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Vincenzo Lo Giudice, ex parlamentare regionale, 78 anni, di Canicattì condannato in passato con sentenza definitiva a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa , è stato assolto dall’accusa di violazione della sorveglianza speciale a cui è sottoposto per cinque anni, per la quale il pubblico ministero Emiliana Busto aveva chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione.
La denuncia per l’ex deputato scattò tre anni fa, quando ad un controllo di una pattuglia l’uomo non rispose diverse volte agli stessi che avevano  prima citofonato e poi telefonato.Secondo il giudice che ha sentenziato l’assoluzione il quadro accusatorio non è assolutamente certo.

Sono tre i medici del San Giovanni di Dio di Agrigento rinviati a giudizio, con l’accusa di omicidio colposo, per la morte del piccolo Salvatore Aron Barragato, di Licata, deceduto nel giugno 2011: si tratta della ginecologa Maria Concetta Rotolo, 57 anni; Antonino Cutaia, 58 anni, pediatra in servizio al reparto di neonatologia, e l’infermiere Giovanni Moscato, 47 anni.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Manola Cellura, al termine della requisitoria, ha chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi per la ginecologa; 3 anni per Cutaia, mentre un anno è stato chiesto per Giovanni Moscato.

Il 

bimbo nacque all’ospedale di Agrigento ma morì poche ore dopo, nella notte, per complicazioni dovute a una malformazione cardiaca, durante un trasporto in ambulanza dalla Città dei Templi a Taormina.

La scorsa udienza è stato ascoltato un cardiologo che ha dichiarato che il piccolo Salvatore “si poteva salvare se non ci fossero stati inconvenienti in ambulanza”.

In sostanza nella sua arringa il pm ha detto: “Sarebbe stato sufficiente essere più attenti per salvare la vita del piccolo Salvatore. Se la patologia fosse stata diagnosticata in tempo e il personale avesse controllato il funzionamento della culletta termica il piccolo non sarebbe morto”.

La culletta termica nella quale il neonato doveva essere trasportato dall’ospedale San Giovanni di Dio al San Vincenzo di Taormina non funzionava e il tragitto si protrasse per ben sette ore. Troppo per tentare un intervento chirurgico: il cuoricino malato del piccolo Salvatore Aron smise di battere tre giorni dopo.

Prossima udienza il 7 maggio

Continuano i furti ad Agrigento. Come spesso accaduto nelle ultime settimane ad essere presa di mira è stata,ancora una volta, un’abitazione nel quartiere balneare di San Leone. 

I malviventi, sapendo che il proprietario di casa fosse uscito per seguire la messa, hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione, situata in viale Viareggio, svuotandola di ogni cosa di valore. A fare la scoperta lo stesso proprietario che ha avvisato le forze dell’pordine. Sul posto i carabinieri che hanno avviato le indagini dopo alcuni rilievi.

Avrebbe venduto un trattore non a norma e, per tale motivo, la Procura della Repubblica ha chiesto la condanna nei confronti di una donna, originaria di Naro, per “violazione delle normative in materia di sicurezza 
sul lavoro “. 

trattore in questione è quello utilizzato da Liviu Parnica, 42enne bracciante agricolo romeno, morto a seguito di un incidente proprio mentre era alla guida del mezzo. Il romeno morì schiacciato dopo che il trattore si era ribaltato in un appezzamento di terreno nel quale egli stesso stava lavorando. 

 

I Consiglieri Comunali Di Emanuele Valentina, Sacco Concetta e Todaro Giuseppe del gruppo consiliare PD – Sicilia Futura, intervengono in merito alla nota stampa della CISL riguardante “l’emergenza stipendi” dei dipendenti comunali del Comune di Porto Empedocle.

“Ci riteniamo favorevoli alla richiesta fatta dal responsabile comunale  della CISL Eduardo Sessa, di affrontare il problema degli stipendi dei dipendenti comunali in un tavolo tecnico con l’amministrazione comunale, al fine di capire se ci sono trasferimenti regionali e nazionali in procinto di accredito nelle casse del’ente, in modo da risolvere il problema di liquidità e pagare la mensilità arretrata ed evitare in futuro ulteriori ritardi, riteniamo sia anche a tutele e salvaguardia degli stessi dipendenti e che ciò serve a fare chiarezza nei confronti dei lavoratori del comune di Porto Empedocle che attendono ormai con forte agitazione lo stipendio, che vedono slittare ogni fine del mese.

Ci uniamo anche al grido di allarme che riguarda il trasporto extraurbano degli alunni che frequentano le scuole del capoluogo, ormai da 2 anni a carico delle famiglie, già sofferenti per l’emergenza lavoro, ci auspichiamo che l’amministrazione comunale trovi una volta per tutte una soluzione per far si che dall’inizio del prossimo anno scolastico il servizio possa essere a carico dell’ente e non più gravoso nel bilancio delle famiglie empedocline.”

