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Altro incidente stradale mortale in Sicilia. Un ragazzo di 14 anni, Andrea Alabiso, è morto a Comiso, in provincia di Ragusa, in via Biscari. Al ragazzo, in sella alla sua moto, è sfuggito il controllo del mezzo a due ruote, e si è ribaltato fuori strada schiantandosi contro un palo e un muretto. Andrea Alabiso è stato intento a rientrare a casa insieme ai genitori, che lo seguivano in automobile. Il 14enne è stato caricato in ambulanza, ma è morto poco dopo l’arrivo all’ospedale Guzzardi di Vittoria.

Non vi sono solo i furbetti del reddito di cittadinanza. I Carabinieri hanno denunciato 28 furbetti dei buoni spesa di età compresa tra i 25 e i 68 anni, residenti tra Viagrande e Aci Bonaccorsi, nel Catanese. I 28 avrebbero falsificato le carte per beneficiare dei ristori contro la povertà, accedendo alla graduatoria e percepire buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari, emessi dallo Stato allo scopo di fornire un ristoro agli indigenti che, nel corso dell’emergenza Covid, non hanno ricevuto nessun altro tipo di sostegno pubblico. I 28 risponderanno di falsità in scrittura privata, rilascio di dichiarazioni mendaci, produzione di atti falsi, e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Finalmente, con l’avvento del nuovo anno, è stato attivato il servizio di raccolta rifiuti differenziata porta a porta nella la zona recentemente interessata dalla rettifica dei confini cosiddetta “Favara Ovest”. Così annuncia l’assessore alla nettezza urbana di Favara, Giuseppe Bennica, che aggiunge: “Pertanto tutti i cittadini residenti in tale quartiere dovranno osservare il calendario di raccolta comunale in vigore nel Comune di Favara. Tutti i servizi, compreso lo spazzamento delle strade ed il ritiro dei rifiuti quindi non incideranno più nelle casse del Comune di Agrigento”. Essendo venuto meno il quartiere Favara Ovest, l’Amministrazione comunale di Agrigento ha chiesto al raggruppamento d’imprese che hanno in appalto la nettezza urbana ad Agrigento di potenziare i servizi in altre zone della città dove è necessario”.

In Sicilia è stata raggiunta quota 18mila persone vaccinate. Si tratta di un risultato brillante, e il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “In questi giorni siamo tra le prime cinque regioni italiane per numero di vaccini somministrati. Abbiamo superato il 40% della dotazione a disposizione. Siamo assolutamente nella media nazionale e in certi casi anche al di sopra. Se da Roma dovessero arrivare puntualmente le dosi che sono già pianificate potremo rispettare i tempi e quindi a fine estate completare la campagna di vaccinazione, coinvolgendo tutte le fasce d’età che vanno dagli anziani fino ai sedicenni. I centri di stoccaggio sono stati finora riforniti puntualmente, con il personale che lavora giorno e notte”.

Si chiama Andrea Castellino il 32enne di Cattolica Eraclea, per il quale il sostituto procuratore Sara Varazi ha chiesto il rinvio a giudizio, con l’accusa di aver diffuso immagini e materiale riservato che riguarda all’ex fidanzata

E’ il primo caso di Revenge Porn, che approda in aula, dall’introduzione della norma, in provincia di Agrigento.

La prima udienza preliminare si celebrerà il prossimo 8 febbraio davanti il Gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco.

Castellino è un lavoratore socialmente utile, lo stesso protagonista della lite con alcuni colleghi in comune qualche giorno fa, che lo ha portato a gettare mobilio dalla finestra e poi all’arresto da parte dei carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea.

Secondo l’accus, Castellino avrebbe diffuso materiale esplicito dell’ex fidanzata,  che lo ha denunciato. In seguito ad una perquisizione delle forze dell’ordine sarebbero stati rivenuti i file nei supporti informatici.

 

Dal 19 Gennaio proseguiranno i webinar di eccellenze in digitale, la nuova edizione del progetto di Unioncamere supportato da Google, il cui obiettivo è aiutare le imprese italiane a far crescere le competenze dei propri lavoratori.

Dopo i primi due webinar di Dicembre, nei prossimi quattro appuntamenti (dal 19 gennaio ogni Martedi alle ore 15:00) si parlerà di Search Optimization (SEO) per rendere la propria impresa più visibile e ottimizzata nelle ricerche web e su come conoscere e presidiare i social network per sceglierli opportunamente in base al proprio business (facebook, Instagram, Twitter e Linkedin). Relazioneranno i Digital Promoter Alessandro Cacciato e Fabio Cimino.

Il perdurare dell’emergenza sanitaria causata dal Covid – sottolinea il commissario straordinario della Camera di commercio di Agrigento Giuseppe Termine – ha contribuito a fare comprendere quanto sia importante per le aziende disporre delle necessarie competenze digitali per potere affrontare meglio le criticità di questo periodo. In questa direzione – aggiunge Termine – lo sforzo del sistema camerale è volto ad offrire alle imprese quegli strumenti che possono rappresentare la differenza per sostenere la competizione nel momento della ripresa, speriamo più presto possibile, del nostro sistema economico”.

