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PALERMO (di Silvio D’Auria) –  Sarà chiesto il risarcimento di 2 milioni di euro per la diffamazione a danno di un imprenditore di Caltanissetta,  Salvatore Lo Cascio, dopo che il G.u.p. del Tribunale di Gela ha rinviato a giudizio il Presedente della Regione Rosario Crocetta
Durante l’ultima campagna elettorale per la corsa alla Regione, l’azienda nissena “Lo Cascio s.r.l.”, di cui l’imprenditore è amministratore,  era stata indicata da Crocetta come vicina alla mafia. Tra i dipendenti della società il candidato alla Presidenza della Regione Giancarlo Cancelleri (M5S). La prima udienza dibattimentale sarà celebrata il 20 ottobre prossimo davanti al Tribunale di Gela.
Il difensore di Lo Cascio, l’avv. Pietro  Maravigna,  ha annunciato che il suo assistito si costituirà parte civile e chiederà 2 milioni di euro a titolo di  risarcimento. “Ho presentato già istanza al Tribunale – ha aggiunto – perché adotti un provvedimento cautelare conservativo di sequestro dei beni di proprietà  del Presidente Crocetta,  per la soddisfazione della somma, legata al reato contestato, che eventualmente sarà riconosciuta dopo sentenza di condanna”.


(da Palermo: Silvio D’Auria)  –   Il centro di Palermo  oggi è letteralmente paralizzato.  Cortei sparsi nel centro storico per lo sciopero generale  della scuola.  Studenti medi e universitari,  docenti e personale a.t.a. sono scesi in piazza anche a Palermo  contro la “riforma  Renzi-Giannini”.  Gli studenti  si sono mossi in forma di cortei selvaggi  verso  piazza Verdi, luogo del loro primo  concentramento. Difficoltà alla viabilità cittadina, traffico impazzito e decine di blocchi agli incroci.
In piazza per  la battaglia a difesa della scuola pubblica e per rivendicare un modello di scuola dove i veri protagonisti siano loro. Contestano la riforma “la Buona Scuola”, riforma che, sostengono, è diretta a tagliare radicalmente i fondi all’istruzione e  “precarizzare”  la didattica assieme alla figura dei docenti della scuola italiana.  Hanno deciso di aderire allo sciopero nazionale di oggi per sostenere che “la  riforma è un inganno della casta politica   che vuole lo smantellamento della scuola pubblica a danno  delle fasce meno protette”. Contro la legge di stabilità 2015: “aumenti delle tasse e delle spese scolastiche che si aggiungono  al  caro-trasporti e al peggioramento delle condizioni di vita e di studio in strutture scolastiche ormai fatiscenti”. Urlano contro la “repressione imposta nei confronti di chi si oppone apertamente alla riduzione di spazi politici e di discussione”  e contro la “cancellazione della rappresentanza studentesca”.
La rabbia si legge nei loro volti quando qualcuno, tra la folla, parla dell’annunciata cancellazione degli organi collegiali che, credono, “non avranno più peso decisionale lasciando indirizzi, obiettivi e valutazioni nelle mani di dirigenti e di privati il cui unico interesse sarà conseguire profitto economico”. Temono fortemente il processo di “aziendalizzazione e privatizzazione” della scuola pubblica. Chiedono più servizi e investimenti sulla didattica e sull’edilizia scolastica. “La Buona Scuola” annunciata da Renzi, sono certi, “porterà al fallimento dell’istruzione” e loro, utenti della scuola, colgono ogni singola occasione per ricordarlo gridando in corteo nel centro della città.
Dopo essersi riuniti in piazza Verdi, davanti al “Teatro Massimo” gli studenti hanno steso i consueti striscioni con gli slogan della protesta. Sono circa 1000 e,  raggruppati  in corteo già autorizzato, sfileranno per le vie del centro fino a pomeriggio quando  giungeranno davanti gli uffici della Prefettura  (Sil.Dau)


