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“Ritengo doveroso esprimere la mia posizione su quanto sta accadendo in questi giorni nella vicina Porto Empedocle”. A parlare è il deputato regionale Carmelo Pullara.

“Il consiglio comunale di Porto Empedocle – continua – dibatterà, il prossimo 15 aprile, della mozione di sfiducia alla sindaca Ida Carmina, del Movimento 5 Stelle, così come stabilito dalla conferenza dei capigruppo. Non entro troppo nel merito dei contenuti espressi, domenica scorsa, da parte del Senatore Giarrusso, anch’egli pentastellato, che a sostegno dalla sindaca Ida Carmina avrebbe tacciato i consiglieri di essere avvoltoi pronti “a mettere le mani sulla città”. Pullara dice di non volere entrare nel merito delle dichiarazioni del Senatore, ma in realtà non si sottrae nel giudicarle.

A quanto pare – afferma Carmelo Pullara – dopo queste ed altre infelici esternazioni del Senatore Giarrusso, coloro (i più) che sono convinti della gestione fallimentare del Sindaco cinquestelle, sarebbero ancora più compatti verso la sfiducia. Sulla qualità e sulla veridicità dei discorsi del senatore catanese ci sarebbe tanto da dire, perché arriva a fare accuse personali (non troppo velate) di una gravità disarmante, probabilmente scaturenti dalla sicurezza della propria immunità parlamentare”.

“Mi chiedo allora il perché di questo spasmodico attaccamento alla poltrona, perché attaccare così i consiglieri che di fatto stanno solo utilizzando uno strumento democratico e legale, quale la sfiducia, in un momento molto delicato per il Comune di Porto Empedocle.
Desidero ricordare che sono arrivati nelle casse comunali oltre 5 milioni di euro dal Governo, al fine di ottemperare all’enormità dei debiti accumulati da questo Comune negli anni. L’opposizione, a detta di Giarrusso, avrebbe già messo le mani sulle somme, ma tengo a dire, ad onor del vero quanto segue”.
“Porto Empedocle è un Comune in dissesto e quei soldi non sono a fondo perduto, ma dovranno essere restituiti entro i tre esercizi successivi: non si tratta di un prestito restituibile in 20 anni ma di un nuovo “acconto” che nel giro di tre anni dovrà essere restituito dagli stessi cittadini empedoclini”.
“Mi chiedo – conclude Carmelo Pullara – e chiedo a voi, a questo punto, cosa ci sia dietro questa veemenza oratoria ingiustificabile e gratuita verso i consiglieri d’opposizione che, di fatto, reagiscono con strumenti democratici e leciti ad una gestione amministrativa pentastellata, ritenuta ancora una volta mediocre e inefficiente”.

Il deputato Pullara, dicevamo, non si sottrae ed è il primo nel sottolineare che la democrazia è ben altra cosa.

Traffico in tilt lungo la Statale 640 in direzione Agrigento a causa di un incidente, all’altezza della rotonda “San Pietro”.

A tamponarsi un furgone Fiat Ducato e una Dacia Duster, che andando a sbattere lungo il muretto della rotonda è rimasta completamente distrutta. Sono tre le persone, ferite lievemente, trasportati all’Ospedale di Agrigento.

Sul posto insieme agli operatori del 118, gli agenti della Polizia Stradale e i Vigili del Fuoco, che stanno cercando di capire le cause dell’incidente.

 

A Raffadali quattro immigrati dalla Romania, tutti domiciliati a Raffadali, si sono resi protagonisti di una violenta rissa, nel centro cittadino, sotto gli occhi allibiti e terrorizzati di alcuni passanti. I Carabinieri, allarmati da una telefonata al 112, sono subito accorsi sul posto, e hanno sorpreso i quattro romeni intenti a picchiarsi, anche con un bastone ed una mazza chiodata. E ciò per futili motivi, alimentati, forse, anche dal consumo di alcol. Tre dei quattro sono stati arrestati per rissa aggravata. Il bastone e la mazza chiodata sono stati sequestrati. A carico del quarto, che è minorenne, è scattata una denuncia alla competente Procura della Repubblica.

“La sicurezza prima di tutto. Da oggi la piantumazione di nuovi alberi,  scelti in modo più oculato. Non è la scelta odiosa e arbitraria di un sindaco malvagio che odia gli alberi, ma l’avvio di una serie di atti contingibili e urgenti da parte di un’amministrazione, che ha valutato pro e contro della presenza estesa e diffusa di problemi causati dall’apparato radicale degli arbusti e attuato la classificazione di ogni albero a rischio cedimento. Abbiamo messo in sicurezza più aree della città e ora della Villa Bonfiglio. Oggi sono stati messi a dimora cinque alberi che abbelliranno senza creare problemi neanche in futuro. Il nostro primo dovere  è  garantire la sicurezza dei cittadini che transitano su quelle aree. Una scelta di politica ambientale che vede al centro l’incolumità e la salute pubblica. Ci saremmo risparmiati tutto questo, se solo gli amministratori nel passato non avessero autorizzato la piantumazione di alberi senza alcun criterio e senza alcuna valutazione dei rischi-benefici a breve e lungo termine”.

