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A dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto sul territorio regionale gli esponenti del sindacato ottengono una netta ed importante affermazione nelle amministrative 2018.
La responsabile dell’ufficio legale di Sinalp Sicilia, Avv. Stefania Virga, alla sua prima esperienza elettorale ottiene un prestigioso successo nella sua città di origine San Giovanni Gemini e ciò a corollario di un importante lavoro svolto a difesa dei cittadini e dei lavoratori che hanno subito in prima persona la profonda crisi che colpisce l’Italia intera e la Sicilia in particolare.
La Dr.ssa Delia Mangiaracina, coordinatrice Sinalp Sicilia dei lavoratori comparto sanità ed importantissimo esponente dell’Osservatorio sulla Malasanità e della Fondazione Einaudi di Roma è stata eletta al Consiglio Comunale di Menfi certificando la qualità dell’attività sindacale svolta su tutto il territorio Regionale e la bontà dei programmi di sviluppo e crescita dei sistemi di tutela sanitaria messi in campo che permettono di ridare la dignità di esseri umani, di persone e non soltanto quella di “malati” a tutti coloro che purtroppo vengono fagocitati dal Sistema Sanitario Nazionale.
Il Sig. Vincenzo Daidone responsabile Sinalp Sicilia dei lavoratori enti locali di Marineo è stato eletto nel suo comune con una affermazione che certifica quanto di buono ha saputo svolgere su tutto il territorio palermitano, aiutando a riacquistare la dignità di lavoratori e di persone a tutti quei cittadini che si sono rivolti con fiducia al Sinalp.
Il Segretario Regionale del Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone si congratula con tutti loro per aver dimostrato la bontà del lavoro svolto e l’altissimo livello raggiunto dalla squadra dei dirigenti sindacali Siciliani, portando loro anche i saluti del Segretario Nazionale Avv. Orazio Sorece.

 

 

Trivelle alla foce del Platani per la ricerca di sali potassici.
La posizione di Legambiente Sicilia: “Siamo totalmente contrari a questo ennesimo attacco al patrimonio naturalistico siciliano che dimostra una volta di più le gravi lacune in termini di conoscenza dello stesso da parte della Regione Siciliana.
Per questo annunciamo che impugneremo il provvedimento assunto dall’ARTA”.

È questa la veemente reazione dei vertici di Legambiente Sicilia alla recentissima comunicazione dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente relativa all’assentita procedibilità dell’istanza di valutazione di impatto ambientale presentata da General Mining Research Italy srl, relativa al permesso di ricerca per sali potassici ed alcalini ad Eraclea nel territorio dei Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera.
“L’area di riferimento – sottolinea Giuseppe Amato, responsabile Aree Naturali Protette di Legambiente Sicilia – è quella della foce del fiume Platani, protetto da una vasta Zona Speciale di Conservazione (ZSC) comprendente al suo interno le due Riserve Naturali di Torre Salsa e di Foce del Platani ed il Parco Archeologico di Eraclea Minoa e Capo Bianco. Sempre l’area presenta proprio alla base del promontorio di Capo Bianco un geosito di interesse mondiale. Laddove non bastassero queste particolarità scientifiche e di protezione – continua Amato – chiunque abbia visitato quei luoghi saprebbe come la unicità delle altissime scogliere di candida marna gessosa, unitamente alla presenza di quello che può definirsi come il più spettacolare teatro antico del Mediterraneo, sono inconciliabili con scelte che vadano in direzione della apertura di miniere e cave”.
A Giuseppe Amato fa eco il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, sottolineando a sua volta che “i Sali potassici e soprattutto magnesiaci sono oggi una risorsa strategica e rappresentano una inestimabile ricchezza, il che giustificherebbe l’appetito della General Mining Research Italy che ha richiesto diverse concessioni di ricerca non solo lungo il litorale agrigentino ma anche a Sutera e a Nicosia. Peccato però che la Regione Siciliana sia già proprietaria non solo del sottosuolo, che è tutto di proprietà regionale ai sensi dello Statuto, ma anche di almeno tre grandi siti minerari ed industriali per lo sfruttamento di altrettanti giacimenti alcalini. Si tratta dei siti di Corbillo, nei territori comunali di Enna e Calascibetta, la cui miniera dell’ISPEA venne chiusa ed abbandonata nel 1980/81, il sito di Bosco Palo, a San Cataldo, e del gigantesco e famigerato sito di Pasquasìa, ad Enna. Quest’ultimo, con una superficie di ben 70 ettari occupata dagli stabilimenti di lavorazione dei minerali alcalini, venne chiuso nel 1992 e oggi è teatro di una serie di indagini e procedimenti giudiziari sia per il suo degrado come per fatti avvenuti a seguito del primo progetto di bonifica. Immaginare che si possa procedere a creare nuovi luoghi di estrazione compromettendo probabilmente in modo definitivo uno sviluppo sostenibile di aree di altissima potenzialità turistica, senza invece immaginare un impegno che porti al recupero dell’enorme patrimonio industriale inopinatamente dismesso in questi ultimi decenni, è pura miopia o forse peggio. Ce n’è abbastanza – conclude Zanna -per annunciare la nostra ferma opposizione e la conseguente impugnazione di questa incomprensibile scelta dell’ARTA”.