(a cura di Silvio D’Auria) –   Maria Anna Madia Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione (nella foto) possiede una Porsche Carrera e diversi fabbricati , 2 al 100% e 2 al 50%,  e un2 appartamenti  a Roma.
Paolo Gentiloni Il  ministro degli Esteri, dichiara un ammontare di circa 195 mila euro di azioni, tra Generali, Intesa San Paolo e Unicredit.
Sandro Biondi La sua auto è una Toyota Rav 2000 diesel del 2012. Curiosità vuole che sia proprietario di una casa più box ad Arcore, abituale luogo di residenza di Berlusconi.
Silvio Berlisconi  In garage a suo nome risultano solo due auto, una Mercedes 600 El del 1992 e una Audi A6 del 2006. Diverse ville lussuosissime di proprietà  di cui una a Lampedusa e una ad Antigua. Innumerevoli azioni e partecipazioni in diverse società italiane e estere.
Nicolò Ghedini Senatore di Forza Italia, avvocato, è tra i più ricchi in Senato, infatti è risultato proprietario di diversi terreni e fabbricati, soprattutto a Padona e in Veneto, possiede inoltre un Audi A8 Tdi Quattro. Inoltre risulta, al 55%, proprietario di un paio di aziende agricole del Veneto.
Matteo Renzi Per il Presidente del Consiglio oltre a un paio di case, una in comproprietà con la moglie, anche un uliveto. Stranamente non risulta proprietario di auto.
Beppe Grillo Il leader del Movimento Cinque Stelle possiede una Mercedes Classe A del 2002 e uno “scooterone” il Suzuky Burgman del 2001. Diversi appartamenti e ville, anche all’estero, uno in Francia e uno in Svizzera.
Maria Elena Boschi Il ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento è tra i politici più poveri, possiede una Mercedes Classe B del 2011 e non è proprietaria di case, ha solo circa mille euro di quote della Banca Etruria.
Roberta Pinotti Per il ministro della difesa, nel suo garage trova spazio una “autovettura” del 2009 con 15 cavalli fiscali e un non ben precisato “motociclo” con 7 cavalli fiscali. Diverse case e box di proprietà tra il Piemonte e Genova.
Stefania Giannini Il ministro dell’Istruzione ha ben due automobili, ma abbastanza “datate”, possiede una Mercedes C200 sw del 2002 e una BMW 320 Touring del 2003.

La donna è stata trovata in evidente stato di agitazione, lasciando presagire che potesse compiere atti di autolesionismo

I carabinieri della Stazione di Ravanusa hanno arrestato in flagranza di reato Simona Federico, 29 anni, già nota alle forze dell’ordine, perché responsabile dei reati di resistenza ad un pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e rifiuto d’indicazioni sulla propria identità. I militari dell’Arma sono intervenuti mentre la donna si trovava ancora in evidente stato di agitazione, lasciando presagire che potesse compiere atti di autolesionismo. Dopo essersi rifiutata di fornire ai militari indicazioni sulla propria identità personale, ha aggredito con calci e pugni i Carabinieri.

La giovane è stata condotta presso la locale Stazione dei Carabinieri, dove ha sferrato un calcio contro una porta in vetro degli uffici del Comando Stazione mandandola in frantumi. Dopo le formalità di rito, è stata condotta presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida da parte dell’A.G. (Sil.Dau)


(Silvio D’Auria) –  Lei di Messina, Fiorella Maugeri di  43 anni (nella foto), ha terminato la sua vita subito dopo la aggressione. Lui, l’omicida, un Carabiniere cosentino marito della donna, poco dopo si è tolto la vita. I due si stavano separando. La tragedia davanti gli occhi increduli della loro figlia, una liceale di 17 anni.
Francesco De Vito, 47 anni, appuntato del Carabinieri in servizio al Comando provinciale di Cosenza, ha accoltellato a morte la moglie dentro la loro villa alla periferia di un piccolo centro in provincia di Cosenza dove si erano trasferiti da 8 anni. Una lunga premeditazione  lo ha spinto ha impugnare il coltello per uccidere la moglie. Poi la  pistola, in dotazione ai militari dell’arma, per puntarsela alla testa e farla finita. Una furiosa lite e le urla della donna, vittima dell’aggressione, hanno richiamato l’attenzione della giovanissima liceale che, terrorizzata, ha trovato il corpo della madre a terra ormai in fin di vita. Pochi istanti e il colpo di pistola del padre, a pochi metri, ha concluso la tragedia davanti l’incredulità della giovane studentessa.
All’origine del gesto del Carabiniere sembra esserci la gelosia. La moglie pare avesse intenzioni di separarsi, una decisione che l’uomo non accettava. La donna, terminati gli studi all’Istituto Industriale “Verona Trento” di Messina, aveva conosciuto l’uomo e dopo meno di un anno aveva deciso di sposarlo. Oggi la triste e tragica fine dei due in una tranquilla zona nella periferia est di Arcavacata di Rende nel cosentino. Sul posto sono giunti i Carabinieri della compagnia di Rende guidati dal comandante del Reparto Operativo, il tenente colonnello Vincenzo Franzese. Toccherà ai colleghi dell’uomo ricostruire più dettagliatamente l’omicidio-suicidio. (SilDau)

