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Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha firmato l’ordinanza che istituisce quattro nuove “zone rosse” in Sicilia. Si tratta di Ribera, in provincia di Agrigento; Serradifalco, in provincia di Caltanissetta; Trabia, nel Palermitano e di Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania.

L’ordinanza entrerà in vigore giovedì 25 marzo e sarà valida fino al 6 aprile compreso. Il provvedimento, che prevede anche la chiusura delle scuole, è stato richiesto dai sindaci delle quattro città e si è reso necessario a causa di un repentino aumento dei contagi da Coronavirus registrati negli ultimi giorni, certificato dalle rispettive Asp.

751 nuovi positivi al Covid19su 24.979 tamponi processati, con una incidenza di positivi di poco superiore al 3.0%, in diminuzione rispetto a ieri.

La Sicilia resta nona per numero di contagi giornalieri.

Le vittime sono state 20 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.471.

Il numero degli attuali positivi è di 16.489 con 129 casi meno rispetto a ieri;

i guariti sono 860.

Negli ospedali i ricoverati sono 935, 29 in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 121, due in meno.

I nuovi contagi per province:

Palermo  280

Catania 186

Messina 48,

Siracusa 47

Trapani 43

Ragusa 14

Caltanissetta 30

Agrigento 57

Enna 46

Nel corso di un incontro sul tema “La voce della scuola” che aveva per oggetto la questione della stabilizzazione dei precari storici e andato in diretta su un importante socialmedia, la Confasi Scuola, tramite il responsabile provinciale del dipartimento Francesco Tulone, ha ribadito la ” necessita di procedere in tempi brevi alle assunzioni definitive di questo personale che in tanti anni di sacrifici e dedizione ha permesso il normale svolgimento attività didattiche“. Durante il confronto, coordinato da  Diego Palma, sempre la Confasi ha chiesto agli esponenti politici presenti all’iniziativa, i senatori Pittoni, Verducci, Nencini e Zinzi di ” far proprie le sollecitazioni venute dal sindacato e di darne seguito  in quanto i costi nella scuola  relativamente agli organici del personale  e all’edilizia, rappresentano un investimento per il presente ed il futuro. È necessario inoltre  procedere ad una  riforma della governace e della progressione lavorativa in ambito scolastico”. Per la  Confasi, ancora , “oggi non è il momento di programmare concorsi soprattutto in questo periodo pandemico. Per portare in cattedra a settembre il maggior numero di docenti servono strumenti legislativi straordinari, una stabilizzazione per titoli, servizio e competenza”. “Urge infine, – conclude la Confasi- impegnare risorse  anche sul sostegno, strumento indispensabile per una scuola inclusiva.  Successivamente, a regime, si dovrà trovare una nuova forma di reclutamento per l’insegnamento a scuola di ogni ordine e grado. È giunto anche il momento di considerare infatti una fascia d’età diversa, ad esempio 3-18 anni, per la scuola dell’obbligo”.

Controlli a tappeto su tutto il territorio da parte dei carabinieri della compagnia di Canicattì, atti a scongiurare assembramenti e comportamenti non rispettosi della normativa anticovid.
In merito a questi servizi di controllo, malgrado le sanzioni, i militari dell’arma sono dovuti intervenire in un pub a Castrofilippo dove 7 persone stavano brindando durante un aperitivo, sanzionando gli avventori con 400 euro di multa ciascuno. Situazione analoga in un bar di Aragona, dove due persone erano tranquillamente sedute a pranzare. 400 euro di multa a testa e bar chiuso per 5 giorni.

Massimo rigore nei controlli ad opera dei carabinieri che proseguiranno con solerzia anche nei prossimi giorni con il loro operato

 

Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, prosegue il processo di formazione e conclusione del percorso di studi al Polo Universitario di Agrigento, permettendo così a molti studenti di raggiungere il traguardo della laurea. Infatti, dopo le ultime sessioni di laurea in Giurisprudenza e Servizio Sociale, domani, mercoledì 24 marzo, alle ore 16:30, al Consorzio universitario di Agrigento, anche alcuni studenti di Architettura discuteranno la tesi. Il Presidente del Consorzio, Nenè Mangiacavallo, ed il professor Gianfranco Tuzzolino, saranno presenti alla sessione di laurea per un saluto ai laureandi, e per sottolineare l’impegno del Consorzio e dell’Università di Palermo a sostegno del territorio agrigentino.

La Scala dei Turchi a Realmonte, almeno in alcune sue porzioni, è di proprietà di un privato cittadino e non un bene pubblico. Così hanno relazionato i periti nominati dal Tribunale di Agrigento, ovvero il geologo Pasquale Mastrosimone e l’ingegnere Gabriele Freni, nell’ambito dell’incidente probatorio proposto dalla Procura di Agrigento. Il privato cittadino è Ferdinando Sciabbarrà, 73 anni, che vanta un titolo di possesso su alcune porzioni catastali del sito. Nel frattempo lo stesso Sciabbarrà è stato inquisito dalla Procura di Agrigento per le ipotesi di reato di occupazione di demanio pubblico, invasione di area del demanio, omesso collocamento di cartelli di pericolo, violazione del codice dei beni culturali e danneggiamento al patrimonio archeologico. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dal sostituto Gloria Andreoli. Sciabbarrà è difeso dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Salvatore Palillo.

Il consigliere comunale di Porto Empedocle, e candidato sindaco, Rino Lattuca, annuncia di avere scritto una lettera all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e di avere chiesto di inserire gli operatori ecologici tra le categorie a rischio, da vaccinare con urgenza. Lattuca afferma: “Le società operanti nel settore della raccolta urbana dei rifiuti stanno adottando tutte le misure impartite dal Governo e predisposte al contenimento del contagio dal virus, con ingenti spese economiche a loro carico. Il Governo Regionale non può non considerare a rischio gli operatori ecologici per l’importanza del ruolo rivestito, ovvero addetti in prima linea al mantenimento degli standard sanitari dei territori”.

Nove società del valore di 30 milioni di euro, riconducibili all’ex deputato regionale Raffaele ‘Pippo’ Nicotra, 64 anni, sono state poste in amministrazione giudiziaria per un anno dalla sezione misure di prevenzione del tribunale diCatania. Riguardano aziende direttamente o indirettamente, in quanto intestate a suoi strettissimi congiunti, che operano nel settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso di prodotti alimentari, e della compravendita di immobili. Nicotra attualmente è ristretto agli arresti domiciliari a seguito di una condanna in primo grado a 7 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. La gestione delle strutture imprenditoriali di Nicotra è sospettata dagli inquirenti di “essere stata orientata al fine di agevolare la famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano”. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri.

A Santo Stefano di Quisquina, in presenza del Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, il generale Rosario Castello, e del Comandante Provinciale Carabinieri di Agrigento, il colonnello Vittorio Stingo, si è svolta una sobria cerimonia di inaugurazione della locale Caserma dei Carabinieri. La manifestazione si è svolta con limitato numero di Autorità locali presenti, tra cui il prefetto Maria Rita Cocciufa, in aderenza con le restrizioni normative vigenti per l’emergenza pandemica in atto. Tra l’altro, è stata consegnata la Bandiera nazionale dal sindaco, Franco Cacciatore, al Comandante della Stazione Carabinieri di Santo Stefano Quisquina, è stato benedetto il vessillo dal Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri, don Salvatore Falzone, e poi si è proceduto all’Alzabandiera. A seguire, il taglio del nastro ha suggellato l’inaugurazione dei locali della Stazione, visitati dalle Autorità presenti.