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Dovrebbero avere le ore contate i responsabile di una aggressione nei confronti di un 37 rumeno, picchiato selvaggiamente da un gruppo di persone avvenuta a Canicattì.

L’uomo, dopo aver subito calci e pugni in tutte le parti del corpo, è stato prima trasportato all’ospedale di Canicattì; successivamente è stato trasferito ad Agrigento per essere ricoverato in sala di rianimazione. Ma vista la gravità della situazione il malcapitato rumeno è stato trasferito ancora in elisoccorso a Palermo.

Il gruppo, dopo la selvaggia aggressione, è riuscito a dileguarsi.

Ad occuparsi dell’episodio i poliziotti del Commissariato di Canicattì guidati dal dott. Cesare Castelli e coordinati dalla Procura di Agrigento.

Non si esclude che nelle prossime ore possano aversi sviluppi sulla vicenda.

 

 

“Il  peggio- dice Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi dell’associazione- deve ancora arrivare, perché tra settembre e dicembre, secondo i nostri calcoli, l’onda lunga dell’emergenza epidemiologica potrebbe ridurre lo stock complessivo degli esercizi di quasi 100 mila unità».

Zabeo avverte che “se consideriamo che le aziende del Paese hanno in media tre dipendenti ciascuna, significherebbe 300 mila occupati in meno a fine anno, una perdita mai registrata dall’inizio della crisi economica, cioè dal 2009. La chiusura delle attività artigiane corrisponderebbe invece alla metà delle circa 200 mila imprese andate in fumo negli ultimi 11 anni”.

I settori più colpiti sono la ristorazione, il comparto auto, tra carrozzieri, meccanici ed elettrauto, l’abbigliamento, le oreficerie,  il settoredei  trasporti pubblici, che fra tassisti, bus operator e autonoleggiatori sconterà più di tutti le ricadute economiche della pandemia.

Per la Cgia di Mestre, l’’edilizia può invece beneficiare dell’eco bonus previsto dal decreto Rilancio.

I consumatori spenderanno molto poco. Su scala nazionale, secondo Confesercenti, già ora, dopo la riapertura dei negozi, solo un italiano su tre è tornato ad acquistare. “In termini assoluti il crollo degli acquisti rispetto al 2019 sarà di circa 75 miliardi di euro e a farne le spese saranno soprattutto gli artigiani. In Sicilia abbiamo stimato una riduzione di tre miliardi, e questo potrebbe danneggiare ancor di più il fragile tessuto delle piccole e medie imprese della regione”.

La sopravvivenza dell’artigianato dipenderà dalle misure di sostegno che verranno introdotte dal Governo nei prossimi tre mesi. E’ necessario azzerare per l’anno in corso le imposte erariali, come Irpef, Ires e Imu sui capannoni, ma soprattutto aumentare i contributi a fondo perduto, perché quelli previsti dal decreto coprono a stento solo un sesto delle perdite sostenute ad aprile.

La giornata di oggi segna zero contagi e attualmente sono ancora contagiate 1.512 persone  (-7 rispetto a ieri). I guariti sono complessivamente 1.640 (+6 rispetto a ieri). Degli attuali 1.512 positivi, 104 pazienti (-9) sono ricoverati – di cui 9 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.408 (+2) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 131.913 (+2.482 rispetto a ieri), su 116.517 persone: di queste, complessivamente,  sono risultate positive 3.421

“Le vicende di questi giorni che hanno riguardato la sanità della nostra Isola, hanno evidenziato un triste e desolante spaccato di affari illeciti sui quali la magistratura sembra continuare la sua opera di accertamento dei fatti. Gigantesche gare pubbliche per lunghi periodi contrattuali alimentano forti interessi e penalizzano gli operatori economici dei territori che restano fuori,non risultando competitivi, dalle logiche di mercato su servizi che risultano appiattiti perché non calibrati in relazione alle differenti aree territoriali. Centrali uniche di committenza o altre forme di aggregazione non solo regionali,che a partire da Consip hanno ridotto la platea dei concorrenti senza particolari vantaggi per la comunità.
Confido che l’Assemblea regionale siciliana-conclude Giorgia Iacolino- riveda il sistema normativo di approvvigionamento delle procedure di appalto per beni e specialmente per i servizi, anche attraverso la revisione della centrale unica di committenza e di altri organismi che centralizzano le modalità acquisizione di beni e servizi , riducendo la capacità di partecipazione degli operatori economici e la garanzia di trasparenza dei procedimenti di scelta del contraente”

