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Il conducente e sei passeggeri sono rimasti feriti nel violento impatto avuto da un autobus dell’Azienda metropolitana trasporti (Amt) e un palo della linea elettrica a media tensione posto ai margini della carreggiata. L’incidente è avvenuto ieri mattina in viale Vigo, nel popoloso rione di Librino.

Due per le persone rimaste ferite gravemente: l’autista, ricoverato al Policlinico, e un passeggero di 54 anni che è stato trasportato all’ospedale Cannizzaro con un elicottero del 118. Le altri cinque persone hanno riportato delle contusioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Catania che hanno agevolato la discesa dei passeggeri che si trovavano ancora a bordo ed hanno messo in sicurezza il mezzo alimentato a gas metano. Sull’episodio indagano la polizia e i vigili urbani. Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, segue la vicenda in contatto con il presidente dell’Amt, Giacomo Bellavia, per accertarsi delle condizioni dei feriti

Gli agenti della sezione volanti della Questura di Agrigento, hanno elevato nella giornata di ieri otto sanzioni, per il mancato rispetto delle norme anti-covid. Otto i soggetti più o meno giovani che ieri in Via Atenea, in pieno centro ad Agrigento, sono stati sorpresi mentre violavano le prescrizioni anti-contagio, considerato che erano assembrati, non rispettavano il distanziamento sociale, non utilizzavano correttamente la mascherina, e in alcuni casi la stessa era assente.

Per ognuno di loro è scattata la multa di euro 400

 

 

Se n’è andata in silenzio, come era solita fare nella sua vita.

Persona decisamente perbene, leale e sincera. Infaticabile professionista, infermiera del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento, sempre pronta ad aiutare gli altri con tipico fare materno. Nessuna distinzione per lei, giovani o anziani, erano tutti da aiutare amorevolmente.

Si è spenta questa mattina, dopo avere lottato per quasi due anni con una terribile malattia. Prima la speranza, poi il sorriso, poi la lenta discesa che l’ha portata alla fine.

Donna di eccezionali virtù, profondamente cristiana Maria Grazia Fantauzzo, 52 anni, lascia il marito Lorenzo Capostagno, oculista e i figli Claudio e Roberto.

Maria Grazia è stata per cinque anni consigliere comunale; eletta nel 2015 nella lista “Agrigento Rinasce” ha appoggiato il gruppo politico di Lillo Firetto che oggi vuole ricordarla così: “Maria Grazia, persona dolcissima. Perbene. Se ne è andata troppo presto. Rimarrà quella sua espressione limpida. Un ricordo nostalgico e bello insieme. Una tristezza infinita”.

I funerali oggi pomeriggio alle 15,00 nella chiesa del Sacro Cuore del Quadrivio Spinasanta.

Il Direttore responsabile di sicilia24h.it Lelio Castaldo e tutta la redazione sono vicini alla famiglia di Maria Grazia.

L’Accademia internazionale “Federico secondo di Svevia” Arte – Lettere – Scienze di Messina, compresa nella Febac, la Federazione Europea Beni artistici e culturali, ha nominato cavaliere dell’arte il pittore agrigentino Gerlando Meli, per alti meriti artistici ottenuti in campo nazionale e internazionale. Nella motivazione del riconoscimento a Gerlando Meli si legge ancora: nella sua arte ha profuso sentimenti universali come la solidarietà e la pace, espressione apprezzabile di un sentimento e di un pensiero che trapelano dai suoi quadri. Di recente il pittore Meli ha conosciuto personalmente l’attrice italiana Claudia Koll, e le ha donato una sua litografia dal titolo “Pirandello e la sua Valle dei Templi di Agrigento”. La Koll ha gradito il gesto dell’artista Meli e si è congratulata per la sua tecnica e per le sue doti umane. Nella foto il pittore Meli mentre dona l’opera a Claudia Koll insieme all’accademico Joachim Haing-Moe.

La Cia, la Confederazione italiana agricoltori, di Sicilia, ha scritto al Governo regionale affinché siano accelerate procedure e tempi sulla riforma dei Consorzi di bonifica e la soluzione certa sui debiti pregressi e sui ruoli consortili. La presidente della Cia Sicilia, Rosa Giovanna Castagna, afferma: “Dopo 26 anni di commissariamenti, la Regione deve esprimere un percorso di chiarezza ed interventi risolutivi. Un’agricoltura di qualità non può che essere sostenuta ed accompagnata da Enti efficienti. La riforma, in un’ottica di modernità per il futuro, sarà una scommessa per la Sicilia, ma dovrà essere vista come la normalità dopo lunghi anni di torpore nel campo delle risorse idriche”.

Anche la Sicilia – con più precisone le province di Palermo, Messina, Catania, Enna, sono interessate al problema della ricaduta dei frammenti dovuti al rientro del razzo cinese. Proprio ieri la Protezione Civile della Regione, ha partecipato al Comitato Operativo Nazionale Protezione Civile convocato d’urgenza sul problema in essere.

