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Il Gup di Ragusa, Ivano Infarinato, ha condannato a nove anni di carcere Rosario Greco, l’uomo che l’11 luglio dell’anno scorso, alla guida del suo Suv, travolse e uccise i due cuginetti Alessio e Simone D’Alessio, mentre giocavano davanti all’uscio di casa. Il pm Fabio D’Anna aveva chiesto 10 anni. A Greco è stata pure confiscata l’auto. Il risarcimento per il comune di Vittoria che si era costituito parte civile invece avverrà in separata sede con un nuovo giudizio civile. Rosario Greco al momento della sentenza non era in aula, dove erano presenti invece i genitori dei due bambini Alessio e Simone D’Antonio e gli zii. L’imputato era accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti e nell’udienza dello scorso 19 maggio il pm Fabio D’Anna aveva chiesto la sua condanna a 10 anni.

“Il giudice ha fatto un ulteriore sconto rispetto alla richiesta del pm. Non sono queste le pene che si applicano ad un criminale. Ci saremmo aspettati una condanna più severa”.

Così Tony D’Antonio, padre di Simone, ha commentato la sentenza del Gup.

(ANSA)

Sono tre i nuovi contagi che si registrano in Sicilia per il coronavirus nelle ultime 24 ore. Una persona è deceduta. Aumentano i guariti. 397 i nuovi contagi in Italia. 78 i morti. I dati scendono e aumenta l’ottimismo per una riapertura delle regioni dal 3 giugno.
Le due ondate da nord a sud dei mesi scorsi che hanno interessato la Sicilia hanno prodotto danni che sono stati successivamente contenuti dall’autodenuncia e dall’osservanza della quarantena. Possiamo sperare in comportamenti corretti anche in futuro. I timori restano e conosceremo le decisioni che saranno adottate. Tante preoccupazioni rimangono in questa ripresa delle attività e tiene in allarme anche il rischio default dei Comuni per le conseguenze della crisi sanitaria. Servono risorse e provvedimenti mirati. A rischio sono i servizi destinati ai cittadini. Siamo stati finora attivi sul territorio nel contrastare l’ emergenza nelle fasi più critiche. Ora il Governo dovrà metterci nelle condizioni di continuare ad assolvere ai nostri  compiti e a dare riscontro ai cittadini, in particolare alle fasce più deboli”.
Lo ha dichiarato il sindaco di Agrigento Lillo Firetto.

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, grazie al Servizio Edilizia Scolastica guidato dal Dirigente Teresa De Leo, si afferma leader in Sicilia per l’attività di programmazione per gli interventi sugli edifici scolastici delle ex province. Il riconoscimento è avvenuto in occasione dell’incontro in video-audio conferenza con l’Assessorato regionale all’Istruzione ed alla Formazione e con la task force del MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) che ha avuto luogo nei giorni scorsi per gli “Incontri bilaterali per la programmazione degli interventi di edilizia scolastica di Città Metropolitane e Liberi Consorzi Comunali per il prossimo quinquennio 2020-2025”. Questo Ente è stato portato ad esempio per efficace e corretta azione nel proporre interventi che, nella loro totalità, sono stati ammessi a finanziamento. A certificare il grado di efficienza, del Libero Consorzio Comunale di Agrigento è stata l’assegnazione delle maggiori risorse finanziarie rispetto a quello di tutte le altre ex province e città metropolitane dell’isola.

Complessivamente sono stati assegnati 49.608.082,22 euro  più del doppio di quanto ottenuti dalla seconda provincia in Sicilia. Le somme si riferiscono a ben 59 interventi di adeguamento sismico ed impiantistico degli edifici scolastici. Il riconoscimento rivolto al Libero Consorzio Comunale di Agrigento non è stato limitato alla sola procedura oggetto della video conferenza, ma è riferito all’ottimo lavoro di programmazione iniziato a far data dal 2015 ed è esteso a tutti i “comportamenti virtuosi” posti in essere anche in altre procedure finalizzate all’ottenimento dei diversi finanziamenti che si sono resi disponibili in materia di edilizia scolastica.

