenga dal pagare debiti sorti in epoca precedente alla predetta dichiarazione;
c) si astenga dal pagare somme che possano ledere la par condicio
creditore m perché prive di un valido titolo;

Manda alla Cancelleria per l’immediata comunicazione del presente provvedimento ai Curatori, i quali cureranno la comunicazione del presente provvedimento alla gestione commissariale prefettizia del SII ATI Ag9.
Dispone a cura della cancelleria la trasmissione della relazione informativa e del presente provvedimento al PM in sede e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento.
Palermo, 30 giugno 2021.

Il Giudice Delegato VittoÙa W bino

Il Presidente Giorn nni D’Anton?

 

 

Usato, strausato, giocattolato, pedina, soldato, umiliato, viruperato, offeso. Lo hanno fatto pure piangere.

Questo è stato Nino Costanza Scinta nella diatriba tra Forza (le tragedie) Italia e l’amministrazione comunale guidata da Franco Miccichè all’interno della quale, lo stesso Scinta, ne ha fatto parte prima di essere stato trattato come un rasoio da barba usa e getta. Quelli da due euro, per intenderci.

E lui, Scinta, oggi, in una intervista rilasciata ad un altro giornale, invece di sputacchiare a chi lo ha usato come un misero soldatino pronto ad immolarsi a destra e a manca, quasi, anzi senza quasi, si scaglia con il sindaco Miccichè. Ecco cosa ha dichiarato: ” Ho consapevolezza e condivisione dell’atteggiamento legittimamente critico da parte di Forza Italia verso l’operato del sindaco, soprattutto in riferimento alla insufficienza di rapporti e di raccordi con il gruppo consiliare di Forza Italia. Ritengo che il sindaco Miccichè avrebbe dovuto coinvolgere maggiormente le forze politiche che hanno contribuito alla sua elezione, e che rientrano nell’ambito della maggioranza. Ciò non è avvenuto, e anche per tale ragione ho rassegnato le dimissioni”.

Dinnanzi a dichiarazioni del genere si rimane soltanto basiti. Una dignità politica che oggi viene messa davvero a repentaglio, anche se dichiarazioni del genere lasciano intendere come all’interno di questo pseudo partito (delle tragedie) ad Agrigento vi sia una sorta di macumba che ammalia, umilia e mortifica, tranne quelli che scappano via a gambe levate, chi ne fa parte.

Un partito, quello delle tragedie, dove dalla inchiesta su Girgenti Acque emerge uno spaccato davvero incredibile e vomitevole. Tra di loro, dal capetto ai ruffiani soldatini, si sparlano come pettegoli di altri tempi. Nei prossimi giorni pubblicheremo le intercettazioni da parte delle Forze dell’Ordine che hanno indagato sulla inchiesta “Waterloo” dalle quali si evince inequivocabilmente come tra di loro, prima si baciano e abbracciano nei soliti bar o nel solito hotel (con di mezzo anche scazzottature che il leader non disdegna) e poi subito dopo, quando tutti i soldati scappano via e finiscono di fare gli scendiletto, al telefono inveiscono contro quelli che qualche minuto prima si erano abbracciati e baciati. E sparano a zero contro il leader che, comunque, è a conoscenza di tutto ma che si tiene i soldati, soprattutto se hanno la misera “caratura” di Scinta. Non a caso un politicante piattinante amico di Scinta in Forza Italia, aveva dichiarato nell’ultimo Consiglio comunale che “Scinta non doveva essere santificato perchè santo non era”. Lui solo, Scinta, non si è accorto di quale mantello impervio è stato avvolto. Ma se lui è contento, tutti siamo contenti.

Uno spaccato desolante e avvilente che ha coinvolto anche una persona che noi pensavamo essere seria politicamente. Ce ne eravamo accorti anche dal suo pianto dirotto quando ha presentato le dimissioni a Miccichè. Ed invece, oggi, lui, un tutt’uno con il cognato,  esce fuori con dichiarazioni del genere che fanno davvero accaponare la pelle.

Scinta Antonino ha perso una serissima occasione per stare zitto. Le dichiarazioni rilasciate hanno certamente messo una pietra tombale a quello che, ipoteticamente, poteva essere un suo percorso politico, già annichilito dopo pochi mesi, dai suoi stessi leader.

E lui dorme, beato, e continua ad ossequiare.

Troppo scendiletto, troppo.

N.B. Si spera che le dichiarazioni rese siano sue…

Sono 58 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su 7.803 tamponi processati. L’indice di positività è di poco inferiore all’1%. Non si registrano nuove vittime e i guariti/dimessi sono 43. Attualmente ci sono 3.578 persone positive sull’isola (+15).

