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A Favara sono stati conclusi i lavori di ristrutturazione ed è stato inaugurato il Centro polivalente multifunzionale per il recupero della marginalità sociale. Il Centro ha sede nell’ex carcere mandamentale di Favara cosiddetto “O Castè”. L’immobile, di proprietà del Comune di Favara, è stato ristrutturato con fondi europei destinati ad interventi di recupero funzionale e riuso di beni pubblici con finalità sociali. La sindaca, Anna Alba, commenta: “Si tratta di un polo di attrazione capace di coinvolgere ed elaborare percorsi di recupero e rigenerazione umana e urbana, vitali ed urgenti per la nostra comunità. Attraverso l’azione congiunta e mirata delle associazioni e degli uffici competenti sarà possibile dare un altro centro sociale e culturale di eccellenza al servizio della comunità favarese. Sarà luogo in cui organizzare laboratori, incontri, spettacoli e mostre, che vedranno protagonisti gli abitanti del quartiere e l’intera comunità locale”.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte domenica 09 Maggio, saremo a Casteltermini in Piazza A. De Gasperi n.10 dalle ore 8.00 alle 12.00 ed a Porto Empedocle in Via Marconi dalle 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

La sig.ra C.F., proprietaria di un immobile sito nel Comune di Lampedusa nella centrale via Roma, nel maggio 2018 aveva richiesto alla Soprintendenza di Agrigento il rilascio  dell’autorizzazione paesaggistica per lavori di ristrutturazione edilizia a piano terra e per la realizzazione di una sopraelevazione.

La Soprintendenza di Agrigento, tuttavia, con provvedimento del luglio 2019, ha rigettato la predetta richiesta affermando  ritenendo che nella zona in questione, le previsioni del Piano Paesaggistico non consentirebbero la sopraelevazione.
Avverso il diniego del nulla osta della Soprintendenza, la sig.ra C.F., con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ha presentato ricorso innanzi al TAR chiedendone l’annullamento previa la sospensione.
In particolare, gli Avv.ti Rubino e Airo’ hanno dedotto l’illegittimità dell’operato della Soprintendenza  sostenendo l’inapplicabilità delle previsioni del Piano Paesaggistico soltanto adottato e non ancora definitivamente adottato, la disparità di trattamento rispetto ad altri nulla osta favorevoli rilasciati dallo stesso ente e l’avvenuta formazione del silenzio assenso.
Il TAR Palermo, recependo le difese degli Avv.ti Rubino e Airo’, in accoglimento della domanda cautelare, aveva disposto il riesame del diniego alla stregua delle censure dedotte e dei documentati provvedimenti, versati in atti, favorevolmente resi dalla stessa Soprintendenza nell’ambito del medesimo contesto del paesaggistico  del Comune di Lampedusa.
Tuttavia, in sede di riesame la Soprintendenza di Agrigento si limitava a reiterare le medesime motivazione del precedente diniego senza dar seguito alle indicazioni del TAR Palermo.
Per tanto la sig.ra C.F. si vedeva costretta a contestare anche il provvedimento di riesame “fotocopia” del precedente diniego.
In esito alla trattazione del merito, il TAR Palermo, confermando la fondatezza delle censure promosse dai legali Rubino e Airo’, ha dichiarato l’illegittimità dei provvedimenti adottati dalla Soprintendenza di Agrigento affermando che: “Il ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti sono fondati sulla base della censura con cui è stata affermata l’avvenuta formazione del silenzio assenso sull’istanza di autorizzazione paesaggistica, doglianza che riveste carattere assorbente rispetto alle altre dedotte”.
Per effetto del predetto pronunciamento, che riconosce la formazione del silenzio assenso sulla richiesta di nulla osta di competenza Soprintendenza di Agrigento, la sig.ra C.F. potrà ottenere dal Comune il rilascio del titolo edilizio per eseguire i lavori.

Due morti, tra cui Samuel Cuffaro di appena 19 anni. Una persona ferita gravemente e trasferita in elisoccorso al Centro grandi ustionati di Cesena e altre due all’ospedale di Branca, tutte di età compresa tra 20 e 30 anni.

È il bilancio drammatico dell’incidente sul lavoro che si è consumato all’interno di un laboratorio-magazzino di Gubbio, precisamente in zona Canne Greche, dove per cause in corso d’accertamento si è innescata una violentissima esplosione che ha sventrato l’edificio di una società privata fondata da un gruppo di giovanissimi. Sul posto hanno lavorato per ore i vigili del fuoco di Gubbio insieme alle squadre di Perugia e Gaifana, fino al ritrovamento del corpo di una donna di 52 anni, Elisabetta D’Innocenti, la seconda vittima, anche lei impiegata nell’azienda. Hanno poi ripreso sabato mattina prestissimo, per la messa in sicurezza dell’area e il supporto ai carabinieri per l’accertamento delle cause. Anche un pompiere, fra l’altro, è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari dopo aver lottato contro le fiamme e le esplosione che i primi soccorritori hanno dovuto fronteggiare: il vigile del fuoco è rimasto intossicato ed è stato trasferito all’ospedale di Branca.

fonte: umbria24.it

Ieri sera, era quasi la mezzanotte. Nel cuore del Villaggio Mosè, crocevia principale di tutte le automobili, ad un certo punto si vedono diverse macchine della Polizia Stradale, quattro, cinque, sia nella carreggiata di destra che in quella di sinistra.

A terra una decina di poliziotti, tutti con paletta in mano, pronti a fermare ogni auto che transitava in quel tratto di strada. E non c’è stata una sola macchina che non è stata controllata. Il tutto nell’ambito di prevenzione e controllo del territorio visto e considerato che già dalle 22,00 scatta il coprifuoco.

