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A Racalmuto, in via Gramsci, per questioni di vicinato perduranti nel tempo, si è scatenato un violento diverbio tra due residenti. Poi uno dei due, un pensionato di 63 anni, ha aggredito l’altro di 34 anni e gli ha morso il pollice della mano destra lacerandolo. E’ stato soccorso in ospedale, al “San Giovanni di Dio”, ad Agrigento. Prognosi di 30 giorni. L’aggressore è stato denunciato a piede libero alla Procura dai Carabinieri, ai quali si è rivolto l’aggredito. All’autorità giudiziaria risponderà di lesioni personali.

1.207 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 10.642 tamponi processati. Ieri erano 1.387. Il tasso di positività è al 11,3% in diminuzione rispetto al 12,1% di ieri. La Sicilia è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 68.779 con un decremento di 1.397 casi. I guariti sono 2.600 e 4 sono le vittime, che portano il totale dei decessi a 12.116. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 428,in terapia intensiva sono 24.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 247, Catania 281, Messina 190, Siracusa 91, Trapani 119, Ragusa 90, Caltanissetta 48, Agrigento 82, Enna 59. (ANSA).

Sembra essere stazionario il quadro relativo ai nuovi positivi al Covid rispetto ai giorni precedenti. Nel punto settimanale il Commissario Asp Mario Zappia sottolinea che oggi un tampone su tre risulta essere positivo.

“Viaggiamo intorno ai 200 casi al giorno – dice Zappia – ma il rapporto tra tamponi somministrati e positività rimane alto. Senza poi tenere conto di chi lo fa in casa e rimane tutto anonimo e non tracciato. Per questo non bisogna mai abbassare la guardia”.

La situazione negli ospedali è sotto controllo: ci sono attualmente 2 pazienti in terapia intensiva e 13 in medicina.

Questa settimana sono stati inoltre somministrati 417 vaccini di cui 312 quarte dosi. “Numeri sempre bassi – sottolinea Zappia – che dobbiamo far crescere al più presto, soprattutto in vista dell’arrivo dei nuovi vaccini aggiornati, previsto alla fine di settembre, che prima saranno somministrati al personale sanitario e poi a tutti gli altri. In questo modo potremo tenere a livelli alti la nostra copertura dalle forme più gravi di questa malattia”.

Stefania Vella , giovane laureanda in giurisprudenza , già candidata al consiglio comunale di Porto Empedocle e di Agrigento, comunica che ha deciso di lasciare Forza Italia e di aderire ai Popolari e Autonomisti che vedono ad Agrigento e non solo la leadership dell’On.Roberto Di Mauro.

Continuo il mio impegno politico con ulteriore slancio dopo una pausa di riflessione dovuta ad una incompatibilità che si è acuita nel tempo con Forza Italia, partito sempre più verticistico e che dà pochissimi spazi alle giovani leve e alla dialettica e al pluralismo tra gli iscritti, quindi non condividendo questo modo di intendere la politica, dopo aver conosciuto il Movimento Popolari e Autonomisti posso affermare concretamente la mia adesione in vista delle elezioni regionali del 25 settembre che ci vedono in campo per sostenere la candidatura unitaria di centrodestra : Renato Schifani.

Sposo gli autonomisti perché un movimento sano non contaminato da logiche piramidali e da circoli magici, sono entrata negli autonomisti grazie alla mia voglia di scommettermi ma anche perché forza politica che realmente fa le battaglie contro l’autonomia differenziata per il riconoscimento della perequazione economica e infrastrutturale e perché sensibile ai diritti e alle prerogative del nostro Statuto calpestato dai partiti nazionali che colonizzano la Sicilia solo come granaio elettorale.

Io posso affermare che negli autonomisti c’è un pluralismo, una dialettica , un interesse per gli enti locali territoriali e ci si confronta, si partecipa e si decide dopo aver ascoltato la base.

Sono una donna che crede nella mia terra e crede che la politica deve ancora colmare un gap con le esigenze e i diritti del popolo e i Popolari e Autonomisti reciteranno alle regionali una parte da protagonisti e dopo il risultato si battaglierà con più forza di prima.

