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Da oltre 15 giorni, nel quartiere Borgo de Chiusi di Via Enrico La Loggia di Agrigento, non risulta attivo il servizio idrico, presumibilmente (da informazioni assunte) a causa di un guasto alla rete idrica di adduzione con gravissimi disagi per tutti i residenti.

Stamani, gli abitanti, esasperati hanno inviato una lettera alla Gestione Commissariale del Serivzio Idrico integrato ATI AG9 e per conoscenza al sindaco, Franco Micciché e al prefetto Cocciufa, al fine di provvedere, con la massima urgenza, al ripristino della rete idrica per garantire il servizio essenziale.

Riecco la discarica incontrollata e a cielo aperto all’interno dell’ospedale di Agrigento, segnalata e documentata in foto del deputato regionale e vice presidente della Commissione Sanità, Carmelo Pullara, che afferma: “Persiste la situazione di degrado dentro l’ospedale ‘San Giovanni di Dio’ di Agrigento, diventato ormai una discarica a cielo aperto. Cumuli di rifiuti, che riguardano non soltanto materiale sanitario o proveniente dagli uffici dell’azienda sanitaria ma anche rifiuti solidi urbani, continuano a fare bella mostra in barba ai controlli. E’ una situazione vergognosa e intollerabile. Si intervenga immediatamente. Nonostante le mie reiterate segnalazioni e i miei numerosi interventi sulla questione, nulla ad oggi è cambiato”.

Ad Agrigento, domani, venerdì 25 giugno, a Casa Sanfilippo, nella Valle dei Templi, alle ore 10:30, nel corso di una conferenza saranno resi noti i nomi delle nove eccellenze agrigentine che riceveranno il prestigioso “Premio Karkìnos”, edizione 2021, in occasione di una cerimonia che si svolgerà sabato 10 luglio, alle ore 21, al tempio di Giunone. Saranno resi noti i nomi anche dei destinatari di tre menzioni speciali. Alla conferenza di domani saranno presenti Carmelo Cantone, direttore artistico e patron del Premio Karkìnos, Francesco Novara, Presidente dell’Associazione culturale “Antiche Tradizioni Popolari”, che promuove la kermesse, il Direttore del Parco Archeologico Roberto Sciarratta ed il Sindaco di Agrigento Francesco Miccichè. L’evento è patrocinato dal Comune di Agrigento, dall’Assemblea Regionale e dal Parco Archeologico Valle dei Templi. L’ingresso al Gran Gala Karkìnos del 10 luglio sarà gratuito.

Oggi, giovedì 24 giugno, a Favara, nella scuola “Bersagliere Urso”, dalle ore 18 in poi, sono consegnati i premi relativi alla “Sezione Giovani” della 22esima edizione del “Premio di Arte e Cultura Siciliana Ignazio Buttitta” promosso dal Centro artistico culturale “Renato Guttuso” di Favara, presieduto da Lina Urso Gucciardino, che commenta: “Finalmente possiamo riprendere la nostra normale attività di promozione dell’arte e della cultura siciliana, sicuri di far cosa gradita ai tantissimi poeti e scrittori che amano la lingua siciliana e che hanno partecipato al nostro concorso letterario”. Il premio “Giovani” ha coinvolto gli alunni delle scuole dell’obbligo, che hanno partecipato singolarmente o con elaborati di gruppo, proponendo poesie, prose o un breve elaborato letterario. I vincitori sono Luca Salvaggio e Diego Sticone della scuola Ambrosini, poi Gemma Sorce della scuola King e Noemi Insalaco della scuola Marconi. E poi ancora Lara Simone della scuola Falcone e Borsellino, Elison Simone della Bersagliere Urso Mendola, Giuseppe Pitanza della Brancati, e Alessia Alaimo della Esseneto di Agrigento, e altri due premi di gruppo alla stessa scuola Esseneto. E nella sezione “Cunti”, al gruppo della terza E della scuola Sperone – Pertini di Palermo.

Alla Sicilia mancano 35 impianti per i rifiuti. A renderlo noto è CONAI, che nel suo studio Per uno sviluppo della raccolta differenziata nel Centro-Sud stima – per la prima volta in Italia – il fabbisogno impiantistico delle Regioni del Mezzogiorno in vista degli obiettivi di riciclo chiesti dall’Unione Europea al 2030.

