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Come ormai da tradizione, domenica 19 dicembre nell’atrio dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento ha avuto luogo la cerimonia conclusiva della sesta edizione del “Natale della Solidarietà”. La raccolta fondi nata per volontà del giovane Alessandro Seminerio in ricordo della sua mamma Maria Concetta Principato. Maria Concetta è venuta a mancare circondata dalle cure degli operatori del reparto Hospice guidati dal dott. Geraldo Alongi. Da quel momento in poi e ogni Natale il figlio Alessandro mette in moto  la macchina della solidarietà a sostegno del Hospice di Agrigento.
“Già nelle passate edizioni grazie alla sensibilità dei tanti che hanno donato è stato possibile restaurare alcune stanze del reparto e acquistare suppellettili per rendere la degenza dei malati bisognosi di cure palliative il più accogliente possibile” commenta il dott. Alongi che prosegue “ringrazio i vertici dell’Asp per la condivisione di intenti e il Sindaco di Agrigento Franco Miccichè per la vicinanza”. Quest’anno, grazie anche al contributo dei familiari dei compianti Salvatore Traversa, Vincenza Simone e dello Juventus Club, l’adesione ha superato le aspettative e ciò renderà possibile da una parte la donazione di 10 smart tv con nuova codifica hd per le stanze dei degenti dell’Hospice, dall’altra il sostegno alle attività dei volontari di Strada.
La cerimonia di ieri ha visto presenti tra gli altri il Sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, Anna Marino dei Volontari di Strada e il personale dell’Hospice con il Quartet folk che ha allietato i presenti con i canti natalizi della tradizione.

La Regione ha stanziato da subito 1 milione di euro per interventi di recupero a Ravanusa. Il sindaco, Carmelo D’Angelo, ritiene che ne occorrano molti di più. E spiega: “Ci sono edifici andati completamente persi, totalmente inagibili, ma altri che potranno essere recuperati con la manutenzione. Ci sono danni che vanno dai 10 ai 15 milioni di euro per la ricostruzione. Bisognerà programmare gli interventi da attuare. E’ possibile che gli sfollati non potranno più tornare nelle loro case, in quel quartiere, e quindi si dovranno spostare in un’altra zona del paese”.

Stava appena spuntando l’alba quando a Bivona, centro montano dell’agrigentino, è scoppiata una rissa fra due giovani (si presume) che purtroppo è culminata con un accoltellamento.

Il fendente ha inviato in ospedale la persona offesa, a Sciacca, dove la stessa è stata operata di urgenza. I carabinieri, giunti sul posto della rissa, in via Falcone e Borsellino hanno avviato le indagini per accertare l’identità dell’accoltellatore.

 

108 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata di ieri a fronte di 329 tamponi processati.Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp di Agrigento. Ci sono due nuove vittime: a Grotte e Licata. Sale a 375 il numero degli agrigentini deceduti a causa del covid da inizio pandemia. I guariti sono 42.

23 le persone ricoverate: 23 all’ospedale di Ribera. Sei, invece, le persone ricoverate in terapia intensiva a Ribera; una persona ricoverata presso la struttura lowcare fuori provincia.

Questi i numeri Comune per Comune: Agrigento 126; Alessandria della Rocca 2; Aragona 3; Bivona 0; Burgio 1; Calamonaci 11; Caltabellotta 0; Camastra 4; Cammarata 64; Campobello di Licata 54; Canicattì 130; Casteltermini 18; Castrofilippo 117; Cattolica Eraclea 48; Cianciana 1; Comitini 0; Favara61; Grotte 7; Joppolo Giancaxio5; Licata 36; Lucca Sicula 6; Menfi 8; Montallegro 0; Montevago 3; Naro 25; Palma di Montechiaro 11; Porto Empedocle 22; Racalmuto 7; Raffadali 20; Ravanusa 35; Realmonte 21; Ribera 77; Sambuca di Sicilia 13; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 63; Sant’Angelo Muxaro 1; Santa Elisabetta 19; Santa Margherita di Belìce 7; Santo Stefano Quisquina 1; Sciacca 42; Siculiana 17; Villafranca Sicula 1; Navi accoglienza 2.

