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L’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia mette a nudo ciò che, effettivamente è avvenuto nella nostra provincia con riguardo alle nuove dinamiche mafiose.
La relazione non poteva considerare la morte di Lillo Lombardozzi, avvenuta recentemente, che inevitabilmente influirà sui nuovi assetti e sulle nuove strategie mafiose della Provincia mafiosa, ma il quadro stilizzato coglie appieno ci che è avvenuto e che potrebbe avvenire.
Si legge infatti: “Con riguardo al Distretto di Palermo, è senz’altro necessario compiere delle ulteriori riflessioni ripartite tra le provincie di Palermo, Trapani ed Agrigento, nonché tra il territorio metropolitano della città di Palermo e quello della sua provincia.
All’esito di queste analisi trova conferma – come costantemente segnalato nelle precedenti relazioni – che la città di Palermo è e rimane il luogo in cui l’organizzazione criminale esprime al massimo la propria vitalità sia sul piano decisionale (soprattutto) sia sul piano operativo, dando concreta attuazione alle linee strategiche da essa adottate in relazione alle mutevoli esigenze imposte dall’attività di repressione continuamente svolta dall’autorità giudiziaria e dalla polizia giudiziaria.
Continuano pertanto a confermarsi come dati fondamentali delle linee strategiche dell’agire di “Cosa nostra” i caratteri dell’unitarietà dell’organizzazione e del rispetto delle c.d. regole della stessa. Sia sotto il profilo del rispetto delle regole di affiliazioni dei nuovi componenti, che di quelle che regolano la gestione dei territori.
Le indagini ed i procedimenti instaurati nell’anno in esame confermano anche la costante fibrillazione dell’organizzazione che, in forza della continuità dell’attività repressiva degli organi a ciò proposti, oggettivamente versa in una situazione di crisi.
Dalla cattura di Provenzano in poi, “Cosa nostra”, superata la fase caratterizzata dalla cosiddetta strategia della “sommersione”, ha vissuto – e continua ancora oggi a vivere – una fase di transizione, non soltanto sotto il profilo della scelta di una nuova leadership ma anche sotto il profilo della ricerca di nuovi schemi organizzativi e di nuove strategie operative.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato nella flagranza Carmelo Musumeci, 36enne, catanese, per porto abusivo di arma clandestina, detenzione abusiva di armi e munizioni e
ricettazione.
La notte di venerdì 7 luglio, i militari, durante un servizio di controllo del territorio, transitando per via Di Giacomo hanno notato l’uomo camminare con un atteggiamento sospetto. Il reo accortosi della presenza dei Carabinieri ha tentato di disfarsi di una pistola, lanciandola sotto una macchina parcheggiata.
Il 36enne è stato subito bloccato e la pistola, una Beretta cal. 380 con matricola abrasa e col colpo in canna e ulteriori sette colpi nel caricatore, è stata recuperata.
L’arma, in buono stato d’uso, è stata sequestrata ed inviata al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per accertamenti tecnico balistici del caso e per stabilire se la stessa sia stasa utilizzata eventuali azioni criminose.
L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’auto di una di 50 anni, pregiudicata, di Licata, è stata completamente distrutta da u incendio sviluppatosi nella notte tra venerdì e sabato, in via Gela, in pieno centro abitato. Sul posto i vigili del fuoco che hanno domato il rogo e i carabinieri della locale Compagnia che hanno avviato le indagini per stabilire la causa che ha scatenato le fiamme. Quasi certa la natura dolosa del fatto.

Si è svolto, ieri, un sit-in di protesta per la mancata riapertura del ponte Petrulla, il viadotto, nei pressi della statale 626, chiuso già da tre anni per via un crollo che l’ha interessato. Manifestazione a cui hanno partecipato in pochi ma che comunque ha auto il giusto risalto da parte dei media. Gli organizzori, comunque, non si abbattono e promettono di proseguire nelle forme di protesta civili: “E’ solo l’inizio di un qualcosa che vogliamo continuare. Sono trascorsi 3 anni dal crollo del viadotto Petrulla, vogliamo sapere la verità sui soldi spesi, sui rinvii e sull’avanzamento dei lavori. Abbiamo in cantiere altre iniziative di lotta”.
(foto tratta da La Sicilia)

"acchianannu"con San Calò - ph Elisa Carlisi


Si conclude, oggi, con la giornata forse più lunga ed importante, la settimana delle celebrazioni della festa di San Calogero. Il clou sarà alle ore 13.00 con l’uscita dalla chiesa e l’”acchianata” della vara dalla scalinata prospiciente la chiesa stessa e la successiva processione che snoderà lungo via Atenea e le viuzze del centro storico. Alle ore 7.00 vi sarà il consueto sparo di mortaretti che sveglierà la città, alle ore 9,00 la celebrazione della Santa Messa e alle ore 9,30 la processione della “Sagra del grano” che partirà dall’Addolorata. Alle ore 11.30 di nuovo la Santa Messa. Alle ore 20.30 la processione serale con la conclusione al Viale della Vittoria.
Grandangolo sarà presente con una diretta del momento topico: l’appuntamento per tutti è a partire dalle ore 11.30 sulla nostra pagina Facebook. Diretta che continuerà questa sera dal viale della Vittoria con gli spettacoli giochi d’artificio.

Sono 9 gli extracomunitari sbarcati a Sciacca nella giornata di ieri. I 9 si trovavano su un gommone col quale hanno attraversato il canale di Sicilia, probabilmente partiti dalla Libia. E’ probabile che ci sia stato il trasporto con un’imbarcazione più grande e poi sia stato utilizzato il gommone per un tratto di navigazione verso Sciacca. I 9 sono stati immediatamente fermati e identificati mentre il gommone è stato assicurato ai moli della banchina Marinai d’Italia nell’area portuale.