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Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Andrea Terranova, ha condannato Maria Rosa Capodici, 48 anni, di Favara, e Fabio Bellanca, 41 anni, di Agrigento e residente a Joppolo Giancaxio. Alla donna sono stati inflitti 4 mesi di reclusione per furto e appropriazione indebita. A lui 6 mesi per ricettazione. Nel 2013 Maria Rosa Capodici avrebbe rubato 1.100 euro in contanti e un paio di orecchini nell’abitazione di un’anziana a Joppolo Giancaxio, dove ha lavorato come badante. La refurtiva sarebbe poi stata ceduta a Bellanca, imputato quindi di ricettazione. I due sono difesi dagli avvocati Daniele Re e Agnesa Neculai.

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via dei Fiumi, strada molto trafficata, nel giugno scorso una buca in strada è stata non riparata ma solo transennata. Ebbene, fino ad oggi la buca non è stata riparata. E ciò da 8 mesi provoca gravi difficoltà alla circolazione dei mezzi e rischio di incidenti, a pericolo dell’incolumità pubblica. I cittadini si rivolgono al Comune di Agrigento: “Quanto tempo bisogna ancora aspettare affinché la buca sia riparata? Che vergogna”.

A Licata ammonta a parecchie decine di migliaia di euro il danno subito dalla gioielleria “La Cagnina” in corso Umberto, vittima di una rapina. Di notte ignoti malviventi hanno prima oscurato con della vernice le telecamere di video-sorveglianza piazzate all’esterno dell’attività commerciale. Poi hanno spaccato le vetrine e svuotato gli scaffali, rubando oro e preziosi. Indagano i Carabinieri della locale Compagnia.

Aldo Mucci del direttivo nazionale SGB  F.P. ha incontrato il Dott. Gaetano Sirna, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G.Rodolico – San Marco”di Catania. 

Nel corso dell’incontro, è stata affrontata la problematica della carenza di personale che affligge il Centro di Riferimento Regionale per la Prevenzione, la Diagnosi e la Cura delle Malattie Rare Reumatologiche Infantili.         

Il Centro di Reumatologia Pediatrica vanta una esperienza ultra ventennale nella diagnosi e trattamento delle malattie reumatiche infantili. I bambini affetti da malattie reumatiche necessitano di approccio multidisciplinare  e di prestazioni terapeutiche complesse come terapie infusionali  e procedure infiltrative  intraarticolari,  anche in sedazione in regime di ricovero ordinario e Day Hospital. Il Centro di Reumatologia Pediatrica di Catania è il punto di riferimento, la speranza di tante famiglie con bimbi affetti da malattie reumatiche. Bisogna offrire un’assistenza sempre più di qualità, accessibile, capillare e sostenibile, arginando così i viaggi della speranza fuori dalla Sicilia. Occorre personale dedicato, con una struttura organizzativa autonoma, volta a dare risposte immediate alla sofferenza.  

L’interlocuzione è stata fruttuosa in quanto il dott. Sirna, ha mostrato attenzione e sensibilità verso le problematiche dei bambini che soffrono di malattie reumatologiche, riconoscendo l’importanza del Centro di Reumatologia pediatrica allocato presso il Policlinico di Catania e il ruolo  centrale  che esso svolge nella cura e gestione di tali malattie. Si consideri che al Centro, afferiscono non solo i pazienti pediatrici della Sicilia orientale, ma anche quelli di province più lontane come Agrigento ed altre e la dott.ssa Barone Patrizia, pediatra reumatologo, Responsabile del Centro, allo stato è l’unico medico assegnato- Quindi, nel riconoscere la necessità di dotare il Centro di adeguato supporto di personale, il Direttore Generale si è impegnato ad avviare le relative e necessarie procedure. Lo scrivente nel prendere atto, esprime il proprio apprezzamento per questa nuova consapevolezza,  anche se sottolinea la necessità che oltre al personale, il Centro sia dotato di una struttura organizzativa autonoma. Certamente, l’esperienza del Dott. Gaetano Sirna, il quale ha vissuto in prima linea ed intensamente, la Sanità siciliana, rivestendo altri incarichi dirigenziali, adotterà tutti gli strumenti idonei per rendere  pienamente efficiente il Centro. Il sottoscritto, tutti i pazienti e le loro famiglie confidano e vigilano affinchè ciò avvenga al più presto.

