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L’amministrazione comunale di Realmonte, presieduta dal sindaco Sabrina Lattuca, smentisce la notizia, diffusa ieri dall’associazione ambientalista MareAmico, su attuali e possibili prossimi cedimenti a Scala dei Turchi, soprattutto sotto il Belvedere. Sabrina Lattuca afferma: “Appresa tale notizia, ho compiuto un sopralluogo, in presenza del comandante della Polizia Locale, della Stazione dei Carabinieri, del responsabile della Protezione Civile Comunale, di tecnici ed operai comunali. I tecnici hanno appurato che l’area del Belvedere è già attenzionata da decenni, ed è delimitata da una recinzione. L’ingresso è vietato da numerose ordinanze, come riportato dai numerosi cartelli che fiancheggiano l’area e, dopo le verifiche effettuate, si esclude la presenza di segni recenti di ulteriori cedimenti che non siano già stati attenzionati. Si tratta dunque dell’ennesima notizia risultata infondata, che penalizza l’immagine del sito sul piano promozionale, scoraggiando il flusso turistico indispensabile per la ripresa economica del nostro territorio, che vive prevalentemente di turismo. Rassicuro l’intera collettività sui puntuali interventi, operati dal Comune, di vigilanza e controllo a difesa del sito della Scala dei Turchi ed a tutela delle decine di operatori turistici e commerciali presenti sulla fascia costiera in questione, dell’indotto e di tutto l’intero comparto economico”.

Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha lanciato la propria candidatura a presidente della Regione. De Luca ha affermato: “Se questo quadro del centrodestra vuole riproporre Musumeci, io sarò in campo perché la Sicilia non può passare altri cinque anni in queste condizioni pietose. Abbiamo, infatti, assistito a tre anni e mezzo di nulla: non una riforma, non il risanamento economico-finanziario”.

I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Mazzara, hanno assolto l’ex sindaco di Cattolica Eraclea, Nicolò Termine, imputato di omicidio colposo e omissione d’atti d’ufficio a seguito della morte, il 9 dicembre del 2016, di Liborio Campione, un senzatetto che viveva in contrada Balate, in un capannone di proprietà del Comune al cui interno divampò un incendio a causa di un corto circuito. I giudici hanno confermato quanto spiegato dalla pubblico ministero Gloria Andreoli, ovvero che la morte dell’uomo è da attribuire ad un’imprudenza commessa dallo stesso Campione che ha collegato una stufa con una spina non regolare, a sua volta inserita in una ciabatta con altre spine, provocando un corto circuito nella presa dell’impianto elettrico assai precario.

A Lampedusa i sommozzatori della Guardia costiera, in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno recuperato sul fondale di molo Favarolo sei panetti di hashish per circa 1 chilo e 200 grammi, avvolti in un involucro di cellophane, e per un valore di mercato di almeno 10 mila euro. La droga è stata sequestrata. Indagini sono in corso alla ricerca del come e del perché i panetti di hashish siano caduti in mare.

Sono ventisette i Centri attualmente autorizzati dalla Regione in Sicilia per il trattamento – con anticorpi monoclonali – dei pazienti affetti da Covid-19. L’assessorato della Salute ha specificato, così come già definito dall’Aifa, le procedure per la somministrazione dei medicinali.
I Centri – il cui elenco è in costante aggiornamento – sono dislocati negli ospedali delle nove province.
In provincia di Agrigento sono operativi i centri nell’ospedale di Sciacca “Giovanni Paolo II”, di Ribera “Fratelli Parlapiano” e Agrigento “San Giovanni di Dio.
La selezione dei pazienti è affidata ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai medici delle Usca e, più in generale, ai medici che abbiano l’opportunità di entrare in contatto con soggetti affetti da infezione da Sars-Cov-2 di recente insorgenza e con sintomi lievi-moderati. In particolare, i medici, sulla base dei criteri individuati dall’Aifa, identificano chi può essere sottoposto al trattamento e contattano il Centro più vicino per concordare data e modalità di somministrazione degli anticorpi monoclonali.
Gli altri centri: a Caltanissetta (“Sant’Elia”  e due al “Vittorio Emanuele” a Gela); otto a Catania (tre al “Cannizzaro”, due al “Garibaldi” e uno ciascuno al Policlinico “San Marco”, al “Santa Marta e Santa Venera” ad Acireale e al “Maria Santissima addolorata” a Biancavilla); uno a Enna (“Umberto I”), due a Messina (entrambi al Policlinico “Martino”), sette a Palermo (due a “Villa Sofia-Cervello” e al Policlinico, uno ciascuno al “Civico-Di Cristina Benfratelli”, al “Cimino” a Termini Imerese e a Partinico); uno ciascuno a Ragusa (“Civile Ompa”), Siracusa (“Umberto I”) e Trapani (“Paolo Borsellino”).

