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Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, interviene a seguito della riunione tecnica e operativa che si è svolta nella sede dell’assessorato regionale alle Infrastrutture nel merito dello stato di avanzamento dei lavori sull’Agrigento – Palermo e sull’Agrigento – Caltanissetta. Firetto afferma: “Abbiamo atteso anche troppo. Non è possibile che per il completamento delle statali Agrigento – Palermo e Agrigento-Caltanissetta si debba ancora aspettare o rischiare perfino di ricominciare da capo con un nuovo contratto. Sarebbe una disfatta per tutti. Uno solo deve essere il perfezionamento necessario e urgente: quello che consente l’ultimazione delle opere. Opere che dovevano essere già consegnate da tempo, infrastrutture che hanno già almeno un ventennio di ritardo rispetto agli standard nazionali ed europei. Prendiamo atto anche noi, come l’assessore regionale alle infrastrutture Falcone, dell’avvenuta rimozione del semaforo di Vicari sulla Agrigento-Palermo e dell’eliminazione della deviazione di Villafrati e dell’ormai prossimo addio al semaforo del viadotto Frattina. Ma è chiaro che non è più possibile questo tergiversare. Agrigento 2020 è alle porte e le rassicurazioni date a suo tempo hanno dimostrato ampiamente di essere promesse da marinaio”.

Come ampiamente previsto, si sono rivelati falsi gli annunci positivi sui lavori lungo la 640 e la 189. L’assessore Falcone lancia l’ultimatum risoluzione contratto. A Palermo, nella sede dell’Assessorato alle Infrastrutture, si è svolta una riunione sullo stato di avanzamento dei lavori sulla Caltanissetta-Agrigento e sulla Agrigento-Palermo. All’incontro, convocato dall’assessore Marco Falcone, hanno partecipato i rappresentanti del Provveditorato Interregionale delle Opere pubbliche, i dirigenti di Anas, delle società di progetto “Empedocle 2” e “Bolognetta” e rappresentanti di Cmc e del Comitato dei creditori. A conclusione, l’assessore Falcone ha affermato: “I ritardi accumulati ci hanno spinto a chiedere alla società Cmc un Piano industriale che faccia comprendere quali sono i reali margini di rilancio delle due opere, come si intende far ripartire i lavori, con quali imprese, e in quanto tempo tali lavori saranno realizzati e con quali modalità. Abbiamo appreso che la Banca popolare di Milano ha autorizzato la dilazione della cessione dei crediti che l’istituto reclama da Cmc. Ciò consentirà al Comitato dei creditori di poter essere pagato direttamente da Anas. Sbloccando tali liquidazioni, a breve potrà essere completata la posa dei guard rail sul primo tratto della Caltanissetta – Agrigento, da Canicattì fino a Caltanissetta sud, così da poter aprire al traffico questa porzione di strada in tempi brevi. Inoltre abbiamo preso atto dell’avvenuta rimozione del semaforo di Vicari sulla Agrigento – Palermo e dell’eliminazione della deviazione di Villafrati. Le imprese, altresì, si sono impegnate a eliminare il semaforo sul viadotto Frattina, mentre a stretto giro saranno completati gli interventi su un altro mezzo chilometro di strada in corrispondenza dell’ingresso di Bolognetta. L’Anas ha ricordato che sulle due commesse pende una proposta di risoluzione dei contratti per inadempimento. Dunque, solo se nei prossimi giorni ci sarà sottoposto un Piano industriale convincente, dettagliato e sostenibile si potrà andare avanti con l’attuale assetto. Diversamente, nostro malgrado, dovremo prendere atto che bisognerà mettere un punto e ripartire daccapo. La Cmc abbia un sussulto d’orgoglio, nel rispetto del popolo siciliano che ha diritto di godere di infrastrutture moderne ed efficienti in tempi celeri”.

Gioacchino Lauricella, 45 anni, di Palma di Montechiaro, ha subito gravi ferite da taglio ad una gamba durante dei lavori in casa di un familiare. Il progressivo dissanguamento, nel corso del trasporto verso l’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” a Licata, ha provocato la morte dell’uomo. Ecco la prima dinamica di quanto accaduto ricostruita dai poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro. Il palmese non riporta tracce di aggressione o, quanto meno, di colluttazione.

Un brutto incidente si è verificato nel primo pomeriggio di oggi in via Imera, centralissima strada della Città dei Templi. Una donna a bordo di una Renault Megane, per cause ancora in fase di accertamento, è rimasta ferita dopo il ribaltamento del mezzo.

Secondo una prima ricostruzione il mezzo sarebbe capottato subito dopo aver urtato un’altra auto che si trovava parcheggiata lungo la carreggiata. La donna se l’è cavata con qualche lieve trauma e tanta paura.