Lo dichiarano i Consiglieri Comunali Di Emanuele, Sacco e Todaro.  

Ieri pomeriggio si è riunito il Coordinamento provinciale della Lega Salvini Premier per discutere del quadro politico nazionale, regionale ed organizzativo interno, ma soprattutto per discutere collegialmente e tracciare le linee guida in vistadelle elezioni amministrative di primavera.

Nei vari comuni l’obiettivo sarà riconfermare lì dove ci sono degli uscenti o cercare di portare una propria rappresentanza per la prima volta nei vari consessi comunali; naturalmente per poter dare voce ai cittadini con una propria classe dirigente in linea con l’impostazione della Lega sempre vicina ai problemi della gente e che ne rappresenti non solo gli stessi ma si faccia anche portavoce di adeguate soluzioni.

Nei piccoli comuni si cercherà il dialogo con le varie espressioni civiche locali cercando sempre delle affinità in termini di linee programmatiche,rappresentanza e capacità amministrative.

Per quanto riguarda invece la città di Licata, il coordinatore provinciale Anna Sciangula annuncia l’intenzione di presentare una propria lista col simbolo della Lega; naturalmente l’auspicio è quello che si possa trovare una sintesi di un centrodestra unito sotto la figura di un candidato Sindaco condiviso che sia autorevole, capace, ma soprattutto ben visto tra i cittadini licatesi. Naturalmente nel momento in cui non dovessero esserci le condizioni di dialogo – sottolinea la Sciangula – ‘siamo pronti a perseguire una nostra strada di rappresentanza. Pronti quindi anche a correre da soli, qualora il quadro politico dovesse complicarsi o non ci dovesse essere la giusta interlocuzione con gli altri attori protagonisti della politica licatese.’

‘Licata ha dato un forte segnale alla Lega con più di 1000 voti pari quasi all’8%. Siamo sicuri che questa fiducia crescerà sempre più e che saremo sempre piùdeterminanti nel quadro della politica licatese per poter dare ai cittadini una voce autorevole che si faccia portavoce delle problematiche profonde che vive la città e di un disagio politico che, viste le varie vicissitudini che ha dovuto affrontare la città, trova la gente sempre più amareggiata e titubante a dare la propria fiducia. Cercheremo di dare voce alla Licata che produce, che ha voglia di riscatto e che ha pieno diritto a rimettersi in piedi per mostrare tutte le sue potenzialità sia produttive che turistiche.’

Così il Coordinatore provinciale Anna Sciangula.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Antonio Genna, ha assolto dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio l’agrigentino Francesco Catania, 35 anni, arrestato nel novembre scorso all’interno di un’abitazione di Siculiana. 

Il blitz scattò in una operazione congiunta delle Squadre Mobile di Caltanissetta e Agrigento. L’agrigentino fu trovato in possesso di 67,6 di hashish e 1,5 di marijuana nascosti all’interno di un barattolo per i biscotti. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna ad un anno di reclusione.

 

Per il giudice, invece, il fatto non costituisce reato poichè il quantitativo dell’hashish rientra nella categoria “uso personale”. Catania è stato difeso dall’avvocato Daniele Re. 

Prosegue ininterrottamente il controllo ambientale del territorio, da parte del Comando della Polizia Locale, per scoraggiare o reprimere quanti si ostinano a deturpare abbandonando i sacchetti dell’immondizia lungo le strade anziché differenziare disciplinatamente. Nelle ultime ore è stato individuato un agrigentino che a bordo di una moto Ape, aveva depositato due sacchi di spazzatura nella zona di via Petrarca nei pressi di un’area verde. Il trasgressore, ripreso da una videocamera e individuato attraverso alcuni dettagli del suo veicolo, dovrà pagare una somma pari a 600 euro. VIDEO:spazza – Large

 

Ed ancora….Via Atenea 

Agrigento e disservizi nell’ambito della nettezza urbana: da residenti di Via Orazio, un traversa di via Atenea, nel centro storico, abbiamo ricevuto delle fotografie che testimoniano la presenza da tempo di una discarica di spazzatura mai smaltita nonostante le segnalazioni da parte dei cittadini agli uffici competenti. Inoltre, gli stessi residenti della zona si sono recati al Comune per ottenere spiegazioni a seguito della soppressione del servizio di raccolta differenziata porta a porta. I residenti di via Orazio e dintorni sono ancora in attesa delle indicazioni promesse dagli uffici su come conferire i rifiuti. Nel frattempo il quartiere è impraticabile. 

