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Oggi mercoledì 4 aprile, ricorre il 26° anniversario dell’omicidio del maresciallo maggiore Giuliano Guazzelli, originario di Menfi, memoria storica antimafia nell’Agrigentino, conosciuto tra gli investigatori come “Il mastino”, medaglia d’oro al valor civile alla memoria. La cerimonia di commemorazione è iniziata ad Agrigento al Santuario di San Calogero con una Santa Messa a cui hanno partecipato i familiari, le autorità locali civili e militari. Poi è stata deposta una corona d’alloro sul viadotto Morandi, luogo dell’agguato, dove sorge la targa commemorativa.

A Licata ucciso l’imprenditore agricolo Angelo Carità, già condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Giovanni Brunetto ma libero per decorrenza dei termini.

Lunedì 2 aprile 2018, giorno della Pasquetta, nella tarda mattinata, a Licata, nei pressi di via Palma, colpi di pistola forse calibro 7,65, almeno tre o quattro, alla testa e alle spalle, sono stati sparati contro un uomo pronto alla guida della sua Fiat Uno Verde, colto di sorpresa intento ad entrare dentro l’abitacolo, in prossimità di un suo appezzamento di terreno. La moglie, preoccupata del mancato ritorno a casa del marito, si è recata al podere e lo ha scoperto cadavere. I Carabinieri della Compagnia di Licata e del Reparto Operativo di Agrigento indagano. La vittima dell’agguato è Angelo Carità, 62 anni, già condannato al carcere a vita in primo grado ma libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Angelo Carità è stato imputato di sequestro di persona, omicidio aggravato e occultamento di cadavere, ed è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Agrigento. E poi, isolamento diurno per un anno, il tutto invocato in requisitoria dal pubblico ministero, Salvatore Vella. Il 28 ottobre 2013 a Canicattì in un terreno è stato scoperto il cadavere dell’imprenditore agricolo di Licata, Giovanni Brunetto, 60 anni. Il giorno seguente è stato arrestato una seconda volta Angelo Carità, anche lui imprenditore agricolo, già in manette il 20 maggio precedente. Di Giovanni Brunetto, infatti, non vi è stata più nessuna traccia dal 7 maggio 2013. Brunetto sarebbe stato creditore, di una somma tra i 40 e i 100mila euro, verso Angelo Carità. Il primo prestito risale al 2006, quando Carità avrebbe chiesto a Brunetto alcune migliaia di euro per sbloccare un’eredità, promettendogli anche una percentuale in compenso. Il 10 maggio 2013, lungo la strada statale 123, tra Canicattì e Campobello di Licata, è stata scoperta parcheggiata in una piazzola di sosta l’automobile, una Fiat Punto, di Brunetto. La vittima avrebbe più volte litigato, anche animatamente, con il suo debitore, Angelo Carità. E l’ultima volta lo scontro si è scatenato la mattina del 7 maggio 2013, innanzi ad un bar a Licata. L’analisi delle celle telefoniche del cellulare di Carità ha svelato che, contrariamente a quanto dichiarato, il pomeriggio del 7 maggio Angelo Carità è stato nei pressi di Naro, laddove è stata poi scoperta l’automobile di Brunetto. E poi, il 28 ottobre, il corpo senza vita di Giovanni Brunetto è stato recuperato in un terreno agricolo a disposizione di Angelo Carità, a Canicattì, in contrada Casalotti. Il terreno è di proprietà di un avvocato di Canicattì, e Angelo Carità si è occupato di lavori agricoli nello stesso terreno dove durante lo stesso periodo incriminato sono stati compiuti lavori di movimentazione terra. L’11 ottobre il terreno è stato sequestrato, al fine di scavare e scoprire se vi fosse stato seppellito Giovanni Brunetto. Il cadavere è emerso, ed è stato riconosciuto dai familiari.

