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E’ morto a Favara, all’età di 87 anni, Salvatore Sciortino, poeta e scrittore, esponente di spicco della cultura agrigentina e siciliana legata alle tradizioni, agli usi e costumi popolari, alla civiltà contadina, ricca di passione e di vena artistica, sentimenti e valori umani. Nel 1997 Salvatore Sciortino ha pubblicato la raccolta di poesie “Favara, u me paisi è sempri u me paisi”, e nel 2009, con maggiore successo, “Pensu e scrivu”. Lo scorso 2 febbraio al Castello Chiaramonte a Favara ha presentato il suo ultimo libro, “Terra di Sicilia”, una raccolta di oltre cento liriche, alcune inedite e altre già pubblicate nei suoi precedenti libri.

Oggi, mercoledì 17 luglio, ai funerali di Simone D’Antonio a Vittoria partecipa anche il vice presidente del Consiglio e ministro, Luigi Di Maio, e il padre, Antonio D’Antonio, si sfoga così: “A Di Maio chiedo di cambiare queste leggi. Chi ha ucciso mio figlio non deve tornare in libertà. Devono buttare la chiave della cella dove è rinchiuso. Non lo devo uccidere io ma ci deve pensare lo Stato. Ecco perchè chiedo a Di Maio e Salvini di fare qualcosa per cambiare queste leggi”. Il Tribunale di Ragusa ha convalidato l’arresto dell’investitore, Rosario Greco. Il suo difensore ripete che è incensurato, e non pregiudicato. Ha bevuto birra e sniffato cocaina prima dell’incidente, come accertato dalle analisi dell’alcoltest e dello stato psicofisico dell’Azienda sanitaria. Un elemento di novità è che a Rosario Greco non è contestato dalla Procura il reato di omissione di soccorso, perché dopo la tragedia Greco non è fuggito ma è rimasto sul posto per diversi minuti. Addirittura ha prestato il cellulare alla madre di Alessio per telefonare al 118. Qualcuno dei presenti l’ha pure strattonato, tanto che a lui il cellulare è scivolato dalla mano. Ciò è testimoniato dalla telecamera piazzata in via 4 Aprile, e da una foto tratta dal filmato.

Il settore infrastrutture stradali della Provincia di Agrigento annuncia che adesso è nettamente migliorata la condizione delle strade provinciali nel comparto di Cammarata, che per diversi anni e per mancanza di risorse finanziarie sono state pregiudicate da una insufficiente manutenzione. A seguito dei progetti finanziati e dei lavori successivamente appaltati dalla Provincia di Agrigento, è stata conclusa la manutenzione straordinaria della strada provinciale 24-A Cammarata-Stazione Ferroviaria (Ponte Giuri), chiusa al transito da alcuni anni a causa di una frana e delle pericolose condizioni del tracciato, e adesso in attesa del collaudo. Conclusi anche gli interventi sulla strada provinciale 25 Soria-Mussomeli e sulla strada provinciale 58 Bivio Casteltermini-Stazione Cammarata, dove sono stati eseguiti lavori di ricostruzione totale della sede stradale in diversi punti.

Il Commissariato di Polizia di Vittoria rinuncia ai locali di via Loi, di proprietà, come emerso a seguito del tragico investimento stradale dei due cugini D’Antonio, al 50% di Roberto Luca di Gela, figlio di Salvatore, in carcere insieme allo zio per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Commissariato si trasferirà nei locali dell’ex sede distaccata del Tribunale di Ragusa, in via Gaeta. Dopo la diffusione della notizia che l’edificio che ospita il commissariato di Polizia di Vittoria è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza nell’ambito del sequestro dei beni della famiglia Luca di Gela, vi è stata un’accelerazione nelle procedure per il trasferimento del Commissariato di Polizia. Il commissario straordinario del Comune, Filippo Dispenza, conferma di aver predisposto gli atti amministrativi per favorire il trasferimento del commissariato nei nuovi locali.

I Carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sciacca, hanno arrestato, per maltrattamenti in famiglia e minacce, un uomo di 65 anni, adesso recluso nella casa circondariale saccense. E’ stata la moglie a denunciarlo perché vittima di presunti soprusi, violenze psicologiche e percosse, anche innanzi ai figli minorenni. La donna ha per parecchio tempo mantenuto il silenzio su quanto accaduto tra le mura domestiche, e poi, esasperata, si è rivolta ai Carabinieri che hanno condotto e concluso le indagini fino all’emissione del provvedimento restrittivo.

I Carabinieri hanno arrestato un bracciante agricolo originario della Romania e residente a Canicattì, Alexandru Ionut Ungureanu, 20 anni, in esecuzione di un ordine di cattura spiccato dal Tribunale di Agrigento per rapina aggravata e lesioni personali in concorso. Il romeno sarebbe corresponsabile di una rapina nella casa di un’anziana pensionata, il 15 aprile del 2018, in contrada Mintina, tra Camastra e Naro. La donna, di 75 anni, picchiata da tre malviventi, è stata poi ricoverata in ospedale. Ad incastrare l’immigrato dalla Romania è una impronta digitale.

