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Un nuovo avviso di allerta meteo per rischio idrogeologico e idraulico è stato diramato dalla protezione civile regionale per la zona E, quella cioè dove insiste la provincia di Agrigento. Per questo ha attivato un allerta Giallo per rovesci o temporali a partire dalle 16 di oggi 3 gennaio 2021 e fino alle 24. Per domani 4 gennaio fino alle 24 è invece previsto un  allerta verde di generica vigilanza.

“Il numero di ricoveri in Sicilia non scende più anzi tende ad aumentare. Il nostro centro di ricerca ha elaborato una nuova modalità di monitorare i ricoveri studiando la decelerazione e l’accelerazione dell’ospedalizzazione un po’ come si fa con i motori”.

Lo dichiara il prof. Salvatore Corrao, direttore dell’U.O.C. di Medicina Interna dell’Arnas Civico Palermo in una intervista rilasciata al quotidiano ilsicilia.it.

Il prof. Corrao continua: “L’informazione che si ha è più completa e non riguarda il numero di ricoveri ma se questi stanno scendendo o stanno salendo e con quale rapidità. In poche parole fa prevedere la velocità di occupazione o, al contrario, di svuotamento degli ospedali. Il grafico va saputo leggere: lo zero, la linea tra i due colori indica il plateau, cioè quando il numero di ricoveri non scende né sale, la parte sopra lo zero indica che stiamo accelerando allontanandoci o avvicinandoci al plateau, lo stesso per la parte che sta sotto ma questa volta se ci allontaniamo vuol dire che stiamo riducendo il numero dei ricoveri fino a ritornare a zero. Questo tipo di grafico ci ha permesso di prevedere ad agosto che il numero di ricoveri aveva continue accelerazioni e decelerazioni che non facevano presagire nulla di buono ed infatti siamo stati travolti ad ottobre da quello che avevamo definito nubifragio più che tsunami; adesso dal 28 dicembre abbiamo lasciato la zona verde con una brusca accelerata verso l’alto. Vedremo le oscillazioni nei prossimi giorni cosa ci diranno. La situazione sembra differente in Italia ma l’avvicinamento allo zero è troppo precoce e probabilmente in modo più progressivo porterà ad un aumento del numero complessivo dei ricoveri. Purtroppo il numero delle persone che muoiono continua a salire”.

Fonte: ilsicilia.it

Una cena di Natale costata cara ad almeno tre nuclei familiari i quali si sono riuniti per passare insieme la classica cena di Natale. Si tratta di famiglie diverse che però, purtroppo, ha coinvolto trenta persone che sono risultate positive al coronavirus.
Il sindaco Silvio Cuffaro, nel ribadire una certa superficialità nell’affrontare l’epidemia, ha lasciato il seguente messaggio nella sua pagina di facebook:
“La situazione sanitaria ufficiale del nostro paese conta 2 positivi al covid-19, quella ufficiosa (frutto di tamponi istantanei) é di 30 raffadalesi positivi, famiglie intere, da grandi a piccini, purtroppo travolti da questa bestia.
A questi miei concittadini dico di tenere duro e non preoccuparsi, io per quello che posso, resto a disposizione.
A loro e a tutti voi io e la mia squadra auguriamo un 2021 che ci riporti alla normalità e l’accoglienza di questo nuovo anno con la rinnovata speranza che ce la faremo e ce la faremo tutti insieme. Buon 2021 mia cara Raffadali”

Sono 66 i casi Covid 19 ufficializzati nella città del vino. Il Comune menfitano, con la solita puntualità, solerzia e trasparenza, ha comunicato oggi la situazione con i propri canali social.

Si tratta di dati che l’Asp ha riferito al sindaco Marilena Mauceri, che quest’ultima ha riferito ai cittadini tutti. Tutti sono in isolamento domiciliare, c’è anche la comunicazione di una persona guarita. Sedici sono i menfitani in attesa dell’esito del 2° tampone per accertare la guarigione.

La situazione preoccupa un pò tutti a Menfi, l’aumento dei casi è stato determinato da un focolaio che si è poi allargato e che si deve tenere sotto osservazione, cercando di bloccare la catena del contagio. Si deve fare bene ciò che si è fatto a Sambuca di Sicilia, oggi quasi Covid free dopo avere sfiorato i 100 contagi.

La scrivente organizzazione sindacale nel condannare le frasi violente e maschiliste dell’On. Vincenzo Figuccia deputato leghista all’ Assemblea regionale siciliana  sulla mancanza di donne nel rimpasto della Giunta guidata da Nello Musumeci che riportiamo:  “Ciò che conta non è ciò che gli assessori hanno in mezzo alle gambe ma ciò che hanno in mezzo alle orecchie. E soprattutto come lo usano per il bene dei siciliani”  si unisce all’appello delle studentesse e professoresse, attrici, professioniste, attiviste e giornaliste, le quali chiedono attraverso un’appello, le dimissioni del deputato.

