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Le problematiche di tutela alla espansione del Coronavirus pone con urgenza la decisione di valutare di spostare la data delle elezioni comunali, fissate il 24 maggio in 61 comuni siciliani, tra cui i capoluoghi di provincia Agrigento ed Enna, e che coinvolgeranno oltre 750 mila siciliani. E’ quanto propone l’On. le Carmelo Pullara, Capogruppo Popolari e Autonomisti – Idea Sicilia, in una comunicazione urgente indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, On.le Nello Musumeci, e all’ Assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, On.le Bernardette Felice Grasso.
Con l’epidemia di Coronavirus – afferma Pullara – che coinvolge un numero sempre più alto di casi e regioni e con le varie misure adottate per evitare assembramenti di persone, sarebbe di buon senso procedere ad un rinvio della consultazione del 24 maggio, anche se, ci troviamo oggi, ancora in fase preelettorale. Il clima diffuso di timore, insieme ai limiti posti dal Decreto governativo, non permette, comunque, di avviarsi serenamente verso un’adeguata campagna elettorale anche nella costituzione delle liste che richiede un continuo e diffuso contatto tra persone. Il decreto ministeriale ha dato delle indicazioni ben precise che sottolinea come tale situazione contingente non può e non deve essere sottovalutata, non a caso il decreto del 4 marzo ha previsto la chiusura in tutta Italia delle scuole di ogni ordine grado, raccomandato di evitare assolutamente qualunque tipo di manifestazione che preveda assembramento di pubblico. Tutte le aziende stanno prevedendo e organizzando lo smart working (lavoro da casa). Insomma di fronte a queste urgenti disposizioni anche la politica si deve fermare e non lo dico solo come parlamentare regionale ma soprattutto da cittadino consapevole e uomo della strada.
La scelta del rinvio -prosegue Pullara – andrebbe a tutela dei diritti dei cittadini di organizzare con maggiore tranquillità e fiducia una più corretta informazione e l’organizzazione della campagna elettorale stessa. Accanto alle considerazioni politiche a favore del rinvio ci sono poi, anche quelle sanitarie. Il posticipo della consultazione elettorale farebbe slittare anche tutta quelle serie di incontri e riunioni preelettorali, come scelta prudente di cautela per evitare motivi di diffusione del contagio. Magari si potrà prevedere eventualmente uno slittamento della data a breve sempre nel rispetto delle disposizioni a tutela della salute pubblica che arriveranno dal governo nazionale.
Attendere ancora e cancellare altresì – conclude Pullara – all’ultimo momento una votazione così importante, come quella del 24 maggio, offrirebbe un’immagine sicura e serena delle azioni di governo a tutela della salute pubblica e dei diritti dei cittadini”.

“L’ultimo rapporto Aidos sulla contraccezione presenta dati a dir poco inquietanti per il nostro paese e purtroppo per la Sicilia.
Se l’Italia è disastrosamente al 26° posto in Europa , la Sicilia risulta essere la regione fanalino di coda. Essendo questa materia di competenza regionale, le differenze abissali con altri territori evidenziano le responsabilità delle amministrazioni isolane.
La Regione dovrebbe potenziare la rete di consultori pubblici, promuovere l’uso di contraccettivi nelle scuole, prevedere, come hanno fatto Emilia, Puglia, Toscana e Piemonte, un sistema di gratuità, collocare nelle scuole superiori distributori gratuiti di preservativi come accade in molti paesi. Le vittime di questa ignavia istituzionale e di questa regressione culturale e civile sono le/gli adolescenti. Parliamo di maternità come scelta consapevole, come pure di prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili.
Alla vigilia dell’8 Marzo ci sembra doveroso diffondere questi dati inquietanti”.
Lo dichiarano Maurizio Acerbo, segretario nazionale Mimmo Cosentino e segretario regionale Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

“Quella in corso è un’emergenza sanitaria che richiede la massima prudenza da parte di tutti. E’ fondamentale, per prevenire e contenere il rischio di contagio del virus Covid-19, rispettare le regole e tutti gli accorgimenti necessari con senso di responsabilità per se stessi e per gli altri dal Nord al Sud del Paese. E’ una situazione che non ci possiamo permettere di sottovalutare, ma non bisogna perdere la calma e ognuno deve fare la propria parte. Rivolgo un appello a tutte le persone che rientrano in Sicilia dalle Regioni più esposte: è necessario rispettare le norme comportamentali indicate dal ministero della Salute”.