Il Consigliere Comunale della Lega Salvini Premier Rita Monella a seguito di diversissime  segnalazioni ricevute da parte dei cittadini residenti presso la zona Zingarello di Agrigento, si è recata nella giornata di ieri, per  toccare con mano, la reale situazione di degrado e di rischio igienico sanitario, unitamente agli abitanti della zona interessata.

La situazione è gravissima, ne è esplicita dimostrazione il video pubblicato sul profilo Facebook del consigliere della Lega. I residenti incontrati hanno testimoniato di sentirsi abbandonati dalla nostra  Amministrazione Comunale. 

Non possiamo permettere che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B. Le imposte sui rifiuti versate dai contribuenti del centro cittadino, sono le stesse di quelle versate da chi abita in zona Zingarello, per cui i servizi devono essere ugualmente garantiti.

Una discarica a cielo aperto che, oltre al rischio igienico sanitario di notevole rilevanza, degrada e offende in maniera vergognosa una meravigliosa zona balneare come quella di Zingarello. 

Lo stato attuale è divenuto ormai emergenziale e la nostra Amministrazione deve in tempi immediati prenderne atto e farsene carico. Va ripulito tutto e va ripristinato il servizio di porta a porta. 

Ritengo indecorosa ed ingiusta la situazione attuale cui sono soggetti i nostri concittadini. La Lega Salvini Premier non ci sta e non ha alcuna intenzione di arrendersi e di lasciare soli i nostri concittadini di già tristemente abbandonati dalla nostra Amministrazione per troppo tempo. 

Rimaniamo in attesa con i residenti di Zingarello di una pronta e risolutiva risposta da parte della nostra Giunta in tempi celeri.

Un uomo quarantenne agrigentino, G M sono le iniziali del nome, ha indirizzato una lettera d’elogio al personale del reparto di Nefrologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, diretto da Antonio Granata. Si tratta di un attestato di stima e di gratitudine reso pubblico dalla direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Al termine di un lungo ed impegnativo percorso di cura, il paziente agrigentino ha fronteggiato con successo due patologie sistemiche rare ed estremamente gravi. L’uomo, tra l’altro, scrive: “La professionalità e la dedizione dello staff sanitario sono state encomiabili, tra i medici e gli infermieri diretti dal primario Antonio Granata”. In particolare, l’agrigentino è stato sottoposto a plasmaferesi, la procedura attraverso cui il plasma del paziente è sostituito con il plasma di donatori sani. E con una molto sofisticata terapia sostitutiva extracorporea il paziente ha superato l’insufficienza renale acuta che altrimenti sarebbe risultata fatale. Il dottor Antonio Granata commenta: “Ricevere un attestato di stima e gratitudine da parte di un paziente suscita una profonda emozione e fa sempre estremo piacere. Oltre a confermare la qualità dell’impegno che quotidianamente si svolge in reparto, fortifica l’impegno di tutto lo staff medico ed infermieristico non solo, sotto il profilo spiccatamente sanitario, per continuare a trattare con dovizia casi delicati come quello che si è presentato, ma anche nel tentativo di umanizzare i percorsi di cura fortificando sempre più il legame con le persone”.

Piu’ di 200 uomini della Squadra Mobile di Palermo, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Federal Bureau of Investigation (FBI) di New York stanno eseguendo arresti e fermi, disposti dalla Dda del capoluogo siciliano, di boss e gregari del mandamento mafioso di Passo di Rigano (Palermo). Il blitz, denominato “New connection”, ha svelato il forte legame tra Cosa Nostra palermitana e la criminalita’ organizzata statunitense, in particolare il potente Gambino Crime Family di New York.

Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso. L’inchiesta, coordinata dalla Dda guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, ha fatto emergere anche la forte capacita’ pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull’economia del quartiere. Ciascun uomo d’onore, nel clan, aveva un ruolo e una mansione specifica nella gestione degli affari. Nel mandamento, inoltre, ogni attivita’ economica – dalla fornitura alimentare, all’ingrosso, alla gestione dei giochi e delle scommesse online – era controllata dalla mafia che gestiva anche il racket delle estorsioni.

Nel quartiere di Passo di Rigano avevano ricostituito la loro roccaforte importanti esponenti della famiglia mafiosa degli Inzerillo, una storica cellula criminale palermitana decimata dal capomafia Toto’ Riina negli anni ’80, durante la seconda guerra di mafia. E’ uno dei particolari dell’inchiesta della Dda di Palermo che oggi ha portato ad arresti e fermi. Gli esponenti della famiglia Inzerillo, costretti a rifugiarsi negli Usa, rientrati in Italia nei primi anni 2000, avevano ricostituito le fila della ‘famiglia’, anche grazie al ritrovato equilibrio con i vecchi nemici.