L’investimento necessario in Regione supera i 530 milioni di euro.

«Oggi sono soprattutto le Regioni del Centro-Sud a soffrire di una drammatica carenza di impianti nel nostro Paese» affermaFabio Costarella, responsabile progetti territoriali speciali CONAI. «L’emergenza sanitaria l’ha reso ancora più evidente. È importante che i rifiuti raccolti in modo differenziato siano trasformati il più possibile vicino ai luoghi in cui vengono raccolti. Anche per abbattere l’impatto sia ambientale sia economico legato al costo del trasporto verso gli impianti del Settentrione. Ci auguriamo che le risorse in arrivo con il PNRR servano anche a colmare questo gap».

Il Consorzio Nazionale Imballaggi svela oggi i dettagli del suo studio per quanto riguarda la Regione. Alla Sicilia servono 9nuovi impianti di compostaggio combinato (aerobico-anaerobico), 4 impianti di selezione, 8 impianti trattamento terre, 5impianti trattamento assorbenti, 3 impianti trattamento ingombranti, 5 discariche di servizio e 1 termovalorizzatore.

Le voci più corpose dell’investimento riguardano i nove impianti di compostaggio, che richiederebbero più di 115 milioni; le discariche di servizio, che costerebbero 125 milioni; e il termovalorizzatore, per una spesa di 200 milioni.

«Si tratta di un intervento urgente e decisamente importante» commenta Fabio Costarella, «che avrebbero ricadute molto positive anche dal punto di vista occupazionale: si renderebbe necessario formare e assumere oltre 500 persone».

Nel dettaglio, 140 nuovi addetti servirebbero solo per gli impianti di selezione e 135 per quelli di compostaggio. A seguire,65 per le discariche di servizio, 56 per gli impianti di trattamento terre e 50 per quelli di trattamento assorbenti. Infine, 42addetti per gli impianti trattamento ingombranti e 30 per il termovalorizzatore.

In Sicilia, intanto, la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio continua a crescere. Rispetto al primo semestre del 2019, nel 2020 i Siciliani hanno conferito a CONAI il 10% di imballaggi in più (quasi 134mila tonnellate fra gennaio e giugno). Atteso entro settembre il dato consolidato sull’intero anno 2020.

Il supporto di CONAI alla Regione Sicilia – come a tutte le Regioni del Centro-Sud – è stato costante, intensificandosi negli ultimi anni, quando molti Comuni hanno iniziato a progettare gestioni aggregate dei servizi di raccolta differenziata organizzandosi in Ambiti Territoriali Ottimali.

Sono in partenza le attività legate a un allegato all’accordo del 2019 fra Ministero dell’Ambiente, Regione e CONAI, che ha permesso di sbloccare i fondi messi a disposizione dal Ministero e dalla Regione a favore dei Comuni più popolosi e con un livello di raccolta differenziata inferiore al 25%. Coinvolte le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.

Sono già incoraggianti i risultati degli interventi nel capoluogo, che ha coinvolto – in due momenti diversi – due aree della città con i progetti Palermo Differenzia 1 (130mila abitanti) e Palermo Differenzia 2 (120mila abitanti).

«Parliamo di attività di start-up e sensibilizzazione delle utenze che non mettono a disposizione solo risorse economiche, ma anche know-how» spiega Fabio Costarella. «A fronte di una percentuale media di raccolta differenziata in città pari al 17,4%, i risultati al 2019 parlano del 52,6% per alcuni quartieri del Progetto Palermo Differenzia 1 e di quasi il 63% per altri quartieri del Progetto Palermo Differenzia 2».

Sparatoria a Palermo. Un uomo di 37 anni è stato ferito da colpi d’arma da fuoco in via Roccazzo. L’uomo che ha sparato è stato bloccato e picchiato da alcuni residenti nella zona. E nel trambusto, un terzo uomo, che ha assistito alla sparatoria, è stato colto da infarto. A sparare sarebbe stato il padrone di casa di un affittuario che non paga le mensilità. La persona vittima del malore è il padre dell’inquilino, condotto all’ospedale “Civico”. Il padrone di casa, ferito anche lui, è stato soccorso dal 118 al Policlinico. Così come l’infartuato. Indaga la Squadra Mobile.