PALERMO   – La conta del transito veicolare giornaliero lungo la principale arteria stradale siciliana è di diecimila veicoli. E’ questa la stima del flusso ogni 24 ore di autovetture, camion, autotreni, mezzi di servizio pubblico e privato che percorrono la A19 Palermo-Catania. Un intenso traffico su ruote che ai siciliani sta costando quasi 4 milioni al mese in più per il cedimento del viadotto “Himera”.

Dopo l’interruzione lunga 16 chilometri,  prima e dopo il viadotto in territorio Catavuturo (Pa),  il danno economico milionario è stato stimato e diffuso da “Tavolo Imprese” che riunisce associazioni di consumatori e imprenditoriali: Adiconsum, Confartigianato, Confindustria e Confcommercio assieme al Sindacato Cisl. Le imprese, gli autotrasportatori e i consumatori, in pratica, subiscono ulteriori costi complessivi per quasi due milioni e mezzo mensili  dovuti alla maggiore quantità di carburante utilizzato, maggiore usura dei mezzi e alla conservazione più lunga delle merci come diretta conseguenza della deviazione su percorsi alternativi.  Poi, secondo “Traspol” del Politecnico di Milano e “Studio Meta” di Monza, i chilometri in più che gravano sui siciliani, costretti a scegliere strade diverse per giungere nell’uno o nell’altro capoluogo si traducono in maggiori costi per un milione e mezzo. Un totale, quindi, che sfiora  i 4 milioni mensili  a danno  delle tasche dei siciliani.

Dopo il cedimento del pilone sotto il viadotto Himera, le deviazioni nei due percorsi alternativi provvisori, verso Palermo e viceversa verso Catania, sono di circa 30 chilometri ciascuno lungo le provinciali dissestate. Labirinti attorcigliati su e giù per le montagne madonite. Tra l’asfalto che screpola a vista d’occhio, frane, buche, avvallamenti e ulteriori deviazioni che rallentano il viaggio dei mezzi in coda verso Palermo e Catania. Secondo il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio  la bretella alternativa al tratto del viadotto “Himera”  (costo un milione e duecento mila euro) dovrebbe essere pronta e percorribile entro luglio. Dovrebbe.

Palermo. Al via oggi dalle ore 16.30 alle 18.30, presso la sede di Piazza

Olivella, le Invasioni Digitali alla mostra “Like – Restauri e scatti. Il volto

inedito del Salinas”. Si tratta di un’esposizione costituita da una selezione di

reperti, i quali compiutamenten restaurati verranno esposti al pubblico.

Ad accompagnare la mostra i suggestivi scatti di Angelo Macaluso “nel e dal

Museo”. L’allestimento, pensato per l’evento, occupa alcune sale adiacenti il

seicentesco Chiostro minore, esemplare cornice adibita ad accogliere gli

“invasori” nella secolare Casa dei Padri Filippini (ricordiamo dal 1866 essere

la sede del Museo Salinas), la più antica istituzione museale pubblica della

Sicilia. All’interno del complesso monumentale, impossibile sarà, non inoltrare

lo sguardo verso gli scorci del Chiostro maggiore caratterizzati da: un

secolare giardino, sui quali vi si innesta una egemonica aquila scolpita e per

finire il busto in bronzo di Antonino Salinas perfezionato di alcuni particolari

dettagli.

Le “Invasioni Digitali” nascono come progetto formato sostanzialmente da

un movimento di persone fautrici di un patrimonio culturale che diffonde,

condivide e fruisce ‘esperienza’ attraverso il web ed i social media.