Un solo dato che fa rabbrividire negli ultimi 5 anni 70 mila agrigentini hanno lasciato questa provincia, ecco perché la politica si deve sbracciare e agire.

Un ultimo ringraziamento dovuto all’Assessore ai servizi sociali di Agrigento, Marco Vullo con il quale c’è piena condivisione nelle politiche giovanili , sociali

ed economiche , un ragazzo che lavora quotidianamente nell’interesse dei meno abbienti e dei fragili e che è aperto al dialogo , al confronto e ascolta la gente comune.

Altri 68 tunisini sono approdati nottetempo a Lampedusa con due barche. Ieri sull’isola si sono contati complessivamente 14 sbarchi con un totale di 330 migranti. L’ultimo approdo, composto da marocchini, siriani, egiziani e bengalesi, è stato di un barcone libico con 125 persone. Il pattugliatore Dattilo della Capitaneria, dopo aver imbarcato 586 ospiti del centro d’accoglienza, è partito verso Pozzallo. E tramite il traghetto di linea Cossyra ne sono stati trasferiti altri 221. Attualmente fra il piazzale e i padiglioni del Centro in contrada Imbriacola vi sono 977 migranti, a fronte di 350 posti disponibili.

Dopo la denuncia pubblica della C.G.I.L. di Agrigento  sulle criticità del  trasporto urbano di Agrigento,   la commissione trasporti del comune, presieduta dal dr. Francesco Alfano ha incontrato  e ascoltato i rappresentanti dello stesso sindacato. Oltre ai rappresentanti della CGIL, Franco Gangemi e Raffaele Campione, era presente, tra gli altri, il Presidente della commissione turismo dr. Carmelo Cantone. Nella discussione la CGIL ha ribadito quanto già espresso nella nota del 29 agosto e cioè  “ il servizio di trasporto urbano  non è compatibile con le caratteristiche territoriali del comune e non risponde  ai bisogni di mobilità delle varie fasce di popolazione e dei turisti”. I rappresentanti della CGIL hanno evidenziato, visto che la commessa è scaduta ed è imminente la nuova gara, la necessità di aprire una discussione di approfondimento della problematica  che coinvolga tutti gli  attori al fine di  costruire un servizio più vicino ai cittadini: biglietto a tempo; servizio notturno; frequenze che tengano conto delle necessità di studenti, anziani, lavoratori pendolari, turisti, disabili. È necessaria:

  1. La modifica dei capilinea delle linee interne a Piazzale Rosselli (Linea rossa e verde) così da essere più veloce nel fare il percorso e poter servire al meglio i turisti, specie nel periodo di maggior picco, che alloggiano nei Bed & Breakfast esistenti nel centro storico della città;
  2. Una nuova gara di appalto che preveda anche la gestione dei parcheggi pubblici (come esiste in tutte le città Italiane) con biglietti integrati giornalieri che prevedano l’ingresso ai parcheggi, la visita al museo e l’ingresso al parco archeologico;
  3. Un servizio urbano che colleghi, quanto meno nel periodo feriale (Giugno, luglio e agosto) il parcheggio di S. Anna, percorrendo il Viale Giuseppe La Loggia e a salire dalla rotonda Giunone per servire l’ingresso al parco dal Tempio di Giunone, per proseguire fino a Bonamorone e servire l’ingresso del museo e a sua volta rientra al capolinea di S. Anna.

Così facendo – sottolineano Buscemi e Gangemi- a nostro parere si può aggirare l’ostacolo dei contributi di esercizio che la Regione Sicilia versa attraverso il comune di Agrigento e migliorare (con i maggiori incassi), almeno nei periodi di picco di presenze di turisti, istituendo corse supplementari così da potere avere un servizio efficiente e poter servire al meglio la cittadinanza e i suoi ospiti, riformulando orari che prevedano coincidenze (pensiamo alla popolazione scolastica) e gli orari dei bus che servono le periferie. In merito alla nota della TUA che contesterebbe la denuncia del Sindacato, “ la CGIL deve, per l’ennesima volta, constatare che questa azienda non vuole affrontare il problema del funzionamento del servizio del trasporto urbano preferendo di guardare il dito e non la luna. La CGIL non ha parlato di chilometraggio, non fosse altro perché non ha competenze per la verifica, e poi perché ci auguriamo che tale controllo sia effettuato con scrupolo dagli uffici comunali competenti. La CGIL ha messo in evidenza criticità che sono sotto gli occhi di tutti. Un servizio pubblico è tale quando è in grado di servire, non creare problemi ai cittadini”.