Sul posto una squadra di Vigili del Fuoco e il personale medico.

Due giorni da protagonista assoluto. Due giorni, il 16 e il 17 ottobre nell’aula bunker del carcere di Rebibbia per offrire alla giustizia la sua nuova esperienza di mafioso ma con le vesti odierne del pentito.

Giuseppe Quaranta ora collaboratore di giustizia ma  ex capo mafia di Favara e braccio destro del boss Francesco Fragapane, irrompe nel processo “Montagna” (rito ordinario, sei imputati) come richiesto dal sostituto procuratore Alessia Sinatra.

Verrà interrogato dal vivo nell’aula bunker di Rebibbia a Roma per garantire tutte le misure di sicurezza che il caso impone. Verrà ascoltato dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Alfonso Malato con a latere Alessandro Quattrocchi e Giuseppa Zampino, e racconterà quello che sa sulla mafia agrigentina e della “Montagna” in particolare,  mandamento mafioso che, nel gennaio 2016, è stato smantellato dall’azione dei carabinieri del Reparto operativo di Agrigento, allora guidato dal ten. Col. Andrea Azzolini.

Sul banco degli imputati siedono sei persone: l’ex sindaco di San Biagio Platani Santo Sabella, difeso dagli avvocati Mormino e Gaziano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, Giuseppe Scavetto, 50 anni di Casteltermini, difeso dall’avvocato Carmelita Danile; i favaresi Antonio Scorsone, 54 anni, Domenico Lombardo (difeso dagli avvocati Giuseppe Barba e Angela Porcello), 27 anni, Calogero Principato, 28 anni, e Salvatore Montalbano, 27 anni, difeso dall’avvocato Daniela Posante.

Ordine degli architetti e Comune di Grotte: firmato un protocollo d’intesa per la valorizzazione e la preservazione paesaggistica e architettonica del territorio. Non solo. I cittadini, protagonisti della convenzione, potranno richiedere da subito la valorizzazione dell’immobile che intendono vendere o cedere in locazione. C’è di più. E’ in itinere la costituzione di un gruppo di tecnici liberi professionisti che offriranno il proprio supporto dell’Amministrazione comunale, nell’ottica di attivare e seguire da vicino la crescita architettonica e urbanistica del territorio.

La convenzione è stata firmata ieri pomeriggio al Municipio, da Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, e dal sindaco Alfonso Provvidenza nel corso di un incontro al quale hanno partecipato Giuseppe Grimaldi, vicepresidente dell’Ordine degli architetti, gli assessori comunali Antonino Caltagirone, Vincenzo Agnello, Miriam Cipolla e diversi liberi professionisti grottesi.

“Con la firma del protocollo d’intesa – afferma Alfonso Cimino – si punta a valorizzare e preservare il territorio, sotto il profilo architettonico e paesaggistico, consentendo lo sviluppo armonico del patrimonio edilizio presente. A tal proposito, l’Ordine offre al Comune la possibilità di sperimentare il collegamento tra pratica professionale e i propri iscritti come struttura organizzativa e bisogni di realizzazione di idee e interventi richiesti dal Comune e mirati allo sviluppo del patrimonio edilizio presente. Un gruppo di Consiglieri dell’Ordine, Lorenzo Violante, Giuseppe La Greca e Giuseppe Lalicata, attraverso delle schede prestabilite, effettuerà il monitoraggio degli edifici esistenti in centro storico per un possibile recupero utilizzando anche strumenti finanziari quali il Sisma bonus e l’Ecobonus. Inoltre, sarà possibile, attraverso apposita mappatura degli edifici schedati, pensare a sistemi di valorizzazione e di rilancio turistico alberghieri e di accoglienza. E’ un modo nuovo di fare politica da parte di un Sindaco lungimirante che, attraverso la nostra collaborazione, vuole rilanciare e rigenerare la propria cittadina. Noi, come architetti, siamo ben lieti di stare al fianco di amministrazioni che guardano al proprio centro storico come una risorsa”.

Il sindaco Provvidenza, che si è detto “ben lieto della firma della convenzione con l’Ordine degli architetti e con il Presidente Cimino con il quale fin da subito si è istaurato un ottimo rapporto di collaborazione istituzionale” ha avviato il processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare invitando i cittadini “a manifestare l’interesse alla valorizzazione dei propri edifici consentendo, così, al gruppo operativo dell’Ordine, di comprendere se l’edificio ha le caratteristiche necessarie e sufficienti ad accogliere il processo di valorizzazione”. I cittadini, dunque, possono partecipare all’attività operativa dell’Ordine e del Comune “dando visibilità – prosegue il Sindaco – a un immobile di proprio interesse cogliendo la possibilità di pubblicizzare la proposta di valorizzazione del fabbricato”. Infine, il sindaco Alfonso Provvidenza, cogliendo l’occasione della presenza dei tecnici, ha fatto il punto sugli obiettivi raggiunti nel finanziamento di diverse opere pubbliche grazie all’impegno della sua Amministrazione e dell’Utc  e, su sollecitazione del presidente Cimino, istituirà, tramite l’apposita manifestazione d’interesse da pubblicare sul sito istituzionale del Comune, il gruppo tecnico di liberi professionisti che possa supportare l’Amministrazione affiancando l’ufficio Tecnico comunale nella crescita architettonica e urbanistica del territorio.

