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A Caltanissetta i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato in carcere un uomo di 30 anni, già sottoposto a misura cautelare per maltrattamenti, lesioni e resistenza, allorchè ha spaccato un bicchiere in testa al compagno della madre. Il Giudice ha pertanto disposto l’aggravamento della misura dell’obbligo di dimora nel Comune di San Cataldo. Lui, invece, da San Cataldo si è recato a Caltanissetta e, nel corso di una festa di compleanno, per futili motivi, dopo aver litigato con la madre, ha spaccato un bicchiere di vetro nella testa del compagno di lei. La vittima ha subito lesioni craniche facciali, è stata soccorsa in ospedale e ha denunciato l’aggressore alla Polizia.

Come in un film horror. Ma purtroppo, a Santa Elisabetta, è stata una triste realtà.

I Carabinieri del NOR della Compagnia di Canicattì hanno tratto in arresto un pluripregiudicato di Santa Elisabetta, attualmente affidato in prova ai servizi sociali dal Tribunale di Sorveglianza a seguito di una condanna per violenza privata, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Agrigento nei confronti di costui, responsabile di violenza sessuale su minore, maltrattamenti in famiglia e lesioni.

Le indagini sono iniziate alla metà di agosto, quando un’adolescente (minore degli anni 16) di Santa Elisabetta ha chiesto aiuto ai Carabinieri, accennando i gravissimi comportamenti del patrigno, solito rivolgerle delle attenzioni proibite.

Un racconto iniziale che ha immediatamente allertato la Procura della Repubblica di Agrigento, impegnata con i Carabinieri in un codice rosso che ha richiesto l’approfondimento del riservatissimo contesto sabettese e del chiuso delle sue famiglie.

Qui gli inquirenti hanno documentato la sottomissione subita dalla giovanissima vittima, prima oggetto di attenzioni particolari – iniziate quando ella aveva solo 10 anni – e poi, in una escalation tesa a vincerne la resistenza, assaltata in assenza dei familiari conviventi e sottoposta a violenti atti sessuali.

Altrettanto gravi le annotazioni dei Carabinieri riguardo i maltrattamenti patiti dal fratello minorenne della ragazzina, picchiato dal patrigno da quando aveva 8 anni e sottomesso al punto di credere di meritare le punizioni fisiche, inflittegli “…quando faccio cavolate ma per me questo non è normale…”, raccontate agli inquirenti come l’espressione di una violenza “…forte anche se non in maniera esagerata…”.

È comune nel racconto delle due vittime la presenza della sucalora, termine dialettale usato per indicare il tubo di gomma brandito dal patrigno per picchiarle.

Una prigione domestica fisica e psicologica, costruita dall’indagato con l’imposizione del silenzio sulle sue condotte e con una serie di vessazioni quali il divieto per le giovanissime vittime di frequentare i coetanei, i lunghi periodi di punizione trascorsi chiusi in casa e, per la ragazzina, il divieto di indossare la minigonna e di truccarsi.

L’indagato, valutato come proclive a commettere delitti della stessa specie (ne vanta un ricco curriculum ed era affidato in prova ai servizi sociali nel momento in cui commetteva i fatti che gli vengono contestati), è stato rinchiuso nel carcere di Agrigento.

 

E’ stato davvero evitato il peggio stasera nella cittadina del vino. Una Dacia grigia ha finito la sua corsa dentro il bar Eurocaffè, sfondando la vetrata. Fortunatamente l’incidente non ha causato feriti tra gli avventori del bar. E’ accaduto all’incrocio di via Ognibene e via Dante Alighieri. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’auto, guidata da un uomo, non si sarebbe fermata allo Stop finendo poi contro la vetrata del bar e per metà al suo interno.

Sono in corso gli accertamenti per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. Tanta paura e scampato il peggio.

