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“Ma è possibile che tutta la cattolicità vi viene fuori quando canta Achille Lauro? Scandalizzatevi per altro e fatevela una risata ogni tanto!”. Così Carmelo La Magra, l’ex parroco di Lampedusa, aveva commentato sui social le polemiche dopo l’esibizione di Achille Lauro sul palco dell’Ariston. Adesso all’Adnkronos aggiunge: “Non vedo alcun messaggio blasfemo in quello che ha fatto. Forse è il segno che la nostra cultura è talmente pervasa dalla fede cristiana che non riusciamo a non declinare i messaggi che vogliamo dare se non attraverso i segni della fede.

Così il battesimo per tutti è il segno di rinascita”. Davanti all’”indignazione a comando” (“Si poteva stare davanti la tv e fare il conto alla rovescia per vedere quanti avrebbero risposto all’esibizione di Achille Lauro”), il parroco dei migranti avverte: “Alla fine tutti coloro che lo contestano non stanno facendo altro che diffondere il suo messaggio, pubblicizzare la sua performance”. Certo è “un’esagerazione” anche la posizione dei Papaboys che lo difendono (“E’ più evangelizzatore dei nostri preti di oggi”). “Il suo scopo non è evangelizzare – dice don Carmelo -. E’ un artista che nella musica e con le sue esibizioni comunica messaggi che possono essere condivisibili o meno, ma non hanno certo lo scopo di essere blasfemi”.
Per l’ex parroco di Lampedusa oggi alla guida della comunità di ecclesiale di Racalmuto (Agrigento) “come cristiani dovremmo indignarci per cose ben più gravi”. “E’ più sacrilego avere le doppie vite, non occuparsi chi ha bisogno e poi manifestare esteriormente la propria fede, essere ipocriti. E’ sacrilego giudicare gli altri. Insomma ce ne sarebbero di cose su cui indignarci”. Non ultimo il trattamento riservato ai migranti: “Quello per chi è credente è un sacrilegio che si consuma sulla carne di Cristo, come ci ricorda Papa Francesco…  La verità è che ci facciamo forti davanti a una canzone e quando siamo chiamati a fare scelte serie ci tiriamo indietro”, conclude.

Adnkronos

Giulia è pronta per andare a scuola. Frequenta la prima elementare, non vede l’ora di ritrovare i suoi  compagni, i suoi amici. Ripone i quaderni sul banco, una veloce sistemata ai capelli ed è tutto pronto. Prova ad accendere il vecchio computer che non ne vuole sapere. L’intervento dei genitori ,tramite cellulare, scongiura la classica giustificazione per assenza. Improvvisamente appaiono i minuscoli volti dei compagni di classe, e tutto si trasforma in un video game. Chiudi il microfono che si sente lo sciacquone! Porta Francesco in un’altra stanza ,il suo pianto non mi fa capire nulla. Ed ancora: mamma, hai chiamato il tuo datore di lavoro oggi sono in DAD. Giulia non ti distrarre ribadisce la maestra.

La scuola è nel caos più assoluto. Litigano tutti.  Il ministro Patrizio Bianchi litiga coi presidi e va nel pallone. In Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, sull’organizzazione delle attività scolastiche nell’attuale contesto di pandemia di Covid-19 tira fuori i numeri.  Il 93,4% delle classi è in presenza. Ergo solo il 6,6% è in DAD. Ed ancora: “Abbiamo un grado di copertura dell’82,1% su 374.740 classi. Abbiamo il 93,4% delle classi in presenza, di cui 13,1% con attività integrata per singoli studenti a distanza. Classi totalmente a distanza sono il 6,6%”. Ed ancora: In termini di studenti sono in grado di copertura della rivelazione dell’81,8% su un totale di 7.362.181, gli alunni in presenza sono l’88,4%. Per l’infanzia il numero degli alunni positivi o in quarantena è il 9%, e quindi quelli in presenza sono il 91%, per la primaria gli alunni positivi o in DAD sono il 10,9%, per la Secondaria di prima e secondo grado gli alunni in DAD o in didattica integrata sono il 12,5%. La pensano diversamente i Presidi.  Ancora nessuna novità sulle mascherine ffp2: non è cambiato nulla. Silenzio sulla nostra richiesta di distribuzione gratuita a studenti e professori, Non sono ancora state consegnate neanche le ffp2 garantite dal Governo, che andavano richieste entro il 4 gennaio al Ministero. I presidi possono supplire temporaneamente comprandole con i fondi a loro disposizione. Ma andare avanti per mesi è altra questione. Ed ancora: Quelli del Ministro, sono dati contrastanti che contribuiscono a portare ancora più confusione nel mondo scuola già stritolata dalle contraddittorie norme anti- Covid. Norme che finiscono per penalizzare soprattutto studenti e famiglie. Mentre il ministro dell’Istruzione Bianchi ribadisce che “la scuola deve essere l’ultima a chiudere”, i presidi dalla trincea degli istituti denunciano l’allarme: contagi in crescita libera, con classi di studenti in presenza al gelo e altre già in DAD.