Non siamo stupidi, non siamo più disposti ad aspettare ancora. La situazione di Agrigento e della sua provincia è diventata drammatica sul piano viario. I lavori di ammodernamento della Ss 640 (Agrigento-Caltanissetta) e della Ss 189 (Agrigento-Palermo), dovevano già essere stati ultimati ed invece, ancora oggi, non sappiamo se le due importanti opere verranno completate. Il tempo delle promesse è scaduto da tempo, non possiamo più permetterci di rimanere isolati.

Dopo il nulla di fatto scaturito dal vertice alla Regione, convocato dal Presidente Musumeci e presieduto dall’assessore Falcone, è arrivato il momento di alzare la voce, anche di scendere in strada perché il Governo non può continuare a promettere una cosa e, non appena si spengono i riflettori, chi si è visto si è visto. I ritardi accumulati hanno spinto la Regione a chiedere alla società Cmc un piano industriale che faccia comprendere quali sono i reali margini di rilancio delle due opere, come si intende riaprire i cantieri, con quali imprese, e in quanto tempo i lavori possono essere completati.

Siamo contrari alla possibilità che bisogna stipulare un nuovo contratto con una azienda diversa da Cmc perché i tempi si allungherebbero ulteriormente, sappiamo benissimo che nelle nostre parti, già bisogna fare i conti con i tempi biblici burocratici, se bisognerà sottoscrivere un nuovo contratto, queste due opere non vedranno la luce prima di un decennio. La Cmc, deve avere un sussulto d’orgoglio, nel rispetto del popolo siciliano che ha diritto a godere di infrastrutture moderne ed efficienti in tempi celeri.

La Corte d’Appello di Messina ha confermato la sentenza di primo grado e ha assolto il sindaco di Messina, Cateno De Luca, dai reati di abuso d’ufficio e falso. Prescritta è invece l’ipotesi di reato di tentata concussione. La sentenza comprende episodi risalenti agli anni tra il 2004 e il 2010, in riferimento a lavori di costruzione di un albergo a Fiumedinisi, con centro benessere, e poi 16 villette e un muro di contenimento del torrente Fiumedinisi. Si tratta di opere che secondo la Procura messinese avrebbero favorito la società dell’allora sindaco di Fiumedinisi, Cateno De Luca, la Dioniso srl. Le indagini sono scattate a seguito di un esposto e hanno provocato l’arresto di De Luca nel giugno del 2011. Essendo stato assolto, Cateno De Luca è confermato sindaco perché non è stato condannato per reati per i quali si applica la legge Severino.

Ad Agrigento, martedì prossimo, 17 settembre, a Casa Sanfilippo, sede del Parco della Valle dei Templi, la Cisl ha organizzato alle ore 9:30 un convegno sul tema: “Infrastrutture e mobilità nelle aree interne del Centro Sicilia: sbloccare le opere per creare lavoro”. I lavori saranno introdotti dalla relazione del segretario generale Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Emanuele Gallo, e saranno moderati dalla componente, la segretaria Cisl, Carmela Petralia. Sul tema interverranno Calogero Firetto, sindaco di Agrigento, Roberto Gambino, sindaco di Caltanissetta, e Maurizio Di Pietro, sindaco di Enna, che si confronteranno con Emanuele Piranio, segretario Cisl Ag, Cl, En, Paolo D’Anca, reggente Filca Cisl Ag, Cl, En e Mario Stagno segretario generale FIt Cisl Ag, Cl, En.L’intervento conclusivo sarà affidato al segretario generale di Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio.

Ad Alcamo, in provincia di Trapani, l’assessore comunale alla Mobilità sostenibile, Giuseppe Campo, è stato aggredito ieri sera dal titolare di una pizzeria contrario alla pista ciclabile appena realizzata. L’assessore è caduto fratturandosi una caviglia. Il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Si può essere d’accordo o meno alla realizzazione della pista ciclabile, si può discutere e criticare, ma a tutto c’è un limite. Ed è stato ampiamente superato”. L’assessore Campo, intento a percorrere a piedi la pista ciclabile, è stato inseguito dal titolare della pizzeria con un casco in mano.