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Sarà la sala convegni “Pellegrino” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (via Acrone 27) ad ospitare il prossimo mercoledì 22 giugno 2022, con inizio alle ore 10.00, l’incontro convocato dal Dipartimento degli Affari Extraregionali della Presidenza della Regione Siciliana – D.A.E, al quale parteciperanno i rappresentanti dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane della Sicilia. Si tratta di un incontro informativo sulle opportunità di orientamento e strutturazione dei partenariati locali, per avviare un percorso di concertazione sulla nuova programmazione europea 2021-2027 in materia di fondi diretti, individuando le aree tematiche prioritarie per i partenariati in grado di intercettare i fondi disponibili.

Tra gli Enti e i soggetti giuridici operanti nel territorio della Regione Siciliana, le Città metropolitane ed i Liberi consorzi comunali costituiscono una rete con una profonda conoscenza dei territori e delle loro esigenze, operando in stretta connessione con soggetti pubblici e varie realtà territoriali locali ed essendo in grado di acquisire informazioni puntuali su tutte le iniziative suscettibili di finanziamento.

L’incontro del 22 giugno, oltre ad una prima azione di informazione, sarà l’occasione per sottoscrivere il protocollo di intesa tra Regione Siciliana e Liberi Consorzi e Città Metropolitane, che si confermano enti intermedi fondamentali per la concertazione e la promozione di progetti sia in ambito regionale che internazionale.

Registrati 581 nuovi casi positivi di Covid-19, una nuova vittima a Palma di Montechiaro. Questi dati emergono dal bollettino dell’Asp di Agrigento che fa riferimento al periodo 17-19 giugno.

Sono 19 gli ospedalizzati all’ospedale di Ribera, di cui 17 nei reparti di degenza ordinaria e 2 in terapia intensiva.

I casi distribuiti per ciascun comune della provincia secondo il report:Agrigento 398; Alessandria della Rocca 6; Aragona 48; Bivona 35; Burgio 1; Calamonaci 6; Caltabellotta 5; Camastra 4; Cammarata 30; Campobello di Licata 36; Canicattì 156; Casteltermini 23; Castrofilippo 5; Cattolica Eraclea 5; Cianciana 22; Comitini 7; Favara 221; Grotte 18; Joppolo Giancaxio 2; Licata 107; Lucca Sicula 2; Menfi 44; Montallegro 10; Montevago 21; Naro 18; Palma di Montechiaro 52; Porto Empedocle 104; Racalmuto 12; Raffadali 52;  Ravanusa 16; Realmonte 31; Ribera 55; Sambuca di Sicilia 21; San Biagio Platani 30; San Giovanni Gemini 20; Sant’Angelo Muxaro 12; Santa Elisabetta 17; Santa Margherita Belice 39; Santo Stefano Quisquina 48; Sciacca 261; Siculiana 20; Villafranca Sicula 2.

Attualmente non ci sono positivi al Covid sulle navi quarantena.

 

La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa e, confermando quanto disposto dal Tribunale di Palermo e poi dalla Corte di Appello, ha applicato la Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza a carico di Giuseppe Puleri, 42 anni, di Campobello di Licata, ritenuto un esponente di spicco della locale famiglia mafiosa, cugino del boss ed ex capo di Cosa Nostra agrigentina Giuseppe Falsone. La misura, proposta dalla Divisione Anticrimine della Questura di Agrigento, impone l’obbligo di soggiorno, con relative imposizioni per la durata di tre anni, e sarà applicata non appena Puleri uscirà dal carcere. Il 42enne è stato condannato in primo grado a 10 anni e 8 mesi (è in corso l’Appello) nell’ambito dell’inchiesta “Halycon”.

Sono stati finanziati due interventi a favore della città di Agrigento: 350mila euro per la palestra dell’Istituto Comprensivo Salvatore Quasimodo – Plesso Giuseppe Fava a Monserrato. E 350mila euro per la palestra dell’Istituto Comprensivo – Rita Levi Montalcini – Plesso Federico secondo – Villaggio Mosè. Sono previste opere di adeguamento funzionale e recupero sicurezza impiantistica delle palestre, delle aree di gioco, e di impianti sportivi adibiti ad uso didattico. Il sindaco Franco Miccichè e l’assessore alla programmazione dei fondi europei, Gerlando Principato, affermano: “Non potevamo farci sfuggire l’opportunità di partecipare all’avviso con cui si intende rendere le palestre scolastiche non solo più sicure, ma anche più attrattive e funzionali ai processi di apprendimento”.