Gentili, i poliziotti, come dicevamo prima, hanno controllato ogni automobile. Fra di loro il nuovo Dirigente della Stradale agrigentina, Manuel Montana, giunto nella Città dei Templi appena due settimane addietro al posto di Francesco Sammartino che sicuramente ha lasciato un buon ricordo.

Montana, siamo certi, assieme ai suoi uomini, non sarà da meno. Vedere anche il Dirigente con la paletta in mano pronto a fermare le autovetture non è cosa di tutti i giorni.

Anche questo è un grande gesto che riesce ad inculcare una certa tranquillità alla popolazione. Anche perché pena ti sposti di cento metri trovi pattuglie dei Carabinieri. E se hai altri cento metri trovi anche la Guardia di Finanza.

Meglio di così…

Buon lavoro!

Il conducente e sei passeggeri sono rimasti feriti nel violento impatto avuto da un autobus dell’Azienda metropolitana trasporti (Amt) e un palo della linea elettrica a media tensione posto ai margini della carreggiata. L’incidente è avvenuto ieri mattina in viale Vigo, nel popoloso rione di Librino.

Due per le persone rimaste ferite gravemente: l’autista, ricoverato al Policlinico, e un passeggero di 54 anni che è stato trasportato all’ospedale Cannizzaro con un elicottero del 118. Le altri cinque persone hanno riportato delle contusioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Catania che hanno agevolato la discesa dei passeggeri che si trovavano ancora a bordo ed hanno messo in sicurezza il mezzo alimentato a gas metano. Sull’episodio indagano la polizia e i vigili urbani. Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, segue la vicenda in contatto con il presidente dell’Amt, Giacomo Bellavia, per accertarsi delle condizioni dei feriti

Gli agenti della sezione volanti della Questura di Agrigento, hanno elevato nella giornata di ieri otto sanzioni, per il mancato rispetto delle norme anti-covid. Otto i soggetti più o meno giovani che ieri in Via Atenea, in pieno centro ad Agrigento, sono stati sorpresi mentre violavano le prescrizioni anti-contagio, considerato che erano assembrati, non rispettavano il distanziamento sociale, non utilizzavano correttamente la mascherina, e in alcuni casi la stessa era assente.

Per ognuno di loro è scattata la multa di euro 400

 

 

Se n’è andata in silenzio, come era solita fare nella sua vita.

Persona decisamente perbene, leale e sincera. Infaticabile professionista, infermiera del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento, sempre pronta ad aiutare gli altri con tipico fare materno. Nessuna distinzione per lei, giovani o anziani, erano tutti da aiutare amorevolmente.

Si è spenta questa mattina, dopo avere lottato per quasi due anni con una terribile malattia. Prima la speranza, poi il sorriso, poi la lenta discesa che l’ha portata alla fine.

Donna di eccezionali virtù, profondamente cristiana Maria Grazia Fantauzzo, 52 anni, lascia il marito Lorenzo Capostagno, oculista e i figli Claudio e Roberto.

Maria Grazia è stata per cinque anni consigliere comunale; eletta nel 2015 nella lista “Agrigento Rinasce” ha appoggiato il gruppo politico di Lillo Firetto che oggi vuole ricordarla così: “Maria Grazia, persona dolcissima. Perbene. Se ne è andata troppo presto. Rimarrà quella sua espressione limpida. Un ricordo nostalgico e bello insieme. Una tristezza infinita”.

I funerali oggi pomeriggio alle 15,00 nella chiesa del Sacro Cuore del Quadrivio Spinasanta.

Il Direttore responsabile di sicilia24h.it Lelio Castaldo e tutta la redazione sono vicini alla famiglia di Maria Grazia.

L’Accademia internazionale “Federico secondo di Svevia” Arte – Lettere – Scienze di Messina, compresa nella Febac, la Federazione Europea Beni artistici e culturali, ha nominato cavaliere dell’arte il pittore agrigentino Gerlando Meli, per alti meriti artistici ottenuti in campo nazionale e internazionale. Nella motivazione del riconoscimento a Gerlando Meli si legge ancora: nella sua arte ha profuso sentimenti universali come la solidarietà e la pace, espressione apprezzabile di un sentimento e di un pensiero che trapelano dai suoi quadri. Di recente il pittore Meli ha conosciuto personalmente l’attrice italiana Claudia Koll, e le ha donato una sua litografia dal titolo “Pirandello e la sua Valle dei Templi di Agrigento”. La Koll ha gradito il gesto dell’artista Meli e si è congratulata per la sua tecnica e per le sue doti umane. Nella foto il pittore Meli mentre dona l’opera a Claudia Koll insieme all’accademico Joachim Haing-Moe.

La Cia, la Confederazione italiana agricoltori, di Sicilia, ha scritto al Governo regionale affinché siano accelerate procedure e tempi sulla riforma dei Consorzi di bonifica e la soluzione certa sui debiti pregressi e sui ruoli consortili. La presidente della Cia Sicilia, Rosa Giovanna Castagna, afferma: “Dopo 26 anni di commissariamenti, la Regione deve esprimere un percorso di chiarezza ed interventi risolutivi. Un’agricoltura di qualità non può che essere sostenuta ed accompagnata da Enti efficienti. La riforma, in un’ottica di modernità per il futuro, sarà una scommessa per la Sicilia, ma dovrà essere vista come la normalità dopo lunghi anni di torpore nel campo delle risorse idriche”.