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A seguito di un sopralluogo tecnico tra tutte le parti in causa è stato sancito il ripristino delle condizioni di sicurezza e transitabilità a Scala dei Turchi, spiaggia di Realmonte. Pertanto, il comandante della Capitaneria di Porto Empedocle, Gennaro Fusco, ha revocato l’ordinanza che ha vietato la navigazione in un determinato tratto di mare. Ed il sindaco di Realmonte, Calogero Zicari, procede allo stesso modo in riferimento al transito sulla spiaggia, indicando con appositi cartelli eventuali zone ancora ritenute insicure e quindi non transitabili. Al sopralluogo hanno partecipato il sindaco Zicari, il comandante in seconda della Capitaneria, Daniele Governale, poi Maurizio Costa, dirigente del servizio regionale di Protezione civile, Carmelo Arcieri, direttore dei lavori e funzionario del servizio regionale di Protezione civile, il geologo Carmelo Collura, impegnato nella direzione dei lavori, e i rappresentanti delle imprese interessate dalle opere.

Sono passati diversi mesi dal commissariamento di Girgenti Acque SpA e, poi, della Hydortecne da parte della Prefettura a seguito delle note vicende della interdittiva anfimafia.

In questi mesi si è sviluppato un serrato dibattito sul futuro della gestione del servizio, su come dopo l’esperienza del “gestore privato” si debba tornare ad una gestione del servizio.

Da quanto apprendiamo dalla stampa alla fine il dibattito ha ruotato su una doppia possibile soluzione: quello di un’Azienda Speciale Consortile e quello di una SpA pubblica.

Noi non ci appassioniamo sulla scelta del tipo di Società.

Ci appassiona molto di più fissare quali tipi di obiettivi la nuova compagine societaria deve raggiungere.

Per Noi la gestione del servizio idrico integrato dev’essere improntata:

  • a criteri certi e verificabili di economicità ed efficienza;
  • deve garantire standard di qualità elevati, degni di una provincia moderna e civile.

Questo significa acqua h24 e potabile ed un servizio di trattamento delle acque reflue che ne preveda riutilizzo e salvaguardia del mare.

Dentro questo orizzonte (e con spirito diverso da quello che inizialmente ha visto l’affidamento del servizio al privato) occorre recuperare l’insieme dei Comuni della provincia ed avviare un ragionamento con la Regione sul ruolo e sui costi dell’acqua fornita da SiciliAcque.

Pertanto, partendo da questi obiettivi occorre costruire un nuovo “piano d’ambito” che definisca le quantità di personale occorrenti alla garanzia di questo livello di servizio.

Noi siamo convinti che se il nuovo “piano d’ambito” parte da queste premesse non vi sia nessun problema legato alla cosiddetta “salvaguardia dei livelli occupazionali”, questione che, tuttavia, intendiamo porre con forza e che dovrebbe costituire assillo condiviso tra Noi e i Sindaci.

Così come, per Noi,  è altrettanto chiaro che deve essere affrontato il tema

 

 

 

 

 

 

di come operare il passaggio del personale, che in atto opera nel servizio idrico integrato al nuovo soggetto gestore.

Non ci piace e non ci convince affatto e lo diciamo in modo netto e chiaro  il modo assai superficiale con il quale, in alcune dichiarazioni, viene affrontato il tema del Personale.

Il Personale è un capitale umano e di professionalità acquisite che dev’essere salvaguardato, specie in una provincia agli ultimi posti per occupazione, e – in ogni caso – non è affatto la prima voce di costo, ma solo la terza col 17.1%!

Il Prefetto, nel corso dell’incontro che abbiamo avuto nelle settimane scorse, condivideva il nostro appello sulla “salvaguardia dei livelli occupazionali” e se ne face garante.

Non ha alcun senso nel 2019 fare riferimento a “piani d’ambito” preparati 15 anni prima e a relative dotazioni di personale previste, che non tengono in alcun modo conto del fatto che non si sono realizzati gli investimenti previsti e delle reali necessità gestionali del servizio nel territorio.

Non ci troviamo di fronte ad una rete nuova ed efficiente e automatizzata.

La realtà è quella di una rete colabrodo, che necessita di continui interventi.

Il personale in atto utilizzato (che fa riferimento alle due Società) non è mai stato in esubero rispetto alle necessità, come testimoniano il monte ore di straordinario e i giorni di ferie arretrati e non goduti.

Per tutte queste ragioni, ci aspettiamo che l’ATI sciolga in tempi brevi i nodi legati al futuro della gestione del servizio e restituisca, per questa via, serenità ai Lavoratori ed alle loro famiglie.

L’esigenza di fare presto e bene è legata anche alla preoccupazione che abbiamo circa le condizioni economiche e finanziarie delle Società  Commissariate e sulla loro tenuta anche per effetto delle azioni dei creditori.