Tutto procede purtroppo secondo le aspettative ha commentato la Dirigente di una scuola.  La gestione è molto faticosa e la didattica complicata da gestire sia per chi insegna che per gli alunni. A complicare il quadro scuola, già compromesso dal Covid, alle difficoltà si aggiungono le mancanze gestionali. Che, dal gelo in aula dovuto alla mancanza di sistemi di purificazione e ricambio dell’aria: che costringono docenti e studenti a fare lezione con la finestra aperta. l’organizzazione della riapertura degli istituti secondo le prescrizioni governative si rivela a ogni giorno che passa, deficitaria e lacunosa. Il grande Totò avrebbe detto: “in questo manicomio, succedono cose da pazzi”.

Il Comune di Agrigento ha proposto con propria determina la rescissione del contratto di gestione con l’Atenea Parking, la società che dal 10 aprile 2017 gestisce il parcheggio pluripiano in via Empedocle. La società non ha pagato il canone degli ultimi due anni, caratterizzati dalla pandemia. Infatti la società spiega: “A causa della pandemia, tra lockdown e altre restrizioni, gli incassi si sono ridotti del 70%. Abbiamo quindi chiesto al Comune una riduzione del canone da pagare per gli ultimi due anni. Noi siamo in regola con i pagamenti fino a febbraio 2020, prima della pandemia. Il canone ammonta ad 84mila euro l’anno. Noi abbiamo chiesto anche la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta. In attesa che si pronunci il Tribunale di Agrigento, auspichiamo una ri-negoziazione del contratto. Quando abbiamo preso in gestione il parcheggio abbiamo investito, tra adempimenti e ristrutturazione, 300mila euro per rimettere in funzione la struttura”. E il vice presidente del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, che ha sollevato il caso, commenta: “Il tempo continua a darci ragione. Già nei mesi scorsi abbiamo chiesto conto e ragione della situazione economica della società che gestisce la struttura e del rispetto del capitolato d’oneri”.

Ieri, in Licata, personale del Commissariato P.S. di Licata a seguito di una sentenza definitiva ha dato esecuzione  ad una Ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo con la quale ad un sessantenne palmese è stata applicata la misura alternativa della detenzione domiciliare. L’uomo dovrà espiare una pena complessiva di anni 1 e mesi 9 per i reati di furto di energia elettrica, furto di acqua mediante allaccio abusivo a conduttura pubblica.

 

L’Assemblea dei Sindaci, consorziati al “Tre Sorgenti”, ha deliberato, all’unanimità dei presenti, l’atto di indirizzo con il quale, l’attuale Commissario del “Tre Sorgenti”, Carmelo Vaccaro, autorizzerà all’Aica l’uso dei locali, di proprietà del Consorzio, posti al piano terreno di Largo Verri a Canicattì, che l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini utilizzerà, in comodato d’uso, come proprio sportello a favore dei canicattinesi e non solo. Vaccaro, nominato dall’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zambuto, commenta: “Come si può notare il Consorzio vive, e credo che i Sindaci abbiano idee molto chiare sul suo futuro. Credo più che mai che dopo circa 100 anni il ‘Tre sorgenti’ non rimarrà solo una risorsa idrica ma uno strumento attraverso il quale i Sindaci associati potranno sviluppare nuovi servizi”.

“Un’altra tragedia familiare, nel giro di pochi giorni, ha scosso le nostre coscienze. Un ulteriore segnale di fragilità, che ci lascia sgomenti e richiede da parte di tutti — società civile e comunità cristiane, istituzioni e agenzie educative, famiglie e singoli individui — una maggiore attenzione alle nuove povertà di questo tempo. Una nuova ferita, che non può alimentare l’odio verso l’uccisore, ma non può neppure lasciarci indifferenti di fronte al male che serpeggia nei nostri contesti, a partire da quelli più sacri.
Nella festa della Presentazione di Gesù al tempio, mentre celebriamo l’accoglienza della Luce che rischiara le tenebre del mondo, imploro dal Dio della vita la pace eterna per Vincenzo Gabriele; esprimo la mia vicinanza ai familiari, agli amici e all’intera comunità di Raffadali; esorto tutti a una maggiore vigilanza sulle persone più vulnerabili e sulle situazioni familiari più delicate, perché nessuno sia lasciato da solo a portare pesi insostenibili e perché la solidarietà umana e cristiana prevenga altre simili tragedie.”

