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A Porto Empedocle i Carabinieri della locale Stazione, a fronte di quanto disposto dal decreto Conte dell’8 marzo, hanno denunciato 48 persone sorprese a partecipare in strada ad un corteo funebre verso il cimitero comunale. Sono stati alcuni cittadini a segnalare al 112 la violazione del decreto Conte. I 48 sono stati identificati e denunciati a piede libero per violazione dell’articolo 650 del codice penale, ovvero il mancato rispetto degli obblighi imposti dall’Autorità, tra ammenda di 200 euro e arresto fino a 3 mesi.

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha deciso, d’intesa con i capigruppo parlamentari, di sospendere l’attività legislativa del Parlamento fino al 18 marzo. Miccichè ha firmato un’apposita circolare, sulla base del decreto del presidente del Consiglio dei ministri dello scorso 8 marzo, al fine di contrastare il diffondersi del Covid-19. Anche le Commissioni legislative si riuniranno dal 18 marzo in poi, ma eventuali audizioni potranno essere effettuate esclusivamente tramite video-conferenza. Con la stessa circolare, il presidente dell’Ars ha prorogato di venti giorni il termine per la concessione di eventuali pareri. A Palazzo dei Normanni è inoltre vietato l’accesso del pubblico fino al 22 marzo. Infine, la Presidenza dell’Ars, nel riservarsi di adottare eventuali e successivi provvedimenti, ha raccomandato il rispetto delle prescrizioni del decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Lo scenario che si va configurando con l’aumento dei casi di Coronavirus in Sicilia necessita di essere contrastato con maggiore vigore e restrizioni nonché poteri a chi è impegnato in prima linea sul territorio. Pertanto per contrastare l’epidemia di coronavirus ritengo necessario coinvolgere l’ufficio di presidenza della commissione salute in rappresentanza dell’intero parlamento regionale e tutte le forze politiche per avviare una strategia sinergica  maggiormente efficace e di più ampia sicurezza per i territori e i cittadini siciliani”.
Lo dichiara il deputato regionale l’On.Carmelo Pullara Vice presidente VI commissione salute all’Ars.
Per questo motivo- dichiara Pullara- ho chiesto con urgenza, se sara’ possibile,una nuova convocazione in VI commissione dell’  assessore alla salute Ruggero Razza.
Nel corso dell’audizione – dichiara Pullara – chiederò all’ Assessore e per il suo tramite al Presidente della regione  Musumeci, di coinvolgere pienamente l’Ufficio di Presidenza della Commissione Salute, in rappresentanza dell’intero parlamento e di tutte le forze politiche, anche per assumere congiuntamente seppur nella diversa posizione e responsabilità di eventuali drastiche decisioni per il contrasto dell’epidemia di Coronavirus.
Già in una prima convocazione qualche settimana fa era stata avviata una richiesta di sinergia con la Commissione, ma ritengo  – dice Carmelo Pullara, Vicepresidente VI Commissione –  che fino ad oggi l’Assessorato abbia coinvolto molto poco il parlamento regionale, che rimane all’oscuro, disinformato e in ritardo sulle decisioni prese dall’ Assessorato in merito alle misure di contrasto dell’epidemia di Coronavirus.
Il maggiore coinvolgimento dei parlamentari, democraticamente eletti in rappresentanza dei territori, potrebbe, invece – prosegue Pullara –  rendere più efficace le azioni decise dall’ Assessorato.
Sono certo – conclude Pullara  –  che il lavoro di squadra e la sinergia tra organi esecutivo e legislativo non può che accrescere l’efficacia delle misure e la realizzazione concreta degli indirizzi di salute pubblica portando a fattore comune le singole esperienze.

Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti riunitosi in sessione straordinaria quest’oggi a Roma in video conferenza, nel rispetto delle prescrizioni inserite nel dpcm sull’emergenza Covid19, ha adottato il provvedimento di sospendere tutte le attività fino al prossimo 3 aprile. “Come Consiglio Direttivo della LND abbiamo ritenuto che non bastasse fermarsi alle prescrizioni contenute nel D.P.C.M. approvato l’8 marzo ma che bisognasse adottare una decisione coerente con il momento che il Paese sta vivendo” – ha dichiarato il numero uno della LND Cosimo Sibilia. “La tutela della salute di tutti coloro che sono impegnati nelle nostre attività, infatti, – ha tenuto a precisare Sibilia – doveva e deve restare l’obiettivo primario da raggiungere, ma anche il punto di partenza per considerare quale impatto poteva e può avere l’organizzazione delle tante gare che ogni settimana caratterizzano la nostra attività. E’ un contributo necessario che il mondo del calcio dilettantistico italiano deve dare per superare il momento di difficoltà che sta attraversando la nostra nazione”.  Per garantire la salute di tutti coloro che operano quotidianamente al servizio del mondo dilettantistico, il Consiglio Direttivo ha inoltre disposto la riduzione dei servizi al pubblico presso tutte le sedi LND, sospendendo tutti quelli connessi all’attività agonistica. Contemporaneamente la salute degli stessi sarà garantita da appositi piani di sanificazione degli ambienti di lavoro. Tra gli altri provvedimenti assunti dal CD il rinvio del Torneo delle Regioni di calcio a cinque (in programma in Veneto dal 3 al 10 aprile), l’annullamento della fase nazionale del campionato Juniores Regionale e la richiesta al Presidente Federale Gabriele Gravina di sospendere il decorso dei termini previsti dal Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, così da evitare eventuali estinzioni dei procedimenti pendenti presso gli organi di Giustizia Sportiva. Quanto alla sospensione di tutte le attività il Presidente della LND, rivolgendosi a società e tesserati con un proprio messaggio, ha evidenziato che “In termini numerici il movimento calcistico dilettantistico rappresenta il più importante momento di coinvolgimento di persone. Il che, inevitabilmente, significherebbe prevedere la partecipazione di medici, ambulanze, forze dell’ordine, che, ci pare di poter affermare, rappresentano risorse, umane e non solo, che in questo particolare momento è opportuno vengano destinate ad altri e più importanti compiti”.