(Foto da Il Futuro Dipende da Te)

Nella giornata di ieri, 21 settembre, i Carabinieri della Stazione di Aragona hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Agrigento, un’informativa di reato a carico di un giovane del posto di 25 anni, operaio, ritenuto responsabile del danneggiamento dell’unico sportello ATM dell’Ufficio Postale del paese. Lo scorso 11 agosto, infatti il direttore dell’Ufficio Postale formalizzava presso la Stazione Carabinieri l’atto di denuncia-querela, nei confronti di ignoti, dopo aver constatato la rottura dello schermo touch dello sportello automatico bancoposta posto sul retro dell’ufficio.

I Militari dell’Arma, acquisita la denuncia, hanno avviato le indagini analizzando le immagini registrate dal sistema di video-sorveglianza attivo proprio sullo sportello ATM. La visione dei filmati ha consentito di accertare che nel corso della notte dell’11.08. us, un giovane ragazzo, dopo aver inserito la propria tessera bancoposta all’interno dello sportello ATM, per eseguire un’operazione, scagliava un violento pugno sullo schermo mandandolo in frantumi. E’ stato semplice poi per i Carabinieri incrociare i dati della tessera bancoposta utilizzata per eseguire l’operazione con le immagini acquisite. Il giovane dovrà rispondere dell’accusa di danneggiamento aggravato.

Ieri pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Raffadali hanno arrestato un cittadino di origini marocchine di 34 anni, residente del posto, celibe, disoccupato, in quanto trovato in possesso di circa 45 gr. di sostanza stupefacente del tipo hashish. Nel corso di un servizio finalizzato alla repressione dei reati in materia di spaccio di stupefacenti, i Militari dell’Arma, che già da qualche giorno tenevano d’occhio l’uomo, nel pomeriggio di ieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del predetto.

L’attività di ricerca ha consentito di rinvenire un panetto di hashish del peso di circa 45 grammi, un coltello a serramanico, verosimilmente utilizzato per suddividere la sostanza in dosi, nonché vario materiale idoneo per il confezionamento della sostanza. La droga ed il materiale sono stati sequestrati, mentre l’uomo su disposizione della Procura della Repubblica è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’Udienza di Convalida.

Ancora un riconoscimento straordinario per la pizzeria agrigentina, precisamente al Villaggio Mosè, Sitari – Sorce family.

La pizzeria è stata inserita nella prestigiosa guida denominata “Guide to the best pizzerias in the world” dove vi fanno parte le migliori pizzerie del mondo.

Quella della famiglia Sorce è l’unica rappresentante della provincia di Agrigento ed in tutta la Sicilia le fanno compagnia soltanto altre 17 pizzerie.

Bellissima la motivazione che ha consentito alla famiglia Sorce di essere inserita nella guida mondiale. Eccola: “Quello che colpisce della pizzeria dei fratelli Sorce è la grande passione che li anima unita alla meticolosa organizzazione del locale. Troverete delle pizze in stile italiano talvolta servite a spicchi, pronte per essere degustate in maniera conviviale. Impasto a lunga maturazione e tanta Sicilia nelle farciture. Encomiabile il lavoro certosino sui prodotti del territorio. Impasto buono e digeribile a cui un pizzico di concentrazione in più sull’identità gioverebbe al fine di trovare una strada che rappresenti al meglio l’unicità di questa pizzeria. In carta troverete 4 margherite che si differiscono dalla tipologia di pomodoro utilizzato, tra cui anche un buon pelato siciliano. Grazie alla sua proposta curata e allo stile delle sue pizze Sitari si è imposta come riferimento in tutta la provincia. Servizio attento e gentile”.

Alla famiglia Sorce gli auguri per un riconoscimento che quando si parla di qualità e prestigio tiene alto il nome di una intera provincia.

12 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento su 333 tamponi processati nella giornata di ieri. La curva scende ma purtroppo sale quella dei decessi anche se con notifica postuma. I nuovi decessi si sono verificati a Canicattì (42ª vittima), Ravanusa (11ª vittima) e tre a Favara (24 il numero dei morti da inizio pandemia). Sale a 340 il numero degli agrigentini deceduti da inizio emergenza sanitaria. Non ci sono nuovi ricoveri in ospedale mentre i guariti sono 99.