Venerdì sera, sbloccati i lavori del Consiglio comunale, è stata approvata una mozione a mia firma per estendere lo spazzamento meccanizzato in tutta la città.
Tanti cittadini non hanno mai visto le spazzatrici in movimento nella loro zona e, vista l’assenza di netturbini, ormai lo spazzamento è privilegio solo di alcune zone della città.
L’assessore ha detto che spesso gli autisti a disposizione per questi mezzi vengono utilizzati per gli auto compattatori piuttosto che per le spazzatrici che sono inserite in appalto in numero di 3 che dovrebbero lavorare dal lunedì al sabato per 6 ore al giorno.
Nulla è dato da vedere riguardo le giornate lavorate, dato che l’accesso agli atti sui corrispettivi, presentato a marzo sul tema, non è stato ancora evaso. Sarà dunque necessario ricorrere all’assessorato agli enti locali per l’invio di un commissario per avere copia delle carte richieste?

Congratulazioni per il successo elettorale ottenuto, certo che si tratti del riconoscimento delle doti morali e professionali che i cittadini di Calamonaci hanno tributato ad un uomo, uno stimato infermiere, che di certo svolgerà al meglio l’importante mandato”. 
Lo ha detto Salvatore Occhipinti, presidente dell’Ordine provinciale degli infermieri. 
 
“Pino Spinelli ha sempre dato prova di onestà a capacità e siamo certi che sia la giusta risposta al desiderio di cambiamento che la comunità ha espresso con il proprio voto. Auguri, quindi, da parte mia e dell’intero Opi Agrigento, per un proficuo lavoro nell’interesse della collettività che è chiamato ad amministrare, in un ruolo estremamente importante e delicato e, oggi più che mai, pieno di difficoltà”, ha concluso Occhipinti. 

Porto Empedocle, i sindacati rispondono al sindaco Carmina
“Nessuno ha abbandonato il Tavolo in prefettura. Il rappresentante Rsu è stato chiamato in ospedale per un malore del figlio”.

Si respira un’aria tesissima a Porto Empedocle per lo sciopero arbitrario degli operatori ecologici della Realmarina che chiedono all’amministrazione comunale, risposte precise sui tempi di pagamento alle imprese dei crediti che le aziende vantano nei confronti del Comune e che causano il ritardo ormai cronico degli stipendi ai lavoratori. L’ultima querelle, in ordine di tempo, è stata generata da alcune dichiarazioni via facebook del sindaco Ida Carmina che avrebbe stigmatizzato l’allontanamento dalla riunione di sabato sera in prefettura da parte di un rappresentante rsu dei lavoratori. “I sindacati non hanno abbandonato il tavolo in corso sabato sera in prefettura. Il rappresentante dei netturbini empedoclini è stato chiamato in ospedale per un malore del figlio di cui produrrà stasera certificato medico. Il sindaco Carmina si informi meglio prima di lanciare accuse”. Lo chiarisce, anche a nome degli altri rappresentanti sindacali, Umberto Nero della Cisl, che sabato sera era presente alla riunione convocata dal prefetto per provare a trovare una soluzione alla vertenza degli operatori ecologici empedoclini senza stipendio da mesi e che sta creando grandi disagi alla cittadina marinara. “Questa sera – aggiunge Umberto Nero – non appena il prefetto ci riconvocherà, verranno spiegati i motivi per cui il rappresentante Rus ha dovuto lasciare la riunione alle 20.45 riservandoci eventuali denunce nei confronti del sindaco”. La Carmina, in un post su facebook di sabato sera, aveva anche dichiarato che per tamponare l’emergenza in città, sta cercando una ditta privata esterna per ottenere la raccolta dei rifiuti e la successiva conservazione temporanea in scarrabili. Al momento una prima ditta ha già rifiutato, si attende per oggi pomeriggio, 11 giugno, risposta da un secondo privato. “Ci chiediamo – conclude Umberto nero – come pensa di trovare i soldi per pagare un’altra ditta se non ne ha per pagare quelle che sono le legittime assegnatarie dell’appalto. Se soldi non ce ne sono per la Realmarina è logico che non ce ne siano pe raltre ditte a meno che non lavorino gratis”.