Di seguito il calendario dei webinar:

mar 19 gennaio ore 15:00 – “cos’è la seo – migliora il tuo posizionamento online”

mar 26 gennaio ore 15:00 – “conoscere e presidiare i social network – i primi passi con Facebook”

mar 2 Febbraio ore 15:00 – “conoscere e presidiare i social network – i primi passi con Instagram”

mar 9 Febbraio ore 15:00 – “conoscere e presidiare i social network – i primi passi con Instagram”

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha riformato la sentenza emessa dal TAR Sicilia-Palermo, accogliendo il ricorso presentato da una giovane coltivatrice diretta e titolare di una azienda agricola, avverso il provvedimento del Comune di Agrigento che aveva denegato il permesso di costruire avente ad oggetto la realizzazione di un fabbricato da adibire a capannone per la trasformazione e degustazione di prodotti agricoli su un terreno minore di 10.000 mq., che poi la stessa aveva ampliato conferendo altri lotti non confinanti di sua proprietà, raggiungendo così il limite dell’area prevista.

La giovane imprenditrice, rappresentata e difesa dagli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto, aveva richiesto al Comune di Agrigento il permesso per la costruzione, su terreno di sua proprietà, di un capannone con annesso mulino a pietra, facendo valere pertanto tale regola di diritto applicabile anche con l’accorpamento di terreni non confinanti.

Malgrado la stessa si fosse conformata alle prescrizioni dettate in materia, conferendo per il relativo accorpamento previsto dall’art. 31 delle “Norme di Attuazione” del P.R.G. di Agrigento, il Comune aveva denegato il rilascio del permesso di costruire poiché – a suo dire – i fondi accorpati non erano limitrofi o confinanti con quello originario interessato e ripetuto tale opinione negativa anche in giudizio.

A seguito di ricorso, il TAR respingeva, su una errata considerazione dei fatti e di applicazione della norma, la domanda cautelare e – successivamente – dichiarava improcedibile il ricorso introduttivo, liquidando negativamente la controversia.

Ciò posto, la giovane titolare dell’azienda proponeva ricorso in Appello al C.G.A.
Gli avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto, hanno infatti dedotto l’irragionevolezza di quanto dedotto dal Comune e l’erroneità della sentenza del giudice di primo grado rilevando la legittimità di una lettura più propria artt.  20 e l’art. 31 delle Norme di Attuazione del PRG, avendo le stesse natura giuridica ed effetti diversi in relazione alla suddivisione delle zone omogenee previste dal D.M. 02/04/1968 n. 1444.

All’uopo hanno sostenuto i difensori che l’art. 20 delle “Norme di Attuazione” stabiliva caratteri generali valevoli, quindi, per le zone omogenee del territorio diverse da quelle agrarie (zona E1) nelle quali l’accorpamento dei terreni era ammissibile anche per quelli non confinanti per il raggiungimento della estensione ai fini edificatori.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, accogliendo dapprima l’istanza cautelare, ha ritenuto validi i motivi della difesa e, ribaltando l’interpretazione data dal TAR nel merito, con la sentenza appellata ha statuito che nessuna contraddizione sussisteva e sussiste tra le due norme (artt. 20 e 31 di attuazione del P.R.G.), per la loro diversa finalità giuridica, evidenziando così un principio di diritto fondamentale.

Ed infatti, i giudici d’appello hanno considerato errata l’interpretazione prospettata dal Comune di Agrigento e, in linea con le tesi difensive proposte dagli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto, hanno riformato la sentenza del giudice di primo grado, statuendo l’ammissibilità dell’accorpamento dei fondi “non contigui” per l’edificazione nella zona agraria.

Con tale decisione, peraltro il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha posto un principio di fondamentale rilevanza, secondo cui – in relazione alla fattispecie in esame – porre nel dubbio una lettura giuridica diversa delle due norme di attuazione, avrebbe significato la violazione delle regole generali dettate dal Codice Civile “per le quali le singole disposizioni di un provvedimento devono essere interpretate le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che deriva dal complesso dell’intero provvedimento (art. 1363 c.c.); utilizzando il principio di conservazione degli atti giuridici e quindi interpretando le singole disposizioni in guisa da ricavarne un effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno o ne avrebbero uno del tutto irragionevole”.

La decisione del C.G.A. ha posto, dunque, chiarezza su una questione giuridica in ordine alla quale il Comune di Agrigento aveva manifestato una opinione negativa, compiutamente confutata dai difensori Avv.ti Gaetano e Vincenzo Caponnetto, consentendo così alla ricorrente – con la decisione di cui sopra – di realizzare il complesso produttivo del proprio fondo agricolo, con l’accorpamento dei terreni non confinanti, sul quale come pare la stessa prevede anche l’installazione di un mulino a pietra per la macina del frumento, coltivazione codesta di notevole interesse per la nostra terra di Sicilia.

