Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 168)

Il robot per la ricerca dei 9 dispersi del naufragio, avvenuto fra Lampedusa e l’isolotto di Lampione lo scorso 30 giugno, dovrebbe essere operativo a partire da martedì. Il barcone, dopo essersi ribaltato e dopo aver fatto finire in acqua tutti i migranti che vi erano a bordo (7 le donne, una delle quali incinta di 2 mesi, che hanno perso la vita e 46 i superstiti), pare che possa essersi adagiato a circa 60 – 70 metri di profondità.

Prima sarà necessario localizzarlo con precisione e poi si potrà procedere a far immergere il robot della Guardia costiera. I sub non sono infatti abilitati a scendere fino a queste profondità.
A pensare all’utilizzo del robot per appurare se i 9 dispersi siano rimasti o meno intrappolati nel relitto è stato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. La Procura, subito dopo la tragedia, ha infatti aperto un’inchiesta sia sul naufragio che sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La guardia costiera salva 6 persone fra cui 2 bambini, che viaggiavano su una imbarcazione da diporto di circa 15 metri, che viaggiava a circa 6 miglia nautiche dall’imboccatura del porto di Sciacca, dove sono avvenute le operazioni di salvataggio.

Dall’imbarcazione era scattata una richiesta di aiuto via radio, ed immediato invio della motovedetta costiera Cp 765 in forza al comando, battello veloce e idoneo per attività di ricerca e soccorso in mare.Ci sono voluti 15 minuti per intercettare l’imbarcazione che aveva al suo interno fumo e principio di allagamento. Le 6 persone sono state trasferite su una zattera di salvataggio, erano provati a in buone condizioni. Condotti all’ufficio circondariale marittimo dove sono stati rifocillati e dove è stata loro assicurata assistenza logistica.

Contestualmente, si è recuperata l’imbarcazione e trasferita in cantiere

Riccardo Muti, nel suo vastissimo repertorio, è il direttore d’orchestra che più e meglio di ogni altro ha valorizzato i capolavori di Vincenzo Bellini in edizioni sceniche e discografiche di riferimento assoluto. Non poteva esserci protagonista più prestigioso per l’anteprima del “Bellininfest”, il cartellone itinerante che la Regione Siciliana promuove da quest’anno nel segno del Cigno catanese, in sinergia con le maggiori istituzioni teatrali e culturali siciliane.

Sarà la Sinfonia di Norma ad aprire il concerto che il 14 luglio, alle 21.30, nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina, vedrà il maestro Muti sul podio della “sua” Cherubini, l’orchestra giovanile da lui fondata nel 2004. Il programma proseguirà con la Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 di Franz Schubert, pagina fondamentale del sinfonismo protoromantico. La prevendita è attiva sui circuiti BoxOffice e VivaTicket. Da martedì sarà possibile acquistare i biglietti anche al botteghino del Teatro Massimo Bellini di Catania.

Una riunione urgente della Unità di crisi nazionale della Protezione civile e l’impiego dei soldati dell’Esercito nelle aree rurali. È la richiesta urgente che il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha avanzato a Roma per far fronte alla difficile situazione creatasi nell’Isola in questi giorni, su due diversi fronti: la incessante caduta di cenere vulcanica sui centri etnei e i numerosi incendi, quasi tutti di origine dolosa, sviluppatisi in modo particolare nella Sicilia orientale.

Le fiamme, favorite dal vento e dall’alta temperatura, interessano soprattutto le province di Enna, nel Troinese, Siracusa e Ragusa; impegnati tre canadair statali, gli otto elicotteri della Regione e tutti i reparti a terra dei vigili del fuoco, dell’Antincendio regionale e del volontariato di Protezione civile.
Domani lunedì, alle orte 11, al PalaRegione di Catania il presidente Musumeci incontrerà i sindaci del versante etneo per concordare assieme alcune iniziative per attenuare i disagi determinati dalla caduta di cenere. “Abbiamo deliberato la richiesta dello stato di calamità – afferma Musumeci – ma temo che a Roma non abbiano ancora compreso la gravità della situazione. Quanti agli incendi, abbiamo impegnato tutti i nostri uomini e mezzi. Ma da soli, di fronte alla tracotanza dei piromani, possiamo fare ben poco. Ci vorrebbe la galera a vita per questi delinquenti”

Sono 102 i nuovi casi Covid, in Sicilia, nelle ultime 24 ore, 32 in meno rispetto a ieri. quando erano 134. Il tasso di positività si attesta all’1,6%. La Regione rimane al terzo posto per numero di contagi, dopo Lombardia e Campania. Si registrano altri due morti che portano il totale delle vittime nell’Isola, a 5.981.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 14, Catania 31, Messina 19, Siracusa 3, Trapani 10, Ragusa 6, Caltanissetta 14, Agrigento 0 e Enna 5.