Gli asili nido compiono 50 anni, figli della legge 6 dicembre 1971 n. 1044. Strategici non solo per la crescita dei bambini, ma anche per supportare l’occupazione. Divisi da forti divari nella presenza e nell’intensità del servizio sul territorio. Enormi le distanze tra nord e sud, con un’offerta carente nel mezzogiorno. Grandi anche le differenze tra piccoli e grandi comuni esaminate. La sfida dei prossimi anni per il federalismo fiscale sarà ridurre questi divari. Per questo – afferma Gero Niesi – abbiamo attivato in Confcommercio  il“Gruppo Nidi”, l’associazione degli asili nido e scuole dell’infanzia private della provincia di Agrigento a cui si sono registrate già le prime adesioni. Adesso, insieme agli organi competenti, vogliamo discutere dell’offerta del nido sul territorio. Dai dati diffusi da un report di OpenPolis emerge una forte differenza in termini di diffusione e spicca il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Un’ulteriore faglia è quella tra i comuni maggiori – dove il servizio è solitamente più strutturato – e i piccoli centri. Il report segnala che sotto i 3mila abitanti la copertura – in media – non arriva al 10 per cento. Sono all’8% gli utenti del servizio nido sui residenti con meno di 3 anni nei comuni tra 2mila e 3mila abitanti. Adesso vogliamo lanciare l’idea di creare un elenco degli asili nido in provincia e comprendere come superare le criticità che riguardano questo settore. Riteniamo dunque che i comuni debbano attivarsi per creare degli albi comunali degli asili nido. Noi pronti a collaborare. 

Questa mattina, Domenica 19 dicembre 2021, al termine della Celebrazione Eucaristica, in occasione del “Convegno dei Genitori” dei Seminaristi, l’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, ha comunicato che il prossimo 25 febbraio 2022, solennità di S. Gerlando, patrono dell’Arcidiocesi di Agrigento,  ordinerà diaconi i Seminaristi:

  • Marco Caruso della comunità BMV del Carmelo-BMV di Fatima, Agrigento;
  • Salvatore Casà della Comunità Parrocchiale di S.Antonino in Raffadali;
  • Angelo Porrello, della comunità parrocchiale di S.Barbara in Licata;
  • Marco Scirica della Comunità della Chiesa Madre di Menfi.

La celebrazione si terrà nella Basilica Cattedrale di Agrigento alle ore alle 17.00.

Tragedia a Roccalumera, in provincia di Messina, dove Maria Andolfo, 89 anni, è morta travolta da un autocompattatore dei rifiuti. Lei è stata intenta ad attraversare la strada sulle strisce pedonali per rientrare nella sua abitazione. L’anziana è morta sul colpo. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Il mezzo pesante avrebbe agganciato la sventurata con la parte laterale destra. Lei è caduta a terra ed è stata travolta dalle ruote posteriori. Inutili si sono rivelati i soccorsi.

Quello realizzato in Chiesa Madre, utilizza le antiche statue di cartapesta del sex. XVIII inserite in un contesto abitativo locale, tipico del passato dei nostri paesi (abitazione, forno, ..), dove sono collocati attrezzi per i lavori casalinghi e agricoli in uso in quel periodo.

Un altro presepe originale si trova nella chiesa Madonna del Rosario. Le statue lignee a grandezza naturale di San Giuseppe (sec. XIX), la Madonna e l’angelo Gabriele (sec. XVIII), provenienti da contesti devozionali diversi, sono state collocate in una tenda orientale, con l’inserimento di tanti oggetti con valore simbolico: tappeti, baule, ulivo e olio, melagrana, palme, agave e aloe, fico, carrube, melagrana, vite, uva e vino, pane, mandorle …

Nella cripta del Rosario le statuine in legno di olivo, provenienti dalla Terrasanta, compongono il tradizionale presepe.

Nella chiesa del Carmine il presepe sviluppato in verticale, utilizzando lo spazio di un altare laterale, riproduce l’ambiente abitativo palestinese, con statue e abitazioni create da Carmelo Sciortino.

Nella chiesa della Provvidenza un “presepe popolare”.

Davanti la scalinata del Calvario sono statue colloca le sagome dei protagonisti della Natività, creando un effetto natalizio nel quartiere alto del paese.

Il presepe nella chiesa di San Francesco propone l’evento della nascita di Gesù.

Arricchisce il centro storico del paese il presepe realizzato davanti al portone della chiesa della Mercede (attualmente chiusa in attesa del restauro che inizierà quanto prima).

La descrizione essenziale, purtroppo, non permette di cogliere l’originalità, la bellezza e il fascino che questi presepi suscitano.

Una iniziativa di grande valore religioso e sociale che serve a richiamare nella mente e nel cuore delle persone l’evento fondamentale del cristianesimo, e cioè la nascita del Figlio di Dio nella povertà di Betlemme.

Tutti questi presepi sono stati realizzati dai volontari delle comunità parrocchiali che manifestano, in questa maniera, l’attenzione concreta al territorio, favorendo la creazione del clima natalizio.

I presepi possono essere visitati tutti i giorni fino al 6 gennaio 2022.