E’ stata firmata l’Ordinanza che prevede, a partire da domani, domenica 24 maggio,  la riapertura dei cimiteri della Città di Agrigento con gli orari e le modalità di accesso da parte del pubblico. Per quanto riguarda i cimiteri di Bonamorone e Piano Gatta si potrà accedere dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 18. Nelle giornate di domenica e nei festivi, l’accesso sarà consentito solamente fino alle ore 13.00.Per quanto riguarda il cimitero di Montaperto, l’accesso è previsto nelle giornate di martedì, giovedì e sabato dalle ore 12 alle ore 18.00;mercoledì e venerdì dalle ore 8 alle 13; domenica e festivi dalle ore 8 alle 13. Lunedì chiuso. Per Montaperto, martedì, giovedì e sabato dalle ore 8 alle 13, mercoledì e venerdì dalle ore 12 alle ore 18.00. Domenica e festivi, dalle ore 8 alle 13. Lunedì, chiuso.
E’ consentita la permanenza all’interno dei cimiteri per un massimo di 30 minuti, muniti di mascherina protettiva, mantenendo un distanziamento dalle altre persone di due metri. L’accesso ai cimiteri sarà regolamentato dal personale comunale.

 

Ieri, nelle prime ore della mattinata, personale dell’U.P.G.S.P. collaborato da    personale di “e-distribuzione” (ex Enel Distribuzione), si recava a Realmonte (AG) presso una nota ditta di surgelati, dove, a seguito di alcuni accertamenti tecnici espletati da personale “e-distribuzione”, si presumeva il furto di energia elettrica.

Nel frattempo una pattuglia, si poneva su uno slargo della strada comunale nei pressi della ditta, al fine di tenere sotto controllo il vano porta contatore, ubicato sul muro dell’azienda. In tale frangente, le apparecchiature tecniche di “e-distribuzione” rilevavano un modestissimo consumo di energia elettrica.

Gli operatori dell’altra pattuglia, invece, notato l’arrivo di uno dei responsabili della ditta, e con questi entravano nell’azienda, in tale frangente, veniva notato che un uomo anziano, repentinamente, armeggiava nei pressi del contatore elettrico e se ne allontanava velocemente.

A seguito di tale manovra, gli agenti ed i tecnici, constatavano l’immediato ed abnorme innalzamento dei consumi.

Ciò faceva presumere che l’oggetto asportato fosse un magnete, utilizzato in maniera fraudolenta per commettere il furto di energia elettrica, posizionandolo sulla parte superiore del contatore elettrico al fine di provocare un “errore” del 90% circa.

Gli operatori, effettuavano un’accurata perquisizione nei locali della ditta, nell’abitazione privata e in un appezzamento di terreno pertinente; nel terreno, poco distante dal contatore, veniva rinvenuto nr.1 magnete di grosse dimensioni servito a sottrarre abusivamente energia elettrica.

Gli agenti operanti procedevano al sequestro del magnete e del contatore elettrico sul quale erano presenti inequivocabili segni di “simil-strofinamento”, dati certamente dal forte attrito con la superficie.

I tre soggetti, venivano pertanto deferiti in Stato di Libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di “Furto Aggravato di Energia Elettrica in concorso”. Nella circostanza ed in via cautelare, venivano altresì ritirate le armi e le munizioni regolarmente detenute dai tre individui.

In tutta Italia, viene celebrata la Giornata della Legalità, data che coincide con l’anniversario della strage di Capaci. Un lenzuolo bianco è stato steso sulla facciata del palazzo comunale di Agrigento, in piazza Pirandello.
“Ne abbiamo viste tante di passerelle in questi anni, di corone d’alloro e di icone mal costruite. L’unico modo per onorare questa ricorrenza è garantire ogni giorno una legalità che sia non ostentata, ma sostanziata da comportamenti corretti e coerenti.Così il Sindaco di Agrigento,

Ventotto anni fa l’Italia si è fermata al boato di Capaci.

In quel momento gli italiani hanno avuto la reale percezione che si stava combattendo una vera e propria guerra che vedeva coinvolti la mafia, lo Stato e purtroppo anche chi remava contro lo Stato.

In questo opaco miscuglio di responsabilità e contrapposizioni, la Sicilia da sempre combatteva  e tuttora combatte il malaffare in tutte le sue più becere espressioni.