Un’ulteriore conferma dell’efficacia e dell’efficienza del Settore Edilizia Scolastica è testimoniata dal fatto che tutti gli interventi proposti nelle varie candidature per l’accesso ai finanziamenti regionali e nazionali sono andati a buon fine. Questi i finanziamenti nel frattempo ottenuti: Indagini diagnostiche- Piano 2015- MIUR, n. 4 interventi per euro 25.283,30; Indagini diagnostiche- Piano 2019- MIUR, n. 30 interventi per euro 300.000,00; Verifiche di vulnerabilità sismica –  del PO Fesr Sicilia 2014-2020; n. 8 interventi per euro 287.729,24; Mutui BEI 2018, 8 interventi per euro 29.272.550,00; Piano 2019 di cui al D.M. 175 del 2020, n. 4 interventi per euro 9.767.450,00; Fondo comunitario 1D.M. n. 607/2017 – PO Fesr 2014-2020 due interventi per euro 9.593.550,00; Fondo progettazione enti locali- MIT- D.M. 46/19, tre  interventi per euro 361.519,68.

Il totale dei 59 interventi raggiunge un importo complessivo di euro 49.608.082,22. Naturalmente il merito di quanto sopra va ascritto in via principale all’impegno profuso da tutta la struttura dell’Edilizia Scolastica: in primis dalla P.O. Arch. Daria Grillo che ha svolto con dedizione e competenza una efficace e fondamentale attività di propulsione e di coordinamento di tutti i gruppi di lavoro ed il cui imminente collocamento a riposo comporterà una rilevante perdita professionale ed umana per l’Ente. Inoltre un particolare riconoscimento va ai capigruppo Architetti Casimiro Gerardi, Alfonso Giulio ed Alessandro Tuttolomondo che hanno messo in campo, con diligenza e passione, tutta la loro esperienza e professionalità per la valorizzazione ed il recupero degli edifici scolastici alla cura degli stessi assegnati, validamente supportati dal personale tecnico che li ha affiancati; e non ultimo dal personale amministrativo ed ausiliario che ha fornito il massimo della collaborazione. Le soddisfazioni raccolte ed i riconoscimenti esterni ottenuti costituiscono la riprova del valore altamente strategico rivestito dal Servizio Edilizia Scolastica e dell’efficace attività posta in essere all’interno dell’Ente.

Sono stati fermati dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento due tunisini di 23 e 21 anni, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tentata estorsione ai danni di un connazionale.

Secondo la Procura i due fermati,  sono ritenuti responsabili dell’ingresso in Italia, da Lampedusa, di 51 immigrati a bordo di un barcone e della tentata estorsione ai danni di un connazionale che non aveva potuto pagare per intero il costo della tratta. I due tunisini, peraltro, si erano segnalati per intemperanze verso altri connazionali nel periodo in cui stavano trascorrendo la quarantena a bordo della motonave Moby Zaza’.

 

 

Furono i Carabinieri del Nas nel 2018 a scoprire durante un controllo all’ospedale di Agrigento nel reparto di chirurgia vascolare che la sala operatoria necessitava di ulteriori lavori per essere operativa a 360 gradi.

Finalmente e dopo il solito iter burocratico la ditta Rti, Arli srl si è aggiudicata l’appalto per il relativo completamento. L’offerta pervenuta ha presentato un ribasso d’asta del 27,40% per un totale di 679,974,36 di euro.

 

 

La dott.ssa G.V., giornalista quarantaduenne, nell’ottobre del 2019, partecipava alla procedura concorsuale per il reclutamento di sei Istruttori direttivi dell’Ufficio stampa della Regione Siciliana, svolgendo la prima prova scritta consistente in un test a risposta multipla.

Nel dicembre dello stesso anno, a seguito della correzione del test in questione, venivano pubblicati gli esiti della prova concorsuale che attestavano l’esclusione della dott.ssa G.V., in quanto la stessa aveva ottenuto un punteggio che, per l’errore relativo a sole due domande, non consentiva il superamento della prima prova del concorso.

La dott.ssa G.V., dunque, presentava richiesta di accesso agli atti del concorso, al fine di prendere visione dei verbali della Commissione d’esame ed in particolare della correzione del proprio elaborato operata dall’Amministrazione.

A seguito del rilascio della documentazione richiesta emergeva come alcune domande fossero state formulate e corrette erroneamente e come taluni argomenti oggetto di prova fuoriuscissero dal programma di materie indicato dal bando di concorso.