 

La CNA provinciale, con in testa il suo massimo esponente Mimmo Randisi, esprime soddisfazione per l’insediamento della X Consiliatura del Cnel, al cui interno c’è un pezzo di Agrigento. Dell’Assemblea fa parte, in rappresentanza delle Associazioni di categoria, il saccense Giuseppe Montalbano, fino a qualche mese fa vice presidente nazionale della Confederazione. “Questo prestigioso incarico è il giusto riconoscimento per il suo lungo e proficuo impegno profuso al servizio della Confederazione – aggiunge Randisi – ed è certamente un orgoglio per tutta la Cna Agrigento, alla quale Montalbano è stato sempre particolarmente legato e da cui è partita la sua carriera. A lui e al Cnel auguriamo un buon lavoro, sicuri – conclude Randisi – che questo importante Organismo, ricostituitosi nella sua piena funzionalità, possa offrire un fattivo contributo, utile ad accompagnare il processo di crescita del tessuto produttivo ed economico”.

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Riassumendo… : i nuovi sindaci dei comuni dell’Agrigentino 

Agrigento: 

Alessandria della Rocca eletta Giovanna Bubello; Burgio eletto Francesco Matinella (50,35%), Calamonaci eletto Pellegrino Spinelli (60,04%), Castrofilippo eletto Antonio Francesco Badalamenti (47,83%), Cianciana eletto Francesco Martorana (55,51%), Grotte eletto Alfonso Provvidenza (57,37%), Joppolo Giancaxio sale Angelo giuseppe Portella (57,70%) a Licata sale Giuseppe Pino Galanti ( 56,03), Lucca Sicula la poltrona di sindaco è di Salvatore Dazzo ( 51,54%). Il comune di Menfi sarà guidato da una donna, Maria Filippa Mauceri (40,51%). A Ravanusa trionfa Carmelo D’Angelo con il (48,27%) a Sambuca di Sicilia non c’è partita trionfa (80,28%), a San Giovanni Gemini è la volta di Carmelo Panepinto (43, 58%), Sant’Angelo Muxaro sale Angelo Tirrito con (59,94%) e Santo Stefano di Quisquinia con Francesco Cacciatore che si piazza con un ( 77,85%), Sambuca di Sicilia Leo Ciaccio con 80%.

Quella che per anni è stata definita,dalla sinistra italiana,  una politica di propaganda e populista di Matteo Salvini, volta a racimolare voti, nella giornata di ieri ha mostrato che non era pura demagogia.

Il primo atto del neo Ministro dell’Interno Matteo Salvini è arrivato proprio nella giornata di ieri, con il blocco dei porti italiani all’arrivo della nave Acquarius, gestita dalla OngSosMediteranée insieme a Medici senza frontiere.A bordo della nave Acquariusci sono 639 migranti, 123 dei quali sono minorenni e 11 dei quali bambini. Sono persone salvate in acque internazionali vicine alla costa della Libia.

Così si legge nel twitter di Salvini: “Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi.Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia.”

Dopo l’ennesimo NO di Malta ad accogliere navi cariche di migranti, ieri la decisione del Ministro Salvini, dopo un vertice a Palazzo Chigi durato 4 ore, tra il capo del Viminale, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e l’altro Vicepremier, Luigi Di Maio.

Dal vertine è uscita la decisione unanime del Governo di “bloccare” tutti i porti Italiani. In una nota congiunta del Ministro dell’interno Salvinie del Ministro dei Trasporti Toninelli, competente sui porti, si legge:  “L’Europa deve battere un colpo, aggiungerà in serata Di Maio. Questa vicenda dimostra che siamo stati lasciati soli. Mentre noi siamo stati disposti per anni ad accogliere migliaia di migranti, Malta non è disponibile ad accogliere centinaia. Questa Europa non è solidale e o l’Ue diventa solidale o è un problema per il Paese. Spero che le massime autorità intervengano e ci diano una mano”.