La Sicilia ha sempre fronteggiato, checchè ne possano dire i benpensanti che vivono in altre latitudini della nazione, con i propri figli una guerra tremenda contro una piovra che a causa di non endemiche condizioni storico e sociali, subisce giornalmente.

Il Sinalp vuole oggi rendere omaggio agli uomini ed alle donne di Sicilia che hanno dato la loro vita per questa terra.

Il Sinalp, in questo giorno emblematico per tutti i siciliani, ringrazia le forze dell’ordine ed i magistrati che ogni giorno combattono una piaga dura, difficile e radicata che deve essere totalmente debellata.

Lo Stato, ma anche la Regione Siciliana con i loro organi di potere hanno l’obbligo di lottare contro il malaffare in tutti i suoi aspetti; hanno l’obbligo di combattere l’evoluzione del “sistema mafioso” che vede oggi aggredire ed appropriarsi dell’apparato burocratico ed amministrativo dando una svolta, forse meno cruenta, ma sicuramente più violenta ed aggressiva verso i cittadini e lo Stato.

Assistere inermi alla distruzione del sistema economico siciliano, linfa vitale per il prevalere della legalità giuridica e principalmente morale, non è tollerabile.

Chi governa ha il difficile compito di non far prevalere la disperazione tra il popolo, perchè questa crea humus fertile per la manovalanza delinquenziale che è il primo gradino della carriera mafiosa.

Oggi per il sindacato è importante tenere alta l’attenzione alle dinamiche disgregative che a causa di svariati fattori tra cui anche l’attuale pandemia, tendono a far prevalere l’anarchia e la violenza sociale.

Per tutto ciò la Direzione Regionale del Sinalp rende omaggio agli eroi che hanno dato la loro vita per difendere il nostro sistema democratico, liberale e sociale contro la più becera  delinquenza.

 

Il Centro Studi Pirandello, con sede in Bivona, è un Ente di formazione professionale che svolge la propria attività sin dal 1999.

All’inizio del 2016, l’Ente avviava la procedura volta ad ottenere l’accreditamento delle sedi, necessario per l’accesso alle procedure di finanziamento delle attività di formazione professionale finanziate dall’Amministrazione regionale.

Tuttavia, per un malfunzionamento della piattaforma informatica presso cui effettuare il caricamento dell’istanza, l’Amministrazione regionale non aveva concesso l’accreditamento in tempo utile per potere consentire all’Ente di accedere alla procedura di erogazione dei finanziamenti di cui al noto Avviso 8/2016.

Pertanto, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, il Centro Studi Pirandello impugnava innanzi al TAR Sicilia, sede di Palermo, il provvedimento con cui l’Amministrazione regionale aveva denegato all’Ente la percezione dei contributi di cui al predetto Avviso 8/2016.

Con ordinanza cautelare il TAR Sicilia aveva accolto l’istanza di sospensione cautelare, con cui erano stati sospesi gli effetti dell’esclusione, e per effetto della quale l’Amministrazione aveva inserito l’ente ricorrente in graduatoria. Tuttavia, con la sentenza di merito il Giudice, seppur a mezzo di un diverso Collegio, aveva definito il processo con un rigetto legato ad un motivo procedurale. Aveva cioè ritenuto che l’Ente avrebbe dovuto impugnare tutte le graduatorie che l’Amministrazione regionale aveva emanato nel corso degli anni a seguito di tutte le impugnative proposte dai tanti Enti che avevano partecipato alla medesima procedura.

Pertanto, il Centro Studi Pirandello, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza ha impugnato la predetta sentenza con ricorso proposto innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, chiedendo anche la sospensione cautelare della sentenza, e spiegando che l’Ente non aveva alcun onere di impugnare tutte le graduatorie successive, in quanto tali graduatorie, seppur in esecuzione dell’ordine del TAR, avevano sempre incluso il Centro Studi Pirandello tra gli enti finanziati.

Il CGA, con ordinanza del 22 maggio 2020 ha accolto l’istanza cautelare proposta dai legali Rubino e Valenza, per l’effetto disponendo l’ammissione del Centro Studi Pirandello nel novero degli enti finanziati.

Per effetto del predetto provvedimento, dunque, il Centro Studi Pirandello potrà percepire i finanziamenti di cui alla procedura avviata con l’Avviso 8/2016.