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Il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, interviene a commento delle contestazioni che la Sezione di controllo della Corte dei Conti ha rivolto a tutti i gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale per il modo in cui, soprattutto i più numerosi, hanno utilizzato i fondi destinati ai contratti dei collaboratori esterni e dei cosiddetti dipendenti stabilizzati. Miccichè afferma: “Dal prossimo anno cambierà tutto. Non sarà più consentito lo spreco di risorse pubbliche per assunzioni di portaborse e collaboratori clientelari. Taglieremo la somma destinata a ogni singolo parlamentare. Già nel gennaio scorso, avendo presagito che la pioggia di assunzioni avrebbe avuto come conseguenza che il numero dei precari superasse quello del personale a tempo indeterminato dell’Assemblea, avevo invitato i capigruppo a selezionare il personale e a scegliere collaboratori qualificati da retribuire in base alla loro effettiva professionalità, sottolineando la necessità di dare priorità ai cosiddetti stabilizzati”.

Con sentenza della Corte di Cassazione, sono diventate definitive le condanne per due cugini di Palma di Montechiaro, Domenico Pace, a cui sono stati inflitti 11 anni e 1 mese di reclusione, e Totuccio Pace, 11 anni di carcere, imputati nel processo denominato “Palma Import” su una presunta organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti dalla Germania verso il paese del Gattopardo
Per Domenico Pace i giudici della Suprema Corte hanno annullato senza rinvio la sentenza per alcuni reati, perché estinti, rideterminando la pena inflitta.
L’inchiesta antidroga “Palma Import” si concluse con numerosi arresti nel 2007. Fu sgominato un traffico di cocaina ed eroina dalla Germania verso la Sicilia. Sulle automobili o sui pullman di linea. Nel processo di primo grado le persone condannate furono 16. a Corte di Appello ha poi ridotto alcune pene,

Il Tribunale Europeo ha condannato l’Italia, che si rivarrà sulla Sicilia, per l’utilizzo illegittimo di 380 milioni di euro del Fondo sociale europeo. Si tratta del pacchetto di contributi che Bruxelles stanzia per aiutare i disagiati e diminuire il tasso di disoccupazione. Tra il 2005 e il 2006 la Regione Sicilia avrebbe utilizzato parte di tali contributi, 380 milioni di euro, per coprire le spese dei precedenti corsi di formazione professionale. Più in particolare, per evitare il disimpegno dei fondi europei non utilizzati, e per risparmiare somme del bilancio regionale, i dipartimenti Formazione e Programmazione dell’epoca caricarono la spesa dei corsi di formazione professionale nel Fondo sociale europeo. La Regione Sicilia ha presentato appello, attraverso l’ambasciata italiana, ma il Tribunale Europeo lo ha respinto. Adesso la giunta Musumeci ha chiesto all’ambasciata italiana a Bruxelles di valutare un ulteriore appello avverso tale sentenza, nella speranza di poter ancora avere almeno una parte di quelle somme.

Le Amministrative dopo le Politiche sarebbero utile traccia per la formazione del governo nazionale. E in Sicilia banco di prova per i 5 Stelle. I dettagli di rilievo.