Poi.. VILLASETA 

Agrigento e rimostranze di cittadini contro gravi disservizi nell’ambito della nettezza urbana: dalla frazione di Villaseta e, in particolare, da via Mongitore, abbiamo ricevuto numerose fotografie testimonianza dello stato di degrado incombente. Gli stessi residenti affermano: “Ecco i risultati della raccolta differenziata in via Mongitore a Villaseta. Inoltre, in questa via, da due anni non si vedono più gli operatori ecologici che una volta pulivano le strade settimanalmente. Noi paghiamo una tassa sulla spazzatura ma il servizio non è presente. Le fatture molto elevate arrivano puntualmente, però sulla strada non si incontrano più persone ma topi, scarafaggi e zecche! La via Mongitore è impraticabile in auto, per la presenza di grandissime buche e avvallamenti, e adesso le finestre delle abitazioni non si possono più aprire per il cattivo odore! Esasperati per questa situazione, stiamo pagando con le nostre tasche operatori che vengano a pulire le aiuole”.

Musumeci quasi rassegnato: “Il bilancio è ingessato, al limite del collasso”. Nella finanziaria inserita la restituzione dallo Stato alla Sicilia dei ricavi delle accise petrolifere.

La Finanziaria della Regione Sicilia è sotto esame della Commissione Bilancio. Il taglio e cucito ha modificato, e di tanto, la proposta del Governo, o per mancanza di coperture finanziarie o per gravi peccati di superficialità nelle previsioni normative. E il malcontento insorge, ad esempio, nel settore della Cultura, in ragione delle sforbiciate preventivate. Il presidente della Regione solleva le mani: non è una resa ma l’ammissione di una congiuntura ancora difficile. E le parole di Nello Musumeci sono: “I tagli sono ovunque e non solo alla Cultura. E’ un bilancio ingessato, impossibile. Voi non potete immaginare quante difficoltà abbiamo trovato e stiamo continuando a trovare: basta pensare che solo i disabili gravissimi costano ai siciliani 220 milioni di euro. Abbiano dovuto tagliare tutti i capitoli, e sono convinto che in sede di esame del bilancio troveremo, con la complicità delle forze parlamentari, il modo per ridurre i tagli perché la Cultura, assieme alle politiche sociali, alle infrastrutture, alla politica del turismo non possono e non devono essere penalizzati, ma si sappia che la spesa pubblica non può più essere il pozzo senza fondo. Ormai siamo arrivati al collasso ed al limite”. E poi Musumeci spiega il perché di cotanto disastro: “Perché abbiamo trovato una condizione finanziaria disastrosa: oltre 8 miliardi di indebitamento. La coperta è sempre più corta. Ogni anno allo Stato paghiamo un miliardo e 350 milioni di contributo per il risanamento della finanza pubblica e lo Stato dovrebbe darci almeno 600 milioni perché sulle accise finora si è compiuto a nostro danno un furto con destrezza” – conclude Musumeci. E quale è il furto con destrezza? E’ l’atavica questione delle accise sui prodotti petroliferi raffinati in Sicilia che, secondo lo Statuto siciliano, spettano alla Regione e che, invece, sono incassate dal governo nazionale. Ecco perché l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha inserito nella finanziaria la restituzione dei soldi ricavati dalle accise, e si tratta dei 600 milioni di euro rubati con destrezza a cui allude Musumeci. Il capogruppo all’Ars di “Diventerà Bellissima”, Alessandro Aricò, lancia un appello all’Assemblea ad approvare tale emendamento “perché – afferma – la restituzione dei soldi delle accise sui prodotti petroliferi da parte dello Stato è un diritto che spetta alla nostra Regione. Dopo anni in cui i precedenti governi regionali hanno troppo spesso esitato a rivendicare i diritti della Sicilia, talvolta addirittura rinunciandovi con accordi capestro, è finalmente giunto il momento di fare valere le nostre ragioni. Quei fondi, peraltro, potranno compensare un’altra ingiustizia, cioè la quota eccessiva pagata dalla nostra Regione sul versante della compartecipazione alla spesa sanitaria”.

A.R. Teleacras

 

“Il dissequestro della nave ProActiva Open Arms è una notizia scandalosa. Il gip di Ragusa non solo ha smentito la procura di Catania, ma di fatto ha reso carta straccia le leggi e i vari accordi stipulati in materia. Oggi abbiamo avuto conferma, quindi, che per una parte della magistratura quando si tratta di immigrazione clandestina ogni strumento è lecito. Un segnale molto pericoloso, per cui da questo momento in poi tutte le navi delle varie Ong si sentiranno legittimate a fare di testa propria, violando lo stesso codice per le Organizzazioni non governative che hanno sottoscritto e continuando, così, a scaricare migliaia di clandestini sulle coste italiane. Nella sostanza si legittima il diritto all’invasione. Pazzesco. Serve subito un governo con la Lega e con Salvini, per bloccare una volta per tutte l’immigrazione clandestina e difendere i nostri confini”.

Lo dichiara il deputato della Lega Alessandro Pagano.