Si è svolto ieri presso l’hotel CastelVecchio di Castel Gandolfo (Roma), l’incontro la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche e la Federazioni Sindacati Indipendenti-Usae. Fra i temi trattati quelli sulla crescita della professione infermieristica sia dal punto di vista sindacale che ordinistico.

Adamo Bonazzi Segretario Generale Fsi-Usae assieme al Segretario Nazionale Paride Santi ed ai referenti del Cni (Coordinamento Nazionale Infermieri) Calogero Coniglio e Beatrice Mura, hanno illustrato il progetto di crescita professionale ed economica dal punto di vista del sindacato. Fsi-Usae si farà infatti promotrice della presentazione di diversi disegni legge d’iniziativa popolare tra cui:

Disposizioni in materia di attività libero-professionale delle professioni sanitarie di cui alla legge 1 febbraio 2006, n. 43

Disposizioni in materia di sviluppo professionale e inquadramento nella dirigenza del Ssn degli esercenti le professioni sanitarie infermieristiche dipendenti delle aziende ed enti del Servizio Sanitario Nazionale”.

Il sindacato infatti, nella prima fase, metterà in campo una campagna di ascolto e poi, a settembre, depositerà i disegni legge in Cassazione e procederà con la raccolta delle firme necessarie.

“Tali disegni legge mirano a sancire legislativamente una reale crescita in campo professionale e sociale delle professioni infermieristiche – ha dichiarato Bonazzi che continua – L’approvazione di tali provvedimenti consentirà infatti una nuova dinamica professionale e uno diverso ruolo nella società di tali professioni che avrà immediate ripercussioni contrattuali ed economiche, con un miglioramento generale dei trattamenti economici e consentirà altresì, dinamiche di sviluppo di carriera in funzione delle competenze e delle specializzazioni professionali personali”.

La Presidenza e i componenti il direttivo nazionale Fnopi hanno invece illustrato alla Fsi-Usae i propri propositi e la visione che gli ordini hanno per il futuro della categoria: “Il nostro obiettivo – ha affermato Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione delle Professioni Infermieristiche – è una collaborazione e un supporto proattivo con il sindacato alla crescita della professione anche dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, del trattamento economico e della carriera. In particolare mi riferisco all’erogazione delle indennità di specificità, al tema del vincolo di esclusività, allo sviluppo contrattuale delle specializzazioni, la salvaguardia degli incarichi delle funzioni di organizzazione. A questi argomenti si aggiunge anche l’opportunità della costituzione di fondi adeguati a dare risposte alla professionalità infermieristica, anche – conclude – con la massima attenzione a standard per staffing (organizzazione del personale) adeguati, ma anche al ruolo centrale nel Pnrr”.

Fsi-Usae ha inoltre stigmatizzato il fatto che a metà dell’ultimo anno del triennio contrattuale l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, non sia ancora in grado di aprire la trattativa per la sottoscrizione del contratto di lavoro. Inoltre ha criticato la quantità di risorse stanziate dal governo nelle varie finanziarie in favore dei Lavoratori del comparto sanità che ricordiamo hanno retto negli ultimi due anni un’emergenza pandemica senza confronti negli ultimi cento anni.

“Le risorse stanziate infatti non basteranno a garantire agli infermieri uno stipendio di almeno 2.000,00 euro netti mensili, cifra che è considerata irrisoria da tutte le professioni intellettuali e che invece sarà negata agli infermieri” – ha concluso Bonazzi.

L’arcivescovo di Agrigento, insieme al responsabile dell’ufficio dei beni culturali della Curia è stato in visita a Casa Sciascia nella giornata di ieri

“Tornerò alla chiesa della Madonna del Monte di Racalmuto per celebrare Messa con i calice donato da Leonardo Sciascia”.

