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Le iniziative artistiche al tempo dell’emergenza coronavirus, e di sensibilizzazione a restare a casa. Ed a casa è stato registrato il brano “Eye in the sky”, dal gruppo musicale agrigentino “Mary pop hits”, composto da Roberta Braccieri voce, Gabriele Migliaccio al basso, Andrea Marchetta alla chitarra, e Giuseppe Calà alla batteria.

Il sindacato Confasi Sicilia a breve attiverà uno sportello riservato agli insegnanti ed alle loro attività supportandoli nelle richieste di mobilità, nell’aggiornamento e nella preparazione ai concorsi, e altro ancora. Così ha annunciato il presidente regionale di Confasi, Davide Lercara, nel corso di una video conferenza che si è svolta tra i componenti del direttivo regionale in presenza, tra gli altri, del Presidente nazionale del sindacato, Antonio La Ghezza, che afferma: “Confasi ha da sempre messo al centro della propria attività sindacale la tutela della classe docente supportando le iniziative che nascono dal territorio. L’onlus Orizzonti Futuri, emanazione diretta di Confasi, infatti, ha donato più di 120 defibrillatori ad istituti scolastici del nostro paese. Queste donazioni hanno aumentato la sicurezza della classe docente e degli alunni. Le nostre attività sono e saranno sempre concrete in favore del mondo scolastico”.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 37.311 (+1.213 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.458 (+42), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.050 persone (+20), 237 sono guarite (+14) e 171 decedute (+8).
Degli attuali 2.050 positivi, 605 pazienti (0) sono ricoverati – di cui 51 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.445 (+20) sono in isolamento domiciliare.

“Ennesimo blitz nascosto ad istituzioni locali e cittadini per sistemare immigrati alla bene e meglio. Dopo il caso di Pozzallo, ieri, gli abitanti di Siculiana si sono ritrovati con il centro di accoglienza Villa Sikania di nuovo aperto (dopo che era stato chiuso in autunno) per ospitare una settantina di immigrati. Presenterò un’interrogazione urgente al ministro dell’interno per chiedere spiegazioni e soprattutto per esigere che vengano bloccati gli sbarchi in Sicilia. Cosa ha deciso il governo Conte? Vuole forse trasformare la Sicilia nel centro di accoglienza d’Europa? E’ vergognoso che neanche durante l’emergenza non si blocchi l’arrivo di immigrati. E’ grave constatare come il sindaco di Siculiana non sia stato avvertito su quanto sarebbe accaduto e che si sia ritrovato il centro riaperto senza il minimo preavviso. Questa è una dittatura celata di buonismo che mette a repentaglio la salute di tutta la nostra Regione. È ormai consolidata l’opinione che bloccato il contagio proveniente dall’oriente, il ‘contagio di ritorno’ arriverà da sud, in particolare dall’Africa. Da Pozzallo a Lampedusa, da Siculiana a Ragusa, fino a Porto Empedocle, amministratori di tutti i colori, compresi 5S e PD e comitati cittadini denunciano preoccupati una situazione che sta precipitando e contestano tali incoerenti strategie che vedono gli italiani ossequiosi chiusi in casa e gli immigrati giungere indisturbati nei territori italiani e specificatamente in quelli dell’Italia del sud”.
Così il deputato siciliano Alessandro Pagano, vice capogruppo  della Lega alla Camera.

“Prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata, attraverso un’attenta e accurata valutazione di tutti i possibili indicatori di rischio di condizionamento dei processi decisionali pubblici funzionali all’assegnazione degli appalti”.

Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in una direttiva ai prefetti, sottolineando “l’esigenza di rafforzare la tutela dell’economia legale dagli appetiti criminali, precludendo spazi di agibilità che potrebbero aprirsi in questo contesto difficile e in quello che ci attende”.

