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Un lunghissimo applauso, una standing ovation da parte del numeroso pubblico accorso ieri sera al Cinema Ciak di Agrigento ha salutato la prima del film-evento “Bocche inutili”  di Claudio Uberti, prodotto da Angelisa Castronovo ed Antonino Moscatt per Wellsee, e da Lucere Film in collaborazione con Rai Cinema.

Presenti alla proiezione, insieme ai produttori, anche la protagonista del film l’attrice Margot Sikabonyi, Lavinia Cipriani e la piccola Greta Moscatt, i quali hanno interagito con il pubblico, affrontando e confrontandosi con i temi  trattati dal film, ovvero la Shoah con uniche protagoniste le donne. Femmine private della loro umanità e identità e che, insieme e unite, si fanno forza e resistere alla fame e alle violenze ed ai  soprusi che ricevono da parte delle SS che le deridono, maltrattano, violentano e compiono sperimenti medici sui loro corpi, martoriandoli fino a ucciderli.

Il film, che ha trattato storie vere, storie di donne che passarono per l’inferno dell’Olocausto, prese da testimonianze documentate, ha avuto anche un grande riscontro tra gli studenti del “Politi” di Agrigento ai quali è stata dedicata la proiezione di questa mattina. Anche loro hanno avuto la possibilità di confrontarsi con le attrici ed i produttori, affrontando i forti temi che sembrano incredibili, per quanto sono brutali, ma purtroppo veri.

Nuova proiezione questa sera, sempre al Cinema Ciak di Agrigento, inizio ore 20:00, alla quale saranno presenti Margot Sikabonyi, Lavinia Cipriani e la piccola Greta Moscatt, insieme ai produttori. Posti prenotabili sul sito del Cinema Ciak o direttamente al botteghino.

La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, emessa in abbreviato dal Tribunale di Sciacca, a carico di Attilio Manisi, 34 anni, di Ribera, condannato a 3 anni di reclusione per aver ceduto del metadone utilizzato da Alessio Cusumano, 21 anni. La sostanza poi avrebbe causato la morte del ragazzo. In primo grado ad Attilio Manisi si è contestato un nesso causale tra la cessione del metadone e la morte del ragazzo, ma per tale capo d’imputazione il Tribunale lo ha assolto e la Procura non ha presentato appello. Nei primi giorni del novembre 2020 Manisi ha ceduto all’amico il metadone, che sarebbe stato del tipo “amaro”, a maggiore concentrazione. Ecco perché Manisi ha sempre dichiarato che è stato un errore e ha chiesto scusa ai genitori di Alessio Cusumano.

Secondo l’Ona, l’Osservatorio nazionale amianto, soltanto in Sicilia per quanto riguarda i mesoteliomi, ossia i tumori legati all’esposizione all’amianto, si contano circa 1.850 casi dal 1998 ad oggi. Considerando una mortalità del 93 per cento nei primi 5 anni dalla diagnosi, sono circa 1.720 i decessi, a cui se ne aggiungono circa 3.500 per tumore del polmone e ulteriori 1.000 per le altre malattie correlate. Così è emerso in occasione del convegno “Missione amianto zero: cosa, perché e come”, organizzato dal Comitato consultivo provinciale Inail Palermo, in collaborazione con SicIndustria Palermo. L’Italia è stata tra i primi al mondo a vietare l’estrazione, la lavorazione, l’utilizzo e la commercializzazione di amianto, ma non basta. Vi sono ancora oltre 3mila tipologie di manufatti contenenti amianto, con percentuali variabili tra il 10 e il 98% in peso. I siti attualmente censiti in Sicilia come contenenti amianto ammontano a poco meno di 20mila, praticamente un quinto di quelli attualmente censiti a livello nazionale che sono 108mila secondo la mappatura amianto 2021 del ministero.

Il Tar Palermo, con sentenza breve, in accoglimento delle difese degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ aveva annullato la sanzione paesaggistica comminata  ai proprietari di un immobile, i sig.ri G.S. e C.V.,  ricadente all’interno dalla zona B del decreto Gui-Mancini realizzato prima del 1985.

