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E così la signora Ilanda Vecchia ha raggiunto il prestigioso traguardo dei cento anni.
Abita ad Agrigento, da sola, ed è autosufficiente. Cucina, lava, stira e guarda la tv. La figlia, unica, abita a qualche centinaio di metri dalla mamma, spesso la va a trovare per fare due chiacchiere.
La signora Iolanda, dicevamo, ha una figlia, 4 nipoti e 3 pronipoti. Il traguardo dei cento anni è stato festeggiato insieme al sindaco di Agrigento Francesco Miccichè e al suo medico di famiglia, dott. Vito Maggio il quale ha la donna fra i propri iscritti.
E proprio al dott. Vito Maggio chiediamo sulle condizioni di salute della signora Iolanda. Dice: “La signora sta benissimo, è perfettamente lucida ed è in grado di organizzare la propria giornata con tutte le faccende domestiche da approntare. Mangia nella norma, non eccede, e spesso fa le analisi che risultano essere sempre ottimali. Evidentemente ha qualche acciacco,  – conclude il dott. Maggio – ma non dimentichiamo che ha raggiunto i cento anni…”
Alla signora Iolanda vanno gli auguri della nostra redazione.

7.369 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 46.187 tamponi processati in Sicilia; ieri erano 7.100. Il tasso di positivita’ sale al 15,9% ieri era al 15,5%. L’isola è al nono posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 237.407 con un aumento di 5.691 casi. I guariti sono 1.939 mentre le vittime sono 47 e portano il totale dei decessi a 8.471. Sul fronte ospedaliero sono 1.620 ricoverati, con 19 casi in piu’ rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 144.

Palermo registra 1.602 casi, Catania 1.513, Messina 1.047, Siracusa 820, Trapani 644, Ragusa 791, Caltanissetta 577, Agrigento 530, Enna, 153.

Nel variegato ed intricato mondo della disabilità, da qualche anno un termine ha sostituito l’ormai obsoleto “integrazione”: è la parola “inclusione”. Per inclusione, si intende la messa in atto di tutte le strategie atte a rendere uguali e non dissimili le persone che per vari motivi presentano una diversità data da varie condizioni, siano esse di ordine sociale, sia di disabilità. Il mondo della disabilità è straordinario, pieno di emozioni a volte struggenti. Non è facile, ma per capire bisogna frequentare. Allora, dare un’occhiata a questa realtà, trascorrere qualche ora del proprio tempo con un disabile e scoprire come vive, il suo quotidiano. Il processo di inclusione, scolastica in Sicilia ha ancora un orizzonte lontano, ma la speranza si sa, è l’ultima a morire, anche nel nostro tempo, dove tutto appare palese: le regole che non regolano più nulla, la politica che non serve più ad amministrare un paese e sempre più soffocati, ecco l’esercito dei disabili.  La vita osteggiata dalla condizione fisica, dalla negazione di un diritto a vivere, dai pregiudizi.

La  Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione e i diritti dei disabili che doveva essere il punto di riferimento normativo per l’inclusione scolastica delle persone disabili, giù nel profondo Sud, non esiste. La famosa legge 104 del 1992 che consiste nell’obbligo da parte dello Stato di rimuovere qualsiasi tipo di impedimento che possa limitare il potenziale di sviluppo della persona con disabilità, vedi l’inclusione dei bambini disabili gravi, giù nel profondo Sud, non viene applicata come dovrebbe. E’ facile riempirsi la bocca di  inclusione scolastica , di principi della nostra Costituzione, con riferimenti all’articolo 34, in cui si garantisce il diritto allo studio per tutti;  all’articolo 3, in cui si   parla di uguaglianza e di pari dignità: all’articolo 38, che tratta di diritto allo  studio delle persone diversamente abili.  Da noi, profondo Sud ,non esiste. Le scuole non sanno cosa fare, se non affidare agli ATA (con un corso di poche ore) i bambini disabili gravi. Nel frattempo viene azzerato  il servizio di assistenza igiene personale nelle scuole di competenza comunale. Vedi Trapani, vedi Licata ecc.  dove risultano casi in cui il diritto dello studente, riconosciuto e previsto nel PEI, elaborato e approvato dal GLO – Gruppo operativo per l’inclusione, non trova ancora attuazione. Bisogna avere il coraggio di dare una spallata di dignità, alla  discriminazione che ancora regna sovrana nel mondo della disabilità,nelle nostre scuole.

“Sono vicino agli infermieri che seppur in trincea nella guerra al Covid, sono vittime delle conseguenze del disastro organizzativo e di una politica che deve mostrargli vicinanza con i fatti e non solo con le chiacchiere”.

Così il parlamentare regionale del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di Caro, sulla mobilitazione del personale infermieristico.

“La quarta ondata pandemica – aggiunge il deputato agrigentino – sta mettendo a dura prova gli infermieri, da quasi due anni questi operatori sanitari non hanno goduto di ferie, svolgono turni estenuanti, nonostante i rischi a cui sono soggetti, con professionalità continuano ad operare nonostante il contratto nazionale scaduto e che sono in attesa ancora dello sblocco delle indennità specifiche che erano state stanziate nel dicembre del 2020.
Sono stati definiti eroi – conclude Di Caro – ma gli infermieri ad oggi, restano i meno pagati d’Europa, sono professionisti che hanno diritto ad avere le adeguate condizioni di lavoro e i giusti compensi”.

In data 28 gennaio 2022 , l’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano ha indirizzato una lettera a mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani, con la quale ringrazia, a nome dell’Arcidiocesi di Agrigento e, in particolare, della Comunità ecclesiale di Ravanusa per la generosa donazione fatta pervenire dalla Diocesi di Trapani quale contributo di solidarietà per le vittime del tragico evento occorso a Ravanusa.