A questo punto la dott.ssa G.V., assistita dagli Avvocati Girolamo Rubino, Calogero Marino e Giuseppe Gatto, proponeva ricorso davanti al TAR Palermo, sostenendo l’illegittima formulazione e/o correzione di svariati quesiti somministrati nell’ambito della prima prova del concorso in questione.

Con ordinanza del febbraio 2020, il TAR Palermo, pur confermando implicitamente l’illegittima correzione di una domanda (la n. 54), riteneva di non ammettere la dott.ssa G.V. alla seconda prova concorsuale.

Pertanto, la dott.ssa G.V., con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, proponeva ricorso in appello davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa, chiedendo la riforma della pronuncia di primo grado e, conseguentemente, l’ammissione alla seconda prova del concorso per Istruttore direttivo dell’Ufficio stampa regionale.

In particolare, l’Avv. Rubino sosteneva l’erronea formulazione e/o correzione di 4 quesiti (nn. 8, 12, 22 e 54) e l’estraneità alle materie indicate dal bando di 7 domande (le nn. 19, 25, 33, 34, 35, 42 e 46), evidenziando come la modifica del punteggio anche di due sole domande, per la dott.ssa G.V., sarebbe risultata decisiva ai fini del superamento della prima prova.

Segnatamente, con riguardo alla domanda n. 54: la correzione approntata dalla Commissione esaminatrice contrastava palesemente con la disposizione normativa (Legge n. 150/00) richiamata dal quesito, in quanto veniva considerata quale attività di informazione e comunicazione istituzionale della Pubblica Amministrazione “la sola comunicazione interna realizzata nell’ambito di ciascun ente” e non anche, come previsto dalla suddetta norma, “la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettività e ad altri enti”.

Tra le domande contestate, inoltre, alcune presentavano una duplice risposta corretta, in particolare: la domanda n. 8, in materia di effetti sull’atto amministrativo derivanti dall’inesistenza dell’oggetto, pur presentando due risposte esatte – la “a”, atto “inesistente” e  la “b”, atto “inefficace” (segnata dalla dott.ssa G.V.) – veniva corretta dalla commissione esaminatrice con la validazione  della sola risposta “a”. Anche la domanda n. 12, in materia di autocertificazioni, presentava due opzioni corrette – la “a” e la “c” (contrassegnata dalla dott.ssa G.V.) – in quanto entrambe ricavabili dalle disposizioni normative (Capo III del D.p.r. 445/200) citate nel quesito; ciononostante la commissione riteneva esatta la sola opzione “a”. Infine, la domanda n. 22, riguardante la professione svolta da Johan Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili, indicava anch’essa due risposte corrette: l’opzione “a” (orafo) e l’opzione “b” (tipografo); tuttavia, la Commissione riteneva esatta la sola risposta “a”, non assegnando il punteggio relativo alla risposta (“b”) data dalla dott.ssa G.V.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, condividendo le tesi dell’Avv. Rubino, ha accolto, con Ordinanza del 22.05.2020, l’appello cautelare presentato dalla dott.ssa G.V., riformando la pronuncia del Tar Palermo e disponendo l’ammissione con riserva della G.V. alla seconda prova concorsuale.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, infatti, ribaltando il giudizio del Tar Palermo, ha ritenuto incerta la formulazione di un quesito (il n. 8, sull’inesistenza dell’oggetto dell’atto amministrativo) e del tutto errata la correzione approntata dalla Commissione d’esame sulla domanda n. 54 (sull’attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni); il Giudice amministrativo di secondo grado, inoltre, ha affermato che alcune delle domande poste nell’ambito della prima prova concorsuale risultassero estranee alle materie del concorso.

Per effetto della suddetta pronuncia, la dott.ssa G.V. è stata ammessa alle seconda prova scritta del concorso in questione ed inoltre l’Assessorato delle Autonomie Locali e Funzione Pubblica è stato condannato a pagare le spese di lite della fase cautelare.

Il Genio Civile di Agrigento annuncia la ripartenza di una serie di cantieri, dopo il fermo dovuto alla pandemia da COVID-19, che ha messo in ginocchio l’economia del Paese.

“Non ci siamo mai fermati, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola; anzi abbiamo capitalizzato, nel migliore dei modi, la pausa determinata dall’epidemia per svolgere tutte quelle attività amministrative, propedeutiche all’esecuzione di una serie di attività che partiranno entro il mese di maggio”. 