27 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere: 21 ad Agrigento, 1 a di Ribera. Altri 5 si trovano ricoverati fuori provincia. Due i ricoveri in terapia intensiva presso l’ospedale di Ribera. Due pazienti si trovano ricoverati presso le strutture lowcare: uno presso ex ipab di Canicattì e uno fuori provincia.

Questa la situazione nei Comuni: Agrigento 72 (11 migranti), Alessandria della Rocca 0; Aragona 2; Bivona 0; Burgio 0; Calamonaci 0; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 3; Campobello di Licata 15; Canicattì 89; Casteltermini 16 (13 migranti); Castrofilippo 6; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 1; Comitini 0; Favara 31; Grotte 2; Joppolo Giancaxio 0; Licata 99; Lucca Sicula 0; Menfi 8; Montallegro 0; Montevago 2; Naro 5; Palma di Montechiaro 43; Porto Empedocle 42; Racalmuto 15; Raffadali 13; Ravanusa 11; Realmonte 6; Ribera 10; Sambuca di Sicilia 1; San Biagio Platani 3; San Giovanni Gemini 7; Sant’Angelo Muxaro 1; Santa Elisabetta 0; Santa Margherita di Belìce 0; Santo Stefano Quisquina 1; Sciacca 18; Siculiana 32(24 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 44.

Si è vissuto qualche momento di panico la scorsa notte a Porto Empedocle, in via Gramsci, quando gli abitanti del posto hanno visto una colonna di fumo nero alzarsi verso il cielo e le fiamme che hanno avvolto una Bmw di proprietà di un 32 enne del luogo.

Subito chiamati i Vigili del Fuoco che hanno domato le fiamme; l’auto è rimasta seriamente danneggiata. Sulle cause dell’incendio non si esclude nessuna pista e pertanto i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Agrigento hanno avviato le indagini.

 

 

Abbattimento delle barriere architettoniche, rendere operativa la Consulta delle famiglie dei disabili, la libertà di scelta tra l’assistenza diretta e indiretta tramite assegno di cura, l’impegno a far applicare al Distretto sanitario tutti i servizi e l’assistenza previste dalle normative vigenti.
Queste sono alcune delle richieste contenute nel documento che è stato firmato dall’associazione Senza Limiti di Favara e il candidato sindaco Totó Montaperto.
“Quotidianamente vivo le problematiche agli accessi ai servizi sanitari, socio sanitari e sociali, difficoltà amplificate  per  chi ha disabilità più gravi. Cercheremo, se saremo eletti, di portare avanti le richieste proposte dall’associazione perché si tratta di problemi di vita quotidiana, dichiara il candidato Montaperto.
L’associazione, che da anni si impegna  di fare in modo che i disabili facciano parte del mondo e che non siano considerati un mondo a parte, ha deciso di sottoscrivere questo protocollo con tutti e tre i candidati a sindaco.
“Abbiamo fatto delle richieste normali, non chiediamo soldi, dice il presidente Antonio Sorce. Ci auguriamo che il sindaco che verrà possa dare una svolta a quell’immobilismo al quale siamo stati costretti a vivere. Noi non siamo Invisibili, non ci siamo e vogliamo essere considerati Cittadini”.

L’amministrazione comunale di Agrigento ha accolto la donazione del busto raffigurante il beato giudice Rosario Angelo Livatino, dell’artista Salvatore Navarra. Su proposta del direttore dell’Accademia di Belle arti “Michelangelo” di Agrigento, Alfredo Prado, il busto sarà collocato in piazza Gallo, adiacente alla scalinata della salita La Lumia e il palazzo comunale ex tribunale di Agrigento. Su un rivestimento di marmo con pietra bianca di Comiso, donato dall’azienda “Francolino Marmi” di Porto Empedocle, il busto bronzeo sarà posto dunque sotto la finestra degli uffici occupati a suo tempo dal giudice Rosario Livatino.