Sabato prossimo, 13 aprile, dalle ore 20, lungo le vie principali di Aragona, si  svolgerà la tradizionale “Sagra du Taganu”, organizzata dall’Amministrazione comunale di Aragona con il fattivo contributo di alcuni sponsor locali, tra commercianti ed imprenditori, e con la collaborazione della CNA e della Confcommercio di Agrigento. E’ una tipica festa popolare legata alla ricorrenza pasquale per il suo significato religioso e per il particolare periodo in cui si colloca, che trova nei cibi caratteristici dell’agricoltura locale i suoi simboli celebrativi. “U taganu” è un piatto a base di pasta, tuma e carne, il cui nome deriva dal tegame in cui veniva cucinato. Durante la manifestazione saranno a disposizione dei visitatori numerosi stand per la degustazione del taganu e di altri piatti tipici aragonesi. La “Sagra du Taganu” sarà allietata con balli folcloristici.  

Dopo l’inaugurazione dei nuovi locali (in Viale Regina Elena 28, al 2° Piano) è ripartita l’esigenza che la CGIL, la Camera del Lavoro, che vanta 100 anni di storia e di battaglie al fianco dei Lavoratori, potesse avere, accanto ai servizi che già offre (quello del Patronato e del CAF) anche una struttura di tipo sindacale per seguire la contrattazione sociale e territoriale.

Ieri, alla presenza del Segretario Generale Massimo RASO, è nato il “coordinamento cittadino degli iscritti alla CGIL di Canicattì” che, in questa prima fase, è composto da: Alaimo Rosaria, Aquilino Calogero, Bruccoleri Calogero, Calì Salvatore, Canicattì Diego, Capobianco Calogero, Cottitto Giuseppe, Cuva Angelo, Di Falco Concetta,  Di Rosa Pino, Guarneri Gioacchino, Lo Giudice Vincenzo, Maira Antonio, Marchese Ragona Domenico, Milazzo Cinzia, Milazzo Giuseppe, Monaca Teresa, Sciortino Santo, Sciortino Simona, Treppiedi Salvatore, Vaccaro Carmelo e Vaiana Salvatore.

Il Coordinamento nei prossimi giorni si articolerà per competenze ed interessi che sono già emersi nel corso della riunione.

La Camera del Lavoro vuole far ritornare centrale la “questione lavoro a Canicattì”: quantità e qualità del lavoro, lavoro nero, precarietà, emigrazione e immigrazione, lavoro giovanile e femminile.

Ed ancora , la condizione degli anziani e la loro sicurezza, lo stato dei servizi socio assistenziali. Le questioni della Scuola e della formazione . La vivibilità dei quartieri e della Città, i problemi dei servizi e dei beni comuni: trasporti, acqua, rifiuti.

Sull’insieme di queste questioni la CdL svilupperà nelle prossime settimane la propria attenzione e la costruzione di una vera e propria “piattaforma” di una “vertenza Canicattì”.

Un primo terreno I lavori sono stati conclusi da Franco GANGEMI, della Segreteria Provinciale con la delega all’Organizzazione.

Sono stati attimi di panico quelli che si sono verificati la scorsa sera lungo la strada statale 115, proprio all’ingresso di Porto Empedocle. I poliziotti della sezione Volanti del Commissariato di Porto Empedocle sono dovuti intervenire in seguito ad una segnalazione che descriveva la presenza di un uomo che correva in mezzo alla strada tra le auto. 

Una di queste, sfrecciando in quella direzione, ha rischiato di prendere in pieno il guard rail per evitare l’uomo, un 44enne di Porto Empedocle, che correva lungo la carreggiata. Alla base dell’insano gesto ci sarebbe un litigio con la fidanzata. 

I poliziotti, una volta riportata la calma, hanno avvisato personale del 118 che hanno accompagnato  l’uomo presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

 

Fibrillazioni nell’ambito della Giustizia in Italia. Anche la Camera penale “Giuseppe Grillo” di Agrigento ha aderito all’astensione, proclamata a livello nazionale, contro – denunciano le Camere penali – “una serie di riforme giustizialiste e populiste annunciate e in parte realizzate dal governo come, ad esempio, la riforma in materia di legittima difesa”. I giorni di astensione dalle udienze sono in calendario dall’8 al 10 maggio, e contestualmente sarà presentato un manifesto sull’idea liberale della Giustizia penale. Saranno sospese le udienze e le attività giurisdizionali, tranne se con imputati o indagati detenuti.
 

La Ong Mediterranea, che si avvale della nave Mare Jonio, già protagonista di un altro braccio di ferro con l’Italia per lo sbarco di migranti soccorsi, ha presentato un esposto urgente alla Procura della Repubblica di Agrigento contro il Governo nazionale. Secondo l’Organizzazione non governativa ricorrerebbero gravissime violazioni di leggi nazionali e convenzioni internazionali nel caso del blocco navale operato contro la nave “Alan Kurdi” a largo di Lampedusa, e poi dirottata a Malta. La Ong tedesca Sea Eye, al timone della nave “Alan Kurdi”, ha nel frattempo puntato il dito contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, affermando: “Non ha umiliato solo i naufraghi, ma sfrutta tutto e tutti per ottenere il massimo vantaggio possibile da questa situazione”.

 

I Carabinieri della stazione di Porto Empedocle, coordinati dal comando compagnia di Agrigento, e dai militari del Nas di Palermo, il Nucleo anti-sofisticazioni, nel corso di un’ispezione in un deposito di prodotti ittici, hanno scoperto 7 estintori scaduti, la mancata compilazione delle schede di controllo igienico e sicurezza dei prodotti, e un dipendente privo di abilitazione alla manipolazione degli alimenti. Il titolare del deposito è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento e ha subito sanzioni amministrative per circa 3mila euro.