In questo mare magnum di networking culturale, le istituzioni svolgono il ruolo

di guida che rimodula il consumo dei contenuti, in un contesto tutto innovativo

come quello 2.0.

Ogni invasione ha infatti l’obiettivo: di creare nuove forme di conversazione

circa il patrimonio artistico. L’idea è quella di creare valore “attraverso la

partecipazione attiva dei visitatori alla narrazione del bene culturale”.

Dalila Ferreri

Il 22 Aprile presso la Libreria Hoepli di Milano, sono stati consegnati i prestigiosissimi premi della
letteratura internazionale. Emmanuele Carrére ha vinto il rinomato premio letterario internazionale
Mondello 2015 per la sezione autore straniero con ‘Il regno’ (Adelphi), e Nicola Lagioia con ‘La
ferocia’ (Einaudi), Marco Missiroli con ‘Atti osceni in luogo privato’ (Feltrinelli) e Letizia Muratori
con ‘Animali domestici’ (Adelphi) per la sezione opera italiana.
A seguire Ermanno Cavazzoni, che invece si aggiudica il premio per la sezione critica letteraria
con ‘Il pensatore solitario’ (Guanda). Infine Alessandro D’Avenia, il quale ha ritirato un premio
speciale per il suo ‘Ciò che inferno non è’ (edito da Mondadori).
Ricordiamo che il Premio Mondello, giunto alla 41/a edizione, è promosso dalla Fondazione
Sicilia con la Fondazione Premio Mondello, in collaborazione con il Salone Internazionale del libro
di Torino e la Fondazione Andrea Biondo.
Carrere ritirerà il premio sabato 16 Maggio nell’ambito del Salone di Torino, consegnatogli da
Antonio Scurati, giudice monocratico di Mondello 2015.
A selezionare i tre romanzi vincitori del premio opera italiana, una giuria tecnica e il giudizio
unanime di 240 lettori che decreteranno il vincitore assoluto. A quest’ultimo verrà assegnato il
Premio SuperMondello. Arrivederci alla cerimonia finale, a Palermo il 27 novembre.
Dalila Ferreri

I vincitori del Premio Letterario internazionale
“Mondello 2015”
Il 22 Aprile presso la Libreria Hoepli di Milano, sono stati consegnati i prestigiosissimi premi della
letteratura internazionale. Emmanuele Carrére ha vinto il rinomato premio letterario internazionale
Mondello 2015 per la sezione autore straniero con ‘Il regno’ (Adelphi), e Nicola Lagioia con ‘La
ferocia’ (Einaudi), Marco Missiroli con ‘Atti osceni in luogo privato’ (Feltrinelli) e Letizia Muratori
con ‘Animali domestici’ (Adelphi) per la sezione opera italiana.
A seguire Ermanno Cavazzoni, che invece si aggiudica il premio per la sezione critica letteraria
con ‘Il pensatore solitario’ (Guanda). Infine Alessandro D’Avenia, il quale ha ritirato un premio
speciale per il suo ‘Ciò che inferno non è’ (edito da Mondadori).
Ricordiamo che il Premio Mondello, giunto alla 41/a edizione, è promosso dalla Fondazione
Sicilia con la Fondazione Premio Mondello, in collaborazione con il Salone Internazionale del libro
di Torino e la Fondazione Andrea Biondo.
Carrere ritirerà il premio sabato 16 Maggio nell’ambito del Salone di Torino, consegnatogli da
Antonio Scurati, giudice monocratico di Mondello 2015.
A selezionare i tre romanzi vincitori del premio opera italiana, una giuria tecnica e il giudizio
unanime di 240 lettori che decreteranno il vincitore assoluto. A quest’ultimo verrà assegnato il
Premio SuperMondello. Arrivederci alla cerimonia finale, a Palermo il 27 novembre.
Dalila Ferreri

Palermo. Ha fotografato la nostra terra per trent’anni. Un bianco e nero crudo in grade di svelare autenticamente le sfumature nere di una cronaca sociale, sposatasi, nostro malgrado con la prostituta società mafiosa. Fu lei per prima, ad arrivare in via Libertà, il giorno che uccisero Pier Santi Mattarella, allora presidente della regione (DC) e a fotografare quelle immagini che diventarono epitaffio iconografico di uno dei periodi peggiori della storia d’Italia.

