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La prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato con a latere Giuseppa Zampino e Alfonso Pinto, hanno sentenziato 3 condanne e 7 assoluzioni nell’ambito dell’inchiesta anti-usura a Canicattì cosiddetta “Cappio”. Sono stati inflitti 8 anni e 10 mesi di reclusione ad Antonio Maira, 71 anni, 5 anni ciascuno al fratello Giuseppe Maira, 66 anni, e a Giuseppe Lo Brutto, 57 anni, tutti di Canicattì. Assolti Angelo Gloria, 59 anni, Giuseppe Zucchetto, 47 anni, Calogero Liuzzi, 41 anni, Ivan Sciabbarrasi, 45 anni, Antonio Gianluca Canicattì, 37 anni, anche loro tutti di Canicattì, e poi Angelo Valletta, 65 anni, di Enna, e Giuseppe Liuzzi, 39 anni, di San Cataldo.

Si è svolta ieri in Prefettura una riunione del Comitato Provinciale  per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, integrata con la presenza di un funzionario della Zona Telecomunicazioni della Polizia di Stato per la Sicilia Occidentale,  per analizzare le specifiche tecniche dei progetti, presentati dai 14 comuni della provincia partecipanti al bando emanato dal Ministero dell’Interno, finalizzati all’installazione di impianti di videosorveglianza, i cui rappresentanti hanno partecipato all’incontro in videoconferenza.

Di tali Comuni 13 avevano già sottoscritto i “Patti per la sicurezza Urbana” nel 2018 mentre uno lo ha sottoscritto contestualmente alla presentazione del progetto.

 I progetti sono stati valutati positivamente dal Comitato Provinciale sotto il profilo dell’opportunità di installare impianti di videosorveglianza in considerazione dell’apporto preventivo fornito in relazione al compimento di azioni delittuose sia nell’ottica di un eventuale intervento repressivo. Sotto l’aspetto tecnico 13 progetti sono stati valutati positivamente, con qualche indicazione circa accorgimenti specifici cui attenersi in fase di esecuzione qualora finanziati, mentre per un progetto non è stato possibile effettuare un’analisi tecnica per carenza di specifiche di dettaglio.

Con le Forze di Polizia è stata, inoltre, esaminata l’incidenza dei fenomeni di criminalità diffusa nei singoli Comuni interessati, considerata requisito essenziale da trasmettere a corredo dei progetti.

Le proposte progettuali, accompagnate da  relazioni del Prefetto, sono stati quindi trasmessi al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, ove sarà costituita un’apposita Commissione per la valutazione degli stessi e per l’attribuzione di posizione in graduatoria secondo i criteri fissati nel Decreto del medesimo Ministero del  9 ottobre 2021.

Il Prefetto ha espresso condivisione per le proposte presentate auspicando che le condizioni proposte dai Comuni per la realizzazione degli impianti abbiano utile riscontro al successivo vaglio ministeriale.

Restituire la Casa natale di Luigi Pirandello alla terra a cui appartiene; farla conoscere e ri-conoscere anche da chi magari non l’ha mai visitata e abita a poca distanza; ricordarla alle scuole, ai più piccini. Ora che la Casa natale di Luigi Pirandello è stata restituita alla comunità – dopo il lungo e complesso lavoro di adattamento e innovazione che l’ha resa un museo di tradizione sì, ma 4.0 –  si avvia un vero e proprio processo di conoscenza che passa dalle visite didattiche tematiche, dagli incontri e dai laboratori. Il programma stilato da CoopCulture e accessibile gratuitamente su prenotazione,  andrà avanti fino al 4 gennaio con un fitto calendario di appuntamenti. E’ previsto un ciclo di visite in  italiano e in inglese dedicate proprio al nuovo assetto della Casa museo, al progetto multimediale di valorizzazione che andrà di pari passo alla storia del drammaturgo. Le visite sono già partite sabato scorso, i prossimi appuntamenti saranno giovedì 16, poi da domenica 19 a mercoledì 22 dicembre, quattro turni giornalieri alle 11, alle 12 , alle 16 e alle 17. Venerdì e sabato (17 e 18 dicembre), ogni ora dalle 11 alle 16, speciali percorsi pensati per le scuole. Gli esperti di CoopCulture saranno a disposizione per accompagnare docenti, studenti e genitori e raccontare il nuovo spazio multimediale ed esperienziale. L’idea è quella che la Casa museo possa trarre sempre nuova linfa dal confronto continuo con i suoi fruitori, di oggi e di domani. Partecipazione gratuita. Prenotazione consigliata su edu@coopculture.it