“Ci commuove il pensare – scrive mons. Damiano – che l’intera comunità trapanese abbia dedicato la giornata del 19 dicembre alla preghiera pro vivis et defunctis per quest’evento che segnerà per sempre la nostra comunità. Ravanusa – conclude – pian piano, si rialzerà, forte anche del sostegno che arriverà tramite la vostra preghiera”.

Il contributo di solidarietà dalla diocesi di Trapani è di € 15.000.

Tale somma si aggiungerà alla Colletta del 19 dicembre 2021 nell’Arcidiocesi di Agrigento (€ 82.631,91 integrata da risorse proprie della Caritas) e sarà nella disponibilità di Caritas Diocesana Agrigento che tradurrà – come già comunicato – in scelte rapide ed oculate, concordate con gli altri attori del territorio.

A Castelvetrano è stata arrestata dai Carabinieri, per omicidio preterintenzionale, Aurora Campanella, la ragazza di 22 anni che la notte di Natale avrebbe spinto contro un parapetto Antonino Calandrino, carrozziere di 62 anni, morto dopo 10 giorni di ricovero al Trauma Center di Villa Sofia a Palermo. Lui, Calandrino, uscì da casa per sedare una lite tra la ragazza e un uomo, a pochi metri dalla sua automobile. All’invito ad allontanarsi dall’automobile, il carrozziere sarebbe stato spinto da Aurora Campanella, cadendo da circa 4 metri.

La preside dell’Istituto tecnico, economico e tecnologico “Leonardo Sciascia” di Agrigento, Patrizia Marino, annuncia che si sono conclusi i lavori di ristrutturazione e rinnovo dei locali dello storico istituto “Michele Foderà”, che ospiterà dal prossimo anno scolastico i corsi tradizionali per ragionieri. Patrizia Marino commenta: “Si restituisce al territorio un’offerta formativa importante in un luogo storico e soprattutto nevralgico per la facilità di accesso e la vicinanza agli assi viari principali che renderanno sicuro e veloce il raggiungimento della scuola, soprattutto per gli alunni delle prime classi. Colgo l’occasione per ricordare alle famiglie che l’iscrizione alle prime classi per l’anno scolastico 2022/23 sono aperte fino al prossimo 4 febbraio”.

In Sicilia le giunte di oltre cento Comuni delle cosiddette “Terre alte di Sicilia”, interessati all’istituzione delle zone franche montane, hanno adottato una Delibera di giunta inviata al presidente delle Regione, Musumeci, e agli assessori. La proposta è stata avanzata dall’Associazione zone franche montane Sicilia che ha chiesto di emanare un’apposita delibera di giunta regionale, destinando i 20 milioni di euro già stanziati dalla legge di bilancio, a titolo di concorso alla compensazione degli svantaggi strutturali derivanti dalla condizione di insularità, per il finanziamento delle fasi istitutive le zone franche montane in Sicilia, al fine di favorire la conclusione della fase istruttoria, a difesa del diritto di residenza nelle Terre alte di Sicilia”.

Non si avevano più notizie da alcuni giorni, ed è stata trovata morta in casa. Una sessantottenne di Agrigento che viveva da sola, in una abitazione di via Callicratide, è deceduta quasi sicuramente per un malore improvviso. Sono stati i vicini, e un familiare, temendo che le fosse successo qualcosa che ieri mattina, hanno deciso di allertare i soccorsi.

Sul posto i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, l’ambulanza del 118, e i vigili del fuoco del Comando provinciale. I pompieri hanno aperto la porta d’ingresso. Appena entrati hanno rinvenuto il corpo senza vita della proprietaria di casa.

Dall’ispezione cadaverica del medico legale e del personale sanitario il decesso potrebbe essere avvenuto alcuni giorni fa, in seguito ad un malore.

Nel 2015, il Comune di Agrigento aveva rigettato l’istanza di permesso di costruire presentata dalla ditta “M.V.M. C. s.r.l.” con sede in Agrigento, per la realizzazione di 21 villette a schiera in contrada Pisciotto su terreni ricadenti, secondo l’Amministrazione comunale, quasi interamente all’interno del piano particolareggiato Quadrivio Spinasanta, con destinazione ad attrezzature di interesse collettivo.

La ditta costruttrice proponeva ricorso dinanzi al T.A.R. Sicilia – Palermo, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, chiedendo l’annullamento del provvedimento di diniego in ragione del fatto che il vincolo espropriativo “ad attrezzature di interesse collettivo” posto alla base del provvedimento di diniego al permesso di costruire richiesto, in realtà non era più efficace al momento di adozione del provvedimento impugnato.

Secondo la tesi sostenuta dagli avv.ti Rubino e Airo’, il vincolo imposto era da ritenersi di natura espropriativa, con conseguente perdita di efficacia allo scadere del termine di cinque anni dall’approvazione del p.r.g. del 2009.

La Seconda Sezione del T.A.R. Sicilia Palermo, accogliendo la censura sollevata dai difensori Rubino ed Airò sull’efficacia quinquennale dei vincoli espropriativi e, dunque, anche di quello imposto sui terreni siti in c.da Pisciotto nel Comune di Agrigento, ha annullato il provvedimento di diniego a costruire le 21 villette proprio in ragione del fatto che, alla data di adozione dell’impugnato diniego, il vincolo non era più efficace, con conseguente illegittimità del provvedimento.

A seguito della suddetta pronuncia, il Comune di Agrigento – condannato anche al pagamento delle spese giudiziali in favore della ditta ricorrente – dovrà riesaminare nuovamente l’istanza, con conseguente possibilità per la ditta costruttrice di ottenere, in presenza dei presupposti di legge, l’agognato permesso di costruire per la realizzazione del complesso edilizio in c.da Pisciotto.