La distribuzione dei nuovi casi per provincia

Caltanissetta 22,

Catania 13,

Ragusa 11,

Trapani 4,

Palermo 3,

Messina 3,

Siracusa 2,

Enna 0,

Agrigento 0.

Il dott. Salvatore Alaimo è il nuovo presidente del club service di Agrigento. Ieri sera 4 luglio presso la suggestiva ed incantevole cornice del Madison di Realmonte la cerimonia del “Passaggio della Campana” del Rotary Club di Agrigento per l’anno 2021 / 2022. Al Past President Dott. Pier Luigi Maratta è subentrato il dott. Salvatore Alaimo che guiderà il club service per l’anno sociale 21021/2022.

Il nuovo direttivo sarà così composto: Presidente, Dott. Salvatore Alaimo; Segretario, Prof.ssa Jaana Helena Simpanen; Tesoriere, Dott. Maurizio Vittorio Rizzo; Prefetto, Prof. Giacomo Minio.

Faranno parte del Consiglio Direttivo il Past President Pier Luigi Maratta, Vice Presidente Ottavio Sodano ed i Consiglieri Antonio Arnone, Salvatore Attanasio, Giuseppe Avanzato, Cinzia Gambino, Maria Luisa Gurgone, Filippo Napoli , Lino Sgarito, Giuseppe Virgilio.

Ha aperto e condotto la cerimonia, in un clima di amicizia e ritrovata convivialità dopo le restrizioni dovute alla pandemia, il Prefetto del Club il Prof. Giacomo Minio. Il Past President Pier Luigi Maratta, dopo aver illustrato le proficue attività svolte durante l’anno sociale 2020/2021, ha passato il collare al Dott. Salvatore Alaimo che ha illustrato i temi del programma del suo anno rotariano che hanno nel motto del Presidente del Rotary International Shekhar Mehta “SERVIRE PER CAMBIARE VITE” la sintesi di tutte le attività che vedranno impegnati tutti i soci del club: progetti ambientali, progetti di prevenzione sanitaria e progetti educativi.

Oggi, dopo 10 giorni di sciopero degli operatori ecologici che non ricevono lo stipendio e le discariche abusive che si sono create e prendono fuoco come se fossero i falò del ferragosto, ci rivolgiamo a voi in cerca d’aiuto per una Favara sommersa dai rifiuti. 
Vi starete chiedendo il perché? 
Giusto, meritate la dovuta motivazione e di seguito la rappresentiamo. 
Or bene, del Comune di Favara avete sempre scritto nel bene e nel male, perché è il Vostro nobile fine quello di racconta la verità dei fatti. 
Oggi, dopo il mancato accordo tra Comune, Ditte è queste ultime e i propri dipendenti, vi chiediamo di aiutarci non a capire perché Favara è sommersa dai rifiuti, ma perché lo è da più di un anno con ricorrenza ciclica quasi a non fare più notizia. 
Eppure la notizia c’è, qual’è? Il costo del servizio di raccolta che aumenta sempre più mentre in tutti gli altri comuni diminuisce. 
Nonostante questo costante aumento del costo della raccolta dei rifiuti i Cittadini non ricevono un servizio degno di tale nome e gli operatori ecologici non ricevono lo stipendio e scioperano. 
Bene, anzi male, dallo Stato e dalla Regione Sicilia sentiamo che inviano migliaia di euro per garantire i servizi essenziali degli Enti Locali, considerate le mancate entrate dovute alla crisi economica in atto dovuta alla pandemia in corso. Eppure il Comune di Favara riesce a pagare a stento gli stipendi dei dipendenti e le indennità ai politici locali (Amministratori e Consiglieri).
Dove finiscono questi soldi?
Non lo sappiamo.
Ecco l’indagine giornalistica che vi chiediamo.
Di sicuro il Prefetto e la Procura della Repubblica si saranno fatti un’idea ma mancano i provvedimenti conseguenziali, probabilmente perché non ci sono atti e fatti a supporto delle responsabilità individuate. 
Starete pensando perché la domanda non la porgiamo direttamente al Comune di Favara, non lo facciamo perché dalle dichiarazioni acquisite abbiamo capito che nemmeno gli addetti ai lavori si raccapezzano più. 
Già, in questi giorni abbiamo assistito che per il comune si è arricchita la platea degli evasori, penserete che siano quei cittadini che stanchi di non ricevere il servizio non pagano più l’imposta sui rifiuti. 
No! 
I nuovi evasori, a dire dell’assessore al bilancio, sono gli operatori ecologici che non ricevono lo stipendio da mesi e non riescono neache a provvedere al sostentamento loro e delle loro famiglie e si vorrebbe che paghino regolarmente le tasse. Mah! 
Ecco a Favara tutto è a posto e niente in ordine. 
Considerata la rassegnazione dei Cittadini Favaresi, che hanno perso financo l’orgoglio di essere tali, vi chiediamo, per quanto nelle Vostre possibilità di aprire un’inchiesta che faccia luce sugli accadimenti della raccolta dei rifiuti a Favara, che oggi ancora aspettano una concreta risposta da parte delle Istituzioni che discutono da più di un anno senza concedere la risposta definitiva ad una comunità martoriata dall’immondizia e non solo”.
Documento firmato Konsumer, Favara.