Domenica (19 dicembre) alle 16 Pirandello incontra i bambini. Sarà organizzato il laboratorio didattico e storytelling su “Il treno delle maschere: Ciaula, Mattia, Liolà e gli altri”. Si immaginerà che tutti i personaggi nati dalla penna di Pirandello, si ritrovino sullo stesso treno del drammaturgoPersonaggi tristi, fringuelli allegri, uomini che hanno perso il senso della vita e altri che lo stanno cercando, da Mattia Pascal con il suo bel cappello a Vitangelo Moscarda col suo bel nasone, senza dimenticare Ciaula, Liolà… Durante il laboratorio ogni bambino potrà scegliere il suo personaggio e sulle sue particolarità, costruire la sua maschera.

Santo Stefano a Casa Pirandello? Sì, perché il 26 e 27 dicembre (alle 11, alle 12, alle 16 e alle 17) sarà proposto un percorso tra i protagonisti e le storie del Natale che sbucano dai testi del drammaturgo che spesso ha raccontato di umili e dimenticati. Durante la visita alla Casa museo, i partecipanti potranno scoprire lo “scrittoio” multimediale e scorrere alcune delle novelle più note proprio attraverso il taccuino e gli appunti di Pirandello. Il 28 dicembre e il 4 gennaio (sempre alle 17) i due primi Martedì pirandelliani, costruiti con la Fondazione Teatro Pirandello. Giornate dedicate all’approfondimento dei romanzi, delle novelle e del teatro di Pirandello attraverso letture, note, brani recitati e interpretati. Sarà la città ad entrare nel Caos e ad uscirne arricchita. Il 2 gennaio alle 11 e alle 16Capodanno a Casa Pirandello: visite no stop per le famiglie, laboratorio Pirandello e intrattenimento per i bambini a cura della Casa del Musical di Agrigento. Spettacolo per tutti ma con un occhio per i più piccoli per i quali arriverà in anticipo la Befana con una piccola sorpresa: un dono speciale per leggere, scrivere, cantare ed imparare parole nuove divertendosi.

CALENDARIO

16/ 19/ 20/ 21/ 22 dicembre alle ore 11 /12 /16  e 17

Incontri, il letterato, la sua storia e la multimedialità

ciclo di visite guidate in italiano e inglese.

 17 e 18 dicembre

Pirandello incontra la scuola: ogni ora dalle 11 alle 16

prenotazione edu@coopculture.it

19 dicembre alle 16

Pirandello incontra i bambini.

“Il treno delle maschere: Ciaula, Mattia, Liolà e gli altri”.

Laboratorio didattico e storytelling.

26  e 27 dicembre alle ore 11/ 12/ 16 e 17

La famiglia al museo: Natale a Casa Pirandello.

28 dicembre e 4 gennaio alle 17

I Martedì pirandelliani

con la Fondazione Teatro Pirandello

2 gennaio alle 11 e alle 16

Capodanno a Casa Pirandello

con la Casa del Musical

Sono 1.346 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 31607 tamponi processati. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 1.404. Il tasso di positivita’ scende al 4,3%. L’isola resta al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 18.193 con un aumento di 674 casi. I guariti sono 661 mentre le vittime sono 11 e portano il totale dei decessi a 7.318. Sul fronte ospedaliero sono 510 ricoverati, in terapia intensiva sono 52.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 221 casi, Catania 268, Messina 241, Siracusa 88, Ragusa 96, Trapani 197, Caltanissetta 128, Agrigento 69, Enna, 38.