E’ trascorso un mese dalle elezioni Politiche, e tra due mesi sarà la volta delle Amministrative, in un contesto politico ribollente di incertezze e del tutto imprevedibile, per colpa della legge elettorale che ha innalzato troppo l’asticella del premio di maggioranza, al 40%, provocando l’attuale ingovernabilità, a meno di fidanzamenti teoricamente improponibili. In tutta Italia, dopo le Regionali in Molise il 22 aprile e in Friuli Venezia Giulia il 29 aprile, il prossimo 10 giugno saranno 797 i Comuni alle urne per rinnovare i consigli comunali ed eleggere i sindaci. In Sicilia sono 137 i Comuni interessati dal voto, quindi uno su tre, tra cui cinque capoluoghi di provincia, Catania, Messina, Siracusa, Ragusa e Trapani. E nell’Agrigentino sono 16 i Comuni in campagna elettorale: Alessandria della Rocca, Burgio, Calamonaci, Camastra, Castrofilippo, Cianciana, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Menfi, Ravanusa, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro e Santo Stefano di Quisquina. E sono tutti Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti, e dunque dove si vota con il sistema maggioritario a turno unico: sarà eletto sindaco colui che ottiene il maggior numero di voti, e la lista collegata si aggiudica i 2/3 dei seggi del consiglio comunale. A Licata, invece, che ha più di 15mila abitanti, si vota con il doppio turno: se al primo turno nessuno dei candidati ottiene la maggioranza assoluta (50% più 1 dei voti), si procede al ballottaggio nella seconda domenica successiva tra i due più votati. Probabilmente i risultati alle Amministrative saranno una traccia utile per formare il governo nazionale, almeno così è secondo il leader della Lega, Matteo Salvini, che, prossimo alle consultazioni, ha dichiarato: “Una bella vittoria del centrodestra lancerebbe un bel segnale al Quirinale”. E, ovviamente, le Comunali in Sicilia rappresenteranno un banco di prova per il Movimento 5 Stelle che alle Politiche del 4 marzo ha sbancato tutti i seggi con un “cappotto” da ko. Particolare attenzione è riservata ai tre Enti Locali di maggiore peso, Trapani, Catania e Messina. A Trapani il Comune è commissariato dopo le elezioni dello scorso anno quando al ballottaggio non è stato raggiunto il quorum dei votanti necessario per eleggere l’unico candidato in corsa dopo il ritiro dell’inquisito Girolamo Fazio. Il Partito Democratico ricorre alle Primarie, forse domenica 15 aprile. Il centrodestra è diviso tra Giuseppe Guaiana, in sintonia con l’ex senatore Antonino D’Alì, e Giuseppe Maurici, gradito a Gianfranco Micciché. Il Movimento 5 Stelle ha indicato, non ancora ufficialmente, Giuseppe Mazzonello. E poi, a Catania, il Partito Democratico ricandida l’attuale sindaco Enzo Bianco. E il centrodestra lancia in corsa l’eurodeputato Salvo Pogliese, di Forza Italia. E il Movimento 5 Stelle propone il docente Giovanni Grasso. Infine a Messina si ricandida il sindaco uscente Renato Accorinti, e poi competono il deputato regionale Cateno De Luca, di Sicilia Vera, e Marina Trimarchi per la Lega Salvini. Il candidato del centrodestra è il professore Dino Bramanti. E il Partito Democratico non ha deciso se votare alle Primarie per la scelta del candidato oppure candidare Felice Calabrò o Antonio Saitta. Il Movimento 5 Stelle scommette sul capo dell’Ispettorato del Lavoro, Gaetano Sciacca. E i centristi di Casini sarebbero pronti a confermare la candidatura a sindaco di Giovanni Ardizzone, ex presidente dell’Assemblea Regionale.

AR Teleacras

Oggi la comunicazione è in costante evoluzione e questo cambiamento coinvolge anche il mondo dell’informazione e del giornalismo, che sempre più spesso si trovano a dover fronteggiare fake news e misinformation. Mai come oggi, quindi, è necessario riuscire a sviluppare nuovi strumenti, nuovi modelli e nuovi linguaggi che possano rispondere alle esigenze del lettore.

Questo manuale, pensato per tutti gli operatori del settore comunicativo, offre un inquadramento teorico preciso dei mass media e un’attenta analisi del profilo dei lettori di oggi. In particolare, è presente un focus sui social network grazie al quale non solo è possibile delineare nuove forme di giornalismo, ma anche le modalità con cui affrontare i cambiamenti in atto, esaminando aspetti come post verità, fake news e misinformation. Nel volume, che vuole essere uno strumento di lavoro, sono presenti anche alcune case-history, in grado di tracciare percorsi comunicativi innovativi e sostenibili.

