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L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento annuncia che “a San Leone, in via dei Giacinti, a poca distanza dal mare, il drone di Mareamico ha scoperto una discarica mostruosa”. E Claudio Lombardo aggiunge: “Abbiamo trovato sfabbrici e detriti provenienti da ristrutturazioni edilizie, mobili rotti, serbatoi in plastica, cucine arrugginite e tanta spazzatura. Gli incivili, che hanno creato questa discarica, ora stanno cercando di eliminarla dandogli fuoco”

VIDEO DI MAREAMICO AGRIGENTO

Musumeci annuncia: “La Sicilia sarà ancora zona arancione. Firmata un’ordinanza che chiude tutti i negozi la domenica e i giorni festivi. I dettagli.

La Sicilia sarà confermata zona arancione. Così ha annunciato il presidente della Regione. Nello Musumeci è stato a colloquio telefonico con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e riferisce: “Ho sentito il ministro Speranza che mi ha anticipato la decisione di rinnovare la propria ordinanza per tutte le zone arancioni in Italia, fissando per la prossima settimana un primo confronto tecnico per una nuova valutazione del rischio nella Regione”. Nel frattempo Musumeci ha firmato un’ordinanza per limitare le occasioni di contagio nei giorni domenicali e festivi quando saranno chiusi tutti i negozi, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole e del domicilio per i prodotti alimentari, dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento. E il governatore spiega: “Lo dobbiamo agli operatori della sanità che stanno dimostrando una capacità di intervento senza precedenti, ma lo dobbiamo anche a tutti gli operatori economici che stanno affrontando un momento difficile e, in definitiva, lo dobbiamo a noi stessi, perché bisogna ritornare a una vita il più possibile normale nei tempi che la pandemia impone”. Ancora Musumeci ha annunciato che “nelle prossime giornate proseguiremo con il monitoraggio degli indici di contagio, con la valutazione di misure di contrazione della mobilità extra-regionale, con l’adozione di protocolli di contenimento condivisi con gli Enti locali, e con screening a tappeto nelle categorie. Dobbiamo fare tutti la nostra parte – ha aggiunto – e noi non possiamo fare finta di niente di fronte a comportamenti individuali che troppe volte sembrano improntati a una mancanza di responsabilità. Il presidente della Regione ha il dovere di garantire il difficile equilibrio tra diritto alla salute e diritto alla socialità. Serve tempestività, ma soprattutto rigore scientifico. Servono controlli per garantire effettività alle misure. Ciò che non serve, lo dico con rispetto di ogni opinione, sono le polemiche che tendono a dividere le Istituzioni. Faccio mio il messaggio di unità del presidente Mattarella – ha concluso Musumeci – e voglio essere interprete, garantendo, come abbiamo fatto fin dall’inizio della emergenza sanitaria, decisioni che siano frutto di analisi e condivisione”.

1.871 nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 11.470 tamponi effettuati;
40 i decessi, che portano il totale a 1.055.e

Con i nuovi casi salgono a 33.581 gli attuali positivi con un incremento di 1.479. Di questi 1.772 sono i ricoverati, 4 in piu’ rispetto a ieri: 1.532 in regime ordinario e 240 in terapia intensiva lo stesso numero di ieri. In isolamento domiciliare sono 31.809. I guariti sono 352.

I nuovi positivi divisi per provincia:

Palermo: 512,

Catania 441,

Messina 264, Ragusa

192, Trapani 166,

Siracusa 77,

Agrigento 84,

Caltanissetta 74,

Enna 61.

Visita di cortesia al sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, del nuovo comandante della Capitaneria di Porto Empedocle, Fabio Serafino. Il Comandante di Fregata si è insediato lo scorso 11 settembre subentrando al parigrado Gennaro Fusco che è stato a Porto Empedocle per oltre due anni. E’ stata l’occasione, oltre che per i reciprochi auguri di buon lavoro, anche per cominciare a mettere le basi di una proficua collaborazione visto che Agrigento si affaccia sul mare e quindi vi sono competenze che s’incontrano. Nei prossimi giorni saranno concordati nuovi incontri più tecnici e allargati a Demanio marittimo e Forestale.

Ad Agrigento diverse segnalazioni di presenza di topi in città hanno spinto l’amministrazione comunale ad avviare una campagna straordinaria di derattizzazione intensiva in tutti i territori comunali abitati. Il medicinale verrà rilasciato nei luoghi in cui gli animali si riproducono o sono stati avvistati. Naturalmente si raccomanda alla popolazione a prestare la massima attenzione, soprattutto per i bambini e gli animali domestici.

112 nuovi casi covid nell’Agrigentino a fronte dei precedenti 57. Tamponi oltre 300, quindi un positivo ogni tre tamponi effettuati.