Il Presidente del Consiglio  Giuseppe Conte aggiunge: “L’Italia si ritrova ad affrontare in totale solitudine l’emergenza immigrazione.  Il problema è stato da me posto anche nel corso del G7 a tutti i partner europei in questi ultimi giorni dove ho anticipato che i flussi migratori devono essere gestiti in maniera condivisa anche per ciò che riguarda tutte le iniziative volte a prevenire le partenza. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato,  sia nell’interesse dei cittadini italiani sia nell’interesse delle tante donne, bambini e uomini che si ritrovano ad affrontar viaggi in situazioni così emergenziali da mettere a rischio la propria vita”.

La nave Acquarius si è fermata a 27 miglia dalle coste italiane e a 35 da quelle maltesi, in attesa che le autorità italiane dicano dove deve dirigersi. Il Governo Italiano ha inviato due motovedette con medici a bordo “per garantire la salute di tutti gli occupanti”. Per Medici senza frontiere “ancora una volta la politica degli Stati europei” viene posta “al di sopra delle vite” delle persone: “La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo”, scrive Msf. La nave ha partecipato a sei operazioni di salvataggio nella notte tra sabato e domenica, coordinate dalla Guardia costiera di Roma e che hanno coinvolto anche tre mercantili. Tutte le persone salvate in mare, compresi 40 migranti finiti in acqua dopo il ribaltamento del gommone su cui viaggiavano, sono state caricate sull’Aquarius: a bordo ci sono anche 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e sette donne incinte.”

Durissime le reazioni alla decisione del Governo di alcuni Sindaci. Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli: “Se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli, ha scritto su Twitter. Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”. Sulla stessa linea anche il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Palermo, la città che a partire dal proprio nome è ‘tutta un porto’, è stata e sarà sempre pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo”. Si uniscono poi Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Renato Accorinti (Messina), Rinaldo Melucci (Taranto). Il sindaco di Bari, presidente nazionale dell’Anci Antonio Decaro va più piano: “Su quella nave in mezzo al mare ci sono 11 bambini, più di cento minorenni e 7 donne incinte. È vero, dobbiamo cambiare la politica europea sull’accoglienza, ma non possiamo usare queste persone disperate come ostaggi. Non perdiamo l’umanità”.

Spetta al Ministro dell’Interno decidere sul territorio italiano. Se, negli anni passati, le politiche della sinistra sono state quelle dell’accoglienza e del business, la decisione di ieri del nuovo Ministro dell’Interno Matteo Salvini, pone un freno agli sbarchi continui sul nostro territorio.

Il contesto giuridico sui salvataggi in mare è molto complessoed è regolato dalla  Convenzione di Ginevra, che la Libia non ha mai ratificato. Fino ad oggi, l’Italia si è fatta “carico” di salvare ed accogliere tutti i migranti a bordo di tutte le navi ONG battenti bandiere di altri paesi. La situazione da ieri ha posto un blocco ai continui sbarchi ed è per questo che il Governo Italiano, con a capo il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, chiede una modifica imminente del Trattato di Dublino , che i migranti salvati in mare vengano portati nello Stato di cui la nave batte bandiera e che se ne faccia carico, cosa di cui fino ad oggi tutti gli “Stati” se ne sono lavate le mani tanto c’era l’Italia che accoglieva tutti.

Francesco Alonge, narese di 50 anni, é ricercato in tutta Europa: avrebbe rapito Lorenzana, la nipote di 12 anni, figlia del fratello. Sull’uomo, residente a Roubaix, in Francia, da diverso tempo, (ma originario di Naro) , è stato emesso un mandato di cattura internazionale, ed è ricercato attivamente dalla polizia d’Oltralpe. 

Non si esclude una strana relazione tra zio e nipote. La madre della ragazzina, Julie Gelder, francese, afferma di aver riscontrato atteggiamenti ambigui nella figlia (trucco marcato e sms d’amore che la figlia inviava al parente), e per questo vietato gli incontri. Probabilmente Lorenzana è scappata da casa,  in seguito ad un test di gravidanza risultato positivo, mostrato ad una coetanea.   La famiglia e i media sospettano che i due siano insieme, da giorno 15 maggio,  cioè da quando si sono perse le tracce di entrambi, adesso ricercati in Francia, Spagna e Italia.