Il Direttore generale Cocina, ha avuto conferma che si tratta di frammenti di circa cento chili che precipiteranno sulla terra alla velocità di 200 km/h, o giù di lì. Questi frammenti potranno quindi danneggiare cose o persone, anche se la probabilità è molto bassa. Per questo ieri sera si è tenuto il comitato operativo della Protezione civile, per analizzare gli ipotetici scenari dovuti al rientro incontrollato nell’atmosfera del lanciatore spaziale cinese “lunga marcia 5B”.

L’ora di rientro sulla terra del razzo è previsto per le ore 2:24 di domenica 9 maggio, ma con uno scarto di più o meno 6 ore, e in questo arco temporale saranno 3 le traiettorie che interesseranno oltre alla Sicilia anche altre regioni quali Umbria, Lazio, Puglia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Molise, Campania e Calabria.

Il rientro del razzo sarà accompagnato da continui aggiornamenti, legati alla densità dell’atmosfera e all’attività del sole.

L’agenzia Spaziale Italiana, un membro dell’ufficio del consigliere militare della Presidenza del Consiglio, oltre a rappresentanti del Ministero dell’Interno, degli Esteri, del dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa, dell’aeronautica Militare, della protezione civile, hanno istituito un tavolo tecnico, e continuerà insieme ai rappresentati delle Regioni interessate, a seguire tutte le operazioni di rientro, fornendo analisi e  aggiornamenti.

Dalle informazioni raccolte fino ad ora, alcune delle indicazioni fornite sul comportamento di auto protezione dicono che è poco probabile che i frammenti provochino crollo di edifici, pertanto si consiglia di restare all’interno delle proprie abitazioni, stando però lontani da finestre e porte a vetro;

i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;

alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto.

Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

E’ appena entrato nel porto di Mazara del Vallo, scortato da una motovedetta della Guardia Costiera, il peschereccio “Aliseo”, con sette uomini d’equipaggio compreso il comandante Giuseppe Giacalone, rimasto lievemente ferito dai colpi d’arma da fuoco sparati da una motovedetta militare libica. L’assalto è avvenuto due giorni fa a nord della costa di Tripoli, in acque internazionali anche se all’interno della Zona di protezione pesca libica.

L’intervento tempestivo della Marina Militare italiana, giunta in soccorso del peschereccio con la fregata Libeccio e un elicottero, ha convinto i militari libici a rilasciare l’imbarcazione.

In occasione del 43esimo anniversario della morte di Peppino Impastato, giornalista e attivista siciliano ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978, ed in risposta all’appello di “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”, anche la Cgil di Agrigento, aderendo all’iniziativa “Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo”, dedicherà un’iniziativa a colui “che – afferma il segretario Alfonso Buscemi – con grande coraggio, denunciando e lottando contro il potere della mafia e il clima di omertà, ha sacrificato la sua giovane vita”. L’iniziativa si svolgerà domani domenica 9 maggio a Canicattì, al Centro culturale “San Domenico”, alle ore 11. La segretaria della Camera del Lavoro di Canicattì, Rosaria Alaimo, e la responsabile del Dipartimento alla Cultura e Legalità Cgil di Agrigento, Maria Concetta Barba, per rinnovare la memoria di Peppino Impastato, consegneranno al Comune di Canicattì una targa commemorativa che sarà affissa in via Peppino Impastato per mantenere vivo il suo ricordo.

Ad Agrigento, dopo il primo ritrovamento alcune settimane addietro, altri quattro telefonini cellulari sono stati scoperti e sequestrati all’interno dell’area di alta sicurezza del carcere “Pasquale Di Lorenzo”. I telefoni, tra cui anche uno smartphone con videocamera e applicazioni per i social network, sono stati nascosti nelle celle di detenzione, ed un ispettore si è accorto dei movimenti anomali di alcuni detenuti fiutando che nascondessero ciò che non avrebbero potuto detenere. La disposta perquisizione ha sortito il ritrovamento dei cellulari.

A seguito di concordato, ovvero una sorta di patteggiamento della condanna, la Corte d’Appello di Palermo ha ridotto la condanna in primo grado ed ha inflitto 6 anni di reclusione all’imprenditore agrigentino, Giuseppe Burgio, già condannato dal Tribunale di Agrigento, il 14 maggio del 2018, ad 8 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta. Giuseppe Burgio è stato arrestato il 28 ottobre del 2016 dalla Guardia di Finanza. Dallo scorso 2 marzo è ristretto ai domiciliari. Le indagini ruotano intorno ai fallimenti di quattro società che si ritengono legate a Giuseppe Burgio, e che sono la Gestal srl, la Ingross srl, la Cda spa, e la GsB srl. Le stesse 4 società sono fallite tra il dicembre 2011 e l’ottobre 2012. Ebbene, le Fiamme Gialle avrebbero rilevato la distrazione di ingenti beni patrimoniali, per decine di milioni di euro, tramite vari artifizi materiali e contabili : la sottrazione di denaro dalle casse della società, poi operazioni finanziarie e compravendite tra società collegate per drenare liquidità, e poi la falsificazione delle scritture contabili se non, in alcuni casi, la loro distruzione o sottrazione. In ragione di ciò, a Burgio è contestata la bancarotta fraudolenta a danno delle quattro società. I fallimenti avrebbero procurato danni ai creditori sociali per quasi 50 milioni di euro, e le distrazioni ipotizzate ammontano a oltre 13 milioni di euro.