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Sono stati dissequestrati alcuni beni appartenenti ad Antonello Montante, l’ex presidente di ConfIndustria Sicilia condannato in primo grado lo scorso 10 maggio, con il rito abbreviato, a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale del Riesame di Caltanissetta su ricorso dei difensori di Montante, gli avvocati Giuseppe Panepinto e Carlo Taormina. Si tratta di 68mila euro e di due immobili a Caltanissetta e a Serradifalco. Il provvedimento di sequestro conservativo è stato emesso, su richiesta di alcune parti civili, dal giudice, Graziella Luparello, che ha condannato l’imprenditore nisseno.

Ad Agrigento, domani, sabato 14 dicembre, al Circolo Empedocleo, in via Atenea, alle ore 10:30, sarà presentato il calendario del Comitato regionale dell’Associazione nazionale Bersaglieri, dedicato interamente al raduno interregionale che si è svolto ad Agrigento tra il 4 e il 6 ottobre scorsi. Interverrà il decano dei bersaglieri, generale di corpo d’armata Luciano Portolano, e il presidente regionale dell’Associazione nazionale Bersaglieri, Salvatore Aurelio Tosto.

Ad Agrigento, domani, sabato 14 dicembre, nei locali della Banca d’Italia, in via Crispi 6, alle ore 11 sarà inaugurata la mostra “La città aurea. Urbanistica e architettura ad Agrigento negli anni ‘30”, a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento diretta da Michele Benfari. Interverranno tra gli altri il presidente della Regione e assessore ai Beni Culturali, Nello Musumeci, e il dirigente del settore Beni Culturali alla Regione, Sergio Alessandro, insieme ai vertici di Banca d’Italia e al direttore Mario Coco. Lo stesso soprintendente Michele Benfari spiega: “L’evento rappresenta l’esito di un progetto di ricerca dedicato al tema dell’urbanistica e dell’architettura del periodo in Sicilia, restituito attraverso un quadro complessivo delle molteplici declinazioni architettoniche e urbanistiche, ricostruendo il contesto storico, sociologico, artistico, letterario e tecnologico. La mostra di Agrigento, visitabile fino al 14 gennaio 2020, espone al pubblico importanti testimonianze fotografiche, grafiche e multimediali dell’epoca, alcune delle quali completamente inedite, e si è avvalsa della collaborazione di prestigiose realtà museali e culturali nazionali”.

Il coordinatore regionale di Risorgimento Socialista, il giornalista Nino Randisi, interviene nel merito dell’attività del governo regionale, e afferma: “Anche Risorgimento Socialista sottoscrive l’appello per la formazione di un campo largo contro le destre siciliane. Riteniamo ormai del tutto evidente la crisi politico-amministrativa della Regione Siciliana, con un Governo sostanzialmente fermo che non riesce a dare risposte ai siciliani. Riprendendo un documento firmato da esponenti di Articolo Uno, Sinistra Italiana, Socialisti Italiani, Liberi e uguali, Europa Verde, e da diversi sindaci ed amministratori locali, poniamo anche noi, di Risorgimento Socialista, al centro dell’attenzione la questione relativa ai recenti dati diffusi sull’emigrazione giovanile e quelli sulla disoccupazione che consegnano una Sicilia in profondo disagio, senza futuro, che non ha un modello di sviluppo serio, coerente e integrato. Nell’invitare altre forze politiche democratiche di sinistra, movimenti e associazioni civiche, a sottoscrivere l’appello, auspichiamo un percorso politico comune per la costruzione di una alternativa seria e credibile nei confronti delle destre populiste, mettendo al centro del programma il tema del lavoro e dello sviluppo della nostra isola”.

Entro il prossimo gennaio ad Agrigento a Villaseta sarà avviato il cantiere di lavoro per disoccupati di recupero e riqualificazione della Piazzetta della Madonna della Catena. La Regione ha notificato al Comune i relativi decreti. Si tratta di un intervento di 118.459 euro, che rientra nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione di Villaseta cosiddetto “Concordia”, e che comprende interventi nell’area commerciale del popoloso quartiere. In particolare sono previste opere di demolizione della pavimentazione esistente, interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e ripavimentazione. I lavori inizieranno già al termine della stagione estiva. L’amministrazione Firetto afferma: “Nonostante la nota carenza di risorse è stato possibile assicurare questa serie di interventi che si sommano ad altri progetti di sistemazione e manutenzione nelle periferie che hanno coinvolto disoccupati, ai quali è stata data l’opportunità di un lavoro. E’ un intervento di riqualificazione necessario, condiviso con i residenti del quartiere”.