Così ieri, al termine di una visita privata a “Casa Sciascia”, il vescovo di Agrigento mons. Alessandro Damiano.

Il pastore della chiesa agrigentina, nei giorni del Master di Scrittura della Strada degli Scrittori dedicato alle “Parole della pandemia” che si è svolto all’interno del polo culturale “San Lorenzo” grazie ad una proficua collaborazione con l’Arcidiocesi e il Mudia, ha voluto così ricordare la figura del grande scrittore racalmutese nell’anno del centenario della nascita.

A Casa Sciascia mons. Damiano, accompagnato tra gli altri da don Giuseppe Pontillo, direttore dell’ufficio dei beni culturali della Curia e dal direttore della Strada degli Scrittori Felice Cavallaro, ha appreso degli anni della formazione di Sciascia accanto alle zie di cui spesso lo scrittore parla nei suoi libri.

Grande è stata la sorpresa di mons. Damiano nell’apprendere che nel marzo del 1989, Leonardo Sciascia, a pochi mesi dalla morte, si recò al palazzo arcivescovile per salutare l’allora neo vescovo mons. Carmelo Ferraro e per donare un calice seicentesco in argento che poi venne utilizzato dallo stesso Ferraro per celebrare i funerali dello scrittore. Il calice è ancora oggi conservato nella chiesa della Madonna del Monte.

Tra i libri che si trovano nella casa in cui visse Sciascia fino al 1958, riaperta al pubblico 2 anni fa grazie al bibliofilo Pippo Di Falco che l’ha acquistata, il vescovo si è soffermato su un’antica edizione della Storia della chiesa siciliana risalente a metà ’800 e su un racconto di Jean Hoüel, viaggiatore del Grand Tour che nel 1700 visitò nell’agrigentino anche le chiese di Racalmuto e le miniere di sale.

Dopo anni di silenzio, finalmente, il Governo Musumeci ha deciso di pubblicare l’avviso per la realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia.

Lo scopo è quello di trasformare in energia la frazione di rifiuti che non può essere differenziata, come avviene in gran parte del mondo.

I due impianti, uno per la Sicilia occidentale e l’altro per la Sicilia orientale, avranno ciascuno una capacità di trattamento di circa 400 mila tonnellate l’anno. Ovviamente la stella polare cui dobbiamo tendere è la raccolta differenziata ed il riciclo di rifiuti.

La Sicilia oggi differenzia fino al 40,3%, nonostante ci siano un gran numero di comuni virtuosi, che superano ampiamente l’80% di differenziata.

Purtroppo l’Isola paga l’inefficienza organizzativa delle tre città metropolitane: Palermo, Messina e Catania, che raccoglie appena l’8,6%.

Bisogna chiudere la stagione delle discariche, non possiamo più inviare all’estero i nostri rifiuti a costi esorbitanti o, peggio ancora, continuare a bucare il suolo siciliano per riempirlo di rifiuti.

Serrati i controlli e la supervisione nei luoghi della movida a San Leone, da parte delle forze dell’ordine, per contrastare risse e spaccio di sostanze stupefacenti ed infatti i poliziotti della sezione volanti della questura, nella notte di venerdì hanno intercettato e arrestato un gambiano di 20 anni, in possesso di hashish. Il tutto sotto gli occhi dei giovani che affollavano la zona balneare per assistere alla partita di calcio della nazionale italiana. I poliziotti hanno notato strani movimenti del giovane, hanno proceduto alla perquisizione e lo hanno trovato in possesso di pochi grammi di droga e dunque arrestato in flagranza di reato per detenzione di sostante stupefacenti ai fini di spaccio.

La movida cosentina, sotto la lente di ingrandimento anche dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Agrigento, che insieme alla polizia , setacciano l’intero quartiere balneare.

 

 

 

Esperienza singolare quella di un turista milanese di 86anni, che a Lampedusa, ha rischiato grosso, finendo in mare con la propria auto.

Probabilmente una disattenzione, che però alla fine è finita bene, considerato che nessun danno ha subìto l’uomo. La sua auto invece è stata ripescata con una gru. Sul posto sono intervenuti il personale medico che ha effettuato gli accertamenti del caso sull’uomo, e i carabinieri della stazione, che hanno provveduto a ritirargli la patente.