In particolare gli avv.ti Rubino e Airo’, richiamando i numerosi precedenti giurisprudenziali del TAR Palermo, avevano sostenuto che l’appartamento in questione era stato realizzato prima del 1985 ovvero prima che la  zona B della Valle dei Templi di Agrigento di cui al decreto Gui-Mancini del 1968 fosse sottoposta a vincolo paesaggistico.
Avverso la sentenza del TAR Palermo l’Amministrazione regionale aveva proposto appello innanzi al CGA sostenendo l’applicabilità della sanzione anche agli immobili realizzati in zona B della Valle dei Templi  prima del 1985.
Frattanto, in pendenza del predetto appello, rispetto ad un giudizio analogo, il CGA, ritenuto pacifico che il vincolo paesaggistico in questione è entrato in vigore soltanto a partire dal 1985, ha sollevato questione di legittimità costituzionale sulla normativa regionale che esclude il pagamento della sanzione paesaggistica, nel caso in cui il vincolo sia stato apposto successivamente alla realizzazione dell’immobile.
La Consulta, con la recente pronuncia del marzo 2022, ha confermato la costituzionalità della normativa regionale che limita l’applicabilità della sanzione paesaggistica soltanto agli immobili realizzati dopo l’apposizione del vincolo paesaggistico.
A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, che ha confermato la correttezza delle sentenze resa dal TAR Palermo, l’Amministrazione regionale ha ritenuto di dichiarare di non avere più interesse all’appello promosso contro i coniugi G.S. e C.V.
Preso atto della sopravvenuta carenza di interesse alla trattazione della causa, il Presidente del CGA con decreto ha dichiarato estinto il giudizio di appello, restando così confermata la sentenza di primo grado, ottenuta dagli Avv.ti Rubino e Airo’, e per effetto della quale  i proprietari dell’immobile, ormai sanato, non dovranno pagare alcuna ulteriore sanzione o indennità.I

L’antico splendore dei Florio sarà evocato con ben due tappe, il 5 e il 6 maggio, sulla Costa del Mito, alla scoperta di 150 chilometri di mare, sole e sapori unici, tra archeologia, spiagge dorate e riserve naturali. Il 31° Giro di Sicilia, organizzato come sempre dal Veteran Car Club Panormus, rievocazione dell’antica corsa voluta da Vincenzo Florio nel 1912, abbina da sempre alle competizioni la ricchezza e il fascino della terra di Sicilia. “Quest’anno – spiega il presidente del Veteran Car Club Panormus, Antonino Auccello – ricorrono i 110 anni dal primo Giro di Sicilia di Vincenzo Florio: è una straordinaria occasione per promuovere insieme cultura e turismo, uno storico avvenimento sportivo che esalta il fascino dei luoghi ed è vetrina internazionale per la Sicilia attraverso la cultura, la storia, i paesaggi, l’enogastronomia e la speciale ospitalità dei siciliani”.

Il 5 maggio, dunque, la partenza dal centro della di Palermo, da Piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, direzione Marsala, e, dopo il lunch break, si ripartirà dall’area di Selinunte, Castelvetrano, per raggiungere, attraverso Partanna, anche Montallegro e la Scala dei Turchi di Realmonte; infine, da Porto Empedocle si arriverà ad Agrigento. Per la tappa del 6 maggio la partenza è in programma dalla Valle dei Templi; poi toccherà Palma di Montechiaro e Gela per proseguire in direzione sud est; l’arrivo è previsto a Catania. Duecento in tutto le autovetture partecipanti al giro con tantissimi marchi che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Duecento gli equipaggi provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. “Ringrazio il presidente Auccello e tutti i promotori dei Club siciliani federati Asi – afferma Fabrizio La Gaipa, amministratore della DMO Distretto Turistico Valle dei Templi – che quest’anno hanno deciso di dedicare due tappe ad alcune delle località più suggestive della Costa del Mito, le cui immagini promuoveranno la nostra destinazione in ogni parte del mondo. Per questa ragione abbiamo deciso di omaggiare gli equipaggi con dei gadget che ricorderanno loro questo itinerario fatto di autentiche scoperte, di piacevoli esperienze e di nuove sincere amicizie”.

I Carabinieri della stazione di Bivona hanno arrestato per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti un uomo di 36 anni, di Bivona, sorpreso a bordo della sua automobile in possesso di 106 grammi di marijuana. Lungo la strada provinciale 34 Bivona-Ribera, i militari hanno sollevato la paletta rossa, e lui si è mostrato sin da subito molto nervoso e agitato. Sotto il sedile anteriore lato guida è stato trovato un sacchetto in plastica, contenente la marijuana. Poi a casa sua sono stati trovati altri 82 grammi di marijuana, 3 bilancini di precisione, e del materiale utile per il confezionamento dello stupefacente. Il Tribunale di Sciacca prima ha convalidato l’arresto e poi gli ha restituito la libertà.