Si è svolto questa mattina, in due diverse sale del Dioscuri bay Palace a San Leone, considerato il grande afflusso di partecipanti, il seminario sul tema “SuperBonus 110% le procedure, i requisiti, i controlli ed il ruolo del professionista” con specifici interventi sull’aspetto fiscale e sul patrimonio edilizio esistente in ambito di efficienza energetica e interventi antisismici.

Dopo i saluti del sindaco Francesco Miccichè e l’apertura dei lavori a cura di Rino La Mendola, presidente dell’Ordine degli architetti e di Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, si sono susseguiti gli interventi di Domenico Prisinzano, responsabile del Laboratorio supporto attività programmatiche per l’efficienza energetica ENEA-DUEE-SPS.SAP; di Salvatore Crapanzano, dottore commercialista, e di Giuseppe Grimaldi, architetto libero professionista.

Al termine degli interventi si è svolto il question time attraverso il quale i partecipanti hanno potuto porre le proprie domande agli esperti relatori.

“La pandemia da Covid-19, negli ultimi 500 giorni – ha affermato Rino La Mendola – ha messo in ginocchio l’economia del Paese coinvolgendo in pieno il settore delle costruzioni, già  da tempo in sofferenza sull’intero territorio nazionale e, soprattutto,  in contesti territoriali critici come la provincia di Agrigento dove, secondo i dati recentemente censiti dalla Cassa Edile, negli ultimi dieci anni, abbiamo registrato la perdita di 4.300 posti di lavoro, la chiusura di 707 imprese e la perdita di 23 milioni di euro di salari. Oggi cominciamo finalmente a vedere l’uscita dal tunnel di una delle crisi sanitarie e socio-economiche più pesanti del dopo guerra grazie alla campagna vaccinale che costituisce il miglior presidio sanitario per ridurre i contagi, a strumenti importanti per far ripartire l’economia, come il Recovery Plan e alla politica dei Bonus incentivanti che riteniamo fondamentali per stimolare nuovi investimenti nel settore delle costruzioni, come il SuperBonus al 110%.  Per questo abbiamo voluto offrire agli addetti ai lavori una buona opportunità di aggiornamento professionale con un seminario tenuto da relatori autorevoli ed esperti, che ci illumineranno sulle procedure da seguire dal punto di vista tecnico-amministrativo e fiscale”.

“Oggi ci ritroviamo in presenza, dopo tanto tempo – ha dichiarato Pietro Fraccabrino – per celebrare un evento di grande importanza: la formazione relativa al SuperBonus sui vari aspetti della tematica trattata. Un tema di grande attualità sul quale la società civile e il mondo dei tecnici professionisti sono impegnati”.

A relazionare sugli aspetti legati all’efficientamento energetico e gli interventi antisismici, l’ingegnere Domenico Prisinzano che ha “presentato la logica sulla quale si basa il SuperBonus e gli aspetti critici ai quali i professionisti devono stare attenti – ha spiegato – l’utilizzo di materiali isolanti che siano certificati; la redazione del computo metrico che deve contenere i costi realmente sostenuti; la relazione tecnica che si deposita in Comune prima dell’inizio dei lavori. Mi auguro di avere trasferito questo messaggio in modo che il professionista sia più consapevole del lavoro che deve svolgere”.

L’aspetto fiscale è stato affrontato da Salvatore Crapanzano che ha sottolineato come “la normativa sul SuperBonus sia un’ottima opportunità di lavoro per i professionisti che devono controllare l’efficacia del processo revisionando e controllando tutti i documenti previsti dalla norma, in termini sia di asseverazioni tecniche, sia di congruità del costo, per quanto riguarda la professione architetto e i dottori commercialisti in relazione al visto di conformità che obbligatoriamente deve essere rilasciato nell’ipotesi di detrazione fiscale – ha detto Salvatore Crapanzano – È un’opportunità professionale che richiede un lavoro in team tra le diverse professionalità che partecipano al progetto di investimento in ambito edilizio e richiede una continua ricerca e formazione in relazione agli interventi da realizzare”.