Lo afferma la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo, che aggiunge: “Chiunque negli ultimi quattordici giorni abbia sostato o sia venuto in contatto con persone transitate nei Comuni della zona rossa (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo’) o comunque nelle Regioni più colpite dal virus (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna) deve comunicarlo al dipartimento di prevenzione dell’Asp competente per territorio o al proprio medico famiglia. In caso di sintomi influenzali e sospetto di contatto con un malato di Covid-19 – sottolinea – si raccomanda di non recarsi nei pronto soccorso ma di chiamare al telefono il proprio medico e di utilizzare il numero unico di emergenza 112 solo se strettamente necessario. Ricordo che in Sicilia, per tutte le informazioni utili anche sugli obblighi e le prescrizioni, sono attivi il numero verde 800458787 e il sito www.siciliacoronavirus.it  che contiene anche il modulo riservato ai cittadini siciliani che si sono recati nelle zone di focolaio del virus per registrarsi ed essere segnalati all’Asp di riferimento”.

In questo momento in cui tutti ci sentiamo preoccupati e forse un pò smarriti per via della diffusione del coronavirus sento il bisogno di raggiungervi, per manifestare a tutti e a ciascuno vicinanza e per rafforzare quel senso di famiglia che diventa più necessario soprattutto nelle situazioni difficili.

L’epidemia in corso ci ha colto tutti di sorpresa; sapevamo di fenomeni simili nella storia ma, probabilmente, pensavamo che ne saremmo rimasti estranei. Ci poniamo tante domande: come è potuto succedere? Quando si troverà un rimedio? Cosa dobbiamo e possiamo fare? Le autorità civili ci stanno dando delle indicazioni alle quali ci atteniamo perché sono pensate per il nostro bene; le ringraziamo per quanto stanno facendo e cerchiamo di essere responsabili osservando tutto ciò che è utile per salvaguardare la salute propria e quella degli altri. La gratitudine va anche agli operatori sanitari che con dedizione e professionalità stanno accanto a quanti sono colpiti dalla malattia.

Come sapete, qualche giorno fa anch’io ho pubblicato delle disposizioni (le potete leggere sul sito della diocesi o su quello dell’Amico del Popolo) alle quali vi chiedo di dare la debita attenzione. Ma insieme a tutto ciò che potrebbe rientrare nelle indicazioni di buon senso chiediamoci come affrontare cristianamente questo momento.

Passata l’emozione di panico o di paura legata alle tante informazioni che ci arrivano rimane l’interrogativo: cosa ci sta chiedendo il Signore? Vi confesso che da giorni mi porto dentro questa e altre domande, rispetto alle quali non so darmi risposte. Mi viene però da pensare che in un tempo in cui tutti ci sentivamo sicuri per il progresso scientifico e tecnologico, all’improvviso ci siamo trovati a fare i conti con un grande senso di precarietà.

Il virus – realtà infinitamente piccola tanto da essere invisibile all’occhio umano – d’improvviso si è messo davanti a tutte le nostre conquiste, mettendole in crisi. A ragione ci sentiamo vulnerabili; e di fatto lo siamo. Forse, con più evidenza, ci stiamo accorgendo di non essere onnipotenti, di non riuscire a dominare tutto, di non essere i padroni del mondo. Stiamo toccando con mano quello che dice Gesù nel Vangelo: “anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede” (Lc 12,15). La precarietà ci ricorda – adesso più che mai – che siamo nelle mani di Dio, che siamo povere e deboli creature, con la mano tesa verso il Creatore, chiamate a superare tutte le coniugazioni del verbo “avere” per vivere meglio quelle del verbo “amare”. Usciremo più forti da questa vicenda se la affronteremo con umiltà e se riprenderemo il cammino della vita sapendo che il problema non è quello di sostituirci a Dio ma di servirlo e di amarlo. Questo senso di profonda umiltà ci porti a riconoscere il bisogno di una profonda conversione della e nella nostra vita. Dio non vuole il male, non vuole la morte ma ci chiede sempre di cambiare il cuore, di correggere il tiro per centrare, finalmente, il bersaglio nella nostra vita. Non sono discorsi astratti ma atteggiamenti che dobbiamo riprendere a coltivare se davvero vogliamo dare un senso a ciò che ci sta succedendo. E tutto questo si rende possibile nella preghiera. Ve lo chiedevo qualche giorno fa e ritorno a farlo: abbiamo bisogno di pregare e di pregare tanto. Ci sono state raccomandate delle limitazioni che ci chiedono di evitare assembramenti nelle chiese ma questo non vuol dire che non possiamo pregare. Dobbiamo bussare con forza al cuore di Dio perché al più presto ci liberi da questo male. Dalle nostre comunità e dalle nostre case si innalzi incessante l’invocazione di aiuto e di misericordia. Nella preghiera sentiremo ancora le parole consolanti di Dio: “Non temere, io sono con te per proteggerti, io sono il tuo scudo, io cammino davanti a te, io ti amo…”. La certezza che Dio è dalla nostra parte ci darà la voglia di lottare insieme, di mettere fuori quell’insospettata riserva di forza che tutti possediamo e di vedere, attraverso la crepa di questa situazione, la luce del Risorto che ci incoraggia e ci da speranza.