E’ nata, all’ospedale Cannizzaro di Catania, Alessandra, figlia della donna che ha ricevuto il primo trapianto di utero effettuato in Italia. E’ il primo parto del genere in Italia ed è il sesto caso al mondo di gravidanza conclusa con successo dopo un trapianto di utero da una donatrice deceduta. La donna è stata sottoposta a parto cesareo per attacchi febbrili da positività al covid. La piccola è nata prematura alla 34esima settimana di gravidanza e pesa 1 chilo e 700 grammi. Al tampone covid, alla nascita, è risultata negativa. La madre, di 31 anni, è nata senza utero a causa di una rara patologia congenita. La donatrice è una donna di 37 anni, già madre, morta per un improvviso arresto cardiaco e che aveva espresso in vita il ‘consenso’ al momento del rinnovo della carta d’identità. I genitori della piccola Alessandra hanno deciso di dare alla neonata il nome della donna donatrice. Il trapianto è stato effettuato nell’agosto 2020, in piena pandemia, al centro Trapianti dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Catania da un’equipe multi-disciplinare composta dai professori Pierfrancesco e Massimiliano Veroux, Paolo Scollo e Giuseppe Scibilia, nell’ambito di un programma sperimentale coordinato dal Centro nazionale trapianti. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha scritto su Facebook: “La vita ha trionfato grazie alla scienza. Complimenti ai professionisti, alle loro equipe e tanta felicità per un evento così lieto. La Sicilia è anche questo. E ne siamo orgogliosi”.

In Piemonte, lungo la strada tra Novara e San Pietro Mosezzo, un incidente stradale ha provocato la morte di Rosario Raffa, 18 anni, in sella ad una moto. Raffa, originario di Messina, ha risieduto a Novara, dove, studente, ha lavorato come Dj e rapper. Sarebbe stato un incidente autonomo. Non sarebbero coinvolti altri veicoli. E’ stato trasportato in ospedale. E’ deceduto poco dopo il ricovero.

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero Cecilia Baravelli, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (anticamera della richiesta di rinvio a giudizio) a 5 indagati coinvolti in una maxi rissa avvenuta l’estate del 2021 nei pressi dell’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. Uno dei 5, colpito con una bottiglia di vetro rotta, ha subito uno sfregio permanente al volto. Gli indagati sono Antonio Emanuele La Cola, 21 anni, Maurizio La Cola, 52 anni, e Salvatore Di Maida, 24 anni, di Canicattì. E poi Giacomo Luca Muratore, 30 anni, e Sergio Muratore, 21 anni, di Ravanusa. Sono difesi dagli avvocati Gianfranco Pilato, Antonio Provenzani, Riccardo Pinella, Rosaria Puccio e Roberta Pera.

Deve la vita al tempestivo intervento degli impiegati della sala Planetwin365 di Porto Empedocle, un uomo che mentre stava giocando la schedina è stramazzato al suolo come se fosse stato colpito da un fulmine. I gestori della sala gioco hanno, immediatamente allertato il 118, ed in attesa che arrivasse l’ambulanza, hanno praticato, a turno, il massaggio cardiaco che è risultato decisivo per salvargli la vita.
“Erano le 12,30 quando il cliente, originario della frazione di Villaseta ha avuto un malore – dice uno dei gestori dell’esercizio commerciale, il dj Joe Corbo – Improvvisamente si è accasciato al suolo. Ho subito praticato il massaggio cardiaco che gli ha salvato la vita. All’arrivo dell’ambulanza l’uomo è stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio e adesso è fuori pericolo”.