“Sono costretto a rubare del tempo prezioso al mio lavoro per la città per rispondere a due consiglieri comunali che provano a fare un polverone fondato sul nulla”. Così il sindaco di Agrigento Franco Miccichè a seguito di una interrogazione dei consiglieri comunali Hamel e Bongiovì.
“Com’è noto nei giorni scorsi, – dichiara Miccichè – ancor prima del sequestro operato dalla GdF, ho adornato diverse zone della città con vasi ed anche  piantine di stelle di natale. Precisamente 42 vasi collocati in via Atenea, via Crispi, villa Bonfiglio, zona San Calogero, Porta di Ponte, piazza Pirandello, villaggio Peruzzo.
Bene, tutto è stato donato dal sottoscritto e da alcuni imprenditori  e soggetti privati che adesso è il momento di elencare: Moncada Energy Group, Hotel del Viale, vivai Pisano, CEO Expleo Italia e famiglia Bellavia.
Tutto ciò non ha nulla a che vedere con il sequestro  di piantine operato della GdF che sono state donate alla Curia, e sono servite per adornare il presepe della Bibbirria e alcune aiuole cittadine.
Sono certo che questa comunicazione, – conclude il sindaco – che avrei evitato, faccia trascorrere una serena domenica ai due consiglieri”.

Si predispone il terreno per una possibile serie di limitazioni da reintrodurre nel periodo festivo; il Governo sta passando in rassegna tutte le possibili disposizioni da rendere effettive a partire dal 26 dicembre.

Il weekend natalizio potrebbe essere salvo ma giovedì 23, con la cabina di regia presieduta dal premier Draghi, si comunicherà al Paese lo stato del contagio e le conseguenti norme da adottare per mantenere alta la guardia e il contenimento della variante della Sars-CoV-2 in circolazione.

Per il momento si presentano alla popolazione svariate ipotesi operative ed è bene conoscerle per capire a cosa si andrà incontro nelle prossime settimane. I punti salienti da considerare sono quattro. Ve li illustriamo nel dettaglio.

Su cosa si baserà la valutazione del Governo

Un po’ di contesto; le decisioni della cabina di regia saranno prese attenendosi ad uno studio significativo che verrà condotto nei prossimi giorni. In particolare si inizia a sentir parlare della nuova indagine rapida (flash-survey) condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute che servirà a stimare la prevalenza della variante Omicron in Italia.

La data stabilita per questa procedura è quella lunedì 20 dicembre e sarà realizzata sottoponendo a sequenziamento un numero di campioni statisticamente significativo raccolto in un determinato giorno in modo tale da restituire una «fotografia» della prevalenza delle varianti e stimare anche la prevalenza della variante Omicron in Italia.

L’Iss ha commentato questa intenzione con una nota del 18 dicembre in cui si evidenzia come, grazie alle segnalazioni della rete di oltre 70 laboratori regionali coordinata dall’Iss, siano salite a 84 le sequenze della variante Omicron analizzate. Oggi sono depositate nella piattaforma ICoGen e tramite il confronto con le informazioni presenti in questo database è stata riscontrato un picco di forte crescita (fino a poco tempo fa i casi erano 55).

Ad oggi inoltre, stando alle dichiarazioni dell’ente, la maggior parte delle segnalazioni (aggiornate alle ore 9 del 18 dicembre) «è arrivata da Lombardia (33) e Campania (20, di cui 7 legate al ‘caso indice’ di fine novembre), mentre in generale la variante è segnalata in 13 regioni (Lazio 8, Puglia 7, Veneto 5, Piemonte e Emilia Romagna 2, Abruzzo, Calabria, Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana 1) e 1 PA (Bolzano,1)».

Come spiegato da Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, la crescita del numero dei casi depositati testimonia l’efficienza della rete di monitoraggio della natura virale in circolazione ma anche come ricorrere alla terza dose e usare la mascherina quando indicato siano i soli strumenti a nostra disposizione per ridurre al minimo la diffusione del virus.

Cosa potrebbe cambiare dopo la cabina di regia: 4 misure probabili

I numeri quindi che verranno valutati per predisporre eventuali nuove misure che, al momento, sembrano piuttosto circoscritte e totalmente in linea con la progressione delle strette a cui siamo stati abituati dall’arrivo dei vaccini.

Le ipotesi sul tavolo sono prevalentemente quattro:

  • obbligo generalizzato di mascherina all’aperto anche in zona bianca;
  • obbligo di un tampone per alcuni luoghi aperti al pubblico molto affollati;
  • riduzione dei tempi di durata del Green pass a cinque mesi;
  • estensione dell’obbligo vaccinale ad alcune categorie professionali.

Guardando invece al secondo punto dell’elenco la proposta si fa più articolata e discutibile per alcuni termini della sua formulazione. L’idea di chiedere un tampone, oltre al Green pass, per accedere a locali al chiuso particolarmente affollati come le discoteche, dovrebbe infatti essere oggetto di considerazioni ulteriori nel caso in cui si vada oltre il caso specifico dei club.

La proposta che andrà attenzionata con occhio critico è quella del coordinatore del Cts, Franco Locatelli che, nei giorni scorsi, proponeva di adottare la stessa soluzione per teatri e cinema. I dubbi nascono quindi in merito alle conseguenze di tale mossa che ricadrebbero sui gestori delle varie attività già in difficoltà. Nonostante ciò i quesiti potranno essere sciolti solo quando verrà emesso un verdetto ufficiale.

(money.it)