«Con riferimento alle notizie di stampa di questi ultimi giorni relative al mancato pagamento da parte dell’amministrazione comunale delle spese del funerale in onore delle vittime dell’esplosione di Ravanusa, si ritiene opportuno precisare che la presidenza della Regione Siciliana ha già disposto da diverse settimane, per il tramite del Dipartimento della Protezione civile regionale, un contributo di un milione di euro a favore del Comune di Ravanusa, che si aggiunge al milione destinato dall’Ars, su proposta della deputata locale Savarino, in sede di variazione di bilancio, prima di Natale. La risorsa è destinata alla copertura delle spese connesse all’emergenza conseguente la tragedia. Con tali fondi – che saranno accreditati nei prossimi giorni, subito dopo le procedure contabili – è possibile far fronte anche alle spese per il funerale. Il Comune può quindi, se lo ritiene, procedere ad anticipare o assumere formale impegno con i creditori». Lo dichiara il capo della Protezione civile della Regione Siciliana Salvo Cocina.

Considerato che a seguito della grave tragedia dell’11 dicembre, l’Amministrazione Comunale di Ravanusa ha immediatamente attivato tutte le procedure per sostenere le famiglie delle vittime e la popolazione colpita dal tragico evento; Considerato che, nei giorni precedenti i funerali, l’Amministrazione Comunale aveva convocato le agenzie, incaricate dai familiari delle vittime, per garantire l’organizzazione delle esequie e sostenere le spese necessarie; Considerato che le stesse agenzie funebri avevano declinato l’intervento del Comune per le spese delle esequie e garantito, allo stesso tempo, che le stesse non sarebbero state gravate sui familiari delle vittime;Appreso che, nonostante le rassicurazioni delle agenzie funebri, sarebbe stato richiesto ad alcuni familiari il pagamento delle esequie solenni del 17 dicembre 2021 e che tale ichiesta, oltre che inopportuna e deprecabile, appare incresciosa e spiacevole;
L’amministrazione comunale,  su proposta del Sindaco Carmelo D’Angelo, per evitare che vengano perpetrate azioni di sciacallaggio sulle famiglie delle vittime ed inutili ed estemporanee speculazioni, in data odierna, con delibera di giunta n. 3/2021, ha impegnato  sul bilancio comunale la somma di 45mila euro quale contributo ai familiari delle nove vittime per le spese funerarie.

Il bollettino dell’Asp comunica che nella giornata del 07 febbraio, si sono registrate due nuove vittime, una a Raffadali e l’altra a Licata. Il bollettino dei morti in provincia dall’inizio della pandemia sale a 443.

264 i nuovi positivi, con 7 nuovi ricoveri e 225 guariti.

In ospedale ci sono 55 ricoverati: 31 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 24 al San Giovanni di Dio di Agrigento. 8  i pazienti ricoverati in terapia intensiva: 3 al presidio ospedaliero riberese e 5 al San Giovanni di Dio. Tre persone  si trovano in strutture low care: 2 al Covid Hotel di Sciacca e una in un’altra struttura fuori provincia.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1.702 ; Alessandria della Rocca 50; Aragona 177; Bivona 28; Burgio 24; Calamonaci 57; Caltabellotta 52; Camastra 42; Cammarata 326 ; Campobello di Licata 286; Canicattì 1.038; Casteltermini 190; Castrofilippo 98;  Cattolica Eraclea 61; Cianciana 35; Comitini 12; Favara 885; Grotte 148; Joppolo Giancaxio 37; Licata 913; Lucca Sicula 15; Menfi 154; Montallegro 7; Montevago 26; Naro 165; Palma di Montechiaro 722; Porto Empedocle 404; Racalmuto 179; Raffadali 430;  Ravanusa 388; Realmonte 86; Ribera 218; Sambuca di Sicilia 26; San Biagio Platani 37; San Giovanni Gemini 423; Sant’Angelo Muxaro 20; Santa Elisabetta 48; Santa Margherita Belice 98; Santo Stefano Quisquina 55; Sciacca 762; Siculiana 90; Villafranca Sicula 12. Nave accoglienza migranti 43.