Dal 15 dicembre, in base al decreto legge 26 novembre 2021, n. 172, è scattato l’obbligo di fare il vaccino per le categorie di lavoratori indicati nella nuova norma approvata alcuni giorni fa. A medici, infermieri e altri operatori sanitari si aggiungono i lavoratori della scuola, compresi i dirigenti scolastici, e del comparto difesa, di sicurezza e soccorso pubblico. E ancora, il personale dei servizi segreti, della polizia penitenziaria, della polizia locale. La legge prevede che siano obbligatori sia il primo ciclo vaccinale che la terza dose.  Lobbligo vaccinale è in vigore, ma la battaglia nelle piazze dei no Vax e di qualche sindacato per l’abolizione di una norma che viene ritenuta discriminatoria non si arresta. Qualcuno ha  fatto ricorso al TAR contro l’obbligo vaccinale per il personale della scuola, invocando la Costituzione e direttive varie della comunità europea. Nel frattempo i TAR di Friuli Venezia Giulia e Puglia, respingevano il ricorso, presentato da alcuni operatori sanitari, per la Violazione dell’art. 32 co. 2 ultima parte della Costituzione: l’imposizione obbligatoria di vaccino sperimentale autorizzato in deroga viola la dignità della persona umana ridotta a cavia”, ritenuta anche in contrasto con l’art. 36 “ in quanto si è in presenza di trattamenti sanitari sperimentali imposti per legge, attraverso la minaccia di ricatto sostanzialmente occupazionale. “Trascinare” il personale scolastico a ricorsi inutili e costosi, è indicibile. Semmai è opportuno “trascinare” il personale scolastico verso una giusta causa, aprendo una seria vertenza che deve mirare ad  una rivalutazione del mondo “ermetico” della scuola, a partire dagli stipendi degli insegnanti e degli Ata, delle aule di appena  35 metri quadri con 25 alunni, della precarietà di chi attende da anni la giusta sistemazione, della mancata assistenza alla inclusione dei bambini disabili gravi e gravissimi, i mancati interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza delle scuole.

I dati sulla sicurezza e sul conseguente rischio sismico per gli edifici scolastici, ha rivelato la netta divisione tra centro-nord e sud: nel meridione 3 scuole su 4 si trovano in aree a rischio sismico. Il rischio di terremoti è ben conosciuto nel nostro paese, ma poco è stato fatto  in ambito scolastico per combatterlo. Bisogna mettere le mani e la mente sulle risorse del PNRR  che dovranno essere spese soprattutto per riequilibrare i divari scolastici tra Nord e Sud.  Le risorse debbono essere usate prioritariamente per riequilibrare questi divari, investendo risorse finanziarie dove ce n’è più bisogno per fragilità strutturale, come le aree interne più soggette a fenomeni di dissesto e per fragilità sociale legata alla povertà educativa e materiale, come le periferie urbane. Queste sono le vertenze serie da intraprendere. Le altre sono strade disconnesse che non spuntano.

Domani in considerazione della tragedia che ha colpito il paese di Ravanusa e in occasione dei funerali di Stato per commemorare quanti hanno perso la vita nell’esplosione, l’ANCI Sicilia in segno di lutto e di vicinanza alle famiglie delle 9 vittime e alla comunità guidata dal sindaco Carmelo D’Angelo, invita i comuni dell’Isola a esporre le bandiere a mezz’asta.

Scatta da oggi, anche in provincia di Agrigento, la vaccinazione anticovid-19 per i bambini di età compresa fra i cinque e gli undici anni. Le somministrazioni saranno curate dall’equipe dei pediatri ASP presso i presidi ospedalieri di Agrigento, Licata, Ribera, Sciacca e Canicattì dove gli ambulatori stanno gradualmente “cambiando faccia” per divenire sempre più accoglienti, colorati e a misura di bambino (nelle foto il setting allestito presso l’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera). Per la settimana in corso le somministrazioni saranno effettuate solo oggi e domani dalle nove alle tredici (ad esclusione quindi delle giornate di sabato e domenica) mentre a partire da lunedì 20 dicembre avverranno tutti i giorni, compresi i festivi, dalle nove alle quattordici ed il martedì e giovedì anche in orario pomeridiano. La prenotazione può essere effettuata collegandosi alla piattaforma governativa (prenotazioni.vaccinicovid.gov.it) predisposta da Poste Italiane, oppure attraverso il sito Sicilia Coronavirus, da dove è possibile scaricare anche la modulistica relativa alla vaccinazione. Il giorno della somministrazione del vaccino i bambini dovranno avere cinque anni compiuti e sarà necessaria la presenza di un genitore, o tutore legale, il quale dovrà dichiarare di avere informato l’altro genitore.

