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Si è conclusa, per come la si era annunciata, una delle più belle edizioni del Sipario D’oro nella straordinaria cornice della Valle dei Templi.

Ospiti illustri e di grande pregio hanno deliziato il pubblico presente, accorso numeroso e che ha riempito tutti i posti disponibili ai piedi del tempo di Giunone.

Un pubblico attento alle tematiche importantissima portate sul palco da ospiti che hanno consegnato il proprio talento in ambito artistico, scientifico, professionale.

Diversi i momenti di allegria ed anche di commozione durante la kermesse.

Mai come quest’anno, la manifestazione ha incarnato il senso più alto del premio attribuito all’unicità e al pregio di chi si è distinto per un merito superiore e per azioni messe a disposizione della collettività.

Al prossimo anno

 

Giuseppe Cimino, 73 anni, ex assessore comunale a Caltanissetta ed ex presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ato, intento a camminare in strada, in via Paladini, a Caltanissetta, è morto dopo essere stato investito da un’automobile Smart. I sanitari del 118 lo hanno trasportato ancora in vita, e in codice rosso, al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia. E’ stato ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione. Nonostante i disperati tentativi dei medici è deceduto. Componente storico della Democrazia Cristiana, Giuseppe Cimino è stato assessore sia con il sindaco Michele Abbate (dal 1997 al 1999), sia con il sindaco Salvatore Messana.

I Carabinieri di Mussomeli hanno arrestato Salvatore Piazza, 35 anni, per detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente. Nel corso di una perquisizione in casa dell’uomo sono stati trovati 2 chili e 235 grammi di hashish contenuti all’interno di alcune bottiglie di plastica nascoste nella canna fumaria. Ad insospettire i Carabinieri è stato un filo metallico a forma di uncino che fuoriusciva dalla canna fumaria come a sorreggere qualcosa. Salvatore Piazza ha inoltre consegnato spontaneamente un bilancino di precisione nascosto dietro il televisore della cucina. Nel corso dell’interrogatorio il 35enne ha ammesso di consumare regolarmente hashish e che l’acquisto di stupefacente è stato finalizzato in parte al consumo personale e in parte alla vendita. E’ recluso in carcere.

La dott.ssa V.B. (54 anni) di Naro partecipava alla procedura selettiva per il reclutamento di esperti nell’ambito del P.N.R.R.. Tuttavia, il dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri – senza alcuna motivazione – escludeva la dott.ssa V.B. dalla procedura selettiva, precludendo alla stessa di partecipare alla seconda fase della selezione.
Cosicché, la candidata, volendo conoscere le ragioni per le quali è stata esclusa, presentava istanza di accesso agli atti, che veniva parzialmente riscontrata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, trasmettendo alla candidata la documentazione oscurata dei nominativi di tutti i candidati inclusi nell’elenco trasmesso alla regione.
La candidata si rivolgeva allora all’Avv. Girolamo Rubino, che, con ricorso proposto innanzi al T.A.R. per il Lazio – Roma, chiedeva l’annullamento del silenzio formatosi sull’istanza di accesso agli atti presentata e l’accertamento dell’obbligo per la presidenza del Consiglio dei Ministri di esibire gli atti della procedura selettiva, al fine di conoscere le ragioni per le quali la dott.ssa V.B. veniva esclusa dalla procedura concorsuale.
Si costituiva in giudizio, dal canto suo, la Presidenza del Consiglio dei ministri, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, che ha sollevato una serie di eccezioni, puntualmente smentite dagli scritti difensivi depositati dall’Avv. Girolamo Rubino in difesa della propria assistita.
L’Avv. Rubino, segnatamente, sottolineava l’illegittimità del comportamento posto in essere dalla Presidenza del Consiglio che ha finito con il sacrificare gli interessi della candidata alla procedura selettiva, primo fra tutti quello relativo a conoscere ed avere accesso agli atti della procedura concorsuale al fine, anche, di tutelare in giudizio i propri diritti ed interessi legittimi.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, accogliendo in toto il ricorso patrocinato dall’Avv. Rubino, ha ordinato alla Presidenza del Consiglio di consentire l’accesso ai documenti richiesti dalla candidata, oltre a condannare la stessa amministrazione al pagamento delle spese legali.