+ Alessandro Damiano

Si è tenuta questa mattina l’audizione della Pro Loco Montallegro e del Sindaco Cirillo presso la Commissione parlamentare Territorio e ambiente dell’ARS.

Una delegazione della Pro Loco Montallegro, infatti, ha  partecipato ai lavori della seduta odierna per affrontare le problematiche sorte a seguito del nuovo progetto per la realizzazione di un impianto di biogas derivante dal trattamento e recupero della frazione organica da raccolta differenziata (FORD) presentato dalla ditta “Catanzaro costruzioni” s.r.l. che dovrebbe sorgere in adiacenza alla mega discarica di rifiuti gestita dalla stessa.

Nel corso della seduta la Pro Loco ha depositato un documento alla Commissione parlamentare attraverso il quale sono stati illustrati i gravi problemi connessi al tema dello smaltimento dei rifiuti, come l’alta incidenza dei tumori (l’indice di mortalità legato a cause tumorali nel territorio di Montallegro risulta il doppio della media nazionale; un decesso su due, difatti, è legato a patologie tumorali), e la salvaguardia dei beni paesaggistico-ambientali insistenti nel territorio.

Ai membri della Commissione, il Presidente Giosuè Scalia ed il Vice Presidente Rosanna Iacono hanno levato forte il grido di una comunità che ha già patito da diversi anni un sacrificio enorme in termini di salute e di ambiente e che oggi esige “una riparazione che, in primo luogo, deve inevitabilmente passare dal porla al riparo da ulteriori lesioni che finirebbero per aggravare una condizione dalla quale la comunità ha interesse di affrancarsi e non, invece, a legarsi per i prossimi decenni.

Sensibilità è stata mostrata dal Presidente della IV commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, on. Giusy Saverino, il quale ha espressamente riconosciuto come il territorio montallegrese abbia subito per oltre quindi anni una irreparabile aggressione ecologica.

La Pro Loco, preso atto di tale riconoscimento, ha invitato il Presidente e tutti gli on.li membri della IV commissione dell’ARS a porre in essere quelle iniziative, politiche ed istituzionali, conseguenziali a tale autorevole riconoscimento.

In particolare, è al Governo Regionale che la Pro Loco di Montallegro guarda con estrema attenzione: il prossimo 10 febbraio, infatti, andrà in Giunta la proposta di delibera sull’opposizione presentata dal Comune avverso la conferenza decisoria che dovrà decidere se concedere, o meno, alla ditta Catanzaro, ancora una volta in territorio di Montallegro, un impianto per lo smaltimento dei rifiuti.

Auspichiamo – concludono Scalia e Iacono – che l’Assemblea Regionale Siciliana, tramite la IV Commissione, nel rispetto dei poteri che le sono propri, passi dalle parole ai fatti e approvi un apposito atto di indirizzo alla Giunta per bloccare definitivamente questo ulteriore impianto di immondizia nel territorio di Montallegro”.

Sul provvedimento di VIA (valutazione impatto ambientale) rilasciato dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, peraltro, pende un ricorso al TAR Sicilia Palermo proposto dall’associazione Pro Loco Montallegro con il patrocinio degli avvocati Santo Botta e Teodoro Caldarone che verrà trattato all’udienza del prossimo 10 marzo 2022.

Il coordinatore LegaCoop Sicilia Agrigento – Palermo – Trapani, Domenico Pistone, interviene in riferimento alla scelta di sostenere il turismo ferroviario in Sicilia con 60 milioni di euro del Pnrr. Pistone afferma: “Si tratta di una strategia corretta per costruire una reale prospettiva di rilancio economico e sociale di molti territori grazie, sopratutto, agli effetti benefici che il turismo lento, culturale e sostenibile potrà avere in Sicilia, il tutto favorito anche dalla Legge Iacono del 2017 che individua specifici investimenti di Rete Ferrovie Italia, compresa la tratta Agrigento – Porto Empedocle. Come Legacoop Sicilia siamo convinti che il potenziamento del turismo ferroviario, attraverso il recupero ed il riuso di reti ferroviarie dismesse e la costruzione di nuovi segmenti turistici in grado di valorizzare il paesaggio, unitamente al patrimonio culturale ed archeologico delle nostre comunità, rappresenti un’occasione irripetibile che va colta in modo convinto e determinato. Auspichiamo infine che arrivi un ulteriore input a Rete Ferrovie Italiadi procedere alla realizzazione di uno studio per la progettazione di un nuovo e moderno collegamento ferroviario tra Agrigento, Sciacca e Trapani, in luogo del vecchio tracciato dismesso dal 1986 e ormai irrecuperabile, al fine di superare l’isolamento che ha caratterizzato questi territori per oltre un trentennio e chiudere, finalmente, l’anello ferroviario siciliano”.