In uno dei suoi ultimi libri “Diario”- edito dalla Castalvecchi Editore lei dice: “la fotografia l’ho vissuta come documento, come interpretazione e come altro ancora […]. L’ho vissuta come salvezza e come verità.”

Nata a Palermo nel 1935 Letizia Battaglia è la protagonista del terzo appuntamento con le LECTIO MAGISTRALIS DI FOTOGRAFIA, organizzata per oggi martedì 21 aprile alle ore 19 all’Auditorium MAXXI, di Roma, ingresso libero fino a esaurimento posti.

Si rivela essere, questa, un’occasione per incontrare i grandi protagonisti della fotografia. All’evento saranno presenti alte personalità del giornalismo, della critica della comunicazione promotori di un interventi artistici e testimoni di esperienza artistica.

Ad intervistare Letizia Battaglia Giovanna Calvenzi, photo-editor, critica e curatrice di fotografia e Giovanni Gastel, fotografo.

Letizia conta collaborazioni importanti, fra queste quelle col quotidiano «L’Ora» per cui ha realizzato alcuni tra i reportage più coraggiosi e incisivi.

I suoi scatti, oltreché omaggiare il suo indiscusso talento, hanno sposato cause diverse, fra queste quelle della questione femminile, dei problemi ambientali, e non ultima quella relativa alla concessione dei diritti ai carcerati. Vinse per questa sua mai falsa cornice data alla realtà, molti riconoscimenti, come il premio “W. Eugene Smith” per la fotografia sociale (1985), il Deutschen Gesellschaft für Photographie (2007) o il Cornell Capa Infinity Award di New York (2009) e altri ancora.

Dalila Ferreri


RAVANUSA    Fiamme contro i mezzi di  un agricoltore in due distinti atti dolosi a distanza di pochi giorni. La notte del 9 aprile incendiato un trattore mentre la notte di venerdì scorso un fuoristrada. All’origine ci sarebbero le trattative mai concluse per l’acquisto di un terreno. E il proprietario decide di mostrare al centro della piazza uno dei due mezzi andati a fuoco, un  Mitsubishi “Pajero” e  non solo…
Le prime luci di domenica mattina. Le saracinesche dei bar sono già arrotolate in attesa dei clienti per i primi caffè, il suono delle campane della Chiesa Madre interrompe il silenzio della città che ancora sonnecchia mentre i netturbini svuotano i contenitori (di plastica e carta) di Corso della Repubblica dove sono visibili, lungo il suo pavimento, i disegni con i gessi colorati realizzati dagli alunni delle Scuole Medie e Superiori di Ravanusa e Canicattì  durante la kermesse sull’arte in piazza del giorno prima. Poco distante piazza I° Maggio  dove si impone la Chiesa eretta in onore di “San Giacomo” la cui porta centrale è appena aperta dalle Suore Salesiane, che dimorano nell’edifico attiguo, incuriosite dall’improvviso arrivo dell’agricoltore con il fuoristrada danneggiato al seguito. Infatti con un altro mezzo è qui nella piazza che con carrello, catene, tutori metallici e ganci da traino decide di portare  la sua “Pajero” blu mentre alcuni anziani si apprestano a salire la scalinata  diretti verso l’ingresso della parrocchia .

Vittima degli atti intimidatori, consegnati alla cronaca agrigentina e sui quali la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento sta indagando, e protagonista della insolita quanto plateale iniziativa è Francesco Catania, agricoltore  49enne di Ravanusa che ama la bike e le corse podistiche, con la passione per la storia e per la letteratura e in particolare per il Sommo. Descritto dai più come un umile e onesto lavoratore, dopo la denuncia ai Carabinieri di Ravanusa contro due ravanusani ritenuti dalla vittima gli autori dei due incendi, domenica scorsa ha deciso di portare in piazza quel che resta del suo fuoristrada con la copia della denuncia ben in vista incollata alla carrozzeria. Ma non c’è solo il foglio dattiloscritto della denuncia. Catania coglie l’occasione per sintetizzare, con un pizzico di protagonismo, la sua condotta di vita attraverso i suoi hobby e i suoi interessi. L’auto, con l’abitacolo ormai ridotto in cenere, viene tappezzata alla meno peggio con foto e piccoli manifesti di eventi culturali a cui l’agricoltore ha partecipato negli ultimi anni. In effetti ha alternato la sua principale attività nei campi coltivati a ortaggi e vigneti alle lettura, da autodidatta, di leggende e detti popolari, di fatti storici, di poesie e soprattutto di Dante. E’ sua la lettura di alcuni canti del massimo capolavoro letterario italiano in una sera d’agosto di tre anni fa a Campobello di Licata davanti a centinaia di spettatori proprio al “Parco della Divina Commedia” tra i massi policromi de “La valle delle pietre dipinte”, l’opera in fieri dell’artista italo-argentino Silvio Benedicto Benedetto.