Al Commissario ASP di AG.
Al Direttore sanitario ASP di AG
Al Direttore Emodinamica Ospedale San Giovanni di Dio
Al Direttore Chirurgia Generale Ospedale San Giovanni di Dio
Al direttore Reparto Rianimazione Ospedale San Giovanni di Dio
Sono la figlia e scrivo anche a nome dei miei fratelli, della sig.ra Rosa Maggiore di Lampedusa, ricoverata d’urgenza verso la fine di ottobre, presso la chirurgia generale del San Giovanni di Dio per essere sottoposta ad un’intervento chirurgico d’urgenza per volvolo intestinale.
Sto scrivendo questa breve nota per ringraziare l’equipe di chirurgia generale del San Giovanni di Dio, intervenuta la sera in cui mia madre è arrivata al P.S. dell’ospedale, trasportata in elicottero da Lampedusa: il primario Prof. Carmelo Sciumè e i medici della rianimazione in cui mia madre è stata trasferita per le complicanze intervenute durante la degenza.
Soprattutto, mi preme ringraziare il Direttore del reparto di Emodinamica dell’Ospedale, il Dott. Giuseppe Caramanno e la sua equipe, che brillantemente ed efficacemente sono intervenuti su mia madre a seguito di una acuta e grave embolia polmonare, complicanza dell’intervento chirurgico a cui si era sottoposta 10 giorni prima.
Infatti mia madre, dopo poche ore dalla dimissione ospedaliera, veniva portata dal 118 al P.S. del San Giovanni di Dio con una dispnea ingravescente e un improvviso stato di shock cardiogeno. Nonostante le condizioni cliniche disperate è stata trasferita in urgenza in sala Emodinamica dello stesso ospedale per praticare, come ultima chance terapeutica, un tentativo di trombectomia percutanea, che è
andato a buon fine, nonostante mi abbiano riferito che nel corso dell’intervento, mia madre abbia avuto
due arresti cardiaci.
L’intervento, che ha permesso la sopravvivenza di mia madre è stato eseguito dal Direttore dalla Cardiologia ed Emodinamica dott. Giuseppe Caramanno, collaborato dal dott. G. Pilato e dalla dott.ssa I. Di Liberto, grazie anche alla diagnosi tempestiva del dott. A. Lo Presti.
Per questo con la presente intendo ringraziare queste persone per la bravura dimostrata, il personale medico e sanitario della Cardiologia e quello dei reparti di chirurgia e di Rianimazione che hanno in seguito assistito con professionalità mia madre.
Marianna Maggiore

Ci riprova, e allora scattano le manette.
Il tunisino trentenne che aveva già minacciato un farmacista in via atenea cercando di ottenere il “ritrovil” è stato arrestato, dopo essere ritornato nella stessa farmacia, brandendo un grosso petardo e avanzando nei confronti del farmacista pretese e minacciandolo. il soggetto era stato già denunciato per minacce.

Lo stesso avrebbe anche colpito a calci la Volante della Polizia parcheggiata tra via Pirandello e via Empedocle, provocando dannoi alla carrozzeria.

 

Il giudice Michele Calvisi, consigliere della prima sezione della Corte di Assise d’Appello di Palermo, ha depositato le motivazione del verdetto con cui lo scorso 23 novembre ha confermato la condanna a 30 anni per Vasile Lupascu di 45 annie per il figlio ventenne Vasile Vladut, ritenuti gli autori del brutale omicidio avvenuto a Naro, l’8 luglio 2018  dell’agricoltore Costantin Pinau di 37 anni, massacrto a colpi di zappa e spranga, sotto casa della vittima.
Era da tempo che le parti andavano avanti a denunce e aggressioni e secondo alcuni testimoni che hanno deposto in aula, poco prima dell’omicidio, la vittima aveva rotto lo specchietto dell’auto di Lupascu, che insieme al figlio si erano recati dal Costantin per colpirlo a morte. La moglie della vittima nel tentativo di difendere il marito era stata ferita ad un braccio. Quel danno subìto è stato classificato come lesioni e ha evitato così agli imputati l’ergastolo.

Nelle motivazioni così il giudice: “I forti dissapori nel tempo fra le famiglie e i reciproci comportamenti violenti e minacciosi non sono da ritenere motivi abietti e futili”.

Poiché vi era stato il giudizio abbraviato, la pena è stata ridotta di un terzo. Senza aggravante, dunque, ma la pena resta quella, rispetto al primo grado di giudizio, ma resta la premeditazione.

Ora gli avvocati difensori Pennica e Giarratana, potranno ricorrere in Cassazione.

I due imputati, di origini rumene come la vittima, in primo grado sono stati condannati anche a pagare una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento del danno, di 60 mila euro ciascuno alla moglie e ai tre figli di Pinau che si sono costituiti parte civile, con l’assistenza degli avvocati Francesco Scopelliti, Vito Cangemi e Giovanni Salvaggio.