7.248 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore a fronte di 47.948 tamponi processati. L’indice di positività è al 15.1%. Le vittime sono state 51 mentre i guariti sono 3.959. Attualmente in Sicilia ci sono 277.811 persone positive al covid, + 3.818 rispetto a ieri. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 1.509, sono 124 i ricoveri in terapia intensiva, tre in meno rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 1.432 casi, Catania 1.499, Messina 890, Siracusa 1.111, Trapani 349, Ragusa 683, Caltanissetta 458,  Agrigento 670, Enna, 204.

L’amministratore del Distretto turistico Valle dei Templi di Agrigento, Fabrizio La Gaipa, interviene a seguito dello straordinario rilievo promozionale per la città di Agrigento reso dalla prima puntata di Makari su Rai Uno ieri sera, con 5.418.000 di italiani sintonizzati. La Gaipa afferma: “La prima delle nuove puntate della serie televisiva tratta dai romanzi di Gaetano Savatteri conferma gli effetti attesi da un investimento sulla film commission che è nato con il Distretto Turistico, e che ha coinvolto il Comune, il Parco Valle dei Templi e la Consulta del Turismo di Agrigento. Su Rai 1 ieri sera gli italiani hanno visto scorrere le immagini della Valle dei Templi, del Giardino della Kolymbethra, di piazza Pirandello e dintorni, come voluto espressamente dal sindaco Miccichè, ma anche di Porto Empedocle, della Scala dei Turchi e di Farm Cultural Park a Favara. Il legame che scrittori come Pirandello, Camilleri, Sciascia, Agnello Hornby e Savatteri hanno col nostro territorio è fecondo e va sempre più coltivato con impegno in direzione di una comunicazione più forte ed efficace a livello nazionale e internazionale”.

E’ stato nominato il nuovo primario del Pronto soccorso dell’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. Si tratta del dottor Salvatore Gallo, vincitore delle procedure concorsuali. Il neo primario è stato ricevuto questa mattina dal commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Mario Zappia, per la formale sottoscrizione del contratto. Il dottor Gallo è nato a Caltanissetta il 29 agosto del ’65, proviene dall’Azienda Ospedaliera Villa Sofia – Cervello di Palermo. Al “Barone Lombardo” di Canicattì assumerà l’incarico per la durata di cinque anni.

La Corte d’Appello di Palermo ha condannato a pene comprese tra i 4 e gli 11 anni di reclusione 5 dei 7 imputati al processo su infiltrazioni mafiose nel settore delle scommesse sportive istruito dalla Procura antimafia. Tre le assoluzioni. A 10 anni è stato condannato Salvatore Rubino, a 11 Francesco Paolo Maniscalco, a 9 Vincenzo Fiore, a 4 Girolamo Di Marzo, a 4 anni e 6 mesi Christian Tortora. Scagionati Elio e Maurizio Camilleri e Giovanni Castagnetta dall’imputazione di intestazione fittizia di un’agenzia di scommesse. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori aggravato dal favoreggiamento mafioso. Il processo, celebrato in abbreviato, è frutto di un’indagine della Guardia di Finanza che ha svelato gli interessi dei clan nel settore dei giochi e delle scommesse sportive, e le complicità di alcuni imprenditori che avrebbero riciclato i guadagni per conto dei boss. L’inchiesta ha determinato il al sequestro di attività economiche e beni per oltre 40 milioni.