 

In data odierna presso i locali dell’Area Marina Protetta, Via dei Cameroni Lampedusa, dalle ore 18:00 alle 20:00 la USB terrà un’assemblea aperta a tutti i cittadini e lavoratori, per presentare il “Progetto di Lavoro per Lampedusa” frutto della collaborazione tra, cittadini, associazioni, lavoratori e USB. Saranno presenti in aula il Coordinatore Nazionale USB Costantino Saporito e i Coordinatori Provinciali USB VVF Giovanni Loria e Giacomo Matina. Com’è noto la USB da sempre si interessa delle problematiche sociali della gente, prescindendo dalle specifiche tematiche lavorative. Nel periodo di crisi che colpisce soprattutto gli strati sociali più deboli, il nostro impegno dunque non può che continuare dalla soglia! La porta dell’Italia e per molti la porta d’Europa: Lampedusa!
Il progetto ambisce a risolvere le principali criticità sull’isola di Lampedusa attraverso la creazione di strumenti e strutture, quali: Il diritto alla salute e medicina del lavoro, con la costruzione di un ospedale adeguato alle esigenze del territorio. La sanità e l’edilizia sanitaria non sono solo un costo, ma generano un indotto, un valore aggiunto, benessere sociale: sviluppando una piattaforma tecnologica tra settore sanitario, università e industria che tende proprio a valorizzare e favorire questo aspetto, così facendo Lampedusa può diventare il primo “ospedale del mare” proiettandosi verso una eccellenza unica in Europa. Un Piano del lavoro, la risposta alla crisi dell’isola con la creazione di un contratto standard per il settore turistico e della ristorazione, strumento con il quale la USB vuole far ripartire gli investimenti pubblici e privati, creare nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani attraverso l’innovazione in tutti i campi. Un percorso di confronto con i governi locali per rilanciare gli investimenti a partire dai bisogni prioritari dei territori. In questo modo il sindacato si fa carico non solo di rappresentare i bisogni del lavoro, ma più in generale quelli dei cittadini e delle comunità, cambiati a causa delle dinamiche economiche, demografiche e migratorie di questi anni. La messa in sicurezza del territorio, la bonifica di suoli e siti inquinanti, rappresenta attualmente una delle più rilevanti problematiche per gli interventi di recupero e di risanamento ambientale, in particolare “l’inquinamento elettromagnetico”. Vogliamo proiettare Lampedusa verso una crescita da parte dell’interesse culturale e turistico, facendo diventare questa “oasi”, un patrimonio storico culturale, paesaggistico ed enogastronomico. Uno sviluppo bloccato in particolar modo da un territorio martoriato dall’emergenza immigrazione e militare che non ne permette a pieno lo sviluppo, con gravi ricadute sulla salute dei cittadini. Chiusura dell’Hot-Spot Lampedusa per una questione geografica è sottoposta ad un flusso migratorio di arrivo che non deve vedere l’isola come luogo di “detenzione”, ma di accoglienza sostenibile. Occorre comprendere fino in fondo che la spinta migratoria in atto è la diretta conseguenza di un sistema mondiale caratterizzato da profondi squilibri di ricchezza che, nell’area del Mediterraneo, appaiono in tutta la loro drammatica evidenza. Risoluzione Fiano, nasce da l’idea di un sindacato maturo che dalla protesta arriva alla proposta. Oggi quella risoluzione, che ha preso il nome del politico che ha spostato il progetto USB, “Risoluzione Fiano” è il risultato più grande raggiunto per mettere la parola fine al precariato nei VVF, il secondo più grande precariato di stato, dopo quello della scuola.

 

 

Blitz dei carabinieri della Compagnia di Ribera. I Militari dell’Arma hanno tratto in arresto, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio, un extracomunitario di nazionalità tunisina, residente nel centro crispino e trovato in possesso di 20 grammi di hashish già suddivese in dosi e dunque pronte per essere vendute.

Girgenti Acque S.p.A. comunica che gli operatori della Società, nel pomeriggio di oggi 03/04/2018, hanno riscontrato un guasto alla condotta idrica che approvvigiona la località di c/da San Marco, nel Comune di Sciacca.

Per tale motivo la distribuzione idrica in detta zona (turno 10) è stata temporaneamente sospesa.

Si informa che i tecnici dell’Azienda sono già sul posto per eseguire i necessari interventi di riparazione.

La distribuzione idrica, nella zona interessata, tornerà regolare a conclusione dei dovuti interventi di riparazione, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.