“Questo è senz’altro un momento di formazione importante per l’Ordine degli architetti e per la Fondazione Architetti nel Mediterraneo – ha affermato Giuseppe Grimaldi – È un argomento all’ordine del giorno da circa un anno e top trend nelle ricerche di Google, anche perché si tratta di una materia è importante che rivoluzionerà i nostri studi professionali. C’è tanta voglia di conoscere, di sapere e l’ingegnere Prisinzano ci aiuta a comprendere meglio alcune sfaccettature della norma”.

Alla luce della vicenda ‘’Girgenti Acque’’ nonché della maxi inchiesta “Waterloo”, avremmo alcune domande da porre visto che non riusciamo a trovare risposta da dare ai tanti cittadini che si rivolgono ai nostri uffici.

  • Ma se Girgenti Acque di fatto non esiste più dal 2018 data da cui l’azienda che gestiva le condotte idriche e i depuratori è stata commissariata dallo stato tramite la prefettura, ad essere denunciati per la MANCATA DEPURAZIONE(Reato penale) saranno anche i commissari ?
  • E se è stato acclarato con tanto di relazioni tecniche, che la depurazione non avviene, il cittadino, deve ancora pagarla così come se la ritrova nella bolletta che viene recapitata dalla gestione commissariale e cioè dagli uomini di governo?
  • Stessa cosa vale per i contatori, ma se sono stati riconosciuti “illegali”, come mai non sono stati sostituiti dai commissari che in ogni caso hanno continuato a inviare le bollette(ricavate da contatori ritenuti fasulli?)
  • Attendiamo, fiduciosi l’esito delle azioni della magistratura, certi che verrà fatta chiarezza su un tema che ha pesato molto sulla salute pubblica e sulle tasche delle famiglie degli Agrigentini, ma intanto, vorremmo sapere se e come mai queste persone che rappresentano lo stato hanno continuato a delinquere.
  • Chi aveva il controllo sui gestori del servizio?
  • È, quanto meno, singolare sentire le voci di alcuni soggetti, supini, per non dire proni, al sistema, alzare gli scudi contro lo stesso, dopo aver ottenuto favori e prebende.
  • La vicenda Girgenti acque va oltre la corruzione, fa emergere maggiormente il degrado sociale di questa terra, ma ad essere eventualmente responsabile, è solo l’imprenditore ?
  • La politica quella che si è strutturata con l’assumificio della ex Girgenti Acque, oggi si trova ai vertici comunali regionali nazionali eppure nessuno di quanti, e sono tanti, risultano a vario titolo coinvolti, ha pensato di farsi da parte di rassegnare le proprie dimissioni, anzi, nel pomeriggio di oggi, sceglieranno un CDA che andrà a gestire una consortile che noi abbiamo chiesto fosse slegata dalla politica.
  • Non è un segreto, risulta dagli atti della procura, che nella vicenda siano coinvolti dal giornalista alle forze dell’ordine, dal dirigente pubblico al politico e quindi, questa volta a pagare non dovrà e  non potrà essere il cittadino, unica vittima di un sistema di corruttele inveterato.

Ad Aragona i Carabinieri della locale Stazione hanno sorpreso, nel centro storico, un commerciante di 50 anni, con precedenti di polizia, in possesso di una dose di crack e di un coltello a serramanico di circa 15 centimetri. I militari lo hanno perquisito perché colto in atteggiamento sospetto. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti e sequestrati 25 grammi di marijuana, circa 1 grammo di eroina, un ulteriore grammo di crack e 2 grammi di cocaina, divisi in due dosi, 4 bilancini elettronici di precisione e sostanza da taglio, verosimilmente del tipo mannite, per circa 2 grammi. Il commerciante aragonese è stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi e strumenti atti ad offendere.

A Naro un operaio romeno di 22 anni, con precedenti di polizia, si è recato nella locale Stazione dei Carabinieri per aggredire il suo ex datore di lavoro, intento a denunciarlo per le minacce ricevute. I Carabinieri, accortisi del suo stato di agitazione, hanno tentato di rasserenarlo, ma lui si è scagliato contro di loro, minacciando ancora il suo ex datore di lavoro e anche i militari. Il giovane operaio si sarebbe rifiutato di essere assunto regolarmente dal datore di lavoro perché beneficiario del reddito di cittadinanza. E ha preteso di lavorare in nero per non perdere il reddito di cittadinanza. Il romeno, arrestato ai domiciliari, risponderà all’autorità giudiziaria di minacce, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.