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, tramite il direttore Alessandro Mazzara, e la Croce Rossa Italiana, tramite il segretario regionale, Giuseppe Giordano, hanno firmato una convenzione. Due operatori della Croce Rossa, riconoscibili dalla divisa e da un apposito tesserino, affiancheranno il personale dell’Azienda sanitaria nei Pronto Soccorso agrigentini, integrando i servizi di accoglienza dei pazienti attraverso due turni giornalieri, dalle ore 10 alle ore 22, garantiti per tutti i giorni della settimana inclusi i festivi. Si tratta di una intesa finalizzata a ridurre il sovraffollamento e a migliorare la fruizione dell’assistenza sanitaria nei Pronto Soccorso che registrano un numero di accessi annui superiore ai ventimila.

Nel luglio del 2000, a Lampedusa, il Comune ha rilasciato una concessione edilizia al signor S F, sono le iniziali del nome, per la costruzione di un immobile a piano terra e piano seminterrato su un terreno di sua proprietà.

Dopo oltre 14 anni, il Comune, su esposto della proprietaria del terreno confinante, ha annullato in autotutela la concessione edilizia rilasciata nel 2000, ed ha ordinato la demolizione dell’immobile.

Il signor S F, ha presentato un ricorso al TAR Palermo che tuttavia, conclusa in senso negativo la fase cautelare, lo rigettava dichiarandolo inammissibile in accoglimento dell’eccezione della vicina di casa C.M. intervenuta nel giudizio.

A questo punto il sig. S.F. si rivolgeva agli avvocati Rubino e Fallica per promuovere appello e chiedere la sospensione della sentenza del TAR Palermo.

In particolare, gli Avvocati Rubino e Fallica, in grado di appello, hanno ribadito l’ammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio ed hanno censurato l’illegittimità dell’operato del Comune di Lampedusa sia sotto il profilo della violazione di legge, avendo il Comune adottato il provvedimento di annullamento in contrasto con i principi che regolano il potere di autotutela, sia sotto il profilo dell’eccesso di potere per carenza di istruttoria, illogicità ed ingiustizia manifesta e difetto di motivazione.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, ritenendo fondate le tesi formulate dagli avvocati Rubino e Fallica e riconoscendo inoltre il pregiudizio grave ed irreparabile incombente per il signor S F, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati.

Avverso il predetto pronunciamento cautelare, ha proposto istanza di revocazione la sig.ra C.M. lamentando l’erroneità dell’operato del CGA e la violazione del nel principio del ne bis in idem per contrasto con un precedente cautelare reso tra le parti nella precedente fase del giudizio.

A questo punto, la difesa del sig. S.F. ha eccepito l’inammissibilità della richiesta di revocazione, sotto diversi profili, e l’inapplicabilità del principio del ne bis in idem rispetto ai pronunciamenti cautelari resi in diverse fasi dello stesso giudizio.

In accoglimento della tesi degli Avv.ti Rubino e Fallica il CGA ha dichiarato l’istanza di revocazione chiaramente inammissibile “posto che né risultano essersi verificati mutamenti nelle circostanze di fatto e neppure sono stati allegati fatti anteriori di cui si è acquisita conoscenza successivamente al provvedimento cautelare” e “perché non viene dimostrata la sussistenza di alcun errore revocatorio riconducibile alle ipotesi di cui all’art. 395 c.p.c.”.

Ed ancora, il CGA ha affermato che “in termini generali e astratti nel processo amministrativo non è configurabile – e comunque nella fattispecie non viene in considerazione – alcun giudicato cautelare, né risulta deducibile alcuna violazione del principio del divieto di “bis in idem” dato che è venuta e viene nuovamente all’esame di questo CGA un’ordinanza cautelare, pronunciata previo sommario esame della vicenda”.

Per effetto della predetta pronuncia resta ferma la sospensione dell’ordine di demolizione irrogato dal Comune di Lampedusa, mentre la sig.ra C.M. dovrà pagare le spese legali del giudizio di revocazione.