Sull’insieme di queste questioni vorremmo, a partire dall’incontro odierno, avere risposte sulla base delle quali definire il percorso successivo.

Appare superfluo sottolineare,  che se ci dovessimo trovare difronte ad atteggiamenti che non si facessero carico di queste problematicità e della necessità di risposte positive, queste Organizzazioni, da subito, annunciano che introdurranno ogni iniziativa utile alla salvaguardia dell’attuale livello occupazionale.

Non è accettabile una situazione secondo la quale i Sindaci sarebbero gli unici difensori degli abitanti dei rispettivi Comuni e Noi solo dei Lavoratori interessati: Noi ci facciamo interamente carico della esigenza che è comune e condivisa di avere un livello di servizio di qualità al migliore prezzo possibile,  salvaguardando Lavoratori e Cittadini.

Il pittore agrigentino Gerlando Meli, in occasione della pubblicazione del nuovo Cd, “L’altra metà”, del cantautore Francesco Renga, presentato al centro commerciale “Le Vigne”, ha donato a Renga un suo quadro intitolato “La Vita”. Francesco Renga si è congratulato con Gerlando Meli per la sua tecnica, i colori e le sue doti umane, ha apprezzato il gesto e lo ha ricambiato firmando un autografo con dedica sulle copie del Cd al pittore Meli ed alla moglie Maria presente alla consegna del quadro.

Si svolgerà martedì  18 Giugno 2019 alle ore 11,00,  nella sede centrale del  Libero Consorzio di Agrigento di Piazzale Aldo Moro n. 1, l’estrazione a sorte dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti.

La scelta dei nuovi componenti del Collegio dei Revisori sarà effettuata pubblicamente, alla presenza del Segretario Generale dr.ssa Caterina Moricca, mediante l’estrazione tra i 196 candidati che hanno presentato regolare domanda entro lo scorso 6 maggio, in possesso dei requisiti richiesti secondo la normativa contenuta nella L. R. n. 17/2016 e sue modifiche ed integrazioni.

L’incarico di Presidente sarà affidato al revisore che ha avuto il maggior numero di incarichi di revisione presso enti locali e, a parità di incarichi, tali funzioni sono assunte da colui che le ha esercitate nell’ente di maggiore dimensione demografica. Ciascun revisore non può ricoprire più di otto incarichi.

A ciascun componente andrà un compenso lordo di diciottomila euro annui, oltre Iva e c.p.a. se dovuti, mentre al Presidente del collegio dei Revisori dei Conti spetterà un compenso di ventisettemila mila euro, anch’esso oltre Iva e C.p.a. se dovuti.

La nomina dell’organismo di revisione è necessaria per garantire il regolare funzionamento dell’Ente poiché il collegio dei revisori, per legge, esprime il parere obbligatorio su numerosi atti dell’Amministrazione tra cui il bilancio di previsione e i debiti fuori bilancio. Il nuovo Collegio resterà in carica per un periodo di tre anni.

Aveva maltratto e violentato la moglie, e lo scorso marzo un consigliere comunale di Porto Empedocle era stato condannato a 4 anni di reclusione. Nella giornata di oggi il Prefetto di Agrigento Dario Caputo, applicando la Legge Severino ha firmato la sospensione da consigliere comunale.

 “Si tratta di una sospensione di diritto stabilita dalla legge Severino”, ha commentato il Prefetto Caputo. Ho firmato il provvedimento sotto il profilo della semplificazione e della chiarezza per agevolare il lavoro dell’organo che ha convalidato l’elezione affinche’ si prenda atto che e’ in condizioni di non poter piu’ esplicare la sua funzione”, ha concluso il Prefetto Caputo.

La sentenza di primo grado, confermata lo scorso marzo dalla Corte di appello, era stata emessa dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Alfonso Malato.

 

La Giunta regionale ha approvato la legge di riforma dell’Urbanistica. 53 articoli. Adesso il testo di legge sarà all’esame dell’Assemblea. Si tratta di un piano urbanistico che riforma la norma del 1978, e che è stato predisposto dall’assessorato regionale al Territorio e Ambiente retto dall’assessore Totò Cordaro. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “La stagione delle riforme raggiunge una nuova tappa assai significativa. Il piano urbanistico regionale sarà capace di dare una linea di sviluppo coinvolgendo non solo le aree urbane ma anche i territori rurali, la mobilità, la vocazione turistica, l’energia e tutto quello che serve a determinare una sana e corretta programmazione del territorio. Sono passati quattro decenni, sono stati numerosi i tentativi compiuti in Parlamento ma non si è mai approdato ad alcun risultato concreto. Due gli obiettivi: uno è immaginare lo sviluppo urbanistico senza ulteriore consumo di suolo puntando quindi sulla riqualificazione dell’esistente, e il secondo è semplificare. Nella riforma non c’è ombra di condono e di sanatoria: ma siamo convinti che le centinaia di migliaia delle domande di sanatoria edilizia giacenti negli uffici tecnici dell’isola debbano almeno essere esaminate, perché fra quelle istanze ci sono abusivismi assolutamente intollerabili ma ci sono anche abusivismi che possono essere accettati: se una finestra è stata aperta con 10 centimetri in più, o se il sotto tetto è diventato mansarda per il quarto figlio non previsto”.