Una risoluzione che impegna il governo regionale a favorire “l’assistenza familiare dei ricoverati mediante la previsione di spazi camper nelle strutture ospedaliere” è stata approvata oggi all’unanimità dalla commissione Salute dell’Ars. Ne dà notizia, a margine della seduta, la presidente Margherita La Rocca Ruvolo.

Con l’atto d’indirizzo, in particolare, si chiede all’assessorato regionale per la Salute di “adottare tutte le misure idonee a far sì che le aziende ospedaliere prevedano all’interno delle aree di loro pertinenza appositi spazi attrezzati, fino ad un massimo di cinque stalli dotati di luce e acqua, destinati al parcheggio dei camper al fine di assicurare una maggiore vicinanza ai pazienti gravi ricoverati da parte dei loro familiari, permettendo agli stessi di risparmiare sulle spese di soggiorno”. La risoluzione impegna l’assessorato ad “impartire apposito indirizzo alle aziende ospedaliere che disciplini uniformemente le modalità di autorizzazione e fruizione del parcheggio all’interno delle strutture ospedaliere”.

Un incidente stradale avvenuto oggi pomeriggio nel Ragusano, ha causato quattro vittime. La tragedia sulla strada provinciale 20 tra Comiso e Santa Croce, Camerina, all’altezza del bivio per Vittoria.

Secondo una prima ricostruzione, al vaglio degli agenti della Questura di Ragusa e della Polizia municipale di Comiso, a perdere la vita sono state quattro persone, forse immigrati extracomunuitari, che erano a bordo di una Ford Fiesta finita, per cause da accertare, contro un furgone Renault. Due di loro, stando alle prime testimonianze, sono deceduti sul colpo, gli altri due, invece, sono stati estratti ancora vivi dai vigili del fuoco ma sono morti poco dopo.

La Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e la Fondazione Vodafone Italia, impegnate in prima linea dall’inizio della pandemia con iniziative a supporto dell’emergenza sanitaria, hanno donato all’Ospedale san Giovanni di Dio di Agrigento un cardiotocografo di ultima generazione nell’ambito del progetto Maternità Covid-19.

Si tratta di un’ importante apparecchiatura destinata al reparto Maternità Covid-19, ovvero di un sofisticato cardiotocografo indispensabile per il monitoraggio del battito del feto, utilizzato in sala parto. La consegna ufficiale è avvenuta questa mattina presso la struttura ospedaliera alla presenza di Mario Zappia, commissario straordinario ASP, Alessandro Mazzara, direttore amministrativo, Emma Bajardi, Project Manager della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e Alfio Fabiano, intervenuto in rappresentanza di Fondazione Vodafone.

Questo quanto si legge in proposito nel comunicato odierno a firma dell’addetto stampa dell’Asp di Agrigento, dott. Angelo Cinquemani:
“La Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento – ha affermato il commissario straordinario ASP, Mario Zappia – esprime un vivo ringraziamento alla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus ed alla Fondazione Vodafone Italia per la generosa donazione odierna. La nuova strumentazione impreziosisce la dotazione tecnologica del reparto contribuendo ad incrementare la qualità delle prestazioni offerte”.