In particolare, Venerdì prossimo, con la sottoscrizione dei primi sei contratti con altrettanti liberi profes- sionisti, sarà avviata una campagna senza precedenti, finalizzata alla verifica dello stato di conservazione e di efficienza strutturale di ben 156 ponti ricadenti sulle strade provinciali. I sei incarichi riguardano i primi 52 ponti ricadenti sulle strade provinciali che attraversano il territorio di 17 Comuni della Provincia (Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Calamonaci, Caltabellotta, Campobello di Licata, Casteltermini,  Lucca Sicula, Naro, Raffadali, Ravanusa, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, San Stefano Quisquina, San Biagio Platani, Sciacca e  Villafranca Sicula). I professionisti incaricati dovranno completare le ispezioni entro 45 giorni dalla firma del contratto, raccogliendo le informazioni che saranno successivamente utilizzate dalla Regione per programmare i lavori da eseguire per  mettere in sicurezza la rete stradale provinciale.

Altri lavori, in materia di infrastrutture, per i quali il Genio Civile ha già avviato le procedure, per un importo complessivo di circa 1.200.000, riguardano la segnaletica stradale orizzontale e verticale in diversi tratti  della rete stradale provinciale,  per un totale di 100 chilometri.

Infine, per chiudere il tema dell’infrastrutture, il Genio Civile ha approvato in tempi brevissimi il progetto strutturale esecutivo dei lavori di consolidamento dei piloni del secondo tratto del Ponte Morandi, che collega Agrigento con Porto Empedocle (Akragas I). Anche questo è un dato importante,  con la speranza che, alla velocità con cui il progetto esecutivo è stato esaminato ed approvato dal Genio Civile, corrisponda altrettanta velocità di ANAS nell’esecuzione dei lavori.

Per quanto riguarda le emergenze idrogeologiche, sono ben 13 gli interventi pronti a partire, entro il mese di giugno, per mitigare il rischio di esondazione dei corsi d’acqua che attraversano il territorio provinciale.

I lavori, che impegneranno risorse stanziate dal Governo  Musumeci, per un importo complessivo di circa 7 milioni e mezzo di euro, riguardano i seguenti corsi d’acqua: i torrenti Tina e Garella in territorio di Burgio; i torrenti Passo del Barbiere, Congeria e Scrudato in territorio di Cammarata; il Fiume Naro, in territorio di Agrigento, Canicattì, Favara e Naro; i torrenti Cantarella, Coda di Volpe, in territorio di Aragona e Grotte; i torrenti Della Palma, La Manca Safarella e Follina su territorio di Licata ed infine il Fiume Sosio Verdura, che interessa i Comuni di Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Ribera e  Villafranca Sicula, sino a raggiungere il confine con la provincia di Palermo, per uno sviluppo complessivo di circa 20 chilometri.

 “ Ho particolarmente apprezzato, conclude La Mendola, il contributo offerto in questo periodo dal personale dell’Ufficio, che ha sperimentato con successo un nuovo modo di lavorare, lo smart working, portando avanti proficuamente una serie di attività finalizzate a non interrompere i servizi all’utenza privata ed a  far ripartire una serie di cantieri, offrendo un notevole impulso al rilancio socio-economico di un territorio particolarmente colpito dalla crisi determinata dalla pandemia da COVID-19”.

Nei prossimi giorni, ci saranno ulteriori novità sugli interventi inseriti dal Genio Civile di Agrigento sulla programmazione  triennale della Regione Siciliana; interventi che riguardano la città di Agrigento e diversi comuni della provincia.

Mentre tutti gli altri giornali locali e regionali avevano soltanto evidenziato il generosissimo gesto della 29enne morta all’ospedale di Agrigento la quale ha donato i propri organi, questo giornale, oltre al nobile gesto, evidenziava anche il percorso “tortuoso” che ha dovuto subire la donna prima di morire.

Il titolo del nostro articolo recitava testualmente: “La morte corre sul filo della costiera: ospedali di Licata, Agrigento e Sciacca”.

Nessuno degli altri giornali si è posto una domanda: ma come sarà morta una giovane donna di appena 29 anni dopo una odissea iniziata a Licata, passata da Sciacca e, purtroppo, finita ad Agrigento?