Nella circolare poi si legge: “Alle difficoltà delle imprese e del mondo del lavoro” determinate dall’emergenza coronavirus “potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco, da un lato, la recrudescenza di tipologie di delittuosità comune e il manifestarsi di focolai di espressione estremistica, dall’altro, il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali”. Lamorgese invita i prefetti a mettere in campo “una strategia complessiva di presidio della legalità”.

“Al fine di agevolare la ripresa del sistema economico e contenere le manifestazioni di disagio che possono verosimilmente avere risvolti anche sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica”, i prefetti vengono sollecitati a “dare massimo impulso alle attività di ascolto, di dialogo e di confronto con gli attori istituzionali, i rappresentanti territoriali delle categorie produttive, delle parti sociali e del sistema finanziario e creditizio al fine di intercettare ogni segnale di possibile disgregazione del tessuto sociale ed economico, con particolare riguardo alle esigenze delle categorie più deboli. Un’opera di sensibilizzazione rivolta agli enti territoriali competenti ad adottare ulteriori misure di sostegno a situazioni di disagio sociale ed economico e di assistenza alla popolazione, anche attraverso l’attivazione di sportelli di ascolto e la promozione di iniziative di solidarietà a vantaggio delle fasce di cittadini con maggiori difficoltà. In tale ambito – conclude il ministro – una particolare premura dovrà essere prestata, tra gli altri, al tema del disagio abitativo che nell’attuale scenario è destinato a subire un incremento significativo, a maggior ragione in quei contesti territoriali nei quali più alto è il rischio di tensioni”.

“Una nave per la quarantena degli immigrati, capace di ospitare fino a 488 persone. L’abbiamo trovata: è la Motonave Azzurra della compagnia Gnv, dotata di protocollo sanitario per l’assistenza a bordo di casi di Covid-19 positivi,  idonea quindi a garantire le condizioni sanitarie necessarie alla quarantena di sospetti contagi ed attrezzata anche per preparare i pasti giornalieri. Ecco la nostra soluzione, presidente Conte, non ci sono più alibi. Basta solo sottoscrivere il contratto. Ed è un compito del governo nazionale”.
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
“Non c’è più motivo – prosegue il governatore – di scaricare sulle strutture della Sicilia il peso organizzativo di collocare centinaia di persone immigrate, pronte a sbarcare nei prossimi giorni sulle coste siciliane, vittime di spregiudicati venditori di carne umana. La Sicilia non vuole vivere col Coronavirus la stessa drammatica esperienza della Lombardia: la gente ha paura, i sindaci hanno civilmente lanciato l’allarme, come faccio io da tre giorni. Evitiamo altra tensione sociale. I migranti che rischiano di annegare vanno soccorsi e messi in quarantena. Ma lo si faccia su una nave in rada. E anche presto”.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 36.098 (+2.311 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.416 (+52), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.030 persone (+29), 223 sono guarite (+14) e 163 decedute (+9).

Degli attuali 2.030 positivi, 605 pazienti (-15) sono ricoverati – di cui 53 in terapia intensiva (-5) – mentre 1.425 (+44) sono in isolamento domiciliare.

Giuseppa Dimino, 73 anni, di Sciacca, vuole gridare al mondo la sua guarigione da Covid-19 dopo un terribile mese in cui la sua vita è stata sconvolta. La donna ha contratto il virus nel luogo in cui si riteneva più al sicuro, all’interno dell’ospedale di Sciacca dove stava assistendo il marito, Francesco Bondì, di 77 anni.

Il marito ogni tanto soffriva di crisi respiratorie e doveva, quindi, ricorrere al pronto soccorso. Solitamente la crisi veniva superata. Dopo l’apprensione seguiva il ritorno a casa. Anche questa volta è fatta. La battaglia vinta.