“Ormai registriamo un tragico bollettino di guerra per quanto riguarda gli infortuni sul posto di lavoro, con un numero sempre crescente di vittime, che si aggrava ormai con una frequenza preoccupante”. Lo dicono, in una nota congiunta, Paolo D’Anca, segretario regionale della Filca Cisl Sicilia, Giovanni Pistorio, segretario della Fillea Cgil Sicilia e Francesco De Martino, segretario della Feneal Uil.
I segretari delle sigle sindacali aggiungono: “Assistiamo ormai ad una strage continua e silenziosa e ribadiamo ancora una volta l’esigenza di maggiori controlli e un rispetto dei protocolli di sicurezza e soprattutto una adeguata formazione tra i lavoratori, in particolare dove si svolgono mansioni che sono più a rischio infortuni. È inaccettabile che padri di famiglia rischino la vita per portare a casa un pezzo di pane, il lavoro è sacro e deve essere assolutamente tutelato“.

“Occorre che sicurezza diventi priorità agenda politica”
“Anche la politica – continuano – non può far finta di niente di fronte a quella che è ormai diventata una strage silenziosa e continua di vite umane, ma occorre che il problema della sicurezza diventi prioritaria nell’agenda di governo. È necessario che si pensi immediatamente ad una cabina di regia per garantire misure d’intervento efficaci e tempestive, prevedendo maggiori ispettori e più controlli anche nelle imprese. La prevenzione e un’adeguata formazione sono le uniche armi per arrestare questa ecatombe”.

Militari della guardia di finanza del comando provinciale di Catania hanno scoperto che 19 imprenditori che avrebbero percepito il contributo Covid a fondo perduto a sostegno delle imprese e dei lavoratori autonomi nonostante fossero stati condannati, con sentenza definitiva, per associazione mafiosa o colpiti da interdittiva antimafia.
Dopo indagini del nucleo di Polizia economico finanziaria e dei reparti territoriali coordinati dal primo Gruppo di Catania cinque imprenditori sono stati denunciati alla Procura di Catania per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Gli altri 14 imprenditori sono stati segnalati per il conseguente pagamento della sanzione amministrativa, perché il contributo indebitamente incassato è inferiore ai 4 mila euro.
I 19 avevano presentato la richiesta e ottenuto il “contributo a fondo perduto”, previsto dalla normativa nazionale per favorire la ripresa economica nel periodo dell’emergenza epidemiologica e, in particolare, le imprese e i lavoratori autonomi che a causa della pandemia avevano registrato un importante calo del fatturato.

Ad Haiti è stato liberato l’imprenditore catanese, Giovanni Calì, 74 anni, già assessore provinciale di Catania all’epoca di Musumeci presidente della Provincia, sequestrato lo scorso primo giugno da una banda di criminali comuni. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha scritto in un tweet: “Il nostro connazionale era stato prelevato presso il cantiere dove lavorava da un gruppo criminale locale. La liberazione, dopo 22 giorni, è stata possibile grazie al lavoro quotidiano della nostra intelligence e dell’Unità di Crisi della Farnesina, che ha mantenuto giorno dopo giorno i contatti con la famiglia in Sicilia”. Giovanni Calì è a lavoro ad Haiti per la costruzione di una strada per conto dell’impresa di costruzioni Bonifica Spa, con sede a Roma. Solo l’anno scorso ad Haiti sono stati compiuti 243 sequestri.

“Con Anas, CMC e le imprese affidatarie oggi nel cantiere di Bolognetta abbiamo fatto il punto riguardo i lavori della SS189”. Lo dice il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Giancarlo Cancelleri .

“Abbiamo preso – aggiunge – un impegno ben preciso con questo territorio: consegnare l’asse principale di quest’opera entro la fine del 2021, e cosi’ sara’. Dei cinque semafori che rendono impossibile la viabilità di questa strada già in questi giorni uno è stato eliminato, a fine luglio finiremo alcuni lavori di riqualificazione e potremo toglierne altri due ed entro settembre a conclusione di una corposa apertura del tratto a doppia carreggiata potremo dismettere gli ultimi due. Ad ottobre ne rimetteremo uno per il periodo limitato ad alcuni lavori sugli incroci”. “Sono determinato a concludere i lavori entro l’anno – conclude – come promesso e verro’ spesso a fare dei sopralluoghi con le autorità locali e i responsabili dei lavori. I tempi sono maturi e dobbiamo dare risposte concrete non solo ai siciliani ma a tutti gli italiani”.