Come ormai consuetudine, l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha diffuso il bollettino “covid” al mattino di oggi. E i dati, ovviamente, si riferiscono alla giornata di ieri. E ieri i casi di contagio da coronavirus nell’Agrigentino sono quasi raddoppiati rispetto ai 57 del giorno precedente. Infatti, adesso sono stati 112, dunque una impennata della curva dei contagi. Tale dato dei 112 contagiati è ancora più preoccupante allorchè i test molecolari effettuati sono stati 378, e dunque il rapporto tra positivi e tamponi è quasi di un positivo ogni tre tamponi. I pazienti in più ricoverati in ospedale sono 5, per un totale a consuntivo di 56 persone in degenza ordinaria, e 6 in terapia intensiva. Sono invece 103 i contagiati assistiti a domicilio. I guariti sono 17. Uno è deceduto. Gli aumenti più rilevanti si registrano ad Agrigento, più 12, per un totale complessivo di contagiati a 87. Poi a Canicattì più 14, a fronte di 180 casi complessivi. A Palma di Montechiaro più 15, per complessivi 80 infetti. Poi, ancora secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale, ad Aragona più 3 contagiati per un totale di 41, a Camastra più 1 per 25 complessivi. A Campobello di Licata più 4 per 27 in totale. A Grotte aumento di 2 malati per complessivi 32. A Montevago più 1 per 12 in totale. A Porto Empedocle più 7 per 29. A Racalmuto più 1 per 12, a Ravanusa più 4 infetti per un totale di 23 casi. Ed ancora a San Giovanni Gemini più 1 per 12. A Santa Elisabetta più 2 per 8. A Santa Margherita di Belice più 3 per 49 casi a consuntivo. A Sciacca più 6 nuovi infettati e attualmente sono 44. Ed è risultata positiva al tampone rapido la sindaca di Montallegro Caterina Scalia. Dall’inizio della pandemia, per la prima volta, è un amministratore locale ad essere colpito dal virus. Caterina Scalia ha annunciato dal suo profilo facebook di essere positiva ad un primo controllo dopo aver avvertito i primi sintomi della malattia. E tra l’altro ha scritto: “Siamo in attesa del risultato del tampone molecolare ma credo sia giusto condividere con ognuno di voi quello che sta accadendo. Rientro in quella categoria di lavoratori che oggi vive in prima linea la situazione di emergenza, sono giornalmente a contatto con molte persone e nonostante le mille precauzioni sono sempre stata consapevole del rischio a cui andavo incontro. La preoccupazione è tanta, ma ho sempre svolto il mio lavoro con devozione e responsabilità. Oggi verranno effettuati gli interventi di sanificazione degli uffici comunali. Invito le persone che sono venute in contatto con me alla prudenza e a mantenere il distanziamento sociale. Nessuno è immune. Ognuno di noi ha la responsabilità di preservare la salute dei propri familiari e amici, vi invito quindi alla prudenza e a rispettare le norme vigenti”.

La Banca del cordone ombelicale di Sciacca individuata dalla Regione Siciliana per la conservazione del vaccino anti covid che dovrebbe arrivare sul mercato nel prossimo mese di gennaio. Adesso, il nodo da sciogliere è quello legato al mantenimento degli 80 gradi sotto zero durante la distribuzione. Ma qui entrano in gioco le aziende del freddo della Sicilia che si sono prontamente offerte per questo importantissimo e indispensabile lavoro. La Phizer, proprio ieri, ha confermato che il siero verrà immesso sul mercato mondiale proprio subito dopo la fine delle festività natalizie.

Voleva scappare dalla nave quarantena, non riusciva più a sopportare di rimanere a bordo, così, questa mattina, ha pensato di lanciarsi nel vuoto, da un’altezza di circa sette metri, ma è caduto pesantemente al suole riportando gravissime ferite. Protagonista un tunisino che è arrivato a Lampedusa a bordo di uno dei tanti barconi. Da qualche giorno era a bordo della nave quarantena Rhapsody, ma sembra che come tanti altri compagni, voleva scendere, essere lasciato libero. Così, stamani approfittando che la motonave è entrata in porto per i rifornimenti, ha pensato bene di lanciarsi nel vuoto. Adesso, rischia di rimetterci la pelle. Le sue condizioni sono serie. E’ stato trasportato in ospedale tramite l’ambulanza del 118.

Eseguite 6 misure cautelari in carcere e ai domiciliari oltre al  sequestro di due associazioni attive nel trasporto di emodializzati. Contestati, a vario titolo, i reati di falso e di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di falso, truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture. Un affare milionario gestito anche da pregiudicati per traffico di droga aggravato dall’agevolazione mafiosa, nell’operazione “Bloody Mary”.

Le operazioni sono state eseguite dai finanzieri dl Comando Provinciale e coordinate dal Procuratore aggiunto di Palermo Salvatore De Luca. Disposto anche il sequestro preventivo dell’intero patrimonio aziendale di due associazioni palermitane di volontariato operanti nel settore sanitario-assistenziale, la Emergency Leader Onlus – Avel – e la Confraternita di Misericordia, che da oggi sono affidate ad un amministratore giudiziario

Le indagini svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle di Palermo hanno fatto emergere come la Avel, che svolgeva per conto dell’Asp di Palermo il servizio di trasporto emodializzati, dietro l’apparenza di una Onlus, nascondeva un’autentica attività d’impresa, gestita di fatto “da soggetti pregiudicati per gravi reati (traffico di droga aggravato dall’agevolazione afiosa)”, che, per ottenere il rilascio della necessaria certificazione antimafia, avevano attribuito formalmente la veste di presidente a un incensurato. In sede di stipula e rinnovo delle convenzioni con l’Asp, gli indagati hanno quindi prodotto false certificazioni concernenti la natura di Onlus dell’ente e l’attestazione che quest’ultima fosse amministrata da soggetti immuni da precedenti penali, grazie alle quali l’Avel ha potuto accedere alle convenzioni pubbliche. Le indagini svolte hanno poi permesso di documentare l’esistenza di un vero e proprio cartello fra i rappresentanti di sette associazioni palermitane che svolgevano il servizio di trasporto emodializzati per conto della locale Asp, capeggiate dalle referenti della Confraternita di Misericordia. Il patto illecito, concretamente attuato tramite la creazione di chat su whatsapp, prevedeva che i diversi partecipanti concordassero di rifiutare, adducendo false situazioni di indisponibilità, l’accettazione del trasporto collettivo dei pazienti, rendendosi disponibili solo al più remunerativo trasporto singolo dei malati, così ingannando l’Asp e causando un danno rilevante alle casse pubbliche.