E fin qui nulla di nuovo, perché Franco, come lo chiamano tutti, a Ravanusa e Campobello in questi anni ha già conquistato a suo modo una discreta fetta di popolarità. Ma la curiosità è l’“incursione” con la sua auto danneggiata  che cattura subito l’attenzione di Suore e fedeli. Loro conoscono bene Franco. E’ un attivo parrocchiano, una delle voci del Coro Polifonico di “San Giacomo”. Sottovoce lo definiscono “personaggio” silenzioso e altruista ma consapevolmente egocèntrico. Il fuoristrada al centro della piazza è accompagnato da commenti con toni dispiaciuti per quei due strani incendi che a Ravanusa, tra lo stupore generale, nessuno è riuscito a spiegarsi. Nella copia della denuncia ai Carabinieri, esposta sulle lamiere dell’auto, sono evidenziate le generalità di padre e figlio, indicati come presunti autori degli atti intimidatori. Sono i nomi di Francesco e Vito Montana di Ravanusa, anch’essi agricoltori,  che nel frattempo si sono affidati ad un legale per respingere le accuse contro ogni responsabilità circa gli incendi, del 9 e del 17 aprile, scoppiati all’interno di uno spazio delimitato da un cancello dove erano custoditi i mezzi, più precisamente in Via San Francesco nei pressi dell’incrocio con Via Galileo Galilei a un tiro di schioppo dall’abitazione che il 49enne divide con gli anziani genitori ormai ammalati.

“Ho subito minacce verbali dai Montana affinché rinunciassi al terreno e quindi a  coltivare i quasi 12 tumoli in contrada ‘Brigaddeci’. In buona sostanza è questa la ragione per cui i mio trattore e la mia auto sono stati dati alle fiamme”.  E’ così che sintetizza, senza giri di parole, la sua versione dei fatti. La vicenda ha inizio nel  settembre scorso. Il proprietario del fondo agricolo Vito Scibetta, pensionato ottantenne anche lui ravanusano, affida la coltivazione del suo terreno a Catania: il contratto, le firme, la registrazione e 400 euro annui pattuiti. Ma proprio sul quei 12 tumoli è già in corso una trattativa che va avanti da  tempo.  I Montana, che da diversi anni  si occupano della coltivazione del terreno stesso, avevano da tempo avviato le trattative per acquistarlo e, pare, successivamente pagato al proprietario una parte del valore dell’immobile a titolo di caparra. Ma i rapporti si inaspriscono e il successivo atto di trasferimento della proprietà non viene sottoscritto.

“Il contratto stipulato con il proprietario mi permette di occuparmi della coltivazione – dice Catania – quindi ho provveduto ai trattamenti del suolo contro le piante dannose.  Quando in autunno i Montana iniziano i lavori per la nuova semina del grano sorgono i primi problemi a causa dei risentimenti che via via si accentuano sempre di più nei miei confronti.  Sono stato verbalmente minacciato perché interrompessi qualsiasi attività agricola sul fondo di Scibetta ”. La notte del 9 aprile l’amara sorpresa. Il trattore in fiamme, l’intervento del Vigili del fuoco e la denuncia contro i Montana. Trascorsa una settimana ancora un altro incendio, così Franco, l’agricoltore-podista con la passione per Dante, mostra il suo Mitsubishi “Pajero” al centro della piazza. Un atto per ribadire che la vicenda non è legata a ritorsioni della criminalità locale e spiegare quanto già denunciato ai Carabinieri. ( Sil.Dau )