I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari Angelo Consagra, 53 anni, sorpreso in possesso di droga, alcune armi clandestine e munizioni nel garage della propria casa di campagna. Più in particolare, nel corso di una perquisizione nell’abitazione di Consagra, assistito dall’avvocato Gianfranco Pilato, i Carabinieri hanno trovato 90 grammi di marijuana, 2 carabine ad aria compressa sprovviste di numeri e contrassegno, 5 tubi modificati per un congegno artigianale da sparo, una fiocina e numerose munizioni.

Nel 2013, la ditta individuale P.G., dopo aver ottenuto un contributo per un importo di 40.000 mila euro quale premio di primo insediamento su un finanziamento complessivo di oltre 370 mila euro nell’ambito del PSR Sicilia 2007/2013 – Pacchetto Giovani 2010, veniva raggiunta da una informativa interdittiva antimafia per una presunta permeabilità mafiosa a seguito della quale veniva chiesta alla ditta la restituzione della somma già erogata a titolo di premio e avverso la stessa proponeva ricorso dinanzi al giudice amministrativo al fine di ottenerne l’annullamento.

Successivamente, a fronte del lungo lasso di tempo intercorso dall’adozione del provvedimento interdittivo (6 anni) e mosso evidentemente dall’intento di affrancarsi dall’infamante “marchio” di contiguità mafiosa impressogli e non perdere irrimediabilmente il finanziamento ottenuto, il titolare della ditta presentava apposita istanza di aggiornamento dell’informativa precedentemente resa, essendo venute meno le circostanze che avevano dato luogo all’emissione del provvedimento. Istanza che, tuttavia, veniva respinta dalla Prefettura con le stesse argomentazioni che avevano giustificato il giudizio di contiguità mafiosa reso in precedenza.

La ditta, a questo punto, si vedeva costretta a proporre un ricorso giurisdizionale innanzi al Tar Sicilia Palermo, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, di tale ulteriore provvedimento interdittivo.

In particolare, gli avv.ti Rubino e Alfieri censuravano in giudizio la grave carenza di istruttoria e di motivazione inficianti il provvedimento che, con le medesime argomentazioni, aveva confermato il precedente giudizio di contiguità mafiosa senza accertare di contro l’esistenza e l’attualità delle circostanze fattuali a suo tempo riscontrate; il tutto, con grave ed irreparabile pregiudizio per la vita sociale ed economica della ditta assistita, estranea, invece, agli interessi della criminalità organizzata.

I giudici del T.A.R. Sicilia – Palermo, condividendo le censure sollevate dagli Avv.ti Rubino e Alfieri, e riconosciuta l’assenza di “elementi sintomatici, concordanti e univoci” adeguati a sorreggere un “giudizio prognostico circa la possibile condizionalità dell’impresa da parte dell’associazione mafiosa”, dopo aver accolto dapprima la domanda cautelare della ditta per la sospensione del provvedimento impugnato, accoglievano nel merito il ricorso, con conseguente annullamento del provvedimento interdittivo.

La suddetta sentenza veniva appellata dal Ministero dell’Interno e dall’A.N.A.C. con ricorso proposto dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana nel quale si costituiva anche la ditta P.G., sempre difesa dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri.

Anche in appello, il C.G.A., confermando la sentenza di primo grado, ha ritenuto insussistenti in capo alla ditta elementi riconducibili ad una contiguità mafiosa della ditta.

Per effetto di tale pronuncia e dell’annullamento del provvedimento impugnato, la ditta individuale P.G. non dovrà, pertanto, restituire i 40.000 mila euro già erogati quale premio di primo insediamento e, portando a termine il progetto, potrà conseguire il finanziamento al quale la stessa è stata ammessa nell’ambito delle misure del PSR Sicilia 2007/2013 per oltre 370 mila euro.