All’On.Figuccia desideriamo ricordare che  la condizione femminile in Italia ha subito nel tempo moltissimi cambiamenti positivi e le donne si sono viste riconoscere durante il XIX e il  XX secolo sempre maggiori diritti che precedentemente erano riconosciuti solo agli uomini. Alcide De Gasperi nomina la prima donna in un governo, Angela Maria Guidi Cingolani.  Nel 1956 vengono ammesse le donne nelle giurie popolari delle Corti d’Assise e come componenti dei Tribunali per minorenni. Con la legge n.1083 del 7 dicembre 1959 nasce il Corpo di Polizia Femminile. Dal 9 febbraio 1963, con la legge n.66, viene concesso alla donna il diritto di entrare a far parte della magistratura. Le prime 8 donne vi entreranno il 5 aprile 1965 Marisa Cinciari Rodano diventa la prima donna vice presidente della Camera dei Deputati. Tina Anselmi diventa la prima donna ministro  Maria Adelaide Aglietta diventa la prima donna segretaria di un partito politico. Nilde Iotti Presidente della Camera dei Deputati per 3 volte, Anna Nenna D’Antonio, diventa la prima donna a ricoprire la carica di Presidente Regionale. Camilla Ravera, prima donna ad essere nominata senatrice a vita dal Presidente Pertini. Franca Falcucci diventa la prima donna a ricoprire la carica di ministro dell’Istruzione. Elda Pucci fu la prima donna a diventare sindaco di una grande città, Palermo. Con la legge n.215 del 25.2.1992 1992 viene promossa l’uguaglianza sostanziale e le pari opportunità per uomini e donne nell’attività economica e imprenditoriale. Nel 1963 Marta Cartabia prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Corte Costituzionale. Cècile Kyenge diventa la prima donna “nera” (come lei di solito preferisce definirsi) a ricoprire la carica di Ministro nella Repubblica Italiana. Maria Luisa Pellizzari vice capo Polizia di Stato. Laura Lega Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco. Ecc.ecc. Non basterebbero centinaia di pagine per raccontare il ruolo importante delle donne nella nostra Democrazia Costituzionale e nel Mondo. Le donne come diceva Rita Levi Montalcini, sono la colonna vertebrale della società. L’unico a non saperlo è sicuramente l’On.Figuccia.

A Naro snellimento delle procedure relative al condono edilizio tramite deposito di perizia giurata. L’Ecobonus casa, il cosiddetto 110%, ha un limite invalicabile nella presenza di abusi anche piccolissimi negli edifici per i quali si vuole chiedere quanto previsto dalla legge.
La vicenda delle sanatorie è stata attenzionata dal Sindaco di Naro Maria Grazia Brandara sin dal suo insediamento sollecitando l’ufficio condono edilizio a  porre in essere ogni attività utile ad accelerare l’evasione delle pratiche edilizie ancora pendenti che risultavano essere 788, nell’ottobre 2019.
A distanza di un anno, lo scorso ottobre, i possibili fruitori delle opportunità del 110% escludevano tutti coloro che avevano presentato pratiche di condono edilizio ai sensi delle leggi 47/85, 724/94 e 326/03, perché quelle non evase risultavano essere ben 767 registrando un ritardo inaccettabile.
Tenuto conto che è obiettivo strategico della giunta Brandara procedere alla definizione di tutte le pratiche di condono edilizio giacenti presso gli uffici comunali, anche in considerazione della necessità dei cittadini di poter sanare, in tempi celeri, le irregolarità edilizio/urbanistiche del proprio fabbricato anche al fine di potere accedere alle agevolazioni statali dell’ecobonus e sismabonus 110%, l’Amministrazione comunale di Naro, su proposta del Sindaco, ha  voluto attenzionare ed attuare la norma regionale (art. 28 L.R. 16/2016) attraverso la possibilità di depositare una perizia giurata di un tecnico abilitato all’esercizio della professione, iscritto in un albo professionale, attestante il pagamento delle somme versate per l’oblazione e per gli oneri di urbanizzazione nonché il rispetto di tutti i requisiti necessari per ottenere la concessione in sanatoria, oltre la copia dell’istanza di condono edilizio presentata nei termini previsti dalle leggi 47/85, 724/94, 326/2003.
I naresi interessati, dovranno allegare, per il periodo dal 2015-2020 (leggasi ultimo quinquennio), ove previste, le ricevute di versamento delle imposte comunali sugli immobili e quelle per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Fatto ciò l’amministrazione comunale ha previsto che l’ufficio condoni programmi in via ordinaria e con il metodo del campione estratto (random) ogni primo lunedì del mese attraverso l’utilizzo di piattaforma informatica, le seguenti determinate verifiche:
ogni pratica deve essere corredata da una check list istruttoria preventivamente redatta e approvata dal  capo settore tecnico e resa pubblica sul sito dell’Ente, recante il catalogo dei contenuti attesi, delle verifiche e delle rispettive date, tale che, ogni pratica sia immediatamente conoscibile in ogni momento, la completezza delle condizioni dichiarate e degli adempimenti di parte, attestanti le verifiche condotte dall’ufficio all’epoca delle stesse, la fase e lo stato del procedimento.
Trascorso il termine di 90 giorni dalla data di deposito della perizia, senza che sia stato emesso provvedimento con il quale viene assentito o negato il condono, la perizia acquista efficacia di titolo abitativo.
Un buon inizio di anno per i cittadini naresi!
 