Sosteniamoci tutti con la preghiera. Sentiamoci una sola famiglia e facciamo circolare tutto il bene possibile che Dio ha messo nel nostro cuore.

Il mio abbraccio e la mia benedizione per tutti voi

Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti è risultato positivo al coronavirus. Tale circostanza ha provocato una serie di reazioni a catena in quanto il segretario del PD ha avuto una serie innumerevoli di contatti con tante altre persone, soprattutto politici del partito che si sono messi in autoisolamento volontario. Lo stesso discorso vale per il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci il quale ha subito contattato le autorità sanitarie e si è messo in isolamento come è stabilito dal protocollo.

Musumeci è stato seduto accanto a Zingaretti mercoledì 4 marzo, durante il vertice sul Coronavirus tenutosi a Roma a Palazzo Chigi. Il presidente Musumeci non ha alcun sintomo ed è in ottima salute. Come prevede il protocollo, però, ha lo stesso deciso per la quarantena.

“È una scelta di prudenza doverosa verso gli altri prima ancora che verso me stesso – ha dichiarato il governatore della Sicilia -. Pazienza. Continuerò a coordinare l’attività del governo regionale e della macchina amministrativa da casa mediante il contatto telefonico. Non ci possiamo fermare neppure per un giorno!“.

Coerentemente con la propria linea politica regionale e nazionale, Risorgimento Socialista sostiena la candidatura a sindaco di Siculiana di Giuseppe Zambito e il progetto civico”Orizzonte Comune” che vede impegnati tanti giovani e tanti validi professionisti.

“Siamo certi – dichiara il coordinatore regionale del partito Nino Randisi – che Zambito oggi possa rappresentare, anche per la sua storia personale, l’avvio di una nuova fase politica per la comunità siculianese, garantendo una sana e virtuosa gestione della cosa pubblica”.

Restituire alle famiglie le somme già versate per i viaggi di istruzione e per tutte le altre attività annullate a causa dell’emergenza sanitaria che sta vivendo il nostro paese.
È questo l’invito che i giovani di Italia Viva rivolgono a tutti i presidi della provincia di Agrigento – le scuole potranno utilizzare per eventuali penali alle agenzie i contributi volontari che le famiglie negli anni hanno versato nelle casse delle scuole e che costituiscono spesso un tesoretto di immediata utilizzazione a disposizione dei presidi.
Non ci dicano di averli già spesi – dice Aby Daoudi, 20 anni, ex rappresentante studentesco e cofondatore del comitato  Agrigento Sturzo – perché dovranno dichiararlo con nota ufficiale e nessuno, siamo convinti, dichiarerebbe il falso.
Aiutiamo le famiglie – prosegue Giorgio Bongiorno, portavoce del Comitato Agrigento Sturzo – non scarichiamo su di loro eventuali obblighi contrattuali delle scuole, sarebbe troppo facile.
Pertanto chiediamo a tutti i dirigenti scolastici di attivarsi immediatamente per la immediata restituzione di tali somme e dar prova del loro livello di sensibilità, al riparo di qualsivoglia giustificazione burocratica.

“Tutta l’ Italia sia considerata zona rossa per gli enormi danni economici subiti da molti settori produttivi, principalmente quello culturale e del turismo”. La richiesta è del sindaco della Città dei Templi, Lillo Firetto.  “Quel che sta subendo Agrigento – dice – la provincia e tutta la Sicilia è ben noto. Si richiede senso di responsabilità a cittadini e amministratori. Il Governo nazionale   con la stessa responsabilità garantisca che tutte le famiglie e le imprese del Paese possano avere stesse condizioni in tutto il territorio nazionale per contrastare e superare questa crisi. Tutti insieme indistintamente”.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato una donna canicattinese di 25 anni già ristretta agli arresti domiciliari a Delia, in provincia di Caltanissetta, e che invece si è allontanata arbitrariamente per recarsi a Canicattì dove è stata sorpresa in flagranza del reato di evasione dai Carabinieri, che l’hanno colta intenta a raggiungere la casa di un conoscente. La donna è stata trasferita nel carcere Di Lorenzo di Agrigento, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.