Dall’inchiesta sulla strage a Ravanusa dello scorso 11 dicembre emergerebbe che una saldatura ceduta nella rete del gas potrebbe avere causato l’esplosione che ha provocato la morte di 9 persone, compresa una donna incinta alla vigilia del parto. Nella rete del metano in via Trilussa è stato sistemato un raccordo a forma di S con vari tronchetti saldati fra di loro. Ebbene, una delle saldature ha ceduto, e il gas ha iniziato a fuoriuscire. Al lavoro vi è un gruppo di esperti, coordinato dal docente universitario a Palermo, Antonio Barcellona. Il raccordo è adesso sotto esame in un laboratorio specializzato, a cui partecipano anche i consulenti nominati dai 10 indagati, tra i vertici nazionali e regionali di Italgas, dirigenti e tecnici. I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, diretto dal colonnello Vittorio Stingo, hanno raccolto anche decine di testimonianze fra gli abitanti della zona. L’inchiesta ruota prevalentemente intorno alla gestione dell’impianto. Non sono emerse, al momento, altre concause, né movimenti franosi, né segnalazioni ufficiali su sospetti odori di gas.

Il Tribunale di Agrigento, dott.ssa Agata Genna, ha assolto Sciortino Calogero dall’accusa di spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate e di truffa.
I fatti: lo Sciortino aveva acquistato, da un noto commerciante di mobili a rate di Porto Empedocle,  dei mobili per l’appartamento in cui vive con la compagna ed i figli avuti con questa. L’11 luglio del 2018 il commerciante si era recato presso l’abitazione dello Sciortino per riscuotere la rata mensile del prezzo dei mobili. Dopo che lo Sciortino avrebbe consegnato la somma il commerciante si allontanava ma dopo pochi minuti tornava presso la casa dello Sciortino accusandolo di avergli dato una banconota da 100 euro falsa. A questo punto nasceva uno scontro verbale tra i due ed il commerciante, dopo aver chiamato le forze dell’ordine, denunciava lo Sciortino innanzi alla Autorità Giudiziaria perché a suo dire dovendo pagare la rata gli consegnava una banconota da 100 euro falsa cercando di truffarlo.
Nel processo tenutosi dinnanzi alla dott. Agata Genna lo Sciortino, difeso dall’avv. Giuseppe Aiello, riusciva a dimostrare la infondatezza delle accuse e soprattutto che a consegnare, una banconota da 50 euro valida e non da 100, era stata la compagna dello stesso. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dello Sciortino alla pena di mesi 8 di reclusione ma il tribunale lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

Per il tredicesimo anno consecutivo Poste Italiane partecipa con i suoi dipendenti al conferimento dell’onorificenza “Stelle al Merito del Lavoro”, assegnata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Commissione nazionale istituita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha deciso di assegnare, sulla base dei requisiti posseduti dagli interessati, ai dipendenti del Gruppo Poste Italiane 58 Stelle al Merito su tutto il territorio nazionale, di cui 13 in Sicilia, in rappresentanza della maggior parte dei mestieri presenti in azienda.

Le Stelle al Merito sono concesse ogni anno alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti di Aziende pubbliche e private, con età minima di 50 anni e anzianità lavorativa continuativa di almeno 25. La metà delle onorificenze è riservata a coloro che hanno iniziato l’attività dai livelli contrattuali più bassi e si sono distinti per il loro contributo umano e professionale in azienda.

In provincia di Agrigento il presigioso titolo di “Maestro del lavoro” verrà conferito a Giuseppina Cimino di Porto Empedocle per meriti “di perizia, laboriosità e buona condotta morale. Sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a consegnare il premio presso il Quirinale il prossimo 1° maggio.

 

 

Il suo mondo ha ruotato sempre attorno alla scuola. Generoso, altruista, leale e onesto. Questo era il prof. Giuseppe D’Orsi, storico professore di una famiglia di illustri illuminati, al quale il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino ha voluto dare degno rispetto alla sua persona intitolandogli una importante arteria di Palma di Montechiaro.
Alla cerimonia di intitolazione erano presenti le autorità. Il prof. Giuseppe D’Orsi è padre dell’ex presidente della Provincia Eugenio D’Orsi e nonno del suo omonimo Giuseppe, assessore al Comune di Palma di Montechiaro.