Dichiarazione del Sindaco:
“Il tempo e gli adempimenti burocratici, a volte, impediscono agevolazioni che le leggi prevedono. Ecco perché ho voluto, proponendo, così come previsto dalla L.R. 16/2016, alla mia giunta che unanimemente ha condiviso, il ricorso ad uno strumento, quello della perizia giurata che saprà dare importanti e celeri risposte ai cittadini che attendono da anni di sanare laddove previsto dalla legge e alle casse del comune che in questo modo introiteranno quanto dovuto”.

Confcommercio e Fipe della Provincia di Agrigento, per bocca del presidente provinciale Alfonso Valenza e della presidente provinciale del Fipe Gabriella Cucchiara, esprime la più totale e sentita solidarietà nei confronti dei titolari e dello staff del Bar Caffetteria Nobel  del Viale della Vittoria, la cui parte esterna nella notte è stata devastata da un incendio.

“Siamo molto addolorati per quanto accaduto e ci teniamo ad esprimere solidarietà e vicinanza ai gestori e tutto lo staff del locale. Con tanta tristezza leggiamo dai giornali gli sviluppi dell’incendio che ha colpito la struttura. Nonostante non si tratti di nostri associati ci rendiamo disponibili per eventuali iniziative di sostegno, con l’augurio che il Bar Nobel possa riaprire il prima possibile”.

#PiuDonnePerLaSicilia.

È questa la petizione, lanciata dalla CGIL Sicilia,  diretta al Presidente della Repubblica e alla Ministra per le pari opportunità a seguito della scelta del presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci, di approvare una  giunta tutta al maschile.

Infatti, la recente sostituzione di due assessori ha avuto come effetto l’uscita dell’unica donna presente all’interno della giunta regionale.

Scelta, questa,  che concede alla Sicilia il triste primato di essere l’unica regione italiana priva di rappresentanza femminile. Ponendo, di conseguenza,  la regione  all’ultimo posto del Paese per democrazia paritaria.

Tale decisione, inoltre,  si pone in netta violazione dei principi costituzionali sulla parità di genere, oltre che in assoluto contrasto con  le norme sul funzionamento del Governo regionale e dell’Assemblea regionale, che meno di un anno fa ha approvato una disposizione, a partire dalla prossima legislatura,  a garanzia della presenza minima di un terzo di donne in giunta.

A lanciare per prima l’allarme, Mimma Argurio,  segretaria regionale della Cgil isolana,  nei confronti della quale non sono mancate le reazioni da parte della maggioranza dell’assemblea siciliana.

In particolare, il deputato leghista Figuccia  è riuscito a pronunciare frasi maschiliste ed ingiuriose che non meritano di essere ripetute.

Per la Cgil, però, non è importante rispondere alle ingiurie, è importante evidenziare  che la democrazia è povera se le donne non sono presenti, e, soprattutto operare a garanzia della stessa.

A rilanciare l iniziativa  della petizione, adesso è la Cgil di Agrigento, congiuntamente al coordinamento donne provinciale, Che con Alfonso Buscemi e Caterina Sparacino si unisce a gran voce a questo grido di allarme contro i diritti sulle pari opportunità e di conseguenza alla democrazia, invitando quanti più possibile a firmare la petizione attraverso il seguente link :   http://chng.it/gjGyH7hCNb

Si è conclusa poco prima delle ore 20 ieri sera la prima giornata di vaccinazioni anticovid nei cinque presidi ospedalieri della provincia di Agrigento.

Sono stati fatti pochi vaccini rispetto alle previsioni, in alcuni ospedali si è cominciato in ritardo, ma da oggi la situazione dovrebbe normalizzarsi ed entrare a regime già domani.

Ieri sono stati effettuati 80 vaccini ad Agrigento, 70 a Sciacca, 101 a Ribera, 50 a Canicattì e 72 a Licata.

Il primo vaccino in assoluto è stato fatto a Sciacca, prima che le altre fiale con la scorta della Polizia stradale raggiungessero gli ospedali di Ribera, Agrigento, Licata e Canicattì. A sottoporsi alla procedura il direttore sanitario di presidio Gaetano Migliazzo. Dopo di lui gli operatori del reparto Covid e dell’area di emergenza. Poi si è proseguito con le altre unità operative, con una procedura analoga a quella effettuata negli altri presidi sanitari della provincia.