Ma questa volta no. La battaglia è diventata più impegnativa. Francesco Bondì, per le complicazioni, venne assicurato al reparto di Medicina dell’ospedale di Sciacca. Si, assicurato. Quando si è in ospedale si pensa di essere in un luogo al riparo del nemico. Ma così non è stato. E Bondì, senza saperlo, finiva al centro del campo del nemico che bombardava le sue micidiali armi: il virus che veniva dalla lontana Cina.

Infatti, proprio in questa unità operativa era al lavoro la dottoressa che, di lì a poco, sarebbe diventata la prima persona affetta da Covid-19 in provincia di Agrigento. La battaglia si trasformò in guerra. Il marito di
Giuseppa Dimino era già in fase di piena ripresa e ogni cosa sembrava andare per il meglio. Anche stavolta, si immaginava, si rientrava dal fronte della guerra vittoriosi. Ma scattò l’emergenza e con essa i primi tamponi ai malati presenti in reparto, molti dei quali risultarono positivi. Il suo, e quello di tante altre persone che assistevano i loro familiari, fu fatto solo all’indomani, dopo forti insistenze.

All’ansia si aggiunge l’attesa, la preoccupazione. Poi l’arrivo della notizia: il tampone è positivo per il marito. La moglie risulta negativa al test. Per la donna arriva l’ordine di abbandonare subito l’ospedale. Vi è la separazione fisica dal marito che rimane nel campo di battaglia a combattere contro il subdolo e invisibile nemico.

E nella mente della donna si fa forte l’dea che quella separazione fisica possa trasformarsi in un ultimo momento di vita insieme.

Lei tornava a casa ponendosi in quarantena. Per il marito la guerra si faceva aspra, dura, impari. La situazione si complicava tanto da richiedere il trasferimento all’ospedale di Caltagirone, nel reparto di malattie infettive. Qui morirà in assoluta solitudine mentre era in terapia intensiva.

Nel frattempo, però, la signora Dimino accusava qualche lieve sintomo e veniva di nuovo sottoposta a tampone, questa volta risultato positivo. Il decorso della sua infezione  è andato bene e si è consumato tutto all’interno della sua casa dove ha dovuto affrontare da sola il terribile dolore della scomparsa del marito, senza nemmeno l’abbraccio e il sostegno delle figlie e delle nipoti, tutte impossibilitate ad intervenire per la sua positività al virus.

La signora Dimino non ha avuto la possibilità di vedere la bara del marito, ancora in deposito al cimitero di Sciacca in attesa di tumulazione.

Finalmente, oggi, in questa vicenda di grande sofferenza e tristezza, si è accesa una luce di speranza con la notifica, da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale ed anche del Sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, della certificazione di avvenuta guarigione da Covid-19, con la conseguente possibilità di lasciare il triste isolamento casalingo in cui ha vissuto negli ultimi 40 giorni. Con sofferenze di questa portata, ricominciare a vivere non sarà certo facile, ma, intanto, la signora Giuseppe Dimino, di Sciacca, grida al mondo: “Sono guarita!”. Guarita dal virus, ma non dal profondo dolore che l’accompagnerà indelebile nei giorni a venire.

Il medico farmacista agrigentino, Giovanni Casula, si è reso protagonista di un’iniziativa di solidarietà e di sostegno, al tempo del coronavirus, tanto insolita quanto utile. In Liguria, nel comune in cui Giovanni Casula lavora, a Montoggio, in provincia di Genova, il farmacista distribuisce gratuitamente le mascherine. Giovanni Casula spiega: “Ho compreso che manca un’adeguata sensibilità sull’importanza di indossare le mascherine. Da qui la decisione di distribuire gratuitamente quelle della mia farmacia. Nonostante la donazione gratuita avviata dalle istituzioni, nei centri dell’entroterra si fatica a comprendere quanto possa essere importante seguire il protocollo della prevenzione in tema di coronavirus. Quando consegno le mascherine raccomando sempre le regole da seguire nei negozi: mani disinfettate, mantenere la distanza, non toccare scaffali e merce, indossare le mascherine”.