Insomma, qualche anomalia questo giornale l’aveva anche sottolineata per capire meglio cosa era successo nei giorni che hanno preceduto la morte della donna, durante il girovagare da Licata ad Agrigento. Anche una equipe medica dell’Ismett di Palermo, giunta nella notte ad Agrigento per espiantare gli organi, avrebbe avuto qualche difficoltà.

Morale della favola: ieri la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto una indagine sulle cause che hanno portato al decesso delle 29enne rumena; l’ipotesi di reato è omicidio colposo al momento a carico di ignoti.

Il fascicolo è nelle mani del Pubblico Ministero Sara Varazi alla quale è stata affidata l’indagine. Il corpo della sfortunata mamma di 4 figli è stato già sottoposto ad autopsia.

Lo scorso febbraio personale militare della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Porto  Empedocle, al Comando del Capitano di Fregata Gennaro Fusco, su ordine del Procuratore della Repubblica Dott. Luigi Patronaggio, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di urgenza che ha ad oggetto il sito “Scala dei Turchi”, in quanto vi è un concreto pericolo per i turisti e per i bagnanti, in considerazione dei numerosi crolli che hanno interessato l’area negli ultimi mesi. Provvedimento convalidato dal GIP nei giorni successivi e confermato di recente dai Giudici del Tribunale del Riesame di Agrigento.

In considerazione dell’allentamento delle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19 a seguito dell’entrata nella “Fase 2” dell’emergenza, sono stati intensificati i controlli da parte dei militari dipendenti della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, congiuntamente alle Guardie del Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana – Distaccamento di Agrigento, nelle giornate si sabato e domenica che hanno fatto registrare un’affluenza consistente di avventori lungo la spiaggia che conduce alla marna bianca.

Nonostante la presenza dei cartelli monitori indicanti il divieto di ingresso alla famosa scogliera, a tutt’oggi oggetto di sequestro, gli agenti operanti hanno accertato la presenza sulla marna bianca di diversi soggetti che sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto si sono resi responsabili del reato di violazione dei sigilli.

In particolare, nove i soggetti fermati e denunciati a piede libero dalla pattuglia della Guardia Costiera, ulteriori soggetti sono stati identificati dagli Agenti del Corpo Forestale.

Addirittura quattro di tali soggetti, di cui due minorenni, sono stati sorpresi ad effettuare un servizio fotografico in dispregio ai divieti imposti a seguito dell’applicazione della misura cautelare anche per ragioni di tutela della pubblica incolumità.

Il Comandante Fusco auspica che venga data la massima diffusione affinchè gli avventori della Scala dei Turchi siano informati sui divieti attualmente esistenti  su tale bene paesaggistico, la cui possibilità di ripristino della fruizione in condizioni di sicurezza è allo studio di un tavolo tecnico che coinvolge le diverse Amministrazioni interessate.

Il consigliere comunale di Agrigento Marco Vullo interviene dopo aver constatato personalmente lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la zona di Contrada Cugno Vela nella frazione di Villaseta ad Agrigento chiedendo all’Amministrazione Firetto di attivarsi subito con la scerbatura e la pulizia della zona,ormai ridotta ai minimi termini e ridare un decoro che oggi non esiste.

“Devo intervenire ancora una volta documentando con delle foto lo stato di degrado di Cugno Vella che a causa dell’incuria,del degrado può diventare un focolaio infettivo per gli abitanti del quartiere.

Come documentato dalle foto,la mancata pulizia ha fatto sì che nel giro di poco tempo,l’erbacce sono diventate un problema sanitario per i cittadini,anche perché la zona è densamente abitata.

Invito il Sindaco Firetto e l’Assessore all’ecologia Hamel ad intervenire celermente attraverso le ditte per un intervento straordinario di pulizia e di decoro che non può e non deve aspettare.

Il quartiere di Villaseta come tanti altri quartieri satellite della città necessitano di un intervento massiccio di scerbatura e di disinfestazione per evitare pericoli sanitari e di contagio per i cittadini e le loro famiglie.

Tornerò fra qualche giorno a fare una verifica dei luoghi,sperando che l’amministrazione non perda ulteriore tempo per garantire i livelli minimi di vivibilità e di sicurezza” –  conclude Marco Vullo.