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Il Tribunale dei minorenni ha assolto il minorenne di Agrigento, all’epoca dell’ipotesi di reato, imputato di omicidio stradale a seguito della morte, il 9 agosto del 2018, di Sofia Tedesco, 16 anni, anche lei di Agrigento, sulla sella dietro di lui a bordo di un ciclomotore che si ribaltò in via Chimento, al confine tra Agrigento e Favara. Lui sarebbe stato alla guida del due ore senza patente, e peccando di eccesso di velocità. Pertanto adesso proseguono le indagini, già sostenute dai Carabinieri, alla ricerca del conducente dell’automobile pirata che avrebbe provocato il sinistro mortale, come emerso da un’apposita perizia. L’imputato assolto è difeso dall’avvocato Gianluca Sprio.

A Montallegro i Carabinieri hanno denunciato alla Procura per stalking un uomo di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, allorchè, dallo scorso 21 febbraio quando si sono separati, avrebbe molestato, con pedinamenti e scritte ingiuriose sui muri di Montallegro, l’ex convivente, di 23 anni, che, stanca delle vessazioni, si è rivolta ai Carabinieri. La vigilanza dei militari proseguirà, a tutela della donna.

L’avvocato Giuseppe Scozzari ha discusso innanzi al Tribunale del Riesame il ricorso a favore di suoi tre assistiti, Angelo Piero Cutaia, 51 anni, direttore amministrativo di Girgenti Acque, Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale della stessa società, e Calogero Patti, 53 anni, dipendente, indagati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Waterloo” ruotante intorno alla società Girgenti Acque. L’avvocato Scozzari ha eccepito che non ricorre l’ipotesi del reato di associazione a delinquere allorchè i tre indagati non hanno avuto alcun legame con il presidente di Girgenti Acque, Marco Campione. Eventuali intercettazioni a sostegno dell’accusa risalgono a parecchi anni addietro, e dunque non giustificano misure cautelari, e, peraltro, sono prescritte

L’imbarcazione e i corpi dei 9 migranti dispersi nel naufragio dello scorso 30 giugno, verificatosi tra Lampedusa e l’isolotto di Lampione, sono stati localizzati a 90 metri di profondità dalla Guardia Costiera.

La Procura di Agrigento ha disposto che vengano realizzate delle foto e delle video-riprese del relitto e dei corpi in modo da avere tutte le informazioni utili alle indagini, considerato che è stata aperta un’inchiesta per il naufragio e per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Le ricerche, con il robot della Guardia costiera, erano iniziate lo scorso martedì, e tanti erano stati i tentativi, tutti vani fino a questo pomeriggio, quando si è scoperto che il relitto si trovava molto più in basso rispetto a come si riteneva. Non a 60, 70 metri bensì a 90.

Dalle prime riprese fatte sul relitto si conferma la presenza di 9 cadaveri, 8 sul fondale e uno all’interno dello scafo. Tra questi 7 donne di cui una incinta.

Il recupero sarà un’operazione assai complessa, dai costi elevati, – hanno fatto sapere dalla Procura di Agrigento  – e serviranno le autorizzazioni del Governo

 

Giocava a calcetto con alcuni coetanei, un bambino di 12 anni è deceduto, morendo sul colpo, dopo che gli è caduta in testa la porta del campo di calcetto.

Il tragico incidente è avvenuto a Carini, in Via Aldo Moro e sembra che il ragazzino si sia attaccato alla porta che poi ha ceduto cadendogli addosso. Inutili i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Carini che hanno sequestrato l’area. I rilievi degli uomini della scientifica e le testimonianze dei compagni di gioco chiariranno la dinamica di quanto accaduto. .

I carabinieri e la polizia municipale di Carini stanno cercando di accertare se il gruppo stesse giocando in un campetto allestito dagli stessi ragazzi o in una struttura abbandonata. Il pubblico ministero, dopo la ricognizione del medico legale, sta valutando se effettuare o meno l’autopsia.

A causa dell’ennesimo guasto, la nave “Sansovino” non è partita ieri sera da Porto Empedocle verso Lampedusa e Linosa, pregiudicando il trasporto di persone e merci. In proposito interviene, ancora una volta, il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, che afferma: “Mi chiedo quanti altri disservizi dobbiamo ancora subire prima che la Regione apra gli occhi e si renda conto delle inadempienze contrattuali da parte della società che gestisce i collegamenti navali. Se si trattasse di singoli episodi, di guasti saltuari, posso capire che si intervenga con riparazioni ordinarie, ma qui siamo di fronte a guasti seriali, sistematici, di navi che non ce la fanno più e devono essere sostituite. La Regione ha il dovere di intervenire e imporre alla società una delle due alternative: o ci mettono a disposizione navi efficienti, moderne e sicure, o si rescinde il contratto e si individua un’altra società di navigazione. Perché non è corretto, non è accettabile che anche in piena stagione estiva si lascino a terra cittadini, turisti e carichi di merci necessarie alle attività commerciali dell’isola”.

E’ stato nominato il nuovo presidente del Tribunale di Palermo. Dopo due votazioni il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha conferito l’incarico ad Antonio Balsamo, 57 anni, che sostituirà Salvatore Di Vitale, in pensione dal prossimo 15 luglio. L’altro candidato è stato il giudice per le indagini preliminari, Piergiorgio Morosini. I due hanno ottenuto gli stessi voti, ma è stato designato Balsamo perché più anziano di ruolo di Morosini. Antonio Balsamo è entrato in magistratura nel 1991. E’ stato pretore di Palermo, e poi giudice del tribunale di Palermo, dove, tra l’altro, ha trattato il processo Andreotti.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, e il deputato leader del movimento “Cento passi”, Claudio Fava, tramite la stampa lanciano un appello affinchè non sia chiuso il Punto nascite a Licata. E affermano: “Si tratta di una struttura che garantisce un importante servizio sanitario ad una popolazione di oltre 70 mila abitanti, che aumenta notevolmente durante il periodo estivo, e che deve continuare ad esistere. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Licata è attualmente uno dei pochi, se non l’unico, che può vantare un numero di parti in continuo e costante aumento, ma le carenze strutturali e di organico, che avrebbero dovuto essere eliminate per scongiurare la chiusura, rischiano di segnare definitivamente il futuro del reparto. Il governo regionale si attivi rapidamente per ripristinare la funzionalità della struttura a partire dalla copertura dei posti vacanti che attualmente costringono i 3 medici, degli 8 previsti in pianta organica, a turni massacranti”.