I Carabinieri, su ordine della Procura di Messina, hanno arrestato un ragazzo di 18 anni, F B sono le iniziali del nome, nato a Taormina da genitori tunisini. E’ indagato dell’omicidio del netturbino di 56 anni Massimo Canfora, scoperto morto accoltellato nella sua abitazione a Letojanni, in via Nenzi 9. Accanto al cadavere è stata trovata l’arma del delitto: un coltello da cucina con una lama di circa 10 centimetri macchiata di sangue. Alcuni testimoni hanno raccontato ai Carabinieri di avere visto il giovane allontanarsi dall’abitazione di Canfora prima dell’arrivo dei soccorsi. Il 18enne è stato rintracciato dopo poco tempo nella sua abitazione di Letojanni, con una ferita di arma da taglio sulla mano, ancora sanguinante. I Carabinieri hanno perquisito la casa trovando alcuni indumenti sporchi di sangue, che sono stati sequestrati per le analisi di laboratorio. Dai video delle telecamere di sorveglianza è emersa compatibilità tra gli indumenti del giovane in fuga e gli indumenti trovati a casa del sospettato.

A Canicattì è accaduto che un pensionato di 51 anni, diretto al pronto soccorso dell’ospedale per dei dolori al torace, è stato affiancato, strattonato a terra, accoltellato e ferito al palmo di una mano e al braccio sinistro dall’amministratore del suo condominio, con cui ha litigato in precedenza. L’uomo non lo ha denunciato, e ha ritenuto opportuno rivolgersi alla Polizia solo per precauzione.

A Porto Empedocle, alla spiaggia del Kaos, due bambini di 5 e 6 anni di Serradifalco hanno rischiato di annegare perché la corrente del mare, alimentata dal vento di scirocco, li ha trascinati verso il largo. Alcuni bagnini della cooperativa Ulisse si sono accorti delle difficoltà dei due a rientrare a riva e si sono subito diretti verso di loro con un pedalò, recuperandoli. I genitori li hanno vivamente ringraziati.

Se dovessimo parlare di democrazia, non basterebbero decine di pagine e citazioni. La democrazia è quella forma di governo dove la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo. La libertà d’opinione, nei fatti, è un bene supremo della democrazia, ma ha i suoi confini là dove lo Stato di diritto e la democrazia sono in pericolo. Nel caso di Taiwan, la Cina ha messo per iscritto che non intende rinunciare all’uso della forza per “riunificare” Taiwan alla Repubblica Popolare CineseNel mondo solo l’8% della popolazione vive in democrazie complete. (l’Italia si trova nella 29esima posizione nella categoria “flawed democracy” che può essere tradotta “democrazia con difetti”) Quando una democrazia è in pericolo, allora bisogna difenderla. Bisogna far crescere le democrazie nel mondo, anche con semplici gesti. La Democrazia è dialogo è tolleranza, è rispetto. La violenza fisica ha le sue radici nella violenza morale e questa è sopraffazione, prepotenza. Anche se è lontana, Taiwan è un punto di riferimento anche sotto il punto di vista dei diritti. La Repubblica di Cina Taiwan, si può considerare senza dubbio tra le più sviluppate democrazie asiatiche. Per  questo ho sentito il dovere di esternare,con una semplicissima nota,indirizzata alla Presidente della Repubblica di Cina Tsai Ing-wen il mio, se pur piccolo sostegno.  La risposta della Presidente non si è fatta attendere.Dear Mr. Mucci.  We thank you for your support for our country. Rest assured that we in Taiwan will continue to defend our national sovereignty, protect our free and democratic way of life, and resist any threats to our core values. Thank you for reaching out, and we wish you all the best. Sincerely”  Dice la nota:  “Siate certi che noi a Taiwan continueremo a difendere la nostra sovranità nazionale, proteggere il nostro modo di vivere libero e democratico e resistere a qualsiasi minaccia ai nostri valori fondamentali”.

1.794 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 11.588 tamponi processati. Ieri erano 2082. Il tasso di positività è al 15,5%, in diminuzione rispetto al 16% di ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 99.780 con un decremento di 2.607 casi. I guariti sono 4.383 e 18 le vittime, che portano il totale dei decessi a 11.964. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 616, in terapia intensiva sono 32.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 337,  Catania 360, Messina 295, Siracusa 181, Trapani 183, Ragusa 120, Caltanissetta 105, Agrigento 176, Enna 37.