“Tutta l’Italia è zona rossa” – torna a sostenere il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto precisando che :  “Tutti siamo in emergenza. Tutta l’ Italia sia considerata zona rossa per gli enormi danni economici subiti da molti settori produttivi, principalmente quello culturale e del turismo. Per le emergenze che stiamo affrontando ogni giorno. Per le conseguenze che tutti stiamo sopportando . Quel che sta subendo Agrigento, la provincia e tutta la Sicilia è ben noto.  Il Governo nazionale richiede senso di responsabilità e sacrificio a tutti, cittadini e amministratori, in tutto il Paese. Il Governo nazionale – conclude Firetto –  con la stessa responsabilità garantisca che tutte le famiglie e le imprese possano avere stesse condizioni per contrastare e superare questa crisi”.

Due riberesi che sono risultati positivi al tampone sono stati posti in quarantena. Ancora non chiare le cause del contagio; forse è avvenuto fuori dal territorio di Ribera.

Il sindaco Pace, che ieri ha diffuso un videoappello ai riberesi sull’osservanza scrupolosa delle norme contenute nei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Presidenza della Regione, invita la popolazione a vigilare in modo ancora più serrato.

La precauzione è il modo principale per prevenire il contagio e la sua diffusione. Rimanere a casa, uscendo solo per necessità, è certamente la difesa migliore.

“La politica, anche quella siciliana, sia all’altezza della sfida. Con le dovute cautele e precauzioni non si deve fermare l’attività legislativa del
parlamento regionale. Occorre dare un segnale di maturità: in un momento in cui si chiede, giustamente, di mantenere operativi i servizi amministrativi essenziali, non possono essere i deputati regionali a disertare dai loro compiti. L’Ars si assuma le proprie responsabilità, anche per non lasciare solo il governo regionale nell’affrontare i giorni difficili che abbiamo davanti”.
Lo dichiara il presidentre della commissione antimafia all’Ars Claudio Fava.

La provincia di Agrigento si colloca al secondo posto in Sicilia dopo Catania. Quasi certamente ad alzare il numero dei casi in provincia di Agrigento  è Sciacca con il caso sorto all’interno dell’ospedale Giovanni Paolo II.
Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (lunedì 9 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
In totale sono 54 i pazienti, di cui 19 ricoverati (uno in terapia intensiva per precauzione), 34 in isolamento domiciliare e uno guarito, come già comunicato ieri:
Agrigento, 11; Catania, 27; Enna, 1; Messina, 2; Palermo, 10; Ragusa, 1; Siracusa, 2.
Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.
Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.

In seguito al decreto del Governo per contenere la diffusione del Coronavirus Covid-19, si rende necessario predisporre responsabilmente alcune misure di sicurezza. L’ingresso agli uffici dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia sarà limitato, si potrà accedere uno alla volta, mantenendo una distanza di sicurezza di almeno un metro dal personale.

Invitiamo tuttavia i colleghi a presentarsi personalmente presso i nostri uffici solo in caso di pratiche urgenti, non risolvibili telefonicamente o via web.
Sempre in base alle disposizioni governative si informa che i corsi di formazione promossi dall’Ordine regionale sono sospesi fino al 3 aprile.

Restano comunque validi i corsi online.

Tornavano dal nord, ognuno di loro per svariati motivi, forse non riflettendo bene sui contenuti del nuovo decreto legge o molto più probabilmente perché non avranno fatto in tempo a rientrare prima della emanazione dello stesso decreto.

Sta di fatto che un primario dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e tre due medici anestesisti sono attualmente in quarantena (obbligata) in attesa dei dovuti accertamenti.

Tale circostanza non esclude il fatto che possono non essere effettuati alcuni interventi operatori già programmati e che abbiano precedenza solo i casi urgenti.