“Abbiamo lavorato molto – ha dichiarato Emma Bajardi, Project Manager Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus- sin dalla prima ondata dell’emergenza Covid-19 e continuiamo a farlo senza sosta. Siamo orgogliosi del nostro progetto Maternità Covid-19 e profondamente grati a Fondazione Vodafone Italia che ci sostiene nel difendere le mamme e i bambini anche all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Siamo onorati di aver risposto, celermente, all’esigenza del Reparto Maternità Covid-19 di questo importante ospedale donando una apparecchiatura sofisticata che possa essere di ulteriore aiuto alle future mamme e a al personale sanitario con la realizzazione di percorsi di nascita dedicati e sicuri”.

“Agrigento rappresenta l’ultima tappa di un percorso che Fondazione Vodafone ha intrapreso assieme a Fondazione Francesca Rava, nel sostenere concretamente le persone colpite dalle conseguenze sanitarie della pandemia. Affrontare la maternità in sicurezza in un momento così difficile, vuol dire guardare al futuro con fiducia”, ha commentato Adriana Versino, consigliere delegato di Fondazione Vodafone Italia.

Oltre al Reparto Maternità Covid-19 dell’Ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento, la sinergia tra Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e Fondazione Vodafone Italia ha consentito di sostenere anche altri 2 centri Hub Maternità Covid-19 presso l’azienda ospedaliera universitaria Policlinico Federico II di Napoli e l’ospedale Pediatrico Microcitemico di Cagliari ed il Reparto di Terapia Sub-intensiva dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Inoltre Fondazione Francesca Rava N.P.H.Italia Onlus e Fondazione Vodafone Italia sono intervenute insieme anche nell’emergenza terremoto in Centro Italia, contribuendo alla ricostruzione dell’Ospedale della Valnerina a Cascia (PG), inaugurato nel settembre 2018.

Da giovedì 29 aprile Favara ritorna in Zona Arancione ed esce dalla Zona Rossa nella quale era stata inserita con ordinanza del presidente Musumeci a seguito dell’elevato numero di positivi al coronavirus.

L’andamento al ribasso dei numeri di persone positive al covid ha fatto ben sperare, anche se in verità Favara non è stata proprio rispettosa dei dettami della Zona Rossa. Per fortuna domani 28 aprile sarà l’ultimo giorno di restrizioni previste per i territori in Zona Rossa e da giovedì 29 potranno ritornare ad aprire quegli esercizi commerciali che erano stati penalizzati con la chiusura, su tutti i barbieri parrucchieri e anche i negozi per la vendita di abbigliamento ed altro, per i quali era prevista la chiusura.

L’uscita dalla Zona Rossa è stata anche confermata in un post su Facebook dalla sindaca di Favara Anna Alba che raccomanda, comunque, sempre attenzione e il pieno rispetto di tutti quelli che sono i dettami per scongiurare il diffondersi del coronavirus e l’aumento dei contagi.

Per avere una libertà maggiore, soprattutto per i ristoranti, le palestre e le altre attività per le quali sono in vigore le restrizioni per la  Zona Arancione, bisogna aspettare, come da nuovo decreto legge, che anche la Sicilia entri in Zona Gialla. Solo allora si potrà avere la libertà di ritornare ad essere seduti in un ristorante, anche se all’aperto o di poter consumare una bibita al bar.

 940 i nuovi positivi al Covid19su 28.762 tamponi processati, con una incidenza del 3,2%.

La Sicilia è quarta per numero di contagi giornalieri. Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 33 e portano il totale a 5.338.

Il numero degli attuali positivi è di 26.085, con un decremento di 6 casi rispetto a ieri.

I guariti sono 913.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.422, 6 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 168, anche in questo caso sei in meno rispetto a ieri.

I nuovi contagi per province:

Palermo 349

Catania 204

Messina 71

Siracusa 71

Trapani 55

Ragusa 44

Caltanissetta 52

Agrigento 84

Enna 10.