La vaccinazione permette anche ai più piccini di difendersi dal covid-19 e, al contempo, limita fortemente la circolazione del virus in un periodo in cui si assiste ad una sensibile ripresa dei contagi.

Questa mattina, il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili On. Giancarlo Cancelleri presente alla demolizione, con esplosione controllata, del Viadotto S. Giuliano, al km 62+700 della SS 640 “Strada degli Scrittori”.
“Oggi un altro importante passo avanti per la SS640. Demolito qualche mese fa il vecchio Viadotto Salso, oggi abbiamo proceduto alla demolizione del Viadotto S. Giuliano. Dopo tante controversie e problematiche che hanno rallentato e bloccato i lavori su questa strada, con tanti sforzi, ricominciamo a vedere il completamento di importanti fasi dei lavori. I cantieri su questa infrastruttura procedono ed io, come promesso sarò presente ad ogni avanzamento per garantire l’esecuzione degli stessi e raccontare al territorio che quest’opera sarà presto consegnata” dichiara il Sottosegretario Giancarlo Cancelleri.
“Il ponte San Giuliano, chiuso nel 2017, oggi è stato demolito per i primi 700 metri. Facciamo spazio alla ricostruzione del nuovo viadotto. In questi giorni al Mims stiamo rimodulando i fondi di sviluppo e coesione che ci permetteranno di avere il nuovo finanziamento di 58 milioni di euro, entro il 2021 avremo tutti i soldi disponibili. Grazie al progetto esecutivo di ricostruzione potremo già nel prossimo anno procedere alle determinazioni di Anas per la ricostruzione. Con la demolizione di oggi, facciamo inoltre spazio al completamento della bretella provvisoria che permetterà di avere una viabilità consona sia per il territorio di Caltanissetta che per quello di Agrigento”, continua il Sottosegretario.
“L’obiettivo continua ad essere quello di non fermare più i lavori fino a consegnare l’opera completa” ribadisce soddisfatto Cancelleri.
“Mi preme sottolineare che la demolizione del Viadotto S. Giuliano non è assolutamente un capriccio, era un viadotto fortemente compromesso dal punto di vista strutturale, proprio perché non garantiva la sicurezza a chi lo percorreva, era chiuso al traffico da anni. Questo viadotto e la sua interdizione ha rappresentato il simbolo negativo di questo cantiere e dei disagi purtroppo subiti dalla comunità di questo territorio. Oggi è stata demolita parte significativa del viadotto e questo permetterà di procedere soprattutto con i lavori del bypass, per agevolare la viabilità ed eliminare non pochi disagi nell’attesa del completamento della Galleria Caltanissetta” commenta.
“La Sicilia ha bisogno di risultati, di riscatto, di normalità. Due anni fa questo cantiere era fermo e le imprese coinvolte nel concordato fallimentare della CMC rischiavano di fallire. Oggi i lavori procedono con ritmo spedito, con il Salva Opere lo Stato ha pagato i crediti che le imprese vantavano per lavori già eseguiti, così si è letteralmente evitato il collasso del tessuto economico di questo territorio. L’ obiettivo è consegnare la nuova SS 640 conforme agli standard europei al più presto. Un’infrastruttura moderna e sicura che il territorio aspetta da decenni”

False aziende con finti posti di lavoro che servivano per ottenere indennizzi reali per infortuni simulati: secondo il pubblico ministero Gloria Andreoli i 53 imputati devono essere tutti condannati: le pene richieste sono comprese fra i 4 e i 12 anni di reclusione.

Il processo scaturito dall’inchiesta “Demetra”, che ipotizza una colossale truffa ai danni di Inps e Inail, è arrivato agli sgoccioli a distanza di 8 anni dall’operazione dei carabinieri, scattata il 28 giugno del 2013.

In carcere erano finiti l’imprenditore Giorgio Lo Presti, 67 anni, di Porto Empedocle, e l’assicuratore Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 57 anni, di Raffadali, ex consigliere provinciale. Arresti domiciliari per gli empedoclini Salvatore Borsellino, 40 anni; e Giuseppe Gangarossa, 45 anni, ritenuti componenti della banda, per il medico dell’Inail Salvatore Conti, 64 anni, di Agrigento; e Salvatore Russo, 44 anni, radiologo di Aragona.