L’intervista a Musumeci

L’Assemblea Regionale Siciliana si è riunita in occasione del dibattito sulla questione morale a seguito di indagini e indagati che hanno imperversato tra Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea, e Palazzo d’Orleans, sede del Governo. Il presidente della Regione, Nello Musumeci nel corso del suo intervento tra l’altro ha affermato: “Siamo tutti onesti in quest’aula ma non ce n’è uno che lo sia più di me. Arata voleva un impianto privato, la Regione siciliana ha invece finanziato un impianto pubblico. Dove erano state richieste attenzioni particolari sono state ricevute risposte negative. Siamo stati impermeabili in questo governo, ed è un valore. Ci costituiremo contro i funzionari infedeli, sappiano che non lavoreranno più nella pubblica amministrazione. Fino a pochi anni fa i corridoi di tutti gli assessorati erano affollati di traffichini, accattoni e lobbisti. Persino gli uffici di gabinetto consentivano ai galoppini di fiducia di vigilare e poi riferire al politico che li aveva segnalati all’assessore di turno. Ora questa prassi è meno presente. Gli agricoltori sanno che per estirpare la gramigna non basta una sola stagione. E’ presente però la pratica dei lobbisti negli assessorati, gli ultimi fatti di cronaca lo dimostrano. Nel vuoto del nostro ordinamento il traffico di influenza finisce per diventare un reato omnibus. In quest’aula gli avvisi di garanzia hanno interessato tutti i gruppi politici, compreso il M5s, e nessuno si è mai alzato dai banchi del centrodestra o del centrosinistra per puntare l’indice contro quelle persone: nessuno. Una cosa è l’avviso di garanzia, altra cosa il rinvio a giudizio, altra cosa ancora è la condanna di primo grado, poi c’è quella di secondo grado e quella definitiva. Una cosa è la morale che codifica i valori etici personali e non collettivi, e un’altra cosa è la giustizia, che è una sorta di visione laica del governo. Non si confonda la giustizia col giustizialismo: ha ragione il sindaco di Roma Virginia Raggi, evitiamo di trasformare l’avviso di garanzia in un manganello. Ha talmente ragione la grillina Raggi che da sindaco della Capitale d’Italia ha ritenuto di non dimettersi, nè quando ha ricevuto l’avviso di garanzia nè quando è stata rinviata a giudizio: ha fatto bene. Perché siamo all’uso politico della giustizia”. Musumeci ha quindi concluso leggendo un elenco di grillini indagati e anche i nomi di politici che dopo gli avvisi di garanzia sono stati del tutto scagionati dalle accuse.

 

Ad Agrigento a Casa Sanfilippo, nella Valle dei Templi, presentato in conferenza stampa un progetto per potenziare le possibilità di mobilità in Sicilia e per incentivare il turismo nella regione Sicilia, rendendo il territorio siciliano più connesso con le altre regioni italiane e nell’ambito di una rete internazionale. Si tratta di un progetto frutto della collaborazione tra Flix Bus, leader europeo dei viaggi in autobus, Ibla Tour e Fratelli Patti Autolinee. Alla conferenza hanno partecipato anche ConfCommercio Sicilia, FederAlberghi e Fiavet Sicilia.

Le interviste

 

Come già pubblicato, l’architetto Bernardo Agrò, già a lavoro all’Unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento, nominato dal presidente della Regione, Nello Musumeci, alla direzione del Parco di Selinunte, è stato designato anche quale presidente del Consiglio di amministrazione del Parco della Valle dei Templi. All’interno del Cda, secondo Statuto, siedono il sindaco di Agrigento, il soprintendente ai Beni culturali, e poi alcuni componenti nominati dalla Regione. E si tratta dell’avvocato di Porto Empedocle, Luigi Troja, come “esperto in economia dei beni culturali”, poi l’ingegner Heinz-Jurgen Beste come “esperto nel settore della tutela, della salvaguardia, valorizzazione, divulgazione, studio e ricerca relative alla Valle dei Templi”, e poi tre componenti nominati dalle associazioni, Fabio Amato (Gruppo archeologi d’Italia), Salvo Barrano (Associazione nazionale archeologi) e Vincenzo Piazzese (Archeoclub d’Italia).

Il Comune di Agrigento siede dunque nel Consiglio di amministrazione del Parco della Valle dei Templi.