Il Tribunale di Sciacca ha assolto sette imputati, tra cui cinque sindaci di Comuni agrigentini, già parte dell’Unione Platani – Quisquina – Magazzolo. Gli si è contestato il reato di abuso d’ufficio a seguito della nomina, nel 2013, dell’esponente politico di Sciacca, Vincenzo Marinello, a responsabile del settore finanziario dell’Ente, a fronte di un espresso divieto a ricorrere a personale esterno per l’affidamento di tale incarico. Gli assolti sono Vincenzo Marinello, i già sindaci Alfonso Frisco, Giovanni Panepinto, Santo Alfano, Filippo Bartolomeo, Francesco Cacciatore, e poi Salvatore Re in qualità di segretario della “Unione Platani-Quisquina-Magazzolo”, poiché avrebbe espresso parere favorevole sulla regolarità della nomina, istigando gli altri nel compiere l’illecito.

A Partinico, in provincia di Palermo, è stato o ritrovato il cadavere di Vito Stabile, 82 anni, del quale non vi sono state più tracce da giovedì scorso. Il corpo è stato recuperato in una scarpata in contrada Tammi, non distante dalla casa dell’anziano, in via Madonna del Ponte. I Vigili del fuoco lo hanno cercato avvalendosi anche di droni e di cani addestrati. Stabile per tanti anni ha lavorato in Svizzera come operaio in un’impresa, e poi si è ritirato a Partinico per dedicarsi alla campagna.

A Catania in via Etnea la notte tra sabato e domenica, intorno all’una, una moto Ducati, per cause in corso di accertamento, si è schiantata contro un’automobile Opel Corsa. Sono morte le due persone in sella alla moto, entrambe appena fuori dalla pizzeria dove hanno lavorato per il turno serale. Si tratta di un uomo di 31 anni di Motta Sant’Anastasia, Antonino Vitelli, e un altro di 21 anni di Enna, Luigi Severino. L’auto, dopo l’impatto con la moto, ha abbattuto un palo della segnaletica e ha sbattuto contro la saracinesca di un negozio.

A Ribera è stato trovato il cadavere di un pensionato di 70 anni, ripescato dalle acque del fiume Platani, in contrada Maenza. A recuperare il corpo sono stati i Vigili del fuoco della squadra Speleo alpino fluviale del comando provinciale di Agrigento, dopo una segnalazione pervenuta nella notte. Indagini sono in corso al fine di risalire all’origine di quanto accaduto: un malore, un incidente durante la pesca. Si tratta di Giancarlo Chiarini, originario di Modena e residente a Ribera da circa tre anni. L’anziano ha coltivato l’hobby della pesca e ha partecipato a diversi tornei amatoriali.

Eseguita l’autopsia: Elena è stata uccisa da 11 coltellate. Sepolta ancora viva. La madre sorvegliata: si temono aggressioni in carcere. Mercoledì i funerali.

Emergono altri purtroppo agghiaccianti particolari nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Catania sull’uccisione della bambina Elena Del Pozzo, di quasi 5 anni, brutalmente assassinata dalla madre, Martina Patti, 23 anni. Lei ha trascorso la sua quinta notte in cella nel carcere di Piazza Lanza a Catania. E’ strettamente sorvegliata dalla polizia penitenziaria. Si temono atti auto-lesionisti o che altre detenute l’aggrediscano. Il suo legale, l’avvocato Gabriele Celesti, ripete: “Non è serena”. L’arresto in carcere è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari, Daniela Monaco Crea, che ritiene Martina Patti pericolosa socialmente, potrebbe ancora uccidere, inquinare le prove e fuggire. Dunque ricorrono i tre requisiti per l’applicazione della custodia cautelale: reiterazione del reato, inquinamento probatorio e pericolo di fuga. Lei al momento non ha manifestato alcun pentimento, e balbetta che “una forza estranea si è impadronita di lei”. I primi esiti dell’autopsia: contro Elena sono state sferrate 11 coltellate. Non sarebbe morta subito. E’ stata sepolta ancora in vita”. Martina Patti ha abbracciato la figlia e l’ha condotta a casa dall’asilo. Poi, secondo come pianificato, si è rivolta a Elena: “Andiamo a fare una passeggiata nel campo”. Con lei in automobile ha trasportato una zappa e dei sacchi neri. L’ha uccisa con un coltello, ancora non trovato. Elena non è morta subito, anche perché solo uno degli undici colpi si sarebbe rivelato mortale. Dentro un sacco. Poi sepolta. Lei ha inscenato un rapimento. E poi quanto accaduto è tristemente noto. La Diocesi catanese è impegnata a organizzare i funerali, che si svolgeranno mercoledì prossimo in Cattedrale a Catania, celebrati dal vescovo Luigi Renna.