Divieto di dimora in provincia per Luca Di Stefano, 38 anni; obbligo di presentazione alla pg per Daniele Moscato, 39 anni, entrambi empedoclini, presunti collaboratori del sodalizio.

Tutto sarebbe ruotato attorno ad alcune aziende fantasma (la più grossa sarebbe stata la “Demetra”, riconducibile a Lo Presti) attraverso le quali si mettevano in piedi rapporti di lavoro fittizi che servivano poi per ottenere consistenti indennità di disoccupazione oppure indennizzi da infortuni che venivano simulati con la compiacenza di medici. Nella lista degli indagati inizialmente c’erano 86 persone.

La pena più alta – 12 anni di reclusione – è stata proposta per Terrazzino. Queste le altre richieste: Fabrizio Santamaria (9 anni); Giorgio Lo Presti (12 anni); Salvatore Tortorici (8 anni e 8 mesi); Giacomo Giuca (8 anni e 10 mesi); Ernesto Lo Presti (4 anni); Francesco Ceraulo (4 anni); Carmelo Colombo (4 anni); Giuseppe Gangarossa (8 anni e 8 mesi); Giovanni Salemi (5 anni e 4 mesi); Jessica Giglio (4 anni) ; Cristian Giardino (4 anni) ; Francesco Di Grado (4 anni); Salvatore Russo (11 anni e 6 mesi) ; Salvatore Conti (12 anni) ; Aymen Merdassi (4 anni);  Ruben Angelo Arrigo (4 anni); Michele Baldarelli (4 anni).

Chiesto, inoltre, il non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti di 34 persone: Francesco Di Stefano, Leonardo Diana, Giuseppe Valenti, Antonio Volpe, Gerlando Salemi, Fabio Sorrentino, Maurizio Sorrentino, Francesco Sacco, Salvatore Lo Vetro, Francesco Agnello, Giovanni Trupia, Michele Trupia, Calogero Sammartino, Calogero Seddio, Elia Adriani, Calogero Adriani, Domenico Cimino, Calogero Donato, Salvatore Donato, Angelo Gangarossa, Giuseppe Lombardo, Mario Lombardo, Calogero Lombardo, Emanuele Lombardo, Giacomo Lombardo, Gioacchino Barrale, Alfonso Cumella, Salvatore Mazza, Alessandro Termini, Gerardo De Rosa, Giovanna Frenna, Khemaies Balghaj, Laida Mohamed Ben Ali e Gerlando Sanfilippo.

“Noi in queste ore abbiamo sotto gli occhi questa tragedia immensa di Ravanusa, uno scenario di un paesino che sembra bombardato. L’intero paese è un paese a franosità diffusa con frane attive censite. I sottoservizi, la rete, ci penseranno i magistrati a capire cosa realmente è accaduto però davvero questa tragedia mostra ancora una volta la fragilità dell’Italia, un Paese costruito anche su aree franose, alluvionali, nell’assenza di manutenzione e opere di sicurezza. Noi abbiamo il 90% dei comuni è con aree ad elevato rischio idrogeologico – ha dichiarato Erasmo D’Angelis, Segretario Autorità Distrettuale Appennino Centrale – e quasi 12 milioni di persone vivono su frane o in aree a rischio alluvioni. In Sicilia ben 311 Comuni su 390 sono senza un Piano Regolatore. Ora c’è una reazione straordinaria dell’Italia in questo periodo. Le alluvioni sono fenomeni da pandemia catastrofica, pensiamo al clima ad esempio. Quest’anno abbiamo avuto furiosi incendi, alluvioni, cicloni tropicali. La pandemia è spaventosa ma lo sono anche le alluvioni ed allora mi chiedo : perché non ci sono reazioni corali come è avvenuto per la pandemia? Le risorse ci sono ma perché non si spendono? Vorrei che la grande Scienza della Terra, la Geologia che la politica ha ridotto a scienza commemorativa e non preventiva, Il geologo deve essere in ogni angolo dell’Italia, il geologo è il presidio per la tutela della nostra sicurezza in un Paese che è un incrocio straordinario di concause di rischi naturali”.

ISPRA ha censito in Italia ben 620.000 frane,